#SfasciaItalia, Scibona: “Non parteciperemo a questo scempio”

 Signora Presidente, ennesimo decreto-legge: sblocca Italia o, come diciamo noi, sfascia Italia, sbanca Italia o, ancora peggio, in questi giorni affoga Italia.

A parte le questioni quotidiane delle ultime ore, di oggi, vorrei fosse ricordata una data: 9 ottobre 1964.

Bisogna ricordarsi di queste cose, evitare che questa politica continui a creare situazioni che hanno ormai del delittuoso.

«Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete.» (Matteo 7, 15-20): questo incarna abbastanza una politica che è una malattia ormai. È una malattia che può essere diagnosticata. Infatti, non ci preoccupa la sindrome “annuncite”, che affligge il nostro Primo Ministro e i suoi sodali, che considero un attributo dei tempi in cui viviamo: istantanei, connessi, mediatici (un tweet salverà il mondo). Mi preoccupa invece molto l'”ipocrisite”, i cui sintomi leggeri sono gli annunci disonorati, mentre quelli gravi si manifestano con atti formali opposti a quanto dichiarato. E questo ne è un esempio.

Prognosi, se vogliamo risolvere la sindrome: questo Renzi si è cucito addosso un ruolo di rottamatore-innovatore, ma le azioni che lui stesso prima annuncia e poi firma dimostrano che è vecchio, anzi vecchissimo («Dai loro frutti li riconoscerete»): uguale preciso ai suoi predecessori. Sono la causa della malattia e si spacciano per la cura. Dov’è la differenza con Monti, Amato, D’Alema, Dini, Colombo? Stringi stringi, sotto sotto, solo slogan. E sotto questi slogan trovi sempre solo tondino, calcestruzzo, asfalto, bitume, impalcature, favori ai grandi costruttori, sia legali che criminali.

Per guarire guariremo forse un giorno, chissà, anche se i virus ormai sono talmente diffusi e cronici che i cadaveri sono tantissimi e purtroppo aumentano di ora in ora. Ma non sono certo queste le medicine, decrepite e tossiche come pozioni di negromanti. Sono indispensabili farmaci nuovi, pensieri originali, prospettive orizzontali, etiche e partecipate. I decreti vecchi e i loro annunciatori vanno gettati via.

Parlo spesso e soprattutto di ferrovie, perché di quello mi sono occupato per più di venti anni. In questo decreto abbiamo un paio di esempi, uno dei quali è il Terzo Valico, che è un’altra delle pantomime oniriche di questi legislatori che vorrebbero invertire il flusso di traffico di una direttrice che non ha possibilità di inversione, perché se le merci viaggiano, viaggiano sicuramente da Nord a Sud e si fermano a Milano e Novara; quindi il Terzo Valico non ha senso di esistere, come non ha senso che vengano spesi soldi, soprattutto in momenti come questo, per inventarsi dei tragitti impossibili.

Bisogna dire – come ho detto in Commissione – che ci sarebbe anche una sorta di truffa sotto, perché la Svizzera ci regala dei soldi per poter potenziare il tratto di traffico tra il confine e, appunto, Milano e Novara, perché quella è la zona calda, l’ultima propaggine di un corridoio che, arrivato a Milano, si polverizza, non ha più bisogno di altro. Quindi, il fatto di sfruttare questi soldi per tentare di invertire questo flusso di merci è una truffa, una truffa ai danni della Svizzera.

In Commissione abbiamo presentato un ordine del giorno per spostare, almeno momentaneamente, le risorse dal Terzo Valico alle popolazioni che hanno subito e subiscono quotidianamente sempre nuove alluvioni. Almeno i territoriali, almeno il senatore Borioli poteva astenersi dal votarlo, perché veramente lì non c’è pace.

In conclusione, vorrei spendere solo due parole per la Napoli-Bari che è stata venduta come Alta velocità, ma per fortuna non lo è, ma di questo dovrebbe prendere coscienza anche il MIT, ossia del fatto che i progetti delle Ferrovie dello Stato siano diversi da quanto detto dal Ministero. Mentre buona cosa sono le linee siciliane, perché c’è bisogno di linee nuove.

Concludo dicendo che abbiamo fatto, abbiamo detto e si dice spesso in quest’Aula, si spendono minuti di solidarietà e di silenzio per le ennesime tragedie che avvengono…

 PRESIDENTE. Dovrebbe concludere, senatore Scibona.

 SCIBONA (M5S). Basta. Noi siamo stanchi di stare in Aula a portare solidarietà quando c’è del menefreghismo. Non è infatti possibile continuare a stare zitti in silenzio in piedi e poi fare l’esatto contrario quando si mandano avanti certi decreti e certe politiche. Penso che noi non parteciperemo più a queste farse, usciremo da queste Aule perché è più consono ed è più umanamente condivisibile non partecipare a questi scempi.

#SfasciaItalia, Scibona: “Non parteciperemo a questo scempio”ultima modifica: 2014-11-05T22:23:20+01:00da davi-luciano
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