ARRESTATA MOGLIE DEL DEPUTATO PD PIU’ VOTATO ALLE PRIMARIE- SI INTASCAVANO I CONTRIBUTI UE PER LA FORMAZIONE.

Posted on luglio 17, 2013

Nuova truffa nel sistema della formazione professionale in Sicilia. Guardia di finanza e polizia, coordinati dalla procura di Messina, hanno dato esecuzione a dieci ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e ad una misura di sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, per associazione a delinquere finalizzata al peculato e alla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche destinate al finanziamento di corsi formativi nell’ambito di progetti approvati dalla Regione e finanziati con denaro proprio, dello Stato e del Fondo sociale.

 Ai domiciliari anche Chiara Schirò, la moglie del deputato del Pd Francantonio Genovese. Il parlamentare messinese è uno dei big del partito democratico in Sicilia e a dicembre risultò il più votato in tutt’Italia alle primarie: Genovese raccolse 20 mila dei 24 mila voti espressi nella provincia dello Stretto. Arrestata anche la moglie dell’ex sindaco Giuseppe Buzzanca (Pdl), Daniela D’Urso. Entrambe avrebbero avuto un ruolo in due enti di formazione. L’accusa nei loro confronti è di è associazione a delinquere finalizzata al peculato e alla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche destinate al finanziamento di corsi formativi nell’ambito di progetti approvati dalla Regione e finanziati con denaro proprio, dello Stato e del Fondo sociale europeo.

 Nel mirino tre centri di formazione professionale attivi nella provincia di Messina: Lumen (Libera università mediterranea di naturopatia), Aram (Associazione per le ricerche nell’area mediterranea) e Ancol(Associazione nazionale delle comunità di lavoro). Le indagini, dirette dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dai sostituti Camillo Falvo, Fabrizio Monaco ed Antonio Carchietti, hanno accertato l’esistenza di un sistema grazie al quale venivano gonfiati i prezzi delle prestazioni di servizio o degli acquisti di beni necessari per l’attività degli enti. Provate prestazioni totalmente simulate, sovrafatturazione delle spese di gestione relative agli affitti, al noleggio delle attrezzature e quelle per la pulizia dei locali in cui venivano tenuti i corsi di formazione, anche grazie alla compiacenza di società i cui titolari erano a essi legati da vincoli di parentela o di fiducia.

 Genovese e famiglia spa. La holding del contributo

 IL SISTEMA Genovese è una matrioska. Una bambola dentro l’ altra: ma in qualsiasi punto del giocattolo c’ è sempre un membro della grande famiglia del deputato. Un marchingegno oliato con i soldi della formazione professionale: se c’ è, o se c’ è stato reato, questo lo diranno i magistrati che indagano sul nucleo familiare più potente dello Stretto. Di certo, all’ esame del procuratore aggiunto Sebastiano Ardita ci sono le visure camerali che ricostruiscono l’ intreccio di società riconducibili al parlamentare del Pd.

Vi proponiamo questa mappa, aggiornata alla fine del 2012, prima di alcune variazioni volute dai Genovese. La società più esposta, sul fronte della Formazione, è la Training service: l’ azienda, con 11 dipendenti, ha ricevuto dall’ Avviso 20 – nel 2012 – due contributi dalla Regione: uno da 291 mila euro e l’ altro da 97.500. Quasi 400 mila euro. Ma altri seicentomila erano arrivati nel 2011. Un milione in due anni. A capo della Training c’ è un professionista, Antonino Astone. Ma la Training, almeno sino a dicembre, ha tre soci: oltre a Fabio Luciano Genovese (6,6 per cento), ci sono due aziende, la Geimm e la Gefim. Chi c’ è nella Geimm? Il 30 per cento è di Franco Rinaldi, ovvero il cognato di Francantonio Genovese che è stato il più votato deputato del Pd alle ultime regionali (18 mila preferenze).

 Il 5 per cento è di Marco Lampuri, nipote di Genovese. Il 14 per cento della Gepa e il 51 per cento di Cale service.

Altre due scatole che si aprono: nella Gepa, quasi per incanto, riecco Francantonio Genovese (45 per cento) con la sorella Rosalia (45). Nella Cale service, amministrata da Giovanna Schirò (cognata di Genovese), ci sono – ancora – Genovese con il 99 per cento e Rinaldi con l’ 1 per cento. Ma torniamo alla Gefin, presente nel capitale sociale sia della Training che della Gepa. È il cuore pulsante dell’ impero dei Genovese: è presieduta dal leader e nel cda siedono Lampuri, le sorelle Chiara, Elena e Giovanna Schirò, e la principale collaboratrice di Francantonio Genovese, quella Concetta Cannavò che è stata anche tesoriere del Pd di Messina fino alle dimissioni di qualche giorno fa. Tutti indagati. Eccolo, il reticolo magico dei Genovese.

 Eccola, la matrioska che nasconde sette componenti della famiglia. Ma la connessione con il sistema della Formazione professionale è più larga: alla guida della Lumen (375 mila euro di contributo nel 2012) fino a dicembre figurava Elena Schirò. Che peraltro è la moglie di Rinaldi. E poi c’ è la famiglia politica di Genovese. C’ è Elio Sauta, amico di vecchia data del deputato e consigliere comunale del Pd fino a un mese fa, “patron” dell’ Aram, ente che fra l’ altro ha ospitato uno dei seggi delle “parlamentarie” del Pd a fine dicembre. L’ Aram nel 2012 ha ricevuto 875 mila euro dall’ Avviso 20, per l’ organizzazione di corsi. Sia Sauta che la moglie Graziella Feliciotto risultano indagati per truffa aggravata a Messina in un altro filone d’ inchiesta sulla Formazione professionale. Anche se la Regione ha chiesto all’ Aram la restituzione di 4,6 milioni di euro erogati come “integrazione finanziaria” per i costi del personale. E l’ ente si oppone.

 Ora la magistratura, in un clima di assoluto riserbo, sta cercando di capire se questo intreccio nasconda un’ appropriazione o un utilizzo illecito dei fondi. Lui, Francantonio Genovese, il reuccio ex democristiano attraversa la bufera tradendo appena il suo aplomb: «Ho vissuto giorni migliori».

 FONTI:

 

ARRESTATA MOGLIE DEL DEPUTATO PD PIU’ VOTATO ALLE PRIMARIE- SI INTASCAVANO I CONTRIBUTI UE PER LA FORMAZIONE.ultima modifica: 2013-10-31T21:05:52+01:00da davi-luciano
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