La Russia alla guerra dei prosciutti: embargo per i prodotti europei

Redazione Web
Anche le eccellenze alimentari italiane colpite dal blocco
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Genova – La crisi Ucraina fa le prime vittime in occidente: prosciutti, culatelli, salami e zamponi hanno subito lo stop di Mosca, che ha deciso di non importare più carne suina (e derivati) dall’Unione europea. Una decisione sproporzionata che ha tutta l’aria di una ritorsione bella e buona: il Cremlino non gradisce le “ingerenze” europee nella vicenda ucraina, e tanto per cominciare rimanda al mittente circa 3 milioni di tonnellate di prodotti alimentari. Una bella botta, visto che il mercato russo assorbiva circa il 25% del totale delle esportazioni europee di carne suina e derivati.

Il pretesto è la scoperta, avvenuta a fine gennaio, di casi di peste suina africana in alcuni cinghiali in Lituania e Polonia, in zone di frontiera con la Bielorussia. Ma a Bruxelles non ci stanno, e l’Ue si è rivolta all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto). Discussioni bilaterali Bruxelles-Mosca non hanno dato risultati e l’Ue ora ha deciso di ricorrere alle procedure di composizione delle controversie chiedendo consultazioni formali con Mosca.

«Il bando generalizzato della Russia sulla carne di maiale europea è chiaramente sproporzionato e va contro le regole del Wto», ha dichiarato il commissario Ue al commercio Karel De Gucht, che qualche settimana fa aveva già paventato la possibilità di rivolgersi al Wto data la mancanza di progressi nelle discussioni con Mosca, che tra l’altro è membro del Wto dal 2012.

«L’Europa difenderà i suoi produttori e a questo riguardo non ha ormai nessun’altra scelta se non quella di portare il caso al Wto», ha sottolineato il commissario, ricordando che l’Ue ha subito preso le misure necessarie dopo il paio di casi di cinghiali infetti da febbre suina provenienti dalla Bielorussia ritrovati al confine con Lituania e Polonia. Mosca, tra l’altro continua ad importare carne suina dalla stessa Bielorussia e non ha mai chiuso completamente il suo mercato nazionale nonostante casi di febbre suina sul suo stesso territorio.

Per l’Italia, fa notare Coldiretti, oltre al danno diretto dovuto alle mancate esportazioni se ne sta verificando uno indiretto: i maiali tedeschi, che normalmente vengono spediti in Russia, ora arrivano in Italia a discapito di allevatori e consumatori, perché carne e derivati vengono spesso spacciati come made in Italy, non avendo l’obbligo di indicare la provenienza dell’origine in etichetta.
http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2014/04/08/AQvzpWPC-embargo_prodotti_prosciutti.shtml

La Russia alla guerra dei prosciutti: embargo per i prodotti europeiultima modifica: 2014-04-09T21:24:54+02:00da davi-luciano
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