Idrogeno e ferrovie (ma non la Tav). Ecco Torino nel Recovery di Draghi

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La tratta nazionale dell’Alta velocità non è citata nel documento. Entrano invece la linea per Caselle, treni merci e piste ciclabili

Idrogeno e ferrovie (ma non la Tav). Ecco Torino nel Recovery di Draghi

C’è la ferrovia per l’aeroporto, la Torino-Caselle-Ceres. Ma anche l’ammodernamento della Canavesana. E poi il potenziamento della linea per i treni merci con Genova. E piste ciclabili, fondi per il dissesto idrogeologico e la pulizia del fiume Po, stazioni di ricarica a idrogeno per rendere puliti i collegamenti autostradali verso il Nord Est. Ecco Torino nell’ultima bozza del «piano nazionale per la ripresa e la resilienza», il cosiddetto «Recovery plan», in discussione in queste ore a Roma prima dell’approvazione definitiva del consiglio dei ministri.

Grande assente, invece è l’alta velocità torinese: non il tunnel di base del Moncenisio, ma la tratta nazionale dal costo di circa 750 milioni che — quando verrà ultimato — dovrebbe collegare il tunnel, appunto, a Torino e al resto della rete ferroviaria. Non ce n’è traccia, mentre l’esecutivo di Mario Draghi si è concentrato su altre linee ad alta velocità verso il sud d’Italia: Napoli-Bari, Palermo-Catania-Messina e i primi lotti delle direttrici Salerno-Reggio Calabria e Taranto-Potenza Battipaglia. «In commissione trasporti — fa sapere la deputata della Lega, Elena Maccanti — abbiamo chiesto intanto al ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, di inserire la tratta italiana nell’elenco delle opere strategiche da commissariare ai sensi del decreto “Sblocca cantieri”».

Torino trova spazio tuttavia quando si tratta del rafforzamento delle linee per le merci con la Liguria: «L’intervento permetterà il transito di treni con lunghezza fino a 750 metri. Al completamento dell’intero progetto — si legge nella bozza del piano di ripresa e resilienza —, i tempi di percorrenza saranno quasi dimezzati sia sulla tratta Genova-Milano che sulla tratta Genova-Torino».

«Un’enfasi particolare», così dice il documento, viene riservata piuttosto alle ferrovie regionali per interventi di adeguamento, elettrificazione e potenziamento. In questo capitolo il capoluogo piemontese viene citato due volte: la prima nel caso della Canavesana, la storica ferrovia che collega Pont, Rivarolo e Chieri, di recente passata dalle mani di Gtt a quelle di Trenitalia; la seconda, nel caso della Torino-Ceres, linea che servirà a ripristinare il collegamento con l’aeroporto di Caselle grazie al nuovo tunnel ferroviario sotto corso Grosseto — già realizzato e finanziato — la cui apertura è prevista nel 2023. Un’opera, questa, che in un primo tempo non era stata inserita nel piano, redatto anche sulla base dei progetti segnalati le Ferrovie dello Stato, ma che adesso potrà essere al centro di ulteriori investimenti per rendere il collegamento più efficace.

Capitolo trasporti ecosostenibili. Oltre agli interventi destinati alle piste ciclabili e alle altre infrastrutture per la mobilità alternativa destinati alle città, Torino compare poi come uno dei due nodi, con Trieste, della rete di stazioni di ricarica a idrogeno immaginata lungo le direttrici autostradali. «Attraverso questi investimenti — si legge nella bozza del piano per la ripresa — sarà possibile sviluppare circa 40 stazioni di rifornimento, dando priorità alle aree strategiche per i trasporti stradali pesanti quali le zone prossime a terminal interni e le rotte più densamente attraversate da camion a lungo raggio».

23 aprile 2021 | 21:34

Idrogeno e ferrovie (ma non la Tav). Ecco Torino nel Recovery di Draghiultima modifica: 2021-04-24T14:53:45+02:00da davi-luciano
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