Tav, dossier dei francesi per sbloccare la nuova linea: “Fréjus ormai fuori norma”

L’attacco mediatico  alla linea storica del Fréjus, definita a rischio sicurezza nell’articolo de La  Repubblica del 12 ottobre, è stato concepito da Jacques Gounon, Presidente di Transalpine, l’associazione promotrice della nuova linea Lyon Turin finanziata dalla regione Auvergne- Rhône-Alpes.

Ma chi è questo signore ?

Jacques Gounon è il Presidente Direttore Generale di Getlink che gestisce in concessione il Tunnel sottomarino della Manica e che succede alla società Eurotunnel, costruttrice del tunnel, finanziata da decine di migliaia di piccoli risparmiatori che persero in seguito gran parte dei loro piccoli capitali 

https://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&artId=916741&chId=30

Dal marzo 2018 la società ATLANTIA (Benetton) ha acquistato 85.170.758 azioni di Getlink  spendendo € 1,056 miliardi, pari al 15,49% del capitale e rappresentanti il 26,66% dei diritti di voto della società. http://m.dagospia.com/dai-maglioncini-alla-manica-atlantia-dei-benetton-con-1-05-mld-si-prende-il-15-5-dell-eurotunnel-168486 (*)

Evidentemente Atlantia punta sulla gestione futura delle due linee ferroviarie tra la Francia e l’Italia come previsto dall’Accordo di Roma tra Italia e Francia  del 2012.

Lo zelo di questo giornalista nella pubblicazione degli argomenti falsi e fuorvianti di TELT è veramente encomiabile, dovrebbe ricevere il premio Gekaufte Journalisten “Udo Ulfkotte”.

Cfr: Piccola nota aperta all’attenzione di Sergio Chiamparino

Gentile giornalista Paolo Griseri,

mi riferisco al suo articolo qui sotto riportato nel quale lei scrive: “La lettera del 19 settembre scorso è firmata da Thomas Allary, direttore regionale delle ferrovie francesi (Sncf) per la regione Rhône-Alpes, al confine con l’Italia.”

Le chiedo, per completezza di informazione:

  • La Repubblica ha ricevuto questa lettera (Dossier) direttamente dalla SNCF?
  • Oppure: La Repubblica ha ricevuto dall’Ufficio stampa di TELT il documento o la sintesi di un documento che Jacques Gounon, presidente della Transalpine, avrebbe prima ricevuto da SNCF e quindi tramesso a Telt che ha poi informato La Repubblica (e altri media) con un Comunicato Stampa?
  • Suoi colleghi giornalisti ci hanno confermato che sul sito di TELT http://www.telt-sas.com/it/stampa/ non sono riportati tutti i Comunicati Stampa: Ci può p.f. dare copia di questo Comunicato stampa di TELT?

PresidioEuropa è stato accusato di manipolare le informazioni: come è noto a tutti non lo facciamo, ma forniamo nel limite delle nostre conoscenze l’altra faccia della medaglia, verifichi p.f. nel nostro sito.

In questo caso vorremmo saperne di più per proseguire nella nostra attività di inchiesta sui rischi ferroviari.

Per questo motivo chiediamo tramite suo a La Repubblica di collaborare in questo senso.

Molte grazie e cordiali saluti,

Paolo Prieri

PresidioEuropa

+39 320 265 9560

www.PresidioEuropa.net/blog

Tav, dossier dei francesi per sbloccare la nuova linea: “Fréjus ormai fuori norma”

12 Ottobre 2018

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/10/12/news/frejus_tav_torino_lione_francia_italia_fs_rfi-208822949/

Secondo un documento delle Ferrovie di Parigi, la galleria dell’800 è a rischio sicurezza. Per i No Tav nel vecchio tunnel possono passare fino 120 treni al giorno  

Il documento La galleria dell’ 800 a rischio sicurezza

Paolo Griseri, Torino

La lettera del 19 settembre scorso è firmata da Thomas Allary, direttore regionale delle ferrovie francesi (Sncf) per la regione Rhon-Alpes, al confine con l’Italia. Il testo è chiaro: con le nuove norme di sicurezza la vecchia galleria ferroviaria del Frejus, tra Italia e Francia, quella ottocentesca che oggi unisce Bardonecchia a Modane, è vicina al punto di saturazione e finirà presto fuori norma.

Secondo una interpretazione più restrittiva delle stesse norme, la vecchia galleria non riuscirebbe neppure a garantire le punte di traffico di oggi.

Dunque il nuovo tunnel Torino-Lione, quello della contestata Tav, è indispensabile per tenere aperti i traffici tra i due paesi.

La lettera è uno dei documenti che vengono inviati in questi giorni ai tecnici del ministero che devono prendere una decisione sul futuro della Tav. E sembra essere uno degli elementi, non l’unico, che spingono per far concludere almeno lo scavo della galleria di base, oggi arrivato a 6 dei 57 chilometri complessivi.

Il direttore regionale delle ferrovie francesi risponde a una domanda di Jacques Gounon, presidente della Transalpine, l’associazione di Lione promotrice della nuova linea ferroviaria. Il responsabile delle ferrovie invia un documento di lavoro in cui riferisce che nei primi sei mesi del 2018 la punta massima di traffico sotto la vecchia galleria è stata di 45 treni, il 17 gennaio scorso. Di questi 6 erano passeggeri, quelli della linea Milano-Parigi, e 39 merci.

Gli oppositori alla Tav sostengono che la vecchia galleria è perfettamente in grado di far passare 120 treni al giorno, molto più del picco dei 45 registrato a gennaio e che quindi non sarebbe necessario realizzare la nuova. Ma il dirigente delle ferrovie francese sostiene che non è così. Anzi. E spiega perché. «L’attuale galleria del Frejus è regolata dalle norme di sicurezza della legge italiana ed è sotto la responsabilità di Rfi», la società di Fs che si occupa delle reti. «In una recente lettera – scrive il dirigente francese – Rfi sostiene che le future norme di sicurezza sui nuovi treni merci di terza generazione» farebbero scendere «la capacità massima del tunnel a 94 treni al giorno».

Ancora il doppio, comunque, della punta massima registrata quest’anno. Ma nel vecchio tunnel, 12 chilometri a una sola canna e senza vie di fuga (è stato realizzato nel 1871), la legge italiana impedisce l’incrocio di un treno passeggeri con un treno di merci pericolose. Così come impedisce l’incrocio di due treni di merci pericolose.

Con queste regole la capacità di utilizzo della vecchia galleria scende da 94 a 62 treni al giorno che calano ancora a 54 se si introduce il principio per cui non possono incrociarsi comunque un treno merci (di qualsiasi tipo) e uno passeggeri. «Se le esigenze di sicurezza diventeranno più stringenti, impedendo comunque il transito di due treni contemporaneamente nella galleria, ecco che la capacità totale scende a 42 treni al giorno», sotto il picco massimo di 45 registrato quest’anno, conclude la lettera di Allary. Le nuove norme di sicurezza sono in queste settimane allo studio di una commissione tecnica mista italo-francese che dovrà decidere quali nuovi obblighi imporre per la circolazione nella vecchia galleria.

Mentre le regole di garanzia contro gli incidenti riducono al lumicino la capacità di assorbire traffico della vecchia galleria, aumenta il numero dei Tir che ogni anno attraversano la val di Susa per andare in Francia. Secondo un recentissimo studio del dipartimento francese della Savoia, sono stati 741 mila i camion transitati nel 2017, in crescita del 5 per cento rispetto all’anno precedente.

Se si arriverà alla riduzione ulteriore del traffico sui treni nella vecchia galleria e se non si realizzerà più la Tav, il numero dei Tir che inquinano la val di Susa sarà destinato inevitabilmente ad aumentare.

Ci sono infine altri due elementi allo studio dei tecnici che consiglio di non bloccare lo scavo della Tav.

Il primo è che sul versante francese sono già stati scavati 6 chilometri di tunnel di base e che bloccare vorrebbe dire riempire 20 chilometri di gallerie già realizzate (oltre al tunnel di base anche le gallerie di servizio).

Il secondo è che l’Unione Europea ha annunciato nelle scorse settimane che è disposta ad aumentare la sua quota di spesa, facendo scendere di 490 milioni il costo per l’Italia.

Il governo di Roma avrebbe anche sconti sulla parte nazionale del percorso.

Insomma costerebbe meno concludere il nuovo tunnel della Torino-Lione che bloccarlo.

Per i contrari all’opera nel vecchio tunnel possono passare 120 treni al giorno Sncf: è impossibile

Tav, dossier dei francesi per sbloccare la nuova linea: “Fréjus ormai fuori norma”ultima modifica: 2018-10-15T18:53:48+02:00da davi-luciano
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