Un “cavallo di Troia” di Soros nel governo di Tsipras?

Peccato che a preoccupare i sionistri nostrani(vedi art di Pipino su Internazionale), sostenitori di Tsipras siano le vicinanze con un partito che ha dichiarato, come Tsipras di sostenere Putin.

Quello non va bene, il Ministro dell’economia di Soros, che ha accettato le misure del FMI va bene (tutte le strade portano a Washington, non berlino)

gennaio 29, 2015

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation

Mentre la Grecia festeggia la nomina del governo anti-austerità, l’euforia va temperata con un po’ di realismo. Anche se il nuovo primo ministro Alexis Tsipras, che ha chiamato il figlio Ernesto in onore del rivoluzionario Ernesto Che Guevara, e la stragrande maggioranza della nuova Coalizione di governo della sinistra radicale (SYRIZA) ha buone credenziali di sinistra e filo-lavoratori, lo stesso non si può necessariamente dire dell’uomo che Tsipras ha scelto quale nuovo ministro delle Finanze della Grecia. Yanis Varoufakisis, cittadino australiano che ha studiato in Gran Bretagna e ha lavorato come professore presso l’University of Texas. L’Europa ha assistito a conflitti di lealtà di chi ha doppia cittadinanza, quando prendono il potere nei Paesi dell’Europa orientale, in particolare in Ucraina, dove la statunitense Natalie Jaresko è divenuta ministra delle Finanze per somministrare all’Ucraina le “pillole avvelenate” dell’austerity dell’International Monetary Fund (FMI) e della Banca centrale europea (BCE). Oggi, le nazioni dell’Europa centro-orientale sono occupate da globalisti palesi e del tipo “cripto”, con molti cittadini o residenti in altre nazioni, come Varoufakis. La ministra delle Finanze della Romania, Ioana Petrescu, s’è laureata Wellesley e Harvard ed era membro dell’Istituto Nazionale Repubblicano del partito repubblicano statunitense e del neo-conservatore e russosfobo American Enterprise Institute (AEI). Ed è anche ex-professoressa presso l’Università del Maryland. Anche se i legami di destra di Petrescu a Washington sembrano in contrasto con quelli di Varoufakis alla Brookings Institution neoliberista, nel mondo del “far credere” alle differenze politiche Petrescu e Varoufakis sono due facce della stessa medaglia. Quando si segue il denaro che ha contribuito a nominare tali due ministri delle finanze, come anche Jaresko, tutte le strade portano a Washington e alle entità alimentate dalla Central Intelligence Agency e dalla sua miriade di entità di facciata.

 Il curriculum vitae di Varoufakis, come quello di Jaresko, puzza di intrecci con il globalista George Soros. Per un ministro delle finanze, se crediamo alle notizie della stampa aziendale, che contesta le misure di austerità dettate ai precedenti falliti governi, conservatore e socialdemocratico, della Grecia dalla “troika” di FMI, BCE e Commissione europea, Varoufakis ha un passato in stretta relazione con le entità globali che dovrebbe combattere. Varoufakis fu “economista ospite” della Valve Corporation, un ramo dei videogiochi sempre sospettato di appartenere alla Microsoft Corporation dell’estremista globalista Bill Gates. I segnali di allarme che Varoufakis sia un “cavallo di Troia” dei banchieri globali abbondano. In primo luogo, Varoufakis fu consigliere economico del fallito governo socialdemocratico PASOK del primo ministro George Papandreou, l’uomo che per primo impose alla Grecia misure di austerità draconiane.

Varoufakis ora sostiene che fosse ardentemente contrario all’accordo di Papandreou con la “troika”, ma nessuno potrà mai sapere quanto il ministro della Finanza, ora anti-austerity, fosse d’accordo mentre consigliava Papadreou sul corretto modo di agire nel risolvere l’enorme problema del debito della Grecia. Varoufakis è un caro amico e co-autore dell’economista e professore dell’Università del Texas James K. Galbraith, figlio della defunta “eminenza grigia” degli economisti statunitensi John Kenneth Galbraith. I legami di Galbraith con le élite bancarie globali sono esemplificati dalla sua posizione di studioso ospite all’elitario Brookings Institution di Washington. In altre parole, anche se la biografia di Tsipras suggerisce buona fede a sinistra, il passato di Varoufakis indica che il nuovo ministro delle Finanze della Grecia è a suo agio con le élite banchiere che massacrano l’anima della nazione greca con la lama affilata dell’austerity che taglia sicurezza sociale, sanità pubblica e altri servizi pubblici di base. La prefazione al libro di Varoufakis, “Una modesta proposta”, che si occupa della crisi finanziaria in Europa e i cui co-autori sono James Galbraith e l’ex-parlamentare inglese Stuart Holland, è stata scritta dall’ex-primo ministro francese Michael Rocard. Rocard ha chiesto all’Unione europea di nominare un “uomo forte”, e la scelta di Rocard è il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, lo stesso che ha avvertito il nuovo governo SYRIZA nel rispettare gli accordi di austerità stipulati dai passati governi conservatore e del PASOK. Holland, consigliere dell’ex-primo ministro greco Andreas Papandreou, insieme al presidente francese François Mitterand, stilò nel 1986 l’Atto unico europeo, una delle carte che ha contribuito a creare il sistema finanziario dell’Unione europea che svuota l’economia greca nel nome dell’austerity.

L’adesione di Varoufakis a Fondo monetario internazionale e sistema bancario europeo è evidente da ciò che ha scritto sul suo sito web. Dopo l’appello degli autori finanziari statunitensi Paul Krugman e Mark Weisbrot alla Grecia, affinché segua l’esempio dell’Argentina sul default del proprio debito e ad uscire dalla zona euro, Varoufakis sostiene che la Grecia deve “sorridere e sopportare” le misure imposte dai banchieri e dal governo tedesco in quanto membro della zona euro. Ciò significa che il ministro delle Finanze di SYRIZA si arrese ai capricci dei banchieri molto prima della vittoria elettorale di SYRIZA. Considerando le indiscutibili credenziali di sinistra di molti membri del governo greco, i banchieri hanno, per lo meno, un complice nel ministro delle Finanze sul lato greco delle trattative sul futuro dell’economia della nazione e sull’impopolare austerity imposta dalla Troika che ha portato SYRIZA al potere. Sebbene Varoufakis sia pronto a stipulare qualsiasi accordo con i banchieri mondiali ed europei, i suoi colleghi del governo di coalizione SYRIZA, alleatisi con il Partito dei greci indipendenti della destra anti-UE, non seguiranno i diktat europei quando si tratterà di decidere di continuare l’austerity e neanche le sanzioni dell’UE contro la Russia. Non appena Tsipras è divenuto primo ministro, ha criticato l’UE per l’avviso di ulteriori sanzioni alla Russia per l’Ucraina. Tsipras ha detto che la dichiarazione anti-Russia del Consiglio europeo è stata diffusa senza il consenso della Grecia. Il nuovo ministro degli Esteri della Grecia, Nikos Kotzias, è come Varoufakis un accademico. Tuttavia, a differenza di Varoufakis, Kotzias è un ex-comunista e professore, e non presso un’università straniera. Kotzias e Tsipras adempiono alla promessa di opporsi alle sanzioni attuali e future dell’Unione europea contro la Russia, cosa che non li rende agenti di Soros, che ha le sue grinfie su Varoufakis. Kotzias ha il potere di porre il veto a sanzioni nuove o rinnovate contro la Russia, si oppone al dominio tedesco in Europa ed è stato un comunista convinto che sostenne la repressione attuata dal leader comunista polacco Wojciech Jaruzelski contro il movimento sindacale Solidarnosc in Polonia nel 1980, un fatto che lo pone in disaccordo totale con il presidente polacco dell’UE Donald Tusk, un attivista del movimento Solidarnosc che vuole imporre ulteriori misure punitive alla Russia. Con una mossa che sconvolgerebbe gli interventisti di UE e NATO, Kotzias si troverà più a suo agio a Mosca che a Bruxelles o Berlino. Il presidente russo Vladimir Putin ha già avviato il processo per più stretti rapporti con il nuovo governo di Atene. La National Security Agency (NSA) degli Stati Uniti ha probabilmente iniziato “l’ondata” della sorveglianza su tutti i collegamenti ufficiali tra Atene e Mosca e certamente messo la Grecia, come Russia, Turchia, Brasile, Ungheria, Venezuela, Iran, Siria e Libano nella categoria delle nazioni ostili “bersaglio” dell’intelligence delle comunicazioni o SIGINT.

La Grecia, che ha inventò l’arma del cavallo di Troia contro Troia, deve stare in guardia contro i cavalli di Troia come Varoufakis, piazzati nel nuovo governo greco.

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Un “cavallo di Troia” di Soros nel governo di Tsipras?ultima modifica: 2015-01-30T21:59:06+01:00da davi-luciano
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