Allarmi siam vichinghi

vicinghi
 
La vittoria della piccola Islanda sulla corazzata inglese agli europei di calcio in corso in Francia, può tuonare alle orecchie degli osservatori più attenti, come un “paradigma sportivo” del fallimento epocale di quest’Europa delle banche, e attenzione non dell’Inghilterra ma proprio dell’Europa.
Non deve infatti trarre in inganno la situazione venutasi a creare con il referendum britannico e il rifiuto all’Unione Europea, l’Islanda con i banchieri dell’Ue e i “suoi” rappresentanti politici ha un rapporto molto conflittuale avendone ritirato da tempo la domanda di adesione, anche dopo il clamoroso default del 2008 e gli scandali bancari collegati.
Il fatto è che giornalisti e media filoeuropeisti come al solito “giocano sporco” su quest’equivoco, dimenticandosi che l’eventuale contrapposizione tra Inglesi e Islandesi risiede in vecchie ruggini legate alla “Guerra del Merluzzo”, tra l’altro anch’essa vinta dagli islandesi, non sottolineando invece il fatto che ambedue gli stati “Sovrani” hanno sbattuto la porta in faccia a questa Unione Europea delle banche e dell’immigrazione indicriminata.
Tornando al 2-1 rifilato dai vittoriosi islandesi agli “Inventori del calcio moderno”, per avere un’idea della portata storica dell’evento sportivo: è come se la “nostra” Repubblica di San Marino avesse battuto la nazionale italiana, fantascienza appunto.
Ora il caso Islanda meriterebbe molte approfondite e “non manipolate” riflessioni: l’avere archiviato frettolosamente gli stati nazionali con le loro implicazioni patriottiche, tacciate di insane patologie nazionalistiche è stato un macroscopico errore sotto gli occhi di tutti. Le recenti elezioni austriache sono li a dimostrarlo, senza dimenticare il Front National della Le Pen in Francia e le analoghe posizioni di quasi tutti i Paesi membri, Germania compresa e un rischio concreto di implosione generale del carrozzone Ue.
Oggi gli islandesi ci dicono che la crisi è per loro solo un ricordo e che “Stare fuori dall’Ue conviene”, oltre che “Se fossero entrati nell’Ue avrebbero fatto la fine della Grecia”, un monito, un messaggio che suona come un de profundis per Juncker e soci a cui bisognerebbe ricordare che, diversamente dalla maggior parte dei paesi dell’Unione Europea, l’Islanda ha materialmente incarcerato i banchieri colpevoli di comportamenti fraudolenti e complici dell’esplosione della crisi bancaria del 2008.
Un esempio “Pericoloso” per Bruxelles quello dell’Islanda: proprio la nazione che si è opposta fermamente al ricatto globale del debito, che ha riaffermato la propria sovranità popolare rifiutandosi di pagare per gli errori commessi da banchieri e speculatori privati, è anche quella che si è ripresa meglio dalla terribile crisi che gli era piombata addosso.
L’Islanda può apparire oggi come un’enclave storica del passato, ma non per questo un passato superato e vetusto: gli islandesi, gente schietta e testarda, diretti eredi dei valorosi vichinghi, stanno dimostrando nei fatti il contrario di quanto contrabbandato dai frettolosi “oicofobi” europei, ci dimostrano nei fatti che i vecchi valori della nostra civiltà occidentale non sono mai tramontati.
di Andrea Cometti – 29/06/2016
Allarmi siam vichinghiultima modifica: 2016-07-12T18:56:33+02:00da davi-luciano
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