LA MALEDIZIONE DELL’ EURO E’ L’ AUSTERITÀ ADDOLCITA

sarebbe da egoisti tenerci questo meraviglioso modello di prosperità benessere e felicità per noi europei ed escludere gli stranieri in cerca di un futuro migliore negare la possibilità di accedere a questo generoso gioiello che tanto è attento a non far soffrire la miseria agli indigeni

Postato il Giovedì, 03 ottobre

Di DAVID CRONIN

counterpunch.org

 Alle elementari avevo un maestro perverso. Questo bruto dalla chioma fiammeggiante si divertiva a colpire i suoi allievi con due canne di vimini scuro, che aveva battezzato Katie e Maggie, però quando Mr. C. non stava frustandoci il palmo delle mani, ci teneva delle dotte lezioni per spiegarci tutti i motivi che non ci dovevano mai indurre ad usare la violenza.

 Ecco José Manuel Barroso, mi ricorda proprio Mr C. – anche se i due uomini non hanno nessuna somiglianza fisica tra di loro . Il capo della Commissione Europea sta tenendo le fila di un esperimento sadico che ha inflitto sofferenze a milioni di persone che non avevano avuto niente a che vedere con la crisi finanziaria, oggi però vuol farci credere di aver trovato una sua coscienza sociale.

 Questo mese Barroso e soci stanno presentandoci un cinico esperimento di austerità – addolcita – . Un nuovo documento politico emesso dalla Commissione ricorda che ci dovrebbe essere un maggior controllo sulle politiche occupazionali nei paesi della zona euro. Questo documento viene presentato come un tentativo coraggioso di dare una dimensione sociale alla moneta unica.

 Con questo non dovete aspettarvi che si sia voluto abbandonare il tradizionale sadismo, infatti tutti i governi della zona euro hanno ricevuto l’ordine di consegnare entro il 15 ottobre i loro bilanci nazionali per il controllo di Bruxelles per verificare che tutte le regole messe sulla spesa – quelle che stanno portando alla distruzione di molti stati sociali – siano state applicate rigorosamente .

 Il voler dare una ” dimensione sociale ” all’euro prova a mascherare quanto questo progetto sia profondamente antisociale . Credo di dovermi scusare ma devo richiamare ancora una volta l’attenzione sull’impronta data a questo modello monetario nel 1988, quando fu disegnato da un manipolo di finanzieri e commercianti senza nessun mandato democratico .

L’Associazione per l’Unione Monetaria Europea, questo il nome che si era dato quel manipolo di valorosi, includeva rappresentanti di Goldman Sachs, Deutsche Bank , Total e British American Tobacco e il loro scopo era riuscire a realizzare le fantasie di un gatto bello grasso che gioca con un topo e non, come ci dissero gli spin-doctors , di avvicinare tutti i popoli europei.

 Un quarto di secolo più tardi, un altro manipolo della stessa combriccola sta dettando le politiche economiche dell’Unione europea. Lo scorso giugnoi governi dell’Unione si sono impegnati a trovare un posto di lavoro – come apprendista – a ogni giovane, entro quattro mesi dalla fine della scuola o da quando ha perso il suo ultimo lavoro. Gli elementi chiave di questa ” proposta per i giovani “ sono stati copiati e incollati dalla presentazione preparata dalla Tavola Rotonda degli Industriali Europei ( ERT ), dove siedono insieme i Presidenti e gli Amministratori Delegati di Shell, BP , Volvo , Nestlé e Heineken .

 Lungi da qualsiasi altruismo verso i nostri giovani , gli industriali europei vogliono spingerli verso un futuro di lavoro pieno di stress, di incertezze ma essenzialmente “yellow-pack” cioè “sottopagati”. Sta per arrivare untiritera di richieste da parte di questi signori che insiste sulla necessità di prendere ” misure per proteggere l’occupazione” che prevedano un progetto nuovo e più moderno “, nella maggior parte dei paesi dell’UE.

 Nell’idea di questa gente il termine “modernizzazione” significa fare marcia indietro da un’epoca in cui il lavoro si era dato una forma organizzativa e aveva fatto qualche progresso significativo . Se l’ unione degli industriali riuscirà a percorrere la strada che ha indicato , le grandi aziende potranno ridurre di molto il periodo di preavviso prima di licenziare e saranno anche ridotti drasticamente i sussidi per i lavoratori in esubero e le loro liquidazioni. Anche il pagamento di straordinari e ferie non godute potrà essere abolito nel sacro nome della “flessibilità”.

 Qui a Bruxelles qualcuno guarda a Jacques Delors come una sorta di visionario, ebbene se il suo obiettivo era quello di espandere le disuguaglianze in tutta Europa e ridurre in miseria milioni di persone, possiamo dire che fu un vero visionario . Perché proprio questo è l’ obiettivo che ha raggiunto, sostenendo il progetto della moneta unica con tanto vigore durante il periodo in cui fu Presidente della Commissione Europea .

 Oggi, Delors è a capo di Notre Europe un “think tank “ in parte finanziato dal gigante energetico GDF Suez . I suoi fedeli però, continuano a dare l’impressione che valga ancora la pena di salvare l’euro, anche se dopo avergli rifatto un po’ il trucco.

 Un recente documento di Notre Europe ribadisce la regola che dovrà restare alla base dell’euro : chi disobbedisce sarà punito . Qualsiasi riassetto della “dimensione sociale” che verrà reintrodotto , invece , potrà godere di incentivi, anziché subire sanzioni .

 E questo la dice veramente tutta: i governi dovranno continuare a essere vittime di bullismo e costretti a tagliare le spese per la salute e per l’istruzione . Poi qualsiasi misura che vorranno prendere per proteggersi dalle bastonate sarà valutata come un “accessorio a richiesta”.

 Sarebbe stato incoraggiante vedere i sindacati battersi contro questa agenda antisociale, ma mentre tanti militanti restano in prima linea per resistere , molti, troppi, dei capi del movimento operaio sono “troppo” impegnati a slinguazzare i loro padroni.

 La Confederazione dei Sindacati Europei recentemente ha collaborato con Business Europe, una coalizione di imprenditori per redigere una proposta congiunta per la lotta contro la disoccupazione giovanile . Hanno messo tutta l’ enfasi possibile sulle parole “Riforme ” e “Competitività ” – entrambe usate come strumento per indebolire i diritti dei lavoratori – ma hanno solo riscritto una versione diluita delle tiritere già pubblicate dalla ERT, che dicevamo sopra .

 L’euro è stata una maledizione per chi lavora, bisognerà abbandonarlo per cominciare ad immaginare un’Europa più giusta (?).

 David Cronin è l’ autore del nuovo libro “Corporate Europe: How Big Business Sets Policies on Food, Climate and War” pubblicato da Pluto Press.

 Fontehttp://www.counterpunch.org/

Link; http://www.counterpunch.org/2013/10/01/the-curse-of-the-euro/

1.10.2013

 Traduzione per ComeDonChisciotte.org a cura di Bosque Primario

La ricchissima ONG Human Rights Watch si sta impegnando moltissimo per sostenere le posizioni di Obama sull’ episodio di Ghouta del 21 agosto

Ora ha attaccato Madre Agnes per le sue contestazioni ai video denuncia
della strage con armi chimiche.

La denuncia di Madre Agnes è clamorosa e semplice da capire. Si vedono video con gli stessi bambini, presunti avvelenati, in locali diversi, la messinscena è lampante. La denuncia della suora è chiarissima in un articolo del blog www.oraprosiria.blogspot.it.

Marcopa

Syria Chemical Weapons: Mother Agnes Mariam Attacked By Human Rights Watch! HRW Lies for the US Government

Since when does a human rights organization take to arguing the case for a military attack that will kill scores of innocent civilians? If you 
are Human Rights Watch, its all in a days work. The US regimes favorite human rights organization, which once praised the Obama
Administrations continuation of its predecessors torturous CIA extraordinary rendition program, pulled out all stops to bolster
Obamas claims that the Syrian government was responsible for the August 21st chemical attack near Damascus.

As Obama was ready to teach Syria a lesson via Tomahawk cruise missiles, Human Rights Watch stood virtually alone in the world on the presidents side. The human rights group was not busy trying to help the victims or promote international diplomatic efforts to end the crisis. They were instead feverishly engaged in a convoluted effort to prove that the missiles that purportedly carried the poison gas could only have come from Syrian government positions. They had no investigators on the ground, yet they determined independent of facts that the Syrian government must have been responsible. This is the job for a human rights group? To help a president make the case for war?

Human Rights Watch even repeated the lie that the UN inspectors report on the August 21 incident points clearly to Syrian government
responsibility for the attack. It does no such thing, and in fact the
UN had no mandate to determine responsibility for the incident. But this was the US administrations line and HRW was determined to repeat it even as the rest of the world gasped in disbelief.

When the Russian effort to head off a US attack on Syria which would
no doubt have killed far more than it was claimed were killed by poison
gas on August 21 was finalized by a UN resolution providing for the
destruction of the Syrian governments chemical weapons and facilities,
one would think a human rights group would cheer that diplomacy
triumphed over war. Not so Human Rights Watch. The organizations UN
representative Philippe Bolopion blasted the agreement, stating that it
fails to ensure justice.

At that point, even President Obama was happy to have avoided a military conflict in Syria. Not Human Rights Watch.

The organization has not let up, however. A recent report by Mother
Agnes Mariam of the Cross and her Institute for Peace, Justice and Human Rights painstakingly refutes much of the photographic evidence presented of the attack. Being on the ground in Syria, she has also interviewed scores of victims of the insurgents attacks. Her  organizations report raises serious questions about whether the YouTube videos presented by the US government as the main US evidence of Syria government responsibility for the attack was manipulated or even entirely faked.
Mother Agnes Mariam, dubbed by the BBC as Syrias Detective Nun, finds her work attacked in a recent BBC article byyou guessed it, Human Rights Watch!

Peter Bouckaert, emergencies director of Human Rights Watch, who is
not on the ground in Syria, brushes off Mother Agnes Mariams work,
stating flatly that theres just no basis for the claims. He continues
that, she is not a professional video forensic analyst. Of course she
never claimed to be. What she claimed is to have working eyes, which
noticed among other anomalies that several of the purported victims
of the attack were seen at several different locations at supposedly the
same time and that it does not take a professional video forensic
analyst to recognize that is impossible.

Human Rights Watch is a protected, pro-US regime NGO. They want to be the only voice on human rights issues and thanks to their favored status and enormous budget they have much weight on these issues. But how many times can they promote torture and war before people stop listening to their lies?

http://www.globalresearch.ca/mother-agnes-mariam-attacked-by-human-rights-watch-hrw-lies-for-the-us-government/5352547?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=mother-agnes-mariam-attacked-by-human-rights-watch-hrw-lies-for-the-us-government

 

JAMAHIRIAN TV attack of russian ambassy

ELAC JAMAHIRIAN TV/ LIBYA: RUSSIAN AMBASSY UNDER ATTACK IN TRIPOLI

 ELAC Jamahirian TV/

Avec RT/Ruptly – ELAC Website – PCN-TV / 2013 10 03 /

https://www.facebook.com/ELAC.JAMAHIRIAN.TV  

http://www.elac-committees.org/

 Gunmen attack Russian embassy in Libya’s Tripoli!

Video still from RT/Ruptly’s exclusive footage shows the Russian Embassy in Tripoli, Libya after an attack by unknown militants on October 2, 2013. RT/ Ruptly’s exclusive footage shows a car burning in an almost deserted street outside the embassy.

 Video on :

https://www.facebook.com/photo.php?v=1417801405104688

 Libya, Russia, Violence The Russian embassy in Tripoli, Libya, has come under fire and there were attempts to get into Russia’s diplomatic compound, Russia’s Foreign Ministry said in a statement. “There has been an incident in Tripoli tonight, in which there was shelling and attempts to enter the territory of the Russian Embassy in this country,” Russian Foreign Ministry spokesman Aleksandr Lukashevich told RT. 

 According to preliminary information, there are no reports of injuries among the staff.  The ITAR-TASS news agency’s witnesses said attackers tore down a Russian flag. The situation was soon brought under control and there are currently no intruders on Russia’s embassy territory. According to reports, around 10 attackers drove to the embassy in two cars. Libyan News Agency (LANA) reports that they first opened fire on a parked diplomatic vehicle.

 After setting the car ablaze, the attackers opened fire on the diplomatic building itself, LANA (the press agency of the pro NATO puppet “libyan” governement) reported. But  as security forces arrived at the scene, they drove off in an unknown direction. A similar attack on Russia’s Tripoli embassy took place in February 2012 when protesters stormed the compound, condemning Russian and Chinese decisions to block the UN resolution against Syria. No one was injured in that attack.

 Nearly two years after Gaddafi was deposed and killed, Tripoli and other Libyan cities have been plagued by violence, lawlessness and factional infighting. The presence of militiamen remains more visible than actual state security forces in the capital, while vast portions of the oil-producing desert country remain completely out of the central government’s control.

 Stoogge Libya’s prime minister has appealed for international help as the country struggles through political turmoil amid stunted oil exportation which is costing the country $130 million a day.

 As Libya continues to be mired in post-Western intervention disarray, Gaddafi’s overthrow has not shown to have yielded a conciliatory political climate as many had hoped. “Ever since the fall of Muammar Gaddafi’s government we’ve seen in Libya the mob rule of countless militias or death squads,” activist and journalist Sukant Chandan told RT.

 One of the most vicious attacks on foreign embassies in Libya took place in September 2012, when the US ambassador to Libya and three other Americans were killed as armed militants assaulted Washington’s consulate in Benghazi.

 ELAC Website / PCN-TV

 Photo : Video still from Ruptly’s exclusive footage shows the Russian Embassy in Tripoli, Libya after an attack by unknown militants on October 2, 2013.

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 http://www.elac-committees.org/

https://www.facebook.com/PCN.NCP.TV

Servizi Segreti UE potranno perseguire gli euroscettici, progetto di Frattini e Schäuble

ma tu guarda, la stessa europa che tramite la troika ammazza i popoli e frigna per la tragedia dei migranti, l’europa dei diritti e della prosperità per tutti NON AMMETTE LA SI CRITICHI
CHE DEMOCRAZIA, DA DIFENDERE CON LA REPRESSIONE

Posted by admin on ottobre 3rd, 2013

 LA DITTATURA EUROPEA AVANZA INARRESTABILMENTE

 di MAURO MENEGHINI per l’indipendenza

 I servizi segreti dell’Unione europea potranno perseguire i contribuenti e gli avversari dell’euro. Una delle costruzioni politiche più importanti di Wolfgang Schäuble sta per entrare in funzione: un servizio segreto che, finanziato con 230 milioni di euro dei contribuenti, controlli i cittadini europei. Con ciò si dovrebbe combattere il terrorismo. Ma anche filtrare demagoghi e euroscettici. Essenzialmente le truppe create dovrebbero esser impiegate quando gli stati indebitati decideranno di rafforzare la lotta agli evasori.

 L’Unione Europea ha quasi completato la creazione dei servizi segreti preposti al controllo di tutte le attività dei cittadini europei. Uno dei padri di questo progetto è il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble e l’altro, annotatevi bene il nome, Frattini. Naturalmente, il servizio segreto dovrebbero controllare esclusivamente i movimenti terroristici. Questa la tesi ufficiale.

 

 (Frattini: Forza Italia partito estremista, non piu’ europeista  – I partiti che non vogliono sottostare alla dittatura europea sono estremisti ?? ndr)

 In realtà la nuova creazione può comprendere molte più attività: da chi non ha la stessa opinione agli euroscettici agli evasori fino ai demagoghi. L’UE ha in questa maniera creato i presupposti per assicurarsi un controllo inevadibile sui cittadini. Cosa che fin ora con i servizi d’informazione nazionale era facilmente eludibile. Ora Bruxelles ha assunto 1.300 collaboratori. Messo a disposizione 230 milioni di euro per assicurarsi che il progetto venga completato.

 Questo è previsto. I servizi segreti saranno suddivisi in sei dipartimenti: Europol e Frontex verranno affiancate da altre quattro unità d’informazione, Intelligence Analysis Center (INTCEN), il Satellite Center, il Intelligence Directorate e il Situation Room. Queste dipenderanno dal “ministero degli esteri” (EAD). Ma in particolare il cuore della struttura dei servizi segreti sarà l’ Intelligence Analysis Center. L’idea di questa struttura così efficiente è stata di Wolfgang Schäuble che per molti anni ha ricoperto l’incarico quale ministro degli interni del governo tedesco.

 Durante la presidenza tedesca della UE nel 2007 Wolfgang Schäuble costituì il gruppo denominato Future Group. Allora, ministro degli interni propose la interconnessione e la cooperazione fra polizia, corpi militari e servizi segreti a livello europeo. Questo lo si apprende da quanto riportato da Michael Monroy/ Andrey Hunko del gruppo degli europarlamentari di sinistra sul sito netzpolitik.org. I componenti del Future Group sono l’ex vicepresidente della UE Franco Frattini, l’ex ministro degli interni portoghese, sloveno, francese, svedese e ceco oltre naturalmente a Wolfgang Schäuble. Il gruppo dovrebbe ad esempio procedere “a consigliare interventi e provvedimenti riguardante la politica interna europea dal 2010” Questo quanto reso pubblico nei comunicati stampa d’allora.

 In occasione di un secondo incontro il tema fu “Fusione della sicurezza esterna ed interna”. La discussione riguardò oltre ai principi giuridici (come la riservatezza dei dati) in ambito terroristico e sicurezza un miglior coordinamento delle forze militari, di polizia e di protezione civile. Gli atti dell’incontro del Future Group vennero anche pubblicati. Al punto 46 si legge: “Concludiamo sostenendo che il gruppo necessita di migliori condizioni quadro per un migliore lavoro dei corpi di polizia da ottenersi rafforzando l’Europol, mediante lo scambio costante di dati ed informazioni ed in particolare mediante l’integrazione dei mezzi tecnologici e d’informazione dei corpi di polizia”.

 Il centro di spionaggio europeo (INTCEN) ha pertanto ad oggi i seguenti compiti. “L’EU INTCEN produce delle valutazioni basandosi su tutte le fonti d’informazione. Annualmente l’EU INTCEN crea circa 200 rapporti riguardante argomenti strategici e 50 rapporti speciali oltre che a briefing. A chi siano destinati tali documenti lo decide il titolo stesso delle valutazioni a seconda si tratti di organi o paesi presi in considerazione nei vari rapporti dell’EU INTCEN. La maggior parte sarà comunque a disposizione delle più alte cariche dell’UE, oltre alla direzione della EAD, Commissione europea e i Paesi dell’Unione europea (PSK) su cui verrà riportata la dicitura “Da prendere in considerazione solo se necessario” e con la dovuta cautela.

 I servizi d’informazione vengono ora ulteriormente ampliati “L’INTCEN potrebbe ora diventare un organo civile-militare permanente”, così ha risposto il Governo tedescoad una precisa domanda, questo sempre riportato da netzpolitik.org. Fino ad ora i servizi d’informazione di Bruxelles hanno raggiunto la dimensione di uno Stato come l’Austria. Insomma devono prestarsi affinché l’integrazione dell’Unione Europea avvenga senza incidenti. E negli anni prossimi avrà un ruolo chiave per combattere l’evasione fiscale. Così hanno deciso al G20. Gli Stati dovranno scambiarsi tutti i dati fiscali.

 Comunque può accadere che non tutti i dati siano riportati dai corrispondenti uffici tributi. Per gli iperindebitati Paesi dell’Unione Europea avere a disposizione dei servizi d’informazione che aiutino nel recuperare delle tasse, è certamente un ottimo investimento. Tanto vengono pagati alla fine con i soldi di coloro che vengono controllati. Ora il sistema sta mostrando il suo vero volto.

 Nota della redazione, se loro cercheranno di fermare il popolo che ormai comincia a capire, il POPOLO avra’ un motivo in più per portare avanti certe idee.

LA DITTATURA EUROPEA AVANZA INARRESTABILMENTE.

 FONTE

LA VORAGINE CHE SI STA APRENDO NEI CONTI PUBBLICI

ma non è vero! L’Italia prospera ed è in piena ripresa, ci serve capitale umano il più possibile….

.Nei giorni scorsi il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con un comunicato, ha diffuso i dati sul fabbisogno realizzato dal settore statale nel mese di settembre 2013.

Nel comunicato si legge che:

 Nel mese di settembre 2013 si è realizzato un fabbisogno del settore statale pari, in via provvisoria, a circa 15.500 milioni, che si confronta con il fabbisogno di11.422 milioni del mese di settembre 2012.

 I dati ancora provvisori sulle entrate fiscali del mese fanno stimare un andamento del gettito migliore di quello atteso.Il peggioramento del fabbisogno, pari a circa 4.100 milioni (4.1 miliardi di euro, nd.r.), è dovuto per circa 2.400 milioni ad una accelerazione della dinamica dei prelievi delle amministrazione pubbliche, in relazione soprattutto al pagamento dei debiti pregressi, per 400 milioni a più elevati rimborsi fiscali (aumentati nei primi nove mesi dell’anno di 3.500 milioni rispetto allo stesso periodo del 2012) e, per circa 1.500 milioni, a maggiori pagamenti per interessi a causa di una diversa calendarizzazione delle emissioni rispetto allo scorso anno.

 

Quindi, nel mese di settembre 2013 il fabbisogno è peggiorato di 4.1 miliardi di euro rispetto  allo stesso periodo del 2012, dove si era attestato a 11,42 miliardi di euro.

Ma il MEF, nella nota, omette di indicare il dato cumulato del fabbisogno nei primi 9 mesi dell’anno che si è attestato a  circa 76 miliardi di euro, contro i 45 realizzati nello spetto periodo del 2012, con un peggioramento di oltre 30 miliardi.

 Quanto affermato è facilmente riscontrabile in questo grafico, tratto dall’ultimo Supplemento al Bollettino Statistico pubblicato dalla Banca D’Italia  qualche settimana fa e riferito a luglio 2013. 

Come è facile intuire, in corrispondenza del mese di settembre, abbiamo aggiunto l’istogramma giallo (che rappresenta i 76 miliardi di fabbisogno fino a settembre 2013) proprio per evidenziare la divergenza rispetto al fabbisogno realizzato nello stesso periodo del 2012 (istogramma rosso a 45 miliardi di euro).

 Alla luce di quanto sopra esposto, e dalle indicazioni riportate nella Nota di Aggiornamento al DEF pubblicata qualche giorno fa, a parer di chi scrive, appare alquanto difficile il raggiungimento degli obiettivi di bilancio previsti nell’aggiornamento al DEF, stante il persistere della debolezza economica, e l’aleatorietà sul fronte delle entrate tributarie nei prossimi mesi.

Salvo significative manovre correttive, e quindi ulteriori nuove tasse, con gli effetti di cui abbiamo già ampiamente discusso.

La “geniale” idea di Gad Lerner: «Andiamoli a prendere noi con i traghetti»

il sionista Lerner che sostiene la mattanza palestinese e niente ha da dire sui respingimenti di ebrei africani da parte di Israele tantomeno sulle sterilizzazioni delle donne africane di religione ebraica è tanto affranto per sta tragedia umana.

di Redazione/gio 3 ottobre 2013/13:47

Dopo aver duramente bacchettato la Lega per le critiche alla Kyenge sulla demagogia che favorirebbe tragedie come quella di oggi a Lampedusa, l’ideologo della sinistra giornalistica passa alla proposta operativa: per evitare che gli scafisti lucrino sui viaggi e che le carrette del mare si rovescino, andiamo a prendere gli immigrati direttamente a casa loro, con i traghetti. Come se andassero in gita a Capri.«A Lampedusa una tragedia assurda, servono traghetti civili», titola il conduttore della Sette sul suo “blog del bastardo”, nel quale non si pone neanche il problema dell’impatto potenziale di un servizio di trasporto continuo tra le coste del Mediterraneo e quelle nostrane. «Continua a crescere il bilancio delle vittime annegate fra Lampedusa e l’isola dei Conigli dopo che era scoppiato un incendio sul barcone in cui erano ammucchiate cinquecento persone. Una tragedia immensa che dovrebbe scuotere le coscienze e imporsi come priorità a una classe dirigente degna di questo nome. Il tema vero non è “l’invasione”. Le cifre parlano chiaro. Restiamo in media sui 20 mila arrivi medi all’anno via mare. Facilitare una mobilità sicura sarebbe anche l’unico modo per controllare i flussi migratori, sottraendoli all’attuale gestione malavitosa». Il dubbio di fondo resta: però dopo averli trasportati e accolti, dove li sistemiamo, tutti a casa di Gad?
http://www.secoloditalia.it/2013/10/la-geniale-idea-di-gad-lerner-andiamoli-a-prendere-noi-con-i-traghetti/

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitrano, la Presidente della Camera signora Boldrini, il ministro per l’immigrazione signora Kyenge, Acli, Caritas, Vaticano, Sindacati, Centri sociali, partiti e associazioni di sinistra. Tutti colpevoli di questo reato. La magistratura collusa tace.
Tutti criminali impuniti !

Il delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina alla luce delle modifiche apportate al T.U. 286/1998 dalla L. 189/2002

dott. Pierpaolo Zaccaria
Introduzione

Negli ultimi anni si è assistito ad una forte accelerazione del fenomeno della mobilità e dello spostamento di stranieri da un paese ad un altro riconducibile per lo più al differenziale di benessere tra stati in via di sviluppo e stati sviluppati. Come evidenziano quotidianamente le vicende di cronaca giudiziaria, molto spesso è proprio la criminalità organizzata internazionale a gestirne l’ingresso clandestino. Il problema dell’immigrazione clandestina è reso ancora più drammatico se si pensa che, dopo essere stati introdotti nei paesi di destinazione, i “trafficati” vengono spesso inseriti in circuiti criminali e sfruttati come fonti di nuovi profitti illeciti (ad es. nel campo della prostituzione, dello spaccio di droga, furti o accattonaggio, lavoro nero ecc.). Al fine di reprimere le manifestazioni criminali che si sono sviluppate attorno al fenomeno dell’immigrazione, il Legislatore ha provveduto all’adozione del Testo Unico 286 del 1998, contenente la disciplina dell’immigrazione e delle condizioni degli stranieri.

Il succitato Testo Unico, emanato con il decreto legislativo del 25 luglio 1998, n. 286, trova applicazione, in forza dell’art. 1 dello stesso, e salvo che sia diversamente disposto, nei confronti dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea e agli apolidi, indicati come stranieri”. Il T.U. 286/98 è stato integrato con delle significative modifiche dalla Legge del 30 luglio 2002, n. 189 (nota come la legge Bossi-Fini), importanti in quanto si delineano in maniera più dettagliata le ipotesi di reato, tra cui quello del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, rendendo penalmente rilevanti tali attività parassitarie e lucrative e andando a colpire in maniera più diretta l’attività svolta dalle organizzazioni criminali dedite al traffico degli stranieri sia in Italia che all’estero. “Le modificazioni apportate con la legge 189/02 hanno accentuato il carattere di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica …in parte capovolgendo la visione solidaristica in una esclusivamente repressiva” (Cass. Pen., sez III, sent. n. 3162/03).

1. Il delitto di favoreggiamento dell’ingresso clandestino degli stranieri: ipotesi semplici
CONTINUA SU
http://www.altalex.com/index.php?idnot=6890&fb_action_ids=10201311528061905&fb_action_types=og.recommends&fb_source=aggregation&fb_aggregation_id=288381481237582

 

Crolla il potere di acquisto delle famiglie, Nel 2012 scivola ai minimi dal 1990

ma cosa scrivono questi terroristi del corriere? Le famiglie italiane povere???? Non esiste la povertà in Italia, siamo talmente ricchi e viziati che non vogliamo più lavorare e per fortuna che vengono a salvarci i migranti rischiando pure la  loro vita per garantirci tanto ben godi.

Crolla il potere di acquisto delle famiglie
Nel 2012 scivola ai minimi dal 1990
Calo del 4,7% su base annua. La propensione al risparmio scivola al dato peggiore degli ultimi 22 anni

Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è sceso in termini correnti del 2%, mentre il potere d’acquisto è diminuito del 4,7%, toccando così il calo peggiore dal 1990, inizio delle serie. Lo comunica l’Istat, diffondendo i dati aggiornati sul 2012 e spiegando come anche la propensione al risparmio abbia toccato i minimi da 22 anni.

Il 2012 è stato quindi un anno nero per i bilanci delle famiglie italiane, con record negativi sia per la capacità di spesa espressa in termini reali, ormai in diminuzione dal 2008, sia per l’inclinazione al risparmio, definita dal rapporto tra il risparmio lordo e il reddito disponibile, che calando all’8,4% risulta più che dimezzata a confronto con quindici anni prima. Male è andata anche la spesa per consumi finali, in flessione dell’1,5% in termini nominali.

L’istituto di statistica ha anche comunicato che nel 2012 la variazione del Pil in volume è pari a -2,5%, con una revisione al ribasso di 0,1 punti percentuali rispetto alla stima preliminare di marzo. Gli investimenti fissi lordi sono diminuiti dell’8,3% e i consumi finali nazionali del 3,8%. Le esportazioni di beni e servizi sono cresciute del 2% e le importazioni hanno registrato una flessione del 7,4%. Il valore aggiunto, a prezzi costanti, presenta cali in tutti i settori: -5,8% le costruzioni, -4,4% l’agricoltura, silvicoltura e pesca, -3,1% l’industria in senso stretto e -1,7% i servizi.
http://www.corriere.it/economia/13_ottobre_03/crolla-potere-acquisto-famiglie-2012-scivola-minimi-1990-c70d92b2-2c11-11e3-b674-51fbe6c64466.shtml


Fatto: questo Governo è piu’ austero di quello Monti.

Tratto dal Sole 24 Ore di oggi.

La nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza è il primo documento ufficiale che permette di misurare credibilmente il segno della politica economica del Governo Letta. Non solo. Pubblicata a meno di 6 mesi di distanza dall’ultimo documento ufficiale del Governo Monti (il DEF stesso), abbiamo ora modo di ottenere informazioni preziose su due ulteriori dimensioni delle bontà delle scelte adottate dagli ultimi due Governi: 1) gli ulteriori scostamenti ed errori di previsione del Governo del Professore nell’ultimo trascorso semestre e 2) se e come la Grande coalizione italiana attualmente in carica intende discostarsi dalle politiche (giudicate fallimentari da circa il 90% dei votanti alle recenti elezioni politiche) del predecessore bocconiano.

I conti sono presto fatti. In soli 6 mesi l’outlook sul 2013 dell’economia italiana è cambiato in peggio su tutti i fronti: con un aumento del rapporto debito su PIL di ben 2,4 punti percentuali, un rapporto spesa pubblica su PIL maggiore di quanto affermato 6 mesi fa di ben 0,8 punti percentuali ed un peso delle entrate fiscali su PIL ancora maggiore, di 0,5% di PIL. Il fatto che – malgrado l’ammissione del Dicastero di Via XX Settembre che i “moltiplicatori fiscali si sono mostrati ben più reattivi di quanto inizialmente stimato dalle principali istituzioni internazionali” – questi errori di previsione del Tesoro continuino imperterriti da anni fa dubitare fortemente della bontà e della credibilità delle nuove proiezioni da poco elaborate.

La colpa, si direbbe, è di una (de)crescita economica che è stata nuovamente sottostimata (da -1,3 oggi a -1,7% per il 2013). Ma, evidentemente, la minore crescita ha a sua volta una sola causa:  l’aumento della tassazione e soprattutto la diminuzione della spesa, quella spesa capace di generare ricchezza e ripresa in una fase di ciclo in cui la domanda interna privata è scomparsa.

Spicca in questo senso l’incredibile decisione programmatica sugli investimenti pubblici, che Monti già prevedeva di ridurre, dal 2013 al 2017, dello 0,4% di PIL (da un livello di partenza storicamente già bassissimo) e che Letta addirittura accentua con una riduzione, nello stesso periodo, di 0,9% di PIL. Su tutte le altre dimensioni di bilancio rimane, nel Governo attuale, la stessa traccia di austerità che aveva caratterizzato la visione di lungo periodo del Governo Monti: sulla spesa per dipendenti pubblici è prevista la stessa riduzione di ben 1,3% di PIL in 4 anni (difficile immaginare in tal senso una ricomposizione dai settori pubblici meno strategici verso la scuola, la ricerca e l’università), mentre entrate e spese totali paiono ormai scolpite nella pietra, con una identica convergenza al 2017, oggi come 6 mesi fa, verso valori minori di quelli odierni, almeno sulla carta.

Il tempo passa, e dunque nulla cambia, anzi se possibile l’austerità peggiora. Val la pena chiedersi da dove derivi questa rigidità ed apparente incapacità del Tesoro di “rivoluzionare” le leve del bilancio pubblico per portare l’economia fuori dalla recessione. E’ semplice. Basta leggersi con attenzione i due DEF del Ministero per rendersi conto che quest’ultimo non segue, come dovrebbe, l’elementare regola della crescita economica ma piuttosto due “nuove” regole imposte da Bruxelles: quella della spesa pubblica e quella del debito, ideate per porre vincoli stringenti alla crescita di queste variabili. L’Italia non soltanto ha ubbidito a queste nuove regole; i recenti Governi si sono addirittura mostrati più realisti del re e, così facendo, hanno tolto spazio vitale alla ripresa economica.

La regola della spesa pubblica, che pone limiti severi alla crescita di questo aggregato, ed è la ragione per la quale i governi di Monti e soprattutto di Letta hanno deciso di sacrificare addirittura la leva strategica degli investimenti pubblici, richiedeva  che l’Italia nel triennio 2012-2014 diminuisse la spesa reale dello 0,8% nei primi due anni e la mantenesse stabile nell’ultimo. Niente di più. Eppure, incredibilmente, questa è invece scesa di ben più di quanto non fosse necessario: rispettivamente del 4,7, dell’1,4 e del 2,3%; diminuzioni ultronee, capaci di farci comprendere le ragioni della contestuale recessione ed instabilità dei conti pubblici che sono il segno della politica economica di questi ultimi Governi.

Purtroppo, a sua volta, la recente nota d’aggiornamento al DEF ci ricorda che l’Europa delle regole stupide è sempre al lavoro. Così apprendiamo che è de facto partito il meccanismo del Fiscal Compact che già ci obbliga a convergere verso valori del debito su PIL in rapida riduzione (un paradosso, se pensiamo che le soluzioni europee sinora adottate per l’Italia non hanno fatto che aumentarlo). Ma anche qui, scopriamo che il nostro Governo è stato più conservatore dell’Europa stessa: mentre l’aggiustamento fiscale richiesto da questa regola per il 2013 era pari allo 0,1% di PIL, leggiamo, “tuttavia, (che) lo sforzo fiscale attuato dal Governo nell’anno in corso, pari a 0.9 punti percentuali di PIL, risulta essere nettamente superiore alla correzione fiscale richiesta per il rispetto della regola del debito”. Un masochismo senza pari.

Spazi per un’espansione fiscale autorizzata dall’Europa c’erano e ci sono. Ci si deve chiedere piuttosto se ci sia un Governo nazionale capace di comprenderlo e di negoziare con coraggio in questa direzione.
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IMMIGRAZIONE: NEL MARE AFFONDIAMO ANCHE NOI

Data: Giovedì, 03 ottobre DI A.L.
ilribelle.com

“Il mare pieno di morti”, titolano i lanci d’agenzia. Il nostro mare Mediterraneo che non è più ponte ma tomba. Ancora una volta. E ancora diventa impossibile contare le vittime della tratta degli esseri umani, trasportati come merce attraverso le onde, nel mare che una volta univa e oggi diventa baratro tra l’Italia e le coste del Nordafrica e del Vicino Oriente. Veniamo da lì e ora da quei luoghi importiamo la bomba sociale che, inconsapevole fin da quando rischia di venire inghiottita dai flutti, insegue il miraggio di una vita diversa, non certo migliore.

Se ne accorgeranno nella precarietà di una vita al limite, nella questua quotidiana a un semaforo o in giro a vendere calzini e braccialetti della fortuna. O nella scelta consapevole della criminalità, con tutte le sue conseguenze.

E noi, da questa parte, in quella che ancora ci vogliono far credere la “parte giusta”, nelle nostre tv vediamo scorrere le immagini dei teli bianchi e argentati sopra i resti della merce umana e poi subito dopo Formigoni, Brunetta, traditori, fedelissimi, e Letta gongolante: «È un grande».

Lo spettacolo indegno di un Paese, quello dalla “parte giusta”, che affonda. E anche noi anneghiamo. Annaspiamo mentre la reclame, tra una notizia e l’altra, è quella degli Oro Saiwa: se compri una confezione regali una colazione a una famiglia povera in Italia. Poi quella dei toner per stampanti che se li compri regalano risme di carta alla scuola dei tuoi figli. E quella dei rotoloni asciugatutto che fanno vincere, sempre alla stessa italianissima scuola, una fornitura di carta igienica.  

E nessuno ci viene a salvare…   

A.L.
Fonte: www.ilribelle.com
Link: http://www.ilribelle.com/la-voce-del-ribelle/2013/10/3/immigrazione-nel-mare-affondiamo-anche-noi.html


Libia:russa uccide pilotalibico,sua tribù attacca ambasciata

Giovedì, 03 Ottobre 2013 09:42
Libia: donna russa uccide pilota libico, sua tribù aggredisce ambasciata russa

TRIPOLI (IRIB) – Un gruppo di ignoti armati ha aggredito mercoledì l’ambasciata della Federazione russa a Tripoli, capitale della Libia, senza però riuscire a uccidere o ferire nessuno dei membri dello staff della rappresentanza diplomatica.

Secondo le prime ricostruzioni, probabilmente gli stessi aggressori miravano a mettere in scena solo un atto intimidatorio dato che dopo aver fatto irruzione nell’edificio hanno sparato colpi in aria dando poi fuoco ad una parte di esso. Le forze dell’ordine libiche sono intervenute ed hanno ucciso uno degli aggressori ferendone altri quattro. Secondo gli inquirenti alla radice dell’attacco il delitto di un pilota libico effettuato, a quanto pare, da una donna russa.

http://italian.irib.ir/featured/item/132506-libia-donna-russa-uccide-pilota-libico,-sua-trib%C3%B9-aggredisce-ambasciata-russa