Roma: Ati Ambiente, 14 arresti, sequestrate 3 coop. Gip, non esclusi legami con Buzzi

toh, ancora COOP ..…ma non vorremo mica aizzare un polverone come per rimporsopoli di COTA, o per Ruby, mica vorremmoandare a urlare dimettiti al Ministro Poletti in orbita coop (si certo si è dimesso ma sappiamo si tratta di un palliativo per fessi), vorremo mica andare a protestare conto la sede di Legacoop? Anzi, diamo una sede anche alle cosche, sarebbe più eguale. Le coop son nate per LA Solidarietà, che piace tanto alla società civile. Siamo in democrazia, c’è chi è più eguale di altri

 15 gennaio 2015

Un business milionario nascosto dietro gli indumenti lasciati nei secchioni gialli per la raccolta di abiti usati. Vestiario che tramite una serie di passaggi ‘poco chiari’ arrivava sino in Africa ed Est Europa dove i ‘rifiuti’ venivano venduti come nuovi con un guadagno da milioni di euro. Un vero e proprio caso di Ecomafia sgominato dagli agenti della Polizia di Stato e dalla polizia provinciale nell’ambito di una indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia d Roma (DDA).

 MISURE CAUTELARI – La maxi operazione, scattata alle prime luci dell’alba, ha portato al’esecuzione di 14 misure cautelari emesse nei confronti di altrettante persone, ritenute a vario titolo appartenenti all’organizzazione criminale operante in Italia tra Roma, Napoli e Salerno e nei Paesi fuori Ocse.

 ECOMAFIA – Secondo le risultanze investigative il sodalizio violava le normative sulla tutela ambientale e sullo smaltimento dei rifiuti speciali, saltava le operazioni di igienizzazione e rivendeva all’estero gli indumenti, in violazione di numerose disposizioni del D.lgs. 152/2006 (Testo Unico dell’Ambiente). Tutti reati sono aggravati dall’articolo 4 del decreto legislativo n. 146/2006, avendo i responsabili fornito il loro contributo nella commissione dei reati a vantaggio di un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato. ABITI NEL PORTO – Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Roma e dalla Polizia Provinciale, sono iniziate due anni fa (nel 2012) e hanno documentato la partenza di container dai porti di Civitavecchia e Salerno diretti in Africa con oltre 3.000 tonnellate l’anno di indumenti. Dalle indagini sarebbe emerso inoltre che il materiale era provvisto di bolle di accompagnamento false sull’avvenuta igienizzazione e fatturato solo in parte, con conseguente contabilità nascosta e, quindi, guadagno in nero, per la parte preponderante del carico. ABITI TRA ROMA E LATINA – Gli indagati, accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di rifiuti e falso, raccoglievano, soprattutto sul territorio di Roma e Latina, il materiale da trattare attraverso una rete di cooperative sociali. FALSE BOLLE DI ACCOMPAGNAMENTO – Nel corso delle indagini, inoltre, è emerso che le oltre tre tonnellate di indumenti destinati ogni anno ai mercati stranieri, non trattate e quindi a tutti gli effetti da classificarsi come rifuti, viaggiavano con bolle di accompagnamento false e venivano fatturate per un quarto del totale. Tra i soggetti destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare ci sono anche Pietro e Aniello Cozzolino, appartenenti agli ambienti della camorra di Portici ed Ercolano, nel napoletano. COOPERATIVE SEQUESTRATE – Nell’ambito dell’inchiesta su questo fenomeno di Ecomafia è stato disposto dal Gip il sequestro preventivo anche delle cooperative che operavano nel traffico illecito dei rifiuti. Si tratta delle cooperative ‘New Horizons Onlus’ e ‘Lapemaia Onlus’ e della società ‘B&B Ecology srl’. A quanto riferito dagli investigatori, le cooperative gestivano la raccolta dei rifiuti tessili speciali per conto del consorzio ‘Il Solco’ delegato per il servizio da Ama. Nello specifico il Giudice per le Indagini Preliminari ha contestato alle tre cooperative specifiche responsabilità penali in violazione della normative sulla tutela ambientale e sullo smaltimento dei rifiuti speciali, avendo omesso le prescritte operazioni di “igienizzazione”, ovvero quei processi di riciclo che consentono ai rifiuti di tornare a essere beni di consumo.(…)

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Roma: Ati Ambiente, 14 arresti, sequestrate 3 coop. Gip, non esclusi legami con Buzziultima modifica: 2015-01-15T21:11:59+01:00da davi-luciano
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