Alfano si sogna “città in fiamme” …

ooh per fortuna che ci SALVERA’ ALFANO da questi CATTIVI MANIFESTANTI….ma perché non si suicidano in silenzio come tutti gli altri? Devono proprio disturbare questa gente alla fame??? Sulle ritorsioni ai commercianti mi viene da ridere. SOLO LA MAFIA E LO STATO hanno il diritto di VITA E DI MORTE SUI COMMERCIANTI……Mi sembran sogni che si debba prendere per vero quanto riportato da Repubblica, sono maestri nello screditare i movimenti……..TUTTI. O meglio, i movimenti che danno fastidio

Alfano: “Città in fiamme, non lo permetteremo”
 
Uno dei leader del movimento smentisce una manifestazione nella capitale. Continua lo sciopero in tutta Italia. Bloccato il traffico ferroviario in alcune stazioni. Sul gesto dei poliziotti Fi e Pd chiedono ad Alfano di riferire in Aula.
 
ROMA – Dopo le manifestazioni e i presidi di ieri, la protesta che attraversa tutta Italia sotto l’egida del Movimento dei forconi continua creando una serie infinita di problemi legati alle ricorrenti interruzioni della viabilità nei centri cittadini e nelle arterie di collegamento, con pesanti conseguenze sulle attività dei commercianti. A Torino, che resta l’epicentro dell’azione dei dimostranti, Confesercenti chiede “il ripristino della legalità subito” perché i commercianti “hanno diritto di lavorare in tranquillità”. L’associazione denuncia: “E’ stato impedito a migliaia di operatori commerciali di allestire i loro banchi sui mercati e si stanno minacciando di ritorsioni i negozianti che oggi hanno aperto i negozi”.
Ritorsioni nei riguardi delle attività commerciali si registrano anche in Puglia, dove si indaga sulle minacce ricevute da negozianti costretti ad abbassare le serrande. A Molfetta, i dimostranti hanno prima fatto chiudere un centro commerciale, poi le aziende. I rappresentanti del movimento si sono poi spostati e hanno raggiunto la sede della società di informatica di proprietà del presidente della Confindustria Puglia, Domenico Favuzzi. La ditta è stata evacuata e i dipendenti invitati a lasciare il posto di lavoro. Stesso trattamento per i dipendenti di un call center della zona. Stesse situazioni sono segnalate a Imperia.
 
Di fronte a simili degenerazioni, interviene il ministro dell’Interno Angelino Alfano: “Non consentiremo la messa a fuoco delle città”. La protesta non si ferma, anche se uno dei leader del Movimento dei forconi, Mariano Ferro, rimanda l’ipotesi di una manifestazione nazionale nella Capitale: “Ci sarà, stiamo stabilendo quando, ma sarà con le nonne e i bambini. Una manifestazione democratica e pulita”. Ferro attribuisce la guerriglia di ieri a “quattro scalmanati, la stragrande maggioranza era pacifica”.
 
Nelle intenzioni del Movimento, le manifestazioni dovrebbero durare cinque giorni, ma un punto di svolta potrebbe essere la votazione di domani per la fiducia al governo guidato da Enrico Letta: “Se i politici non andranno a casa e domani sarà votata la fiducia al governo Letta, ci sarà un’azione eclatante non violenta a Roma e forse in altre città: non ci arrendiamo” dice Danilo Calvani, uno dei coordinatori del movimento “9 dicembre”. Dichiarazioni che il leader della Cgil, Susanna Camusso, ha definito come “preoccupanti”. Intanto domani, Silvio Berlusconi ha annunciato che inconterà a Roma una delegazione di autotrasportatori per ascoltarne le ragioni.
 
Il movimento, in origine espressione della rabbia degli agricoltori e allevatori che si sono sentiti abbandonati dalle istituzioni, ha unito nella protesta anche venditori ambulanti, camionisti, precari, studenti, disoccupati, immigrati e persino ultras delle curve calcistiche ed estremisti di destra. Ieri la situazione più difficile si è registrata a Torino, dove ha fatto scalpore il gesto dei poliziotti, che davanti ai manifestanti, si sono tolti il casco.
 
Il fatto sta suscitando molte polemiche. Beppe Grillo l’ha definito “un grande gesto” chiedendo ai rappresentanti delle forze dell’ordine di “unirsi alla protesta”. Uno dei sindacati dei poliziotti, il Siulp piemontese, ha riconosciuto la “storicità del gesto, una resa delle armi in onore dei cittadini che protestano pacificamente”. Il Pd e Forza Italia hanno chiesto al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, di riferire in Parlamento per chiarire il comportamento delle forze dell’ordine. La Questura ha escluso che il gesto fosse riconducibile a forme di condivisione della protesta. Il Silp, il sindacato degli agenti vicino alla Cgil, ha chiesto di non strumentalizzarlo: “Non aiuta ad affrontare le questioni di ordine pubblico in maniera responsabile e civile”. Concorde la dichiarazione dell’associazione nazionale dei funzionari di polizia: “Non è così che i poliziotti mostrano la propria solidarietà ai cittadini ma sempre e solo attraverso il corretto e responsabile esercizio delle proprie funzioni”.
 
Gli scontri e le azioni violente, invece, hanno messo in allarme per il timore che le proteste possano degenerare. Alfano ha convocato un vertice con i responsabili delle forze dell’ordine per decidere quali mosse intraprendere nei confronti delle manifestazioni. Il Garante degli scioperi, Roberto Alesse, sta valutando “attentamente i fatti in stretta collaborazione con le prefetture al fine di individuare i responsabili di violazioni. Da questo punto di vista non si faranno sconti a nessuno”.
 
Anche oggi Torino è stata uno dei centri più colpiti e dove 8 persone sono state denunciate – 4 per interruzione di pubblico servizio, quattro per violenza privata -, mentre altre 12 sono state identificate mentre protestavano in piazza Statuto. Per il blocco sulla tangenziale sono stati identificati 11 manifestanti, per i quali la denuncia scatterà a breve. Sull’arteria la situazione è tornata alla normalità poco prima delle 18: 250 manifestanti erano entrati a piedi sulla carreggiata all’altezza dell’Interporto Sito e sono stati allontanati dalla polizia allo svincolo successivo, in corso Allamano.
 
I presidenti delle dieci Circoscrizioni denunciano “territori isolati e preda delle intimidazioni da 24 ore” ed esprimono “sdegno e preoccupazione per le nefaste conseguenze sul tessuto sociale e per i forti contraccolpi negativi su libertà, sicurezza e spostamento delle persone” conseguenti ai blocchi. Il prefetto del capoluogo piemontese, Paola Basilone, ha annunciato l’arrivo domani di “nuovi rinforzi delle forze dell’ordine per fronteggiare i forti disagi di queste ore”.
 
Due i cortei in corso in centro città. Alcune centinaia di persone, dopo aver cercato invano di entrare nella stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova, hanno occupato la carreggiata centrale di corso Vittorio Emanuele e poi si sono diretti verso il Palagiustizia. Un secondo corteo ha percorso via Garibaldi in direzione piazza Statuto con disagi per la circolazione di tutta la zona. La polizia è intervenuta in piazza Derna per rimuovere il blocco che stava ostacolando il traffico. Sette persone sono state accompagnate in Questura, altre trenta sono state identificate e saranno segnalate all’Autorità giudiziaria.
 
I negozianti di Eataly sono stati costretti a tirare giù le serrande perché un gruppo di uomini armati di spranghe hanno minacciato le guardie. Assaltati altri tre supermercati, che sono riusciti a chiudere le porte in tempo, prima che i manifestanti riuscissero ad entrare. Disagi anche in provincia: ad Avigliana, in Valle di Susa, gli organizzatori de ‘L’Italia si ferma’ hanno istituito un altro posto di blocco con mezzi pesanti e trattori. Occupata anche la stazione. Rallentamenti a Pinerolo, mentre un altro presidio è stato allestito allo svincolo della tangenziale tra Collegno e Pianezza.
 
Ad Albenga (Savona) i manifestanti hanno invaso i binari della ferrovia, poi è intervenuta la forza pubblica e la circolazione ferroviaria lungo la linea del ponente è ripresa. I dimostranti avevano acceso anche dei fumogeni ma all’arrivo delle forze dell’ordine se ne sono andati. Il corteo si è quindi spostato nel centro cittadino.
 
A Milano si è conclusa a piazzale Loreto la manifestazione del Movimento dei Forconi cominciata in mattinata. I dimostranti hanno lasciato la piazza e il traffico sta tornando lentamente alla normalità. Ma la protesta non si ferma: appuntamento domani mattina alle 10 a piazzale Loreto per continuare.
 
Presidio davanti al Pirellone, dove è giunto un corteo di trattori convocati dalla Copagri, la confederazione di produttori agricoli. Paralizzata la circolazione nella zona della stazione Centrale, una trentina i trattori sistemati dagli agricoltori davanti alla sede della Regione. Presidi ancora a Rho, a Brescia e all’aereoporto di Orio al Serio.
 
Vicino Verona è stato nuovamente chiuso al traffico in entrambi i sensi il casello di Soave sull’autostrada A4, sede di uno dei presidi più numerosi in Veneto. Le autorità avevano provato in tarda mattinata a riaprire l’uscita, ma un nuovo assembramento di manifestanti, soprattutto studenti arrivati ad dar manforte ai dimostranti delle varie associazioni, ha riportato la tensione all’esterno del casello, costringendo ad una nuova chiusura.
 
Problemi anche in Puglia. La situazione più difficile è a Barletta, dove i manifestanti hanno bloccato la zona industriale, paralizzando il traffico barricando l’accesso con transenne e cassonetti. Blocchi stradali anche a Bari e Andria. Stop alla circolazione dei veicoli allo svincolo di Battipaglia dell’A3, ora riaperto. Occupati i binari della stazione di Cerignola (Foggia).
 
A Palermo, i dimostranti sono radunati sotto la Regione Sicilia. Cori e slogan contro “la politica e i politici assassini”. In tilt la circolazione stradale sotto il palazzo in piazza Indipendenza.
 
A Roma prosegue il presidio in Piazza dei Partigiani, davanti alla stazione Ostiense. La prefettura ha deciso di rafforzare le misure di sicurezza per prevenire eventuali manifestazioni. Le forze dell’ordine presidieranno stazioni e snodi autostradali e si è deciso di blindare le zone attorno a Montecitorio, Palazzo Chigi, Palazzo Madama e Quirinale.
 
Alfano si sogna “città in fiamme” …ultima modifica: 2013-12-10T23:37:10+01:00da davi-luciano
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