Archivio tag: migrazioni
MIGRANTI: IL RACKET DI SOROS
- Open Society Foundations and Associazione Carta di Roma
- Open Society e Cospe Onlus
L’ultimo budget di Cospe disponibile è del 2015. Cospe ha raccolto circa 9,5 milioni di Euro, 7,5 dei quali da soggetti pubblici, i cui più rilevanti sono l’Unione Europea (66%) e il Ministero Italiano degli Esteri (27%).10)
- Open Society e ASGI (Association per Studi Giuridici sull’Immigrazione)
- Open Society e CILD (Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti Civili)
- Open Society e A Buon Diritto
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Onlus e Migranti in Italia, Lucadonadel.it.
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Testo Unico dei Doveri del Giornalista, Ordine dei Giornalisti Consiglio Nazionale.
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Linee guida per l’applicazione della Carta di Roma, Associazione Carta di Roma.
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Chi Siamo, Associazione Carta di Roma.
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Sos Mediterranee 3800 persone salvate, Cospe Onlus.
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Le Adesioni, Cospe.org.
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Un corso per i giornalisti sui principi della Carta di Roma, Cospe.org.
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Preambolo, Carta di Lampedusa.
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Statuto e Bilancio, Cospe.org.
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Chi Siamo, ASGI.
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Servizio Antidiscriminazione, ASGI.
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Il nuovo manifesto dell’ASGI, ASGI 2017-03-21.
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Activites, Migregroup.
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How to contribute, WatchTheMed.
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Chi Siamo, CILD.
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Aree di Lavoro, CILD.
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Notizie da un’ordinaria giornata di lotta in nome della sicurezza, CILD 2017-05-01.
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Tribunali intasati per il boom dei ricorsi dei richienti asilo? Falso, Open Migration 2017-05-17.
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Tutti i numeri sugli stranieri in carcere, Open Migration 2016-01-17.
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Ricerca shock: dagli stranieri più reati, Il giornale 2016-06-28.
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Chi Siamo, A Buon Diritto.
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Ansi Homepage, Ansi-intercultura.
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Bilancio 2015, Associazione Antigone.
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Arci Homepage, Arci.it.
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Stato Patrimoniale 2015, Associazione 21 Luglio.
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Cir-Onlus, Cir-Onlus.
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Cittadini del Mondo homepage, Cittadini del Mondo.
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Il profilo, Fondazione Leone Moressa.
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Costi Disumani, Lunaria 2013-05-07.
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L’Europa e i diritti dei migrant, Lunaria 2014-03-21.
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I diritti non sono un costo, Lunaria 2013-11-26.
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Bilancio 2015, NAGA.
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Parlare civile, PARSEC 2014-07-14.
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A Buon Diritto Homepage, A Buon Diritto.
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Accogliamoli Tutti, A Buon Diritto 2014-11-07.
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Abolire il carcere, A Buon Diritto 2016-06-03.
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Presentazione del rapporto Navigare a vista, A Buon Diritto 2017-05-29.
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La grande bugia delle navi-taxi. Le ONG e il soccorso in mare, A Buon Diritto 2017-05-05.
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Migranti, no di Liguria, Lombardia e Veneto al piano di integrazione: “Per noi sono clandestini”
I tre assessori sottolineano come nel piano ci sia l’invito del governo ad «aprire su tutto il territorio nazionale nuovi luoghi di culto, con particolare riferimento alle moschee. Punto che non ci trova d’accordo anche per la poca chiarezza sulla provenienza dei fondi utilizzati per costruire centri islamici».
20 gennaio, inizio della fine dell’utopia della globalizzazione (e della Germania della Merkel)
Caro ministro Poletti, il vero cervello in fuga è il suo
Questa società non punta ad accogliere chi arriva da noi, ma a rendere migrante chi c’è già
L’elogio ipocrita dell’immigrazione da parte dell’èlite neofeudale e dei suoi oratores della sinistra del costume non si spiega unicamente in ragione dell’«esercito industriale di riserva» (Marx) che i migranti vanno a costituire, abbassando i costi della forza lavoro e accrescendone la debolezza.
I migranti sono per il capitale gli schiavi ideali: ricattabili, senza coscienza di classe, disposti a tutto pur di sopravvivere.
Accanto a questo motivo, e a esso connesso, ve ne è un altro.
Il nuovo profilo antropologico coessenziale al tempo della precarietà a tempo indeterminato corrisponde a quello dell’uomo senza identità e senza radici; il quale è, al tempo stesso, homo migransdeterritorializzato, apolide e sradicato, sempre pronto, valigia alla mano, a spostarsi seguendo i processi della delocalizzazione e della volatilizzazione dei capitali.
TRIONFO DELL’INSTABILITÀ. In virtù del fatto che, nel regime della precarietà assoluta del finanz-capitalismo, ogni progetto e ogni legame risultano a tempo determinato, il soggetto deve sapersi distaccare disinvoltamente da tutto, abbandonando non solo l’ideale della stabilità lavorativa e affettiva e, più in generale, la sfera dell’«eticità» (Sittlichkeit) di hegeliana memoria.
Deve anche, in pari tempo, affrancarsi da ogni radicamento territoriale, mantenendosi pronto a improvvise migrazioni e all’inseguimento, al di là dei mari e dei confini, delle cosiddette “sfide della globalizzazione”.
In altri termini, è chiamato a congedarsi da ogni idea di territorialità e di patria, ma poi anche di casa fissa e di stabile “focolare domestico”: e, dunque, ad aderire al “cattivo universalismo” della mondializzazione come sradicamento obbligato, che riduce gli esseri umani a enti neutri e disponibili su scala planetaria, ad atomi erogatori intermittenti di forza lavoro fisica e neuronale.
ALTRO CHE INTEGRAZIONE. È sotto questo profilo che emerge il nesso simbiotico che lega la flessibilizzazione delle masse e il nuovo paradigma antropologico dell’homo migrans, con annesse celebrazioni entusiastiche e altamente ideologiche della flessibilità e della migrazione come stili di vita contraddistinti dall’indipendenza e dalla varietà e contrapposti alla precedente eticità stabilizzata borghese e proletaria.
Diciamolo senza perifrasi: il capitale non mira a integrare i migranti.
Aspira, invece, a disintegrare i non-ancora-migranti, affinché anche questi ultimi si adattino allo stile di vita apolide e nomade, senza fissa dimora e senza radicamento tipico dei primi.
di Diego Fusaro – 18/12/2016 Fonte: Lettera 43
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=57939