Tav, l’inciucio di B. e Salvini per la mozione contro i 5S

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/07/30/tav-linciucio-di-b-e-salvini-per-la-mozione-contro-i-5s/5356971/?fbclid=IwAR3veDTTF7SEDPkJm5K6a-gB2N4Bjm6MTNX6daufz1RuiBpKmp25MFYM3BI

Tav, l’inciucio di B. e Salvini per la mozione contro i 5S

La Trattativa:

Tav, l’inciucio di B. e Salvini per la mozione contro i 5S.
Partito degli affari – La Lega e Berlusconi tornano a parlarsi per il dibattito al Senato sull’alta velocità: così il 7 agosto resusciterà il vecchio centrodestra.

di Ilaria Proieti
– Sarà un finale al cardiopalmo. Perché prima della pausa estiva al Senato si incroceranno i voti sul decreto sicurezza bis che la Lega vuole portare a casa al più presto e senza ricorrere al voto di fiducia, che è sempre rischioso. E quello sulla mozione No Tav con cui i 5 stelle riaffermeranno in solitaria (o quasi) la contrarietà all’opera che dopo l’imprimatur di Giuseppe Conte, il Carroccio dà già per fatta. Anche se Luigi Di Maio non sembra voler gettare la spugna, a costo di tirarsi dietro strali e ironie. “Fa il treccartaro: non basta una mozione per bloccare l’opera. E comunque per far passare la mozione pentastellata i voti deve trovarli lui con il suo 33 per cento di senatori” taglia corto il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Maria Stella Gelmini. L’altra capogruppo forzista, la senatrice Anna Maria Bernini invita Di Maio a sfiduciare Conte che nel dire sì all’opera “ha evidentemente tradito il mandato ricevuto dalla forza politica che lo ha espresso”.

Ma al di là delle dichiarazioni, si lavora di fino. E con il pallottoliere alla mano. Perché le fibrillazioni in seno alla maggioranza proseguono. E le opposizioni sperano, come sempre, che qualcosa accada. “Tra pochi giorni si voterà sulla Tav al Senato. Per la prima volta assisteremo alla parlamentarizzazione delle divisioni. La crisi sarà conclamata ma hanno paura di lasciare le poltrone” sottolinea il capogruppo del Pd a Montecitorio Graziano Delrio mentre Lega e 5 Stelle con dichiarazioni ufficiali e veline se le danno tutto il giorno di santa ragione. “Solo lo scorso maggio Sandro Gozi (già parlamentare dem, ndr) definiva la Tav Torino-Lione ‘il simbolo di un’Europa che vogliamo ricostruire’. Tempo due mesi e Macron gli ha dato un incarico nel suo governo. Gozi accettandolo ha dimostrato che tradiva il Paese prima e lo tradisce oggi. Ma in tutto ciò la Lega che dice? Sostiene le stesse idee di Gozi, del Pd e degli amici di Macron che hanno girato le spalle alle Italia. Perché?” fanno sapere del Movimento. Rintuzzato dalla Lega sulla riforma della giustizia, il taglio delle tasse e l’autonomia: “L’Italia ha bisogno di sì per crescere, non di no”. A partire dal Tav che a Palazzo Madama terrà banco fino all’ultimo giorno prima delle ferie. Sudate, perché i prossimi giorni saranno dedicati alle strategie, per non dire alle trappole, per portare a casa il migliore risultato possibile: Forza Italia e Fratelli d’Italia potrebbero presentare ciascuno una mozione per ribadire l’appoggio all’opera.

“A quel punto sarebbe lecito attendersi che la Lega le appoggiasse. Ancora meglio se fosse proprio la Lega a presentarne una sua che andasse in quella direzione. A quel punto voteremmo in blocco la mozione unitaria che renderebbe plastico il ritorno del centrodestra in Parlamento” ragiona qualcuno dello stato maggiore di Forza Italia. Certo, la “complicità della Lega” con FI e FdI sarebbe un chiaro atto di ostilità del Carroccio contro il Movimento 5 Stelle. A cui verrebbe inflitta “una umiliazione di tali proporzioni da mettere in discussione l’alleanza”. In questa prospettiva – è il ragionamento – la domanda da farsi è una sola: al di là dei toni ormai quotidiani da fine di mondo, Salvini il banco vuol farlo saltare davvero o no?

E il Pd? Ieri anche in casa dem si ragionava dell’opportunità di presentare un documento autonomo per ribadire il sì all’alta velocità in Val di Susa. “Non solo per sottolineare che la mozione 5 stelle che impegna il Parlamento e non il governo come avrebbe dovuto fare nei tempi e nelle sedi opportune, è una castroneria. Ma soprattutto per rompere il blocco gialloverde sfidando la Lega a prendere atto delle contraddizioni interne alla maggioranza”.

Però sia in casa dem, sia nei gruppi di Fi e FdI, adesso è il momento di fare i conti della serva. Perché se alla fine decideranno di andare in ordine sparso, il risultato sarà di raccattare sulle singole mozioni, meno voti di quella del Movimento 5 Stelle. Che potrebbe essere appoggiata pure da Leu, sempre a patto che i pentastellati faranno lo stesso con il documento che dovrebbero presentare i senatori guidati da Loredana De Petris.

In questo caso si tratterebbe di tutte “mozioni a perdere”, ragiona un senatore di lungo corso aduso alla pugna, ma senza mai perdere di vista il cuore delle cose. “Si tratta di una vicenda tutta mediatica. Quanto all’aula il dibattito, ne sono certo, sarà caldissimo. Poi tutti al mare”. Con un’altra finestra elettorale chiusa.

Tav, l’inciucio di B. e Salvini per la mozione contro i 5Sultima modifica: 2019-07-30T18:54:29+02:00da davi-luciano
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *