Tav, Frediani: “La pandemia ferma tutto tranne la lobby del Tav”

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26 marzo 2020, 11:53

La capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Regione: “Ripensare il futuro senza grandi opere inutili e investire dove serve davvero”

Tav, Frediani: "La pandemia ferma tutto tranne la lobby del Tav"

“Il cinismo della lobby del Tav non si attenua nemmeno in questo momento di grave emergenza sanitaria”. A dirlo è Francesca Frediani, capogruppo regionale del Movimento Cinque Stelle. “Mentre tutto il Paese si trova combattere contro il Covid19, scoprendo tragicamente le conseguenze di anni di tagli e di scelte dissennate della politica, soprattutto in ambito sanitario, c’è chi pensa che sia ancora possibile far finta di niente e continuare a camminare lungo la scellerata strada dello spreco e della devastazione. E così, tra i titoli dei quotidiani che richiamano la tragedia in corso e ci pongono di fronte alla terribile e dolorosa realtà, spicca il bando che Telt ha pubblicato per l’avvio del procedimento di pubblica utilità per un gruppo di terreni nell’area intorno a San Didero di Susa. Un vero e proprio necrologio della ragione”.

“Questa emergenza ha messo in evidenza le gravi carenze del nostro sistema, le falle di una dottrina economica incardinata sulla crescita insostenibile e sulla depredazione dell’ambiente, i ritardi e le debolezze della nostra politica. Oggi emerge come mai era successo prima l’importanza di ripensare le priorità, dando alla salute e alla sanità pubblica un ruolo di primissimo piano. Abbiamo bisogno di ridistribuire le risorse dove servono davvero: ricerca scientifica, tutela dell’ambiente, lotta alla povertà e all’emarginazione sociale”. 

“E invece nell’epicentro della crisi, quando tutti dovremmo interrogarci sugli errori, formulare nuove ipotesi  e considerare nuove prospettive, c’è chi continua a guardare la punta delle sue scarpe e ignora l’emergenza pubblicando l’avvio degli espropri. In un momento, per giunta, in cui tutto il Paese è bloccato, molte attività sono ferme, cantiere TAV incluso e sono in vigore precise limitazioni rispetto alle libertà di movimento. Il che ovviamente sarebbe un ostacolo ad esercitare il diritto di andare a prendere visione dei documenti relativi agli espropri nella sede di Telt. L’emergenza di questi giorni ha spinto molti cittadini a donare risorse per l’emergenza sanitaria, compiendo grandi atti di generosità.  Perché dovremmo ancora accettare che i nostri fondi pubblici siano impiegati nella devastazione dell’ambiente per realizzare un’opera inutile, quando tutti abbiamo ben chiare le vere priorità?”.

“Niente sarà più come prima, il tempo della scelte coraggiose è adesso. Non possiamo permetterci ulteriori errori. Quei cantieri, chiusi per decreto in questi giorni, non dovranno più riaprire”.

Virano: nonostante il corona virus avanti tutta col TAV

https://www.notav.info/senza-categoria/virano-nonostante-il-corona-virus-avanti-tutta-col-tav/?fbclid=IwAR32_3riklyecGBnuwlRhT1tTdGskjhbYt7_xjyp40eucBH-QhQa4aoEDvA

notav.info

Newspost — 19 Marzo 2020 at 13:07

Pochi giorni fa era arrivata la notizia della chiusura del cantiere del tunnel esplorativo per il TAV a causa del Corona virus. Al ricevere la notizia, avevamo modestamente fatto la proposta di lasciarlo arrugginire per sempre per farne un monumento alla stupidità umana. Perché un’epoca in cui la velocità delle merci veniva prima della salute delle persone non torni mai più.

Queste sono le parole pronunciate da un irresponsabile quanto arrogante Mario Virano, direttore di TELT, la società incaricata di costruire il TAV, nel commentare la notizia: “L’opera nonostante tutto va avanti: entro fine mese ci sarà la firma a Bruxelles sull’accordo per i finanziamenti e a fine aprile le offerte per il bando di gara per il tunnel di base lato francese”.  Come se far arrivare le olive ascolane in mezz’ora di meno a Lione (cit.) costituisse una attività essenziale.

Ma davvero i signori del TAV sono così FUORI DAL MONDO da non rendersi conto di cosa sia successo in Italia, in Francia e in tutta Europa nelle ultime settimane?

Davvero pensano che possa avere futuro una seconda linea AV tra Torino e Lione lunga 67 km e che per OGNI METRO costa come 110 giorni di terapia intensiva?

Davvero non hanno capito che niente sarà più come prima, A PARTIRE DALLA VAL DI SUSA?

No TAV – Comunicato Stampa 19 marzo 2020 – Il messaggio della Pandemia COVID-19: “Niente sarà più come prima”

Comunicato Stampa

PresidioEuropa

Movimento No TAV

19 marzo 2020

www.presidioeuropa.net/blog/?p=21352

Il messaggio della Pandemia COVID-19:

“Niente sarà più come prima”

Siano fermate le Grandi Opere Inutili e Imposte

La Torino-Lione è un’opera in deroga al principio di legalità

Le decisioni adottate in questi giorni dagli Stati per fermare la Pandemia Covid-19 stanno provocando un caos economico a livello planetario che non è ancora leggibile in tutta la sua devastante dimensione.

Finanziamenti pubblici miliardari sono stati concessi nella speranza di salvare vite umane e di evitare la distruzione delle economie che potrebbe mettere in pericolo la sopravvivenza a breve e medio termine di milioni di persone.

Tutti, o quasi, lo hanno ormai capito: Niente sarà più come prima.

Le scelte sbagliate

Non lo hanno compreso però molti Decisori politici, Banchieri, Finanzieri, Imprenditori, Comunicatori che, temendo la distruzione dei modelli economici e stili di vita a cui erano abituati, sostengono che “prima si vince la guerra e poi si ricostruiscono le economie” prevedendo un programma che è peggiore del male: fare le Grandi Opere.

Questa non è un’ipotesi ma è contenuta nelle affermazioni del Direttore Generale di TELT Mario Virano che, di fronte all’emergenza Covid-19, afferma che sì, ci saranno dei rallentamenti nei cantieri della Torino-Lione, ma l’opera nonostante tutto va avanti”.

Questo ambizioso signore è il difensore della conservazione a tutti i costi (whatever it takes) delle scelte sbagliate denunciate da decenni dal Movimento No TAV che si oppone ad un investimento come la Torino-Lione, inutile, senza ritorno economico, distruttore dell’Ambiente e del Clima.

L’alternativa

Ma se Niente sarà più come prima, allora siano subito fermate le scelte che devastano la Natura e contribuiscono al Cambiamento Climatico come la Torino-Lione, progetti che distruggono le risorse pubbliche e impediscono l’affermazione di un nuovo modello economico e sociale di cui la Pandemia Covid-19 esalta l’assenza.

Il Movimento No Tav afferma che le attese di Virano “entro fine mese ci sarà la firma a Bruxelles sull’accordo per i finanziamenti e a fine aprile le offerte per il bando di gara per il tunnel di base lato francese” non sono compatibili con la decisione che gli Stati membri e l’Unione europea hanno assunto di realizzare solo progetti validi per il bene del Pianeta e la salute dei suoi abitanti (Green Deal).

Il compito dei Parlamentari europei e della Commissione europea

Se Niente sarà più come prima, allora questo è il momento che vengano assunte decisioni da troppo tempo rinviate.

È intanto urgente e indispensabile che sia fermata la proroga del Grant Agreement del 25 novembre 2015 scaduto il 31 dicembre 2019 (finanziamento della Torino-Lione) e bloccata l’inclusione del progetto Torino-Lione nell’Allegato al nuovo Regolamento CEF durante la sessione di approvazione del Parlamento Europeo del Budget Pluriennale QFP 2021-2027.

Italia e Francia invece, con spirito distruttore, hanno chiesto alla Commissione europea un’impossibile proroga di tre anni al finanziamento ad oggi utilizzato a meno della metà, così violando gli impegni assunti con l’Unione europea del 2015.

La cancellazione del saldo inutilizzato è un dovere della Commissione europea sulla base del principio europeo “use it or lose it” (usalo o perdilo), già adottato per il primo finanziamento nel 2013 a causa della confermata incapacità tecnica e amministrativa di TELT (cfr. questo Rapporto).

Non cancellando il finanziamento la Commissione europea premia l’incapacità del promotore TELT e favorisce un progetto sbagliato che avanza così lentamente con talmente tanti ritardi che persino i promotori hanno da tempo capito, ma non lo ammetteranno mai, che questo tunnel non serve all’Italia e alla Francia né oggi né domani, ma perseverano al solo scopo di sostenere economicamente le imprese che lo costruiscono.

Se il Parlamento europeo escluderà la Torino-Lione nel momento in cui approverà fra qualche settimana il Bilancio Pluriennale 2021-2027, sarebbero liberati alcuni miliardi di € di fondi europei per scopi più urgenti e indispensabili.

Il messaggio delle cittadine e dei cittadini al Governo italiano e al Parlamento

Il Movimento No TAV esige l’abbandono di un’opera in deroga al principio di legalità

Spostare le enormi quantità di risorse economiche previste per un’opera inutile (il cui costo totale è più di 26 miliardi di €) faciliterà l’Italia, la Francia e la Ue a dare risposte ai problemi urgenti dei cittadini: oggi il contrasto al Covid-19 e domani l’irrobustimento della sanità pubblica e la realizzazione di centinaia di piccole opere utili da decenni attese dai cittadini.

Coronavirus : le chantier du Lyon-Turin à l’arrêt

https://www.lyoncapitale.fr/actualite/coronavirus-le-chantier-du-lyon-turin-a-l-arret/amp/?__twitter_impression=true&fbclid=IwAR0Ye_bcqXNwnp1jf0O558FLSrk4lV-fkmuoAUyTuD03GqbeZ7FpES209A8

Par : Justin Boche

il y a 1 jour

En raison de la crise du coronavirus qui touche la France et l’Italie, le chantier du Lyon-Turin est à l’arrêt depuis ce lundi.

Ce chantier qui doit permettre de relier Lyon et Turin, deux villes touchées par l’épidémie de coronavirus, est actuellement à l’arrêt selon le site Batiactu citant  la société du Tunnel euralpin du Lyon-Turin (Telt). L’arrêt du chantier est effectif depuis ce lundi 16 mars.

Jusqu’ici, seuls des consignes concernant les gestes barrière et du télétravail avaient été mis en place sans que cela concerne le chantier à proprement parler. On ne sait pas quand reprendront les travaux. “Personne n’a de visibilité sur les prochaines mesures qui seront prises, sur l’ampleur des difficultés que connaîtront les entreprises, sur la capacité à savoir si le retard pris sera résorbable ou non”, a déclaré Telt, rapportent nos confrères.

Un décalage d’un mois et demi serait rattrapable en cas contraire, des négociations sur un décalage des pénalités de retard auront lieu.

EMERGENZE “NATURALI”, O CENT’ANNI DI CIGNI NERI?

https://fulviogrimaldi.blogspot.com/2020/03/emergenze-naturali-o-centanni-di-cigni.html

MONDOCANE

VENERDÌ 13 MARZO 2020

ITALIA ANNI VENTI, NAZIONE DISTRUTTA: MARCIA SU ROMA-DITTATURA; ITALIA 1969, FINE BOOM: PIAZZA FONTANA – LEGGE REALE; CILE 1973, GOVERNO SOCIALISTA: CARRI ARMATI-DITTATURA; ITALIA 2000 PESTE SUINA, AVIARIA, CRISI: FISCAL COMPACT- MONTI-AUSTERITY; UCRAINA 20011, ACCORDI CON LA RUSSIA: NAZISTI-COLPO DI STATO; SIRIA 2011, ASSE SIRIA-IRAQ-IRAN-LIBANO: AL QAIDA-GUERRA; GRECIA 2020, ANCORA IN VITA: INVASIONE DI “PROFUGHI” AL QAIDA-CAMPAGNA ANTI-GRECA; ITALIA 2020, ACCORDI CON VIA DELLA SETA: VIRUS, CARRI ARMATI E….

Big Pharma-OMS, storia di un matrimonio
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Palermo due giorni fa; Cile 1973

Gendarmi di noi stessi? Costituzione sospesa? Disobbedienza civile in musica e poesia

https://www.youtube.com/watch?v=9M7iGtuJQL4

Non pianger più. Torna il diletto figlio
a la tua casa. È stanco di mentire.
Vieni; usciamo. Tempo è di rifiorire.
Troppo sei bianca: il volto è quasi un giglio.
Vieni; usciamo. Il giardino abbandonato
serba ancora per noi qualche sentiero.
Ti dirò come sia dolce il mistero
che vela certe cose del passato.
Ancóra qualche rosa è ne’ rosai,
10 ancóra qualche timida erba odora.
Ne l’abbandono il caro luogo ancóra
sorriderà, se tu sorriderai.
Ti dirò come sia dolce il sorriso
di certe cose che l’oblìo afflisse.
15 Che proveresti tu se ti fiorisse
la terra sotto i piedi, all’improvviso?
Tanto accadrà, ben che non sia d’aprile.
Usciamo. Non coprirti il capo….
.

Bisogna che tu prenda un po’ di sole,
un po’ di sole su quel viso bianco.
25 Bisogna che tu sia forte; bisogna
che tu non pensi a le cattive cose…
Se noi andiamo verso quelle rose,
io parlo piano, l’anima tua sogna.
Sogna, sogna, mia cara anima! Tutto
30 tutto sarà come al tempo lontano…

.
65 Tutto sarà come al tempo lontano.
L’anima sarà semplice com’era;
e a te verrà, quando vorrai, leggera
come vien l’acqua al cavo de la mano. 
(Gabriele D’Annunzio, “Consolazione”)

O, per chi preferisce, toni di una disobbedienza civile più radicale , ecco qua:

https://www.youtube.com/watch?v=wqVYp6lEEes

Il taglio della lingua, come nel Medioevo cristiano

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Anzittutto una notizia seria. Chelsea Manning, l’eroina alla base delle rivelazioni di Julian Assange e Wikileaks sui crimini Usa-Nato, ha tentato il suicidio dopo 9 anni in carcere (sette sotto Obama, due sotto Trump) per essersi rifiutata di testimoniare contro Assange davanti a un Gran Giurì segreto. E’ stata liberata, ma sempre sotto minaccia di nuovi arresti e con l’addebito di $256.000 da una pena finanziaria di $1000 per ogni giorno di quel rifiuto. Chelsea ha risposto “Piuttosto che testimoniare contro Julian, muoio”. E ha mantenuto la promessa. Ora ai suoi sostenitori, che dovrebbero essere 7,5 miliardi di umani, il pagamento di questa ghigliottina monetaria. Coronavirus; o USAvirus?

Questa notizia fa il paio, quanto alla natura dell’identità morale e psichica del regime Usa, con l’imposizione di sanzioni a chi osasse fornire all’Iran, terzo paese per numero di contagiati virus (e pour cause!), farmaci e dispositivi per combattere la diffusione del Coronavirus nel paese già massacrato dalle più feroci sanzioni in atto nel mondo.

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Colonna Nato a Pescara, ieri

Italia, laboratorio dell’evoluzione capitalista. Europa laboratorio della guerra alla Russia

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Militari Usa in navigazione e marcia per “Defender Europe 20”

Rinfrancatici con note e versi, ritorniamo nella zona buia di una democrazia sospesa, di un auto-arresto domiciliare imposto. Di una militarizzazione feroce del paese e del continente, con i carri armati nelle strade, di pessimo gusto nelle circostanze, 37mila tra militari Usa e Nato che si mescolano, alla faccia del virus, nella spensierata armata che, con la più grande esercitazione dal 1945, “Defender Europe 20”, va simulando ai confini orientali, non una “difesa”, ma un attacco alla Russia. E forse anche il controllo di un’Europa tutta che, di fronte all’ennesima mazzata sociale in preparazione, potrebbe indossare dei gilet gialli. Hanno chiuso tutto, anche i bar in un paese senza cessi pubblici, ma un concentrato di uomini e mezzi, in caserme, mense, strade, navi, aerei, come non s’era visto in 75 anni, quello no, quello non l’hanno chiuso.

Al momento in cui scrivo, con le truppe da tempo in movimento, un minimo di circospezione e il timore di un contraccolpo duro dell’opinione pubblica, ha indotto il Comando Usa a Stoccarda a “ridimensionare” l’esercitazione. Anzichè 37.000 militari e 20.000 mezzi, la metà? Assordante, a proposito, il silenzio di Greta e di tutti i suoi gretisti di rango e di complemento, neanche interessati alla notizia che le FFAA USA inquinano il mondo e cambiano il clima più di 140 paesi messi insieme.

Un Grande Uomo di Stato del colpo su colpo e i suoi corifei

Lo psico-untorame mediatico, capeggiato da un Mentana e da tutta La7 in perpetuo orgasmo catastrofista, sostiene un governo in cui il tizio (acutamente scelto da Di Maio – o Grillo? – a suo tempo!) si sente il “commander in chief”, ma non è altro che il solito “sciaboletta” agli ordini di pupari. L’adepto di Padre Pio (senza trascurare la stella polare Pio IX) si esibisce di sera in sera per ottemperare agli ordini del sempre più feroce stato d’assedio che gli impongono quelli che erano i “fascioleghisti” e sono diventati gli stregoni degli apprendisti di maggioranza. Un casino totale, rinnovantesi ogni 24 ore, con le immancabili anticipazioni dei confidenti di regime, finalizzate, per esempio a trasferire anche al Sud il virusaccio, grazie alla fuga dal Nord di decine di migliaia di preventivamente informati del coprifuoco.  Così ci dobbiamo far crescere i capelli, ma possiamo comprarci un profumo.

Casino che nemmeno il delirio pro-Conte di uno dei giornali più rozzamente atlantisti, il FQ di Travaglio, riesce a trasformare in qualcosa di sensato, come disporrebbe la fedeltà bilderberghiana del suo vice, Stefano Feltri. L’altra sera, da Bilderberg-Gruber, Travaglio, che sembra stare a Conte come Goebbels al Fuehrer, ha dato in escandescenze contro colui che pure è un moderatissimo pilastro dell’establishment, Paolo Mieli (vecchio compagno di Potere Operaio!), il quale si era permesso qualche riserva sulla metodologia del giustamente non eletto premier.

Ma l’OMS e la UE ci ammirano e preparano la garrota

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 Lagarde, Von der Leyen., inquisite per scandali finanziari

E l’OMS ci dice “bravi” e, dal suo punto di vista, che è quello di Big Pharma, dice bene, e dice bene anche, inquisita per scandali da ministra della Difesa, Ursula von der Leyen,  “siamo tutti italiani”, velo di zucchero sulla mannaia della collega alla testa della BCE, pregiudicata per scandali finanziari, Lagarde, per la quale gli italiani possono anche andare a farsi fottere. Il che implica la rivelazione di una delle direttrici dell’operazione Covid-19: l’annientamento di tutti i “piccoli”, lavoratori, impiegati, precari, commercianti, artigiani, imprenditorietti, che dalle vacche secche, che seguiranno necessariamente per porre rimedio ai tonfi Coronavirus, verranno spazzati via a vantaggio di chi ha le piattafome, l’e-commerce. la gig-economy, insomma Google e Amazon. E l’assetto programmato dalla globalizzazione capitalista finanz-criminale, famelica di monopolio economico e di subordinazione del monopolio politico (sempre mascherato da bipolare). Sarà quello definitivo. Le risorse di costoro stanno alle nostre come Golia con la fionda a Davide senza.

Complottisti sì, ma con judicio

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Bene, evitiamo di scatenare le accuse di complottismo dei gatekeeper e lavapiatti del sistema e sorvoliamo sulle voci dei famigerati “terrapiattisti” e striscechimichisti secondo cui il virus, una delle armi biologiche di cui del resto è accertata la ricerca e lo sviluppo in

vari laboratori, a partire da quello di Fort Detrick nel Mariland, sia stata utilizzata a scopi politico-economici. E che poi, magari, sarebbe sfuggita di mano, come all’apprendista stregone. Ciò su cui siamo però ben equipaggiati nei confronti di chi dà del terrapiattista a chiunque sollevi il velo su qualche sporco dogma padronale, è l’analisi dei complotti dell’élite nell’uso che questa fa del Covid-19. Ma noi, contro la cavalleria dei suoi Burioni, paraburioni, criptoburioni, pseudoburioni, burioniultrà, abbiamo un gran bell’antidoto.

Voci per non farsi fregare

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Non solo la nostra eccellente, da Burioni perciò spernacchiata, Maria Rita Gismondo, direttrice di microbiologia e virologia del “Sacco” di Milano, che si affanna a smascherare il vergognoso trucco dell’attribuzione al Coronavirus di tutti i malati e morti di altro, con o senza quel virus, ma addirittura una delle massime autorità europee, Wolfgang Wodarg, internista e specialista delle patologie polmonari, responsabile parlamentare di Salute Pubblica, Medicina igienica, sociale e ambientale, professore alla John Hopkins University di Baltimora, fondatore della Commissione d’Inchiesta su “Etica e diritto della Medicina Moderna”, presidente, nel Consiglio d’Europa, del Comitato Salute, fondatore del Comitato d’inchiesta a Strasburgo sul ruolo svolto dall’OMS in merito alle Peste Suina del 2009, con conseguente discredito per l’organizzazione mondiale. E non avrei finito. Ma ce lo teniamo per dopo, come dessert, o meglio, digestivo, perché da digerire ce n’è.

Alla caccia del vaccino. Le montature precedenti

A partire da qualcosa che inviterebbe anche i più lealisti del Potere ad albergare qualche dubbio sulle origini del virus, ci sono i grandi centri di ricerca sui vaccini, ora tutti, come cavalli ad Ascot, in corsa frenetica per chi arriva primo. Da Israele ci arriva la notizia che un vaccino sarebbe pronto fra 90 giorni. Tenuto conto che per i vaccini contro virus nuovi ci vogliono anni di studio e test, su animali (ahiloro) e umani, gli andreottiani potrebbero pensare che qualcuno laggiù sapeva già tutto. Ma il caso più eloquente su ciò che muove e si muove attorno alle epi-e pandemie è quello del Dottor Albert Osterhaus, eminente ricercatore del virus H1N1, la peste suina, all’Università. Erasmus di Rotterdam. Indagato per conflitti d’interesse e reati finanziari, avendo pompato oltre ogni decenza la mortalità di quel virus, poi spentosi rapidamente con lo spreco di miliardi di dollari guadagnati dai farmaceutici per milioni di vaccini buttati (anche da noi). Il furbastro della speculazione sulla paura fu accusato di essere il perno di una Pharma-mafia che, da consigliere massimo dell’OMS, permise a lui e ai suoi soci di arricchirsi in misura paperonesca.

Volpi e polli del virus

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A dispetto di tutto ciò e anche di un suo precedente ruolo analogo in tutte le manifestazioni virali degli ultimi decenni, compreso quello Sars di Hong Kong e poi quello della fantasmatica Aviaria, quando, da consulente della Commissione Europea, ne esagerò una presunta portata micidiale mondiale, sempre a favore della ricerca di vaccini, inventandosi anche la fola che il 30% degli uccelli europei sarebbero portatori di quel virus. I suoi sforzi fecero emergere l’allora presidente OMS, Margaret Chan, resasi poi amatissima dai farmaceutici per aver commissionato miliardi di inutili vaccini antivirali, in particolare i costosissimi Tamiflu di Roche e Relenza di GlaxoSmithKline, provate poi del tutto inefficaci. Intanto, però, nel 2009, dalla minaccia di Osterhaus, consulente del governo olandese, che la peste suina sarebbe stata peggio della Spagnola, la ditta farmaceutica ViroClinics ricavò la commissione statale di 34 milioni di vaccini. Di quella società Osterhaus possedeva il 10%.

Ebbene ci credereste che un soggetto del genere possa essere in campo come autorevole ricercatore, esperto, consigliere di grandi istituti e, soprattutto, del “Gruppo Scientifico di Lavoro sull’Influenza dell’UE”? Che, del resto, è fondato e finanziato dagli stessi farmaceutici che ad esso, come all’OMS, affidano le loro fortune da pandemia? E che possa essere di nuovo nelle grazie dell’OMS, oggi diretto dall’etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus? Adesso Osterhaus è in Germania, allontanato dall’Olanda per i traffici virali, lo hanno fatto nientemeno che direttore al “Centro di Ricerca su Infezioni Emergenti e Zoonosi”, all’Università di Medicina Veterinaria di Hannover e, pure, direttore della “Rete Globale Virus della Fondazione Salute Artemis One”. E cosa annuncia anche stavolta l’illustre professore? “Con le nostre esperienze e i nostri contributi in occasione delle epidemie MERS e SARS, come anche dei mortali virus H7N7 e H5N1, stiamo lavorando a un vaccino per questo nuovo coronavirus”. In corsa anche lui, di nuovo. Ci sono tutte le ragioni per fidarsi. Come dei 12 vaccini obbligatori. Come del “tutti in casa, zitti e mosca”.

Razionalità onesta e dunque dissidente. A rischio.

Chiudo, ma solo per oggi, con un bagno di razionalità, competenza, correttezza, salute morale. Alcuni estratti da un documento diffuso ieri dal Professor Wolfgang Wodarg, di cui sopra vi ho elencato i titoli. Vediamo cosa faranno al Prof. Wodsarg e a quella mezza dozzina di italiani che gli danno retta. Già solo se porto il bassotto Ernesto a più di 10 metri da casa, rischio tre mesi.

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“La campagna propagandistica Coronavirus non è fondata su un rischio sanitario straordinario. Però infligge un danno rilevante ai nostri diritti personali e di libertà mediante ingiustificate misure proibitive e di quarantena. Sono scenari dell’orrore che vanno ripetendosi da due decenni. Ma la pandemia di Peste Suina era in effetti una delle più lievi ondate di influenza della Storia, mentre ancora oggi gli uccelli migratori restano in attesa della famigerata peste aviaria.

Non stiamo misurando l’incidenza delle patologie da virus, bensì l’attività degli specialisti che le cercano. Tutte le istituzioni che oggi ci allarmano hanno ripetutamente fallito e ci hanno lasciato inermi (occhio al mio prossimo post), troppo spesso perché corrotte da interessi economici e politici.

Sistematicamente vengono messi sul conto di ogni ondata di influenza circa il 15% di malattie polmonari, per cui anche oggi, quanto a numero di casi, siamo in piena norma. Norma che prevede un deceduto su mille malati, ma che viene alterata verso l’alto attraverso l’impiego selettivo di documentazioni limitate alle cliniche, dato che quei ricoverati di solito stanno molto peggio di coloro che si curano in casa. Ovviamente, quando si ricerca il virus con particolare accanimento, è facile spiegarne l’accumulo regionale.

I servizi horror dei media occidentali da Wuhan erano il bonus di cui i virologi di tutto il mondo erano in attesa. Subito si sono precipitati a scannerizzare i ceppi virali nei loro frigo per confrontarli con il novellino di Wuhan e tirarne fuori esiti redditizi. Ha vinto la gara un laboratorio della Charité di Parigi e ottenne dalla solita OMS di commercializzare i suoi test in tutto il mondo a prezzi moltiplicati. E’ in atto la corsa miliardaria al vaccino.

Infine, se ora in Cina le cose risultano sotto controllo e in Italia i casi aumentano, c’è chi possa dire se indagini e esami analoghi sono state compiuti negli inverni passati, dove, perché e con quali risultati? Se si afferma che c’è qualcosa di più, ci si dovrebbe riferire a qualcosa che c’è stato (in Italia 5000 decessi da influenza, più o meno nel periodo degli attuali 1000).

Su Diego Fusaro, filosofo e politologo, si formulano pensieri e si provano sentimenti vari. Resta il fatto che, al di là di certi connubi che non condivido, è uno dei pochi che canta fuori dal coro, che respinge pensieri unici e che coltiva la sana scienza, come dice, del “dubbio socratico”.

https://www.youtube.com/watch?v=b7C-3eQYirg Diego Fusaro, carri armati.

Pubblicato da Fulvio Grimaldi alle ore 19:31

TAV – Le gallerie sono radioattive: c’é uranio ovunque!

https://zapping2017.myblog.it/2019/09/11/tav-le-gallerie-sono-radioattive/?fbclid=IwAR2VsomzhFyK5DaPTabmMtvAXtNbTiOx6PVrckV-s5Gtco_UpDQ8LkOkKcI

TAV

 

 

TAV – Le gallerie sono radioattive: c’é uranio ovunque!

Mentre continua la retorica del Palazzo aumentano le conferme di chi si oppone alla ex TAV  Val di Susa.

Rischio amianto e rischio radiazioni”. È scritto nero su bianco nella delibera del Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) che di fatto dà il via al progetto della Lione-Torino [nato come “alta velocità” per i passeggeri, trasformato in “alta capacità” per le merci, che non ci sono – n.d.r.]. Nelle carte allegate ai progetti della società Ltf. E in tanti studi universitari, come quelli del Politecnico di Torino.

Per affrontare tutti i nodi legati al Tav non bisogna guardare soltanto a valle, dove si consumano gli scontri, le polemiche. Bisogna alzare lo sguardo e guardare la roccia che domina la valle, quella pietra che le trivelle dovrebbero penetrare per 57 chilometri. È una terra fine, rossastra, perché contiene ferro. Ma non solo. La Val Susa è terra di amianto. E di uranio.

Se ne sono accorti gli ingegneri che, in vista delle Olimpiadi invernali del 2006, cominciarono a scavare per realizzare la pista di bob a Salice e dovettero fermarsi per colpa di quel maledetto minerale: l’amianto. Niente da fare. Stessa sorte quando si trattò di scavare una galleria per la circonvallazione di Claviere, al confine con la Francia: di nuovo amianto. Di nuovo uno stop per le ruspe. E anche la cava di pietra di Trana (vicino a Giaveno) fu bloccata quando ci si accorse che oltre alla pietra la montagna sputava fuori amianto.

“Un bel guaio, soprattutto, in una valle ventosa come la nostra dove le polveri rischiano di sollevarsi e arrivare lontano, di infilarsi nei polmoni della gente”, racconta il meteorologo Luca Mercalli, da sempre contrario al Tav. Un problema noto da decenni. Ma che gli stessi ingegneri impegnati negli studi del progetto hanno sollevato. Soprattutto quando hanno analizzato la zona dove sbucherebbe il tunnel, non lontana dagli abitati: “Gli studi precedenti hanno messo in evidenza come in alcuni campioni di roccia prelevati in superficie siano state riconosciute mineralizzazioni contenenti amianto con caratteristiche asbestiformi”. Si parla di una zona superficiale di ampia circa cinquecento metri.

Da anni in valle si sta cercando di monitorare i casi di mesotelioma, ma studi compiuti su solide basi scientifiche non ci sono. La delibera del Cipe contiene oltre 220 osservazioni che dovranno essere rispettati da chi realizzerà l’opera. Ben nove riguardano il “rischio amianto”. Si chiede un “efficace controllo sulla dispersione di fibre connessa all’attività” di cantiere. Un monitoraggio indipendente, chiede il Cipe, compiuto da un ente terzo. Se verranno superati i valori previsti, avverte senza mezzi termini il Cipe, “dovranno essere interrotte le attività lavorative”. Ancora: in presenza di amianto, vietato l’uso di esplosivi. Il progetto definitivo del tunnel dovrà adottare adeguate misure per proteggere i lavoratori e per lavorare il materiale.

Insomma, elementi di cautela per gli abitanti, ma anche per chi lavora nei cantieri. Ma non c’è soltanto l’amianto. Nella delibera del Cipe si parla anche di presenza di uranio. Non è una novità: nel 1977 l’Agip chiese l’autorizzazione per compiere sondaggi in nove comuni della valle convinta di poter estrarre il minerale: ecco Venaus, Chiomonte e altri comuni interessati dai lavori per la Lione-Torino. Amianto e uranio, ma il pericolo è stato adeguatamente affrontato? I tecnici di Ltf sono convinti di sì: “Con le più avanzate tecniche di scavo si possono lavorare sia l’amianto che l’uranio senza rischi per la popolazione. Mentre si scava si annaffia costantemente l’amianto in modo da rendere impossibile una sua dispersione nell’aria. Poi si utilizzano imballaggi stagni caricati su camion anch’essi annaffiati e lavati”. Ma dove sarebbero smaltiti i materiali pericolosi? “Noi li metteremo dove ci indicheranno, garantendo la massima sicurezza, nell’interesse anche dei nostri lavoratori”.

Ecco l’altra preoccupazione dei No Tav: “Le zone di smaltimento non sono ancora state individuate. Non è un dettaglio. E poi servono zone sicure al cento per cento, al riparo anche dai rischi idrogeologici”.

Coronavirus, positivo un militare in servizio al cantiere Tav di Chiomonte

https://www.lastampa.it/torino/2020/03/08/news/coronavirus-positivo-un-militare-in-servizio-al-cantiere-no-tav-di-chiomonte-1.38566741?fbclid=IwAR0Fve2UG27Xqv207yvaQ2usirtujwHI1fNiRQTk3yAgJXjauSI8uv-odME

Intanto stamattina una cinquantina di attivisti si sono radunati per un presidio in solidarietà a Nicoletta Dosio

Foto di archivio

CHIOMONTE. Un militare dell’Esercito in servizio al cantiere Tav, in Valle di Susa, è risultato positivo al test del coronavirus. L’uomo, che ieri sera era di turno a Chiomonte e avrebbe dovuto svolgere servizio anche oggi, ha accusato alcuni sintomi, aveva la febbre ed è stato sottoposto al tampone. Ora è ricoverato in ospedale.
Gli attivisti
Questa mattina, sul sentiero Gallo Romano, in Clarea, una cinquantina di attivisti del movimento contro la linea ad Alta Velocità Torino-Lione si sono radunati per un presidio in solidarietà a Nicoletta Dosio, la «pasionaria» No Tav arrestata il 30 dicembre 2019 a seguito di una condanna definitiva a un anno di reclusione per una protesta del 2012 alla barriera di Avigliana dell’autostrada del Frejus. «Sappiamo che stiamo attraversando un momento e una situazione molto delicati ed ancora sconosciuti e che per questo vadano affrontati con responsabilità – scrivono sui social le Fomne No Tav – Ci siamo confrontate e abbiamo deciso di mantenere l’appuntamento. Pensiamo che, nonostante tutte le varie ordinanze governative, ci possa essere un modo diverso per continuare a far sentire la nostra voce. Senza voler scavalcare i bisogni che questa emergenza sanitaria ci pone, e dunque prendendo le dovute precauzioni».

Alta velocità Strasburgo-Parigi Francia, deraglia un treno Tgv 20 feriti, grave il macchinista

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Francia-deraglia-un-treno-Tgv-venti-feriti-grave-il-macchinista-04bd7c9d-fc01-49b1-9d69-9c20e02bafc9.html?fbclid=IwAR10A3JysK0HuRHJ7H5o2ETyjtF0qJIdHy7XumTTAE0L-LGxG8CHwc92EYo&refresh_ce

L’incidente è stato causato dal cedimento di un terrapieno

05 marzo 2020

Sono almeno una ventina le persone ferite, di cui una – il macchinista – in condizioni gravi, nell’incidente del treno ad alta velocità Tgv sulla tratta Strasburgo-Parigi: è quanto annunciano le autorità francesi. Il ferito in condizioni gravi è stato trasportato in ospedale in elicottero. “Abbiamo sentito l’impatto e improvvisamente abbiamo realizzato che il treno era finito fuori dai binari. Per lunghi secondi ha rallentato inclinandosi leggermente su un lato”, dice un testimone citato dalla rete all news BFM-TV.  L’incidente del Tgv, spiega la società ferroviaria, è stato causato dal crollo di un terrapieno. Le altre persone rimaste ferite, tra i 348 passeggeri a bordo, non sono gravi

– See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Francia-deraglia-un-treno-Tgv-venti-feriti-grave-il-macchinista-04bd7c9d-fc01-49b1-9d69-9c20e02bafc9.html

Presidio Europa propone un Emendamento alla Legislazione Europea sulla Green deal

http://www.presidioeuropa.net/blog/european-green-deal-proposal-of-amendment/?fbclid=IwAR3Gvx9yz2kX-r4W4Gc9apD9hkGRyYZVOIRZe6g19lTgOTtYf7686q7MiNQ

STOP ALLE GRANDI OPERE INUTILI IMPOSTE

Testo dell’Emendamento: l’Accordo Europeo Verde vs il Progetto Torino-Lione

IT – In relazione all’incoerenza tra gli obiettivi dell’European Green Deal di una riduzione del 40% delle emissioni entro il 2030 e l’aumento molto probabile delle emissioni dannose per il clima derivante dalla realizzazione di grandi progetti, come quello della Lione-Torino, dovrebbero essere disponibili, prima di qualsiasi decisione definitiva e irrimediabile da parte della Commissione europa e del Parlamento europeo di finanziare questo o altri progetti, valutazioni indipendenti dell’impronta di carbonio delle grandi infrastrutture nelle fasi di costruzione e di esercizio”.

Motivazione dell’Emendamento

IT – L’Unione Europea ha fissato obiettivi molto impegnativi da raggiungere per mitigare gli inevitabili impatti del cambiamento climatico globale in corso. In termini fisici, l’obiettivo principale è quello di ridurre del 40% il rilascio di CO2 nell’atmosfera entro il 2030 (i rapporti IPCC richiedono il 50%). I grandi lavori per la costruzione di nuove infrastrutture di trasporto, durante la fase di costruzione, rilasciano grandi quantità di gas serra. Nel caso della nuova ferrovia che dovrebbe collegare Torino a Lione attraverso le Alpi occidentali, il promotore pubblico TELT valuta che durante i dieci anni dallinizio dello scavo della galleria di base lunga 57,5 km, verrebbe immessa in atmosfera una quantità totale di poco meno di 10 milioni di tonnellate di CO2 in più rispetto a quanto si emetterebbe senza il cantiere. Fino al 2030 (in realtà la data sarebbe 10 anni dopo l’inizio, quindi oltre il 2030) ci sarebbe un aumento netto del rilascio in atmosfera.

Questo è compatibile con l’obiettivo dichiarato di una riduzione del 40% entro il 2030?

Esistono studi indipendenti sul bilancio globale del carbonio dell’UE, che includano la Torino-Lione e opere simili? Per indipendenti si intende non promossi da soggetti direttamente interessati a ritorni a breve termine dalla costruzione della nuova linea e dallo scavo della galleria.

L’UE intende sostenere un Green Deal che stanzia una quantità rilevante di fondi destinati a promuovere una transizione energetica europea il cui scopo principale è quello di raggiungere l’obiettivo del -40% entro il 2030. L’assegnazione di tali fondi è apparentemente in concorrenza con il rilevante sostegno finanziario previsto per la nuova linea Torino-Lione e per opere analoghe in altre parti d’Europa.

Queste politiche apparentemente contrastanti sono compatibili?

Implicitamente l’UE sta anche promuovendo una migliore ripartizione modale, soprattutto per il trasporto merci, in quanto ci si aspetta che il trasporto ferroviario sia più efficace per quanto riguarda il rilascio di gas serra. Tuttavia, i dati ci dicono che negli ultimi vent’anni o non è stato fatto nulla o ciò che è stato fatto è stato inefficace, dato che in tutta l’area dell’Unione la quota globale della ferrovia rispetto al totale dei trasporti rimane nell’ordine del 20%. Inoltre, i Paesi che sono entrati nell’Unione dopo il 2004 e che sono partiti da oltre il 40% di peso della ferrovia, hanno successivamente ridotto tale quota al 20% degli altri. Oltre a ciò, i dati mostrano che l’impatto, sulla ripartizione modale, dei nuovi tunnel di base in Svizzera è stato finora quasi impercettibile.

Quali sono le politiche dell’Unione in materia di ripartizione modale?

Esiste uno studio indipendente sull’impatto delle infrastrutture sulla ripartizione modale in Europa? Esiste una valutazione dell’efficacia comparativa di nuove opere infrastrutturali rispetto ad altre misure?

La riduzione del rilascio di gas serra per tonnellata è efficace nel ridurre l’emissione totale di CO2 se allo stesso tempo la quantità totale di tonnellate spostate all’interno dell’Unione e oltre i suoi confini rimane costante.

L’Unione Europea ne è consapevole o favorisce una crescita continua della quantità di merci (quindi tonnellate) trasportate?

Un flusso crescente implica necessariamente un rilascio crescente nell’atmosfera. Se le politiche economiche e di trasporto promuovono flussi crescenti, come possono essere compatibili con l’obiettivo del -40% entro il 2030?

Esiste uno studio indipendente sul bilancio del carbonio del sistema di trasporto europeo nel suo funzionamento ordinario? E sul relativo impatto delle diverse politiche?

La foto di Alessandro Barbero per la No Tav Nicoletta Dosio: «Libertà»

https://torino.corriere.it/cronaca/20_marzo_01/foto-alessandro-barbero-la-no-tav-nicoletta-dosio-liberta-397b95b6-5bd0-11ea-ae74-e93752023e91_amp.html?fbclid=IwAR3T8MXWeUevkgybcJP2TDKxV9OtjQm6OluG_o6rDs3qVCg7eMf72SZjD1I

Articolo Img

2 marzo 2020 – 14:58

di Valeria Catalano

Alessandro Barbero per Nicoletta Dosio, la pasionaria No Tav ora in carcere. Sabato lo storico torinese ha preso parte ad un incontro all’ex Opg occupato di Napoli. Al termine della discussione si è lasciato immortalare con un cartello «Io sto non Nicoletta. Libertà».

«Il professore – raccontano gli attivisti napoletani su Facebook – conosce benissimo la storia e la vicenda di Dosio. Ed ha voluto dimostrarle solidarietà e vicinanza ricordandola in un passaggio della bella lezione che ha tenuto davanti a tanti e tante giovani all’ex Opg occupato».

Notissimo volto tv nonché docente dell’università del Piemonte orientale, Alessandro Barbero ha parlato alla folta platea di «sovranità popolare e rivoluzioni». Il centro sociale che ospitava il dibattito è lo stesso in cui nel 2018 è nato il movimento nazionale «Potere al popolo», presente alle ultime elezioni politiche.