Chi ha ucciso Sacko Soumali? Occhio alle facili conclusioni

se il partito tanto demcoratico, solidale, antirazzista, antifascista e sue mille ramificazioni dai sindacati a giornalisti AVESSERO LOTTATO PER INTRODURRE IL REDDITO MINIMO non ci sarebbe sto problema MA POI LE COOP E LE MAFIE COME LUCRAVANO??????????

OOPS, MA SAREBBE POPULISTA E FASCISTA UNA TALE PROPOSTA, come infatti è negli intenti di questo governo di introdurre il salario minimo 
Le cose per come stanno.
“Sacko Soumayla, era un attivista USB che difendeva i diritti degli immigrati che lavorano come neoschiavi per i negrieri che li importano dall’Africa, facendoli morire a migliaia lungo il tragitto che il più delle volte finisce nelle campagne del Mezzogiorno o nelle squallide periferie della grandi città italiane.
Lo ha ucciso non la Lega ma quella mafia che la politica del PD ha fatto ingrassare e prosperare.
Se vi è un partito che andrebbe sciolto per essere diventato una associazione sovversiva e di stampo mafioso è proprio il PD, degno compagno di merende di Turiddu di Arcore, con cui il PD ha addirittura cercato di instaurare una dittatura commissaria, pur di sbarrare la strada ai giallo-verdi (criticabili quanto si vuole ma pur sempre democraticamente eletti dal popolo italiano).”
Chi ha ucciso Sacko Soumali? Occhio alle facili conclusioni
Le mafie non sono “xenofobe” per partito preso.  I clan, a cominciare da quelli calabresi, con il business dell’immigrazione ci mangiano. Questo fattura ogni anno milioni e milioni di euro e rende più della droga.
L’omicidio nel Vibonese di Sacko Soumali, bracciante del Mali, con regolare permesso di soggiorno, attivista sindacale iscritto all’Usb, ed il ferimento di altri due migranti è un crimine orribile che va fermamente condannato. Occhio però a giungere a rapide conclusioni, tirando in ballo, in assenza di maggiori elementi, ‘Ndrangheta, razzismo ed il “clima creato dal nuovo governo leghista-pentastellato”. Non si da un gran contributo alla ricerca della verità e della giustizia lanciando semplicemente slogan.
Non sempre ciò che avviene nella Piana di Gioia Tauro è lineare.
In primo luogo va detto che la ‘Ndrangheta e le altre mafie italiane non sono “xenofobe” per partito preso. Anzi… I clan con il business dell’immigrazione ci mangiano. Questo fattura ogni anno milioni e milioni di euro ed ormai rende più della droga. I clan hanno tutto l’interesse a far sì che i migranti arrivino. E che ne arrivino tanti. Le mafie gestiscono i rapporti con gli scafisti e, inoltre, metto la mano sul fuoco sul fatto che abbiano un canale diretto anche con alcune Ong corrotte. Nessuno sbarco avviene senza il loro consenso, nei territori da esse controllati. Ci sono le mafie dietro una parte consistente dei centri di accoglienza e delle aziende dell’indotto (mense, lavanderie, agenzie di pulizie, fornitori di suppellettili, ecc.). Sono loro affiliati i caporali che sfruttano barbaramente i migranti nei campi e negli agrumeti e coloro che li usano come manovalanza per lo spaccio.
Le mafie non hanno ideologie e se ne sbattono del fascioleghismo. Sicuramente tenteranno di intrattenere rapporti (o forse hanno già rapporti) con uomini vicini al nuovo governo, così come hanno fatto con i precedenti esecutivi, indipendentemente dal colore politico.
Sono doverose le mobilitazioni per chiedere giustizia sull’omicidio di Sacko Soumali, ma, anche in questo caso, attenzione a dare precipitosamente una connotazione ad esecutori e possibili mandanti. L’ultima vicenda di sangue avvenuta nella Piana di Gioia Tauro, che ha visto come vittima una migrante nigeriana, Becky Moses, arsa nel rogo di una tendopoli, ha avuto un esito ben diverso da quello pronosticato dalle organizzazioni antirazziste. Nessun raid mafioso, fascista o xenofobo: fu uccisa da connazionali, su richiesta di un’altra nigeriana, per futili motivi legati ad una storia di gelosia. Quest’ultima è stata arrestata in Val d’Aosta mentre cercava di lasciare l’Italia.
Come ho scritto sopra, la ‘Ndrangheta lucra sul traffico e lo sfruttamento dei migranti. Ho serissimi dubbi sul commissionamento da parte di quest’ultima dell’ omicidio di un migrante, soprattutto se sindacalizzato, con tutti i rischi relativi all’impatto mediatico che un caso del genere comporta.
Anche il metodo dell’assassinio non è tipicamente mafioso: un paio di fucilate sparate alla rinfusa da più di 60 metri (qualcuno scrive 100) di distanza. La ‘Ndrangheta compie esecuzioni con precisione millimetrica, con killer professionisti ed a distanza ravvicinata, mettendoci la firma. Inoltre, da parte dei clan ci sarebbero stati altri modi per mettere a tacere un migrante scomodo per il suo impegno sindacale, senza destare l’attenzione dell’opinione pubblica: avrebbero potuto piazzargli della droga nella baracca e darlo in pasto alla polizia. O farlo semplicemente “sparire nel nulla”, ricorrendo alla lupara bianca.
Questo mi sembra più il caso di un cane sciolto, di un balordo del posto non affiliato a nessuno, che ha tentato di  “spaventare” delle persone entrate in un territorio che considerava suo (forse pensando ad una sottrazione di materiale) e che la cosa sia finita male, molto male, con un morto e dei feriti. Un omicidio infame, ma non mosso da fini politici e/o razziali e senza il coinvolgimento del crimine organizzato.
In ogni caso, se NON c’è la ‘Ndrangheta di mezzo, lo sapremo presto. Molto presto. Sarà essa stessa a mettere gli inquirenti sulle tracce dell’assassino, per togliersi di dosso i riflettori e continuare a fare affari con il traffico e lo sfruttamento dei migranti.
Notizia del: 04/06/2018 di Omar Minniti
Chi ha ucciso Sacko Soumali? Occhio alle facili conclusioniultima modifica: 2018-06-07T09:29:21+02:00da davi-luciano
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *