Quarto giorno di mobilitazione, iniziative e passeggiata serale

https://www.notav.info/post/quarto-giorno-di-mobilitazione-iniziative-e-passeggiata-serale/

post — 25 Giugno 2020 at 01:02 

Si è concluso anche questo quarto giorno di mobilitazione No Tav.

Con il presidio dei Mulini che si rafforza in presenze di ora in ora, anche nel resto della Valle ci si continua a mobilitare in solidarietà ai presidianti e contro l’atto vergognoso di riprendere i lavori (anche se minimi) in una territorio che ha ben dimostrato cosa pensa del Tav.

Durante tutto il giorno tanti valligiani sono riusciti a raggiungere il presidio evitando i cacciatori di Sardegna, impegnati a scovare i sentieri praticati dalla popolazione autoctona ed impedirne il passaggio. Rispetto a questa novità viene da chiedersi se a qualcuno non appaia un po’ ridicolo impiegare un corpo speciale dei carabinieri, generalmente  impegnato nelle operazioni di ricerca dei sequestrati e della localizzazione di latitanti, contro delle persone che cercano di portare viveri a chi risulta di fatto assediato da oltre 72 ore. Retorica a parte, ricordiamo come da anni questo corpo speciale sia utilizzato in valle insieme a militari e tutte le altre forze dell’ordine per imporre con la violenza e la minaccia un qualcosa di pericoloso, inquinante ed inutile.

Tornando alle iniziative della giornata, nel pomeriggio un gruppo di No Tav ha improvvisato un flash mob presso piazza Trento a Susa, costringendo alcuni poliziotti che vi banchettavano a lasciare il ristorante in fretta e furia, sommersi dai  cori che sottolineavano quanto poco sia gradita l’occupazione militare ad oggi operativa in valle.

Terminata questa iniziativa ci si è riuniti ai giardini di Giaglione da dove, dopo una partecipata assemblea, si è partiti in direzione presidio nonostante continui ad esserci la strada bloccata dai jersey.

Tra cori, battiture e tentativi di prendere diversi sentieri per raggiungere il presidio e portare viveri, alla fine anche questa volta si è perseguito l’obiettivo.

Ogni giorno che passa si rafforza la nostra determinazione. Il coraggio non ci manca. A sarà dura….per loro!!

Avanti No Tav!

Ancora sui sentieri, lacrimogeni sui No Tav

https://www.notav.info/post/ancora-sui-sentieri-lacrimogeni-sui-no-tav/

post — 24 Giugno 2020 at 00:33

Si è conclusa anche questa giornata di mobilitazione, che dal mattino prestissimo ha visto i No Tav al presidio dei Mulini darsi un gran da fare per mettere in sicurezza l’area ed organizzare gli spazi nel migliore dei modi.

Il movimento si è ritrovato alle 18 in assemblea presso i giardinetti di Giaglione e dopodiché si è di nuovo presa la via dei sentieri per provare a portare un po’ di rifornimenti a chi continua ad essere assediato dagli uomini comandati dalla Questura di Torino.

Ci chiediamo quale soddisfazione possa dare quella di impedire alle persone di nutrirsi e bere acqua, ma magari qualche velina a stretto giro ce lo spiegherà….

Cori, battiture e tentativi di praticare sentieri più decentrati hanno impegnato i No Tav per diverse ore, riuscendo a non farsi scoraggiare dall’imponente dispositivo poliziesco e dai lacrimogeni lanciati addirittura nel bosco per tentare di ostacolarli.

I No Tav stasera non solo hanno raggiunto il presidio riempiendo la cambusa di viveri ma anche, non paghi, hanno rilanciato per domani l’appuntamento alle ore 18 presso i giardinetti di Giaglione.

Sappiamo bene che l’azienda privata Telt ha un cronoprogramma da rispettare per non perdere i fondi europei e sta decisamente rischiando di farlo nonostante le 1000 e più proroghe, ci chiediamo però cosa ci guadagnino polizia, carabinieri, cacciatori di Sardegna a fare da guardie giurate a degli affaristi senza alcuna dignità….anzi no, lo sappiamo: sono due facce della stessa medaglia, dello stesso sistema.

Ai nostri posti ci troverete sempre!

Avanti No Tav!

Susa, poliziotti contestati dai militanti No Tav all’uscita da un ristorante. Urla contro gli agenti: “Via le truppe dalla valle”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/06/25/susa-poliziotti-contestati-dai-militanti-no-tav-alluscita-da-un-ristorante-urla-contro-gli-agenti-via-le-truppe-dalla-valle/5847125/?fbclid=IwAR3HuUkU_6NOWRhy2WtiZFEK5ZLtBSuPc7E3xbI4KPJsfHeJ7xOXfDNqeno

CRONACA– 25 GIUGNO 2020

 Mercoledì 24 giugno, alcuni militanti No Tav hanno organizzato un flash mob nel centro di Susa, di fronte a un ristorante che ospitava un gruppo di poliziotti a fine del turno. Gli attivisti li hanno contestati con urla e cori: “Via le truppe dalla valle” hanno gridato al gruppo di agenti che stava uscendo dal locale. La protesta punta il dito contro “la militarizzazione della Valle” spiegano i No Tav, che da domenica sono in presidio permanente nell’area dei Mulini di Giaglione per provare a impedire l’allargamento del cantiere. Dormono sui tetti dei ruderi in attesa di un possibile sgombero isolati dalle forze dell’ordine. Nessuno può entrare, ma si può solo uscire. Ma i militanti ogni giorno sono riusciti a portare cibo e acqua e a dare il cambio ai presidianti aggirando i blocchi e i lacrimogeni lanciati nei boschi

Ancora sui sentieri, lacrimogeni sui No Tav

https://www.notav.info/post/ancora-sui-sentieri-lacrimogeni-sui-no-tav/?fbclid=IwAR3ReBwWY-6nLG7Y6Zh2u83MSOhBZO0f-PPpmrNHb4Xt2OAUjFLEZ1Ertq0

post — 24 Giugno 2020 at 00:33

Si è conclusa anche questa giornata di mobilitazione, che dal mattino prestissimo ha visto i No Tav al presidio dei Mulini darsi un gran da fare per mettere in sicurezza l’area ed organizzare gli spazi nel migliore dei modi.

Il movimento si è ritrovato alle 18 in assemblea presso i giardinetti di Giaglione e dopodiché si è di nuovo presa la via dei sentieri per provare a portare un po’ di rifornimenti a chi continua ad essere assediato dagli uomini comandati dalla Questura di Torino.

Ci chiediamo quale soddisfazione possa dare quella di impedire alle persone di nutrirsi e bere acqua, ma magari qualche velina a stretto giro ce lo spiegherà….

Cori, battiture e tentativi di praticare sentieri più decentrati hanno impegnato i No Tav per diverse ore, riuscendo a non farsi scoraggiare dall’imponente dispositivo poliziesco e dai lacrimogeni lanciati addirittura nel bosco per tentare di ostacolarli.

I No Tav stasera non solo hanno raggiunto il presidio riempiendo la cambusa di viveri ma anche, non paghi, hanno rilanciato per domani l’appuntamento alle ore 18 presso i giardinetti di Giaglione.

Sappiamo bene che l’azienda privata Telt ha un cronoprogramma da rispettare per non perdere i fondi europei e sta decisamente rischiando di farlo nonostante le 1000 e più proroghe, ci chiediamo però cosa ci guadagnino polizia, carabinieri, cacciatori di Sardegna a fare da guardie giurate a degli affaristi senza alcuna dignità….anzi no, lo sappiamo: sono due facce della stessa medaglia, dello stesso sistema.

Ai nostri posti ci troverete sempre!

Avanti No Tav!

Val Susa. “Tattiche israeliane” contro i No Tav

https://contropiano.org/news/politica-news/2020/06/23/val-susa-tattiche-israeliane-contro-i-no-tav-0129376?fbclid=IwAR2uXuUtSSdALdI8sh8hxohoqYnx12zmlOklg9dOX-u3PXJTAW31F8-n8uU

Notizie dalla Val Susa sulle “pratiche abnormi” delle presunte “forze dell’ordine”. Da leggere assolutamente.

*****

Da oltre 24 ore la polizia non fa passare cibo e acqua al presidio no Tav e non si riesce ad andare a dare il cambio ai compagni già presenti da ieri.

Un presidio è una forma di protesta pacifica in cui alcuni cittadini si riuniscono manifestando attraverso il dialogo e la visibilità un idea contraria, forma assolutamente legale e democratica , prevista dalla nostra costituzione , che non ha nulla di violento.

Da però fastidio a chi teme il passaggio di notizie , tanto che non si fanno passare nemmeno i giornalisti che potrebbero riportare informazioni da parte del movimento, su quello che sta realmente accadendo in Val di Susa.

Il fatto di lasciare i manifestanti senza cibo e acqua è niente meno che una delle più disumane tecniche strategiche utilizzate nelle più sanguinose guerre! Quindi ancora una volta, ancora e di nuovo, dobbiamo tornare a chiederci, da che parte sta davvero la violenza in tutto questo?

La violenza di voler impedire una forma di protesta democratica e pacifica , la violenza psicologica da parte di chi vuole imporre e che viola la libertà di pensiero e di scelta e la violenza fisica lasciando consapevolmente persone senza cibo e acqua, la violenza che arriverà, quella vera, quella fatta di botte e di massacri, che arriverà come è sempre arrivata, quando hanno avuto una scusa buona da vendere al telegiornale e infine, la violenza dell’insulto all’intelligenza di questo popolo che si continua a riempire di bugie, di fatti traviati, falsi, manipolati e depravati.

Oggi, 22 giugno 2020, siamo ancora qui, noi con la nostra verità e loro con le loro bugie, oggi, dopo una pandemia, dopo tanti morti e tanta sofferenza, questi professionisti del malaffare, a partire dai politici fino alle aziende coinvolte e mafiose, dai laureati pagati per dire assurdità senza una pezza supportata da una teoria scientifica…

Tanto che ne capisce il popolo che si beve qualsiasi fesseria, fino all’informazione di regime che dice solo quello che conviene dire, sono ancora qui, a cercare di far credere alle persone, che fare una ferrovia vecchia 30 anni che va a Lione, che già c’è, sia più importante di mettere a posto ospedali, scuole e trasporti interni.

E’ una vergogna che ci sia chi ancora cerca di manipolare la situazione per guadagnarci qualche appalto, finanziamenti privati e promesse di carriera ed elettorali, è una vergogna che ci sia ancora chi è disposto ad eseguire ordini su commissione, commettendo abusi, senza porsi la domanda sul proprio reale ruolo in questo paese e sulla provenienza del proprio stipendio , ma ancor più grave è il silenzio di chi si gira dall’altra parte o di chi ancora non sa o non capisce!!!

 * foto di Diego Fulcheri Zografos

Tav, il megacantiere climaticida e le bufale della Ue

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/06/23/tav-il-megacantiere-climaticida-e-le-bufale-della-ue/5841247/?fbclid=IwAR0-vF6D0cqjV1ery75Qtv6IMJWmzTU0wIvTQ4p0351Gh6HeHJ0W7xwuzr0

Tav, il megacantiere climaticida e le bufale della Ue

L’Europa da un lato promette interventi per l’ambiente, dall’altro finanzia opere inutili e dannose come il Tav. E questo nonostante la botta al progetto lanciata proprio dalla Corte dei Conti europea, secondo cui inquina molto oggi, per un (improbabile) vantaggio che si inizierà a vedere nel 2080

Le politiche ambientali richiedono coerenza. A nulla serve introdurre buone pratiche “verdi”, come l’Ecobonus per la riqualificazione energetica degli edifici, se poi si lasciano indisturbati i processi che ingoiano risorse non rinnovabili come il suolo e e producono rifiuti ed emissioni che danneggiano il clima. Le grandi opere trasportistiche come autostrade, aeroporti e ferrovie ad alta velocità sono tra questi. Infrastrutture come il Tav Torino-Lione, sono sostenute caparbiamente dai governi interessati e dalla Commissione Trasporti UE come opere ecologiche, in realtà non lo sono affatto. Non tutto il traffico ferroviario è infatti a basse emissioni, soprattutto quando si devono realizzare grandi tunnel con mega cantieri della durata di oltre un decennio, e qui parliamo di una doppia canna da 57 km. Lo abbiamo scritto anche sul Fatto più volte, l’ultima l’11 maggio scorso.

Questa preoccupazione è ora finalmente emersa in modo inequivocabile anche nella relazione speciale numero 10 sulle grandi infrastrutture di trasporto pubblicata nientemeno che dalla Corte dei Conti Europea. A pagina 33, paragrafo 38 si legge che “la costruzione di nuove grandi infrastrutture di trasporto è una fonte rilevante di emissioni di CO2 e vi è un forte rischio che gli effetti positivi siano sovrastimati. Nel 2012 il gestore dell’infrastruttura francese ha stimato che la costruzione del collegamento Lione-Torino avrebbe generato 10 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 (pari a una città italiana di un milione e mezzo di abitanti in un anno, aggiungo io). Gli esperti consultati dalla Corte hanno concluso che le emissioni di CO2 verranno compensate solo 25 anni dopo l’entrata in servizio dell’infrastruttura (quindi dopo il 2055, mia precisazione), ma se i livelli di traffico raggiungono solo la metà del previsto, occorreranno 50 anni dall’entrata in servizio prima che le emissioni di CO2 prodotte dalla costruzione siano compensate (cioè nel 2080, ndr)”. Il che è del tutto incompatibile con il Green Deal europeo e l’esigenza di azzerare le emissioni al massimo entro il 2050.

Come volevasi dimostrare sarebbe una cura peggiore del male, un’opera che prima sporca di sicuro e poi promette – forse – di pulire, e che se proprio si vuole fare, contro tutte le evidenze di inutilità funzionale ed economica, bisognerebbe almeno avere il pudore di derubricare dall’elenco degli interventi a favore del clima e dell’ambiente. Per questo motivo andrebbe una buona volta fermata sul nascere, soffocata finché è ancora piccola e incompleta, in modo che non sprechi altro denaro pubblico, che non infligga altre ferite alle nostre Alpi e che non emetta i 10 milioni di tonnellate di CO2 preventivati, che come i costi potrebbero facilmente lievitare.

Ancora una volta, supportati dalle evidenze scientifiche e ora anche da un documento ufficiale afferente allo stesso apparato europeo che da un lato promette inediti sforzi per contrastare i cambiamenti climatici e dall’altro finanzia le peggiori opere che li provocano, chiedo con determinazione al ministro dell’Ambiente Costa – già a conoscenza del problema – e al suo analogo francese, Élisabeth Borne, insieme al commissario europeo per il clima Frans Timmermans di pronunciarsi sulla coerenza ecologica di questa scelta, che appare invero in piena contraddizione. E se la valutazione della Corte dei Conti è corretta, che si fermi immediatamente il megacantiere climaticida, destinando i miliardi di euro dei cittadini italiani, francesi ed europei ad altre azioni ambientalmente più efficaci che non siano solo colorate di verde a fini di marketing. I giovani di oggi vi ringrazieranno per la lungimiranza, o se costretti a vivere in un pianeta ostile vi malediranno in conseguenza delle vostre scelte, e questo articolo vuole rimanere testimonianza esplicita che non si potrà dire “non lo sapevamo”.

La risposta della lobby alla Corte dei conti, ruspe in Clarea ma i notav resistono sugli alberi

https://www.notav.info/senza-categoria/la-risposta-della-lobby-alla-corte-dei-conti-ruspe-in-clarea-ma-i-notav-resistono-sugli-alberi/

Newspost — 22 Giugno 2020 at 10:14

Notte di resistenza in Val Clarea. Il monitoraggio popolare del cantiere nei giorni scorsi aveva segnalato movimenti di mezzi da lavoro all’interno del perimetro che facevano presagire una ripresa dei lavori. Il coordinamento dei comitati notav ha quindi inaugurato sabato un presidio permanente nella zona dei mulini storici, edifici che dovrebbero essere distrutti dall’avanzare del cantiere come tutta la zona boschiva circostante. Mentre un piccolo corteo improvvisato partiva da Giaglione verso il cantiere per ribadire che nessuno si sarebbe fatto cogliere impreparato, in tutta risposta il governo ha iniziato a spostare centinaia di poliziotti e militari in Val Susa preparandosi ad attaccare il presidio. L’arrivo di decine di mezzi è stato segnalato da sentinelle notav tra Rosta e Avigliana nella serata di ieri.

Come previsto, questa notte, tali e quali ai ladri, i lobbyisti del tunnel hanno tentato di rimettere in moto la macchina del TAV. Alcune ruspe hanno iniziato a provare a sbancare le rive del torrente Clarea per posare una passerella e mettere jersey con filo spinato a difesa del cantiere della vergogna. La polizia in assetto antisommossa ha circondato il presidio ai mulini ma ha dovuto ripiegare. Tutta la notte i notav hanno resistito con fantasia e determinazione, alcuni gruppetti si sono incatenati ai cancelli e altri sono arrampicati sugli alberi sfruttando la conoscenza del territorio accumulata in questi anni di presenza attiva e ricognizioni. Nel frattempo la polizia bloccava l’accesso dal lato di Giaglione a solidali e giornalisti, provando ad isolare i notav barricati. Con un’ordinanza emanata d’urgenza il Ministero dell’interno, per bocca del prefetto, ha chiesto di chiudere tutta via dell’Avanà, tutta via Roma e le zone circostanti incluse tutte le zone boschive/di campo di Giaglione e Chiomonte.

Questa brusca accelerata rappresenta l’ennesima mossa scomposta di TELT & soci. Presi dal panico per la sonora bocciatura del raddoppio della Torino-Lione da parte della Corte dei conti europeaprovano goffamente a riprendere in fretta e furia i lavori. Per spostare un po di terra in riva al fiume, per l’ennesima volta, le autorità italiane hanno mobilitato centinaia di poliziotti e carabinieri, con un costo folle, in un momento particolarissimo per tutto il paese che richiederebbe di investire risorse ingenti per ben altre priorità.

Per ora i notav sono per ancora alla zona dei mulini, ci dicono di comunicare a tutti che sono tranquilli e il morale è alto ma servirà la partecipazione di tutti nei prossimi giorni, a partire da oggi lunedi 22 giugno APPUNTAMENTO ALLE ORE 18 al CAMPO SPORTIVO DI GIAGLIONE per dare il cambio ai presidianti della Clarea. Per la lobby sitav il messaggio è forte e chiaro, questo è solo un’anticipazione di cosa vorrà dire per questi signori cantierizzare in un territorio ostile.

AI NOSTRI POSTI CI TROVERETE! FORZA NOTAV!

Lyon-Turin : épinglé par le rapport de la Cour des comptes européenne, le projet doit être abandonné

https://europeecologie.eu/lyon-turin-epingle-par-le-rapport-de-la-cour-des-comptes-europeenne-le-projet-doit-etre-abandonne?fbclid=IwAR14mkqkPy9FgJ_Blue3_FDF577OwpqJCaCjrUw55Ums3u41-tUSFUj-ayg

Hier, mardi 16 juin, la Cour des comptes européenne a remis un rapport accablant sur les méga-projets ferroviaires européens. Huit projets ont été audités. Parmi eux, le controversé projet Lyon-Turin auquel s’opposent les écologistes depuis des années.

Retard, rapport coût / bénéfices désavantageux pour la société, impact désastreux sur l’environnement et le climat : les preuves s’accumulent de l’absurdité du Lyon-Turin et de son coût exorbitant qui va croissant.

Les experts de la Cour des comptes estiment que « les 10 millions de tonnes d’émissions de CO2 générées par la construction de la liaison Lyon-Turin ne seraient compensées que 25 ans après l’entrée en service de l’infrastructure » à condition que les prévisions de volumes de trafic restent valables.

« S’ils n’atteignent que la moitié du niveau prévu, il faudra 50 ans à partir de l’entrée en service de l’infrastructure avant que le CO2 émis par sa construction soit compensé », précise le rapport.

Il faudra attendre donc plus de 25 ans, au mieux, 50 ans, plus probablement, pour voir l’intérêt d’un tel projet en termes d’impact sur le climat et sur la pollution de l’air, ce qui est bien trop tard pour la santé des habitant·e·s. Les habitant·e·s de la vallée de l’Arve, en Haute-Savoie, souffrent aujourd’hui très durement du trafic routier. Or, on leur promet un report modal qui ne finit pas d’être retardé, alors même que la rénovation de ligne existante, portée par les écologistes, permettrait une mise des camions sur les rails bien plus rapidement et à moindre coût.

Loin d’être utopique, cette rénovation de la ligne existante était déjà mentionnée, il y a plus de 20 ans, en 1998, dans le rapport Brossier, ingénieur général des Ponts et Chaussées. « Au total, il semble que des améliorations substantielles soient possibles sur la ligne actuelle pour un montant d’investissements qui ne dépasserait pas 10% des sommes nécessaires à la réalisation du projet Lyon-Turin. »

L’heure des projets démesurés et inadaptés à l’urgence de la situation est révolue. Nous ne pouvons plus continuer dans la même logique qu’il y a trente ans, en ne prenant pas en compte les conséquences désastreuses d’un tel projet sur notre environnement. La rénovation de la ligne actuelle constitue une alternative viable. Les conséquences financières, environnementales et sociétales de ce projet sont telles que les citoyen·e·s européen·ne·s méritent un vrai débat démocratique qu’il est temps d’instaurer.

Les eurodéputé-e-s du groupe Verts/ALE :
François Alfonsi

Benoît Biteau
Damien Carême
David Cormand
Gwendoline Delbos-Corfield
Karima Delli
Yannick Jadot
Tilly Metz (Luxembourg)
Michèle Rivasi
Caroline Roose
Marie Toussaint

No Tav ai Mulini, sale la tensione. Polizia pronta allo sgombero

https://torino.corriere.it/cronaca/20_giugno_22/no-tav-presidio-mulini-area-interdetta-ma-abbiamo-raggiunta-a3b11a8c-b4b8-11ea-b466-221e2b27ce86_amp.html

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23 giugno 2020 – 10:51

di Floriana Rullo

Tornano le tensioni al cantiere Tav di Chiomonte. Oggi, nel tardo pomeriggio, numerosi manifestanti sono partiti in corteo da Giaglione diretti al nuovo presidio No Tav dei Mulini, in Valsusa. Ma a bloccargli la strada hanno trovato un jersey e la polizia. A decidere l’interdizione dell’area il prefetto di Torino per garantire l’ordine pubblico.

«Assediati»

«Alcuni attivisti in presidio permanente sono stati “sequestrati” dalle forze dell’ordine – scrive il movimento su Notav.info – li hanno circondati e non fanno avvicinare nessuno. Grazie ad un’ordinanza emanata in fretta e furia nella nottata dal prefetto per esigenze di ordine pubblico, la Questura prova ad impedire i rifornimenti di acqua e cibo ai No Tav assediati da quasi 24 ore».

L’allargamento del cantiere

Nell’area della Clarea è corso la prima fase dell’allargamento del cantiere per la Torino-Lione a Chiomonte. Consentirá l’avvio dei lavori connessi alla realizzazione del tunnel di base. Le attività iniziate questa notte, che rientrano nel programma condiviso da Italia e Francia con l’Unione europea. Sono il primo passo per far partire nei prossimi mesi circa 200 milioni di opere in Piemonte. Chiomonte è il principale cantiere italiano, il sito in Valsusa è stato esteso di circa un ettaro, poco meno di un campo di calcio. Telt aveva fatto ripartire i lavori proprio la scorsa notte. Per l’occasione i No Tav avevano allestito dall’ultimo fine settimana il nuovo presidio nella zona dei Mulini. «Il coordinamento dei comitati notav ha inaugurato sabato un presidio permanente nella zona dei mulini storici, edifici che dovrebbero essere distrutti dall’avanzare del cantiere come tutta la zona boschiva circostante».

Lacrimogeni

Sul posto ora ci sono le forze dell’ordine, che probabilmente procederanno per lo sgombero del nuovo presidio. I No Tav sono riusciti a raggiungere gli attivisti rimasti nel presidio passando da vie secondarie. Per bloccarli le forze dell’ordine hanno iniziato a sparare lacrimogeni.

No Tav, nuovo presidio: «Cantiere verso la ripresa, riparte la resistenza. Fermare l’opera è possibile»

https://torino.corriere.it/piemonte/20_giugno_20/no-tav-nuovo-presidio-cantiere-la-ripresa-riparte-resistenza-fermare-l-opera-possibile-cd811598-b336-11ea-8839-7948b9cad8fb_amp.html

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21 giugno 2020 – 09:56

di Floriana Rullo

Torna a mobilitarsi il movimento No Tav in Valsusa. Domenica 21 sarà inaugurato il presidio permanente dei Mulini, dove secondo gli attivisti ci sarebbe «un importante movimento di mezzi di lavoro all’interno del Cantiere. E’ possibile che si stiano preparando ad una ripresa dei lavori, pertanto da oggi, meglio monitorare il territorio ed essere pronti a Resistere».

L’appuntamento è alle 14 di domenica. Insieme, rispettando le norme anti contagio si muoveranno dal campo sportivo di Giaglione per raggiungere il presidio permanente. «Proprio perché sappiamo che fermare il Tav è possibile e oggi come ieri tocca a noi – dicono dal movimento-, abbiamo lanciato un appello per un’estate che ci vedrà mobilitati sul territorio valsusino in un’attenta opera di monitoraggio e Resistenza ad ogni tentativo da parte del sistema Tav di distruggere ed attaccare il nostro territorio.