Il clima si salva con l’Europa e lo stop al Tav

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Il Fatto Quotidiano – 11 maggio 2020 Luca MERCALLI

CAMBIARE APPROCCIO

Per difendere il suolo basterebbe approvare la legge che ne impedisce il consumo

La Torino-Lione oggi inquina (molto) e chissà se lo farà meno dal 2050.

Bisogna investire meglio i fondi europei

Jared Diamond, l’autore di Armi, acciaio e malattie, di Collasso e di Crisi, come altri scienziati e intellettuali, auspica che la lezione del coronavirus serva ad affrontare con convinzione i cambiamenti climatici. Per farlo occorre cooperazione internazionale perché il problema è globale e avrà enormi costi per tutta l’umanità . Serve anche coraggio politico, nel discernere e sostenere solo l’economia virtuosa e disincentivare quella ambientalmente perniciosa.

Lo ha ribadito il Segretario Generale delle Nazioni Unite, l’ingegnere portoghese Antonio Guterres. Plaudo all’annuncio del governo italiano di aumentare al 110% lo sgravio fiscale per la riqualificazione energetica degli edifici, per far ripartire l’edilizia “senza consumare nuovo suolo”.

Ma qui si pone il problema della coerenza delle azioni, in Italia come in Europa. Per difendere veramente il suolo basterebbe approvare la legge che ne impedisce il consumo!

Se si vuole davvero realizzare il Green Deal, raggiungendo il 50% di taglio alle emissioni entro il 2030 e la neutralità climatica al 2050, la cura deve essere drastica e senza ambiguità. Siamo già in enorme ritardo rispetto agli obiettivi dell’Accordo di Parigi, per stare sotto i due gradi a fine secolo. Quindi non ci possiamo permettere di annunciare diete utili alla salute ambientale a pranzo lasciando l’abbuffata a cena. La dieta si fa per tutto il giorno e tutti i giorni, altrimenti non si guarisce.

L’UNIONE Europea propone dunque una buona dieta a pranzo ma non rinuncia alla grande abbuffata delle grandi opere cementizie tipo Tav Torino- Lione. Cinquantasette chilometri di doppio tunnel in Val di Susa che viene spacciato come opera utile all’ambiente senza fornire dati affidabili a riguardo. Le uniche stime, peraltro avanzate dal proponente, parlano di un’emissione certa in fase di cantiere dell’ordine di 10 milioni di tonnellate di CO2 pari alle emissioni annuali di quasi un milione e mezzo di italiani.

Per scavare le due gallerie gemelle verranno estratti decine di milioni di tonnellate di detriti rocciosi che necessiteranno di viaggi in camion e treni speciali, poi c’è l’energia per il funzionamento delle talpe, il cemento, l’acciaio, il rame e altre materie prime. Si dichiara che “il bilancio cumulativo (di CO2) risulta positivo a partire da 15 anni dall’entrata in esercizio del tunnel” e visto che ce ne vorranno una dozzina per terminarlo significherebbe che i primi grammi di CO2 non emessi in atmosfera si misureranno – dopo la compensazione di quello prodotto dal cantiere – solo alle soglie del 2050, ammesso che la linea venga poi utilizzata come ipotizzato sulla carta.

Basterebbe sfruttare al meglio la ferrovia esistente, e magari a quell’epoca avremo pure camion elettrici a batteria o a idrogeno, mentre il telelavoro con la crisi Covid ha già mostrato la sua superiorità rispetto al movimento delle persone. È quindi curioso come tra tanti progetti ambientali che l’Unione si appresta a sostenere, venga avallato anche questo che per ridurre (forse) le emissioni tra una trentina d’anni, le aumenta di certo nei primi 15!

Con l’effetto che prima si intossica il paziente più di quanto lo sia già, con un sicuro aumento della temperatura corporea, illudendolo che la cura per la febbre comincerà a fare effetto molti anni dopo. Ma non è meglio cambiare medicina subito? Ovvero investire i preziosi denari europei in opere che abbiano un immediato vantaggio economico e ambientale: riqualificazione energetica degli edifici, diffusione energie rinnovabili, adeguamento reti elettriche, telematiche e idriche, resilienza verso il rischio climatico. Sono posti di lavoro diffusi sul territorio, senza danni ambientali e con risultati verificabili: se fai il cappotto a casa tua o installi i pannelli fotovoltaici, la CO2 la abbatti quasi subito, non dopo trent’anni! E noi abbiamo bisogno di abbatterla prima possibile.

  • Cosa ne pensa Frans Timmermans, coordinatore del Green Deal e della Legge europea sul clima?
  • Il bilancio di CO2 della grande opera finanziata dalla sua collega Adina Vălean, matematica rumena Commissaria ai trasporti, è compatibile con la rapida riduzione delle emissioni?
  • Ci mostrerebbe dati aggiornati e certificati da un ente indipendente in grado di contraddire questo scenario così equivoco?

Di fronte a una trave così grossa nell’occhio della Commissione, è difficile aver fiducia nel Green Deal: la termodinamica vieta di avere la botte piena e la moglie ubriaca.

Non ci sfugge l’opacità lessicale di una recente risposta della Direzione trasporti della Commissione: “È un progetto di infrastruttura di trasporto transfrontaliero che svolgerà un ruolo importante per il trasferimento modale in aree altamente sensibili dal punto di vista ambientale”.

Non c’è scritto di quanto diminuirà le emissioni e quando, ma solo che è realizzato in aree altamente sensibili! Eh, lo sappiamo, sono le povere Alpi, e bucarle con altri tunnel è trascurabile, vero?

Per essere coerenti con gli annunci verdi occorrerebbe fermare senza indugio proprio quelle grandi opere dove anche le emissioni sono grandi, grandi i danni ambientali e grandi i costi, ottenendo così un grande vantaggio. In questo caso è facile, perché si tratta soltanto di rispettare i principi della stessa istituzione che eroga i soldi: cambiano gli obiettivi strategici (l’urgenza climatica ha priorità sulla retorica della velocità ferroviaria), cambiano i finanziamenti e i buchi inutili nelle Alpi non si fanno più…

LA SINTESI è nella lettera che il fisico Angelo Tartaglia ha indirizzato alla politica: “A giudicare da tutte le contraddizioni evidenziate, parrebbe che l’Unione Europea, come le istituzioni italiane, si rifiuti di vedere come l’origine del problema climatico stia nelle strutture stesse dell’economia così come essa è stata ed è organizzata. Al centro di tutto vengono poste crescita materiale e competizione in barba a qualunque valutazione fisica, sostituendo la razionalità scientifica con una testarda fede nella magia e così continuando a difendere ciecamente e in maniera autolesionistica vantaggi a breve termine”.

UNA STRATEGIA GLOBALE Scienziati e intellettuali auspicano che la lezione del virus serva ad affrontare i cambiamenti ambientali

SCEMPIO IN VAL DI SUSA I 57 km di doppio tunnel provocheranno emissioni per 10 milioni di tonnellate di Co2. Poi ci sono i detriti

Il clima si salva con l’Europa e lo stop al Tavultima modifica: 2020-05-15T21:48:47+02:00da davi-luciano
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