Turchia: si intensifica la repressione, carcere e multe per i medici che soccorrono i manifestanti. (Bruno Rosso)

mi chiedevo come mai L’Onu e la Ue non intima di imporre sanzioni se non termina la repressione. Mentre in Ukraina vi sono direttamente esponenti dei dip di stato USA a solidarizzare con i manifestanti. Sarà mica che la Turchia, essendo già membro NATO non ha alcun problema “umanitario”?
Nessuna autorità indignata? La Bonino che dice? turchia repressione

Questo provvedimento liberticida, parte di una legge già entrata in vigore lo scorso 18 gennaio, ha già sollevato molti dubbi non solo di natura etica ma anche giuridica, poiché in conflitto con lo stesso codice penale turco che obbliga i medici a prestare soccorso verso chi ne abbia necessità. Disposizioni come questa mostrano incontrovertibilmente il crescente nervosismo del governo Erdogan al centro di una crisi politica, economica e di rappresentanza senza precedenti.
In Turchia il pronto soccorso a un manifestante in strada è diventato un reato: il personale sanitario deve ottenere prima un’autorizzazione esplicita dell’amministrazione. Lo stabilisce la nuova legislazione restrittiva applicata ai medici. Previste pene fino a tre anni di carcere e una multa fino a 2,25 milioni di lire turche, circa 710 mila euro. “Questa legge è contro tutti i nostri obblighi etici e professionali e contro gli accordi internazionali sui diritti umani firmati dalla Turchia. E vìola anche il codice penale turco, che obbliga il personale medico a fornire assistenza a chi ne ha bisogno”, dice la dottoressa Hande Arpat, dell’Istituto medico di Ankara. La nuova disposizione è parte di una legge adottata il 18 gennaio scorso. Le Nazioni Unite avevano avvertito degli effetti negativi di questa legislazione. “Promulgare leggi che criminalizzano le cure mediche alle persone che sfidano le autorità, come nel caso di manifestanti politici, scoraggerà gli operatori sanitari dal fornire i loro servizi per paura di essere perseguitati”, ha dichiarato Anand Grover, relatore speciale delle Nazioni Unite per la Salute, scrive il quotidiano El Pais. L’Associazione medica turca ha denunciato, durante gli ultimi scontri, che la polizia ha imprigionato medici e infermieri che stavano assistendo i manifestanti nelle tende mediche improvvisate che sono state montate nel centro di Istanbul e altre città. Un’altra legge mirata a consentire alle autorità turche di aumentare il controllo è ancora in discussione al parlamento: permetterebbe al governo di chiudere o bloccare siti web senza ottenere un permesso legale. Inoltre, obbligherebbe i provider di internet a controllare le informazioni sulle attività online dei loro clienti. Centinaia di persone si sono riunite il 18 gennaio nella piazza centrale Taksim a Istanbul, dove si trova il parco Gezi, per protestare contro questa legge che limita l’uso di internet. La polizia ha espulso i manifestanti usando gas lacrimogeni, cannoni ad acqua a pressione e proiettili di gomma. La Turchia è già uno dei paesi con più controllo del governo su internet e migliaia di siti web sono bloccati. Secondo l’ultimo rapporto di trasparenza di Google, che copre gennaio-giugno 2013 il governo di Ankara è stato quello che ha chiesto maggiormente di ritirare contenuti web in tutto il mondo, con un totale di 12.162 elementi. Secondo l’Unione dei giornalisti turchi, più di 70 giornalisti sono stati licenziati, sospesi temporaneamente o hanno lasciato i loro posti di lavoro a causa della loro copertura della manifestazione di Gezi. Il partito per la Giustizia e sviluppo (Akp) al governo ha mostrato nel 2013, una crescente intolleranza per l’opposizione politica, per le proteste pubbliche e per i media critici, racconta il rapporto globale dell’Associazione human rights watch al riguardo dei diritti umani. L’organizzazione americana Freedom house ha classificato la Turchia come paese solo “parzialmente libero” nel suo rapporto 2013 sulla libertà nel mondo, facendo riferimento al fatto che la Turchia ha ricevuto una valutazione negativa a causa della repressione violenta del governo alle manifestazioni a Istanbul e in altre città.
Fonte: http://www.globalist.it/

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Turchia: si intensifica la repressione, carcere e multe per i medici che soccorrono i manifestanti. (Bruno Rosso)ultima modifica: 2014-02-02T22:53:35+01:00da davi-luciano
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