Ronde anti pusher, gli attivisti di Askatasuna: “Fiction poliziesca. Ci dipingono come i cattivi, mentre gli spacciatori diventano i buoni”

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 Una «fiction poliziesca». Così viene definita dagli esponenti dello storico centro sociale dell’autonomia torinese Askastasuna la vicenda delle ronde antipusher,  in cui sette attivisti si ritrovano indagati per violenza.
Accusati da procura e Digos di aver picchiato due pusher per allontanarli da Santa Giulia ed evitare i così la presenza della polizia nel quartiere, esercitando un «controllo del territorio», si difendono dando una propria versione dei fatti.
«C’è il tentativo di imbastire – dicono gli attivisti – una vera e propria fiction poliziesca in cui i protagonisti, “i poveri spacciatori di crack cocaina e eroina”, vengono cacciati mentre svolgono il loro onesto e, a quanto pare legittimo lavoro, da un gruppo di persone, che in questo caso interpretano l’infausto ruolo di “cattivoni” dei centri sociali». E difendono il loro impegno sociale nel quartiere, verso i più bisognosi, anche nel periodo dell’epidemia.

Di Massimiliano Peggio

Ronde anti pusher, gli attivisti di Askatasuna: “Fiction poliziesca. Ci dipingono come i cattivi, mentre gli spacciatori diventano i buoni”ultima modifica: 2020-05-15T22:23:23+02:00da davi-luciano
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