Bogside Story, la strage di Derry e l’oggi dell’Irlanda del Nord

http://fulviogrimaldi.blogspot.com/2018/09/prima-mondiale-di-bogside-story-il-film.html

MONDOCANE

LUNEDÌ 17 SETTEMBRE 2018

PRIMA MONDIALE DI “BOGSIDE STORY”, il film che racconta la storia di Derry (Irlanda del Nord) e mia dalla “Domenica di sangue” a oggi alla mano dei murales che della città resistente hanno fatto una galleria d’arte e di storia.

PRIMA MONDIALE DI “BOGSIDE STORY”
Il 20 settembre al nuovo cinema Aquila, Roma, Via l’Aquila 68 (Pigneto), alle ore 20, verrà presentato il film “Bogside story”.

Verrà introdotto e commentato dal sottoscritto che nel film rappresenta una specie di filo rosso che unisce gli eventi del 31 gennaio 1972, “Bloody Sunday”, alla Derry e all’Irlanda del Nord non pacificata di oggi, anche alla mano degli splendidi murales con cui un trio di artisti di Derry , a volte riproducendo  le mie fotografie del massacro di civili manifestanti, compiuti dai parà di Sua Maestà, hanno fatto di Derry un’impressionante e affascinante galleria d’arte e di storia della lotta contro  l’occupazione britannica e la repressione unionista.

 
La”Domenica di Sangue”, che ha visto trucidare 14 cittadini inermi che manifestavano pacificamente per elementari diritti civili – casa, lavoro, sanità, ambiente, scuola, libertà d’espressione – da sempre negati alla popolazione autoctona repubblicana, è stata una vera svolta nella mia vita di giornalista e di essere umano grazie alla rappresentazione emblematica della ferocia  del potere, del cinismo, della capacità di uccidere innocenti e di avvolgere tutto questo nella nebbia della menzogna. Ne trassi l’occasione, essendo l’unico giornalista, insieme a un fotografo francese, riuscito a superare le barriere militari con cui il governo di Londra aveva tentato di bloccare ogni sguardo e ogni udito sulla strage programmata, per uno scoop internazionale che annichilì le versioni ufficiali dell’accaduto e ristabilì la verità, poi confermata da una serie di inchieste giudiziarie a cui le testimonianze mie e dei cittadini di Derry costrinsero il governo. Ritorno oggi in una Derry che non dimentica.
 
Il resto sul film ve lo dice la scheda qui sotto.
 
Il link in testa porta a un trailer del film.
 
Spero che ci vedremo al cinema Aquila il 20 settembre.
 
Fulvio Grimaldi

Bogside Story

Titolo originale: Bogside Story
Bogside Story è un film di genere documentario del 2017, diretto da Rocco Forte, Pietro Laino, con Fulvio Grimaldi e Tom Kelly. Uscita al cinema il 20 settembre 2018. Durata 75 minuti. Distribuito da Distribuzione Indipendente.
Poster
VOTO DEL PUBBLICO    
VALUTAZIONE

5 di 5 su 1 voti
Bogside Strory, il documentario diretto da Rocco Forte e Pietro Laino, narra la storia dell’autorevole giornalista Fulvio Grimaldi, unico foto-reporter italiano a documentare la pacifica Marcia per i diritti civili del 30 Gennaio 1972 a Derry, culminata con il massacro tristemente noto con il nome di Bloody Sunday. 

Fulvio Grimaldi torna in Irlanda del Nord, 45 anni dopo, per testimoniare alla terza inchiesta sul Bloody Sunday.
A Derry scopre che sulle mura esterne delle case del Bogside, il più importante quartiere cattolico della città, sono dipinti dei murales che raccontano gli eventi più significativi della recente storia nordirlandese. Affascinato dalla potenza comunicativa dei murales, uno dei quali ispirato alla sua fotografia divenuta icona della “Domenica di Sangue”, Fulvio entra in contatto con The Bogside Artists, gli autori dei murales, e con le persone che furono coinvolte negli eventi dipinti.

Prende vita così un viaggio tra passato e presente intriso di arte, storia e profonde emozioni. Gli incontri, i ricordi e le testimonianze determinano una drammatica immersione nella realtà di quel luogo e ne raccontano la sua storia: Bogside Story.

La Francia rispetterà l’abbandono italiano del progetto Torino-Lione

Comunicato Stampa

PresidioEuropa

Movimento No TAV

17 settembre 2018

http://www.presidioeuropa.net/blog/?p=16419

La Ministra francese dei Trasporti Elisabeth Borne

ha dichiarato oggi che la Francia rispetterà l’abbandono

dell’Italia del progetto Torino-Lione

In unintervista televisiva di stamani 17 settembre data a BFM-TV la Ministra francese dei Trasporti Elisabeth Borne, in relazione alle decisioni governative sul futuro dei trasporti in Francia comunicate l’11 settembre, ha risposto (10’28’’ – 11’14’’) alle domande del giornalista Jean-Jacques Bourdin.

Jean-Jacques Bourdin – Si farà la Torino-Lione” ?

Elisabeth Borne – La Torino-Lione è un progetto che occorre fare in due.

JJB – Avete sentito che gli italiani rinunciano ?

EB – La Francia rispetterà gli impegni europei (notare: non gli impegni con l’Italia), ma non si potrà fare il progetto senza gli italiani. Oggi il Governo italiano ci dice di volere riesaminare il progetto, di riflettere, è una loro scelta. Incontrerò prossimamente il mio omologo italiano che vuole parlarmi di questo progetto, gli dirò che, se l’Italia intende ridiscutere il progetto, evidentemente non si può realizzare questo progetto senza gli italiani.

JJB – Si può rinunciare a questo progetto ?

EB –Non è l’orientamento che ha assunto la Francia, appartiene agli italiani di posizionarsi.

JJB – Se gli italiani rinunciano, anche la Francia rinuncia ?

EB – Non si può fare un tunnel da soli.

Questi i cinque obiettivi dichiarati degli annunciati investimenti francesi di €13,4 Md per il periodo 2018-2022, che non comprendono la Torino-Lione:

  1. Mantenere e modernizzare le reti stradali, ferroviarie e fluviali nazionali esistenti: la prima priorità.
  2. Desaturare i grandi nodi ferroviari per dare spazio ai treni dei pendolari. E’ ora necessario indirizzare gli investimenti di sviluppo nel trasporto ferroviario e dare priorità al trasporto dei pendolari e, per questo, creare una capacità aggiuntiva nei principali nodi ferroviari.
  3. Accelerare l’apertura di nuove strade nelle città di medie dimensioni e nelle aree rurali.
  4. Sviluppare l’uso della mobilità quotidiana pulita e condivisa per una migliore qualità della vita.
  5. Migliorare l’efficienza e il trasferimento modale nel trasporto delle merci.

Nell’ultima pagina, al di fuori dei cinque obiettivi strategici e dei relativi fondi, il Documento informa che la Francia onorerà l’impegno europeo per la Torino-Lione, un modo per non irritare la Commissione Europea.

Ma dalle parole della Ministra Borne pronunciate nell’intervista si capisce bene che prima si chiuderà questo dossier, meglio sarà per la Francia.

Il dossier completo delle decisioni francesi è disponibile qui.

TERRORISME DJIHADISTE : LA VERSION FRANCAISE DU ‘SCENARIO DU DIABLE’

# LUC MICHEL’S GEOPOLITICAL DAILY/

PUB LM.GEOPOL DAILY - Pub scenario v francaise (2018 09 15) FR (2)

« Malheureusement, la France est devenue un simple outil dont se servent les États-Unis. En poursuivant ses violences et sa guerre d’usure, la France sert les intérêts de Washington. »

– Abdelkader Azouz, conseiller du Premier ministre syrien.

PUB LM.GEOPOL DAILY - Pub scenario v francaise (2018 09 15) FR (4)

I- L’ACTU – CE DIMANCHE 16 SEPT. 2018 SUR AFRIQUE MEDIA/ DANS ‘LE DEBAT PANAFRICAIN’ AVEC LE GEOPOLITICIEN LUC MICHEL :

PARIS ET LE TERRORISME. LE CULOT DE LE DRIAN ET LES RESPONSABILITES DE LA FRANCE

En direct vers 14h30 (Douala/Yaoundé/Malabo° et 15h30 Bruxelles/Paris/Berlin) Multiplex de Douala – Yaoundé – Ndjaména – Bruxelles – Sotchi Présentation de Bachir Mohamed Ladan Luc Michel en multiplex EODE-TV depuis Bruxelles Rediffusion ce lundi …

* Séquence CORRESPONDANTS INTERNATIONAUX :

Luc MICHEL (Bruxelles)

PARIS ET LE TERRORISME, LA VERSION FRANCAISE DU « SCENARIO DU DIABLE » :

Le ministre Le Drian (le M. Europe et Afrique de Macron, qui a été aussi le « Foccart » de la Françafrique version Hollande) a le culot de se plaindre de « la menace des djihadistes chassés de Syrie par l’Armée syrienne et qui reviendraient par milliers en Europe ».

Que dit Le Drian :

Jean-Yves Le Drian, ministre français des Affaires étrangères, a prétendu « qu’une attaque contre Idlib en Syrie menacerait la sécurité de l’Europe en raison de la fuite des terroristes vers ce continent », a rapporté Aria News.

Que répond Damas :

Lors d’un entretien accordé ce vendredi 14 septembre à la chaîne ‘Al-Alam’, Abdelkader Azouz, conseiller du Premier ministre syrien, a déclaré « qu’il était habitué à de telles déclarations de la part des autorités françaises ». « Ce n’est qu’après la reconnaissance du Front al-Nosra comme groupe terroriste par les Nations unies que les anciennes autorités du ministère français des Affaires étrangères l’ont à leur tour reconnu comme tel », a rappelé Abdelkader Azouz. Et d’ajouter : « Malheureusement, la France est devenue un simple outil dont se servent les États-Unis. En poursuivant ses violences et sa guerre d’usure, la France sert les intérêts de Washington. »

Le géopoliticien Luc MICHEL :

rappelle le trouble-jeu de Paris avec les djihadistes, que la France, avec ses alliés de l’OTAN, a largement contribué à amener en Syrie, la version française du « scénario du diable ». Mais aussi le soutien français à des groupuscules armés terroristes anti-iraniens …

* AFRIQUE MEDIA

Rediffusion sur la WebTV AFRIQUE MEDIA

sur http://www.afriquemedia-webtv.org/

II – VOIR L’ANALYSE DE REFERENCE DE LUC MICHEL …

* Lire pour comprendre

l’interview de Luc MICHEL pour SITA :

INTERVIEW DE LUC MICHEL PAR LE SITE ARABE ‘SITA INSTITUTE’ :

DJIHADISMES – TERRORISME – IMMIGRATION. QUAND L’AGENDA PROCHE-ORIENTAL S’IMPOSE EN EUROPE … La grande interview du géopoliticien Luc MICHEL par Jan Vanzeebroeck et Samar Radwan (Beyrouth), pour le site arabe libanais ‘SITA INSTITUTE’

sur http://www.eode.org/eode-think-tank-interview-de-luc-michel-par-le-site-arabe-sita-institute-djihadismes-terrorisme-immigration-quand-lagenda-proche-oriental-s/

III – REDEPLOIEMENT DES DJIDADISTES EN 2018 :

VOIR AUSSI LES ANALYSES EN VIDEO …

Voir sur EODE-TV/ LUC MICHEL:

TERRORISME SANS FRONTIERES : VERS UN REDEPLOYEMENT DES DJIHADISTES ?

sur https://vimeo.com/289242833

* Voir sur PCN-TV/ LUC MICHEL:

LES USA ENTENDENT REDEPLOYER LES DJIHADISTES AU PROCHE-ORIENT (DEBAT SUR PRESS TV)

sur https://vimeo.com/285179819

* Voir sur PCN-TV/ LUC MICHEL:

L’ALGERIE CIBLEE ?

(LES USA ENTENDENT REDEPLOYER LES DJIHADISTES AU PROCHE-ORIENT II – SUR PRESS TV)

sur https://vimeo.com/285184413

Photos :

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EODE-TV https://vimeo.com/eodetv

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No Tav sempre più soli e allo sbando

http://www.lospiffero.com/ls_article.php?id=41612

Lo Spiffero

Scaricati dai Cinquestelle, ridotti nei ranghi, ai margini persino in Valsusa. Un movimento finito ostaggio degli antagonisti di Askatasuna. E l’ultima iniziativa “di lotta”, partita dal campeggio studentesco, si conclude con 76 attivisti denunciati

Pochi, soli e allo sbando. Ora che anche i Cinquestelle hanno ammainato la bandiera col treno crociato, in nome della suprema ragion di governo, i No Tav sono costretti a fare i conti con il declino di un movimento che, nato nei primi anni Novanta in Valsusa per contrastare la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità TorinoLione, ha via via allargato il proprio raggio d’azione accogliendo nelle proprie file soggetti e istanze provenienti dal contraddittorio mondo della protesta sociale e politica, fino ad assurgere a “simbolo” e paradigma della lotta antisistema. E così, mentre è in corso l’elaborazione della diserzione grillina, con contestazioni destinate a moltiplicarsi e salire di tono, il cui primo episodio è avvenuto ieri a Settimo dal palco della festa provinciale, i No Tav scoprono di essere diventati ostaggio dell’ala antagonista che ormai monopolizza la guida del movimento.

“Il 5 settembre abbiamo mandato una lettera al presidente del Consiglio Conte e al ministro Toninelli e dopo 9 giorni non ci hanno degnati neanche di mandarci a quel paese. Se pensano che li abbiamo mandati lì per snobbarci, e non rispondere, hanno sbagliato indirizzo”. È toccato ancora ad Alberto Perino, storico leader del movimento No Tav, a metterci la faccia e accusare il governo gialloverde di “grave maleducazione”. Dopo lo sfogo estivo ora pare che pure nell’ex bancario prevalga una sorta di sconforto misto a rassegnazione. “Ci sono altre elezioni in vista – ha ricordato -. Finora per il Movimento 5 Stelle ci ho messo la faccia, ma continuando su questa strada non ce la metterò più perché questo non era il patto siglato anni fa quando quelli che prima erano No Tav hanno deciso di impegnarsi per i 5 Stelle”. Con la defezione “strategica” di Laura Castelli, la sottosegretaria che nell’ombra sta trattando per una soluzione che consenta di far digerire il “non blocco” della Tav senza che questo suoni troppo come una sconfessione delle posizioni del M5s, sono rimaste in campo figure di secondo piano. Come quella della consigliera Francesca Frediani, una beghina di paese diventata tricoteuse per ingannare il tempo casalingo, che ha provato a gettare acqua sul fuoco; “Ci stiamo impegnando, noi e i nostri parlamentari. Il governo sta lavorando – ha sottolineato – speriamo che al più presto arrivino delle risposte. Se non si ferma quest’opera, non mi vedrete mai più su un palco come questo”. Chi visse sperando… 

Ed è proprio l’ultima iniziativa di lotta, quella avvenuta gli scorsi 7 e 8 settembre a Chiomonte nell’ambito del cosiddetto campeggio studentesco, a segnare l’ulteriore passo verso la radicalizzazione della protesta, confinando la lotta contro l’opera alle cronache giudiziarie. La questura ha, infatti, denunciato alla Procura 76 persone che, a vario titolo, hanno preso parte alla guerriglia partita dall’accampamento organizzato a Venaus dai “Kollettivi Studenteschi Autonomi”, riconducibili ad Askatasuna.

Diversi i reati contestati: per 19 attivisti le denunce riguardano entrambe le manifestazioni, tra costoro, in particolare, figurano alcuni appartenenti al famigerato centro sociale torinese già sottoposti all’ “avviso orale” irrogato dal questore per fatti analoghi perpetrati in altre occasioni. Gli episodi contestati dalla Digos di Torno si sono verificati nella serata del 7 settembre allorché, in violazione del provvedimento adottato dall’autorità di pubblica sicurezza, circa un centinaio di manifestanti ha raggiunto la frazione Gravella di Chiomonte, dove era stato dislocato uno sbarramento di cemento armato munito di rete metallica a protezione del perimetro dell’area strategica di interesse nazionale, con lo scopo di impedire attacchi al cantiere, iniziando ad ammassare legna a ridosso dello sbarramento stesso per poi dargli fuoco. Altri complici, utilizzando delle tronchesi e alcune tavole di legno, hanno raggiunto la struttura metallica rendendo necessario da parte delle forze dell’ordine l’impiego dell’idrante che ha consentito anche di domare l’incendio. Una ventina di manifestanti, tuttavia, dopo essersi travisati, sono ritornati in prossimità dello sbarramento e, con modalità “militari”, come si evince dalle immagini registrate, hanno aggredito con un violentissimo e fittissimo lancio di razzi, bombe carta e altri artifici pirotecnici, durato alcuni minuti le stesse forze dell’ordine che, ancora una volta, hanno risposto con l’uso dell’idrante e di alcuni lacrimogeni, disperdendo i facinorosi. Tra i diversi reati contestati a carico degli indagati: l’inottemperanza di provvedimenti dell’autorità di Ps, le accensioni ed esplosioni pericolose, il danneggiamento. 

Quanto alla giornata di sabato 8 settembre, le denunce hanno riguardato manifestanti che, muniti di una sega elettrica e di tronchesi, hanno tentato di danneggiare un’altra struttura metallica posta in prossimità del cantiere di Chiomonte, sul cosiddetto sentiero Gallo-Romano, cercando di creare un varco nell’intento di oltrepassare lo sbarramento ancora una volta con lo scopo di raggiungere il cantiere. L’immediata reazione del personale in servizio di ordine pubblico che, anche in questa occasione ha fatto “chirurgicamente” ricorso all’uso di circa una decina di lacrimogeni, ha impedito che l’obiettivo venisse raggiunto. Per questi eventi sono stati complessivamente denunciati alla Procura di Torino 50 partecipanti. Le posizioni di alcuni indagati sono al vaglio della Divisione Anticrimine della Questura per l’ulteriore irrogazione a loro carico di misure di prevenzione personali da parte del Questore di Torino.

«Merenda ai cancelli», i Notav contestano i Cinque stelle

https://ilmanifesto.it/merenda-ai-cancelli-i-notav-contestano-i-cinque-stelle/

manifesto

Valsusa. Circa 150 Notav hanno inscenato la cosiddetta «merenda dei cancelli», ovvero un momento di disturbo che da anni si tiene ogni venerdì sera al varco d’accesso del cantiere di Chiomonte. Nulla di particolarmente aggressivo, ma molto simbolico

UN’ESTETICA STRIDENTE perché fino a poco tempo fa tutti i soggetti ieri coinvolti erano fisicamente dalla stessa parte. I militanti contrari alla Torino – Lione per la prima volta hanno protestato pubblicamente contro «gli unici veri Notav»: queste furono le parole di Alberto Perino, capo del movimento, in campagna elettorale.

Circa 150 Notav hanno inscenato la cosiddetta «merenda dei cancelli», ovvero un momento di disturbo che da anni si tiene ogni venerdì sera al varco d’accesso del cantiere di Chiomonte. Nulla di particolarmente aggressivo, ma molto simbolico. Un sodalizio antico quello tra M5s e Notav, nato nel 2005, quando durante una imponente manifestazione torinese dal palco parlarono Beppe Grillo, Dario Fo, Marco Travaglio e, appunto, Alberto Perino. Unione messa in crisi dal governo pentaleghista, che al di là delle roboanti parole del ministro Toninelli non riesce a fermare i lavori nel cantiere del tunnel di base.

I PRIMI SEGNALI che le minacce del ministro verso tutti coloro che si fossero macchiati di «atti ostili» non incutono particolare timore, sono giunti la scorsa settimana, quando Telt – la società italo francese incaricata di progettare e realizzare la maxi opera – ha comunicato di aver dato via libera ad appalti europei per 37 milioni di euro per il «monitoraggio ambientale».

A cui si sono sommate illazioni inerenti una trattativa volta « “migliorare» il progetto attraverso la cancellazione di una stazione ferroviaria a Susa e la ridefinizione della tratta nazionale a ovest di Torino.

UNA SORTA DI «MIGLIORISMO» a 5 stelle che però non prevede il blocco del tunnel di base. Il Movimento ha scritto una lettera aperta al Ministro delle Infrastrutture, la seconda in dieci giorni, chiedendo spiegazioni e invitandolo a spingersi al di là delle tonanti parole. La missiva proveniente dalla val Susa è caduta nel silenzio. Ma il segnale più ostentato si è avuto nel cantiere di Chiomonte, dove sono stati avvistati improvvisi lavori di «allargamento» del cantiere. In un comunicato ufficiale del Movimento Notav valuta così il lavoro del M5s contro il Tav: «I lavori propedeutici continuano, con un’accelerazione in salsa politica ed una lobby che si mostra sempre più disposta a tutto pur di non perdere questa gallina dalle uova d’oro. Certo, un altro attore gioca un ruolo da protagonista col suo silenzio e la sua inattività, il governo in carica con il ministro Toninelli e tutti i suoi colleghi pentastellati».

No Tav, Perino contro i 5 stelle: “Se pensano che li abbiamo mandati lì per snobbarci, hanno sbagliato indirizzo”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/09/14/no-tav-perino-contro-il-governo-se-pensano-che-li-abbiamo-mandati-li-per-snobbarci-hanno-sbagliato-indirizzo/4626943/

No Tav, Perino contro i 5 stelle: “Se pensano che li abbiamo mandati lì per snobbarci, hanno sbagliato indirizzo”

Il leader storico del movimento contro la linea Torino-Lione, dal palco della festa del Movimento 5 Stelle a Settimo Torinese ha dichiarato di aver spedito, il 5 settembre scorso, una lettera al presidente del Consiglio Conte e al ministro Toninelli senza ottenere risposta: “Grave maleducazione”

 

“Il 5 settembre abbiamo mandato una lettera al presidente del Consiglio Conte e al ministro Toninelli e dopo 9 giorni non ci hanno degnati neanche di mandarci a quel paese”. Così Alberto Perino, storico leader del movimento No Tav dal palco della festa del Movimento 5 Stelle a Settimo Torinese. “Se pensano che li abbiamo mandati lì per snobbarci, e non rispondere, hanno sbagliato indirizzo”, ha continuato, accusando il governo giallo-verde di “grave maleducazione“. Francesca Frediani, consigliera regionale in Piemonte del Movimento 5 Stelle, è intervenuta a sostegno del governo che “sta lavorando. Speriamo che al più presto arrivino delle risposte”. E ha concluso: “Se non si ferma quest’opera, non mi vedrete mai più su un palco come questo”. Un mese fa il leader No Tav scriveva in riferimento al ministro delle Infrastrutture Toninelli: “In che mani ci siamo messi”.

Perino ha ricordato poi che “ci sono altre elezioni in vista. Finora per il Movimento 5 Stelle ci ho messo la faccia, ma continuando su questa strada non ce la metterò più perché questo non era il pattosiglato anni fa”. Le parole di rottura arrivano un mese dopo lo scambio di conversazioni in rete che il leader dei No Tav ha avuto con altri attivisti, reso pubblici da Repubblica e poi confermato a ilfattoquotidiano.it, da cui traspariva il malcontento sull’operato dei 5stelle al governo: “Continuano a fare sterili proclami invece di fare atti amministrativi”. La discussione era partita dopo l’annuncio del via libera del Cipe alle modifiche sulla linea Torino-Lione.

L’atto non era piaciuto agli attivisti, e il ministro Toninelli aveva cercato di calmare sostenendo che non avrebbe influito “in modo decisivo sulla analisi costi-benefici che finalmente stiamo conducendo in maniera seria e obiettiva”. Proprio la questione Tav è uno dei punti su cui Lega e 5Stelle si scontrano maggiormente: nel contratto di governo c’è scritto che l’esecutivo si impegna “a ridiscuterne integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia. Gli attivisti attendono.

L’AXE MILITARO-STRATEGIQUE DAMAS-TEHERAN. UNE REALITE DE 4 DECENNIES QUI SE RENFORCE ENCORE

 

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE/

Flash Vidéo Géopolitique/ Geopolitical Flash Video/

2018 09 14/

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Le Flash Vidéo du jour …

Le géopoliticien Luc MICHEL dans LE DEBAT du 29 août 2018 sur PRESS TV (Iran)

Sources :

* L’article sur :

« Iran/Syrie : coopération militaire renforcée » https://www.presstv.com/DetailFr/2018/08/29/572591/IranSyrie–coopration-militaire-renforce

* La Video sur PCN-TV/

PRESS TV (IRAN) DEBAT AVEC LUC MICHEL & R. BIBEAU:

COOPERATION MILITAIRE RENFORCEE ENTRE L’IRAN ET LA SYRIE

(29.08.18)

sur https://vimeo.com/287324469

« C’EST GRÂCE AU SOUTIEN DE LA RÉPUBLIQUE ISLAMIQUE D’IRAN QUE LA SYRIE A VAINCU LES GROUPES TERRORISTES ET LEURS ALLIÉS »

* Que dit PRESS TV ?

« Les ministères iranien et syrien de la Défense ont signé un protocole d’accord de coopération dans les domaines défensif et technique. Au terme de longues discussions, les deux ministres de la Défense ont signé ce dimanche à Damas un protocole d’accord qui porte sur la promotion de la coopération militaire entre l’Iran et la Syrie.

Le ministre iranien de la Défense, le général de brigade Amir Hatami, a déclaré que cet accord balisait le terrain au développement des relations bilatérales. « La Syrie est en passe de surmonter la crise et d’entamer sa phase de reconstruction. Or, l’accord de coopération signé aujourd’hui définit le cadre de notre participation au processus de réhabilitation du pays et des coopérations irano-syriennes », a-t-il indiqué.

Son homologue syrien, le général Ali Ayoub, a pour sa part déclaré : « C’est grâce au soutien de la République islamique d’Iran que la Syrie a vaincu les groupes terroristes et leurs alliés. La poursuite de notre coopération garantit nos intérêts nationaux. Et nous ne laisserons aucun autre pays nuire à nos relations solides et durables.

» « Damas estime que ses intérêts nationaux ne sont pas définis par la politique, mais par des valeurs et des principes qui régissent les relations entre la Syrie et l’Iran. C’est pourquoi elles perdurent et se nourrissent des expériences passées », a-t-il renchéri.

Robert Bibeau, éditeur du webmagazine Les 7 du Québec et Luc Michel, géopoliticien s’expriment sur le sujet. »

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE

(Flash Vidéo Géopolitique/

Complément aux analyses quotidiennes de Luc Michel)

* Avec le Géopoliticien de l’Axe Eurasie-Afrique :

Géopolitique – Géoéconomie – Géoidéologie – Géohistoire – Géopolitismes – Néoeurasisme – Néopanafricanisme (Vu de Moscou et Malabo) :

PAGE SPECIALE Luc MICHEL’s Geopolitical Daily https://www.facebook.com/LucMICHELgeopoliticalDaily/

________________

* Luc MICHEL (Люк МИШЕЛЬ) :

WEBSITE http://www.lucmichel.net/

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TWITTER https://twitter.com/LucMichelPCN

* EODE :

EODE-TV https://vimeo.com/eodetv

WEBSITE http://www.eode.org/

QUE RESTE-T-IL DU ‘PROCESSUS D’ASTANA’ ? LA TURQUIE SE RENFORCE A IDLIB ET ARME SES DJIHADISTES …

LM DAILY / 2018 09 14/

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE

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« A Idlib, la Turquie fournit des munitions militaires aux groupes armés », titrait hier ‘Pars Today’, un média d’Etat iranien. L’Iran étant partie prenante du « processus d’Astana » et ayant organisé il y quelques jours un Sommet tripartite Russie-Iran-Turquie lié à celui-ci. Il y a 72 heures, Poutine, décidé à exploiter toutes les lézardes du Bloc américano-atlantiste (dont Ankara est un des piliers), a invité l’Armée turque a participer aux grandes manoeuvres Vostok 2018, avec les armées chinoise et mongole. La réponse d’Ankara c’est cette opération d’intimidation contre Damas, mais aussi Téhéran etMoscou !

LES POSTES D’OBSERVATION D’ANKARA (ISSUS DU PROCESSUS D’ASTANA) SONT DEVENUS DE « VÉRITABLES BASES MILITAIRES PERMANENTES DE LA TURQUIE EN SYRIE »

Confirmant le renforcement militaire de la Turquie en Syrie, un haut membre du groupe terroriste Liwa al-Mutasim, affirme que « les postes d’observation d’Ankara sont devenus de véritables bases militaires permanentes de la Turquie en Syrie ». Évoquant les postes d’observation d’Ankara à Idlib, Mustafa Sejari, le chef du bureau politique du groupe terroriste djihadiste Liwa al-Mutasim qui est intégré à la soi-disant « Armée syrienne libre », a annoncé que « la Turquie avait envoyé à Idlib des dizaines de véhicules blindés et de chars, ainsi que des centaines de membres des forces spéciales ». Une mesure qui, selon Sejari, « aurait empêché Idlib de partager le sort des autres régions syriennes occupées par les terroristes », cette fois les frères rivaux djihadistes du Jabbat al-Nosra (al-Quaida en Syrie), qu’Ankara vient de laisser tomber. « Il y a eu de très gros renforts des forces turques à l’intérieur de la Syrie et ces postes d’observation sont désormais des bases militaires permanentes turques », a déclaré Mustafa Sejari, cité par Reuters.

Trois responsables turcs de la sécurité publique ont déclaré à Reuters que « des troupes, des véhicules blindés et du matériel avaient été envoyés à la frontière syrienne et que l’armée turque avait mis en place 12 postes militaires à l’intérieur même d’Idlib ». « Nous avons une présence militaire là-bas et si cette présence militaire est mise à mal ou menacée de quelque manière que ce soit, cela sera considéré comme une attaque contre la Turquie et entraînera donc les représailles qui s’imposent », a indiqué la source sécuritaire turque.

L’armée turque ne commente pas les mouvements des troupes de l’Armée syrienne libre (ASL) que soutient Ankara, mais les images de Reuters ont montré que des convois militaires se dirigeaient vers la région frontalière la semaine dernière.

DES « ZONES DE DESESCALADE » TRANSFORMEES EN BASTIONS DE L’ARMEE TURQUE

Dans le cadre de l’accord d’Astana conclu avec la Russie et l’Iran et désignant Idlib et ses régions voisines comme une « zone de désescalade », des postes d’observation y ont été mis en place par Ankara. Le but était de maintenir le cessez-le-feu sur tout le territoire syrien, de préparer le terrain pour le rapatriement des réfugiés syrien ainsi que d’assurer l’acheminement de l’aide humanitaire. Depuis, trois zones similaires, à la frontière méridionale de la Syrie avec la Jordanie, à l’est et au nord de Damas, sont sous le contrôle de l’armée syrienne et de ses alliés.

Les principales localités de la province d’Idlib sont contrôlées non par l’ALS mais par des djihadistes liés à l’ancienne branche syrienne d’Al Qaïda, le Front Al Nosra.

LA TURQUIE A ÉGALEMENT LIVRÉ DES ARMES AUX GROUPES TERRORISTES À IDLIB

Par ailleurs, des sources proches des terroristes ont déclaré à Reuters que « la Turquie avait également livré des armes aux groupes terroristes à Idlib au cours de ces derniers jours, notamment des munitions et des roquettes ». Par ailleurs, les terroristes du Front al-Nosra ont refusé la demande de la Turquie appelant à leur dissolution et affirmé qu’ils combattraient l’armée syrienne.

La Turquie a intensifié ces derniers jours ses livraisons d’armes aux rebelles de la province d’Idlib, dans le nord-ouest de la Syrie, où l’armée gouvernementale syrienne et ses alliés veulent lancer une offensive terrestre malgré les mises en garde de la communauté internationale. Des sources rebelles ont encore déclaré à Reuters que « l’aide militaire turque s’était accentuée depuis le sommet de Téhéran vendredi dernier entre les présidents russe, turc et iranien, où aucun accord n’a pu être trouvé pour prévenir l’offensive des forces de Damas ».

« Les Turcs ont promis leur soutien militaire en vue d’une longue bataille », a aussi déclaré à ‘Reuters’ un chef de l’ASL, alliance armée des rebelles à forte composantes djihadistes qui est aidée depuis des années par les Occidentaux et Ankara. « L’armée turque a notamment fourni en grande quantité des munitions et des roquettes Grad », a-t-il ajouté.

« L’armée turque envoie aussi des renforts et des armes lourdes depuis une semaine dans la douzaine de postes d’observation qu’elle a établis dans la région d’Idlib, ainsi que plus à l’est, dans une zone au nord de la ville d’Alep », précise Reuters. « La Turquie a d’ailleurs demandé aux combattants de l’ALS du secteur d’Alep de rejoindre les lignes de front dans la province d’Idlib », ont précisé deux chefs rebelles.

QUI A ENCORE DES ILLUSIONS SUR LE ROLE D’ANKARA EN SYRIE ?

« La nouvelle sur le renforcement militaire des forces de l’ASL intervient alors que le président turc Recep Tayyip Erdogan n’a pas réussi à convaincre les principaux alliés d’Assad de consentir à un cessez-le-feu, lors de la réunion tripartite tenue entre les dirigeants iranien, russe et turc le vendredi 7 septembre à Téhéran », commente ‘Pars Today’.

« La Turquie, qui accueille déjà trois millions et demi de réfugiés syriens, craint un nouvel exode en direction de son territoire si la province d’Idlib, dernier bastion des insurgés en Syrie, est attaquée par les troupes loyalistes », dit Reuters.

Le président turc Recep Tayyip Erdogan, tout comme l’Onu, a évoqué un “désastre humanitaire” si la bataille d’Idlib devait être lancée. La Turquie prétend que l’assaut de l’armée syrienne sur Idlib, qui abrite environ trois millions de personnes, aura de graves conséquences humanitaires, reprenant mot pour mot la propagande de Washington et de l’ONU, tandis que Damas est déterminé à lancer des opérations pour libérer la dernière province syrienne toujours occupée par les terroristes.

# L’ANALYSE DE REFERENCE :

* LUC MICHEL’S GEOPOLITICAL DAILY/

DEBAT :

IDLIB AU COEUR DU QUESTIONNEMENT SUR LE ROLE DE LA TURQUIE ET LE REDPLOIEMENT DES USA EN SYRIE LM DAILY 270

sur https://www.facebook.com/Pcn.luc.Michel/posts/1392962774171470

* Voir aussi sur PCN-TV/

PRESS TV DEBAT AVEC LUC MICHEL:

OU VA LA SYRIE ? A IDLIB LES DERNIERES ILLUSIONS SUR TRUMP ET ERDOGAN S’ECROULENT

sur https://vimeo.com/289229423

(Sources : Reuters – Pars Today – EODE Think Tank)

Carte :

Les zones de désescalade du processus d’Astana (attention la situation militaire est celle d’il y a un an, Damas a depuis libéré le territoire national à l’exception de la province d’Idlib (occupée par l’ASL, les djihadistes du Jabbat al-Nosra et l’Armée turque) et du territoire vers l’Euphrate (contrôlé par la coalition pro-américaine, les armées américaine et française, et leurs supplétifs kurdes du

PYD-PKK) …

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE

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* Avec le Géopoliticien de l’Axe Eurasie-Afrique :

Géopolitique – Géoéconomie – Géoidéologie – Géohistoire – Géopolitismes – Néoeurasisme – Néopanafricanisme (Vu de Moscou et Malabo) :

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No Tav contestano i Cinque Stelle alla loro festa: “I loro ministri maleducati”

https://torino.repubblica.it/cronaca/2018/09/14/news/no_tav_contestano_i_cinque_stelle_alla_loro_festa_i_loro_ministri_maleducati_-206476998/

Sul palco di Settimo Torinese l’attacco del leader valsusino Perino

di JACOPO RICCA

14 settembre 2018

Forte contestazione dei No Tav al Movimento 5stelle alla festa piemontese dei grillini dove era attesa la sottosegretaria all’Economia Laura Castelli. Sul palco di Settimo Torinese è salito lo storico leader del fronte che si oppone all’alta velocità Torino-Lione, Alberto Perino: “Finora ho messo la faccia per il Movimento 5stelle, ma ci sono altre elezioni a breve ed è sicuro che continuando su questa strada io la faccia per loro non la metto più – ha scandito il leader – Sono molto incazzato e non solo per quello che fa e non fa il governo, sono incazzato per la maleducazione dei nostri ministri in Parlamento”.
Nelle scorse settimane è stata inviata una lettera al premier Giuseppe Conte e al ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, nella quale si chiedeva lo stop all’opera: “Abbiamo mandato una lettera il 5 settembre – ha detto Perino – Sono passati 9 giorni e non ci hanno degnato nemmeno di mandarci a fare in culo. Se pensano che li abbiamo mandati lì per non rispondere a domande o snobbarci hanno sbagliato indirizzo”.
Castelli ha dato forfait, ufficialmente per impegni alla Camera, ma i No Tav insistono: “Non si fugge dal confronto, questo non è il patto che abbiamo siglato molti anni fa quando chi era no tav ha accettato di impegnarsi nel movimento 5stelle” ha aggiunto  Perino. Consiglieri comunali, assessori di Torino presenti alla festa hanno ascoltato senza rispondere. L’unica a metterci la faccia è la consigliera regionale grillina, Francesca Frediani: “Quello che posso dirvi è che se non si ferma il Tav non mi vedrete più su un palco come questo – ha assicurato ai No Tav – L’idea del fiato sul collo dei portavoce è parte fondante del Movimento 5stelle. I parlamentari nom sono qui oggi perché somo trattenuti a Roma per i lavori d’aula, ma non si nasconde nessuno, nemmeno la Castelli”.
Nel pomeriggio proprio Frediani, insieme alla senatrice grillina Elisa Pirro, è salita a Chiomonte per assistere insieme ai No Tav ai lavori di ampliamento del cantiere.

LE GRANDI OPERE – E LE CONCESSIONI – AI TEMPI DI CAVOUR

IERI, 12 settembre dell’anno di grazia 2018, avrei voluto essere una mosca. Primo perché mi sarei trovato perfettamente a mio agio; secondo perché avrei potuto annotare diligentemente con le mie zampine quante volte debbono aver citato – a sproposito – Camillo Benso Conte di Cavour gli im-prenditori riuniti nella kermesse-Si-Tav voluta dal sindacalistapoliticobanchiere Sergiochiamparino (che a volte da l’impressione di credersi erede dell’artefice – con Garibaldi – della Unitò d’Italia…

Una riunione degli stati generali di Confindustria in trasferta dal viale dell’Astronomia di Roma nella città che il gran tessitore dei Savoia promosse capitale prima della breccia di Porta Pia (la dove oggi ha sede – ironia della sorte – il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti).

Ma al di la del festival della letteratura di notizie (false) celebrato ieri restano nero su bianco 30anni di affermazioni dei proponenti la Grandeopera – il Tav Torino Lione –  sbugiardabili una per una senza bisogno nè a metamorfosi kafkiane, né alle agiografie dei “giornalisti accreditati” che ancora oggi citano il presidente nazionale degli industriali promettere un reddito di cittadinanza-underground di 9 miliardi diviso per 52mila addetti alla costruzione della galleria nel deserto… ma anche  l’associato signor Bauli, sostenere, con sprezzo del ridicolo, che triplicherà la vendita di pandoro verso la Dolcefrancia grazie al buco sotto il Moncenisio…

Non so se Bauli offra nel suo paniere anche le ciambelle (con o senza oliodipalma),  ma quel che evidentemente non sa è che di buchi sotto il Moncenisio ce n’è già uno, che non lo ha scavato personalmente il governatore  pro-tempore del Piemunt, ma che fu promosso proprio da Cavour, (anche se non ne vede l’apertura quantunque anticipata).

E sicuramente ancor meno sa – l’acquirente del marchio Buondìmotta –  che mentre l’ingegner Someiller pompava aria compressa nelle rivoluzionarie perforatrici  che accelerarono imprevedibilmente lo scavo dei 12 km tra Bardonecchia e Modane, un altro ingegnere tentava la fortuna realizzando una ferrovia temporanea ma molto impegnativa tra Susa e Sant Michel de Maurienne (allora capolinea delle reti Italiana e Francese) per far fronte all’incremento annuo (e non al calo come da due decenni accade oggi) di traffico ferroviario e stradale tra Italia, Francia e Gran Bretagna!

Il proponente – scrivono le cronache dell’epoca – era inglese e amico intimo del Primoministro dei Savoia.

Ciononostante ecco le condizioni (che oggi gli strenui difensori delle quotazioni di Atalntia/Autostrade/Benetton definirebbero vessatorie ma che l’ingegner Fell (così si chiamava l’inventore/costruttore della ferrovia che valicò i 2mila metri del Moncenisio)  ritenne di classificare come rischio di impresa senza pretendere come gli impresari contemporanei che se lo assuma lo stato spalmandolo sui cittadini riservandosi il solo profitto (e qualunque cosa accada anche per loro conclamata responsabilità come il crollo del Ponte Morandi di Genova ha già consegnato alla storia prima che qualunque sentenza venga pronunciata… (E coi tempi biblici della giustizia debole assoggettata ai poteri forti),

Ebbene, la Convenzione/Concessione fatta sottoscrivere da Cavour al suo amico Sir James Hudson, (incaricato della Legazione inglese a Torino), fin dall’articolo 1 precisa inequivocabilmente che i signori Brassey, Fell & Co. “si obbligano a costruire ed esercitare a tutte loro spese, rischio e pericolo detta strada”. 

E in un altro articolo si stabilisce inderogabilmente che la convenzione sarà revocata, con preavviso di un mese, appena sarà attivata la ferrovia del Frejus; sarà pure revocata se i lavori non saranno finiti entro due anni.

Lavori che – nonostante questo iniziarono subito, fin dal 1866, e avanzarono con straordinaria velocità pur tra mille difficoltà realizzando ben 80 km, il 15 giugno 1868, data della inaugurazione!

Vedremo i tempi (e i modi) di ricostruzione di un silometro di viadotto genovese sul Polcevera quando il contenzioso legale avrà preso il posto dei tweet e delle auto-interviste facebook che da maggioranza (e opposizione?) promettono celerità e giustizia.

Borgone Susa, 13 settembre 2018 – Claudio Giorno

LE GRANDI OPERE – E LE CONCESSIONI – AI TEMPI DI CAVOUR

1865: “i signori Brassey, Fell & Co. “si obbligano a costruire ed esercitare a tutte loro spese, rischio e pericolo detta strada”. E in un altro articolo si stabilisce inderogabilmente che“ la convenzione sarà revocata, con preavviso di un mese, appena sarà attivata la ferrovia del Frejus; sarà pure revocata se i lavori non saranno finiti entro due anni”.

COME LA PRIVATIZZAZIONE DELLE AUTOSTRADE 1 SECOLO E 1/2 DOPO…

https://claudiogiorno.wordpress.com/2018/09/13/le-grandi-opere-e-le-concessioni-ai-tempi-di-cavour/