STATI GENERALI: FUFFA AL VELENO — COLAO AND FRIENDS: GOVERNO E PARLAMENTO SOSTITUITI DA MICROSOFT E VODAFONE — COL DIGITALE VERSO LA TRANSUMANITÀ

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MONDOCANE

GIOVEDÌ 25 GIUGNO 2020

La sicurezza del Potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini” (Leonardo Sciascia)

Cari amici e interlocutori, stavolta vado davvero per le lunghe. Più del solito. Ma fate finta che sia un livre de chevet, libro da comodino, come li chiamava Montaigne, da prendere a pizzichi e bocconi. Come cinque pezzi corti. Anche perché per un mese e passa non ce ne saranno altri. Non busserò a casa vostra. Sto in montagna, a rompere le palle alle marmotte.

Stati Generali per corona(virusa)re il nostro futuro

Negli Usa ormai si manifesta con crescente spudoratezza quel governo parallelo, chiamato “Deep State”, nella cui militanza confluiscono i falchi repubblicani e, ben più guerrafondai, quelli democratici. Stato profondo ben rappresentato nella serie “Saw”, formato da elementi non eletti ma più potenti degli eletti e che tiene sulla graticola, ultimamente con le sommosse, l’eterodosso Donald Trump, sebbene pure lui prodotto dallo (s)fascio statunitense. Dal momento che l’Italia, da sempre, è l’apprendista stregone minore su cui sperimentare il peggio del colonialcapitalismo, anche qui abbiamo un governicchio in vetrina, parzialmente eletto, e un Deep State per niente eletto, (in)visibile nelle varie task forces, dietro al banco. Ora questo insieme metastatico deve essere davvero bravo per fare avere ragione a gente come l’opposizione che oggi completa il nostro degrado. Eppure ci riesce quando a una conventicola formatasi alle fonti del Po, nel mausoleo di Predappio e nel ventre di Cosa Nostra ha potuto legittimamente dire “non c’è più democrazia”, o “sul Coronavirus ci marciate”, o “è tornata la Troika”.

Con quella celebrazione del suo ego espanso e del “servo encomio” ai rapinatori UE e neoliberisti in genere, la banda del Conte Pippo ha per il quinto mese fatto come se il Parlamento non esistesse e ha sgovernato agli ordini di una combriccola di non eletti che stanno al Deep State come l’Isis sta ai Fratelli Musulmani, o come il Gatto e la Volpe stanno al pescecane che inghiotte Pinocchio e babbo Geppetto (posso dire che il tonno che li salva mi fa pensare a Sara Cunial e ai suoi?).

Per i non decerebrati dalla paura, la risposta alla domanda “a chi conviene il circo dell’orrore Covid-19” è stata facilissima dal primo contagio, a Wuhan come in tutto il mondo. Mancavano i numeri. Che, secondo gli alti sacerdoti del sinedrio, sarebbero, al 22 giugno 2020, complessivamente 469.122 morrti, tutti ovviamente da questo virus, su 9.003.042 contagiati, magari presunti giacchè asintomatici. Magari morti per mancanza di cure perchè ristretti in casa. Magari e perlopiù morti di altro. E ci sarebbe andata pure bene, se pensiamo al pronostico di Bill Gates, nella sua precisissima simulazione-previsione dell’ottobre 2019: 20 milioni di decessi. E bene c’è pure andata, se pensiamo che nell’influenza 2017-2018 ci sono state decine di migliaia di morti in più (si chiamava influenza e basta e nessuno veniva rinchiuso e vessato da misure Gestapo). Per avere un’idea non manipolata ai fini della dittatura digital-sanitaria, vedere i diagrammi statistici fornitimi da un attento amico.

 1) Morti in Svezia senza lockdown. Curva in alto, previsioni dell’Imperial College di Londra, portavoce dell’OMS, in caso di mancata chiusura. Curva bassa, con chiusura moderata. Curva quasi piatta, morti effettivi.

2) Epidemie e relative vittime, dalla “Peste di Antonino il Pio (165-180al covid-19.

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_epidemics (il server non consente la pubblicazione qui)

Su questi numeri di morti, quelli effettivi e quelli inventati, si sono sviluppate altre cifre, stavolta tutte veritiere. Dieci miliardari transnazionali, in prima linea quelli di sanità e digitale, i più ricchi del mondo, hanno guadagnato insieme più di 7 miliardi di dollari da quando l’OMS ha dichiarato la pandemia. E molti di più gliene verranno dal post-virus. Capifila dei numeri, ovviamente, gli USA. Nei 23 giorni dall’inizio della pandemia l’élite finanziaria ha guadagnato 282 miliardi di dollari, con un’economia che, nel primo trimestre, si è contratta del 40%. Dal 2080 al 2020 il contributo fiscale di questi paperoni è calato del 79% e la loro ricchezza è cresciuta di oltre il 1.100%. In piena epidemia, Jeff Bezos di Amazon, uomo più ricco del mondo e Bill Gates, della Fondazione Gates per i vaccini, sono arrivati ad avere un patrimonio netto pari a quello della metà della popolazione statunitense. La cui aspettativa di vita, nel frattempo è precipitata come succede solo in fasi di guerre e carestie. Anche perchè i dipendenti di Amazon, per potersi nutrire, devono ricorrere ai buoni cibo elargiti dallo Stato ai poverissimi.

Come è possibile che questi cannibali ci vengano presentati a volte come filantropi, a volte come portatori di sviluppo e progresso? Ci vuole poco (dal punto di vista dei miliardari). “Mint Press” ha scoperto che Bill Gates ha “donato” 9 milioni al liberal “Guardian” (fratello maggiore del “manifesto”), 3 milioni alla tv NBC-Universal, 4,5 a NPR, 1 milione ad Al Jazeera e ben 49 milioni alla BBC. Quanto a Bezos, i media preferisce comprarseli direttamente. E’ la stampa, bellezza.

Il Conte-re, gli Stati Generali, il 17 gennaio 1793
Forte delle soddisfazioni cavate da una nazione debitamente sconquassata nei beni spirituali e materiali e dal fatto che è riuscito a prospettare ai suoi mandanti UE, Big Pharma e Silicon Valley, un paese pronto all’innovazione bio-tecno-fascista, popolato dall’“homo-machina”, Pippo Conte si è presentato agli Stati Generali con la (virus)corona in capo. Stati Generali, tra villa e parchi, paggi, ancelle e dame di compagnia, nell’intimità senza mascherine e distanze, a marcare l’ulteriore obliterazione del parlamento, degli eletti ed elettori, per consegnarsi ancora una volta agli stregoni che vanno sperimentando l’era post-democratica del vaccino e della connessione. Stati Generali delle teste autocoronate, come erano quelle di Filippo IV nel 1302 e di Luigi XVI nel fatidico 1789. Stati Generali dove il primo Stato erano i preti, il secondo i nobili e il terzo, che non contava una mazza perché gli altri due gli si alleavano contro, genti urbane e rurali. Venivano convocati quando alla nazione non andava troppo bene e si dovevano imporre tasse, vessazioni e restrizioni. Come vedete, Historia magistra vitae anche per il ben-titolato Conte Pippo. Cui potrebbe anche capitare, e noi non glielo auguriamo, il destino del re che degli Stati Generali convocò l’ultima edizione: 17 gennaio 1793.

 Dagli Stati Generali, spunta il governo di coalizione Microsoft e Vodafone.

Potete immaginarvi Jack lo Squartatore che, dopo averle squarciato la gola, alla vittima tampona il sangue? O Obama che, dopo aver raso al suolo la Libia, corre a donarle i mezzi per ricostruirsi prospera e indipendente? Allora dovreste avere presente anche Conte Pippo e il socio Colao Vittorio che promettono cure all’Italia annichilita. Pensate alle le loro origini. Rispettivamente, da un megastudio di avvocati, organicamente legato all’Olimpo del finanzcapitalismo sovranazionale e da una delle più micidiali compagnie telefoniche pro-5G e digitalismo. Poi da alcune delle più grandi banche d’affari. Conviene anche che pensiate, sempre in parallelo con Jack e Obama, al retroterra giudiziario di Ursula von der Leyen e di Christine Lagarde, Entrambe distintesi, negli incarichi originali per corruzione, come dame di corte di Bill Gates e tagliagole di una Troika che ha fatto a pezzi, la Grecia. Come Jack, una per una, le allegre ragazze di Whitechapel.

Ciò che lega il fondatore e poi capo di Microsoft Bill Gates a Vittorio Colao e al valletto Conte, è uno dei più colossali conflitti d’interesse mai visti, cementati dalla finanza speculativa da cui tutti provengono, o dipendono (Colao da Morgan Stanley e McKinsey). Se non si viene dalla formazione al furto su scala mondiale, ce lo ricorda Goldman Sachs, non si va da nessuna parte. Per somma virtù anche bilderberghiani, si sono presentati al popolo, che si era scritto la nota costituzione, e a un parlamento, che la considera meno del diploma del nonno alla parete, con l’eleganza del noto marchese del Grillo. Protagonisti della telefonia e delle piattaforme, feldmarescialli dell’economia privata, bilderberghiani e davosiani di lusso (e dunque anche a Villa Pamphili, le cose avvenivano a porte chiuse), ecco che agli Stati Generali (Conte per il clero, Colao per l’aristocrazia) si sancisce che in Italia le cose pubbliche, come la vita e tutto il resto, passano alla mano, alla manona, del privato. Preferibilmente sanitario, digitale, protetta da quelli che hanno alla cintura le manette.

(Ri)lancio Italia 2010-2030, o lancio pandemia elettrosmog?

Quando uscì il Piano di 121 schede di Vittorio Colao, scritto con qualche commensale delle piattafome nel loft di Londra, poco se ne parlò da parte degli amici, molto si disse che trattavasi di fuffa, banalità, roba scritta sull’acqua, vuoto pneumatico. Gelosia dell’apprendista stregone, Conte, nei confronti dello stregone? Anche. Ma soprattutto depistaggio, fuffa per boccaloni. Una fuffa, comunque, che è tutta lievito velenoso, ultraliberista, destinato a crescere. Una visione del pubblico (devi da morì) e del privato (devi da vince’) di un bilderberghiano di peso, osannato dal reparto Risorse Umane Bilderberg, come Stefano Feltri, o Lilli Gruber, o Mario Monti, Draghi,.Elkann, Prodi, Letta, Bonino, Visco…

Quello di peso ci è stato inflitto da direttore del Tesoro, poi di Goldman Sachs e poi governatore di Banca d’Italia, fino a elargitore di miliardi alle banche da direttore di quella centrale europea. E’ il principio delle porte girevoli, felice giostra del capitalismo. Principio che mantiene in circolazione perfino uno il quale, per ciò che, nelle, e alle, nostre istituzioni, ha combinato (Codice Penale, articoli 241-274, Delitti contro la personalità dello Stato). avrebbe tutti i titoli di merito per stare come stava nella Torre della Muda il conte Ugolino (1220-1289)

Di costui, Mario Draghi (nomen omen), col nome che al plurale dell’archetipo che, da sempre, spaventa l’umanità e che ora ci si minaccia addirittura come incombente Supremo di qualcosa, governo o repubblica, o magari Nuovo Ordine Mondiale, non si dimentichi mai l’impresa del 1992. Pifferaio di Hamelin, con il suo programma di devastazione privata di ogni bene pubblico e relativa svendita ai compari esteri, perfezionato poi da Amato e Prodi. Sul panfilo della Regina, insieme ad altri della Banda del buco, banchieri, CEO, George Soros, la créme della massomafia, il ministro Andreatta, congiurò contro il patrimonio pubblico e contro gli italiani.

Grillo c’è!

Scuola e Agricoltura? Zero. Ci pensano i privati e il Terzo Settore, per l’una, Bayer/Monsanto per l’altra

Il copia e incolla dell’omologo Colao si arricchisce di un particolare che tutti i nostri affiliati alla Cupola, maggioranza e opposizione, hanno tenuto nell’ombra cianciando di “fuffa”, per quanto ne abbiano profittato. Beppe Grillo, veterano del cavallo giusto, l’ha invece subito individuato e ci si è fiondato sopra perorando la causa della banda velocissima, in altre parole la connessione di quinta generazione, il 5G, nel quadro della digitalizzazione dell’intera vita, di cui era stato precursore con l’abominio “Rousseau”. Il comico, finito lo spettacolo dei travestimenti vaffa, è così riapparso sul proscenio in borghese a prendersi gli applausi di quelli che fino a ieri lo avevano spernacchiato e a farci capire il solidissimo perno intorno al quale tutta la fuffa ruotava.

La fuffa, più che altro una dissolvenza, riguardava due settori precisi. La scuola, lasciata nelle laccate mani di una ministra dell’istruzione, delirante come un criceto nella ruota, impegnata a fare uscire di senno studenti, genitori, insegnanti, presidi ed edifici scolastici. Scuola da lei affidata alla nebulosa del Terzo Settore e quindi al “volontariato” (eccome!) delle Ong di Soros e dei manager di McDonald’s.

L’altro settore, tanto insignificante da non arrivare neanche alla fuffa, è l’agricoltura. Intanto perché se ne occupa eccellentemente la ministra Bellanova, per la soddisfazione di semi brevettati e fertilizzanti al glifosato di Monsanto/Bayer e soci. La quale Monsanto ha appena finito di pagare 10 miliardi di euro in risarcimenti per danni causati dal glifosato. E poi perché da quelle parti è giù tutto previsto: campi, campetti, orti, tutta l’agricoltura “di prossimità” che nutre noi, pronta a passare all’agrobusiness intensivo/esteso multinazionale degli OGM. Così il Covid-19 sarà servito anche a farci esportatori netti del cibo che nasce da noi e importatori netti del cibo-spazzatura che nasce altrove. E’ la globalizzazione, baby.

Decorporizzare ed elettromagnetizzare l’Italia

Il cuore del “manifesto” di Colao per il nostro futuro è un altro. Il virus, ovviamente “de paura” perché letale, anche per chi cade dal balcone, risponde al principio di Giambattista Vico. Nessuno ne sa una cippa (come giustamente dice la somma virologa eretica del “Sacco” di Miano, Maria Rita Gismondo), ma è certissimo che segua la legge dei “Corsi e ricorsi”. Dunque resteremo, o ritorneremo, mascherati, distanziati, menomati, carcerati. E salvati, sia dal vaccino ID2020 (programmino Gates-Rockefeller-Davos per l’identità digitale universale sottopelle dalla nascita), sia dalle piattaforme. Soccorritori, non per nulla capeggiati dai più ricchi del mondo, per migliorare l’individuo sottraendolo alle contaminazioni di ogni genere, non solo da virus fasulli e transeunti, soprattutto da colletivi e comunità.

Di 7,5 miliardi di persone, qualche miliardo, privo di strumenti digitali (un terzo di italiani), va messo alla macina. Gli altri avranno la vita facilitata grazie al telesesso (riduzione della sovrapopolazione là dove il Covid-19, sanzioni e guerre, non sono bastati) e tutte le altre attività che impiegavano i nostri arcaici sensi corporei: teleworking, telestudio, teleacquisti, telesport, telegiochi (già fatto), televiaggi, teleconfessioni, telepenitenze . Alle teleagonie e telemorti ci hanno già abituati, quando sottraevano i moribondi da presunto Covid-19 ai loro cari e viceversa. Vedrete come, a forza di tele, ci identificheremo sempre più con lo strumento, fino a diventarlo. Basta un dato: tra il 2019 e fine marzo 2020, i lavoratori italiani da remoto sono passati da 570mila a 8 milioni.  E alle start-up di questo business Colao ha fortemente alzato le detrazioni.

Bancomat, Visa, American Express, Go…. Una bella cresta e ci pensiamo noi

Finirà anche questa storia del contante, funesto veicolo del virus e dell’autodeterminazione. La determinazione passerà alle banche che, per un lieve pizzo, faranno da passadati a chi ci deve dire cosa fare e cosa avere per cui, se traligniamo, finisce che sul conto non ci troviamo più nulla. Serve a combattere le mafie che, come è noto, non hanno idea di come si usa l’elettronica. Intanto, detta Colao, riduciamo i possibili pagamenti in cash da 3000 a 2000. E tiriamo giù la serranda al commerciante che non usa il Pos. Ce n’est che un debut.
Tutto diventerà velocissimo grazie alla banda ultralarga, il 5G. I suoi 30mila satelliti dallo spazio e i milioni di sue antenne, sotto e sopra casa, ci faranno comunicare in un nanosecondo con la zia e, nello stesso nanotempo, il gendarme di zona e quello a Forte Braschi comunicheranno a chi di dovere chi siamo, dove siamo, cosa facciamo, come lo facciamo, con chi e in quali condizioni di salute psicofisica, morale e finanziaria. Con la fine del contante, chi ha più bisogno dell’app “Immuni” per tracciarci? Anche perché tutto verrà agevolato dai vaccini. Insieme alla riduzione dei limiti ai livelli di elettromagnetismo, imposta dal telefonista Colao, saremo tracciabilissimi, perché fosforescenti come lampadine. Col plusvalore che, sterilizzati dalle radiazioni, contribuiremo alla così intensamente perseguita depopolazione.

Per tre mesi ci hanno ristretti. Ma gli alberi no. Forse è per questa irriverente anomalia che, durante quei giorni, si sono precipitati a tagliarli. Mica sarà stato perchè si intraponevano tra le antenne 5G e le nostre cellule cerebrali da scomporre?

Pubblicato da Fulvio Grimaldi alle ore 19:30

RIBELLIONE, RESISTENZA, RINASCITA —– A FIRENZE PIAZZA ZEPPA DI ASSEMBRATI “SCIAGURATI IRRESPONSABILI” —- AMICHEVOLE CUNIAL VS DI BATTISTA 3-1

https://fulviogrimaldi.blogspot.com/2020/06/ribellione-resistenza-rinascita-firenze.html

MONDOCANE

LUNEDÌ 22 GIUGNO 2020

 

https://www.byoblu.com/2020/06/21/in-12-000-a-firenze-per-salvare-la-costituzione-byoblu24/?fbclid=IwAR1tFoM90rpq6w5qDlz2NroYjqdJsVO5jiEVXuVRVQ6iSm2tTasnf8HSvRM

Video di Adalberto Gianuario per Byoblu della manifestazione di Firenze, sabato 20 giugno

Dalla protesta alla proposta

Prima erano venuti i bravi incazzati, depistati verso il discredito dell’opposizione dal Generale dei Carabinieri e feldmaresciallo dei Forconi, Antonio Pappalardo, una via di mezzo tra un Masaniello rifatto da Ciccio (Franco Franchi) e il clown Fratellini. E aveva lasciato il tempo che trova. Poi abbiamo avuto i sediziosi napoletani da Coppa Italia, cugini lontani dei movidari in automatico “io so’ io e voi non siete un cazzo” di Brera e Trastevere. Più dignitoso il raduno a Piazza del Popolo, tra il lustro e il brusco, di alcuni spontaneisti, ahinoi senza capo né coda.  Tutti questi, pur nella loro evanescenza politica, per il circo dell’orrore di Pippo Conte & Co. avevano segnato un inizio di crisi di audience.

 Movida a Trastevere

Poi è arrivata la stoccata di Firenze in un 20 giugno tanto affollato quanto demascherinizzato e felicemente assembrato, dove i corpi, a detrimento dei virtualisti del digitale e dei farmaseparatori, sono tornati a incontrarsi e a guardarsi in faccia con le rispettive identità e un gran bel sentire collettivo. Merito di chi ha concepito, proposto e organizzato, con un coraggio impermeabile a qualsiasi intimidazione: il Movimento 3V (Vaccini Vogliamo Verità); per l’implicità libertà di scelta, contro il TSO per tutti, voluto dai virus-congiurati).

Se cliccate sul link in alto, avrete la visione dell’evento e degli interventi. E avrete la gioia postuma che frullò per piazza Santa Croce e poi, al rientro, per le vie del centro. Sotto  la statua, stagliata in un cielo festante di blù, di Dante Alighieri, che, con il solo sguardo, inibiva ai virus-gendarmi di avvicinarsi, e dei Davide di Michelangelo e di Donatello. Quelli che, con la fionda, abbatterono il gigante Golia. E oggi hanno disperso nel nulla anche i 60mila miliziani “civili”, probabilmente virtuali, messi in campo, probabilmente virtuale, dal ministro, probabilmente virtuale, Francesco Boccia.

Alieni virusiani in difesa…

A questo spappolarsi del regime poliziesco-biotecnofascista e della relativa paura, indotta per imporsi definitivamente, sono accorsi trafelati, a opporre un argine, i principali branditori dell’”arma fine dell’umanità”. Dalla banderuola, fluttuante a seconda del prevaler dei venti, Tedros Ghebreyesus, direttore dell’OMS, ai portavoce mediatici dei virus-coronati, che in questo caso, per intensità di bile, indico nel mattinale del Conte Pippo, “Fatto Quotidiano”. Passando dal paradiso promesso di un virus debellato dal vaccino, concetto virtuale come quello del paradiso dei religiosi, al purgatorio in cui il virus, seppure attenuato, serpeggia, il capomastro della Virale Commedia è tornato precipitosamente all’inferno dei 150mila nuovi casi nel mondo, “il numero più alto in un solo giorno”. Che gli “sciagurati” di Santa Croce, se ne rendano conto e si ravvedano. Così, Ranieri Guerra, vice all’OMS dell’etiope Ghebreyesus. Quanto ai media, tutti concordi, scelgo a caso, per l’immacolato servizio a una causa degno di miglior causa, il Fatto Quotidiano. Tutti ridotti a rilanciare, contro la vita, la paura.

… e rasi al suolo in Piazza Santa Croce

Zero Protezioni, nessun distanziamentoil sindaco Nardella: “Massa di irresponsabili, proveniente da tutta Italia (vero!!), ha invaso Santa Croce in spregio a ogni regola di sicurezzatutti stipati, senza protezioni, qualcuno ha addirittura messo in discussione la pandemia chiedendo ‘diteci la verità sul covid19’, con la deputata Sara Cunial, nota per il suo intervento complottista a Montecitorio… Le autorità si stanno già occupando del caso, è stato un insulto alla città, una brutta pagina che offende tutti i cittadini responsabili”. E poi giù riprovazione, deplorazione, anatema, in attesa che le teste virus-coronate concedano l’uso del lanciafiamme contro i reprobi. Ideona che sicuramente i danticausa di Pippo Conte, carta assorbente di qualsiasi cosa piova dall’alto.

Espressioni di frustrazione dovuta a questa Santa Croce indomita, dopo che, per quattro mesi di reclusione e vessazioni, si era pensato di aver ridotto il popolo a gregge, castrato per non riprodursi neanche in spirito e per produrre più lana. Una rabbia, al momento impotente, per una disobbedienza che sta diventando movimento e “resistenza, rivoluzione, rinascita”. Parole a cui avevano disseccato ogni senso fin dal 1945, o anche solo dal ‘68-77, in qua, arrivando a sostituirle con parole false, gravide di senso opposto, tali da chiuderci dentro a un muro rispetto al quale quello di Berlino, o, peggio, quello in Palestina, sono prodromi perfezionabili.

Antonietta Gatti

Gatti e Montanari, medici liberi

Gli interventi delle persone citate nel video di Gianuario sono quelle che hanno suscitato l’entusiasmo e i cori dei manifestanti. Quanti? Per la virus-stampa tra i 3000 e i 4.500. Ovviamente manipolati al ribasso per quell’istinto che la fa manipolare verso l’alto, l’altissimo, i numeri dei casi e dei morti di “pandemia”. Ma se è accertato che 8000 persone hanno firmato per il Movimento 3V, in piazza accanto al palco; e che un serpentone, che si divincolava per tutta la piazza, è andato ad acquistare il libro del Dr. Stefano Montanari, scienziato delle nanoparticelle, grande combattente e grande perseguitato, è difficile che siano di meno dei 10.000-13.000 calcolati da chi riprendeva l’evento. Ha fatto vibrare la piazza l’intervento di Antonietta Gatti, moglie di Montanari, fisica, bioingegnere, docente universitaria e, fino alle sue denunce, consulente del nostro governo e dell’UE. E’ stato bello ritrovarla in trincea, dopo che l’avevo intervistata per il documentario “L’Italia al tempo della peste”, in merito alle sue scoperte sulle nanoparticelle che stanno decimando animali e umani nelle regioni sarde in cui imperversano le esercitazioni militari Nato e gli esperimenti delle fabbriche di esplosivi di mezzo mondo.

Sara Cunial a Firenze

Dal sito R2020 potete riascoltare gli interventi in difesa della Costituzione, dei nostri diritti, delle nostre libertà conculcate e contro gli abusi inflittici da governanti che non rendono più conto al popolo e neppure al parlamento, ma a mandanti nostri nemici Nemici che Sara Cunial definisce “criminali e assassini”, in quella piazza come nel più bell’intervento udito alla Camera da tanto tempo. Un discorso che ai responsabili dei nostri dolori e affanni non ha risparmiato niente, tanto da esseri sparso per il mondo come disvelamento delle oscene nudità del re. Ne hanno potenziato la voce le sintesi della folla: “No 5G, No vaccini, No banche, No Tav, Sovranità, Difesa del Lavoro, Scuola Pubblica, Verità sul Covid-19, Costituzione, Le mascherine in Arno…”

 Sara Cunial a Firenze

Sara c’è

Entusiasmo e condivisione hanno raggiunto l’apice all’intervento della parlamentare Sara Cunial, espulsa dai 5 Stelle, evidentemente “per onestà”, principio di un tempo, ma che, sparendo insieme al Movimento nel ventre capace ed irsuto del PD, da quelle parti ha perso ogni significato. Ha colpito il chiodo sulla testa e ha così allargato, insieme agli smascherinati in piazza, una prima crepa nel muro di cui si è detto sopra. Lo ha fatto anche riandando all’origine del muro circondariale, con capomastro “il pluripresidente della Repubblica”, a cui va riferito il clima in cui ha potuto imporsi uno “scientismo dogmatico”, cui si devono i veleni   che hanno fatto prosperare “TSO, deportazioni, reclusioni, riconoscimenti facciali, e intimidazioni”, tutti in violazioni dei nostri “diritti costituzionali e umani”.

Sara Cunial e il vostro cronista

Il messaggio trasmesso e in pieno accolto è quello di riprenderci la nostra sovranità. La nostra è una nazione che sembrava preda dell’Alzheimer, tanto da farsi guidare in direzioni mai scelte, verso qualsiasi umiliazione e privazione. L’epifania di Sara, di Davide Barillari, il consigliere regionale del Lazio dimessosi dai 5Stelle con un intervento memorabile, e ora la loro, e di tanti altri, presenza nelle piazze d’Italia e in rete, sono forse la luce in fondo al più tenebroso tunnel che questo popolo abbia mai dovuto attraversare.

 Davide Barillari, consigliere Regione Lazio

E Alessandro Di Battista?

Nella mia lettera aperta a Di Battista quando è ricomparso sulla scena politica chiedendo che finalmente il movimento fosse coinvolto nella sua interezza nella linea, ho rinunciato a scegliere tra le due ipotesi poste: rigenerare il Movimento dall’interno, o rompere e riprendere da capo. La risposta sembra avermela dato un leader che mi era sembrato, insieme ad altri e a gran parte della base, quanto restava di vivo e antagonista nei 5Stelle. Ed è la risposta che mi ha fatto stabilire nel titolo il punteggio di 3 a 1 nel confronto con Sara Cunial. Tre gol a Sara per la riaffermazione e il rilancio di tre principi fondanti: il respingimento della manovra liberticida e distruttiva sul piano economico, sociale, morale, democratico, di un governo appeso ai fili dei grandi manovratori farmaco-digitali-finanziari della transumanità; la ripresa di tutti i concetti strategici dei 5Stelle, a partire dalla sovranità popolare; l’opposizione netta e irrinunciabile al sistema di potere in atto.

Di Battista l’ho visto alla “Nove”, nel programma “Accordi e disaccordi” di Scanzi, Sommi e Travaglio. Il punto, o gol, che gli andrebbe assegnato, riguarda la pubblica conferma dei principi guida del primo Movimento, quelli che gli hanno dato la strepitosa maggioranza alle ultime elezioni. Ultime in senso temporale, ma, per come gira il vento, forse anche in senso assoluto. Le ha ribadite con forza nell’intervista. Poi, però, si è chiuso nella difesa dell’indifendibile. Cito a memoria: Il premier Conte ha gestito il problema del Coronavirus nel modo migliore. Appoggio e elogio a un personaggio venuto dall’alta finanza,.della quale si è messo al servizio totale per il progetto di una catastrofe umana feroce e disumana senza precedenti. Beppe Grillo resta un cardine, padre, fondatore, tiranno e traditore dei 5 Stelle.

Un Di Battista incompatibile con l’altro

Sono due affermazioni che fanno a cazzotti con tutto il resto e lo svuotano di significato. Conte è stato il manutengolo che a forza di bugie e imbrogli, per conto di profittatori cinici e senza scrupoli, ha messo in quarantena un popolo e i suoi diritti fondamentali. E la cosa peggiore mai successa a questo paese. Grillo, dato il suo ruolo e il suo ascendente, ha verticalizzato il movimento, lo ha uniformato alle sue scelte e ai suoi intrighi e lo ha fatto letteralmente ruminare e poi digerire dalla forza politica più di palazzo e più compromessa. con male pratiche mai vista. “L’amore” che Dibba dichiara al Movimento, è l’amore per una noce secca e frantumata. Farebbe bene a rivolgerlo al popolo tradito dai suoi vertici. E’ ancora in tempo.

Mi è sembrato, attraversando la folla di Santa Croce, di rivedere le facce dei felici, perché sacrosanti e salvifici, vaffa dì un tempo. Facendomi strada verso il palco tra le persone assiepate, anzi, “assembrate” al punto che dovevo urtare, pestare piedi, sgomitare, non  registravo fastidi, ma sorrisi, gentilezza, comprensione, gente che mi si apriva. Tra quelle persone, dalle facce scoperte e dai corpi vicini erano rinati i sensi rubati: la vista degli altri come sono, non travisati; il tatto della cortesia, della curiosità, dell’affetto, dell’erotismo; l’udito di parole, buone, belle e giuste, non camuffate da mascherine. Perfino l’olfatto che, nell’incipiente serata, percepiva il profumo del soffio leggero in arrivo dai colli. Un profumo che mi riporta all’infanzia tra gli ulivi e i pini di Fiesole e, molto dopo, alla Curva Fiesole, quando giocavano Julinho, o Antognoni, o Baggio. Miracolo di un nuovo inizio.

Pubblicato da Fulvio Grimaldi alle ore 19:20

COMMENT LA GUERRE PAR PROCURATION D’ISRAEL CONTRE LA SYRIE CIBLE EN FAIT L’IRAN (LES GUERRES DU CORONAVIRUS)

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE/

Luc MICHEL pour EODE/

Quotidien géopolitique – Geopolitical Daily/

2020 05 01/ LM.GEOPOL - Coronavirus Israel cible l'iran (2020 05 01) FR (3)

« Covid-19: Les effets géopolitiques au Moyen-Orient (…) La bataille mondiale contre le nouveau coronavirus a peut-être pris le pas sur le cycle normal de l’actualité, mais sous le radar, la guerre parallèle d’Israël contre l’Iran se poursuit »

– Jerusalem Post (ce 1er mai).

« Naftali Bennett, a souligné: «Non seulement nous continuons à contenir la présence militaire de l’Iran en Syrie, mais nous sommes également passés à une stratégie d’expulsion. Gardez vos oreilles ouvertes », a-t-il dit. «L’Iran ne se repose pas un instant, mais nous non plus. Pour Téhéran, c’est une aventure à mille kilomètres de chez soi ; pour nous, c’est la vie (de tous les jours) », a poursuivi Bennett : « Et nous sommes donc plus déterminés que jamais à ne pas autoriser l’Iran à établir une base avancée contre nous en Syrie. »

– Naftali Bennett

(ministre de la défense israélien, ce 26 avril).

L’article publié ce matin dans le journal israélien (1), et largement rediffusé en France par la presse likoudnik, a le mérite de mettre bas les masques. Comme partout dans le monde, la pandémie n’a pas arrêté les conflits, mais les a même exacerbés. Cetrtains voyant dans la crise mondiale l’occasion de rabattre les cartes, voire des fenêtres d’opportunités géopolitiques.

Il donne aussi un coup de projecteur sur la « likoudisation » (2) de la politique israélienne, qui a contaminé la diaspora juive dans le monde, en particulier aux USA et en France. Même le vieux parti travailliste gravite dans l’orbite de ce grand disciple de Jabotinski qu’est Netanahyou (3). La vieille gauche sioniste est désormais ultra minoritaire et se limite aux marges intellectuelles (comme par exemple le quotidien ‘Times of Israel’ …

« LA GUERRE PARALLELE D’ISRAËL CONTRE L’IRAN » :

QUE DIT LE ‘JERUSALEM POST’ ?

Cet article, véritable manifeste géopolitique, est ce mélange habituel d’arrogance israélienne et de catastrophisme sensationnaliste :

Il commence par vanter les agressions israéliennes en Syrie, au mépris des lois internationales. « (…) la liste est longue – il y a eu au moins quatre frappes aériennes connues en février et deux autres en janvier.

Par qui? Ah. Cela reste un mystère.

Presque toutes les frappes sont attribuées à Israël. Tsahal a admis son implication après certaines, mais est restée silencieuse dans la plupart des cas, ne confirmant ni infirmant aucun rôle.

Quoi qu’il en soit, les hauts responsables de la défense confirment ouvertement qu’Israël a atteint des milliers de cibles en Syrie ces dernières années, principalement iraniennes.

 Bien que la liste ci-dessus ne stipule que les attaques que dont le public a eu connaissance au cours des trois derniers mois, il y en aurait beaucoup d’autres menées bien en dessous du radar ».

Israël voit visiblement dans la pandémie du coronavirus une fenêtre d’opportunité pour faire avancer son agenda géopolitique : « Alors que le monde et le grand public restent concentrés sur le COVID-19 et l’effort mondial pour freiner sa propagation, Israël a, non seulement, mis le pied dans la guerre contre l’Iran, mais il a même intensifié la campagne pour essayer d’empêcher le régime et le Hezbollah de se retrancher en Syrie. L’objectif, comme le dit le ministre de la Défense Naftali Bennett lors de ses réunions régulières avec les officiers de Tsahal, est de faire comprendre à l’Iran qu’il perdra plus qu’il n’obtiendra en restant stationné à travers la frontière nord-est d’Israël ». Tel-Aviv ne cache pas que la pandémie est utilisée comme une arme contre l’Iran : « Tsahal a constaté une baisse de l’action de Téhéran telle que l’Iran ne pourrait continuer ce combat pendant longtemps », se réjouit le journal israélien. « C’est loin d’être une victoire, mais on pense que c’est le résultat d’une combinaison de la politique agressive que Bennett a amenée, à son poste au ministère de la Défense depuis qu’il a pris ses fonctions il y a six mois; de l’impact du virus en Iran; et de la baisse du prix du pétrole, une source clé de revenus pour le gouvernement islamique ».

Quel est l’agenda de Tsahal : « L’idée a été d’empêcher l’Iran de pouvoir créer une infrastructure en Syrie, de la portée et à l’échelle de l’arsenal de missiles du Hezbollah au Liban, qui aujourd’hui, que cela plaise ou non à Israël, a créé un niveau de dissuasion : tandis qu’Israël attaque régulièrement la Syrie, il ne frappe pas au Liban. La raison en est que le Hezbollah pourrait potentiellement riposter avec ses 150 000 missiles capables de frapper n’importe où en Israël. Jusqu’à présent, la Syrie ne le peut pas ».

LA PANDEMIE EXPLOITEE CONTRE TEHERAN

C’est ce qu’explique cyniquement les sources militaires israéliennes au ‘Jerusalem Post’ : « Ce qui est clair, c’est que le virus a tout changé (…) C’est pourquoi le chef d’état-major, le lieutenant-général. Aviv Kochavi réunira lundi tous les officiers de Tsahal supérieurs au grade de brigadier général pour un séminaire de deux jours sur les changements qui ont eu lieu dans la région depuis l’épidémie du virus. Le défi pour Kochavi – qui a passé les six dernières semaines à formuler une nouvelle stratégie, en collaboration avec la Direction du renseignement et la Division de la planification – est double. Premièrement, prévoir ce qui se passera dans la région devient de plus en plus compliqué alors que le rôle de la pandémie dans les calculs de sécurité nationale n’est pas encore clair. Le lancement du satellite iranien montre-t-il une détermination à continuer d’avancer même pendant cette crise sanitaire, ou s’agit-il davantage de se montrer, de sorte que ses adversaires – Israël et les États-Unis – croiront que rien n’a changé alors qu’en réalité, tant de choses l’ont déjà fait? »

‘Debka’, le think tank israélien « proche de l’Etat-major de Tsahal, précise cet agenda centré sur l’Iran (ce 29 avril) : « C’est en Syrie – avant même Bagdad – que le général Esmail Qa’ani a effectué sa première visite à l’étranger après avoir succédé au regretté Qassem Soleimani en tant que chef d’Al Qods – preuve que l’Iran continue de se concentrer sur le maintien de cette base avancée. Qa’ani a inspecté les actifs iraniens dans la ville d’Alep, dans le nord du pays ».

L’AGENDA ISRAELIEN EN ACTION :

« RAID ISRAELIEN SUR DAMAS MALGRE LA CRISE SANITAIRE »

Des raids attribués à Israël près de la capitale syrienne confirment la mise en action de cet agenda. Dans la nuit du 26 au 27 avril, des raids attribués à Israël près de la capitale syrienne ont tué trois civils, selon l’agence officielle ‘Sana’. Comme d’habitude, Tel-Aviv n’a fait aucun commentaire. « Trois civils sont morts en martyrs et quatre autres, dont un enfant, ont été blessés lorsque des éclats des missiles israéliens ont touché des habitations [de la banlieue de Damas] », a rapporté l’agence gouvernementale syrienne ‘Sana’, ce 27 avril. L’agence a précisé que la défense antiaérienne de l’armée syrienne avait abattu «la plupart» des missiles, lancés depuis l’espace aérien du Liban voisin un peu avant l’aube. Selon la chaîne saoudienne ‘Al-Arabiya’ citée en anglais par le ‘Jerusalem Post’, « des membres [d’une] milice iranienne ont également été tués lors de ces frappes aériennes ».

Israël n’a, pour le moment, pas commenté ces bombardements. Depuis le début, en 2011, de la guerre syrienne, Tel-Aviv a mené de multiples attaques contre des positions en Syrie, la plupart visant des cibles iraniennes ou du Hezbollah, et martèle « qu’il ne laissera pas ce dernier devenir la tête de pont de Téhéran », son ennemi juré. Israël confirme rarement avoir mené des frappes en Syrie. En novembre 2019, néanmoins, l’armée israélienne avait revendiqué « des frappes de grande ampleur contre des cibles iraniennes de la Force al-Qods [branche des Gardiens de la Révolution chargée des opérations extérieures] et des forces armées syrienne en Syrie en réponse à des tirs de roquettes contre Israël ». Le 20 avril, l’agence ‘Sana’ a aussi évoqué des tirs de missiles qu’elle a imputé à Israël contre des cibles dans le désert central de Palmyre. Le 31 mars, ‘Sana’ avait également rapporté des tirs de missiles menés par l’aviation d’Israël contre des cibles dans le centre de la Syrie.

NOTES ET RENVOIS :

(1) Voir “What type of Middle East will the IDF meet after COVID-19?”, The Jeruslam Post, 1er mai 2020.

(2) Voir LUC MICHEL’S GEOPOLITICAL DAILY/

RUSSIE-ISRAEL : LE VOTE RUSSE EN ISRAEL OU L’HERITAGE DES ‘REFUZNIKS’, UN DOSSIER GEOPOLITIQUE

sur http://www.lucmichel.net/2020/03/13/luc-michels-geopolitical-daily-russie-israel-le-vote-russe-en-israel-ou-lheritage-des-refuzniks-un-dossier-geopolitique/

(3) Voir « Israël: le Parti travailliste se joint au gouvernement d’union nationale », sur i24NEWS, 26 avril 2020,

https://www.i24news.tv/fr/actu/israel/1587931365-israel-le-parti-travailliste-se-joint-au-gouvernement-d-union-nationale

Le Parti travailliste a voté dimanche en faveur de son entrée au gouvernement d’union nationale, qui doit voir le jour en vertu d’un accord conclu entre le Premier ministre Benyamin Netanyahou et le chef de file de la liste centriste Bleu Blanc, Benny Gantz. Les membres de la convention du parti ont voté par 64,2% en faveur de cet accord prévoyant la mise en place d’un gouvernement qui sera dans un premier temps dirigé par B. Netanyahou pendant 18 mois puis par B. Gantz. Le dirigeant du Parti travailliste, Amir Peretz avait signé un accord avec M. Gantz et accepté de faire partie du gouvernement. Deux portefeuilles, celui de l’Economie et celui des Affaires sociales devraient leur être confiés.

Le Parti travailliste, longtemps au pouvoir en Israël mais en déclin ces vingt dernières années, n’avait obtenu que trois sièges au sein d’une union de trois formations aux élections du 2 mars dernier, sur les 120 que compte le Parlement.

(Sources : Jerusalem post – Debka files – SANA – Al-Arabiya – EODE Think Tank)

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DEBAT: CORONAVIRUS COVID-19. QUI A PERDU LA BATAILLE DE L’ORIGINE ? LA CHINE OU LES USA ?

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2020 04 27/ LM.GEOPOL - Débat l'origine du coronavirus (2019 04 27) FR (2)

L’enjeu central géopolitique de la pandémie, c’est la confrontation entre Washington et Pékin, voulue et engagée par l’administration Trump et Mike pompeo. Qu’il ne faut pas confondre avec la confrontation idéologique, qui a vu la déchéance de l’Occident, que ce soit à Washington ou à Bruxelles (1). Beaucoup, en dehors de l’Occident jugent que la bataille a déjà été engagée et qu’elle a déjà son vainqueur …

Tom Cotton, un faucon, un sénateur américain qui a une position ferme contre la Chine, a déclaré en janvier que « le coronavirus pourrait provenir d’un laboratoire dans la ville chinoise de Wuhan », selon un rapport publié par ‘The Middle East News Agency’. « Cette déclaration a circulé comme une rumeur aux États-Unis. Le porte-parole du ministère chinois des Affaires étrangères a également suggéré de son côté « que les troupes américaines pourraient avoir amené ce virus en Chine » (2) (3). Donald Trump, qui ne savait pas jusque là louer ou blâmer la Chine, a qualifié le coronavirus de « virus chinois » (Ndla : et même de « Kung Flu ») », a encore écrit ‘The Middle East News Agency’.

« La voie empruntée par les États-Unis et la Chine est dangereuse », estime-t-on à Moscou. « Ils doivent la quitter ». Trump a été critiqué pour avoir suspendu son aide financière à l’Organisation mondiale de la santé (OMS). Il a accusé « la Chine et l’OMS d’avoir retardé l’annonce de la propagation du coronavirus ». L’Associated Press a rapporté plus tard que « la Chine n’a pas averti le monde entier de l’épidémie dans les six premiers jours importants ».

LA PROPAGANDE ANTI-CHINOISE DE PARIS ET WASHINGTON ET LE RETOUR DU THEME DE LA « CHINAFRIQUE »

Dans la foulée des officines francafricaines ont relancé en Afrique le thème de la « Chinafrique ». Et des vidéos trafiquées ont commencé à circuler accusant la Chine de discriminer les africains. En Afrique, où l’émotion prime sur l’analyse,de nombreux panafricanistes se sont lancés sur la thème, ne réalisant pas qu’ils soutenaient une campagne purement néocoloniale. La chaîne chinoise CGTN a réfuté cette campagne (4).

La campagne, initiée par la TV des Néocons, ‘Fox News’, a associé aussi l’OMS, associée à Bill Gates. Alors que la confrontation véritable, de nature géopolitique, c’est Trump-USA vs la Chine et l’OMS … Dont le directeur est un africain, éthiopien (un des rares postes de ce type occupé par un africain). Et que le premier ministre éthiopien Abiy Ahmed, proche allié de Pékin, et pilier de l’Union Africaine, est la cible depuis plusieurs mois d’une déstabilisation régionale (attentat, tentatve de coup d’Etat, tensions ethniques, arrivée des djihadistes). Encore une fois la théorie des dominos en action …

SUR QUOI REPOSE LA CRITIQUE AMERICAINE DE PEKIN ?

 « Il ne fait aucun doute qu’une enquête est nécessaire pour déterminer l’origine du virus, mais il est ridicule de blâmer la Chine pour un retard de six jours dans l’avertissement de l’épidémie », a écrit l’analyste de ‘Middle East News’. Car les pays occidentaux étaient bien conscients de la menace que représenterait l’épidémie du coronavirus à partir du mois de janvier, mais ils ont réagi six semaines plus tard pour empêcher la propagation de la maladie, et cette maladie les a touchés de plein fouet sur les scènes économique et humaine ».

« Les relations entre les États-Unis et la Chine ne seront plus les mêmes », a déclaré ‘Middle East News’, citant un article du ‘Global Times’. « Les États-Unis ne pourront tolérer la Chine que si elle arrête le développement de ses technologies avancées et se concentre uniquement sur les industries bon marché qui ne peuvent pas rivaliser avec les usines américaines et occidentales », a ajouté cette source.

L’ARME BIOLOGIQUE DANS LA CONQUETE DE L’OUEST CONTRE LES INDIENS !

Il n’est caché à personne que les États-Unis n’ont jamais hésité, pendant leur histoire, à avoir recours aux armes chimiques et biologiques (sans oublier la monstrueuse arme atomique contre la Japon en 1945), là où ils en sentaient le besoin.

« Un missionnaire dénonçait au XIXe siècle la contamination des Indiens avec la variole » », écrit ‘Le Point’ (5) :  « Ce missionnaire baptiste décrit avec horreur la façon dont certaines compagnies américaines du XIXe siècle répandent le virus pour exterminer les Indiens (…) Tout au long des XVIIIe et XIXe siècles, des épidémies de variole déciment les tribus indiennes d’Amérique du Nord. Cette maladie, inconnue sur le continent américain jusqu’à l’arrivée de Christophe Colomb, ne rencontre aucune défense immunitaire chez les autochtones. On lui doit certainement des centaines de milliers de morts, mais aussi la quasi-disparition de plusieurs tribus. Constatant cette vulnérabilité des Indiens, plusieurs « âmes monstrueuses » n’hésitèrent pas à en profiter pour propager le virus pour faire place nette devant eux. Plusieurs témoignages incontestables vont dans ce sens … »

CORONAVIRUS, UNE ARME DESTINEE A TUER

QUI FRAPPE LES ENNEMIS EURASIENS DES ETATS-UNIS

« Pékin est d’avis que ce que les États-Unis veulent vraiment, c’est affaiblir la Chine afin qu’elle réduise sa rivalité stratégique avec les États-Unis », poursuit ‘Middle East News’. Les dirigeants chinois entrevoient leurs relations avec les États-Unis comme une compétition dans les domaines économique et technologique. Mais les États-Unis ne semblent pas accepter qu’il y ait une menace pour leur hégémonie dans le monde. Tout pays qui représenterait une menace pour les États-Unis, est considéré comme un ennemi.

Le Covid-19 frappe particulièrement les ennemis eurasiens des Etats-Unis, la Chine l »adversaire géopolitique, et l’UE l’adversaire économique et financier. Le coronavirus gagne du terrain dans les grands pays européens tels que l’Allemagne, l’Espagne, la France et l’Italie ainsi qu’en Iran et en Chine alors que l’Inde, le Pakistan et l’Afrique du Sud dépourvue d’un fort système sanitaire, restent à l’abri. Quelle en est la raison ? Une bizarrerie? Pas tant que cela.

Selon l’influent magazine ‘Rai al-Youm’, citant le journaliste panarabe Abdel Bari Atwan (qui collabore aussi à la BBC) (6) le Covid-19 « s’en prend paradoxalement aux ennemis de Trump à savoir la Chine, l’Iran et les économies européennes qui s’opposent à leurs politiques » : « Un ami qui fait partie de l’Association internationale du barreau m’a appelé juste au moment où je commençais à rédiger un article à propos des attaques visant les bases américaines en Irak. Il a souligné quelques coïncidences : les pays touchés par l’épidémie étaient sous le coup des sanctions US visant à affaiblir leur économie et cela au profit de celle des États-Unis ».

Le porte-parole du ministère chinois des Affaires étrangères a accusé la CIA de propager le coronavirus via ses soldats dans la ville de Wuhan ce à quoi Trump a riposté en qualifiant le coronavirus de “virus chinois” (7). « Mais Les Chinois ont raison de demander des explications à la Maison-Blanche et au Congrès à propos de la fermeture soudaine des laboratoires de recherche biologique de l’armée américaine à Fort Detrick, fin 2019 », ajoute Atwan (8). Selon ‘Global Times’, « le porte-parole des laboratoires de Fort Detrick a annoncé leur fermeture pour “des raisons de sécurité nationale” alors qu’ils étaient en pleine recherche sur les virus d’Ebola et de SARS ». Le site se demande « comment 38 000 personnes ont perdu la vie en raison d’un virus suspect alors que Washington tente de faire croire qu’elles sont décédées d’une grippe. »

« Les Chinois se nourrissent de viandes de chauves-souris, de chiens et de rats depuis des milliers d’années, poursuit Atwan. Mais le coronavirus dont les chauves-souris seraient à l’origine, n’avait jusqu’ici tué personne ce qui prouve qu’il ne peut pas être transmis aux êtres humains pour de multiples raisons. Et on en arrive à la question fatidique. Pourquoi l’Allemagne, l’Espagne, la France, l’Italie, l’Iran et la Chine sont les pays les plus touchés par le coronavirus alors que l’Inde, le Pakistan et l’Afrique du Sud en sont à l’abri ? La réponse est simple: les pays touchés ne partagent pas les mêmes opinions que celles de l’administration Trump, d’autant plus qu’ils sont engagés dans une guerre commerciale ou politico-militaires qui leur a valu des sanctions américaines ».

ALORS CE VIRUS EST-IL CHINOIS OU AMERICAIN ?

« Alors Ce virus est-il chinois ou américain ?, interroge finalement le journaliste palestinien. On tend à croire les affirmations des Chinois parce que l’administration Trump n’est pas la partie à qui on peut faire confiance. Vient à l’appui de cette affirmation le plan de Donald Trump pour monopoliser une compagnie allemande qui est sur le point de produire un vaccin pour le coronavirus. Le gouvernement allemand a dit un grand « non » à cette demande fasciste US, signe que l’Europe sait parfois dire non aux Américains. J’ose même penser que les liens transatlantiques ne sortiraient pas intactes cette affaire ».

Il n’est caché à personne que les États-Unis n’ont jamais hésité, comme nous l’avons expliqué, pendant leur histoire, à avoir recours aux armes chimiques et biologiques, là où ils en sentaient le besoin : face aux indigènes, lors de la guerre civile américaine, au Vietnam, en Irak et finalement en Syrie. Ces antécédents pas très clairs nous permettent  de nous interroger si le coronavirus a été créé dans les laboratoires américains dans le cadre d’une guerre biologique.

« Les rétrovirus sont des virus à ARN monocaténaire de polarité positive. Le virus de VIH en est un exemple. Le génie génétique est en mesure de manipuler un rétrovirus, dans un laboratoire, pour en accélérer le rythme de propagation ». L’idée qui suggère la naissance d’une pandémie en raison de la mutation d’une mouche du vinaigre ou d’un rat de laboratoire est « aussi simpliste que celle de la mutation d’un rétrovirus ».  « Les recherches menées par les États-Unis destinées à manipuler les rétrovirus des chauves-souris afin de les adapter au génome d’un être humain ; voici les facteurs qui laissent penser que le coronavirus aurait été créé en laboratoire ».

Selon des rapports, élaborés par des sources à l’industrie médicale qui faisaient partie des études sur la Covid-19, « les caractéristiques du nouveau coronavirus (rapide mutation, affaiblissement graduel, etc.) prouvent que ledit virus a été créé en laboratoire ». Les personnes touchées par le coronavirus qui guérissent souffriront toujours des problèmes dans leurs poumons et elles risqueraient même d’attraper le cancer. Théoriquement parlant, le nouveau coronavirus est une excellente option pour servir d’une arme biologique. Premièrement, il s’agit d’un virus qui attaque le système respiratoire, ce qui lui offre une propagation rapide et efficace. Deuxièmement, la période d’incubation du coronavirus est assez longue. Troisièmement, le coronavirus réprime, dès son infiltration dans le corps, toute réaction du système d’immunité.

Les « théories du complot » sont une réfutation trop facile. D’autant plus qu’un  « complotisme atlantiste », anti chinois et anti russe celui là, est apparu avec la pandémie (9).

Tout cela répond pourtant à des accusations précises contre l’origine de la pandémie : une bio-arme déployée à Wuhan par l’US Army. Les médias aux ordres de l’OTAN balayent l’accusation d’un revers … de gazette : « théories du complot » est leur seul argument. Mais cette fois un détail leur échappe, les accusateurs ne sont pas des journalistes français marginaux ou des américains de la « lunatric fringe ». Ce sont le ministère chinois des Affaires étrangères, l’ambassadeur français à Paris, ou encore la diplomatie iranienne, sans oublier des généraux russes spécialistes de la guerre biologique ! Or, les grands médias américains et européens rejettent catégoriquement toute hypothèse sur le caractère artificiel du coronavirus …

NOTES ET RENVOIS :

(1) Cfr. sur UC MICHEL’S GEOPOLITICAL DAILY :

* GEOPOLITIQUE DU CORONAVIRUS (IV):

COMMENT LA PANDEMIE PROVOQUE LA CHUTE ET LA ‘TIERS-MONDISATION’ DU PREMIER MONDE OCCIDENTAL !?

http://www.lucmichel.net/2020/03/21/luc-michels-geopolitical-daily-geopolitique-du-coronavirus-iv-comment-la-pandemie-provoque-la-chute-et-la-tiers-mondisation-du-premier-monde-occidental/

* Et : UN SIECLE APRES SPENGLER ‘LE DECLIN DE L’OCCIDENT’ SE PRECIPITE (LA CHUTE DU PREMIER MONDE OCCIDENTAL II)

http://www.lucmichel.net/2020/04/08/luc-michels-geopolitical-daily-un-siecle-apres-spengler-le-declin-de-loccident-se-precipite-la-chute-du-premier-monde-occidental-ii/

(2) Cfr. LUC MICHEL’S GEOPOLITICAL DAILY/

A PEKIN, TEHERAN, MOSCOU ON ACCUSE : LE CORONAVIRUS COVID-19 EST UNE ‘BIO-ARME’ AMERICAINE !

http://www.lucmichel.net/2020/04/21/luc-michels-geopolitical-daily-a-pekin-teheran-moscou-on-accuse-le-coronavirus-covid-19-est-une-bio-arme-americaine/

(3) Cfr. LUC MICHEL’S GEOPOLITICAL DAILY/

DOCUMENT: COVID-19 ET EXERCICE ‘EVENT 201’. L’AMBASSADE DE CHINE A PARIS ACCUSE LES USA !

http://www.lucmichel.net/2020/04/22/luc-michels-geopolitical-daily-document-covid-19-et-exercice-event-201-lambassade-de-chine-a-paris-accuse-les-usa/

(4) QUE PENSER DE LA PROPAGANDE ANTI-CHINOISE ? CGTN INTERVIEWE D’UN HOMME D’AFFAIRES AFRICAIN EN CHINE

https://vimeo.com/412706625

Les mesures de quarantaine prises par la Chine pour faire face à l’augmentation des cas importés ont engendré des accusations de xénophobie et de discrimination raciale. La journaliste de CGTN a discuté avec un homme d’affaires africain en Chine pour voir comment il perçoit ces allégations.

(5) Voir sur :

https://www.lepoint.fr/culture/un-missionnaire-denonce-la-contamination-des-indiens-avec-la-variole-06-04-2020-2370190_3.php

(6) Je vous parle souvent ‘Rai Al-Youm’, quotidien en ligne basé à Londres.

Ce site panarabe a été créé à Londres en septembre 2013 par le journaliste Abdel Bari Atwan, ancien directeur du quotidien Al-Quds Al-Arabi. “L’opinion d’aujourd’hui” se veut nationaliste arabe, antisaoudien et antisioniste.

www.raialyoum.com/

(7) Cfr. 2 supra

(8) Cfr. 3 supra

(9) Cfr. LUC MICHEL’S GEOPOLITICAL DAILY/

QUELS SONT LES SCENARIOS GEOPOLITIQUES POUR L’APRES-PANDEMIE DU CORONAVIRUS ?

http://www.lucmichel.net/2020/04/15/luc-michels-geopolitical-daily-quels-sont-les-scenarios-geopolitiques-pour-lapres-pandemie-du-coronavirus/

(Sources : Rai Al-Youm – Global Times – Middle East News – CGTN – Le Point – EODE Think Tank)

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COMMENT TRUMP UTILISE LA PANDEMIE DU COVID-19 COMME COUVERTURE POUR LANCER LA GUERRE AMERICAINE CONTRE L’IRAN ? (LES GUERRES DU CORONAVIRUS)

 

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2020 04 25/ LM.GEOPOL - Bio arme US III (2020 04 25) FR 2

«Les États-Unis souhaitent un changement de régime en Iran, font tout ce qu’il faut pour y parvenir»

– Robert Fantina (journaliste américain).

Comme je l’explique depuis de nombreuses semaines, la pandémie çà sert aussi à faire la guerre, les « guerres du coronavirus » ! (1) Cette fois c’est un magazine américain, bien connu pour ses enquêtes sérieuses dans le domaine militaire qui accuse le Régime Trumps. « Trump utilise le Covid-19 comme couverture pour la guerre avec l’Iran », dénonce ‘The Intercept’ (30 mars 2020) …

Ce site américain a écrit dans un article (2) que le président Donald Trump et ses conseillers « cherchaient à exploiter l’occasion de la propagation de la pandémie meurtrière de Coronavirus comme couverture pour lancer la guerre contre l’Iran. » Dans un article signé Mehdi Hassan, le magazine en ligne ‘The Intercept’ a mis en garde contre l’utilisation par le président américain de la propagation de la Covid-19 dans le monde « comme une couverture de la guerre contre l’Iran ». Tout au début de son article, Mehdi Hassan a souligné que « les informations concernant le Coronavirus étaient partout et qu’il n’y avait aucun moyen d’en sortir ajoutant que la pandémie avait submergé tout le monde et tout le monde en parle ». Il fait allusion à l’article du ‘New York Times’ qui prétend dans son édition du 27 mars que « le Pentagone aurait ordonné à ses commandants militaires en Irak de préparer une attaque meurtrière contre l’une des composantes des Hachd al-Chaabi », pour orienter un instant ses lecteurs vers un sujet différent de celui du coronavirus.

« IRAK : LE PLAN SUICIDAIRE DU PENTAGONE ! »

(NEW YORK TIMES)

D’après le rapport du ‘New York Times’, le haut commandant des États-Unis en Irak, le lieutenant-général Robert P. White a averti dans une note « qu’une telle campagne pourrait être sanglante et contre-productive et risquerait de déclencher une guerre avec l’Iran ». Mehdi Hassan pose ensuite une question : « Quel genre de maniaque risque une telle guerre au milieu d’une pandémie mondiale ? » « La réponse c’est le président Donald Trump, aidé et encouragé par le secrétaire d’État Mike Pompeo et le conseiller à la sécurité nationale Robert O’Brien. »

‘The Intercept’ indique qu’un Iranien meurt de Covid-19 toutes les 10 minutes, tandis que 50 personnes sont infectées dans le pays toutes les heures. « Le bilan des morts approche rapidement à 3000 (Ndla : fin mars). Pourtant, pour Trump et ses principaux collaborateurs, il s’agit d’une “occasion” de faire avancer leur programme belliciste » , a-t-il noté. Plus loin dans son article, Hassan citant le lieutenant-général Robert P. White, a averti que « plus il y a de pression, plus il y a d’escalade ». « Les démocrates au Congrès ne sont pas disposés ni en mesure d’appeler à des auditions sur la politique irresponsable et dangereuse de l’administration américaine sur l’Iran, au milieu de la crise actuelle de la propagation du coronavirus. Trump et ses conseillers ne semblent pas se soucier des implications nationales du déclenchement d’une nouvelle guerre étrangère. Il s’agit d’une administration qui annonce publiquement une nouvelle série de sanctions punitives sur l’économie iranienne en difficulté, tout en exhortant en privé les commandants militaires américains à intensifier un conflit avec les Iraniens sur le sol irakien », a-t-il écrit.

Toujours faisant référence à l’article du ‘New York Times’ sur la tentative américaine de se confronter à l’Iran en Irak, Mehdi Hassan souligne que pour Trump et ses collaborateurs, il ne suffit pas de détruire l’économie iranienne. « Ils sont déterminés à exploiter la propagation d’une maladie mortelle comme couverture pour une nouvelle guerre », a-t-il conclu.

NOTES :

(1) Voir sur PRESS TV/ ‘ZOOM AFRIQUE’ DU 09 04 2020/

Luc MICHEL, COVID-19: NOUVELLE ARME DE DÉSTABILISATION EN AFRIQUE (LES GUERRES DU CORONAVIRUS)

sur https://vimeo.com/412905038

(2) Medhi Hasan, “Beware of Trump Using the Coronavirus as a Cover for War With Iran”,

https://theintercept.com/2020/03/30/trump-iran-war-coronavirus/

(Sources : The Intercept – New York Times – Press TT, EODE Think Tank)

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USA: RIVOLUZIONE COLORATA DEI RICCHI (E DEL “MANIFESTO”) —- LA SINISTRA DI GUERRA VERSO IL COLPO DI STATO —- MONUMENTI: LIBERI DAL PASSATO, PRONTI AL VACCINO

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MONDOCANE

MERCOLEDÌ 17 GIUGNO 2020

Voi siete qui

“È meglio avere aspri nemici che amici che sembrino affettuosi, perché quelli dicono spesso la verità, questi mai.” (Marco Porcio Catone)

Ci fottono e li paghiamo 

La sineddoche è quell’artificio linguistico, figura retorica, grazie al quale nel particolare si può intravvedere il totale. E’ l’uso della parte per il tutto e viceversa: senzatetto per senza casa, l’Italia per gli italiani, portafoglio di vitello per pelle di vitello. In campo mediatico, forzando, ma di poco, nella frase “la voce del padrone” si può leggere, sia una vecchia casa discografica, sia tutta la TV, dalla RAI a La7 a Mediaset, sia tutti i giornali, dal Corriere a Topolino. I giornali che la mia modesta pensione mi consente di comprare e assolutamente non per stima o affinità, anzi, sono “La Repubblica”, “il manifesto”, “La Verità” (per un’oncia di opposizione) e “Il Fatto quotidiano”.

La spesa più irritante è quella per il mattinale, da me involontariamente sovvenzionato, propagatore di certi precisi interessi politici e geopolitici, che da quasi mezzo secolo turlupina i gonzi che si credono ganzi, con la scritta “quotidiano comunista” sopra la testata. Insisto a comprarlo perché, grazie alla sineddoche, leggendolo è come ascoltassi CIA, FBI,.Pentagono, Open Society di Soros, Fondazioni Rockefeller e Ford, Hillary Clinton, tutti in conclave.

Da Catone a catino

Da qualche tempo mi provoca inappetenza anche il quotidiano di Travaglio, mascheratosi per un po’ da Catone il Censore nei confronti degli inquilini dei piani alti, ma quando costoro si sono fatti madamigelli di quelli dell’attico, ne è diventato il massimo celebrante. Già soffriva della neoplasia di una pagina estera di qualità giornalistica infima e scritto con l’inchiostro made in Pompeo. Ora siamo alla metastasi.

Torniamo un attimo a Catone il Censore. “Non possiamo controllare le malelingue degli altri; ma una vita retta ci consente di ignorarle”. Non lo ascolto e continuo a versare quell’obolo spropositato di €1.50 al “manifesto” per trarne indicazioni, più precise rispetto ad altri, di quanto la destra mondialista, nella sua espressione sorosiana, pensa e architetta. lealtà assoluta al sovrano. Nessuno le sa dare meglio del “manifesto”, scissosi dal PCI, per dar libero sfogo ad anticomunismo e russofobia, per calmierare l’incipiente rivolta sessantottina e per applicare il noto rossetto al suino imperialista.

“Il manifesto”, un po’ di storia

Il “manifesto” si è subito accreditato al Potere avvallando l’inganno delle BR “nati dall’album di famiglia”, filiazione dall’odiato PCI, a dispetto di tutte le documentate e politicamente evidenti derivazioni e sponsorizzazioni dallo Stato e dai suoi servizi segreti, per mandato di altro Stato e altri servizi. Presto è progredito nel supporto all’imperialismo con la formula delle “dittature violatrici di diritti umani” inflitta a tutti i paesi aggrediti da USA e Nato. Poi il supporto alla tratta di schiavi e schiave, a favore di agrobusiness e multinazionali, operata con il traffico di migranti. Segue la sostituzione della lotta di classe, oggi dei dominati ai dominanti, con la propaganda di genere e LGBTQI+ (il + sta per coprofagia e pedofilia tipo Mario Mieli?).

Ottemperando a ordini di servizi, perlopiù impartiti dal Deep State, arrivano il superamento, tramite femminismi con le zanne, del contrasto al capitalismo, l’abolizione della sovranità nazionale a favore di organismi sovranazionali ademocratici e colonizzatori. Ma anche molto altro, sempre secondo gli OdG della Cupola globalista finanzcapitalista, fino a farsi agitprop dell’Operazione bio-tecno-fascista del Coronavirus e fino a gettare bidoni di benzina, magari quella rubata a siriani, iracheni e venezuelani, su una jacquerie statunitense travestita da antifascista e antirazzista.

Etichette applicate al complotto anti-Trump per conto dei più accaniti e potenti fautori e profittatori del razzismo e colonialismo di Stati Uniti e alleati. Il giornale si picca di opporsi alla repressione nei territori occupati da Israele, senza peraltro mai dirci che i poliziotti militarizzati da Obama, sotto Obama sono andati a scuola da istruttori israeliani (di cui qui un’esemplificatrice immagine), a partire da quelli dell’impostazione ginocchio sul collo  vista a Indianapolis. Uno su otto dei poliziotti di questa e di altre città sono stati istruiti da Yamam, Polizia di Frontiera israeliana, destinata all’anti-terrorismo e meglio nota in Palestina come squadrone della morte.

La “Comune” autonoma di Seattle

Pretendendo la derivazione dalla “Comune di Parigi” del 1971, prima democrazia socialista in Europa, dopo la Repubblica Romana del 1849, un gruppetto di “anarchici”, sotto le insegne care al “manifesto” e a tutti gli altri portatori d’acqua del Deep State, “Antifa” e “Black Life Matters (BLM), ha instaurato a Seattle, di dimenticata memoria antiglobalista, il CHAZ, “Zona Autonoma di Capitol Hill”. Capitol Hill è il nome di un quartiere derelitto e semiabbandonato. Lì, sotto gli occhi benevoli di polizia e pompieri, di genia e con sindaco Democratici, si è installato un regno del teppismo puro, caratterizzato da decine di ricoverati per overdose, risse tra occupanti, furti da tenda a tenda, che un “tribunale popolare” risolve con la sentenza “il giusto passaggio dai più ai meno abbienti”, pestaggi di cittadini che protestano, incendi di esercizi che invocano la polizia.

Più casino facciamo e meno, a novembre, vince Trump

 Antifa a Berkeley

Ora una squadra di bikers, tipo i famosi “Hell’s Angels”, ha promesso di ripulire la zona e restituirla ai suoi abitanti. Un episodio nella guerra civile vaticinata dal Partito Democratico e dai suoi filantropi, finanziatori delle due organizzazioni sopra citate, al fine di creare le condizioni in cui una nuova vittoria di Trump a novembre risulti impossibile. E che, se dovesse verificarsi, data lo spessore di mariuolo incallito e di alzheimeriano, di Joe Biden, candidato dei democratici e dei nostri PD e “manifesto”, lo stesso Biden ha detto si debba affrontare “con risoluto intervento dei militari contro Trump che, se dovesse perdere, sicuramente non mollerebbe”. Se pensiamo cosa succede da noi, privati di parlamento e forniti di covid-19, app di tracciamento, vaccini all’alluminio obbligatori, 5G, mascherine zeppe di germi e Co2 e distanziamenti, riscontriamo una volta di più che tutto il mondo è paese. Sanno già che la “seconda ondata arriva a ottobre, come sanno già che Trump perde, o, semmai, vince con i brogli.

Sardine in solidarietà con BLM

BLM e le Pantere Nere

Teniamo presente che questi sovvenzionatissimi e vezzeggiatissimi BLM – quanto le “#MeToo” d’antan, sparatrici di querele per fatti di trent’anni prima – rappresentano qualcosa che i movimenti di liberazione neri di sessant’anni fa bollavano di depistaggio dalla questione di base, il capitalismo. Quelli di oggi, con i mezzi forniti da Ford, Soros, fondazioni varie, stanno ai Black Panther, a Malcolm X, o perfino a Luther King, come il leone di gesso all’ingresso della villa stanno alla statua di Sacco e Vanzetti.

30 milioni di George Soros a BLM

Interessante e anche il fatto che una “FONDAZIONE BLACK LIVES MATTER”, che esiste da molto prima dei BLM, ha dichiarato di non avere niente a che fare con questi, finanziati e gestiti dalle più ricche banche e multinazionali e da Soros e li ha denunciati per avergli rubato il nome!

I monumenti della Storia e quelli del nichilista

Dal bombardamento di Monte Cassino e delle città d’arte tedesche e italiane, da Vietnam e Cambogia rasi al suolo con tutti i loro templi, dai monumenti e teatri distrutti in Serbia, da Palmira e Niniveh rase al suolo, sappiamo che il nichilista ha bisogno di erodere, fino all’annientamento, la memoria delle genti e della loro costituzione in nazioni, con tutto ciò che il processo ha prodotto ed è costato per costruire un’identità che unisca, rafforzi, garantisca un futuro di continuità della specie che, senza, si riduce a fenomenologia episodica, transeunte, senza tracce.

Il discorso vale per chi oggi butta giù monumenti e che, inesorabilmente, “il manifesto”, privo di distinguo, esalta ed esorta a proseguire. Perché, nelle parole su quel giornale del pensatore Alessandro Portelli, “la Storia è anche fatta di oblio e di cancellazioni”. Cosa che farebbe molto comodo al “manifesto” e alla criptodestra che si definisce sinistra. Noi, convinti dall’assunto, vorremmo collaborare, fornendo esempi di altre turpitudini del passato che potrebbero inquinare la nostra via dell’oblio (ringrazio di alcuni suggerimenti il nobile RT).

Lavoro da fare

Casa Bianca. Esempio di feroce razzismo è la Casa Bianca, sia per il suo nome, sia perché venne eretta e abitata da gente che possedeva schiavi neri, Si dovrebbe, anzi, radere al suolo l’intero Stato di Washington DC, visto che è nato sul genocidio dell’etnia nativa ed è intitolato nientemeno che a Cristoforo Colombo (District of Columbia).

Scacchi. Allegoria di violenza razzista, visto che i bianchi devono essere sempre mossi per primi.

Piramidi. Ricordano in eterno agli israeliani che i loro antenati furono schiavizzati dai faraoni e che furono costruite da milioni di schiavi neri.

Shakespeare. Non basta la raffigurazione razzista e malevola di un protagonista nero, Otello, rappresentato come un facilmente manipolabile suicida e assassino di donne. Senza dimenticare la vile misogenia e maniacale transphobia dell’opera “La bisbetica domata”. L’autore va radiato dalla Storia e la sua Royal Shakespeare Company dispersa al vento.

Carte di Poker. Siano maledette per aver escluso del tutto i semi e le figure bianche: segno di razzismo di ritorno, speculare a quello contro gli altri colori.

George Bernard Shaw. Impropriamente venerato come massimo commediografo irlandese, ma autore razzista eugenetico di “Pigmalione” e “Androclo e il leone” , che apertamente aveva elogiato ur-razzisti come Hitler e Mussolini.

Zucchero. La sostanza dolcificante di cui insistiamo a fare uso sebbene resa possibile dal lavoro degli schiavi e definita migliore quando “bianca” e “raffinata”.

Colosseo. Nel quale si esalta il transgenico già ricordata in “Androclo e il leone”, ma soprattutto per secoli si è praticato lo spettacolo razzista e specista del massacro di schiavi e di specie definite belve.

La Moschea Blu. La più spettacolare e offensiva struttura del mondo islamico, eretta dall’impero ottomano al quale si deve il crimine di aver utilizzato per costruirla lavoro forzato rastrellato in Africa, Asia e Balcani, costretto poi addirittura a combattere le guerre dei sultani e califfi. Quanto a schiavismo, c’è poi il raccapricciante esempio del costruttore della moschea, Ahmed, che usava abusare di minorenni, addirittura bambine, per generare figli. Ma forse questo ci porta troppo vicino a un certo giornalista italiano. Lasciamo perdere.

Foto Italico e Colosseo Quadrato. Da ridurre in polvere perchè costruiti sotto l’egida e l’impulso del dittatore razzista che ha sterminato bruni e neri in varie parti dell’Africa. E coloro che, infangandosi di complicità col razzismo e arrivando a dichiarare, definendo questi “capolavori universali dell’architettura italiana” e che “il fascismo ha fatto qualcosa di buono” (frase che per i bio-tecno-digital-fascisti merita il rogo), siano condannati a traghettare in perpetuo convocati naufraghi africani verso Lampedusa.

Scipione. Detto l’Africano in spregio agli africani che, invasa l’Italia dalle Alpi, anziché essere accolti come ospiti graditi a Roma, furono spietatamente macellati per puro odio della loro origine e del loro colore.

Mi fermo. Lascio alla vostra immaginazione la prosecuzione di un ripulisti che, procedendo come dovrebbe, ci libererebbe tutti dalle infamie dei padri e ci renderebbe d’un colpo solo i primi abitanti della Terra. Vergini come l’acqua del Dio Po. Con dietro un mondo ripulito da razzisti e cattivi di ogni genere e il presente sanificato da Bill Gates. Del doman non v’è certezza.

Pubblicato da Fulvio Grimaldi alle ore 19:41

L’OMS, L’AZZOLINA, IL VIRUS: UN CIRCO E TRE CLOWN … IL GINOCCHIO DEL POLIZIOTTO SUL COLLO DI GEORGE FLOYD, IL GINOCCHIO USA SUL COLLO DEL MONDO … LA RIVOLUZIONE COLORATA TORNA A CASA

https://fulviogrimaldi.blogspot.com/2020/06/loms-loms-lazzolina-il-virus-un-circo-e.html

SABATO 13 GIUGNO 2020

 

Statue abbattute. “Chi controlla il passato, controlla il futuro; chi controlla il presente controlla il passato” (George Orwell)

Covid-19: tocca agli studenti

Come spesso, diamo un’occhiata in casa e poi ce ne andiamo fuori. In casa abbiamo fatto tremare i penati con la risata omerica, fatta però tra denti digrignanti, innescata da un paio di labbra rosso-cardinale, con sotto una ministra dell’Istruzione, dalle quali era uscito la formidabile, per quanto lugubre, battuta di scolari sotto plexiglass. Affine ad Alcmeone che, uccisa la madre, fu privata del senno dalle Erinni, Lucia Azzolina, avendo ucciso l’Istruzione, madre sua e di tutti noi, aveva subito analoga sorte. E fu la pazzia a dettarle deliri che solo degli irresponsabili come noi potevano prendere per barzellette. Tipo, facciamo che metà studia da remoto, e l’altra in presenza. E giù cataratte di ghignate.  Facciamo che voi entrare alle 8, voialtri alle 10, e voi laggiù a mezzogiorno. E visto che studenti come pesci nella boccia di plexiglass non vi stanno bene, facciamo che di plexiglass gli mettiamo solo una visiera da astronauta.

Mancano duecentomila insegnanti? Abbiamo altrettanti supplenti votati alla supplenza eterna E voi, ragazzi, andate a studiare sui prati, sotto i ponti, a gennaio sul laghetto ghiacciato, nei cinema e nei musei. Con plexiglas sul muso. Così, se ci cadete sopra, vi tagliate la carotide, ma vi salvate dal virus. Quante alle aule di 13 ragazzi ben distanziati, ne avremmo pronte centomila, ma solo dopo che Colao vi avrà convinti che studiare da casa e su schermi vi permette di finire imbecilli e squilibrati fin dalla terza media.

Ma non ce la dobbiamo prendere con due sfavillanti labbra rosse, per quanto minchiate ne escano. Se guardiamo all’Azzolina e le sue labbra come soggetto erotico le riconosciamo un ruolo assolutamente degno e la distanziamo – è il dogma salvifico del tempo – dalle donne dalle cui labbra, meno vermiglie, escono concetti e non minchiate. Del resto, ciò che determina i borborigmi culturali che sgocciolano da quelle belle labbra, non è altro che quanto una ministra di Conte, Zingaretti e di Maio, con rispettive task force di illuminati, deve al magistero dell’OMS, cui tutti si sottopongono. Mascherine inutili, no necessarie, no nocive; guanti indispensabili, no, che schifo, fanno malissimo, clorochina si si si, clorochina no no no, clorichina si si si, test sierologici buoni, test sierologici cattivissimi, gli asintomatici ti impestano tutti, nessun contagio dagli asintomatici… A seconda dell’input che via via prevale e dei talleri che via via arrivano da Bill Gates, o sono negati da Trump. Cosa mai possiamo pretendere dalla bella Lucia quando a istruirla  ci stanno dei cazzari col botto.

C’è rivoluzione colorata e rivoluzione colorata

Di “rivoluzioni colorate” contro governi non integrati, quelle concepite, organizzate e finanziate da organismi del Deep State USA per conto di globalizzatori imperiali e neoliberisti – CIA, NED, NSA, la Open Society di Soros, USAID, Amnesty, HRW, Avaaz e altre ONG – ce ne sono o di massa, che sfruttano rimostranze popolari, o di totalmente spurie. Di queste, solitamente riconoscibilissime per i soggetti messi in campo, si sono visti esempi in Libia, Siria, Serbia, Venezuela. Delle prime, il modello storico è quello egiziano, prima di “primavere arabe” assai diverse tra loro, le più recenti essendosi verificate in Libano, Algeria e Sudan. Al Cairo, una rivolta popolare contro un tiranno installato dell’imperialismo, Hosni Mubaraq, ma che era anche diretta contro i suoi sponsor in Occidente e Israele, fu presto infiltrata da manipolatori di segno opposto e consegnata nelle mani dei Fratelli Musulmani, storica opzione britannica e poi neocolonialista

L’esperienza, nata da elezioni boicottate da tutti fuorchè dalla Fratellanza, vide eletto con il 17% dei voti l’integralista Mohamed Al Morsi, che, prima di essere spazzato via da una nuova sollevazione di massa, riuscì a imporre a cittadini, lavoratori e aderenti ad altre confessioni un regime repressivo anche peggiore di quello del suo predecessore. Con la successiva elezione del presidente Abdel Fattah Al Sisi, i moti popolari cessarono e ai Fratelli, come ai loro padrini, non rimase che il ricorso al suo braccio terrorista, l’Isis. Quello che “il manifesto”, sostenendo spie spedite in Egitto dai servizi britannici, chiama “l’opposizione al despota Al Sisi”.

George Floyd in Palestina

George Floyd: razzismo poliziesco e razzismo foglia di fico

 Le proteste in atto dal giorno dell’uccisione di George Floyd mediante ginocchio sul collo e altre ginocchia sul petto, il 20 maggio, sono del tipo egiziano: coinvolgono masse di cittadini mossi da giusta indignazione per i feroci abusi di una polizia fatta da Obama esercito in tutti i suoi mezzi e metodi. In una prima fase caratterizzata da violenza e saccheggi, ha visto poi crescere, fino alla preminenza, la partecipazione di bianchi i quali, al rifiuto del razzismo, aggiungevano la denuncia dell’iniquità sociale, esasperata dalle micidiali misure di restrizione con pretesto coronavirus. Queste, come ovunque, dettate eminentemente, contro lo scetticismo del presidente Trump, dalla cupola sanitario-farmaceutica facente capo al virologo vaccinista Anthony Fauci e allo stesso Bill Gates

Il poliziotto USA stile Obama

Gridare al razzismo, abbattere Trump

Colto fin dalle prime battute e nettamente percepita da Trump e dal suo entourage e seguito politico-sociale, l’obiettivo delle proteste divenne lo stesso presidente e il voto di novembre che rischia di confermarne il mandato, a meno che non lo travolgano sconvolgimenti sociali finalizzati ad aggravare un’economia che, a dispetto del covid-19, pare ancora reggere meglio che in altri paesi. Apparvero, nel ruolo di capi, alcune formazioni militarizzate legate al Partito Democratico e più direttamente gestite dal governo parallelo USA, o Deep State. Quello che Trump, a dispetto dei suoi accomodamenti, non lo ha mai digerito.

Soros e “Antifa”

Come al tempo dei tumulti contro la vittoria di Trump nel 2016 e la sconfitta della prediletta Hillary Clinton, continuatrice del militarismo guerrafondaio e del golpismo dell’amministrazione Obama, sotto la copertura della condivisibile parola d’ordine Assembramenti buoniantirazzista e antifascista, presero la direzione della rivolta i “Black Lives Matter” e gli “Antifa”. Entrambe organizzazioni che godono dei finanziamenti, del supporto mediatico e del sostegno propagandistico di ambienti legati all’obama-clintonismo, al Deep State, all’Intelligence. La prima delle due è partita grazie a 33 milioni di dollari versatile da George Soros. Il corrispettivo italiota sono le Sardine e utili idioti di pseudosinistra che si sono ritrovati “contro il razzismo” a Piazza del Popolo, il 7 giugno. In queste occasioni vedete molti pugni. Non sono quelli della rivoluzione. IL pugno chiuso lo ha reinventato e pervertito Otpor, il gruppo anti-Milosevic di Soros a Belgrado.

Le criptomilizie dell’élite

Vi figurano protagonisti eccelsi della ricchezza americana e mondiale, quali la Open Society di Soros,Amazon, America Express, Bank of America, Apple, Barclay’s Bank, BP, Citygroup, Coca Cola, eBay, FILA, Goldman Sachs, Google, IBM, Ikea, Levi’s, Vuitton, Merck, McDonald’s, Microsoft, Nike, Pepsi, Pfizer, Sanofi, Starbucks, Uber, Wall Mart. Complessivamente le 279 maggiori multinazionali e banche Usa, compresi i colossi farmaceutici e compresi alcuni tra i più spietati sfruttatori razzisti del lavoro a basso costo e a pessimo ambiente. All’indirizzo unitario ci pensano i Rockefeller, i Rotschild, i Soros, la cabala che si riunisce come Bilderberg, o a Davos. A volte in Vaticano.

Da come la nostra popolazione si è sottomessa, obbediente e terrorizzata, alle falcidie di libertà, diritti umani e civili, salute, solidarietà sociale, autodeterminazione, commissionata dalla cosca tecnoscientifica internazionale e domestica al Conte Pippo, non dovremmo meravigliarci di come tante brave persone si siano fatte trascinare in piazza da manipolatori di questa risma. Che tutto avevano in testa fuorchè razzismo e fascismo, ma invece l’eliminazione dell’inaffidabile testamatta Trump che, al di là dei toni da sconquasso imminente, mai si decideva ad andar giù davvero pesante con Russia, Cina, Iran, Libia, Siria. Anzi, iniziava a preparare il ritiro delle truppe USA da Afghanistan, Iraq e Germania, tutte indispensabili per la guerra a Putin. E, gravissimo, si faceva beffe dell’apocalisse pandemica e tagliava i fondi ai commandos OMS di Bill Gates.

A questo punto, però, non è dribblabile la domanda di come si siano fatti abbindolare centinaia di migliaia di bravi americani, che avevano assistito rassegnati alla violenza razzista della polizia, cronica sotto tutte le amministrazioni federali e statuali, mentre abbruttiva la società in cui vivevano, riflettendo altre violenze, sociali ed economiche. Come stavolta si siano fatti trascinare a una rivolta che è diventata il clou della campagna elettorale dei nemici di Donald Trump: il partito democratico e tutto l’apparato militar-finanziario-digitale che, dal fallimentare Russiagate, all’epifania di un imbroglione senile, butterato dagli scandali ucraini e altri, come l’impresentabile Joe Biden candidato presidenziale, ha condotto una guerra senza tregua a chi si teme possa rivincere le elezioni.

Assembramenti buoni, assembramenti cattivi, razzisti di complemento e razzisti in sevizio permanente effettivo.


Una chiave di lettura la dà, nel nostro piccolo, la discrepanza che caratterizza i plausi e i biasimi indirizzati dal nostro establishment destro-“sinistro”, e comunque imperialista, rispettivamente agli assembramenti. “cattivi”, quelli di chi si oppone alle manipolazioni e privazioni, di portata epocale, della falsa pandemia, e “buoni” quelli di chi urla “abbasso il razzismo” (e intende “abbasso Trump”), o “viva la democrazia” (intendendo il ritorno del colonialismo anglosassone a Hong Kong).

La sollevazione nordamericana senza precedenti, con le sue più modeste ricadute europee, per i suoi agenti potrebbe anche sfociare in guerra civile, letale per le chances di Trump a novembre e prodromo di uno Stato di Polizia auspicato a livello mondiale dai gestori della pandemia. Uno stato d’emergenza permanente che sospenda il processo elettorale e favorisca la rimozione forzata del presidente. Ma più che altro, nei vari Stati americani coinvolti (tutti governati dai Democratici), come a Berlino, Londra, Parigi, Roma, le manifestazioni hanno lo strategicamente prezioso effetto collaterale di mettere il razzista cartonato al posto del razzista in carne, ossa, uniforme, consiglio d’amministrazione, servizio segreto, Stato.

Nancy Pelosi e parlamentari Democratici in ginocchio per Floyd


Con l’inginocchiarsi di eroi della convivenza umana, come i soliti VIP di servizio nello sport e a Hollywood, e come la speaker del Senato Nancy Pelosi e i suoi, tutti virulentemente guerrafondai, dall’Iraq 1991 in poi; o con le invettive contro Trump di Bush Junior, quello delle Torri Gemelle, o del mega-imbroglione e spergiuro Colin Powell, ministro della Difesa che truffò il mondo intero sulle armi di distruzione di massa di Saddam, ora si permette di sollevare l’indice contro Trump, siamo al parossismo dell’ipocrisia. E capiamo il tasso di depistaggio insito nei tumulti in corso. Come ne è segnata al massimo grado l’intera Operazione Covid-19.

Il ginocchio sul collo di 7,3 miliardi di George Floyd, neri, bianchi, gialli, bruni

Gli Usa hanno condotto in media una guerra all’anno da quanto il bubbone si è installato nel Nuovo Mondo. A dispetto del virus, le proseguono in Afghanistan, Siria, Iraq, Libia, Somalia, Yemen, Africa e le minacciano a Russia, Cina, Venezuela e Iran.. A forza di crimini inflitti ad altri, ma costati al suo stesso popolo ha accumulato un debito di 26 trilioni, 70.000 dollari a persona, il più grande della Storia, ma che, a forza di impunità, non pagherà mai. Da Bush padre, attraverso Clinton, Bush il minore, Obama fino a Trump, il Deep State che li ha espressi tutti, salvo l’ultimo, governa uno Stato che conduce sette guerre pubbliche e una trentina di occulte, per milioni di morti e oceani di distruzione. Impone sanzioni a nazioni libere che mirano al genocidio. Opera colpi di Stato militari o colorati ovunque ci si distacchi dagli ordini di servizio delle élites. Impone ai governanti Nato di sabotare gli interessi del proprio paese per favorire quelli degli Usa e della Cupola, di cui è l’arma principale. Per cui, in piena reclamata pandemia mortale, manda il suo esercito a imperversare in Europa lungo la frontiera russa.

Coloro che utilizzano i mezzi più efferati per ridurre in quantità e qualità la specie umana, le specie viventi, appartengono in stragrande maggioranza a questo Stato e alla stessa confessione. Perseguono un Nuovo Ordine Mondiale totalitario, disumano, transumano, basato su un iper-bio-tecno-fascismo, in cui è permesso di vegetare solo all’uomo digitale, sanitarizzato, distanziato dalla sua specie e dalla natura. L’uomo-macchina.

Con il 4,5% della popolazione mondiale, ha una forza armata delle dimensioni e dei costi pari a quelle degli undici paesi che lo seguono e che arrivano al 50% dell’umanità. Ha il più alto numero di suicidi, omicidi, tossicodipendenti (oppiacei e psicofarmaci), malati da farmaci, assassinati da polizia, carcerati pro capita, del mondo (2,3 milioni, di cui i neri, il 13% della popolazione, sono il 50%). Forma i suoi giovani a perpetuare la “nazione eccezionale” con un’educazione alla violenza sociale e bellica, a forza di film, spettacoli, gare e videogiochi di devastazione e stragi.

Meglio buttar giù statue che l’establishment


Ora questa nazione decapita e rovescia le statue dei benemeriti di ieri, oggi malfattori. A buttare giù qualche necro-simbolo della “civiltà” occidentale, tipo Cristoforo Colombo, si prova pure comprensione. Se non fosse che chi approva tali “rimozioni”, punta a rimuovere la Storia intera. Elemento fastidioso nell’immaginario collettivo dei popoli, e, soprattutto, di quelli oppressi: la memoria. Senza la quale è molto più facile manipolare la gente. Giudicare personaggi di ieri con i criteri di oggi, perlopiù balordi o falsi, ma politicamente corretti, serve a questo, a recidere il passato, le radici.

E, comunque, sempre meglio protestare contro lontani morti, buttandone giù le statue, che, diononvoglia, contro gli attuali innumerevoli crimini di guerra e contro l’umanità dell’Occidente. Le élites del Potere sono estasiate di tanta rivolta. Di solito l’incitamento a una folla decapitatrice, inferocita per altra causa, viene da chi di quell’altra causa è responsabile. Non per nulla il nostro organetto del Deep State, “il manifesto”, mette in pagina ben tre articoli di peana ai distruttori di monumenti. Lasciando che si taglino teste di marmo, si conta di evitare che gli si taglino quelle vere.

P.S.

Io che ho vissuto nelle città tedesche come Dresda, mentre Winston Churchill le inceneriva  con tutta la gente dentro; io che ho per terza patria l’Iraq, polverizzato dagli eredi ed emuli di Churchill, che già ne aveva gasato la popolazione settant’anni prima; io che ho frequentato i luoghi e gli esseri viventi in tanta parte del mondo, mentre venivano devastati dai simil-Churchill, dell’imbrattamento della statua del mostro da parte dei suoi stessi concittadini, non posso che essere felice.

Pubblicato da Fulvio Grimaldi alle ore 15:54

DOCUMENT: COVID-19 ET EXERCICE ‘EVENT 201’. L’AMBASSADE DE CHINE A PARIS ACCUSE LES USA !

# LUC MICHEL’S GEOPOLITICAL DAILY/

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE/

Luc MICHEL pour EODE/

Quotidien géopolitique – Geopolitical Daily/

2020 04 22/

LM.GEOPOL - Bio arme US II (2020 04 22) FR

* Que dit l’Ambassade de Chine en France :

« Après la fermeture de la Base Fort Detrick , la grippe N1H1 s’est éclatée aux Etats-Unis. octobre 2019, les organes américains ont organisé un exercice codé « Event 201 » aux cas de pandémie mondiale. 2 mois plus tard, le premier cas de COVID 19 a été confirmé à Wuhan, en Chine.

* De quoi s’agit-il ?

J’ai déjà évoqué sur AFRIQUE MEDIA cet simulation « Event 201 ». La base de l’accusation est celle-ci (qui est aussi à la base des accusations contre le couple Gates en Afrique). Le centre Johns Hopkins, une ONG internationale de santé publique qui « travaille à protéger la santé des populations face aux épidémies », mène des études financées par le gouvernement américain et des mécènes privés, comme la fondation de Bill et Melinda Gates. Le centre a publié un communiqué de presse le 25 janvier (publé par Le Monde à Paris, financé par la Fondation Gates pour dédouanezr maladroitement celui-ci). Il confirme « qu’un exercice de simulation de pandémie appelé « Event 201 », mené en partenariat avec la Fondation Bill et Melinda Gates et le Forum économique mondial, a bien eu lieu en octobre 2019. Le scénario, tel qu’il avait été imaginé, prévoyait une épidémie dont l’épicentre se trouvait dans une porcherie au Brésil et qui allait causer la mort de 65 millions de personnes dans le monde ».

# L’ANALYSE DE REFERENCE SUR

# LUC MICHEL’S GEOPOLITICAL DAILY:

A PEKIN, TEHERAN, MOSCOU ON ACCUSE : LE CORONAVIRUS COVID-19 EST UNE ‘BIO-ARME’ AMERICAINE !

sur https://www.facebook.com/Pcn.luc.Michel/posts/1894514520682957

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Le tweet de l’ambassade de Chine à Paris qui accuse les USA.

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A PEKIN, TEHERAN, MOSCOU ON ACCUSE : LE CORONAVIRUS COVID-19 EST UNE ‘BIO-ARME’ AMERICAINE !

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2020 04 21/ LM.GEOPOL - Bio arme US I (2020 04 21) FR (3)

Nous évoquions ce vendredi l’apparition d’un « complotiste atlantiste », anti chinois (et aussi anti russe), selonl’analyse du Général Delawarde (1), ancien chef du bureau Situation-Renseignement-Guerre Électronique de l’Etat-major français Interarmées de Planification Opérationnelle. Ce nouveau complotisme se déchaîne ces derniers jours : accusations délirantes contre un laboratoire chinois de Wuhan (2), pseudos explications scientifiques d’un prix nobel sénile et dévoyé, le controversé Professeur français Montagnier (3), menaces des Trump, Macron et autres leaders atlantistes …

Tout cela répond pourtant à des accusations précises contre l’origine de la pandémie : une bio-arme déployée à Wuhan par l’US Army. Les médias aux ordres de l’OTAN balayent l’accusation d’un revers … de gazette : « théories du complot » est leur seul argument. Mais cette fois un détail leur échappe, les accusateurs ne sont pas des journalistes français marginaux ou des américains de la « lunatric fringe ». Ce sont le ministère chinois des Affaires étrangères, l’ambassadeur français à Paris, ou encore la diplomatie iranienne, sans oublier des généraux russes spécialistes de la guerre biologique !

“CORONAVIRUS, ARME BIOLOGIQUE EXPORTEE PAR L’ARMEE US”
LM.GEOPOL - Bio arme US I (2020 04 21) FR (4)

L’armée américaine aurait amené le coronavirus dans la ville chinoise de Wuhan !

Le porte-parole du ministère chinois des Affaires étrangères, Zhao Lijian, a écrit, ce jeudi 12 mars sur son compte Twitter que « l’armée américaine aurait introduit le coronavirus dans la ville chinoise de Wuhan », depuis laquelle le virus s’est mis à se propager en Chine puis dans un grand nombre de pays : « Quand est-ce que le premier cas a été détecté aux États-Unis? Combien de personnes sont infectées? Quels sont les hôpitaux qui assurent des soins ? Ce pourrait être l’armée américaine qui a amené l’épidémie à Wuhan. Soyez transparent ! Rendez vos données publiques ! Les États-Unis nous doivent une explication! », a tweeté Zhao en anglais, un message qui a été rapidement repris jeudi 12 mars par l’agence de presse Reuters.

Cette version, dit Reters, «  alimente davantage les rumeurs et les théories faisant croire que les États-Unis sont à l’origine de la propagation de ce virus en Chine pour ainsi freiner la croissance économique du pays et limiter l’influence de ses multinationales ».

Déjà, le 27 février dernier, Zhong Nashan, un scientifique chinois et conseiller du gouvernement dans la lutte contre le virus, a suggéré ce qui suit: «Bien que le COVID-19 ait été découvert pour la première fois en Chine, cela ne signifie pas qu’il provenait de Chine.»

Cette semaine, le ministère chinois des Affaires étrangères a critiqué le secrétaire d’État américain Mike Pompeo pour avoir qualifié le coronavirus de “virus Wuhan”, en faisant noter que les déclarations de ce dernier sont contradictoires aux recommandations de l’OMS.

QUAND L’AMBASSADE DE CHINE A PARIS LAISSE ENTENDRE QUE « LES USA SONT A L’ORIGINE DE LA PANDEMIE MONDIALE » !

L’ambassade de Chine en France s’est aussi fait remarquer par les médias, car elle a suggéré ce 23 mars dans une série de tweets que la pandémie de Covid-19 « avait débuté aux Etats-Unis », reprenant des accusations officielles chinoises contre les Américains sur l’origine du coronavirus. Tout cela sur fond de guerre économique entre les deux géants.

Que dit l’Ambassade de Chine en France : « Après la fermeture de la Base Fort Detrick , la grippe N1H1 s’est éclatée aux Etats-Unis. octobre 2019, les organes américains ont organisé un exercice codé « Event 201 » aux cas de pandémie mondiale. 2 mois plus tard, le premier cas de COVID 19 a été confirmé à Wuhan, en Chine.

De quoi s’agit-il ? J’ai déjà évoqué sur AFRIQUE MEDIA cet simulation « Event 201 ». La base de l’accusation est celle-ci (qui est aussi à la base des accusations contre le couple Gates en Afrique). Le centre Johns Hopkins, une ONG internationale de santé publique qui « travaille à protéger la santé des populations face aux épidémies », mène des études financées par le gouvernement américain et des mécènes privés, comme la fondation de Bill et Melinda Gates. Le centre a publié un communiqué de presse le 25 janvier (publé par Le Monde à Paris, financé par la Fondation Gates pour dédouanezr maladroitement celui-ci). Il confirme « qu’un exercice de simulation de pandémie appelé « Event 201 », mené en partenariat avec la Fondation Bill et Melinda Gates et le Forum économique mondial, a bien eu lieu en octobre 2019. Le scénario, tel qu’il avait été imaginé, prévoyait une épidémie dont l’épicentre se trouvait dans une porcherie au Brésil et qui allait causer la mort de 65 millions de personnes dans le monde ».

L’ambassadeur de Chine à Paris a été convoqué par le ministre français des Affaires étrangères. Jean-Yves Le Drian a fait part à l’ambassadeur de Chine en France de sa “désapprobation” vis-à-vis de “certains propos récents” critiquant la réponse occidentale à la pandémie de nouveau coronavirus.

MAIS CE N’EST PAS TOUT :

D’AUTRES ACCUSATIOINS VIENNENT DU PROCHE-ORIENT !

Un récent article du journal libanais Al-Akhbar alertait les lecteurs quant à une « possible apparition d’un labo de guerre biologique américaine sur les frontières syro-libanaise, non seulement pour viser la Résistance, mais aussi la Russie ». Le journal Al-Akhbar écrit : « Il y a environ un mois, entre le 10 et le 15 mars, une délégation de la société américaine Parsons Corporation, dont les activités sont étroitement liées aux projets du département à la Défense américain, s’est rendue au Liban. Parsons Corporation est une société américaine d’ingénierie de défense, de renseignement, de sécurité axée sur la technologie dont le siège social est situé à Centerville, en Virginie. Parsons Corporation a été impliqué dans le transfert et la production des armes chimiques par les groupes terroristes en Syrie et a été un outil de l’occupation américaine en Irak ». L’Agence iranienne d’Etat Pars Today avalisant ces informations !

Or la société en question déjà active sous la supervision du Pentagone en Géorgie a été accusée par Moscou, il y a près de deux ans, pour ses études génétiques et biologiques contre la Russie. En effet, « la société avait obtenu un contrat d’une valeur de 9, 2 millions de dollars pour travailler à la frontière entre la Géorgie et la Russie », le gouvernement russe l’ayant accusé « de travailler pour effectuer des tests biologiques dangereux » et collecter des « informations génétiques » sur la population russe. Le ministère russe des Affaires étrangères vient de dénoncer d’ailleurs ce 18 avril la « présence biologique croissante des États-Unis au-delà de leurs frontières, non seulement en Géorgie, mais aussi dans les autres anciennes républiques soviétiques ».

« Mais que ce laboratoire étende sa présence de la Géorgie au Liban, et ce, alors même que le Liban et la Syrie font face à la Covid-19, cela ne peut être anodin », commente Pars Today. En effet, dit Al-Akhabr, indépendamment des accusations russes contre Parsons Corporation, « la présence de cette société américaine à la frontière libano-syrienne est très ambiguë, d’autant plus que le journal Al-Akhbar avait précédemment évoqué le rôle de Parsons dans la mise en place d’un système radar à Chypre pour servir les forces américaines. » Le Covid-19 est sous contrôle en Syrie où l’État a déjà mis sur place de draconiennes mesures (4). Mais rien ne dit que Parsons n’aille pas tenter de créer d’autres vecteurs biologiques pour mettre à la porte le Moyen-Orient, une Russie de plus en plus puissante. Ce serait un moyen pour défaire l’alliance Résistance-Russie qui a mis au pas » les USA !

NOTES ET RENVOIS :

(1) Cfr. sur LUC MICHEL’S GEOPOLITICAL DAILY

QUELS SONT LES SCENARIOS GEOPOLITIQUES POUR L’APRES-PANDEMIE DU CORONAVIRUS ?

https://palestine-solidarite.org/analyses.luc_michel.170420.htm

(2) Coup sur coup, deux médias américains ont toutefois rapporté ces derniers jours des informations qui ouvrent une autre piste. Selon le Washington Post, l’ambassade des Etats-Unis à Pékin, à la suite de plusieurs visites à l’Institut de virologie de Wuhan, avait alerté à deux reprises, il y a 2 ans, le département d’Etat américain sur les mesures de sécurité insuffisantes dans ce laboratoire qui étudiait les coronavirus chez les chauves-souris. De son côté, le média américain Fox News (la TV des néocons, favorite de Trump) ne réfute pas la thèse selon laquelle ce virus est d’origine naturelle. Mais ce même média assure que sa “fuite” serait involontaire, conséquence de mauvais protocoles de sécurité.

Un porte-parole de la diplomatie chinoise, Zhao Lijian, a balayé ces accusations. “De nombreux experts médicaux réputés dans le monde estiment que l’hypothèse d’une prétendue fuite n’a aucune base scientifique”, a-t-il déclaré.

L’administration Trump a dénoncé à plusieurs reprises le manque de transparence de la Chine, voire une opération de “dissimulation” de Pékin sur la gravité du virus.

(3) « En liant coronavirus et VIH, le professeur Montagnier fait polémique. Pour le codécouvreur du sida, le virus actuel serait issu d’un accident de laboratoire. Une version battue en brèche par la communauté scientifique », commente l’AFP :

« C’est une sortie médiatique qui fait du bruit. Le professeur Luc Montagnier, prix Nobel de Médecine et codécouvreur du sida, estime que le nouveau coronavirus serait issu d’un accident de laboratoire. Une théorie vivement contestée par plusieurs membres de la communauté scientifique. Selon cet habitué des polémiques et désormais très controversé dans le monde scientifique, le virus Sars-CoV-2 est en fait issu d’une tentative de fabrication d’un vaccin contre le virus du sida. En atteste, selon lui, la présence d’éléments du VIH dans le génome du nouveau virus, et même d’éléments du « germe de la malaria », argumente-t-il dans un entretien aux sites frequencemedicale et pourquoidocteur. D’après le Pr Montagnier, qui s’est également exprimé sur la chaîne CNews, ces caractéristiques du nouveau coronavirus ne peuvent être survenues de façon naturelle. L’accident serait intervenu dans le laboratoire de haute sécurité de la ville de Wuhan, ajoute-t-il. Il propose même de débarrasser le virus de ces éléments étrangers « avec des ondes ».

 « Cela n’a pas de sens. Ce sont de tout petits éléments que l’on retrouve dans d’autres virus de la même famille, d’autres coronavirus dans la nature », explique à l’Agence France-Presse le virologue Étienne Simon-Lorière de l’Institut Pasteur à Paris. « Ce sont des morceaux du génome qui ressemblent en fait à plein de séquences dans le matériel génétique de bactéries, de virus et de plantes », lance-t-il. « Si on prend un mot dans un livre et que ce mot ressemble à celui d’un autre livre, peut-on dire que l’un a copié sur l’autre ? » « C’est aberrant », assène ce responsable de la structure génomique évolutive des virus ARN à l’Institut Pasteur. Les modifications du virus, qui chercherait à se débarrasser des éléments étrangers (morceaux génétiques de VIH…), et qui seraient observées à Seattle aux États-Unis, selon le Nobel controversé, sont fausses, ajoute Étienne Simon-Lorière qui s’abstient de tout commentaire sur les « ondes » du Pr Montagnier. La théorie selon laquelle ce virus est issu de manipulations génétiques circule depuis longtemps et a été déjà démentie d’après les analyses du génome du virus communiqué par les Chinois, d’autant que les chercheurs dans le monde entier ont pu depuis isoler et analyser eux-mêmes ce virus à partir de prélèvements provenant de patients sur leur propre territoire. Le Pr Montagnier, ancien de l’Institut Pasteur, est lauréat du Nobel de médecine 2008 pour l’identification du virus responsable du sida, avec sa collègue de l’époque, la Pr Françoise Barré-Sinoussi.

Outre ses théories sur les ondes électromagnétiques émises par l’ADN et sur les bienfaits de la papaye, qui lui ont attiré les moqueries, il s’est affiché en 2017 aux côtés du Pr Henri Joyeux, figure de proue des antivaccins, et a joint sa voix pour dénoncer la dangerosité des vaccins et de la vaccination obligatoire estimant qu’on risquait « avec une bonne volonté au départ, d’empoisonner petit à petit toute la population ».

(4) Voir sur LUC MICHEL’S GEOPOLITICAL DAILY/

CORONAVIRUS EN SYRIE : LE SECOND FRONT DE DAMAS CONTRE L’ENNEMI INVISIBLE !

http://www.lucmichel.net/2020/03/29/luc-michels-geopolitical-daily-coronavirus-en-syrie-le-second-front-de-damas-contre-lennemi-invisible/

(Sources : Xihuan – Pars Today – Afrique Media – Le Monde – Al-Akhbar – EODE Think Tank)

Photo :

Le tweet de l’ambassade de Chine à Paris qui accuse les USA.

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LE TEMPS DES ‘CORONA-DICTATURES’ (010) : L’UE ET LA PANDÉMIE VONT-ELLES OUVRIR LA VOIE À UNE SURVEILLANCE MONDIALE ISRAÉLIENNE ?

# LUCMICHEL. NET/

REVUE DE PRESSE

Avec / 2020 04 22/

* voir sur PRESS TV/

‘REPORTAGE’ DU 23 MARS 2020/

LUC MICHEL:

VOICI VENIR LE TEMPS DES CORONA-DICTATURES SOUS PRETEXTE DE LA PANDEMIE

https://vimeo.com/406639883

LM.NET - CORONADICTATURES 010 israel III

La pandémie du coronavirus est une opportunité considérable pour les gouvernements et les entreprises d’espionnage d’étendre leur portée, y compris dans la vie privée des individus. Nous évoquions dans notre article précédent la firme de Sécurité israélienne NSO. Le ministre israélien de la Défense Naftali Bennett, à gauche espère maintenant que d’autres pays achèteront un système de repérage du coronavirus fabriqué par cette entreprise d’espionnage impliquée dans l’assassinat du journaliste saoudien Jamal Khashoggi …

# L’UE ET LA PANDÉMIE VONT-ELLES OUVRIR LA VOIE À UNE SURVEILLANCE MONDIALE ISRAÉLIENNE ?

(AGENCE MÉDIA PALESTINE/THE ELECTRONIC INTIFADA, 16 04 2020)

Extraits : “Les autorités de santé publique affirment qu’un tracking efficace sera essentiel pour mettre fin à de longs confinements et mettre rapidement un stop à de nouveaux rebonds du virus, au moins jusqu’à ce qu’un vaccin soit développé. Cela signifie que les technologies de surveillance qui promettent d’identifier rapidement quiconque est exposé au virus peuvent certainement trouver un marché mondial. Le danger étant que ce genre de surveillance intrusive devienne permanent. Le célèbre NSO Group est l’une des entreprises qui cherche à tirer parti de cette opportunité. C’est la société qui produit le logiciel malveillant appelé Pegasus qui peut discrètement s’insérer dans le téléphone portable d’une cible. Il peut ensuite être utilisé pour renvoyer presque toutes les informations privées à ceux qui espionnent, y compris les enregistrements, les captures d’écran, les mots de passe, mails et textes. “

L’INDUSTRIE TECHNOLOGIQUE TANT VANTÉE D’ISRAËL A DES LIENS PROFOND AVEC L’APPAREIL MILITAIRE ET D’ESPIONNAGE DU PAYS

“L’industrie technologique tant vantée d’Israël a des liens profond avec l’appareil militaire et d’espionnage du pays, qui utilise les Palestiniens sous occupation armée comme d’involontaires cobayes pour des systèmes qui sont maintenant mis en vente pour d’autres pays. Et on découvre maintenant que les gouvernements européens sont prêts à profiter de cette structure abusive et oppressive, au prétexte de combattre la pandémie.

Pegasus du Groupe NSO, qui n’est vendu qu’à des gouvernements, a été abusivement utilisé contre des journalistes et des militants des droits de l’Homme dans des dizaines de pays. Parmi les utilisateurs suspectés, il y a le Maroc, le Mexique, les Emirats Arabes Unis, le Bahreïn et le Kazakhstan. Pegasus a également été impliqué dans l’assassinat de Jamal Kashoggi, le journaliste saoudien attiré dans le consulat de son pays en 2018 à Istanbul et sauvagement assassiné et dépecé (…) Facebook intente également un procès à NSO Group pour avoir compromis sa plate-forme de messagerie WhatsApp afin d’aider des gouvernements à espionner environ 1.400 personnes. Aujourd’hui, les experts de la vie privée et pour les droits humains s’inquiètent du fait que NSO Group soit à la pointe d’un effort de surveillance du coronavirus sponsorisé par le gouvernement israélien qui pourrait être adopté dans d’autres pays.

Le ministre israélien de la Défense Naftali Bennett s’est vanté le mois dernier que son ministère et l’armée israélienne aient travaillé avec NSO Group au développement d’un système qui permette de donner aux Israéliens une évaluation de la probabilité qu’ils avaient d’être infectés par le nouveau coronavirus. D’après le journal financier israélien Globes, « ce système collectera des informations sur les Israéliens, les mettra à jour en temps réel et attribuera à chaque Israélien un ‘taux d’infection’ sur une échelle de un à 10 ».

Vice.com a fait des recherches sur la technologie de NSO Group.

Le site décrit le système fabriqué par NSO Group, et un système semblable développé par l’entreprise italienne Cy4Gate, comme « essentiellement des outils de surveillance de masse qui aideraient les gouvernements et les autorités de santé à garder la trace des mouvements de chaque citoyen et à rester en contact avec eux ». Dans ce but, selon Vice.com, NSO Group a « adapté l’interface utilisateur et l’outil analytique qu’il avait déjà développés pour pouvoir l’utiliser parallèlement à son puissant logiciel malveillant connu sous le nom de Pegasus, qui peut pirater les téléphones portables et en extraire des données comme les photos, les messages et les appels téléphoniques ».

Ce nouveau système, appelé Fleming, « permet aux analystes de dépister où vont les gens, qui ils rencontrent, combien de temps, et où ». Les individus sont censés se voir attribuer un numéro d’identification secret pour protéger leur vie privée, mais une source de NSO Group a affirmé à Vice.com que le gouvernement peut enlever l’anonymat « lorsque nécessaire ».

EN RÉALITÉ, C’EST DU PIRATAGE EN TEMPS RÉEL.

« Il s’agit d’une tentative extrêmement cynique de la part d’une célèbre entreprise de logiciels espions pour se lancer dans la surveillance de masse », a affirmé John Scott-Railton, chercheur à Citizen Lab de l’université de Toronto, à Vice. Citizen Lab a joué un rôle juridique essentiel en dévoilant comment le logiciel malveillant de NSO Group a été détourné de son usage à travers le monde. « Chaque citoyen dans le monde veut revenir à la normale dès que possible. La ruée vers l’or de la technologie de surveillance pourrait facilement signifier qu’il y a une attente normale de vie privée à laquelle il nous sera très difficile de revenir », a ajouté Scott-Railton.

Comme le fait remarquer Vice, les détenteurs de mobiles dans des pays comme l’Italie, l’Allemagne, l’Autriche, l’Espagne, la France, la Belgique et le Royaume Uni « partagent déjà l’emplacement de leurs courses avec leurs gouvernements respectifs dans un effort pour dépister l’expansion du virus ». Alors qu’il n’y a aucun rapport fait par ces gouvernements qui utilisent les systèmes du NSO Group, il existe des signes troublants selon lesquels l’Union Européenne et ses membres cherchent à adopter la technologie de surveillance de masse sous couvert de lutte contre le COVID-19. Lundi, l’ambassade des Pays Bas à Tel Aviv a déclaré dans un tweet qu’elle « cherchait des sociétés hollandaises qui voudraient s’associer à un partenaire israélien afin de soumissionner pour une offre unique de solutions numériques intelligentes au Corona par le ministère de la Santé des Pays Bas.

BENNETT, LE MINISTRE ISRAÉLIEN DE LA DÉFENSE, A CLAIREMENT AFFIRMÉ QU’IL VOULAIT EXPORTER LE SYSTÈME DE SURVEILLANCE DU CORONAVIRUS DE NSO GROUP

D’après Giaufret, l’UE a affecté environ 150 millions de dollars de son programme scientifique Horizon 2020 « au financement d’équipes scientifiques à travers l’Europe ainsi que dans des pays partenaires, dont Israël, pour aider à trouver rapidement un vaccin contre le COVID-19 ». Il ajoute que le but de cet effort, « c’est d’améliorer les diagnostics, les préparatifs, la gestion clinique et les traitements ». Ces activités sont suffisamment vastes pour y inclure les efforts de financement de la surveillance, surtout quand Horizon 2020 a déjà servi ces dernières années à financer Elbit Systems, entre autres sociétés de l’industrie guerrière d’Israël. Elbit, qui fait actuellement sa promotion en tant que fournisseur de technologie pour combattre la pandémie.

Bennett, le ministre israélien de la Défense, a clairement affirmé qu’il voulait exporter le système de surveillance du coronavirus de NSO Group. Et Sky News a rapporté au début du mois que NSO Group a « contacté quantité de pays occidentaux pour leur envoyer son logiciel de dépistage du coronavirus ».

TESTÉ SUR LES PALESTINIENS

La maltraitance israélienne sur les Palestiniens, y compris sur ses propres citoyens, pendant la pandémie a poursuivi le même schéma de racisme, de violence et de négligence qui sont fondateurs de cet Etat. Les travailleurs palestiniens de Cisjordanie occupée ont peu d’autre choix que de travailler pour des employeurs israéliens s’ils veulent nourrir leurs familles. Quand ils sont en Israël, ils sont exposés au virus qu’ils risquent alors de rapporter dans leurs propres communautés.

Mais l’indifférence systématique d’Israël pour la santé et la sécurité des Palestiniens ne l’a pas empêché de les obliger à être des sujets d’expérience pour ses technologies de contrôle et de surveillance. « Les Palestiniens qui cherchent à vérifier si leurs permis de séjour en Israël sont encore valides ont reçu l’instruction par Israël de charger une application qui permet à l’armée d’accéder à leurs téléphones portables », a rapporté la semaine dernière le journal de Tel Aviv Haaretz. « L’application permettrait à l’armée de pister la localisation du portable des Palestiniens, ainsi que d’accéder aux avis qu’ils reçoivent, aux fichiers qu’il chargent et sauvegardent, et à la caméra de l’appareil. »

Haaretz n’explique pas comment un accès aussi indiscret a quoi que ce soit à voir avec le combat contre le virus, et il ne dit pas non plus qui a fabriqué cette application particulière. Mais les médias israéliens ont confirmé que la branche de guerre informatique de l’armée israélienne, Unité 8200, est impliquée dans le projet de dépistage du coronavirus de NSO Group. En 2014, des vétérans de l’Unité 8200 ont révélé que « la population palestinienne sous régime militaire est entièrement exposée à l’espionnage et à la surveillance du renseignement israélien ». Les agents israéliens ont avoué que les informations qu’ils ont aidé à collecter et à stocker « nuisent à des gens innocents ». « On s’en sert pour des persécutions politiques et pour créer des divisions à l’intérieur de la société palestinienne en recrutant des collaborateurs et en montant des parties de la société palestinienne contre elle même », ont-il ajouté.

MAINTENANT, LE RESTE DU MONDE PEUT OBTENIR LE TRAITEMENT DES PALESTINIENS

« Ce qui se passe en Palestine ne reste pas en Palestine », note le groupe de recherche Who Profits sur un nouveau site internet consacré à la surveillance de la façon dont la crise du COVID-19 se développe dans le contexte de l’occupation israélienne. « Une raison essentielle pour laquelle Israël cherche perpétuellement à diversifier son arsenal de répression est qu’il peut ensuite le transformer en profit économique et en gains politiques. »

La pandémie du coronavirus est l’opportunité parfaite pour Israël de mettre son espionnage sur le marché de cette façon. Et tout indique que l’Union Européenne – en conformité avec son record sans faille de complicité – est prête à aider Israël à répandre sa surveillance partout dans le monde.

Traduction : J. Ch. pour l’Agence Média Palestine

Source : The Electronic Intifada

* Lire aussi sur la firme NSO Luc Michel sur :

Israël comme modèle de surveillance ?

http://www.palestine-solidarite.org/analyses.luc_michel.160420a.htm

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