Charlie Hebdo, necessitava un “false flag”?

di Simone Boscali

Dopo i fatti di Parigi che hanno visto l’uccisione di una dozzina di persone alla redazione del giornale Charlie Hebdo e la morte di altri ostaggi al supermercato kosher, le incongruenze rilevate nella dinamica dei fatti hanno alimentato sin dalle prime ore constestazioni alla versione ufficiale degli stessi e alternative che i guardiani del sistema hanno subito liquidato come “complottiste”.

In altri tempi e in altre circostanze io per primo avrei prestato molta più attenzione a queste contestazioni, memore dei clamorosi inganni di cui siamo stati vittime in Occidente quali il crollo delle Torri Gemelle, le armi di distruzioni di massa irakene o il genocidio degli albanesi da parte dei serbi in Kosovo, e ancora l’incidente del Tonchino o l’affondamento del Lusitania.

La verità è che stavolta non mi sono appassionato dell’eventualità di un altro cosidetto attentato “false flag”, architettato ad arte per aumentare strumentalmente la tensione, il livello di conflitto e manipolare drammaticamente l’opinione pubblica. Forse colpevolmente perché, se la versione ufficiale di un avvenimento è falsa, è sempre bene capirlo e informarne gli altri.

Ma la verità è che i sanguinosi avvenimenti di Parigi dovrebbero illuminarci su una realtà ancora più elevata e preoccupante. Vale a dire, il sistema in cui viviamo è ormai così manipolato da non avere in realtà bisogno degli attentati e degli attacchi “false flag” così come sono sempre esistiti, esso ha ormai intrinsecamente in sé tutti quegli attori, creati nel corso dei decenni, che sono destinati per forza di cose a scontrarsi anche drammaticamente e a creare quell’effetto di sbandamento della pubblica opinione verso soluzioni estreme che in passato si è potuto ottenere solo con operazioni accuratamente studiate e messe in scena appositamente.

L’assalto dei terroristi alla redazione di Charlie Hebdo, preso nella sua versione ufficiale, ne offre una pragmatica testimonianza, tanto più in un paese come la Francia, carico di gravissime responsabilità coloniali ma anche imperialiste nel foraggiamento del terrorismo takfir1 in medioriente. I francesi, per combattere i governi laici e socialisti come quello di Gheddafi in Libia e di Assad in Siria, hanno appoggiato non poco i movimenti salafiti e wahabiti, arrivando a sostenerli, come nel caso libico, con la guerra aperta (2011). Immaginiamo questi stessi fondamentalisti che, trovandosi in Francia o peggio ritornandovi dopo un periodo di guerra all’estero, prendono atto che il paese del quale hanno fatto gli interessi – direttamente o indirettamente – permette allo stesso tempo di insultare la loro religione. Quale sarà mai la reazione di un elemento addestrato e determinato a uccidere per distorti motivi religiosi nel momento in cui strutturalmente lo si mette a convivere con chi può insultare i suoi ideali?

E tutto questo senza bisogno di servizi segreti deviati, documenti falsi o appositamente posizionati, esplosivi piazzati ad arte, prove inventate, terroristi immaginari che si scopre essere ancora vivi quando dovrebbero essere inceneriti dentro un aereo schiantato contro un grattacielo, Boeing e armi di distruzione di massa che spariscono perché semplicemente non sono mai esistiti.

Ciò che esiste, come si diceva, sono gli attori, creati dal sistema è vero, ma lasciati liberi di agire sino a incontrarsi, o meglio scontrarsi, tra loro. Il sistema ha creato diversi tipi di utili idioti, diversamente idioti ma ugualmente utili. I terroristi takfir, come detto, la cui nascita nel mondo islamico è da sempre incoraggiata sin dagli anni ’80 per destabilizzare o combattere ogni governo che nel mondo arabo e islamico si erga, magari laicamente, contro l’imperialismo occidentale. E poi i pennivendoli del Charlie Hebdo, omuncoli che solevano presentarsi come fighetti contro il sistema incarnandone invece le peggiori degenerazioni culturali, e che certamente non meritavano la morte, ma sicuramente qualche sano richiamo per campagne di offesa senza limiti, generaliste, confusionarie e falsificanti, il tutto nel nome di una (volutamente) malintesa libertà di stampa.

La strage del Charlie non può che essere l’epilogo scontato di questi fattori.

  Il sistema ha creato dei leoni famelici e li ha messi nllo stesso recinto della gazzelle pasciute: poteva finire diversamente?

1Il termine takfir in arabo indica colui che è reo di somma empietà, sostanzialmente l’apostasia. Certamente apostati rispetto ai veri insegnamenti coranici sono i terroristi salafiti e wahabiti delle organizzazioni legate ad al-Qaeda e all’autoproclamato Califfato di Siria e Iraq

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Charlie Hebdo, necessitava un “false flag”?ultima modifica: 2015-01-20T21:43:36+01:00da davi-luciano
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