Per giornale spagnolo “inutile” la bomba nucleare più potente sviluppata dall’Urss

https://it.sputniknews.com/mondo/201911028247961-per-giornale-spagnolo-inutile-la-bomba-nucleare-piu-potente-sviluppata-dallurss/?utm_source=push&utm_medium=browser_notification&utm_campaign=sputnik_it

Tsar Bomba (foto d'archivio)

© Sputnik . Mikhail Voskresensky
22:34 02.11.2019

Il 30 ottobre del 1961 l’Unione Sovietica testò la cosiddetta Tsar Bomba (nota anche come Bomba Zar o RDS-220 – ndr) nell’Artico, ma in realtà un ordigno così grande si rivelò inadatto per una vera guerra, si legge in un articolo del quotidiano spagnolo La Vanguardia.

In particolare, la Tsar Bomba, secondo il giornalista, non poteva essere lanciata a grande distanza. Inoltre gran parte della sua energia sarebbe andata dispersa nello spazio sotto forma di radiazione, sostiene l’autore dell’articolo.

L’Urss voleva intimidire le potenze capitaliste con una dimostrazione dell’insuperabile tecnologia sovietica, ma di fatto era solo un enorme bluff, si afferma nell’articolo. La leadership sovietica ne era consapevole e voleva nasconderlo, ipotizza l’autore dell’articolo.

La RDS-220 è una bomba aerea termonucleare sviluppata in Unione Sovietica tra il 1956 e il 1961 da un gruppo di fisici nucleari guidati dall’accademico Igor Kurchatov.

© SPUTNIK . MIKHAIL VOSKRESENSKIY
La copia della Tsar Bomba

Il test di questo ordigno nucleare si svolse il 30 ottobre 1961: un aereo Tu-95V sganciò la bomba nel poligono di test nucleari di Sukhoi Nos, sull’isola Novaya Zemlya. La potenza dell’esplosione venne misurata in 58.6 megatoni.

La Tsar Bomba è il più potente dispositivo esplosivo fabbricato nella storia dell’umanità. È entrato nel Guinness dei primati come il più potente ordigno termonucleare ad aver superato un test.

Partiti in Germania i primi treni ad idrogeno al mondo, ecologici ed a zero emissioni

Pubblicato il: 19 Settembre 2018

treni idrogeno germania

La Germania da Lunedì può vantare un primato mondiale

infatti in bassa Sassonia, sono già attivi da 2 giorni e stanno già circolando i primi due treni ad idrogeno del mondo, destinati a cambiare radicalmente il trasporto su rotaia.

Manderanno in pensione le locomotive a diesel, infatti sono ecologici, non inquinanti dato che emettono vapore acqueo, silenziosi e hanno 1000 chilometri di autonomia.

i due treni, Coradia iLint hanno iniziato a viaggiare lunedì scorso percorrendo i 100 chilometri di ferrovie tra Cuxhaven, Bremerhaven e Buxtehude Bremervörde, in Bassa Sassonia, a ovest di Amburgo, e sono stati lanciati su rotaia dalla compagnia francese Alstom.

treni idrogeno germania

i due treni sono di colore blu e al momento sono in grado di raggiungere i 140 km/h, sono dotati di celle a combustibile che convertono l’idrogeno immagazzinato sul tetto e l’ossigeno ambientale in elettricità.

Le batterie agli ioni di litio verranno utilizzate anche per immagazzinare l’energia recuperata durante la frenata, che viene riutilizzata nelle fasi di accelerazione.

Hanno un’autonomia di 1000 chilometri prima di essere ricaricati, e la parte migliore è che utilizzando acqua ed energia elettrica sono totalmente a zero emissioni inquinanti.

i treni stanno viaggiando per conto dell’autorità locale dei trasporti (LNVG) e dell’operatore regionale EVB e possono viaggiare per l’intera giornata prima di essere ricaricati.

Già prevista per il 2021 la consegna di altri 14 treni e il posizionamento di una stazione di rifornimento fissa negli spazi di EVB, secondo un contratto firmato lo scorso anno per il valore di 81 milioni di euro, nel 2021 la rete Evb sarà dunque interamente composta da treni a idrogeno

La bella notizia è che la Germania anche se è la prima ad avere investito nella tecnologia Green, non è l’unica che lo sta facendo,

la Francia per esempio punta a far correre i primi treni ad idrogeno entro il 2022 e la società Alstom ha confermato di essere in trattativa per la produzione di treni ad idrogeno anche con Regno Unito, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia, Canada e Italia,

Nel nostro paese le prime regioni a manifestare il loro interesse sono state il Trentino e la Toscana che stanno valutando l’utilizzo di fondi europei per cofinanziare l’operazione.

Stefani Schrank product manager di Alstom spiega:

il treno a idrogeno comporta un costo maggiore all’inizio rispetto a uno diesel ma dopo 10 anni l’investimento è già in pari e in attivo per i rimanenti 20 anni della vita del prodotto.

treni idrogeno germania

 

Altro che TAV, la Cina rivela un prototipo di treno a levitazione magnetica capace di raggiungere i 600 km/h (VIDEO)

https://veritaglobale.altervista.org/altro-tav-la-cina-rivela-un-prototipo-treno-levitazione-magnetica-capace-raggiungere-600-kmh-video/?fbclid=IwAR0MJ-AmnzVna5hVlTywXWozb4XfxWeDeh29UQAVeCG5wAHtpvSkuasanSg

Il dibattito in Italia è fermo intorno a una obsoleta linea TAV che dovrebbe collegare Torino e Lione per trasportare più velocemente fantomatiche merci. Intanto in Cina il progresso tecnologico prosegue senza sosta tanto che Pechino ha appena mostrato al mondo un nuovo prototipo di treno veloce, a levitazione magnetica, capace di raggiungere i 600 km/h.

La China Railway Rolling Stock Corporation (CRRC) ha presentato il primo prototipo di un nuovo treno a levitazione magnetica che promette di ridurre drasticamente i tempi di percorrenza tra Shanghai e Pechino. Il treno può raggiungere velocità incredibili di 600 chilometri all’ora (372 miglia orarie) perché utilizza i magneti per librarsi sopra i binari, risultando in un viaggio essenzialmente privo di attrito e molto fluido.

Il treno è stato costruito dalla controllata di CRRC Qingdao Sifang nella città di Qingdao, a metà strada tra Pechino e Shanghai. Ding Sansan, capo del team di ricerca e sviluppo del team di Maglev e vicecapo ingegnere dell’azienda, ha dichiarato a China Daily: “Il prototipo ha già raggiunto la levitazione statica ed è in condizioni ideali”, osservando che gli ingegneri sperano mettere in funzione il treno di prova nel 2021.

I treni Maglev rimangono una tecnologia in gran parte futuristica, anche se esistono alcune linee maglev.
La Cina ha lanciato la prima linea funzionale al mondo nel 2002 a Shanghai utilizzando la tecnologia acquistata dalla Germania; può raggiungere velocità di 430 km / h. Il Giappone ha testato un treno a levitazione magnetica nel 2015 che può raggiungere i 603 km / h e spera di avere una linea maglev in funzione entro il 2027.

Ding ha osservato che l’obiettivo di questa nuova linea è di sostituire in gran parte i viaggi aerei tra le due metropoli. Con un viaggio in aereo, compreso il tempo di preparazione, circa 4,5 ore e un viaggio in Cina sulla linea ferroviaria ad alta velocità di circa 5,5 ore, Ding spera che la nuova linea di maglev impiegherà circa 3,5 ore.

Xinhua ha notato all’inizio di quest’anno che la Cina vanta oltre 29.000 chilometri di ferrovie ad alta velocità – due terzi del totale mondiale.

https://www.lantidiplomatico.it

Parlamento UE approva schedatura di massa: dati biometrici di 350 milioni di persone

https://www.imolaoggi.it/2019/04/23/parlamento-ue-approva-schedatura-di-massa-dati-biomentrici-di-350-milioni-di-persone/

Il Parlamento europeo ha votato la scorsa settimana per collegare una serie di sistemi di controllo delle frontiere e di migrazione in una gigantesca banca dati contenente i dati biometrici di cittadini dell’UE e di paesi terzi.

Questo nuovo database sarà noto come Common Identity Repository (CIR) ed è impostato per unificare i record su oltre 350 milioni di persone. Per la sua progettazione, CIR aggregherà sia i documenti di identità (nomi, date di nascita, numeri di passaporto e altri dettagli di identificazione) che quelli biometrici (impronte digitali e scansioni facciali) e metterà i suoi dati a disposizione di tutte le autorità di frontiera e di polizia. Il suo ruolo principale sarebbe quello di semplificare il lavoro ai posti frontiera e quello delle forze dell’ordine dell’UE che saranno in grado di cercare dati in un sistema unificato molto più velocemente, piuttosto che cercare individualmente in database separati.

La scorsa settimana, i funzionari UE hanno dichiarato: “I sistemi coperti dalle nuove norme includeranno il sistema di informazione Schengen, Eurodac, il sistema di informazione visti (VIS) e tre nuovi sistemi: il sistema europeo di casellari giudiziari per cittadini di paesi terzi (ECRIS-TCN), il sistema di ingressi / uscite ( EES) e il Sistema europeo di informazione e autorizzazione dei viaggi (ETIAS) “.

Il Parlamento europeo e il Consiglio europeo hanno promesso “salvaguardie adeguate” per proteggere il diritto alla privacy dei cittadini e regolamentare l’accesso dei dati ai funzionari.

L’UE gestisce uno dei più grandi database biometrici del mondo

Da quando i piani per creare questo database biometrico condiviso sono stati resi pubblici, lo scorso anno, i sostenitori della privacy hanno criticato l’UE, definendo la creazione di CIR come il “punto di non ritorno” nella creazione di un “database centralizzato europeoo del genere Grande Fratello”.

Una volta installato e funzionante, CIR diventerà uno dei più grandi database di tracciamento delle persone nel mondo, proprio come i sistemi utilizzati dal governo cinese e dal sistema indiano di Aadhar.

Negli Stati Uniti, la protezione doganale e di frontiera (CBP) e il Federal Bureau of Investigations gestiscono database biometrici simili.

L’esistenza del database viene giustificata dalla necessità di dotare le forze dell’ordine di strumenti migliori per il monitoraggio di migranti e criminali; tuttavia, c’è sempre il timore che il sistema venga lentamente esteso fino a  includere e rintracciare le persone che non sono oggetto di indagini penali e perfino i turisti che viaggiano nella UE.

www.zdnet.com

Clima impazzito? ”No,è guerra climatica ”. Parla il generale Fabio Mini

https://www.jedanews.it/blog/guerra-climatica-generale-mini/?fbclid=IwAR0aA5KAtrAjUqrU6u891WgylxN4N4F2XOYDVa0Ot2Xl5lwi_7DXiGcQ3R8

Mai come ora  ci rendiamo conto che il clima è impazzito.Ecco il motivo spiegato dal Generale Mini:”E’ guerra climatica,clima modificato con agenti chimici”.

Riportiamo qualche passo significativo della testimonianza di questa persona, il cui ultimo incarico militare è stato il Comando delle forze NATO in Kossovo, e quindi non è stato un generale di “cartone”, come si dice in gergo di coloro che non  hanno mai ricoperto ruoli di Comando, e sicuramente conosce l’argomento di cui tratta e  anche solo per questo, dovrebbe essere ascoltato.
“La guerra ambientale non è più solo una ipotesi: è già in atto. Ma guai a dirlo, si passa per pazzi.”

“Negare l’informazione è già un atto di guerra. Non c’è solo la disinformazione ma c’è una pratica militare che si chiama ‘denial of service’ ovvero si stabilisce che è necessario non solo negare la realtà o l’evidenza, ma negare l’informazione. E questo è già un vero e proprio atto di guerra. Determinate persone o paesi non devono venire a conoscenza delle informazioni e questo può causare catastrofi di proporzioni bibliche, come il devastante tsunami dell’Indonesia. L’informazione sul suo arrivo era disponibile, ma interruzioni nella trasmissione, a causa di anelli mal funzionanti o volutamente non funzionanti, ne ha impedito la comunicazione.”

 “La bomba climatica è la nuova arma di distruzione di massa a cui si sta lavorando in gran segreto per acquisire vantaggi inimmaginabili su scala planetaria. Alluvioni, terremoti, tsunami, siccità, cataclismi. Uno scenario che purtroppo non è più fantascienza.”

“La maggior parte delle persone ritiene inconcepibili certi scenari, in quanto non è al corrente delle progettazioni in materia di tecnologie militari e quindi delle conseguenti implicazioni.”

Il Generale racconta che nel lontano 1946, lo scienziato neozelandese Thomas Leech, lavorò in Australia per conto dell’Università dell’Auckland, con fondi americani e inglesi, per provocare piccoli tsunami. Il “Progetto Seal” ebbe successo, spaventò lo scienziato che interruppe gli esperimenti, e che poi sicuramente sono stati ripresi e perfezionati.
“I militari hanno già la capacità di condizionare l’ambiente: tornado, uragani, terremoti e tsunami alterati o addirittura provocati dall’uomo sono una possibilità concreta.”
“Nell’ambito militare non esiste una moralità che possa impedire di oltrepassare un certo punto. Basti pensare allo sviluppo e le applicazioni degli ordigni atomici. Non esiste vincolo morale, ciò che si può fare si fa.”

Non è solo un problema di mancanza di moralità, ma secondo il Generale si va anche oltre: “La voglia di conseguire un vantaggio spinge ad usare le tecnologie senza fare test a sufficienza. Una possibilità viene messa in atto per verificarne il funzionamento, sperimentandone direttamente sul campo gli effetti.”

Con l’articolo su Limes, il Generale aveva già divulgato il progetto dell’Aereonautica Militare Statunitense del 1995. In “Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025” si delineavano i piani non “di possedere il clima”, ma di controllare il meteo, lo spazio atmosferico e condurre operazioni belliche in sicurezza, dice sempre il Generale. “Per esempio, irrorando le nubi con ioduro di argento, altre sostanze chimiche o polimeri, per dissolverle o spostarle. Oggi siamo piuttosto vicini al traguardo del 2025.”

Fonte : nogeoingegneria.com
Redatto da: veritaoltreilsistema.com

Incubo 5G, il Governo aumenta di 110 volte l’elettrosmog? Il libro denuncia di Martucci per Grillo (Ministro Salute): “Cittadini come cavie umane, si viola Codice di Norimberga!” E’ già tardi?

Dopo l’estate tutti gli “italiani saranno esposti a campi elettromagnetici ad alta frequenza, con densità espositive e frequenze sino ad ora inesplorate. Dopo Settembre l’operazione avrà respiro nazionale. Sottovalutare o ignorare il valore delle evidenze scientifiche disponibili non appare eticamente accettabile”. Pericoloso lascito dai predecessori: ignorati gli appelli precauzionali dei medici ISDE che continuano ad invocare una sensata moratoria, per compiacere Europa e lobby del 5G il Governo Conte potrebbe aumentare di 110 volte il valore limite di campo elettrico emesso dalle stazioni radio base (antenne di telefonia mobile), sommergendo la popolazione con un’irradiazione elettromagnetica multipla e cumulativa di dubbia innocuità, per altro già documentata come (potenzialmente) cancerogena da innumerevoli e accreditati studi nonché (seppur tra le polemiche per una classificazione 2B al ribasso!) dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Lo spauracchio è nella bozza di decreto stesa dal dicastero dell’ex ministro Galletti il 18 Aprile scorso e ora al vaglio di Sergio Costa. C’è scritto: considerati gli attuali limiti di legge (6 V/m nella rilevazione su 24 ore e dentro la struttura degli edifici) una “barriera per lo sviluppo della tecnologia” di quinta generazione (5G), il ministro dell’ambiente (di concerto con l’omologa della salute) decreterebbe l’applicazione di nuovi standard per i valori di attenzione “sulla base delle evidenze scientifiche in materia” da tradurre in ben 61 V/m, ovvero innalzando di 110 volte l’elettrosmog (in fisica il vettoriale delle radio frequenze è calcolato al quadrato, cioè campo elettrico+magnetico) per favorire nuove bande simultanee (s’aggiungeranno alle attuali 2G, 3G, 4G) e migliaia di nuove micro-antenne ubiquitarie (si pensa una sul tetto di ogni 12 abitazioni o sui lampioni della luce!) da disseminare senza tregua ovunque, in ogni angolo delle città ma pure in campagne e parchi. Cosa ci aspetta?
 
Snobbato il fronte precauzionista, l’unico criterio seguito sarebbe in ossequio (reverenziale!) ai desiderata degli operatori delle telecomunicazioni, recentemente riuniti a Roma da Eunews per chiedere “una revisione al rialzo dei limiti sulle emissioni elettromagnetiche”, giudicate restrittive, cioè da esplodere verso l’alto al grido di “serviranno molte antenne”!
La prerogativa, ad esclusivo appannaggio del business per l’ipercomunicazione di massa stimato in 225 miliardi di euro fino al 2025, vorrebbe l’assenza (sic!) di una dimostrata evidenza scientifica sugli effetti per la salute dell’uomo esposto alle irradiazioni, ritenuta ingiustificata l’applicazione del principio di precauzione da un punto di vista tecnico ed epidemiologico. Ma è davvero così? Ci possiamo fidare di Wi-Fi, wireless e 5G? E su quali premesse di tutela per la salute pubblica? Oppure c’è qualcosa che non ci viene detto? Qualcosa che ci tengono nascosto?
Per confutare quest’assioma stereotipato, fondato su ricerche superate e di dubbia indipendenza, ho scritto l’inchiesta “Manuale di autodifesa per elettrosensibili. Come sopravvivere all’elettrosmog di wi-fi, telefoni cellulari, smartphone e antenne di telefonia. Mentre arrivano 5G e wi-fi dallo spazio!”
 
Manuale di autodifesa per elettrosensibili_cop_fronte
 
(il libro uscirà ai primi di Luglio per Terra Nuova Edizioni), una libera (e scevra da condizionamenti) panoramica sui subdoli rischi dei pervadenti campi elettromagnetici, tracciato il perimetro del pericolo ambientale d’Era Elettromagnetica (patito in primis dagli ammalati – sempre più numerosi – di Elettrosensibilità), svelando incongruenze, distorsioni metodologiche e conflitti d’interesse alla base del cosiddetto fronte negazionista, passate in rassegna le maggiori sentenze di tribunale sul nesso giuridicamente accertato telefonino=cancro e gli studi (migliaia!) sugli effetti non termici di wireless e antenne di telefonia mobile.
 
Riporto: “I governi e le agenzie pubbliche di protezione della salute si nascondono di solito dietro obsolete linee guida ufficiali, che sono state redatte quando si pensava che l’unico modo in cui la radiazione da radiofrequenza poteva influenzare la salute era per l’intensità del campo sufficientemente alta o per l’eventuale potere di riscaldamento, come se il corpo umano fosse una bambola di plastica riempita di liquidi. Questo è falso perché innumerevoli studi scientifici hanno dimostrato che possono arrecare danni alla salute dei campi elettromagnetici molto al di sotto dei livelli delle linee guida ufficiali. Ci sono oggi forse 4 o 5 miliardi di cellulari in uso nel mondo e l’effetto cumulativo può mettere in pericolo l’essere umano”. E poi: “La strategia dell’industria è quella di finanziare studi a basso rischio che assicureranno risultati positivi, e poi di usarli per convincere i media e il pubblico che sono le prove dell’inno¬cuità dei cellulari”.
Infine: “L’anello debole della catena è comunque sempre il cittadino, che a fronte di una serie di disponibilità tecnologiche sicuramente utili e appaganti si trova comunque esposto a un rischio quantomeno possibile”.vero – che Fiorella Belpoggi (per l’Istituto Ramazzini direttrice della più grossa ricerca al mondo sugli effetti biologici delle radiofrequenze delle antenne, anticipata nei risultati parziali del 2018) ha ripetuto che “abbiamo identificato un pericolo. Non può accadere come è successo con il benzene, per il quale ci sono voluti 30 anni affinché fossero presi provvedimenti”, tanto che secondo Lorenzo Tomatis (fondatore IARC, Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) far finta di nulla oggi “equivale ad accettare che un effetto potenzialmente dannoso di un agente ambientale può essere determinato solo a posteriori, dopo che quell’agente ha avuto tempo per causare i suoi effetti deleteri”.
Infatti (che lo si sappia!), ricerca e medicina forzatamente seguono a rimorchio la più veloce innovazione tecnologica, con l’inevitabile conseguenza che per attendere riscontri medici definitivi bisogna attendere (anche) 10, 15, 20 anni dal momento in cui è stato lanciato l’Hi-Tech sul mercato (in soldoni, con affanno si studiano gli effetti del 3G quando in commercio esce il 5G!). Quindi la misura del problema la conosce, eccome!
 
Non possiamo aspettare decenni per farci (colpevolmente) ripetere dai governanti di turno, “scusate, c’eravamo sbagliati, l’elettrosmog è certamente cancerogeno!”, con chissà quale conta per le persone eventualmente colpite e danneggiate. Per questo, in conferenza a Firenze, venerdì ho preso un impegno pubblico: manderò il mio libro (in uscita a giorni) al neo-ministro Giulia Grillo perché non possa dire di non sapere. Da consapevole attivista e poi all’opposizione, s’è battuta anche in Parlamento per scongiurare l’incubo MUOS in Sicilia, partecipando persino ad un dibattito pel riconoscimento di Sensibilità Chimica Multipla ed Elettrosensibilità.Non vorrei che, sostituita la Lorenzin, come suoi illustri predecessori anche la Grillo finisse per avallare una scellerata manovra politico-lobbistica (e non di precauzione sanitaria) che dopo ferragosto ci catapulterebbe (tutti quanti, nessuno escluso) in un pericoloso punto di non ritorno: la tutela della salute pubblica viene prima del 5G! Altrimenti si rischia di violare apertamente il Codice di Norimberga, trasformando la popolazione civile in cavie umane su cui sperimentare nuove tecnologie. E questo non è (assolutamente) ammissibile.
di Maurizio Martucci mercoledì 27 giugno 2018
 
 
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L’ultima della UE: il web senza immagini (e senza idee). Si chiama censura. Io non ci sto. E tu? – Come Don Chisciotte – Controinformazione – Informazione alternativa

BELLA L’EUROPA DEI POPOLI EH? TANTI DIRITTI E BENESSERE PER TUTTI VERO?

internet

ma tu guarda, la proposta viene da Oettinger, quello che voleva delegare i mercati a rieducare gli italiani che sbagliano a votare

Tutte le gaffe di Oettinger, il commissario europeo forse tradito da una sintesi sbagliata

Ma d’altronde tutte le sinistre sono d’accordo, qualsiasi cosa è legittima per ritornare ad occupare le poltrone e fare i servi della finanza, ah no, per salvare il popolo dall’ignoranza etc etc Ovviamente in piazza non si vedrà nessuno, la Ue sa fare il bene della gente no?

L’ultima della UE: il web senza immagini (e senza idee). Si chiama censura. Io non ci sto. E tu?

Il Cuore Del Mondo

Ci stanno provando in tutti i modi da tempo, negli Stati Uniti e, soprattutto, in Europa. Chi segue questo blog sa come la penso: da quando l’establishment ha perso il controllo della Rete e soprattutto dei social media, veicolando idee non mainstream e favorendo l’affermazione di movimenti alternativi, quelli che vengono sprezzamentemente definiti “populisti”, ogni pretesto è buono per favorire misure per limitare la libertà di pensiero. Ci hanno provato usando l’ariete delle “Fake news” e il tentativo è ancora in corso, in queste ore stanno usando un altro grimaldello, il copyright.

Come ha denunciato, in perfetta solitudine, Claudio Messora su Byo Blu   la Commissione Affari Legali del Parlamento europeo, su proposta dell’immancabile commisario tedesco Oettinger,  ha dato il primo via libera alla legge sul Copyright, che di fatto, se verrà approvata anche in Aula,  permetterà di introdurre misure censorie.

L’articolo 11, instaura la cosiddetta “tassa sui link”. Non stiamo parlando, a scanso di equivoci di film o di canzoni o di interi libri, ma stiamo parlando del testo che, citato testualmente si riferisce, “anche ai più piccoli frammenti di articoli contenenti notizie”, che “devono avere una licenza”. Avete presente quel piccolo testo di anteprima che appare a fianco o sotto a un link, in mancanza del quale nessuno sano di mente si sogna di cliccare? Ecco, anche quello dovrebbe disporre di un’adeguata licenza!

Spiega Messora, che così continua:

Secondo l’articolo 13 “le piattaforme online sono responsabili per le violazioni del copyright dei loro utenti” e “devono in ogni caso implementare filtri preventivi sugli upload”. Significa che gli algoritmi rigetteranno a priori qualunque contenuto che “potrebbe” violare il copyright, prima ancora che appaia online. Ma gli algoritmi non sono immuni ai falsi positivi e non possono certamente distinguere gli usi ammissibili, come le parodie, i meme, il diritto di critica… Non c’è nessuna concessione al concetto stesso di “Fair Use”. Ecco, ad esempio sarà impossibile pubblicare la foto di chicchessia con una scritta sotto, appunto i meme, a meno che quella foto non l’abbiate scattata voi stessi, e anche così sarete comunque giudicati “colpevoli” a meno che non vi dimostriate “innocenti” e non conduciate lunghe battaglie per riportare online i vostri contenuti.

Il messaggio è chiaro: se questa legge passerà, la diffusione di contenuti politici potrà avvenire solo senza il supporto di immagini, perché è evidente che il singolo cittadino mai potrà procurarsi le foto di un primo ministro o della guerra in Siria. E anche la citazione di brani di articoli potrebbe portare alla soppressione della vostra pagina Facebook o del vostro account Twitter. Insomma, se questa legge dovesse entrare in vigore, i blog e le pagine politiche sui social media con foto “non autorizzate” potebbero essere cancellate d’ufficio, privando la Rete di uno strumento di supporto ormai indispensabile. Quale attrattiva potrebbero avere avere pagine di solo testo? Volete davvero che la Rete venga ridotta a un’immensa bacheca di foto di gattini (solo i vostri, perché gli altri violerebbero il copyright)?

Salviamo Internet dalla direttiva del Copyright UE

Claudio Messora ha lanciato una petizione contro questo provvedimento, che sarà votato in aula a Bruxelles il 4 luglio. Lo scopo è di suscitare una sollevazione della Rete e siccome le grandi testate stanno , ovviamente, ignorando la notizia, l’unica possibilità è di innescare un passaparola che induca decine di migliaia di cittadini a firmare questa petizione.

Io ho firmato. E tu? Mancano pochi giorni, non perdere tempo!

Marcello Foa

Caso Skripal. A 10 Km da Salisbury c’è Porton Down, l’hub per la guerra chimica del Regno Unito

skripal

Ulf Schmidt, professore di storia moderna presso l’Università del Kent, in un libro recentissimo aveva documentato di innumerevoli disseminazioni di agenti biologici e chimici condotti sulla ignara popolazione inglese
Prosegue con continui, grotteschi, colpi di scena la saga di Sergej Skripal “avvelenato, insieme alla figlia, con il Sarin da sicari di Putin”. E mentre gli abitanti di Salisbury gettati nel panico dal governo sono l’unica “prova” che i mass media possono mostrare per attestare questo inverosimile “complotto di Mosca”, c’è chi si documenta sulle infamie del Defence Science and Technology Laboratory, l’impianto militare per la Guerra biologica di Porton Down, ubicato a dieci chilometri da Salisbury. Sale così tra i libri più scaricati (tramite Emule e Torrent) in Gran Bretagna “Secret Science: A Century of Poison Warfare and Human Experiments” (Oxford University Press, 2015) di Ulf Schmidt, professore di storia moderna presso l’Università del Kent.
Basato, su documenti ufficiali recentemente declassificati, il libro di Schmidt documenta di innumerevoli disseminazioni di agenti biologici e chimici condotti sulla ignara popolazione inglese dagli “scienziati” di Porton Down. Ad esempio, 1953: disseminazione tramite aereo – proprio sull’area di Salisbury – di 4600 chili di zinco e cadmio solfuro (oggi ritenuto potenzialmente cancerogeno); giugno 1964: dispersione nella metropolitana di Londra di batteri ritenuti debolmente patogeni (con il conseguente monitoraggio dei ricoveri ospedalieri per verificare la dinamica delle infezioni);
 
1952: la disseminazione di batteri vivi della peste al largo della costa occidentale della Scozia…
Esperimenti simili a quelli che venivano condotti negli USA ma che a Porton Down suscitarono le rimostranze di alcuni “scienziati” i quali segnalarono l’inopportunità di mettere a repentaglio la salute e, in alcuni casi la vita, degli Inglesi. Per questo motivo, esperimenti “senza restrizioni” cominciarono ad essere condotti dapprima nelle isole Bahamas (disseminazione di virus dell’Encefalite equina) e poi in un altro possedimento imperiale britannico: la Nigeria (gas nervino).
Con questi precedenti non c’è da meravigliarsi se in questi giorni sui social inglesi comincino ad affollarsi fantasiose ipotesi che collegano il “caso Skripal” allo stanziamento straordinario di 48 milioni di sterline erogate per il potenziamento del Centro di Porton Down. Ipotesi che sconfinano nella paranoia, certo. Ma la scoperta che a vegliare sulla loro incolumità siano proprio coloro che, fino a ieri, li intossicavano con veleni e microorganismi patogeni comincia a rendere davvero nervose non poche persone in Gran Bretagna.
Francesco Santoianni Notizia del: 16/03/2018

LA NOUVELLE DOCTRINE NUCLEAIRE DES USA QUI CIBLE DIRECTEMENT MOSCOU ET PEKIN

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE/

Luc MICHEL pour EODE/

Quotidien géopolitique – Geopolitical Daily/

2018 01 03/

LM.GEOPOL - Nouvelle doctrine us I (2018 02 03) FR 2

Les États-Unis veulent développer des armes nucléaires tactiques “en réponse à Moscou”, selon le Pentagone. Le Département américain à la Défense vient de publier, ce vendredi 2 février, un document baptisé « Posture nucléaire » (US Nuclear Posture Review) sur la situation atomique américaine qui détermine la nouvelle Doctrine nucléaire des États-Unis de Trump.

LM.GEOPOL - Nouvelle doctrine us I (2018 02 03) FR 3

Dans sa nouvelle Doctrine nucléaire, Washington a annoncé son intention de se doter de nouvelles armes nucléaires sous prétexte de contrer une escalade nucléaire que risquait de provoquer la stratégie militaire russe. La nouvelle Doctrine américaine prévoit l’augmentation des dépenses militaires pour la modernisation de l’arsenal et le développement des éléments de la «triade nucléaire» américaine (missiles balistiques, sous-marins stratégiques et bombardiers). La nouvelle Doctrine nucléaire de Trump n’exclut pas le recours à l’arme atomique dans le cas d’une attaque non nucléaire contre les Etats-Unis …

QUE DIT LA NOUVELLE DOCTRINE NUCLEAIRE DES USA ?

L’administration américaine « n’exclut pas l’utilisation d’armes atomiques dans le cas d’une attaque non nucléaire contre les Etats-Unis », a indiqué vendredi le vice-ministre américain à la Défense, Patrick Shanahan, commentant la nouvelle Doctrine nucléaire américaine, dont « le but final est d’établir un équilibre des forces avec les Russes », comme le prétendent les Américains. « La doctrine nucléaire dispose que les États-Unis peuvent envisager l’utilisation d’armes nucléaires dans des circonstances d’urgence pour protéger leurs intérêts vitaux, ainsi que des alliés et des partenaires », a déclaré Shanahan.

Selon le site web américain, ‘Defense News’, le gouvernement américain s’est dit, dans ce document, « prêt à changer et moderniser son arsenal nucléaire pour s’adapter à leurs adversaires potentiels ».

La version 2018 de la doctrine nucléaire US cible également la Chine, la Corée du Nord et l’Iran, mais s’attarde plus largement sur la Russie et au défi de « l’équilibre des forces ». Le document nucléaire de Trump veut assurer que ce changement de cap est le résultat des « évaluations réalistes de l’actuelle situation sécuritaire dans le monde ».

« La Russie possède des avantages sérieux sur les États-Unis et leurs alliés en matière de fabrication des armes nucléaires », selon la Doctrine nucléaire américain,e dont la partie non classifiée a été publiée en janvier par le journal ‘Huffington Post’. Selon la nouvelle politique, les États-Unis peuvent donc « répondre avec les armes nucléaires aux attaques stratégiques à grande échelle telles les cyberattaques contre leurs centres de commandement nucléaire ou leurs infrastructures urbaines comme le réseau électrique ou le système du contrôle de trafic aérien ».

Des voix se sont déjà élevées contre cette nouvelle approche, qui augmente le risque de conflit nucléaire. Dans un communiqué, le président américain Donald Trump a salué ce document, qui « dissuade encore davantage les attaques stratégiques contre les États-Unis, leurs alliés et leurs partenaires ».

Réagissant à cette information, l’ambassadeur russe aux États-Unis, Anatoli Antonov, a commenté la nouvelle doctrine nucléaire américaine en ces termes : « Les États-Unis se servent de la Russie comme d’un « épouvantail » afin de justifier l’augmentation des dépenses militaires et l’accroissement du potentiel nucléaire américain ».

NOUVELLE DOCTRINE NUCLEAIRE AMERICAINE :

LA RUSSIE ET LA CHINE VOIENT ROUGE

La publication de ce document sur la nouvelle « Doctrine nucléaire » des Etats-Unis, ce vendredi 2 février 2018, a provoqué de vives réactions en Russie et en Chine. Alors que l’administration Trump souhaite doter le pays de « nouvelles armes nucléaires à faible rayon d’action » (clairement destinée à des frappes tactiques), Moscou dénonce le caractère « belliqueux » et « anti-russe » de ces annonces, et Pékin appelle Washington à sortir de sa « mentalité de guerre froide ».

« Dès la première lecture, le caractère belliqueux et anti-russe de ce document saute aux yeux », pouvait-on lire dans un communiqué de la Diplomatie russe samedi, après la publication la veille de ce nouveau texte de référence aux Etats-Unis, qui prévoit un « renforcement du dispositif américain face aux menaces ». Les Etats-Unis veulent notamment se doter de « nouvelles armes nucléaires à faible rayon d’action pour renforcer leur dissuasion », mettant en avant le « réarmement de la Russie » dans ce domaine précis « qu’il convient de contrer » selon Washington, mais aussi « le risque chinois et l’émergence de nouveaux acteurs comme la Corée du Nord ».

« Les mécanismes de contrôle des armements sont mis en cause », selon Moscou. Dénonçant les « clichés », Moscou rejette ses « accusations farfelues », notamment celles, « infondées », d’ingérences et de violations des accords sur le contrôle des armements. Et de dénoncer, de la part des Etats-Unis, « une tentative injuste de rejeter sur les autres leur propre responsabilité ». Aux yeux de la diplomatie russe, « la détérioration de la situation en matière de sécurité internationale et régionale et pour le déséquilibrage des mécanismes de contrôle des armements » n’est en effet pas de son fait, mais « le résultat d’une série d’actes irresponsables des Etats-Unis eux-mêmes ».

Le point de départ de cette nouvelle Doctrine, c’est « le constat d’une dégradation brutale de l’environnement stratégique depuis 2014 ». Les Etats-Unis « ne peuvent plus continuer à réduire le rôle de l’arme nucléaire dans leur stratégie, en raison de la réémergence de tensions avec des grandes puissances, en particulier la Russie et la Chine, en raison de l’émergence d’adversaires nucléaires régionaux, par exemple la Corée du Nord ». En ce changement réside l’explication de la nouvelle Doctrine, qui est très différente dans l’esprit de celle qui avait été mise en avant par Obama en 2010.

Le ministère russe des Affaires étrangères se dit « profondément déçu » de cette évolution et promet une réaction : « Nous devrons bien entendu prendre en compte les approches qui sont désormais en circulation à Washington et prendre les mesures nécessaires pour assurer notre sécurité. » Même son de cloche du côté de Pékin …

Dans la nouvelle Doctrine américaine, la Chine et la Russie se voient placées au centre des préoccupations de la défense des Etats-Unis. « Nous espérons que Washington reste conscient du niveau de danger élevé que représentent ces directives d’un point de vue de planification militaire pratique », répond encore la diplomatie russe.

DES OPTIONS DE FRAPPES LIMITEES ENVISAGEES

« On avait déjà, dans l’arsenal stratégique américain, de manière générale, une assez grande flexibilité dans les options de frappes limitées. Mais l’administration a considéré que cette flexibilité n’était pas suffisante. Elle s’appuyait beaucoup sur les bombardiers stratégiques ou sur l’aviation de manière générale, ce qui posait des problèmes en termes de réactivité, de réponse rapide, en termes de discrétion et en termes de vulnérabilité aussi, d’où l’accent qui a été mis dans la posture actuelle sur les capacités portées par les sous-marins », analyse Corentin Brustlein de l’Ifri (sur RFI).

MOSCOU MET EN GARDE CONTRE LE DANGER DE LA DOCTRINE NUCLEAIRE US

La Russie accuse avec raison l’OTAN et les États-Unis de l’entraîner vers une course «frénétique» aux armements (qui était inscrite dans le programme de Trump en 2016) et de rompre l’«équilibre militaire» en vigueur en Europe depuis la chute de l’URSS.

Réagissant à la publication de la nouvelle doctrine nucléaire des États-Unis, un haut membre de la Commission russe de défense et de sécurité du Conseil de la Fédération a déclaré que « ce document autorisait un autre génocide des civils tout comme ce qui s’était passé à Hiroshima et Nagasaki ». Le sénateur russe Frants Klintsevitch a souligné que « le monde entier se souvenait de la catastrophe d’Hiroshima et de Nagasaki et que la nouvelle posture nucléaire américaine renforçait sérieusement la part de confrontation dans la politique étrangère de Washington ».

« La nouvelle posture nucléaire des États-Unis n’exclut pas la récidive d’Hiroshima et de Nagasaki c’est cela qui préoccupe le plus », a déclaré Frants Klintsevitch, vice-président de la Commission russe de défense et de sécurité du Conseil de la Fédération (chambre haute du Parlement russe), cité par la presse russe. Il a rappelé que la nouvelle Doctrine nucléaire américaine « se basait sur la confrontation avec la Russie ». « Ce n’est pas la première fois dans l’histoire que les États-Unis jouent une carte extrêmement dangereuse et dépourvue de toute perspective réelle, visant à démolir l’équilibre stratégique des forces du monde en sa faveur », a encore déclaré Frants Klintsevitch. Le sénateur russe ajoute que dans le cadre de cette doctrine, « les États-Unis essayent de modifier l’équilibre stratégique mondial en leur faveur », « tout en accordant une attention toute particulière à la mise à jour par la Russie de ses armements nucléaires ». Sous prétexte de la crise dans la péninsule coréenne, rappelle-t-il, Washington a suspendu ses négociations avec la Russie sur les dangers nucléaires.

Fin 2016, le président Poutine a ordonné un renforcement de la force de frappe nucléaire russe et une modernisation des armements, justifiés précisément par le renforcement de la présence militaire de l’Otan à ses frontières. Mais les dépenses militaires de Moscou, bien que conséquentes, sont encore très loin de celles des Etats-Unis.

Des experts estiment que « la nouvelle doctrine nucléaire US permet aux Américains d’avoir l’initiative dans leur confrontation avec la Russie ».

Le ministère russe a dénoncé dans son communiqué que le texte de la nouvelle doctrine nucléaire américaine prétendait que la Russie refusait de respecter l’Initiative nucléaire présidentielle (Presidential Nuclear Initiatives (PNIs), signée en 1991 entre la Russie de Gorbatchev et les États-Unis de Bush, alors que la Russie a détruit, conformément à cette initiative, une grande partie de ses armements nucléaires. Le reste des armes sont stockées dans des dépôts à l’intérieur de la Russie, selon le communiqué de la diplomatie russe. Le communiqué avertit, alors, les États-Unis en soulignant que la Russie pourrait recourir à des “mesures nécessaires” pour assurer sa sécurité.

LA CHINE APPELLE LES USA A RENONCER A LA MENTALITE DE GUERRE FROIDE

La Chine, elle aussi visée, a réagi à la nouvelle doctrine nucléaire américaine, appelant les États-Unis à renoncer à leur « mentalité de Guerre froide ». Le ministère chinois de la Défense a publié un communiqué, ce dimanche 4 février, dans lequel il a souligné que la paix et le développement sont des dynamiques mondiales irréversibles, recommandant à Washington de prendre l’initiative de suivre cette tendance au lieu d’aller à son encontre.

La Chine accuse les États-Unis de « spéculations insolentes » sur ses objectifs, déclarant qu’elle avait toujours fait preuve de retenue face au développement des armements nucléaires et qu’elle maintenait son arsenal à son plus bas niveau. « Nous espérons voir les États-Unis renoncer à leur mentalité de Guerre froide, prendre au sérieux leurs responsabilités sur la question du désarmement et corriger leur perception des intentions stratégiques de la Chine », a affirmé le ministère chinois de la Défense, cité par l’AFP.

“LA DOCTRINE NUCLEAIRE US DETRUIT L’HUMANITE”

Le ministre iranien des Affaires étrangères, Mohammad Javad Zarif, a déclaré, de son côté, que le document rapprochait l’humanité d’une extermination. « La nouvelle doctrine nucléaire américaine viole le Traité de non-prolifération des armes nucléaires et mène l’Humanité vers les abysses du néant », selon le chef de la diplomatie iranienne Mohammad Javad Zarif.

RETOUR A LA CRISE DES « EUROMISSILES » DES ANNEES ’80 :

LES USA ET L’OTAN NE PROTEGENT PAS L’EUROPE, ELLE EN FONT UNE CIBLE NUCLEAIRE !

Retour aux Années ’80 pour l’Allemagne (2) !
L’Allemagne a réagi au dernier rapport du Pentagone sur la politique nucléaire américaine intitulé « US Nuclear Posture Review ». La volonté des États-Unis de se doter de nouvelles armes nucléaires à faible rayon d’action risque de déclencher « une nouvelle spirale de la course aux armements », selon le chef de la diplomatie allemande. « La décision du gouvernement américain concernant de nouvelles armes nucléaires tactiques démontre qu’une nouvelle spirale de la course aux armements nucléaires est déjà en cours. Comme à l’époque de la guerre froide, nous, les Européens, sommes particulièrement vulnérables.
C’est pourquoi c’est à nous qu’il revient de lancer de nouvelles initiatives relatives au contrôle des armements et au désarmement », a déclaré le chef de la diplomatie allemande cité par la presse russe.

Selon lui, le développement de nouvelles armes « envoie de faux signaux », et « les accords actuellement en vigueur concernant le contrôle des armements doivent être préservés ».

NOTES :

(1) Cfr. Luc MICHEL, EODE THINK TANK/ LA PRESIDENCE TRUMP : VERS UN NOUVEAU STADE DE L’IMPERIALISME AMERICAIN …

sur http://www.lucmichel.net/2016/12/04/eode-think-tank-la-presidence-trump-vers-un-nouveau-stade-de-limperialisme-americain/
Et :
Luc MICHEL, EODE THINK TANK/ LES MEDIAS OCCIDENTAUX ET ‘STRATFOR’
CONFIRMENT MES ANALYSES. TRUMP CE SERA LE MILITARISME ET LA GUERRE !
sur http://www.lucmichel.net/2017/01/28/eode-think-tank-luc-michel-les-medias-occidentaux-et-stratfor-confirment-mes-analyses-trump-ce-sera-le-militarisme-et-la-guerre/

(2) Voir sur Voir sur PCN-TV/
GEOPOLITIQUE/ LUC MICHEL:
ACTUALITE DE LA NOUVELLE GUERRE FROIDE !
TRUMP OU PAS TRUMP, LA ‘GUERRE FROIDE 2.0’ CONTINUE DE PLUS BELLE … sur https://vimeo.com/205791102

Et :Sur PCN-TV/ LUC MICHEL:
TRUMP RELANCE LE MILITARISME US (SUR AFRIQUE MEDIA)

sur https://vimeo.com/195383189

(3) La première Guerre froide, celle de 1943-91 a connu deux grandes crises liées aux missiles :
– La crise de Cuba, au début des Années 60, où l’installation de missiles nucléaires dans le Cuba anti-américain de Castro et du Che, avait conduit les deux blocs au bord de la guerre nucléaire ;
– La crise des « euromissiles » au début des Années 80, où l’installation des SS20 soviétiques et des Pershing américain en Europe, jointe à la doctrine des « frappes nucléaires tactiques » lors des batailles terrestres, avait été une immense crise au sein de l’OTAN. En Allemagne, mais aussi en Belgique ou en Grande-Bretagne, des foules immenses anti-américaines contestaient l’OTAN au nom du « National-neutralisme » anti-américain (j’ai été un des protagonistes de ces manifestations entre 1981 et 1983, notre PCN y est né et est l’enfant du « National-neutralisme ») …

(Sources : Office Of The US Secretary Of Defense – Huffington Post – Defense News – AFP – EODE Think-Tank)

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE

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Sostituire il rischioso Wi-Fi col più sicuro cablaggio: è legge ma nessuno lo sa!

Nel fitto sottobosco della giungla normativa s’annida una disposizione silenziata e misconosciuta, attesa però da tempo dal fronte precauzionista allarmato dai pericolosi effetti  non termici dell’elettrosmog.
 
E’ contenuta nel decreto d’inizio 2017 firmato dal ministro dell’Ambiente Galletti per il Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione. E praticamente sfuggita a tutti:
 
Al punto 2, nella parte dedicata all’inquinamento elettromagnetico indoor (2.3.5.4.) sui ’criteri ambientali minimi per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione’ di edifici pubblici, la decretazione rivoluzionaria recita infatti: “Al fine di ridurre il più possibile l’esposizione indoor a campi magnetici ad alta frequenza (RF) dotare i locali di sistemi di trasferimento dati alternativi al wi-fi, es. la connessione via cavo o la tecnologia Powerline Comunication (PLC).
è proprio quello che da anni si chiede (ad esempio) per gli ospedali o rivendicano numerosi comitati di genitori impegnati nella lotta per la riduzione 
delle irradiazioni sugli alunni tra i banchi di scuola.
 
In pratica si tratta di sostituire gli ubiquitari hot spot e router wireless con la connessione via cavo o PowerLine
 
Un operazione che, oltre a prevedere un’adeguata dotazione finanziaria per spingere ad una maggiore sostenibilità ambientale dei locali, dall’altro consentirebbe di contenere l’inquinamento pervadente di radio frequenze e microonde pulsate non ionizzanti per cui ampia parte della comunità medico-scientifica si batte in ossequio al sacrosanto Principio  di Precauzione, considerata l’ampia documentazione e letteratura medico-scientifica nazionale e internazionale che dimostra come queste frequenze comportino una grave tossicità che stimolano la produzione di radicali liberi, interferendo con i geni responsabili della vitalità cellulare e con il corretto funzionamento di diversi organi, come il sistema nervoso centrale e quello riproduttivo.