TORINO-LIONE IN PAUSA, COME IN FRANCIA ! UN PASSO IN AVANTI

http://www.presidioeuropa.net/blog/la-pausa-italiana/

Il contratto Lega – M5S mette in pausa la Torino-Lione

La Francia ringrazia

La Commissione europea è già pronta a ritirare il finanziamento

Una dichiarazione dell’opposizione francese

version française en bas


Nel contratto Lega – M5S vi è scritto a pagina 50 che “Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia”.

Utilizzando la terminologia francese la Torino-Lione è in pausa.

La Grande Opera Inutile e Imposta è stata dunque per il momento fermata, come ha fatto la Francia 10 mesi fa confermando il suo disinteresse annunciato fin dal 1998 attraverso numerose dichiarazioni dell’Alta Amministrazione francese, compresa la Corte dei conti.

Ma non sono solo le dichiarazioni di pausa italiana e francese che fermano i lavori. Infatti i lavori definitivi non possono in alcuna maniera essere avviati a causa della mancanza dei fondi dei soci finanziatori, Italia, Francia e Unione Europea. E ciò al di là della volontà e delle dichiarazioni di TELT.

Infatti, per avviare i lavori definitivi del tunnel di base, occorre rispettare l’art. 16 del trattato con la Francia del 2012 che impone ai tre soci questa clausola: “La disponibilità del finanziamento sarà una condizione preliminare per l’avvio dei lavori delle varie fasi della parte comune italo-francese della sezione internazionale”. Ossia l’obbligo di garantire con atti formali (leggi dello Stato) tutti i fondi necessari all’intera realizzazione dell’opera.

A questo proposito Daniel Ibanez, portavoce dell’opposizione francese alla Torino-Lione ha dichiarato:  “Né la Francia, né l’Italia, e nemmeno l’Europa possono dimostrare la disponibilità di finanziamenti per il tunnel transfrontaliero, per non parlare delle linee di accesso al tunnel. Coloro che affermano il contrario devono portare delle prove.  Vi è quindi la necessità di ridiscutere l’intero progetto” che tutti hanno giustificato solo grazie a false previsioni “

Intanto i promotori si affannano a invocare le penali europee. Siamo alle solite, questo è il terrorismo delle cifre. Qui spieghiamo perché non vi saranno penali.

Inoltre, nella sua lettera del 17 gennaio 2018 la Commissaria europea ai Trasporti Violeta Bulc, in risposta alla richiesta di chiarimenti del 22 novembre 2017 di un gruppo di eurodeputati, ha riconosciuto che “il finanziamento europeo per la Torino-Lione è stato deciso ed è assicurato solo per il periodo 2016-2019  … e alla fine potrebbe essere riallocato ad altri progetti in base al principio “usalo o perdilo”.

In realtà, evitare la realizzazione dell’inutile progetto Torino-Lione farà risparmiare un sacco di soldi all’Italia.

Avendo sottoscritto con la Francia un contratto capestro, l’Italia dovrebbe pagare per il tunnel di base una fattura di almeno 3,6 miliardi di €, dei quali 2,3 miliardi di € solo per coprire la maggior parte dei costi della Francia.

Domani il Movimento No TAV sfilerà in bassa Valle Susa da Rosta ad Avigliana per riaffermare le ragioni del NO: Italia, Francia e Europa sono avvisate.

Qui una documentazione approfondita Torino-Lione – Un aggiornamento sulla “cantierabilità” del progetto in Italia e in Francia


LA PAUSE ITALIENNE DU LYON TURIN

Le contrat Lega – M5S prévoit la pause du Lyon Turin

La France remercie

La Commission européenne est prête à retirer le financement

Une déclaration de l’opposition française


Dans le Contrat Lega – M5S qui permettra la formation du nouveau gouvernement italien, il est écrit à la page 50 que : « Concernant la Ligne à Grande Vitesse Turin-Lyon, nous nous engageons à rediscuter intégralement le projet en application de l’accord entre l’Italie et la France »

En utilisant la terminologie française, le Lyon- Turin est en pause.

Le Grand Projet Inutile et Imposé a donc été stoppé, comme la France l’a fait il y a 10 mois confirmant sa contrariété annoncée depuis 1998 à travers de nombreuses déclarations de la Haute Administration française, dont la Cour des comptes.

Mais ce ne sont pas seulement les déclarations de la pause italienne et françaises qui arrêtent les travaux. En effet, les travaux définitifs ne peuvent en aucun cas être initiés en raison du manque de fonds des partenaires financiers, Italie, France et Union européenne. Et cela au-delà de la volonté et des déclarations de TELT.

En effet, pour commencer les travaux définitifs du tunnel de base, il faut respecter l’art. 16 de l’Accord de Rome entre la France et l’Italie de 2012 qui impose aux trois partenaires: « La disponibilité du financement sera un préalable au lancement des travaux des différentes phases de la partie commune franco-italienne de la section internationale » C’est l’obligation de garantir, par des actes formels (lois de l’État), tous les fonds nécessaires à la réalisation complète du projet.

À cet égard, Daniel Ibanez, porte-parole de l’opposition française au Lyon-Turin a déclaré: « Ni la France, ni l’Italie, ni même l’Europe ne peuvent afficher la disponibilité des financements du tunnel transfrontalier et encore moins celle des accès au tunnel. Ceux qui prétendent le contraire doivent en rapporter la preuve. » Il y a donc nécessité de rediscuter intégralement le projet « dont tout le monde a reconnu qu’il a été justifié par des prévisions fausses ».

Pendant ce temps, les promoteurs se démènent pour rappeler que la pause peut déclencher les sanctions européennes. Comme d’habitude, c’est le terrorisme des chiffres. Ici, nous expliquons pourquoi il n’y aura pas de pénalité.

Par ailleurs, dans sa lettre du 17 janvier 2018 la Commissaire européenne aux transports, Violeta Bulc, a répondu, en réponse à une demande d’éclaircissement du 22 novembre 2017 émanant d’un groupe de députés européens, que “le financement européen du Lyon Turin a été décidé mais il est assuré uniquement pour la période 2016-2019 … et à terme, il pourrait être réaffecté à d’autres projets selon le principe «use it or lose it »

En fait, en évitant la réalisation de l’inutile projet Lyon-Turin l’Italie pourra économiser beaucoup d’argent, beaucoup plus que la France.

En ayant signé un contrat étouffant avec la France, l’Italie devrait payer pour le tunnel de base une facture d’au moins 3,6 milliards d’euros, dont 2,3 milliards d’euros seulement pour couvrir la plupart des coûts de la France « toujours à court d’argent ».

Demain, le Mouvement No TAV défilera en Val de Suse de Rosta à Avigliana pour réaffirmer les raisons du No au TAV : l’Italie, la France et de l’Europe sont prévenues.

SMETTETELA CON LE FALSITA’ DELLE PENALI !

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Se la Torino-Lione sarà fermata, non vi sarà alcuna penale da pagare !

In queste ore alcune agenzie battono le dichiarazioni di Commissari Governativi, Promotori della Torino-Lione e Presidenti di Regione che, terrorizzati per la possibile sospensione/cancellazione del progetto Torino-Lione, si affannano a dire che in questo sciagurato caso l’Italia dovrebbe pagare 2 miliardi di Euro di penalità.

Questa affermazione è FALSA, chiediamo a chi la fa di portare le prove.

Ricordiamo che i Trattati con la Francia del 2001, del 2012 e del 2015 e con la Ue del 2015 :

– non prevedono una data di avvio e di completamento delle opere geognostiche e/o definitive della tratta transfrontaliera,

– non prevedono alcuna penalità in caso di sospensione e/o risoluzione degli accordi.

Ricordiamo invece che l’Accordo con la Francia del 2012 prevede, all’Art. 16, che “La disponibilità del finanziamento sarà una condizione preliminare per l’avvio dei lavori delle varie fasi della parte comune italo-francese della sezione internazionale”.

I suddetti accordi possono invece essere emendati.

In realtà i lavori definitivi della Torino-Lione non sono mai partiti perché è la Francia che ha messo in pausa la Torino-Lione dal mese di luglio 2017 dato che non dispone dei fondi necessari per l’avviamento dei cantieri relativi alle opere definitive.

Analogamente in Italia deve ancora completarsi l’iter di pubblicazione della delibera Cipe che ha sancito l’ennesima variante del progetto (con lo scavo del Tunnel da Chiomonte anziché da Susa).

Questa situazione è stata resa nota dalla Ministra dei Trasporti francese Elisabeth Borne, e lo ha confermato il Presidente della CADA Marc Dendelot (Commissione di Accesso ai Documenti Amministrativi – http://www.cada.fr/) che nellAvviso n. 20173469 del 4 dicembre 2017 ha scritto: «La Ministre chargée des transports ayant informé la Commission qu’à ce jour les travaux définitifs de la section transfrontalière n’avaient pas été lancés et que les engagements financiers de l’Etat correspondants à ces travaux n’avaient donc pas encore engagés» («La Ministra incaricata dei trasporti ha informato la Commissione che fino ad oggi i lavori definitivi della sezione transfrontaliera non sono stati avviati e che gli stanziamenti finanziari dello Stato (francese, N.d.T.) corrispondenti a questi lavori non sono ancora stati decisi», nostra traduzione).

Inoltre, nella sua lettera del 17 gennaio 2018 la Commissaria europea ai Trasporti Violeta Bulc, in risposta alla richiesta di chiarimenti del 22 novembre 2017 di un gruppo di eurodeputati, ha riconosciuto che «il finanziamento europeo per la Torino-Lione è stato deciso ed è assicurato solo per il periodo 2016-2019  … e alla fine potrebbe essere riallocato ad altri progetti in base al principio “usalo o perdilo”» (nostra traduzione, testo originale: «The EU co-funding of the Lyon-Turin project has been agreed and is secured for the period 2016-2019 …  it may ultimately lead to a reallocation to other projects pursuant to the “use-it-or-lose-it” principle»).

Le attività in corso dal 2002 sono praticamente tutte inerenti lavori propedeutici (studi, progetti, sondaggi, lavori preliminari) che rientrano nel programma già di LTF. Ammontano complessivamente a 1,6 miliardi di euro, di cui a fine 2016 risultavano pagati o impegnati  1,4 miliardi.

Nessuno degli appalti attualmente in completamento riguarda lavori definitivi. Questo comprende ovviamente anche le attività in corso in Francia a San Martin La Porte, che non sono qualificate come lavori definitivi ma come sondaggio geognostico.

Gli appalti finora assegnati da Telt (di cui la società stessa ha dato notizia con propri comunicati il 17 gennaio e il 1 febbraio 2018) sui lavori definitivi ammontano a 91,4 milioni di euro, meno dell’1% di quanto affermato da fonti governative. Di questi gli unici lavori reali ammontano all’ “astronomica” cifra di 800.000 € (meno dello 0,1%).

Non risultano altri appalti assegnati, pertanto risulta estremamente difficile comprendere come sia possibile affermare che sussistano impegni e/o penali cogenti. Qualora questi fossero effettivi, dovrebbero essere obbligatoriamente scritti a bilancio di Telt. Invitiamo gli operatori dell’informazione a chiedere questi elementi a chi ha rilasciato tali dichiarazioni.

In conclusione, e alla luce di quanto sopra, riteniamo opportuno che TELT non lanci gare di appalto e contragga qualunque impegno con chiunque fino al momento in cui, nel rispetto dell’Art. 16 dell’Accordo di Roma del 2012, i tre soci finanziatori del progetto Torino-Lione (Ue, Francia e Italia) non abbiano garantito con atti formali (leggi dello Stato) tutti i fondi necessari all’intera realizzazione dell’opera.

Qui una documentazione approfondita Torino-Lione – Un aggiornamento sulla “cantierabilità” del progetto in Italia e in Francia

COMUNICATO STAMPA NO TAV 17 MAGGIO 2018

http://www.presidioeuropa.net/blog/comunicato-stampa-tav-17-maggio-2018/

Di nuovo in marcia con un’idea chiara:

NO TAV

Manifestazione sabato 19 maggio 2018 da Rosta ad Avigliana

Sabato 19 maggio ci rimetteremo in marcia con una manifestazione da Rosta ad Avigliana, alle porte della Valle di Susa e al centro della tratta italiana dei progetti TAV Torino Lione.

Non ci siamo mai fermati a dire il vero, da ormai 30 anni, contrastiamo quest’opera inutile, devastante e finora mai cominciata sul serio.

Ragioni supportate da studi, dati e analisi che hanno dovuto far ammettere, persino alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che le previsioni sulle quali si è fondato il progetto erano sbagliate (consapevolmente?!): il traffico di merci non è cresciuto e non crescerà, la linea esistente già ci collega con la Francia ed è in grado di funzionare anche in futuro.

Ragioni portate avanti con una lotta popolare che ci ha visti divenire nemico pubblico numero uno perché non abbiamo mai abbassato la testa di fronte a nessuna imposizione.

Oggi più che mai il nostro NO TAV è attuale e motivato perché basterebbe avere un po’ di buon senso per capire che si deve investire il denaro pubblico sulle vere priorità del Paese, anziché in grandi opere utili solo a chi specula sulla loro costruzione.

In questi giorni che si discute di un “governo del cambiamento” vogliamo ribadire, a tutti gli schieramenti politici, con forza, che i soldi pubblici per rispondere alle esigenze del Paese ci sono, basta chiudere subito con la Torino Lione e le altre opere inutili!

Abbiamo edifici scolastici da mettere in sicurezza per i nostri figli, ospedali da potenziare (e non da chiudere) per la nostra salute, case e comunità colpite da terremoti da ricostruire. E abbiamo incendi senza Canadair, la paura di frane e inondazioni a ogni pioggia più intensa, intere aree del Paese ammorbate dall’inquinamento. Gli investimenti devono essere indirizzati alla difesa, alla bonifica e alla valorizzazione dei nostri territori, affinché possano finalmente offrire vere opportunità di dignità, diritti e lavoro per tutti.

Poche ore fa l’Italia è stata deferita alla Corte di Giustizia europea per il superamento dei limiti di inquinamento dell’aria per le polveri fini (PM10), rischiamo di dover pagare sanzioni di milioni di euro per svariati anni. Le risorse servono per il trasporto pubblico locale e la mobilità sostenibile, non per chimere ad alta velocità.

Auspichiamo che la fine della Torino-Lione, esempio di tutte le grandi opere inutili,  non venga sacrificata sull’altare di un contratto di governo, ma al contrario, sia la prima spinta verso un futuro diverso.

Da parte nostra, “spingeremo” per tutto il tempo necessario per vincere questa battaglia, consapevoli di essere della parte della ragione, convinti di incarnare un interesse collettivo che va ben fuori dai confini della nostra Valle, ma che qui, con questo progetto scellerato, trova il suo centro.

CONFERENZA STAMPA NO TAV 17 MAGGIO 2018 – CARTELLINA PER I MEDIA

http://www.presidioeuropa.net/blog/confernza-stampa-tav-17-maggio-2018-cartellina-media/

“I nostri torturatori sono ai vertici della polizia, come possiamo chiedere all’Egitto di consegnarci i loro torturatori?”

Il Movimento NOTAV aderisce all’Appello a sostegno di Enrico Zucca

Il MOVIMENTO NO TAV  fa proprie le parole di Enrico Zucca, ex pm nel processo per i fatti della Diaz durante il G8 di Genova.
Abbiamo provato sulla pelle delle nostre militanti e dei nostri militanti la violenza, le menzogne, le torture delle cosiddette “forze dell’ordine” sostenute, coperte e avallate nei loro comportamenti dalla procura torinese.

Le repliche del capo della polizia che ha parlato di “accuse infamanti” e di “parole oltraggiose” sono la riprova che la nostra democrazia è malata anche quando pretende che verità scomode siano taciute.
Da noi la resistenza continua.
Massima solidarietà ad Enrico Zucca.
Il Movimento NO TAV.

Torino-Lione: il Cipe approva la Variante di cantierizzazione del tunnel di base in Italia

http://www.torinoggi.it/2018/03/21/mobile/leggi-notizia/argomenti/attualita-8/articolo/torino-lione-il-cipe-approva-la-variante-di-cantierizzazione-del-tunnel-di-base-in-italia.html

Il nuovo progetto prevede lo spostamento dell’area principale dei lavori da Susa a Chiomonte. Di segno opposto i commenti di Osvaldo Napoli e Daniela Ruffino (Forza Italia) rispetto a Francesca Frediani (M5S)

 Via libera del Comitato interministeriale per la programmazione economica al progetto di Variante di cantierizzazione per la parte italiana della sezione transfrontaliera della Torino-Lione.

Nella seduta di questo pomeriggio il Cipe ha approvato la Variante al progetto definitivo che risponde alla prescrizione 235 del 2015 con cui lo stesso Comitato chiedeva di studiare una localizzazione alternativa dei cantieri del tunnel di base del Moncenisio sul versante italiano per motivi di sicurezza. Con questa delibera del Cipe si concludono tutti gli atti approvativi della Torino-Lione in Italia e in Francia.

Il nuovo progetto prevede lo spostamento dell’area principale dei lavori da Susa a Chiomonte, dove sarà ampliato il cantiere per la costruzione del cunicolo esplorativo della Maddalena il cui scavo è terminato a febbraio 2017. Le modifiche al progetto definitivo prevedono l’eliminazione di ogni lavorazione in Val Clarea e di 6 km di cavidotto, la riduzione della durata dei successivi cantieri nella Piana di Susa e la realizzazione della fabbrica dei conci a Salbertrand, dove oltre il 60% del materiale estratto nei lavori sarà trasformato in rivestimenti di calcestruzzo per il tunnel di base e in materiali per i rilevati ferroviari. Si entra così a pieno titolo nella fase realizzativa dell’opera anche in Italia.

Di segno opposto i primi commenti alla notizia da parte del mondo politico. Osvaldo Napoli (Forza Italia) dichiara: “Con il via libera del CIPE alla variante cantieri TELT della Torino-Lione si sono create le condizioni ottimali per compiere l’ultimo miglio dell’opera infrastrutturale destinata a rafforzare i legami dell’Italia con l’Europa. Il semaforo verde del Comitato interministeriale per la programmazione economica era atteso per consentire di trasferire il cantiere da Susa a Chiomonte, con buona pace di chi gufava e combatteva contro questa prospettiva. Questo consentirà di accelerare gli appalti e di conseguenza l’inizio dei lavori. Un anno di lavoro dell’Osservatorio ha portato buoni frutti”.

Sulla stessa falsa riga anche Daniela Ruffino (FI): “Questa ottima notizia ha un duplice significato. Il primo riguarda l’ottimo lavoro svolto in preparazione dell’atto dal Comissiario Foietta, il secondo è una grande opportunità di crescita che avrà la Valsusa che, ne è testimonianza il voto alle Elezioni Politiche, ha girato pagina e dal no all’alta velocità sta passando ad una visione istituzionale e in linea con il futuro dei valligiani“.

Di parere totalmente contrario Francesca Frediani, consigliera regionale del M5S: “Ultimo (speriamo) colpo di coda di questo governo targato PD.  Incredibile e inusuale intraprendenza di tutti i soggetti coinvolti, dal governo alla Regione fino a TELT. Forse terrorizzati dall’idea che il Movimento 5 Stelle, finalmente con un ruolo di governo, possa porre fine alla realizzazione del TAV Torino Lione. Il tentativo di ipotecare le risorse che dovranno essere gestite dal futuro governo è una grave scorrettezza, in particolar modo a pochi giorni da un voto che ha chiaramente indicato come prima forza politica il M5S, da sempre contrario all’opera”.

“Quanta solerzia nel presentare tutte le documentazioni e nel concludere proprio ora l’iter di approvazione con tanto di ingenti fondi messi a disposizione! Perché non l’abbiamo vista nelle altre occasioni come quando interi paesi sono stati duramente colpiti da terremoti e alluvioni?”, ha concluso la Frediani.

Tav, il cantiere di Chiomonte sarà ampliato: “si entra nella fase realizzativa”

http://www.valsusaoggi.it/tav-il-cantiere-di-chiomonte-sara-ampliato-si-entra-nella-fase-realizzativa/

    

riceviamo da TELT

TORINO – Via libera del Comitato interministeriale per la programmazione economica al progetto di Variante di cantierizzazione per la parte italiana della sezione transfrontaliera della Torino-Lione.

Nella seduta di questo pomeriggio il Cipe ha approvato la Variante al progetto definitivo che risponde alla prescrizione 235 del 2015 con cui lo stesso Comitato chiedeva di studiare una localizzazione alternativa dei cantieri del tunnel di base del Moncenisio sul versante italiano per motivi di sicurezza.

Con questa delibera del Cipe si concludono tutti gli atti approvativi della Torino-Lione in Italia e in Francia.

Il nuovo progetto prevede lo spostamento dell’area principale dei lavori da Susa a Chiomonte, dove sarà ampliato il cantiere per la costruzione del cunicolo esplorativo della Maddalena il cui scavo è terminato a febbraio 2017. Le modifiche al progetto definitivo prevedono l’eliminazione di ogni lavorazione in Val Clarea e di 6 km di cavidotto, la riduzione della durata dei successivi cantieri nella Piana di Susa e la realizzazione della fabbrica dei conci a Salbertrand, dove oltre il 60% del materiale estratto nei lavori sarà trasformato in rivestimenti di calcestruzzo per il tunnel di base e in materiali per i rilevati ferroviari.

Si entra così a pieno titolo nella fase realizzativa dell’opera anche in Italia.

Una NOTA esplicativa relativamente a questa affermazione: 

“Si entra così a pieno titolo nella fase realizzativa dell’opera anche in Italia”

Paolo Prieri

Un Governo battuto :

  • ha approvato attraverso il CIPE (Presieduto da Gentiloni) la Variante al progetto definitivo,
  • vuole cosi portarsi avanti per evitare che il prossimo Governo nelle mani del M5S decida diversamente,
  • manda un messaggio rassicurante alla Francia.TELT :
  • dal canto suo afferma che “Con questa delibera del CIPE si concludono tutti gli atti approvativi della Torino-Lione in Italia e in Francia.,
  • si entra così a pieno titolo nella fase realizzativa dell’opera anche in Italia (come se lo fosse già in Francia).Non credo che da parte nostra sia opportuno avanzare delle ipotesi, ma certo la Francia, prima di comunicare la sua decisione sulla Lyon-Turin, vorrà poterlo fare all’interlocutore naturale: il prossimo Presidente del Consiglio.

    Ad oggi la Francia non ha ancora stanziato alcun importo per realizzare le opere definitive della parte comune italo-francese.

    L’Accordo di Roma 30.1.2012,it prevede all’art. 16 che i lavori delle varie fasi della parte comune italo-francese (tra cui il tunnel) potranno iniziare solo quando entrambi  i partner (Italia, Francia ed Unione europea).
    Accordo di Roma 30 genn 12 Articolo 16 Principi
    A meno che l’Italia, che già si è impegnata a pagare la maggioranza dei costi del tunnel della parte italiana e francese, voglia così procedere nello scavo del tunnel senza l’accordo della Francia.

Comunicato definitivo per sentenza Cassazione processone

Ancora una volta: si parte e si torna insieme, sempre.

L’11 aprile la Cassazione emetterà la sentenza definitiva sul maxi processo notav.

Un processo nel quale sono stati imputati 53 notav per le giornate del 27 giugno, lo sgombero della Maddalena, e il 3 luglio 2011, l’assedio al cantiere.

Un processo tutto politico che ha visto, in un clima surreale visto che il primo grado si è tenuto con udienze settimanali nell’aula bunker del carcere delle Vallette, una feroce accusa al movimento notav tutto, con l’intento di tagliarci le gambe, comminando pene esemplari con tutto l’astio che la magistratura ha dimostrato nei nostri confronti.

 

In primo grado erano state 47 le condanne per un totale di 142 anni e 7 mesi di reclusione in tutto, con pene inflitte dalla corte che hanno superato persino le richieste della Procura.

Una vendetta di stato la chiamammo allora (e lo ribadiamo ancora), perché capace di dare a 53 notav più anni di galera degli autori del disastro del Vajont ( ben 130 anni in più). 

Oltre alle condanne sono state inflitte a vario titolo risarcimenti, provvisionali e spese processuali per cifre enormi.

 

Nel secondo grado le condanne sono scese a 38 con la Corte d’Appello che ha ritenuto importante ribadire nella sentenza che «il comportamento delle forze di polizia è stato pacato, misurato e in linea con le direttive contenute nei provvedimenti dei vertici degli uffici e degli ordini dati sul campo», anche quando i fatti documentati dimostrano che non è proprio andata così (vedi Operazione Hunter o i 4.357 lacrimogeni lanciati contro i noi il solo 3 luglio 2011)

 

Ora si arriva alla sentenza definitiva e le condanne potranno diventare esecutive (a meno che la corte non accolga, anche in parte, i numerosi ricorsi che se fossero accolti anche in parte potrebbero annullare parte o tutta la sentenza e rinviare gli atti per un nuovo processo)  così come le provvisionali e i risarcimenti, che sono circa 145.000,00€ le provvisionali (a titolo di parziale risarcimento delle diverse parti civili costituite tra cui Telt, sindacati di polizia e Ministeri) e  250.000,00€ di spese legali (parcelle degli avvocati di parte civile).

Per questo non vogliamo far mancare la nostra solidarietà a tutti e tutte, perché ognuno di noi poteva essere imputato in questo processo, perché in quelle giornate c’eravamo tutti, con il corpo e con il cuore.

 

Sono giornate impresse nella nostra storia, collettiva e di popolo, che non troverà mai la giusta verità in un’aula di tribunale perché ci siamo abituati, ma mai rassegnati, a vedere riscritti fatti che ci riguardano secondo la penna e il codice penale di chi, in qualche modo, si è sempre schierato dalla parte dell’opera e del sistema tav.

 

Abbiamo sempre avuto ragione, e anche oggi i fatti lo dimostrano, ma siamo sempre stati trattati come “casi penali” da chi ha molteplici interessi nella costruzione della linea e nella sconfitta di un movimento popolare capace di scrivere la storia di questo Paese, senza paura, con la propria lotta e senza chinare mai la testa. Nemmeno quando hanno provato a piegarci con gli arresti, con centinaia di processi, centinaia di migliaia di euro di risarcimenti e capi d’imputazione sempre più duri fino ad arrivare alle imputazioni per terrorismo.

 

La magistratura è stata un grimaldello della politica, che non avendo veri strumenti e argomenti per contrastarci, ha delegato tutto al piano penale e repressivo, per piegarci e spaventarci, ma non ha mai ottenuto l’effetto desiderato.

Siamo ancora qui, con lo stesso entusiasmo di un tempo, fieri delle nostre battaglie e sempre più convinti (e documentati) delle nostre ragioni.

 

Abbiamo imparato a camminare insieme, e non lasciare indietro nessuno, in nessuna occasione, e per questo anche l’11 aprile vogliamo far sentire la nostra vicinanza ai notav imputati con iniziative in Valle e a Roma, davanti alla Corte di Cassazione, dove verrà letta la sentenza.

 

Per questo chiediamo la collaborazione di tutti e tutte a costruire i due appuntamenti, rilanciando anche un’assemblea popolare per Venerdì 13 Aprile, al Palanotav di Bussoleno.

 

Avanti notav!

Esposto Controsservatorio sulle previsioni TAV: La procura delle nebbie

http://www.controsservatoriovalsusa.org/160-esposto-denuncia-alla-magistratura-2

Controsservatorio Valsusa. Presidiare la Democrazia

nebbia a banchi

L’esposto/denuncia alla Procura di Roma presentato a settembre 2017 con riferimento alle anomalie che hanno caratterizzato l’iter decisionale della Torino-Lione sembra svanito nella nebbia più fitta: a distanza di sei mesi nessun segnale, nessuna comunicazione, niente che faccia pensare che siano in corso accertamenti, neppure che l’esposto sia stato preso in considerazione. 
Nulla, silenzio su tutto il fronte. In attesa e nella speranza che qualcosa si muova pubblichiamo il testo dell’esposto firmato da rappresentanti del Controsservatorio Valsusa, da sindaci della valle e da tecnici.

Esposto procura Controsservatorio timbro per sitoNell’esposto/denuncia venivano illustrate e documentate numerose anomalie nel percorso che ha portato all’approvazione della legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese per l’avvio dei lavori definitivi della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione: forzature, attestazioni inveritiere e giudizi tecnici inattendibili che i proponenti l’opera e i vertici dell'”Osservatorio per il collegamento ferroviario Torino-Lione” hanno fornito al parlamento allo scopo di orientarne le scelte rappresentando una situazione di fatto diversa da quella reale e inducendo in errore le istituzioni competenti sui vantaggi dell’opera.
Da qui la conclusione che sussistano i presupposti per una valutazione giuridica anche in sede penale e la conseguente richiesta alla Procura di accertare la sussistenza delle irregolarità citate nell’esposto al fine di valutarne la rilevanza penale con tutte le decisioni e i provvedimenti conseguenti.

Che le ricostruzioni contenute nell’esposto non siano fantasie o ipotesi strampalate si può oggi anche intuire leggendo il documento pubblicato recentemente dallo stesso Osservatorio per la Torino-Lione istituito presso la Presidenza del Consiglio in cui si riconosce che «molte previsioni fatte 10 anni fa, anche appoggiandosi a previsioni ufficiali dell’Unione Europea, sono state smentite dai fatti», salvo poi giustificare comunque la realizzazione del tunnel di base e di altri interventi non meno devastanti in territorio italiano con nuove opinabili ragioni. 
Se le previsioni “sono state smentite dai fatti” non è forse logico chiedere che venga accertato se i fatti fossero veramente così imprevedibili o le previsioni così sballate? E pretendere una risposta è eccessivo?
Mentre si conferma l’insostituibile presenza del movimento popolare di opposizione al progetto (che nel tempo ha cambiato nome mantenendo la sostanza invariata: ora si chiama “Nuovo asse ferroviario Torino Lione”) aspettiamo le decisioni della Procura di Roma: se ci sei batti un colpo.

Alice Salvatore (M5S): «Terzo valico, adesso lo stopperemo per davvero»

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2018/03/06/ACQ8DqpB-stopperemo_salvatore_davvero.shtml

Genova – Il blocco dei lavori del Terzo Valico resta una priorità per il Movimento Cinque stelle e, dopo i risultati ottenuti che porteranno a Roma una pattuglia di 8 parlamentari del territorio, la portavoce del Movimento 5 Stelle Alice Salvatore torna sul tema dello stop all’infrastruttura già annunciato dal leader grillino Di Maio durante la campagna elettorale.

«Considerato che l’opera è a un quinto della realizzazione – ha detto Salvatore – ci sono ancora i margini per fermare lo scempio e soprattutto per lavorare in modo tale che le merci vadano davvero più veloci, siano conferite in maggior numero e che la capacità di trasporto delle altre linee ferroviarie sia aumentato».

Salvatore precisa che il Movimento non è contrario a tutte le grandi infrastrutture. «In realtà – ha detto – ci sono delle altre opere utili che invece riteniamo che debbano essere fatte come il raddoppio della ferrovia a ponente, la Pontremolese, il tunnel della Val Fontanabuona. Insomma noi non siamo assolutamente contrari alle opere quando sono necessarie e utili per aumentare il benessere dei cittadini e del territorio».