Per ISIS si mette male: dopo i caccia russi arriva la fanteria iraniana!

DIVISIONI DELL’ESERCITO IRANIANO IN SIRIA PER DISTRUGGERE L’ISIS: RUSSIA DAL CIELO, IRAN AL SUOLO, TAGLIAGOLE STERMINATI

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Da ilnord.it

SIRIA – Centinaia di soldati iraniani – secondo alcune fonti invece migliaia – stanno arrivando in Siria per partecipare alla maxi controffensiva di terra anti-Isis dei militari di Damasco, supportati dalle forze russe presenti nel paese. Lo riferiscono media libanesi.

L’obiettivo formalmente sono i miliziani del Daesh, ma in realta’ i timori e’ che siano tutte le forze antigovernative, comprese quelle appoggiate dagli Stati Uniti e dalla comunita’ internazionale, che per altro ormai da settimane non rifornisce più di armamenti queste milizie islamiche.

Nel frattempo, i caccia della Federazione stanno spianando il terreno per le manovre, bombardando “obiettivi strategici” nemici. Per quanto riguarda l’arrivo delle truppe di Teheran in Siria in chiave anti-Isis, queste hanno cominciato a confluire nel paese da una decina di giorni.

Sono armate ed equipaggiate e si andranno a unire alle forze di Damasco, a quelle di Hezbollah gia’ operanti nella nazione e alle milizie di volontari sciiti che arrivano dall’Iraq e dall’Afghanistan. Questo contingente misto, grazie anche all’appoggio aereo russo, dara’ il via alla maxi offensiva per recuperare il territorio perso negli ultimi mesi dai militari del presidente Bashar al Assad.

E’ la prima volta che l’Iran invia ingenti truppe nella vicina Siria, in quanto finora la Repubblica sciita aveva fornito assistenza all’alleato inviando solo consiglieri militari provenienti dai reparti d’elite.

Secondo diversi analisti la strategia russo-iraniana e’ usare prima l’Aeronautica di Mosca per eliminare i centri di comando e controllo, quelli delle comunicazioni e i depositi. L’obiettivo e’ indebolire il nemico minando la sua capacita’ operativa e di reazione e parallelamente isolare le sue componenti piu’ grandi, in modo che possano essere attaccate senza il timore che ricevano rinforzi e rifornimenti.

Una volta conclusa la “prima fase”, si passera’ alla seconda che prevede l’intervento di terra massiccio delle forze congiunte. Queste opereranno su diversi fronti. Alcuni assetti attaccheranno frontalmente, mentre altri aggireranno il bersaglio per chiuderlo in una manovra a tenaglia.

Una terza componente, invece, si occupera’ di bonificare l’area dalle piccole sacche di resistenza una volta che il grosso della forza si spostera’ verso altri obiettivi. Parallelamente, sara’ coinvolta anche la componente aerea che fornira’ supporto ravvicinato (Cas) alle truppe e si occupera’ di monitorare i nemici dall’alto e di tenerli impegnati se necessario.

Questo appena descritto è il piano strategico non per isolare o contenere l’isis, ma per distruggerlo. L’esercito iraniano è pronto a mandare in battaglia molte divisioni sia di fanteria sia corazzate. E contemporaneamente, l’aviazione russa ha a disposizione decine di bombardieri, lanciamissili e elicotteri da combattimento. Le forze militari dell’isis molto difficilmente resisteranno a lungo di fronte a un’armata tanto potente e determinata. Ormai, è questione di settimane, forse di giorni.

Redazione Milano.

Da ilnord.it

Notizia Bomba: “Favoritismi in cambio di voti”, terremoto nel Pd a Sassuolo

http://info5stelle.blogspot.it/2015/10/notizia-bomba-favoritismi-in-cambio-di.html

LUNEDÌ 5 OTTOBRE 2015   

FONTE ILRESTODELCARLINO.IT

Sassuolo (Modena), 5 ottobre 2015 –  L’INDAGINE su un giro di usura ed estorsioni denominata ‘The Untouchables’, condotta da polizia e guardia di finanza investe anche la politica, in particolare il Partito democratico. Nei giorni scorsi il capogruppo del Pd in Consiglio comunale a Sassuolo Giuseppe Megale ha ricevuto un avviso di garanzia per presunte promesse di favoritismi nella scorsa campagna elettorale che ha portato all’elezione a sindaco di Claudio Pistoni. Non solo uno scenario di gangsterismo urbano, dunque, con protagonista un gruppo criminale che taglieggiava imprenditori locali con tassi usurari anche del 417%.

 

Dopo il coinvolgimento anche di tre carabinieri accusati di corruzione, l’indagine dei pm Claudia Natalini e Marco Niccolini – che ha condotto al momento a cinque provvedimenti cautelari per estorsione, usura e corruzione tra le province di Modena e Reggio Emilia – compie un ulteriore salto di qualità e si arricchisce anche di un filone politico facendo tremare una parte del comprensorio ceramico. Perché a questo punto non è escluso che lo scossone possa trasformarsi in terremoto politico-giudiziario travolgendo anche altri politici, ma soprattutto dipendenti comunali e professionisti del territorio. E’ stato lo stesso Megale a rendere noto di essere indagato, dicendosi «sorpreso» e annunciando le proprie dimissioni da consigliere. «Personalmente sono sereno: durante il mio impegno in politica – e chi mi conosce lo sa bene – ho sempre tenuto un comportamento corretto e leale, comportamento che ho sempre seguito in tutta la mia vita, sia privata che lavorativa».

 

LA LENTE della magistratura dovrà verificare se nel corso della campagna elettorale eventuali frequentazioni e contatti siano sconfinati nel reato di ‘scambio elettorale’ (diverso dal ‘voto di scambio’), se cioè la legittima richiesta di voti o di finanziamenti si sia trasformata nella promessa o nella garanzia di favori in cambio di voti o soldi. Nel fascicolo dell’inchiesta sono finiti infatti, tra gli altri, atti di concessione di suolo pubblico e di autorizzazioni da parte di Comune e Sgp, la partecipata del Comune.

 

Anche il sindaco Pd Claudio Pistoni, nei giorni scorsi, è stato sentito, ma solo come persona informata dei fatti (in qualità di ‘responsabile’ del Comune). Non risulta, dunque, indagato. «Con fermezza e coscienza – dice l’ex capogruppo del Pd – rivendico la correttezza del mio comportamento, non ho mai fatto promesse nell’esercizio delle funzioni amministrative. L’onestà e la trasparenza sono i prerequisiti essenziali per chi fa politica, non c’è spazio per il sospetto». Raggiunto al telefono, Megale preferisce non aggiungere altro, rimandando alla nota le cui parole sono state soppesate assieme al suo avvocato: «Politicamente so che ci saranno speculazioni e che qualcuno proverà ad approfittarne per cercare di danneggiare il positivo operato di questa amministrazione, nonostante si tratti di un avviso d’indagine, non di una condanna che – chiude – sono sicuro non arriverà».

di Gianpaolo Annese

Briefing ministero della Difesa russa – aggiornamenti

 http://it.sputniknews.com/mondo/20151005/1294208.htmlBriefing del generale Igor Konashenkov

© Sputnik. Александр Вильф
Mondo

11:42 05.10.2015(aggiornato 12:23 05.10.2015) URL abbreviato
 

I caccia SU24 russi hanno distrutto centro di comando ISIS a Beit-Mnaina.

Secondo quanto comunica il ministero della Difesa russo, dopo tre raid consecutivi i caccia russi Sukhoi Su-24 e Su-25 hanno distrutto un centro di comando e un deposito di munizioni nei pressi della città siriana di Maarrat al-Nu’man.

Leggi tutto: http://it.sputniknews.com/mondo/20151005/1294208.html#ixzz3niflZnt2

La bolletta energetica sta esplodendo

http://www.beppegrillo.it/2015/10/aumento_bollett.html

5 Ottobre 2015
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È di ieri la notizia che da ottobre scatteranno in bolletta gli aumenti per luce e gas (+3,4% e 2,4% sul trimestre precedente). Ma potrebbe trattarsi solo della prima di una lunga serie di sorprese, perché da alcuni mesi si sta giocando sulla bolletta energetica e sul mercato elettrico una partita di grandi dimensioni che potrebbe rivelarsi distruttiva per milioni di famiglie italiane. 

Partiamo dalla bolletta. L’Aeegsi (Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico), prendendo spunto da un direttiva europea recepita dal Governo nel 2014, ha presentato diverse opzioni di riforma dei costi in bolletta, e la ha sottoposte ai portatori di interesse (stakeholders). In quasi tutte le opzioni, però, è prevista l’eliminazione della progressività delle tariffe e la rimodulazione della componente fissa e di quella variabile degli oneri di sistema, che sono parte fondamentale della bolletta energetica.

Cosa significa? Fino ad oggi la componente variabile degli oneri di sistema, determinata dal consumo effettivo di energia, era di molto prevalente rispetto alla componente fissa. Dopo la riforma (in vigore dal 16 gennaio del prossimo anno) il peso della componente fissa, determinata dalla potenza dell’impianto, aumenterà considerevolmente. A pagarne maggiormente il prezzo saranno le fasce deboli della popolazione (circa 18 milioni di utenze) i quali pagheranno gran parte della bolletta indipendentemente dai consumi, con un incremento del costo totale della bolletta che si aggirerà fra il 15 e il 20%
Ne deriverà una ulteriore conseguenza negativa: la promozione del risparmio e dell’efficienza energetica verranno minate alle fondamenta, perché se ad un consumo virtuoso di energia non corrisponde più un sensibile calo del costo in bolletta, è ovvio che diminuiscono gli incentivi a investire in interventi di produzione di energie rinnovabili, di generazione distribuita e di efficienza energetica.

Il M5S ha presentato un’interrogazione contro l’abuso di potere dell’Autorità per l’Energia, che va oltre il perimetro della direttiva europea. Il Governo, naturalmente, sta a guardare e non si oppone, anche perché la posta in gioco è il gettito fiscale, e l’obiettivo è che esso rimanga costante o aumenti nonostante la crisi economica e la diffusione della generazione distribuita di energia.
Come se non bastasse, viene portata avanti dal Governo la riforma del mercato elettrico, che punta a sottrarre dal mercato tutelato dell’energia milioni di cittadini, per gettarli in pasto al mercato non regolato, poco trasparente e non certo concorrenziale. I costi di questo provvedimento saranno scaricati in massima parte su 9,2 milioni di cittadini, pari al 75% dei consumatori domestici, la cui bolletta di luce e gas crescerà secondo i dati forniti dall’Aeegsi di un altro 20% nei prossimi anni. 
Nel settore energetico è in atto una vera e propria guerra che il Governo porta avanti senza pietà, anche considerati i molti provvedimenti che, in un modo o nell’altro, hanno sfavorito in questi anni le energie rinnovabili a favore del fossile.
Attenzione alla bolletta elettrica. Tra riforma degli oneri in bolletta e riforma del mercato elettrico si prepara una controrivoluzione”.
M5s Senato

Greta e Vanessa, “pagati 11 milioni di euro per il riscatto delle due cooperanti”

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/05/greta-e-vanessa-pagati-11-milioni-di-euro-per-il-riscatto-delle-due-cooperanti/2096057/

Greta e Vanessa, “pagati 11 milioni di euro per il riscatto delle due cooperanti”

Cronaca
Il “tribunale islamico” del Movimento Nureddin Zenki, una delle milizie già indicata come coinvolta nel sequestro, ha condannato uno dei signori della guerra locali per essersi intascato metà del compenso. A gennaio scorso alla Camera il ministro Gentiloni aveva detto: “Sul tema ho letto indiscrezioni prive di reale fondamento”. “Non risulta nulla di quanto asserito”, ha commentato l’Unità di crisi della Farnesina
di  | 5 ottobre 2015

“Per il riscatto di Greta e Vanessa sono stati pagati 11 milioni di euro“. Fonti giudiziarie di Aleppo hanno confermato che per il rilascio delle due cooperanti rapite in Siria lo scorso anno sono stati versati 12 milioni e mezzo di dollari. La cifra era già circolata subito dopo la liberazione, ma in occasione di un’informativa alla Camera del 16 gennaio scorso il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni aveva smentito: “In merito al tema dei riscatti ho letto indiscrezioni prive di reale fondamento e in qualche caso veicolate da gruppi terroristici. Solo illazioni: Italia contraria al pagamento”.

greta e vanessa

La conferma è arrivata da Aleppo perché una delle persone coinvolte nel negoziato è stata condannata per essersi intascata circa metà del compenso. Il “tribunale islamico” del MovimentoNureddin Zenki, una delle milizie già indicata come coinvolta nel sequestro, ha infatti condannato Hussam Atrash, descritto come uno dei signori della guerra locali, capo del gruppo Ansar al Islam. “Non riteniamo di dover commentare supposte fonti giudiziarie di Aleppo o del sedicente tribunale islamico del movimento Nureddin Zenkin. In ogni caso non risulta nulla di quanto asserito”, ha commentato l’Unità di crisi della Farnesina.

L’Ansa ha ricevuto una copia digitale del testo della condanna emessa il 2 ottobre scorso dal tribunale Qasimiya del movimento Zenki nella provincia di Atareb. Secondo la condanna, Atrash, basato ad Abzimo, la località dove scomparvero Greta Ramelli eVanessa Marzullo, si è intascato 5 dei 12 milioni e mezzo di dollari, equivalenti a poco più di 11 milioni di euro. I restanti 7 milioni e mezzo – affermano fonti di Atareb interpellate dall’agenzia telefonicamente – sono stati divisi tra i restanti signori della guerra locali.

Le due volontarie erano state rapite il 31 luglio scorso e poi liberate il 15 gennaio. Le prime indiscrezioni sul pagamento di un riscatto di “12 milioni di dollari” erano arrivate da un messaggio dell’account Twitter @ekhateb88, utente considerato vicino ai ribelli anti-Assad, e poi rilanciato dalla tv satellitare araba Al Aan.

di  | 5 ottobre 2015

Maddalena di Chiomonte. Addio al Museo archeologico. Intervista a Francesca Frediani

Un’area prima devastata e poi dimenticata. Abbandonata a se stessa da Sopraintendenza e Regione. La Valsusa perde così un altro pezzo della sua storia.

Area archeologica dietro il Museo

di Leonardo Capella

II  di  venne inaugurato nel giugno 2004. Doveva documentare la Preistoria e la Protostoria del sito de “La Maddalena”, dal Neolitico recente (ultimo quarto del V millennio a.C.) alla seconda età del Ferro (IV secolo a.C).
Il complesso prevedeva una parte museale con l’esposizione dei reperti rinvenuti nell’adiacente area archeologica e una contigua area archeologica comprendente la necropoli tardoneolitica con ben undici tombe in cisti litiche. In tutta l’area circostante, notevole è la presenza di un complesso monumentale composto da ripari sotto roccia, molti dei quali hanno restituito materiali di interesse archeologico.
I reperti vennero alla luce durante i lavori di costruzione dell’autostrada del Fréjus negli anni 1986-1992, in località Maddalena nei pressi di Chiomonte, e rappresentano con molta probabilità le prime testimonianza della presenza umana in Val di Susa.

Le vicissitudini legate alle variazioni progettuali della Torino-Lione hanno fatto sì che nel 27 luglio 2011 su quei terreni si assistesse alla contrapposizione fra forze dell’ordine e oppositori al Tav.
L’area archeologica venne devastata da mezzi meccanici e il museo occupato dallo Stato per farne una casermetta. A tutt’oggi museo e sito archeologico risultano irraggiungibili, perché sottoposti a restrizioni d’accesso per motivi d’ordine pubblico. Alla valorizzazione di quest’area era destinato un progetto finanziato tramite Arcus (società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo costituita con atto del ministero per i Beni e per le Attività Culturali) per un importo complessivo di 835 mila euro e un cofinanziamento della Regione Piemonte di 25 mila euro.

Abbiamo posto alcune domande alla consigliera regionale  (M5S) in merito al futuro di quest’importante pezzo di storia della Valle di Susa.

Francesca Frediani

Quale motivazione l’ha spinta a presentare un interrogazione sul progetto “Museo del paesaggio” legato al sito archeologico de “La Maddalena di Chiomonte”?
Ho presentato l’interrogazione per fare chiarezza sullo stato di un progetto che anche la Regione considerava culturalmente rilevante e che prevedeva un ingente stanziamento di fondi pubblici. A questa motivazione si aggiungono il dispiacere e la rabbia provocati dalla devastazione dell’area archeologica della Maddalena e dall’occupazione militare dell’edificio un tempo adibito a museo: si tratta di un patrimonio comune che è stato distrutto senza che nessuno si opponesse, un’altra vittima sacrificata sull’altare del Tav.

Quale è stata la risposta dell’assessore alla cultura Antonella Parigi?
L’assessore, nella sua risposta, fa riferimento a diverse comunicazioni.

La prima, risalente al 14 dicembre 2012, inviata dal Comune di Chiomonte alla Soprintendenza per i beni archeologici del Piemonte e MAE, e alla Direzione Cultura, Turismo e Sport per conoscenza, nella quale si chiedeva parere alla Soprintendenza in merito al progetto per successivo inoltro ad Arcus per la stipula della bozza di convenzione per la prima tranche di finanziamento.
Nella seconda, ricevuta per conoscenza dalla Regione nel gennaio 2013, la Soprintendenza comunica ad Arcus parere favorevole al progetto (prendendo atto del recepimento di alcune rimodulazioni progettuali) e chiede l’istituzione di un tavolo tecnico con tutti gli enti interessati per pianificare gli interventi nel dettaglio.
La terza comunicazione, datata marzo 2013, fa riferimento ad altre comunicazioni intercorse senza che la Regione fosse coinvolta, e riporta nuovamente la richiesta di apertura di un tavolo tecnico per pianificare in dettaglio gli interventi.

Dopo di ciò, il silenzio… fino all’arrivo delle ruspe!

L’assessore ha precisato che la proprietà dei reperti è statale e che tutte le questioni sono sempre state seguite direttamente dalla Soprintendenza archeologica, pertanto può solo “presumere” che i lavori di “riallestimento” del museo e dell’area siano “sospesi” stante l’attuale situazione del cantiere. Ha aggiunto che la Regione non ha titolo giuridico per intraprendere un recupero del bene senza che vi sia un ruolo attivo della Soprintendenza, a maggior ragione considerando l’impossibilità di garantire la sicurezza dei reperti e dei visitatori.

Quale futuro per il museo e i suoi reperti?
Allo stato attuale, considerando anche l’ormai cronica carenza di risorse destinate alla cultura, credo che il museo e i reperti, purtroppo, non abbiano futuro. E questo è principalmente imputabile al totale disinteresse che la Soprintendenza, ma anche la Regione (come dimostra la risposta “ponziopilatesca” dell’assessore), hanno dimostrato nei confronti di quest’area. Un’area della nostra regione, la Valsusa, cui è stata negata ogni dignità, calpestando i diritti dei cittadini e, con essi, perfino quella memoria storica che appartiene a tutta la razza umana.

Ma quando ci si troverà di fronte all’evidenza di dover fermare quest’opera inutile (e pare proprio che non manchi molto), ammettendo l’impossibilità di proseguire per mancanza di fondi, potremo ripartire proprio dal museo e dall’area archeologica, per riappropriarci di quel territorio che per anni ci è stato indebitamente sottratto. Le macerie del cantiere resteranno lì a testimoniare quanto inflitto alla comunità valsusina: sarà il più grande museo sulla “Sottrazione di democrazia” mai visto in Italia e, sono certa, da lì sapremo ripartire per riappropriarci del nostro territorio.

L.C. 01.11.14

Assurdo!!! Il racconto di Nicoletta Dosio sulla giornata del 3 ottobre e le cariche della polizia

  • ottobre 05, 2015
nicoletta no tav

Riceviamo e pubblichiamo il racconto di Nicoletta Dosio del movimento No Tav sulle cariche ai parlamentari europei in visita al cantiere Tav di Chiomonte e agli attivisti presenti

Assurdo.

Assurdo il muro di scudi e divise schierato a bloccare il ponte sul Clarea, Assetto antisommossa per fermare la tranquilla passeggiata di una cinquantina di persone, nella stragrande maggioranza anziani, che accompagnano cinque giovanissimi deputati europei a visitare i terreni devastati dal cantiere TAV.

E’ la conclusione di due giornate di incontri con la popolazione e con gli amministratori locali, dai quali gli eletti al parlamento europeo riporteranno nelle aule parlamentari di un’Europa sempre più in mano alle lobby le ragioni vere, popolari, di una lotta collettiva che ha radici profonde e motivazioni limpide e generose.

Siamo partiti come sempre dal campo sportivo di Giaglione, sotto un cielo incerto tra nuvoloni grevi di pioggia ed improvvisi squarci di sereno. Alle nostre spalle il Rocciamelone sbuca tra le nebbie, imponente, splendido di nevi; davanti a noi, in lontananza, si staglia il profilo innevato dello Chaberton .

Ed ecco le vigne , i filari spogli del dopo vendemmia, il tripudio di gialli, rossi, ocra dei boschi autunnali lavati dalla pioggia, le pietre antiche dei Mulini di Clarea.

Ma la magia dell’autunno si interrompe davanti a quello sbarramento armato, davvero contro natura, come lo è il cantiere che ha cementificato ettari di bosco e continua a scavare nelle viscere della montagna, al piede della grande frana, portando alla luce i materiali pericolosi che la madre terra celava saggiamente nel suo grembo più segreto..

E’ una provocazione in piena regola quella che viene inscenata davanti agli occhi increduli dei parlamentari. A nulla valgono i tesserini esibiti, le garanzie fornite dai rappresentanti del popolo: la barriera poliziesca si infittisce, viene rafforzata con blindati e idranti. Nei boschi tutt’intorno si intravedono caschi; decine di mezzi militari sono fatti confluire lungo i muri che fortificano il cantiere.

Di fronte alla legge del manganello i diritti costituzionali vanno in frantumi, i mandati parlamentari sono ridotti a carta straccia.

La fittizia inefficienza dei commissari responsabili lascia campo libero alle iniziative della truppa che, a un certo punto, si scatena contro lo sparuto gruppetto di donne e uomini usando come arma contundente scudi, pugni e calci.

Una parlamentare interpella invano questura e prefettura. Il telefono della questura suona a vuoto; dalla prefettura risponde un sostituto del prefetto che avalla l’operato delle forze del disordine.. Fa impressione tanta inflessibilità se si confronta con i ponti d’oro fatti per accogliere esponenti delle lobbies politico-mafiose e i loro tirapiedi.

Sul ponte della Clarea, insieme alla gente che cade travolta dall’assalto poliziesco, crolla anche l’ultima illusione democratica, Quel cantiere che continua a macinare, oltre alla carne viva della montagna, le risorse naturali ed economiche di intere generazioni è solo il piccolo focolaio di una cancrena più vasta che occupa le istituzioni e si fa guerra, razzismo, corruzione, devastazione sociale e culturale, stato di polizia, impero delle banche sul mondo.

Ma la resistenza non è finita., ci si rimette in piedi; la carezza del sole riesce a lenire il dolore delle botte..

Proprio a metà del ponte viene imbandita una frugale mensa; si scodella il minestrone, compaiono pane, formaggi e qualche buona bottiglia.

Rabbia e allegria, sfottò. La piccola parlamentare coraggiosa che ha resistito in prima fila e si è presa senza scomporsi la sua razione di ammaccature viene insignita della tessera dell’NPA (Nucleo Pintoni Attivi) signore della Clarea.

Si decide quanto rimanere ancora e quando andarsene.

Ripartiamo accompagnati dal mormorio del torrente, Sul sentiero cadono i primi ricci di castagna, il sottobosco è un tappeto di colchici.

Dietro le nostre spalle l’esercito ancora schierato pare nulla più che un congegno meccanico, un’alienata congerie di ingranaggi di cui si è perso il libretto di istruzioni e giace inservibile, già assalito dalla ruggine.

Nicoletta Dosio

LUC MICHEL : QUI VEUT DESTABILISER LE TCHAD ?/ EDITION SPECIALE (NDJAMENA, 21 SEPT. 2015)

EODE-TV/ 2015 09 21 / Avec PANAFRICOM/

 EDITION SPECIALE,

tournée à Ndjamena le 21 sept. 2015, sur la situation politique et militaire au Tchad :

QUI VEUT DESTABILISER LE TCHAD ?

 Video exclusive sur : https://vimeo.com/141336063

(Rediffusion libre avec mention EODE-TV)

EODE-TV - LM ED. SPECIALE qui veut déstabiliserleTchad (201509 15) FR 1

Le géopoliticien et patron d’EODE Luc MICHEL analyse la campagne médiatique de déstabilisation du Tchad et de son président Idriss Deby Itno, menée par les médias français (Libération, Le Monde), occidentaux, mais aussi une certaine presse camerounaise vendue à la Françafrique.

 Il explique quelle est la situation réelle au Tchad et à Ndjamena, et celle sur le Front militaire de la guerre efficace contre Boko Haram.. Mais aussi comment les nouvelles biaisées et alarmistes de la presse française servent à la guerre médiatique contre le Tchad. Il explique aussi comment le procès de l’ancien dictateur tchadien Hissène Habré, à Dakar au Sénégal, devant le tribunal spécial des « Chambres Africaines » est également utilisé pour attaquer le président tchadien, devenu l’une des figures du Nouveau Panafricanisme.

 EODE-TV - LM ED. SPECIALE qui veut déstabiliserleTchad (201509 15) FR 2

EN SECONDE PARTIE :

 Conférence de presse du Président tchadien, à Djamena en Août dernier, avec la participation d’AFRIQUE MEDIA TV.

EODE-TV / EODE PRESS OFFICE

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http://www.eode.org/

https://vimeo.com/eodetv

LE DEBAT PANAFRICAIN DE CE DIMANCHE 4 OCTOBRE 2015 : LE PROGRAMME COMPLET

# SUR AFRIQUE MEDIA TV/  

Vers 14H30 (Ndjamena/Malabo) et 15H30 (Bruxelles/Paris/Berlin)…

Présentée par Bachir Mohamed LADAN !!!

En direct sur streaming sur http://lb.streamakaci.com/afm/

AMTV - DEBAT PANAF. du 4 oct (2015 10 04) FR

Avec les panelistes, Fabrice Beaur (correspondant Russie-Caucase, depuis Moscou)

et le géopoliticien Luc MICHEL (en duplex depuis les Bureaux

d’EODE-TV à Bruxelles-Capitale)

LES THEMES DE L’EMISSION DE CE 4 OCTOBRE

1- Révision de la constitution en Afrique : un caillou dans la chaussure des dirigeants ?

2- Crise Syrienne : l’éternel bras de fer entre Russie et États-Unis.

3- Les Armées africaines face à l’instabilité en Afrique et la montée en puissance des groupes djihadistes notamment dans la zone sahélienne.

4- Comment sécuriser le patrimoine public ( les marchés publics , la grande corruption, les détournements de fonds, etc…)

AMTV/ avec EODE Press Office et PANAFRICOM /

___________________________

* Allez « Liker »

AFRIQUEMEDIA.pageofficielle

Sur : https://www.facebook.com/AFRIQUE.MEDIA.TV

* Le nouveau BLOG DES COMITES AFRIQUE MEDIA

‘JE SUIS AFRIQUE MEDIA’

http://www.scoop.it/t/je-suis-afrique-media

* CAMPAGNE ‘JE SUIS AFRIQUE MEDIA’. LE CLIP !

Rediffusez, partagez largement …

Video à télécharger sur PANAFRICOM-TV :

https://vimeo.com/135906462

* Retrouvez nous sur Facebook …

GROUPE OFFICIEL AFRIQUE MEDIA TV

(administré par Bachir Mohamed Ladan et Luc Michel)

https://www.facebook.com/groups/afrique.media.groupe.officiel/

* Suivez l’actu de votre chaîne panafricaine sur

AFRIQUE MEDIA. LE BLOG

http://www.scoop.it/t/afrique-media-tv

COMMUNIQUE DE AFRIQUE MEDIA/ LA SUSPENSION ENFIN LEVEE AU CAMEROUN !

# AFRIQUE MEDIA TV/ COMMUNIQUE DE LA DIRECTION /
GRANDE NOUVELLE !
LA SUSPENSION DE LA CHAINE EST LEVEE AU CAMEROUN !!!

JSAM - LM telecharger appli am (2015 09 02) FR

Communiqué de la Direction internationale
de AFRIQUE MEDIA – 2 octobre 2015 :

Bonjour l’Afrique, Bonjour le Monde !
L’administration camerounaise a levé la sanction qui avait conduit à la suspension de la chaîne au Cameroun. Nos bureaux et centres de productions de Douala et Yaoundé seront donc réouverts dans les prochains jours.
Votre câblo-opérateur n’a donc plus de raison de vous priver de votre chaîne. Restez des nôtres !!!

Les unité de Malabo et Ndjamena resteront bien entendu en place et notre télévision continuera à émettre, en toute sécurité, sous la protection des peuples tchadien et équato-guinén.
C’est une AFRIQUE MEDIA renforcée, panafricaine et internationale qui sort plus forte et plus grande de cette crise, sans avoir cessé une seule minute d’émettre !

AFRIQUE MEDIA

Page officielle :
https://www.facebook.com/AFRIQUE.MEDIA.TV