L’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’ (ISS) RACCONTA UN’ALTRA STORIA SUL COVID-19

L’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’ (ISS) RACCONTA UN’ALTRA STORIA SUL COVID-19

In attesa che il presidente Conte e i suoi 450 esperti delle varie Task Force governative bollino come «bufala» o «complottista» l’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), massimo organo sanitario italiano, emerge un quadro che ribalta completamente la narrativa terroristica fatta sinora dai media di regime.

I dati sono aggiornati al 14 maggio 2020, meno di una settimana fa, e subito resi pubblici dal quotidiano «Italia Oggi». E di certo solleveranno non poche polemiche contro il lockdown e l’uso politico che ne è stato fatto dal governo e dai suoi «consulenti scientifici», con i giganteschi danni economici e i limiti arbitrari imposti alla libertà dei cittadini.

Innanzitutto va rilevato che la base statistica presa in esame dall’ISS e ISTAT è ampia e riguarda l’86% della popolazione italiana residente.

Di conseguenza, le tabelle e i grafici sono numerosi. Ma il dato che più colpisce è questo: i deceduti per Covid-19 che non avevano patologie pregresse sono stati appena il 3,9% dei morti complessivi, meno delle vittime di incidenti stradali.

Il focus dello studio si concentra poi su 2.848 deceduti per i quali, precisa l’ISS, «è stato possibile analizzare le cartelle cliniche».

In questo modo si è potuto accertare se gli italiani deceduti di questo campione, e positivi al Covid-19, fossero stati affetti in precedenza da altre patologie, e quali, in un range che comprende: cardiopatie, ipertensione, diabete, cancro, epatite, insufficienza renale, dialisi, Hiv e obesità.

Proiettando su scala italiana i risultati di questo campione di 2.848 deceduti, si può stimare che in Italia vi sono stati 1.150 morti da Covid-19 senza patologie pregresse, e poco più di 6mila con una sola patologia pregressa.

Dati inferiori di molto non solo ai circa 3mila morti l’anno che si registrano, in media, per gli incidenti stradali, ma anche agli 8mila decessi, tra diretti e indiretti, causati di solito dalle influenze stagionali.

Ma è evidente che i dati che più si prestano alle inevitabili polemiche politiche e scientifiche sono il 3,9% dei deceduti senza patologie pregresse, dato oggettivamente basso, e i numeri dei contagi e dei decessi che nella maggioranza delle regioni sono stati molto contenuti rispetto all’unica vera zona rossa, cioè di fatto le provincie di Bergamo, Brescia e nel piacentino, dove vi è stato il 51% dei deceduti totali.

Una ecatombe dove i fattori che meritano di essere indagati a fondo, possibilmente da scienziati veri e non solo dalla magistratura, sono numerosi: l’origine del virus, l’incidenza dei vaccini antinfluenzali sui morti attribuiti al Covid-19, lo zig-zag dei politici locali e governativi, i proclami «antirazzisti» dei burocrati PD che hanno fatto perdere tempo preziosissimo, il ritardo e la scarsa sintonia degli interventi sanitari, il divieto governativo – ricalcato pari pari sul modello cinese – a praticare autopsie per comprendere le cause di mortalità dei pazienti, con punte di colpevole leggerezza nelle residenze per anziani e picchi di eroismo medico nelle terapie intensive.

Il tutto per tentare di redigere un protocollo sanitario valido per l’immediato futuro, facendo a meno dei virologi da salotto tv.

Ora però, statene pur certi, assisteremo a un grottesco balletto di rimpalli e diversivi del saltimbaco che siede alla presidenza del consiglio col suo team di 450 esperti per depistare e sminuire l’impatto dei dati emersi dalla ricerca dell’ISS.

Oppure i 60mila «assistenti civici» per farvi rispettare quella ridicola pagliacciata che è il «distanziamento sociale», nato da una falsa «pandemia» ora certificata anche da numeri ufficiali.

Una falsa pandemia che però ha bloccato il mondo in attesa che scoppi un’altra falsa pandemia il prossimo autunno, come già i tromboni politico-televisivi annunciano di continuo grazie alla loro sfera di cristallo.

Ma tranquilli, perché qualsiasi cosa di razionale possiate dire loro vi risponderanno con le uniche parole che conoscono: complotto e/o bufale! Sicuri che, al solo evocare queste due paroline magiche, vi tapperanno la bocca!

L’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’ (ISS) RACCONTA UN’ALTRA STORIA SUL COVID-19ultima modifica: 2020-06-03T21:29:23+02:00da davi-luciano
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