Unione Bancaria: è fatta. Ufficializzato il bail-in e il ruolo dell’ESM

NON BASTAVANO IL MES, IL FONDO DI REDENZIONE, EFSM, ora un altro FONDO PER LE BANCHE????? LA AMATA EUROPA DEI POPOLI, SFIDO CHE NON SONO AMMESSE PROTESTE, ANDARE CONTRO I BANCHIERI E’ ROBA DA ESTREMISTI
 
Posted By Redazione On 20 dicembre 2013 
 
 
Scritto il 19 dicembre 2013 [2] alle 17:14 da Danilo DT [3]
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Cosa capita in caso di fallimento di una banca e sopratutto come verranno interessati anche i clienti (correntisti, azionisti ed obbligazionisti) della banca.
 
Eccolo l’accordo sull’Unione Bancaria [4]. Ieri in un post già ho accennato [5] a quello che sarebbe potuto succedere. E diciamo che sono stato abbastanza lungimirante.
E’ quindi stato deciso il meccanismo dell’SRM, ovvero il metodo di fallimento controllato di una banca in crisi, con l’obiettivo di rendere l’evento il meno destabilizzante possibile e nello stesso tempo dividere il mondo banca dal mondo stato, cercando di far tornare la fiducia nel settore. Saccomanni lo acclama come “accordo storico”: senza dubbio lo è in quanto cambia radicalmente le cose e mette un po’ di ordine:
 
[…] Saccomanni ha parlato di “risultato storico”, paragonabile a “un’altra storica conclusione che era quella dell’unione monetaria”. Anche in questo caso, aggiunge il ministro dell’Economia, “nei prossimi mesi si lavorerà”. E ha sottolineato che grazie a quest’accordo “è stato esorcizzato il pericolo che si ripeta quello che è successo con Lehman Brothers”. […] (Source)  [6]
 
Incredibile, la soluzione che tutti cercavano. Peccato che si dimentica che in un default bancario qualcuno deve pagare. E nella fattispecie a pagare saranno i clienti della banca. Bella cosa! Inoltre l’effetto contagio [7] è debellato? Su questo ce ne sarebbe da dire…
 
Ma andiamo a vedere i contenuti dell’intesa.
 
[…] gli Stati daranno vita ad un fondo salva-banche unico, finanziato con prelievi sugli istituti di credito a livello nazionale. Inizialmente sarà formato da compartimenti nazionali che alla fine confluiranno in un unico fondo nel giro di dieci anni. Nel primo anno, le banche in default controllato potranno attingere solo al fondo del proprio Paese, ma negli anni successivi, man mano che il fondo cresce, ci sarà una mutualizzazione progressiva delle risorse. […]
 
Quindi prevede la creazione di un fondo unico di risoluzione (Srf) da 55 miliardi di euro in dieci anni, che servirà al sistema bancario per rifinanziare gli istituti europei in crisi. Il fondo Srf, dopo una fase transitoria che comincerà il 1 gennaio 2015, sarà a regime dal 2025.
 
[…] La seconda componente del meccanismo di risoluzione unico è l’autorità che prende la decisione di far fallire una banca in difficoltà: sarà un board formato da rappresentanti delle autorità nazionali, che agirà su impulso della Bce. Saranno gli Stati ad avere l’ultima parola, perché la Commissione, che avrebbe voluto voce in capitolo, è stata invece in pratica estromessa. La decisione su come e quando “risolvere” una banca sarà presa in 24 ore, come voleva la Bce. Il meccanismo unico di risoluzione si applicherà a tutte le banche supervisionate dalla Bce, entrerà in vigore il 1 gennaio 2015, mentre le regole del ‘bail-in [8]’ si applicheranno esattamente un anno dopo. […]
 
Già, bail-in, ne abbiamo parlato IERI in questo post… Che dire , un grande successo! Soprattutto per i clienti della banca in difficoltà. Pensate per esempio ad una banca come MPS… Ma i toni sono entusiastici…
 
«In futuro le crisi bancarie del recente passato saranno gestite in modo completamente diverso – ha detto il presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem –. Le banche da ora in poi saranno chiamate a rispondere delle loro perdite e dei loro rischi. Mi sembra un cambiamento molto salutare» (Source)  [9]
 
Molto salutare! Certo, non c’è dubbio. In linea di massima le banche finanzieranno loro stesse il fondo per eventuali salvataggi. Quindi sono soldi dei risparmiatori. Ma si sapeva. Era il modello “bail-in” quello candidato a diventare ufficiale. Come diventa ufficiale, finalmente, un ruolo per l’ESM [10]:
 
Il “backstop” o paracadute voluto dall’Italia assicura che nella fase iniziale del fondo, dopo l’auto-salvataggio o ‘bail-in’ delle banche che assegna le perdite ad azionisti, obbligazionisti e grandi depositi, se a una banca serviranno ancora fondi, si potranno avere “finanziamenti ponte” da parte degli Stati o del fondo salva-Stati Esm.Saranno possibili anche i prestiti tra compartimenti del fondo salva-banche. Per Saccomanni il principio è che il sistema sia finanziato dalle banche stesse, ma se c’è necessità possono intervenire garanzie dei governi.
 
Morale, ora lo sapete. Se avete delle obbligazioni subordinate o convertibile, avete in mano PURO capitale di rischio. Da tempo è chiara la nostra posizioni sulle subordinate. Oggi, questo provvedimento, conferma tutti i nostri timori su questa categoria di bonds.
Almeno però, ora, c’è un po’ più di chiarezza di cosa potrebbe succedere in caso di grossa banca in crisi.
 
STAY TUNED!
 
Danilo DT [11]
 
Unione Bancaria: è fatta. Ufficializzato il bail-in e il ruolo dell’ESMultima modifica: 2013-12-21T13:56:18+01:00da davi-luciano
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