Tav-Tir, la guerra dei tunnel: val Susa soffocata dalle bugie

http://www.libreidee.org/2013/09/tav-tir-la-guerra-dei-tunnel-val-susa-soffocata-dalle-bugie/

È tempo perso inseguire insulti ottusi e accuse illogiche nella speranza che la logica abbia ancora un ruolo. Pervicacemente proviamo lo stesso. Da qualche tempo, tra gli argomenti dei proponenti senza argomenti, è salita alla ribalta la “sudditanza” del movimento NoTav agli interessi della Sitaf (Società Italiana Traforo e Autostrada del Fréjus), perché si scava in santa pace un tunnel a Bardonecchia, mentre è continuamente ostacolato un identico cantiere a Chiomonte – sotto la stessa montagna, dicono. Per prima cosa vediamo, come sempre, qualche dato. Non è vero che sono le stesse montagne: basta guardare una mappa. Una si chiama, appunto, Fréjus e l’altra Massiccio d’Ambin. Se poi si volesse approfondire, i colori diversi di una carta geologica confermerebbero la disuguaglianza delle coperture rocciose al primo sguardo.
Tir sui treni, "autostrada ferroviaria"

Non è vero che è lo stesso scavo: là si tratta di 12 km e basta, qua di 7.5 cui si aggiungeranno altri 57 km. Una bella differenza! E là delle rocce da traforare si sa molto, perché il cantiere si affianca ad una galleria già scavata; qua non si sa nulla per ammissione degli stessi progettisti. E ancora: al Fréjus si trivella a quota 1300, in direzione quasi meridiana; a Susa si scaverà a 500 metri, in direzione dei paralleli. I due progetti sono praticamente ortogonali tra loro: del tutto diversi, quindi. E non è vero che non ci siano state manifestazioni: ad esempio, il 29 agosto 2009 a Oulx c’erano anche i francesi. Certo, è un’opposizione meno costante e meno famosa, per banali ragioni logistiche: l’alta valle non protesta, Bardonecchia preferisce l’autostrada per i suoi turisti e le sue imprese (d’altronde ha già una stazione ferroviaria internazionale, anche se in disarmo) e il cantiere principale si trova inFrancia, perché si perfora solo da occidente.

Luca Giunti

Sgombrato il campo dai noiosi dati tecnici che nessuno vuole mai ascoltare, rimane la domanda sostanziale – la povera logica, appunto. Perché prendersela con il movimento NoTav? Per quale incongruente motivo non si chiede a Stato, Regione e Provincia perché approvano e finanziano entrambi i progetti, così inconciliabili tra loro? Si verifichino pure le contraddizioni di Perino e Plano, ma l’incoerenza di Lupi, Cota, Saitta, Fassino e di tutti i loro predecessori è monumentale. Non andrebbe indagata con rigore maggiore? O non saremo in presenza di trave e pagliuzza di biblica memoria? Però questa irrazionale campagna estiva un certo risultato lo dà. Appare finalmente qualche numero dei proponenti. Si apprende che i camion in transito sulla A32 sono 2.000 al giorno. Prendiamo la cifra per buona e moltiplichiamola per 365: fa 730.000. I SìTav hanno più volte dichiarato che laTorino-Lione toglierà più di 600.000 Tir all’anno dalla val Susa. Dunque, l’autostrada sarà pressoché vuota e il traforo del Fréjus sottoutilizzato. Allora, perché costruirne un altro?

(Luca Giunti, “La pagliuzza falsa e la trave vera”, 11 settembre 2013. Naturalista, tecnico e attivista No-Tav, Giunti mette a disposizione del pubblico tutti i documenti citati).

Tav-Tir, la guerra dei tunnel: val Susa soffocata dalle bugieultima modifica: 2014-03-30T22:25:28+02:00da davi-luciano
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