TAV Torino-Lione: fallimenti, buchi, furbate! E tricolori sbiaditi

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MERCOLEDÌ 20 AGOSTO 2014 13:03

PRISMANEWS

No Tav

Uccisa dalla solita (italica) banalità estiva la notizia diffusa da France3 che ha rilanciato l’allarme circa l’aumento dei tumoriprovocato dal passaggio dei mezzi pesanti nelle Alpi.

L’emittente tv ha richiamato l’ennesima denuncia per ‘Messa in pericolo della vita del prossimo’ depositata martedì 5 agosto al Tribunale di Chambéry da parte del Coordinamento francese contro la Lyon-Turin e che paragona l’inquinamento delle polveri sottili prodotte dai motori diesel a quello delle trasfusioni di sangue contaminato da Hiv. IlMovimento No TAV si è associato a questa battaglia con una denuncia allo stesso Tribunale depositata due mesi fa, dato che lo stesso inquinamento si presenta in Italia; interessante sapere che il Consiglio Generale della Savoia ha riconosciuto lo scorso 2 luglio il pericolo per la salute dei cittadini derivante dal traffico dei mezzi pesanti nel tunnel del Fréjus.

Il Coordinamento francese contro la Tav afferma che ci sono le prove “Che nessun provvedimento è stato preso dalle autorità pubbliche per ridurre il traffico dei mezzi pesanti nei valichi alpini” e che sono stati fatti “Favori alla lobby degli autotrasportatori sotto forma di aiuti economici”. Le opposizioni francese e italiana all’Alta Velocità sollecitano l’impiego immediato della linea ferroviaria esistente tra Torino e Lione, oggi utilizzata solo al 15% della sua potenzialità nonostante sia stata rinnovata di recente con un investimento italo-francese “Di circa 1 miliardo”. Sarebbe molto più redditizio anziché proseguire nello spreco di 30 per la costruzione della inutile To-Lio.

Qualche giorno fa si e’ intanto avuto un piccolo anniversario. Come ricorda il Movimento, “Fu infatti il 7 agosto del 2003 che il Ministero dei Trasporti deliberò l’apertura del cantiere di Venaus (autor. 19395/2003). Il Movimento ha diffuso una sintesi di quanto accaduto in undici anni per verificare se la cronologia del cunicolo geognostico abbia centrato gli obiettivi.

Già nel 2005 tutto si fermò. “Per superare l’opposizione il Governo di allora promise di sfilare l’opera dalla famigerata Legge Obiettivo per ricondurla nella procedura ordinaria e poi fondò l’Osservatorio, con il preciso compito di confrontare tutti gli approfondimenti di carattere ambientale, sanitario ed economico e di esaminare, valutare e rispondere alle preoccupazioni della Valle di Susa. Ben presto però la L.O. venne ripristinata e l’Osservatorio espulse le amministrazioni non favorevoli, subito dopo aver pubblicato due relazioni governative che – sulla capacità della ferrovia esistente e sul futuro dei traffici – davano ragione all’opposizione valsusina”.

Si ripartì allora da Chiomonte, dove il Comune era più favorevole. “Il progetto definitivo non venne rifatto ma scopiazzato da quello vecchio, approvato a novembre 2010 e pubblicato ad aprile 2011. Quell’estate il Movimento NoTav affittò legalmente la zona della Maddalena e resistette fino a quando LTF occupò l’area con l’aiuto dei militari”. Nel frattempo, ecco altri due fallimenti. Il primo riguarda gli appalti per i lavori iniziali che hanno visto vincere imprese dal dubbio passato, senza certificazioni, il cui titolare – scoprirà solo nel 2014 l’inchiesta San Michele – “Trafficava illegalmente rifiuti sotto gli occhi di Carabinieri, Polizia e Finanza. Il secondo attiene al cunicolo geognostico.

Ad aprile 2013, infatti, LTF deposita il progetto definitivo del tunnel di base. “Nei suoi documenti si legge che la conoscenza del Massiccio d’Ambin è nulla, scarsa e poco significativa. L’opera di Chiomonte (e di Venaus) doveva servire proprio a eliminare tale ignoranza. Come minimo, il progetto del traforo avrebbe dovuto aspettare i risultati dell’indagine che – a oggi – ha studiato meno di 1,2 km (e soltanto a partire dal IV km fornirà informazioni geologiche significative).

Un altro fallimento si compie nello stesso periodo ma verrà smascherato solo un anno dopo, per merito dei NoTav. “A marzo 2013 la Commissione Europea concede a Ltf di ritardare il termine del cunicolo dal 2013 al 2015, ma diminuisce il finanziamento del 40% a causa del notevole ritardo tecnico-amministrativo. Notiamo di passaggio che i beneficiari hanno approvato le modifiche a dicembre 2012: dunque Ltf quando comincia a scavare conosce già la riduzione!”.

Da parte italiana, il CIPE impone a LyonTurinFerroviaire di adempiere – prima dell’inizio dei lavori – a numerose prescrizioni, dalla VIS alle indagini ‘ante operam’. “Non è stato fatto, almeno in maniera compiuta, e – nonostante sia stato denunciato in ogni sede – nulla è accaduto”.

E così, in attesa di altri compleanni, i soldini continuano a girare…

TAV Torino-Lione: fallimenti, buchi, furbate! E tricolori sbiaditiultima modifica: 2014-09-03T16:21:13+02:00da davi-luciano
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