ZITTO ! —- LIBERTÀ DI STAMPA, DI OPINIONE, DI MANIFESTAZIONE DEL PENSIERO ASSASSINATA DAI SIGNORI DEI SOCIAL —– RISPONDO CON I MIEI DOCUMENTARI

http://fulviogrimaldi.blogspot.com/2018/08/documentari-per-saperne-di-piu-di-cosa.html

MONDOCANE

MARTEDÌ 7 AGOSTO 2018

“Ti è stato impedito di pubblicare elementi in via temporanea

Questo blocco temporaneo avrà una durata di 24 ore, durante le quali non potrai pubblicare su Facebook.

Se pubblicherai di nuovo contenuti che non rispettano i nostri standard, il tuo account  verrà bloccato per 3 giorni. Se in seguito si verificheranno ulteriori violazioni, il tuo account verrà bloccato per un periodo ancora più lungo.

Tieni presente che gli account delle persone che pubblicano ripetutamente contenuti non consentiti su Facebook potrebbero essere disattivati in modo permanente”.

NIENTE PAURA, NON SUCCEDE NIENTE A CHI CONDIVIDE I MIEI POST INCRIMINATI

Cari amici, questo è il comunicato che ho trovato ieri, martedì 7 agosto 2018, quando ho tentato di postare su Facebook l’intervento che trovate qui sotto. E’ probabile che il provvedimento si riferisce al mio articolo “Razzista (d)a chi?” nel quale non c’è un insulto, una calunnia, un falso, ma vi si menzionano, nelle loro funzioni e attività, personaggi sacri come Boldrini e Bonino, nel contesto di una denuncia di come l’uragano delle accuse di “razzismo” rappresenti il vero “discorso dell’odio” e serva come strumento di criminalizzazione degli oppositori dell’establishment. Per questo FB mi banna e minaccia altri provvedimenti, magari anche per altri articoli “inappropriati per i nostri standard”, senza neanche fornirmi le motivazioni, al di là dell’affermazione che avrei violato questi loro “standard” del tutto misteriosi. Standard del Signor Zuckerberg che lo hanno portato davanti a diverse commissioni d’inchiesta e inflitto cospicue multe per il “disinvolto” trattamento di dati personali (vedi lo scandalo della cessione a Cambridge Analytica).  Nel frattempo negli Usa una delle voci più autorevoli  e seguite di critica al governo Usa e alle sue guerre, Alex Jones del sito “Infowars”, è stato bannato da Youtube. L’ondata repressiva contro chi, nei social, osa contraddire e criticare l’immane flusso di fake news dei media di sistema, ha raggiunto questi livelli. Io denuncerò quanto inflittomi all’Ordine dei giornalisti e alla Federazione della Stampa, ma occorre una risposta collettiva.

In caso di ulteriore mia arbitraria esclusione da Facebook, ricordatevi che potete trovare i miei articoli sul sito www.fulviogrimaldicontroblog.info

Nel frattempo vi ripropongo alcuni dei miei lavori di documentazione filmografica su temi di bruciante attualità. La diffusione di questi documentari vuole essere una risposta all’ondata censoria e di solidarietà con chi subisce queste offese alla libertà di stampa, oltre a far circolare verità che l’élite considera sempre più intollerabile. Possono essere richiesti a fulvio.grimaldi@gmail.com


https://www.youtube.com/watch?v=EWwWPCGw6cI&t=314s (Trailer “O la Troika o la vita”)

https://www.youtube.com/watch?v=EWwWPCGw6cI (Trailer “Fronte Italia-Partigiani del 2000”)

https://www.youtube.com/watch?v=haEQNk6gE8M&t=9s  (Trailer “Target Iran”)

https://www.youtube.com/watch?v=tFBAq6ulfOA&t=112s  (Trailer “L’Italia al tempo della peste – Grandi Opere, Grandi Basi, Grandi Crimini)

Recenti avvenimenti di grande portata, come l’ennesima strage di migranti dei campi pugliesi, il vero e proprio scontro sulle Grandi Opere (TAP e TAV) che minaccia di lacerare la coesione del governo detto gialloverde, la crescente minaccia israelo-statunitense di aggressione all’Iran dopo la sconfitta subita in Siria, hanno dato nuova attualità ad alcuni miei lavori che documentano nel dettaglio  origini, cause, responsabilità, effetti proprio di questi avvenimenti e sviluppi e del loro retroterra geopolitico.

Ripropongo dunque questi miei documentari di quattro dei quali potete vedere i trailer su youtube. Altri sono elencati nella colonna di destra del mio sito www.fulviogrimaldicontroblog.info. Per i dettagli su ordini e spedizioni dei Dvd, scrivere a fulvio.grimaldi@gmail.com. Vi risponderà l’incaricata della distribuzione.

Di strettissima attualità è il recente “O la Troika o la vita – Non si uccidono così anche i paesi”(90’), realizzato con Sandra Paganini, che, partendo dalla distruzione della Grecia, per mano della cricca euroatlantica (UE, BCE, FMI, Berlino), sullo sfondo della geopolitica mondiale dell’imperialismo, illustra e analizza le aggressioni analoghe al nostro paese, alle sue comunità, alla sua salute, al suo ambiente, perpetrate nella complicità del governo Renzi: lo sfregio all’ecosistema e al patrimonio ambientale e storico del Salento programmato dal gasdotto TAP, di nessuna utilità per l’Italia per la sovrabbondanza delle forniture in atto, ma che, provenendo dall’Azerbaijan, paese cliente degli Usa, taglia fuori la Russia e il suo gas, per noi più conveniente sul piano economico e logistico. La ferita del TAP viene poi criminalmente completata dal gasdotto SNAM che deve portare l’idrocarburo al Nord, passando sulla faglia sismica che ha originato il disastro dell’Italia centrale e concentrandosi in una serie di megadepositi e impianti per l’iniezione del gas sottoterra, in zone ad ampio rischio sismogenetico. A questo si affianca la denuncia della spaventosa proliferazione di trivelle in terra e piattaforme di estrazione in mare tra Adriatico e Jonio, con enormi danni all’ecosistema marino, ittico e vegetale e all’integrità territoriale. Un ampio capitolo tratta delle gravissime responsabilità istituzionali per la malagestione del terremoto del 2016, degli scandalosi ritardi e della totale assenza di ricostruzione. Su tutti questi temi parlano poi gli esponenti della resistenza sociale alle aggressioni.

“Fronte Italia-Partigiani del Duemila” e “L’Italia al tempo della peste – grandi opere, grandi basi, grandi crimini” sono due documentari (ognuno di 90’), precedenti al primo rispettivamente di uno e di tre anni, che trattano in profondità gli aspetti deleteri di alcune delle Grandi Opere che la componente leghista dell’attuale governo vorrebbe realizzare. Sono lavori che denunciano altre devastazioni del territorio, lo sgretolamento della sovranità popolare, la guerra dei pochissimi contro i tanti. Protagonisti di “Fronte Italia” sono i devastatori della Val di Susa e dell’Appennino del Terzo Valico con l’inutile TAV e la risposta che ormai da oltre vent’anni gli oppone una popolazione che non si arrende, insieme a coloro che lottano contro la grande base satellitare di guerra Usa “MUOS” , che deve gestire le guerre in Africa e Medioriente, in Sicilia a Niscemi.  “L’Italia al tempo della peste” percorre l’intera penisola al seguito del grande movimento di lotta del “NO”, No Mose, No Grandi Navi, No Nato, No Basi, No Tap. No Triv… 

Capitoli specifici sono dedicati ancora al TAP nel Salento, al tragico espianto di ulivi che comporta e contro cui si batte la comunità salentina; alla terrificante devastazione ENI e Total della Basilicata, dove una regione dalle rare bellezze naturali e dalle pregiate produzioni ortofrutticole è stata inquinata e trasformata in una specie di stagno di residui chimici e petroliferi;  alla criminale aggressione a Venezia e alla sua laguna con le mostruose navi e il pernicioso Mose; e alla Sardegna infestata da basi Usa e Nato, dove si esercitano le forze armate e le società di armamenti di mezzo mondo, con il conseguente inquinamento dei territori e la morìa di persone e animali.

“Target Iran” è stato girato nell’Iran di Ahmadinejad, il presidente che ha preceduto l’attuale, Rouhani, e che aveva rifiutato di sottomettersi al diktat Usa-israeliano di bloccare lo sviluppo di energia nucleare a fini pacifici (energia e medicina), diktat invece accettato dal suo successore. Visitiamo un Iran, già allora sottoposto a sanzioni di cui gli Usa pretendono che siano osservate anche da tutti gli altri paesi (con perdite enormi per l’Italia, primo paese negli scambi con l’Iran) e, per questo, in drammatiche difficoltà sul piano economico e sanitario (a proposito dei diritti umani rivendicati dagli aggressori), che non hanno tuttavia piegato la volontà di resistere della popolazione e, al laico Ahmadinejad, di sollevare dalla povertà milioni di cittadini. Si scopre, contro ogni aspettativa, determinata dalle campagne diffamatorie dei media, un paese libero, cordiale, con aperti rapporti tra i sessi, ospitale, attento al suo patrimonio ambientale e archeologico, ricco di cultura e creatività artistica, i cui dirigenti e protagonisti ci illustrano un passato, sotto lo Shah, protetto dagli Usa, di incredibili misfatti nei confronti dell’opposizione repubblicana. 

Misfatti oggi affidati a forze che lavorano alla destabilizzazione del paese: la rivoluzione colorata del 2009, che voleva mettere in discussione la vittoria di Ahmadinejad; il terrorismo stragista del MEK (Mujahedin e Khalk), setta esoterica sanguinaria, armata e finanziata da Mossad e Cia, responsabile di infiniti attentati dinamitardi contro civili e di assassinii mirati;  la penetrazione, attraverso il confine con l’Afghanistan, di droga dai campi di oppio sotto contro delle forze d’occupazione americane, mirata a diffondere eroina nella popolazione iraniana. Ne esce un quadro completo dell’Iran, con la sua storia millenaria, la sua sofferenza, il suo orgoglio, le sue bellezze.

“L’Asse del Bene” racconta un viaggio attraverso la lotta vittoriosa di emancipazione sociale e politica dei paesi latinoamericani che si sono ribellati alla manomorta dell’imperialismo yankee e dell’oligarchia feudale che ne era il complice locale. La rivoluzione bolivariana di Hugo Chavez attraverso l’incredibile successione di conquiste sociali, il colpo di Stato fallito con cui gli Usa avevano tentato di rimuovere il presidente diventato faro per tutta l’America Latina; il rovesciamento di un regime autoritario secolare in Bolivia da parte di una coalizione indigeni-discendenti iberici guidata dall’indio Evo Morales, la conquista del potere in Ecuador da parte della “revolucion ciudadana” di Rafael Correa con la quale le ricchezze del paese sono tornati al popolo. E naturalmente, all’origine di tutta questa rivolta all’ordine coloniale costituito, Cuba. Ma Cuba per quello che era e che rappresentava, prima dell’attuale involuzione. Un documentario che indica la via e incoraggia la fiducia.

Pubblicato da Fulvio Grimaldi alle ore 12:31

ISRAEL DANS L’IMPASSE SUR LE GOLAN ET LE FRONT LIBANO-SYRIEN

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE/

Flash Vidéo Géopolitique/ Geopolitical Flash Video/

2018 08 06/

0_630 (1)

Le Flash Vidéo du jour …

Le géopoliticien Luc MICHEL dans ‘REPORTAGE’ du 5 août 2018 sur PRESS TV (Iran)

Sources :

* Sur PCN-TV/

PRESS TV (IRAN) INTERROGE LUC MICHEL:

ISRAEL DANS L’IMPASSE SUR LE GOLAN (5 AOUT 2018)

sur https://vimeo.com/283410938

* Les interrogations de PRESS TV (la Télévision d’Etat iranienne

francophone) sur l’actualité du Golan et du Front libano-syrien, où Tel-Aviv fait face à l’Axe de la Résistance (Syrie – Iran – Hezbollah libanais et irakien) :

« Alors qu’Israël a été amené à déclarer forfait au Golan et à accepter le retour en force de l’armée syrienne, il est pointé du doigt après l’assassinat d’un scientifique syrien à l’ouest de Hama.Israël est soupçonné d’être à l’origine de cette attaque parce qu’il avait déjà pris pour cible le centre d’études et de recherches où ce chercheur travaillait.

Israël se trouve-t-il dans une impasse ?

Luc Michel, géopoliticien, s’exprime sur le sujet. »

LE GOLAN ENJEU STRATEGIQUE MAJEUR

Annexé par Israël (au mépris des Lois internationales), le Golan syrien a été tout d’abord un butin de guerre.

Mais il est devenu aujourd’hui un enjeu géostratégique et géopolitique (riche en hydrocarbures et en eau, la matière stratégique de ce XXIe siècle), au cœur de la confrontation entre la Syrie, le Liban (avec en arrière-plan la Russie et l’Iran) et Israël …

# LES ANALYSES DE REFERENCE SUR

LUC MICHEL’S GEOPOLITICAL DAILY …

OU VA ISRAEL ? (III) :

LE GOLAN, DE BUTIN DE GUERRE ANNEXE A ENJEU GEOSTRATEGIQUE

sur http://www.lucmichel.net/2018/02/25/luc-michels-geopolitical-daily-ou-va-israel-iii-le-golan-de-butin-de-guerre-annexe-a-enjeu-geostrategique/

OU VA ISRAEL ? (I) :

LA DEGRADATION IRREVERSIBLE DES RAPPORTS ENTRE MOSCOU ET TEL-AVIV …

sur http://www.lucmichel.net/2018/02/23/luc-michels-geopolitical-daily-ou-va-israel-i-la-degradation-irreversible-des-rapports-entre-moscou-et-tel-aviv/

GRAND JEU AU PROCHE-ORIENT:

POUTINE ‘NOUVEAU TSAR’ DE L’ORIENT (III). LA FIN DE LA NEUTRALITE BIENVEILLANTE AVEC ISRAEL

sur http://www.lucmichel.net/2017/12/20/luc-michels-geopolitical-daily-grand-jeu-au-proche-orient-poutine-nouveau-tsar-de-lorient-iii-la-fin-de-la-neutralite-bienveillante-avec-israel/

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE

(Flash Vidéo Géopolitique/

Complément aux analyses quotidiennes de Luc Michel)

* Avec le Géopoliticien de l’Axe Eurasie-Afrique :

Géopolitique – Géoéconomie – Géoidéologie – Géohistoire – Géopolitismes – Néoeurasisme – Néopanafricanisme (Vu de Moscou et Malabo) :

PAGE SPECIALE Luc MICHEL’s Geopolitical Daily https://www.facebook.com/LucMICHELgeopoliticalDaily/

________________

* Luc MICHEL (Люк МИШЕЛЬ) :

WEBSITE http://www.lucmichel.net/

PAGE OFFICIELLE III – GEOPOLITIQUE

https://www.facebook.com/Pcn.luc.Michel.3.Geopolitique/

TWITTER https://twitter.com/LucMichelPCN

* EODE :

EODE-TV https://vimeo.com/eodetv

WEBSITE http://www.eode.org/

‘RD CONGO : LE COUP DE MAITRE DE KABILA ?’

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE/

Flash Vidéo Géopolitique/ Geopolitical Flash Video/

2018 08 10/

vignette-zoomkabila

Le Flash Vidéo du jour …

Le géopoliticien Luc MICHEL dans le ZOOM AFRIQUE du 10 août 2018 sur PRESS TV (Iran)

Sources :

* La video sur :

PANAFRICOM-TV/

RDC. LE PRESIDENT KABILA DESIGNE SON SUCCESSEUR (ZOOM AFRIQUE’ DE PRESS TV DU 10 AOUT 2018 – AVEC LUC MICHEL)

sur https://vimeo.com/284380208

* L’article sur :

RDC: le coup de maître de Kabila?

https://www.presstv.com/DetailFr/2018/08/10/570659/Nigeria-la-Chine-repousse-les-USA

* Press TV :

Interview express du géopoliticien Luc MICHEL depuis Bruxelles … « RDC : Joseph Kabila se retire de la course à la présidentielle en présentant l’un de ses anciens ministres comme son successeur potentiel » (Comment le président congolais a conduit son pays à des élections stables, malgré les pressions américaines, françaises et belges – l’ex colon …)

* Video Reportage (ZOOM du 9 août 2018) :

« RDC : Kabila jette l’éponge mais … » (Comment le président congolais a résisté à la déstabilisation occidentale …)

L’ARRIERE-PLAN POLITIQUE :

LA DESTABILISATION DE LA RDC, CIBLE PRINCIPALE DU « PRINTEMPS AFRICAIN »

Quels sont les questions essentielles que pose la déstabilisation occidentale de la région des Grands-Lacs, de la RDC et du Burundi :

Pourquoi la région des Grands-Lacs, et singulièrement le Burundi et la RD Congo, sont les cibles permanentes et prioritaires du soi-disant « Printemps africain » depuis 2014 ?

Quelle est la vision de la Géopolitique franco-américaine sur cette région et comment Washington entend y appliquer la « Théorie des dominos » ?

Pourquoi ces attaques constantes des ONG occidentales contre Kinshasha ?

Quel est le dessous des cartes de la déstabilisation du Congo ?

Pourquoi les attaques incessantes de l’ONU contre le Burundi et aussi la RDC ?

Qui mène ces affaires et pour le compte de qui ?

* Sur PANAFRICOM-TV/

LUC MICHEL: DESTABILISATION DES GRANDS-LACS. LE COMPLOT CONTRE LE BURUNDI & LA RDC CONTINUE ! (SUR LIGNE ROUGE)

sur https://vimeo.com/257858492

* Et aussi sur PANAFRICOM-TV/ LUC MICHEL:

GRANDS-LACS. LE PANAFRICANISME FACE AU NEOCOLONIALISME (DECRYPTAGE, TELE50, KINSHASA)

sur https://vimeo.com/166779297

L’ARRIERE-PLAN GEOPOLITIQUE :

LA RDC PIVOT GEOPOLITIQUE DE L’AFRIQUE

Etat-continent au cœur de l’Afrique, des rives de l’Atlantique aux Grands-Lacs, l’ex Congo belge est dès 1960 « le point de fixation de la Guerre froide ». « L’ancienne colonie belge, prise dans la spirale de la guerre civile entre 1960 et 1965, a été en réalité le premier théâtre africain de la Guerre froide ».

Le Congo ne cessera depuis d’être un enjeu majeur pour les puissances occidentales, l’impérialisme américain (qui imposera son agent Mobutu au pouvoir pour une longue dictature) et la Françafrique de de Gaulle et Focart.

La géopolitique de Focart, deus ex machina de la France en Afrique (avec ses réseaux et ses « barbouzes », marque encore aujourd’hui la Géopolitique des stratèges américains, qui rêvent depuis le « Sommet USA-African Leaders » d’Août 2014 à Washington de conquérir la RDC et d’y imposer un régime fantoche compradore.

Foccart fixe au « Congo-Kinshasa occupe une place centrale, une place d’équilibre géopolitique, en Afrique francophone ». La Géopolitique définit aussi le Congo comme « le pivot de l’Afrique centrale et australe ». Qui déstabilise le Congo déstabilise toute l’Afrique. Qui contrôle le Congo domine le continent …

* Sur EODE-TV/ LUC MICHEL:

GEOPOLITIQUE DU CONGO. LE PIVOT DE L’AFRIQUE

sur https://vimeo.com/195241814

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE

(Flash Vidéo Géopolitique/

Complément aux analyses quotidiennes de Luc Michel)

* Avec le Géopoliticien de l’Axe Eurasie-Afrique :

Géopolitique – Géoéconomie – Géoidéologie – Géohistoire – Géopolitismes – Néoeurasisme – Néopanafricanisme (Vu de Moscou et Malabo) :

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* Luc MICHEL (Люк МИШЕЛЬ) :

WEBSITE http://www.lucmichel.net/

PAGE OFFICIELLE III – GEOPOLITIQUE

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TWITTER https://twitter.com/LucMichelPCN

* EODE :

EODE-TV https://vimeo.com/eodetv

WEBSITE http://www.eode.org/

KESSLER: “IO, MAGISTRATO ANTI-FRODE, SACRIFICATO IN UN’OPERAZIONE DI “PULIZIA” POLITICA”

http://www.lastampa.it/2018/08/11/italia/kessler-io-magistrato-antifrode-sacrificato-in-unoperazione-di-pulizia-politica-Ln9Oyj9hmeWjiU5GtjdPGL/pagina.html

Il direttore dell’Agenzia Dogane e Monopoli appena rimosso dal governo: «Di Maio mi definisce un trombato della politica? Non sa di cosa parla. In sette anni ho guidato l’Ufficio europeo che ha perseguito illeciti commessi da presidenti della Repubblica e leader come la Le Pen, truffe per svariati miliardi»

 Giovanni Kessler
Pubblicato il 11/08/2018
FABIO MARTINI

Con una storia professionale come la sua, Giovanni Kessler tutto si sarebbe aspettato tranne un benservito come quello che gli ha riservato Luigi Di Maio: «Quando ho sentito che mi definiva un trombato della politica, tra me e me ho pensato: ma il ministro sa di cosa parla? Sa di chi parla? Non mi lamentodell’avvicendamento che rientra tra gli eventi possibili, ma quella definizione sembra rispondere al bisogno di fabbricarsi delle ragioni, di urlare anziché spiegare. Una vicenda deludente e anche un po’ preoccupante…». 

La sera dell’8 agosto Giovanni Kessler è stato rimosso dall’incarico di Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, incarico al quale era arrivato a conclusione di un lungo percorso nel quale la politica è entrata, ma in modo marginale. Sessantadue anni, nato a Trento ma sempre in giro per il mondo per effetto di un’attività da magistrato e da manager pubblico, italiano ed europeo, che lo ha visto trasferirsi volontariamente a Caltanissetta come pm antimafia e successivamente diventare vice-capo della missione Osce in Kosovo, Alto Commissario per la lotta alla contraffazione,Direttore generale dell’Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode e dall’ottobre 2017 Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli su nomina del governo Gentiloni. Una storia professionale e politica, quella di Kessler, interessante perché aiuta a capire vizi e virtù delle nomine politiche. 

Ci sono degli incarichi nei quali a decidere è la politica, nel bene e nel male. Di Maio è l’ultimo di una lunga sequenza…  

«Di Maio fa il Di Maio, ma il suo modo di commentare l’avvicendamento è deludente. Un vicepresidente del Consiglio dovrebbe conoscere la storia delle persone. Definirmi un ex deputato è riduttivo, mentre definirmi trombato della politica semplicemente non è vero». 

Nel 2010 lei assume l’incarico di direttore generale dell’Ufficio europeo anti-frode: la politica in che modo pesò?  

«Neanche un po’. In Italia al governo c’era Silvio Berlusconi, che come primo atto aveva deciso la cancellazione dell’Alto Commissariato per la lotta alla contraffazione da me guidato e dove ero stato nominato dal governo precedente. A Bruxelles era stato indetto un concorso internazionale per l’Ufficio anti-frode e al quale potevano partecipare magistrati, giuristi, dirigenti delle Polizie dei 28 Paesi. Il concorso durò 9 mesi: alla fine restammo in sei. Fummo sottoposti a panel, colloqui, audizioni, valutazioni delle società specializzate e a tre distinte valutazioni da parte della Commissione, del Consiglio, del Parlamento europeo. Il tutto in una lingua che non è la tua. Ok?». 

Ok, ma come finì?  

«L’unico ritenuto idoneo da tutte e tre le istituzioni fu il sottoscritto. Divenni direttore e per anni abbiamo lavorato sodo». 

Avete pestato i piedi a qualcuno?  

«Abbiamo fatto il nostro dovere di cane da guardia delle istituzioni europee. L’Ufficio antifrode è un organismo investigativo indipendente, composto da 500 persone di 28 Paesi, che indaga sui casi di corruzione, di illeciti di tutti i membri delle istituzioni europee. La truffa di Marine La Pen l’abbiamo scoperta noi, abbiamo fatto dimettere un commissario maltese, il presidente della Repubblica ceca è sotto accusa nel suo Paese per un rapporto che abbiamo mandato noi. Per non parlare dell’Ungheria. O della truffa scoperta alle dogane inglesi, dove avevano chiuso gli occhi su merce cinese. Dopo un’indagine di due anni abbiamo calcolato 9 miliardi di dazi evasi in 4 anni. La Commissione li ha richiesti al governo inglese». 

In un organismo del genere, quale è il ruolo del direttore?  

«Per 7 anni è il sottoscritto che ha deciso di aprire e chiudere centinaia di indagini, spesso recuperando i fondi illecitamente accumulati». 

Poi le è tornato in Italia ed è il governo di centro-sinistra che la nomina alle Agenzia Dogane e Monopoli. Sempre politica è…  

«Stava scadendo il terzo mandato del mio predecessore (che era stato confermato da governi di diverso orientamento), ho mandato il mio curriculum e una lettera di interessamento. Non era previsto un concorso, era una nomina politica, il ministro Padoan mi ha voluto incontrare. Sono stato indicato dal Consiglio dei ministri, non dagli amici». 

Avrà pesato il suo passato da parlamentare dell’Ulivo?  

«Immagino che abbia pesato il mio curriculum. Naturalmente ho le mie idee, amo la politica e la legalità. Per una legislatura sono stato deputato, eletto come indipendente nelle liste dell’Ulivo. Nel 2006, con Porcellum non sono stato ricandidato. Nel 2010 ero presidente del Consiglio provinciale di Trento, eletto nelle liste Pd, ma ho lasciato io. prima della scadenza, per andare a Bruxelles. Trombato, non direi…». 

Prima di essere stato rimosso, ha imbastito riforme che possono avere dato fastidio all’attuale governo?  

«Non credo. Nel 2012 Monti decise la fusione tra strutture distinte e parallele come Dogane e Monopoli. Un matrimonio “combinato” e non consumato che noi stavamo completando. E abbiamo investito sul ruolo securitario delle dogane, dalle quali passano troppe cose diverse dalle merci». 

Nello spoil system del nuovo governo sembra prevalere una vocazione da piazza pulita, che non distingue meritevoli e non. Lei è stato con l’Osce in Kosovo: si sente vittima di un’operazione di pulizia etnico-politica?  

«La legge non obbligava a mandarmi via. Ma aver compreso nello spoil system le Agenzie, soggetti per definizione indipendenti dalla politica, è un doppio errore. Induce i prescelti a privilegiare conformismo, opportunismo, inerzia. E favorisce operazione da “pulizia” politica». 

 

Kessler ovviamente non può e non vuole ricordare l’esposto No TAV all’OLAF  (del quale era il direttore) inviato per evitare che LTF pagasse con i fondi europei del progetto Torino-Lione (cioè dei cittadini) le fatture di vitto e alloggio ai poliziotti a guardia dei cantieri delle trivelle ospitati negli alberghi della bassa valle Susa, come sollecitato dalla Prefettura di Torino.

Dopo mesi di nostro duro lavoro e una visita a sorpresa a Bruxelles negli uffici di OLAF, questo ente (leggasi Kessler) ha scelto di chiudere la “pratica” senza attivare un contenzioso con LTF – per evitare guai agli amici politici di Kessler – semplicemente chiedendo a LTF di ritirare la richiesta di rimborso delle fatture alberghiere in conto fondi europei, cfr. la e-mail al fondo del messaggio che riporta nell’oggetto un diplomatico ringraziamento per la nostra irruzione nei loro uffici.

Propongo di inviare una Lettera aperta al Ministro Toninelli per domandargli perché la velocità di rimozione di Giovanni Kessler non sia stata ancora utilizzata per Mario Virano.

Eppure la rimozione potrebbe essere fatta in cinque minuti senza nemmeno dover giustificarsi:

STATUTO TELT

http://www.telt-sas.com/wp-content/uploads/2016/10/TELT_STATUTO_agg010716.pdf

Articolo 13 Il Direttore Generale

13.1 La Società è diretta e amministrata da un direttore generale unico ai sensi dell’articolo L.227-6 del Codice di Commercio (il «Direttore Generale»), nominato dallo Stato italiano per una durata rinnovabile di 6 (sei) anni.

Il Direttore generale è membro di pieno diritto del Consiglio di Amministrazione.

Le funzioni del Direttore Generale sono obbligatoriamente rivestite da una persona fisica. Lo Stato italiano può porre fine alle sue funzioni in qualsiasi momento, senza preavviso né indennità e senza necessità di un giustificato motivo.

CEDEAO-CEEAC. ‘LA RÉSISTANCE AFRICAINE SE CONFIRME’

 

* Voir la video sur PANAFRICOM-TV/

LE ‘ZOOM AFRIQUE’ DE PRESS TV – ED. DU 6 AOUT 2018 – AVEC LUC MICHEL: SOMMET BILATERAL CEDEAO-CEEAC DE LOMÉ.

« LA RESISTANCE AFRICAINE SE CONFIRME »

(PRESS AFRIQUE)

sur https://vimeo.com/284018899

Capture

* Press TV :

« CEDEAO : la Résistance africaine se confirme » « Sommet de CEDEAO à Lomé : Idriss Déby Itno plaide pour le renforcement des liens africains contre les forces occidentales (…) Déby ne mâche plus ses mots. »

Le géopoliticien Luc MICHEL, depuis Lomé au Togo (*) :

Du point de vue du Néopanafricanisme – pour un Bloc continental de la Méditerranée au Cap -, le géopoliticien Luc MICHEL conduit une analyse perspectives des potentialités d’un rapprochement CEDEAO-CEEAC, deux unions régionales africaines. « Pour autant que la CEDEAO échappe des mains des régimes pro-occidentaux (Maroc, Côte d’Ivoire, Sénégal,

Nigeria) qui la dominent actuellement !

Appuyé sur la « géopolitique des grands espaces et des Blocs continentaux » (Haushofer, Thiriart, Kadhafi, notamment) et la « géoéconomie des grands états en voie de développement et d’unification » (Friedrich List), le Néopanafricanisme voit d’un œil favorable tout ce qui réduit les frontières à l’intérieur de l’Afrique. « Mais encore faut-il se méfier des chevaux de Troie occidentaux », dit Luc MICHEL …

(*) La première partie de l’AFRICA TOUR 2018 du géopoliticien Luc MICHEL vient de se terminer, centrée sur le soutien aux processus de paix en Afrique : Malabo (Guinée Equatoriale) pour le VIe Dialogue national, Lomé (Togo) pour le Dialogue national, Addis-Abeba

(Ethiopie) pour soutenir le diplomatie du nouveau président éthiopien (Ethiope même, pacification avec l’Erythrée et au Sud-Soudan).

Luc MICHEL a aussi participé au combat contre la déstabilisation du Cameroun (en vue de la présidentielle 2018) à Douala et au Sommet commun de la CEDEAO et de la CEEAC à Lomé.

_______________

# PANAFRICOM/

PANAFRIcan action and support COMmittees :

Le Parti d’action du Néopanafricanisme !

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https://vimeo.com/panafricomtv

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https://twitter.com/Panafricom

LE NOUVEL AXE LONDRES-TOKYO (INTRODUCTION À LA GÉOPOLITIQUE DE L’IMPÉRIALISME BRITANNIQUE III)

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE/

Luc MICHEL pour EODE/

Quotidien géopolitique – Geopolitical Daily/

2018 08 09/

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: « Le Japon est le nouveau pouvoir médian clé; Le Royaume-Uni dispose de nombreuses technologies. Bien que cette mesure renforcera la position du Royaume-Uni à la fois dans la mer de Chine méridionale et dans l’océan Indien, il s’agira probablement de voler dans les plumes de Pékin »

– Robert Fox (King’s College de Londres).

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« C’est de la diplomatie de la canonnière post-moderne »

– Robert Fox (King’s College de Londres).

Dans mes analyses précédentes sur le sujet, j’ai expliqué comment l’Impérialisme britannique se redéployait (1). Et comment le Brexit était la marque de l’apparition d’une nouvelle version 2.0 de celui-ci. Phénomène d’ailleurs encore plus vaste, puisqu’il est aussi l’occasion d’un renouvellement de l’Impérialisme anglo-saxon, cette alliance des « cousins » de Washington et de Londres. Où les britanniques sont appelés à jouer un rôle accru de « second » de la domination américaine dans le monde. Aussi bien en Europe face à Moscou que dans le Pacifique face à Pékin …

J’expliquais aussi que le Brexit était une opération américaine, destinée à briser l’Union Européenne (le principal ennemi économique et financier – dollar vs euro – des USA) et à ramener Londres dans l’orbite directe américaine (2). Oubliez tous les écrans de fumée sur la soi-disant « ingérence russe dans les élections » (qui sont une comédie reposant – ou montée – sur les erreurs et l’amateurisme de certains médias russes) et regardez le phénomène, bien réel celui-là, des « Big Datas ». Dont l’affaire de « Cambridge Analytic » n’est que la pointe émergée de l’Iceberg, mais a révélé la véritable manipulation des scrutins présidentiels aux USA et du référendum sur le Brexit. Dévoilant notamment les lobbies et les réseaux qui ont porté Trump au pouvoir (dont les milliardaire US, la famille Mercer).

A part quelques complotistes français lunatiques (qu’un journal libanais a appelé les « pom pom girls de Trump »), il n’y a que les aveugles pour encore voir dans Trump un « nationaliste » (sic) « en guerre contre l’establishment US » (resic). Le dernier président américain est le choix d’un scénario politique et a été porté au pouvoir par les lobbies et les réseaux les plus radicaux de cet establishment US (ceux qui pensent que les USA peuvent gagner le prochaîne guerre mondiale et « faire du XXIe siècle un nouveau siècle américain ») : club des 121 généraux et amiraux du genéral Mattis, lobby pro-israélien AIPAC, lobby militaro-industriel (le programme de Trump prévoit la course aux armements aux USA et veut l’imposer à l’OTAN), lobbies du charbon et des hydrocarbures de schiste, lobby pro-Taiwan, neocons (dont Oox News TV) …

LE REDEPLOIEMENT DE L’IMPERIALISME BRITANNIQUE APRES LE BREXIT : L’AXXE LONDRES-TOKYO

« Pourquoi la marine britannique a-t-elle jeté l’ancre à Tokyo? », interrogeait ce 6 août la Lette d’information anglo-saxonne ‘The Monocle Minute’. Qui y répondait immédiatement dans le même titre : « La réponse, semble-t-il, consiste à tracer un parcours autour des obstacles dressés par le Brexit » (3).

‘Monocle’ expose comment l’Impérialisme britannique se redéploie après le Brexit sur de nouvelles positions stratégiques. Et noue une nouvelle alliance géopolitique avec Tokyo et un Japon qui renoue avec sa tradition militariste, sous les encouragements américains. Face à Londres et Tokyo : la Chine. Et évidemment les USA. Les stratèges américains, ceux de Stratfor, le puissant think tank lié au Pentagone et au Lobby militaro-industriel US, voient la confrontation avec Pékin comme inévitable et une défaite chinoise possible. Ajoutons que les mêmes influents stratèges voient dans le Japon, la Pologne et laTurquie, les trois grandes puissances émergentes du XXIe siècle. Une prévision qui repose à la fois sur la position géographiques de ces trois états (« la politique c’est la géographie » disant déjà Napoléon I) et sur leur passé géopolitique (Empire japonais de 1900-1945, « Grande-pologne » des XVe-XVIIe siècle, Empire ottoman). On comprend mieux le rôle attribué à Londres par Washington dans cette configuration géopolitique !

« LA DIPLOMATIE DE LA CANONNIERE POST-MODERNE »

L’analyse de ‘Monocle’ (revue anglo-saxonne publiée à Londres, New-York et Hong-Kong, qui reste indulgente avec les britanniques) met l’accent sur le caractère anti-chinois de l’alliance Londres-Tokyo :

« Parce que les liens avec ses plus proches voisins européens sont mis à rude épreuve par le Brexit, le Royaume-Uni va plus loin pour protéger ses intérêts à l’étranger. Le vendredi, l’un des plus gros bateaux de l’arsenal de la Royal Navy, le HMS Albion, navire de guerre amphibie de 22 000 tonnes, a accosté à Tokyo. Le plan de la visite est de permettre aux fonctionnaires et au personnel de l’industrie de la défense de faire un tour du navire et, après cela, il y aura quelques jeux de guerre (wargames) : le navire transporte environ 120 Royal Marines qui doivent s’entraîner avec les Forces de défense japonaises dans les prochains jours ».

« Une telle coopération est un signe des temps », selon Robert Fox, chercheur principal au King’s College de Londres : « Le Japon est le nouveau pouvoir médian clé; Le Royaume-Uni dispose de nombreuses technologies. Bien que cette mesure renforcera la position du Royaume-Uni à la fois dans la mer de Chine méridionale et dans l’océan Indien, il s’agira probablement de voler dans les plumes de Pékin ». « C’est de la diplomatie de la canonnière post-moderne », dit Fox.

NOTES :

(1) Cfr. LUC MICHEL’S GEOPOLITICAL DAILY/

INTRODUCTION À LA GÉOPOLITIQUE DE L’IMPÉRIALISME BRITANNIQUE

sur http://www.lucmichel.net/2018/06/25/luc-michels-geopolitical-daily-introduction-a-la-geopolitique-de-limperialisme-britannique/

Et :

INTRODUCTION À LA GÉOPOLITIQUE DE L’IMPÉRIALISME BRITANNIQUE (II): LE ROLE ET LA PLACE DE LONDRES …

sur http://www.lucmichel.net/2018/06/26/luc-michels-geopolitical-daily-introduction-a-la-geopolitique-de-limperialisme-britannique-ii-le-role-et-la-place-de-londres/

(2) LUC MICHEL’S GEOPOLITICAL DAILY/ ENCORE ET TOUJOURS L’IMPERIALISME ANGLO-SAXON

sur http://www.lucmichel.net/2018/01/05/luc-michels-geopolitical-daily-encore-et-toujours-limperialisme-anglo-saxon/

(3) Cfr. “Making waves. Why has the UK’s navy dropped anchor in Tokyo? The answer, it seems, lies in charting a course around Brexit-shaped obstacles”, THE MONOCLE MINUTE, Monday 6 August 2018

(Sources : The Monocle Minute – Stratfor – EODE Think Tank)

Photos :

Jusqu’en 1918, britanniques et japonais étaient d’étroits alliés …

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE

* Avec le Géopoliticien de l’Axe Eurasie-Afrique :

Géopolitique – Géoéconomie – Géoidéologie – Géohistoire –

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EODE-TV https://vimeo.com/eodetv

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ANALYSE DU SOMMET DE SINGAPOUR (I): UNE CRISE ISSUE DE LA GUERRE FROIDE (LUC MICHEL SUR GEOPOLITIQUE INTERNATIONALE)

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE/

Flash Vidéo Géopolitique/ Geopolitical Flash Video/

2018 07 24/

Le Flash Vidéo du jour …

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Le géopoliticien Luc MICHEL dans GEOPOLITIQUE INTERNATIONALE du 30 avril 2018 sur AFRIQUE MEDIA

Partie I :

Chaque jour davantage, le ton monte et la relation éphémère amorcée entre Washington et Pyong-Yang se dégrade. Les sanctions américaines et onusiennes n’ot jamais cessé.

Dans mes analyses, je n’ai jamais tenté de sous-estimer tous le fondamental idéologique de chacun des régimes. Qui ne permettent aucun rapprochement durable.

De Reagan aux généraux du Pentagone (comme Mattis, l’homme fort du régime Trump), la Corée du Nord est un état-voyou, le mal absolu, mais surtout une survivance de la Guerre froide inacceptable.

En RPDC, la « dissuasion nucléaire du faible au fort », version nord-coréenne de celle de la France du général de Gaulle, est inscrite dans la Constitution depuis 2012. Elle représente 30 ans d’un effort absolu. Et elle repose sur une analyse lucide des destructions de l’Irak ba’athiste et de la Jamahiryah libyenne de Kadhafi.

Sources :

* Sur PCN-TV/

ANALYSE DU SOMMET USA-RPDC DE SINGAPOUR (I):

UNE CRISE ISSUE DU CŒUR DE LA GUERRE FROIDE ET UN HERITAGE DE L’ORDRE DE YALTA sur https://vimeo.com/282575765

Thème de l’émission :

RENCONTRE HISTORIQUE DES 2 COREES – L’ORDRE MULTIPOLAIRE EN MARCHE ?

Le géopoliticien Luc MICHEL :

Pourquoi le dossier coréen n’a strictement rien à voir avec la marche du monde vers un monde multipolaire, mais est un héritage du vieil ordre bipolaire de Yalta en 1945, passé dans l’ordre unipolaire de

1991 (« Nouvel Ordre Mondial » du Régime Bush I).

# LES ANALYSES DE REFERENCE SUR

LUC MICHEL’S GEOPOLITICAL DAILY …

* DEBAT : COMMENT INTERPRETER LA RENCONTRE KIM JONG UN – TRUMP ET LEURS POURPARLERS DIPLOMATIQUES SUR LA PENINSULE COREENNE ?

sur http://www.lucmichel.net/2018/06/13/luc-michels-geopolitical-daily-debat-comment-interpreter-la-rencontre-kim-jong-un-trump-et-leurs-pourparlers-diplomatiques-sur-la-peninsule-coreenne/

* DEBAT : ELEMENTS POUR ANALYSER LE SOMMET DE SINGAPOUR (COMMENT INTERPRETER LA RENCONTRE KIM JONG UN – TRUMP II)

sur http://www.lucmichel.net/2018/06/20/luc-michels-geopolitical-daily-debat-elements-pour-analyser-le-sommet-de-singapour-comment-interpreter-la-rencontre-kim-jong-un-trump-ii/

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE

(Flash Vidéo Géopolitique/

Complément aux analyses quotidiennes de Luc Michel)

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AU-DELA DU SOI-DISANT PRINTEMPS AFRICAIN, ‘TOGO : LA PACIFICATION PAR LE DIALOGUE NATIONAL’ ?

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE/

Luc MICHEL pour EODE/

Complément pour le Quotidien géopolitique – Geopolitical Daily/

2018 08 03/

RP LM.GEOPOL - togo résumé wam (2018 08 03) FR

Revue de Presse :

UN RESUME ACTUALISE DE MES ANALYSES SUR LA DESTABILISATION DU TOGO …

 Mes analyses sur la crise et la déstabilisation du Togo, résumées et diffusées dans un article original, ce 20 juillet 2018, par AFRIQUE.MEDIA.WEBTV.

 * Lire sur

Qui en veut vraiment à la paix civile au Togo ? Qui veut y répandre le chaos ?

En novembre 2017, je posais les questions qui dérangent sur la crise au Togo, sur les origines réelles de la crise qui secoue le Togo depuis l’été dernier.  Dans une interview accordée à la chaine d’information iranienne ‘Press TV’, et dans plusieurs débats sur ‘Afrique Media’, j’indiquais analyses à l’appui que les réelles origines de la crise politique au Togo étaient externes. La situation de crise est le résultat d’un « diktat » que veulent imposer au peuple togolais les Etats-Unis. Un large débat avait suivi sur le Net togolais (1) …

# AFRIQUE.MEDIA.WEBTV/

TOGO : LA PACIFICATION PAR LE DIALOGUE NATIONAL !

Extraits :

« L’opposition, surtout les jeunes, où s’exercent les manipulations des Réseaux Sorös, voit le Togo dans l’angle du passé : « Faure Gnassingbé est le fils de son père et son régime est la continuation de celui de son père, au service de la Françafrique ». Simplement les temps ont changé, la géopolitique mondiale et africaine a changé, profondément. L’Afrique vit au temps du néocolonialisme, qui se manifeste dans l’opération de changements de régimes, dites du soi-disant « printemps africain ». Nous en sommes à la « nouvelle Françafrique 2.0 » de Macron et Faure Gnassingbé s’éloigne de Paris. Il en va de même, par exemple, au Gabon, où la présidence d’Ali Bongo a tourné le dos à celui de son père. « Faure Gnassingbé a choisi depuis sa prise de pouvoir de refroidir les liens avec la France », explique un expert togolais. Même s’il n’est pas en brouille avec la France, le chef de l’État togolais ne marche pas dans les pas de son défunt père qui était « un ami de la France » (…)  La coopération entre les deux pays évolue, mais en quinze ans, Faure Gnassingbé a effectué six voyages officiels en France à de grandes occasions ». Un ancien ministre togolais confie que « le président n’a pas digéré le fait que Jacques Chirac soit hostile à sa candidature en 2005 et que Nicolas Sarkozy qualifie son élection de mascarade ». Avec François Hollande, les « relations étaient froides (…) Le socialiste qui l’avait appelé pour que la justice togolaise libère Loïc Le Flock Prigent emprisonné à Lomé n’a pas apprécié le fait que sa demande soit rejetée ». Avec Emmanuel Macron, il a échangé quelques mots en décembre dernier à Abidjan lors du sommet UA-UE. Mais Faure Gnassingbé estime « ne pas être demandeur d’une audience à l’Élysée ». « En se « détournant » de la France, Faure Gnassingbé préfère courtiser d’autres puissances. »

« En dix ans, le Togo a signé de nombreuses conventions économiques avec la Chine.

« Le gouvernement togolais a d’ailleurs obtenu des accords de prêts et des remises de dettes de la part de l’empire du milieu. Le nouveau palais de la Présidence togolaise a été construit par la Chine. Il y a deux ans, Faure Gnassingbé s’était rendu en Chine pour obtenir l’annulation partielle de la dette extérieure du Togo au 31 décembre 2015. Ce voyage avait aussi permis au numéro 1 togolais d’avoir près de 75 milliards de FCFA de financements de projets. La Chine a largement contribué à la construction de la nouvelle aérogare de Lomé et de ses deux terminaux ». « À ces travaux s’ajoutent ceux du grand contournement d’Aledjo. Le Togo bénéficie aussi de l’appui chinois dans le projet de construction du barrage d’Adjarala. Cet appui est estimé à 36 milliards de FCFA grâce à un prêt de la Banque chinoise d’import-export, China EximBank. Les travaux de construction de cette infrastructure énergétique sont même confiés à l’opérateur chinois Sinohydro Africa. En juillet prochain, un nouveau siège de l’Assemblée nationale devrait être inauguré au Togo. Il est financé par la Chine. Les travaux qui ont commencé depuis 2016 sont effectués par l’entreprise chinoise Jiangsung Natong Group (…) L’édifice est en construction sur un site d’une superficie de près de 12 hectares. Le coût des travaux est estimé à 11 milliards de FCFA ». “À ce jour, la Chine compte octroyer un don de 18 milliards de FCFA au Togo pour financer son agriculture. L’entreprise chinoise Poly Group devrait construire près de 10000 logements sociaux pour le pays. Il y a quelques mois, le ministère des Sports a aussi annoncé la rénovation du stade de Kégué qui accueille les matches de l’équipe nationale. Les travaux de rénovation seront pris en charge par la Chine qui avait déjà assuré la construction de cet édifice sportif ». »

NOTES :

(1) Voir par exemple : « Révélation d’un journaliste belge sur un complot contre le régime de Faure Gnassingbé [Vidéo] »,

sur https://togotribune.com/news/rvlation-drsquoun-journaliste-belge-sur-un-complot-contre-le-rgime-de-faure-gnassingb-vido/

# VOIR AUSSI MES ANALYSES EN VIDEO :

* Voir sur PANAFRICOM-TV/

LUC MICHEL SUR PRESS TV (IRAN)/ DANS ‘REPORTAGE’ (19 OCTOBRE 2017) : QUI VEUT EMBRASER LE TOGO ?

sur https://vimeo.com/238964549

* Voir aussi sur PANAFRICOM-TV/

LE ‘ZOOM AFRIQUE’ DE PRESS TV (2 MARS 2018) AVEC LUC MICHEL:

LE TOGO TRAHI ET DESTABILISE PAR LES USA

sur https://vimeo.com/258417043

Complément pour le Quotidien géopolitique – Geopolitical Daily de

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE

* Avec le Géopoliticien de l’Axe Eurasie-Afrique :

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* Luc MICHEL (Люк МИШЕЛЬ) :

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* EODE :

EODE-TV https://vimeo.com/eodetv

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LE CLASH DU JOURNAL DANOIS ‘DAGBLADET’ AVEC LES RESEAUX PRO-ISRAELIENS DU LIKOUD

 

Luc MICHEL/En Bref/ 2018 08 10/

* Voir l’image sur Twitter …

LM.NET - EN BREF dagbladet vs likoud (2018 08 10) FR

Norvège :

L’envoyé israélien fustige un dessin dit « antisémite » de Netanyahu.

Deux précisions pour comprendre :

Dagbladet ce sont aussi les fameuses « caricatures de Mahomet’, où le journal danois a fait front à une opposition musulmane mondiale ; La caricature de Netanyahu, féroce, montre brutalement les liens entre les idéologies racistes du « édéveloppement séparé » (ségrégation US des Années 1965-1962 – Apartheid sud-africain – Lois raciales de Nuremberg nazies de 1933-1945) et la nouvelle Loi sur la caractère exclusivement juif d’Israël, combattue par les minorités – druzes, arabes -, et la gauche anti-Likoud. Une assimilation inacceptable pour le Likoud et ses alliés religieux d’extrême-droite.

Schutz a réclamé des excuses à Dagbladet. Netanyahu apparaît sous la forme d’une croix gammée, poussant un Druze d’un banc sur lequel est écrit “Pour les blancs seulement” !

L’ambassadeur israélien en Norvège  Schutz a appelé un quotidien du pays à présenter ses excuses et à supprimer une caricature publiée mardi qui, selon lui, « est antisémite ».

EN ARRIÈRE-PLAN, LA LÉGISLATION ADOPTÉE RÉCEMMENT DÉFINISSANT ISRAËL COMME « ÉTAT-NATION DU PEUPLE JUIF »

Ce dessin, apparu dans le journal Dagbladet, présente le Premier ministre Benjamin Netanyahu, dont le corps a la forme d’une croix gammée, poussant un membre de la communauté druze israélienne d’un banc sur lequel l’inscription « Pour les bancs seulement » est écrite.

Allusion brutale à la fois à la ségrégation US, aux Lois de Nuremberg et à l’apartheid. L’image voulait illustrer la législation adoptée récemment définissant Israël comme « état-nation du peuple juif ». Ce texte a entraîné la colère des Druzes et des autres groupes minoritaires qui affirment « qu’il favorise le caractère juif du pays par rapport à la démocratie et qu’il fait d’eux des citoyens de seconde zone ».

Dans un post publié sur Twitter, l’ambassadeur Raphael Schutz a qualifié la caricature « d’exemple d’imagerie antisémite la plus répugnante qu’il soit possible d’imaginer ». La caricature apparaissait encore sur le site de Dagbladet dans la soirée de mardi et rien n’indique pour le moment que le quotidien, réputé peu sensible au terrorisme intellectuel, soit déterminé à présenter des excuses.

LUC MICHEL/ ЛЮК МИШЕЛЬ/

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No TAV – Comunicato Stampa 10 agosto 2018 – L’ossessione del Chiampa . e le sette analisi costi benefici di Virano

Comunicato Stampa

PresidioEuropa No TAV

10 agosto 2018

http://www.presidioeuropa.net/blog/?p=16105

FACCIAMO CHIAREZZA !

L’ossessione del Chiampa e le sette Analisi Costi Benefici

CHIAMPARINO SU “LA STAMPA” DEL 6 AGOSTO 2018 PAG. 43

Sergio Chiamparino, 70 anni e nessuna ambizione per una panchina in un giardino e un quotidiano da leggere in pace. Solo un’ossessione, una guerra personale da combattere, fino alla morte (… dovranno passare sul mio corpo…), fare la Torino-Lione.

Le malelingue penseranno che la sua guerra non sia poi tanto personale, ma a noi piace pensare che la sua sia solo una fissazione senile.

Il Chiampa annuncia il 5 agosto di aver ricevuto dal grande architetto (la massoneria non c’entra, sia ben chiaro…) sette ACB – Analisi Costi e Benefici, del progetto Torino-Lione, accompagnata da una dichiarazione di autenticità, ma sei sono finte ACB e una è sbagliata.

In realtà il Chiampa ha una sola ACB, quella contenuta nel Quaderno dell’Osservatorio n.  8 datato dicembre 2011, quella sbagliata.

Il ministro Toninelli annuncia intanto di volere fare uno studio aggiornato del progetto, ma il Chiampa non si fida dei tecnici del MIT e vuole aprire un conflitto di competenze tra la Regione Piemonte e il Governo centrale, affermando che i conti che lui esibirà saranno quelli belli e giusti a favore della Torino-Lione.

Ogni ossessione guerriera deve essere condita da piani di battaglia dettagliati e allora Lui si affida addirittura al Politecnico di Torino. Così la sua guerra terrà dietro al baleno muovendosi ad alta velocità da Genova a Rotterdam, da Barcellona a Kiev. Meglio di Napoleone.

Ecco le cosiddette ACB, ovviamente “tutte con esito positivo”, come afferma il Chiampa che certamente non le ha esaminate:

– l’ACB del 2011 pubblicata sul Quaderno dell’Osservatorio n.  8 per l’asse ferroviario Torino Lione, piena zeppa di grossolani errori d’analisi da tempo denunciati,

– le altre sette sono semplicemente delle vecchie relazioni che solo i non addetti ai lavori credono si tratti di vere e proprie ACB:

  1. Una Relazione generica della CIG – Commissione Inter Governativa, italo-francese del 2000,
  2. Una relazione di Valutazione socio-economica del progetto preliminare chiesta nel 2003 da LTF a PwC-Nestear,
  3. Una relazione di Valutazione Socio-economica chiesta da LTF a PwC nel 2006,
  4. Una relazione degli studi di LTF sul progetto Torino-Lione chiesta nel 2006 dalla Commissione Europea DG Tren a ECORYS Nederland BV (NL), con COWI (DK), ECN (NL), Ernst & Young Europe (B) and Consultrans (ES),
  5. Una relazione Valutazione socio-economica del progetto Torino-Lione consegnata da LTF nel 2010 alla CIG – Commissione Inter Governativa,
  6. Una relazione di Aggiornamento dell’analisi socio-economica ricevuta nel 2014 da CERTeT (Nota: tra gli estensori di questa relazione vi è il dr. Oliviero Baccelli che nel 2015 fu nominato Consigliere del CdA di TELT, probabilmente per ricompensarlo),
  7. Una relazione di Valutazione degli effetti economici del blocco temporaneo o definitivo del progetto Torino-Lione, senza data. (Nota: tra gli estensori di questa relazione vi è il dr. Oliviero Baccelli che nel 2015 fu nominato Consigliere del CdA di TELT probabilmente per ricompensarlo).

La sola ACB esistente è datata dicembre 2011 ed è stata secretata immediatamente dal Commissario Straordinario del Governo Mario Virano che ha poi dichiarato l’11 maggio 2012 nel corso di una riunione aperta del Consiglio Comunale di Rivoli : “Normalmente le Analisi Costi-Benefici servono per il decisore politico per scegliere, ma nel nostro caso hanno già scelto”. Questa sorprendente affermazione del funzionario Virano è la spiegazione della sua secretazione, compiuta per fare in modo che il Governo firmi l’Accordo del 30 gennaio del 2012 senza disporre della ACB perché lui l’ha nascosta.

Il movimento No TAV è poi riuscito a procurarsi l’ACB e il 6 giugno 2012 l’ha pubblicata, cinque mesi dopo la firma dell’Accordo di Roma tra Italia e Francia del 30 gennaio 2012. Successivamente l‘Osservatorio ha finalmente pubblicato il Quaderno n. 8 che contiene l’ACB.

La secretazione dell’ACB del 2011 da parte di Virano è un delitto perché ha violato la norma prevista dall’art. 6.4 della Convenzione di Århus del 1998, ratificata dall’Italia e quindi legge delle Stato: “Ciascuna Parte provvede affinché la partecipazione del pubblico avvenga in una fase iniziale, quando tutte le alternative sono ancora praticabili e tale partecipazione può avere un’influenza effettiva.”.

La firma del 30 gennaio 2012 a Roma dell’Accordo con la Francia, avendo prima nascosto l’ABC, è stato un comportamento politicamente scorretto del Governo perché ha privato i cittadini del loro potere di influenzare ogni decisione, come richiesto dalla Convenzione di Århus.

Ma il Chiampa queste cose non le sa…

Tra l’altro, la sola ACB disponibile del 2011 oggi non vale più nulla perché il progetto Torino-Lione è stato  mutilato di tutte le nuove linee ferroviarie di accesso al tunnel di base in Francia e in Italia e non tiene conto delle mutate condizioni economiche dal 2011. Ma in più è zeppa di grossolani errori d’analisi. Ecco perché deve essere rifatta.

Ma il Chiampa non si fida della Commissione governativa e vuole aprire un conflitto di competenze tra la Regione Piemonte e il Governo centrale, affermando che i conti che lui esibirà saranno quelli belli e giusti a favore della Torino-Lione.

Come informa la busiarda del 6 agosto 2018, il Chiampa richiederà un nuovo studio al Politecnico di Torino, e si aspetta che contenga i risultati per vincere la sua guerra.

Così il PDemocratico Chiampa a quel punto crederà di essersi armato degli argomenti vincenti per la difesa degli interessi dei suoi amici promotori del progetto: Pininfarina, Agnelli, Besson, Berlusconi, Lunardi, Incalza, Renzi, Delrio e chi più ne ha ne metta.

Scommettiamo che lo studio del Politecnico di Torino rivelerà invece che il corridoio nord-sud è il principale asse dei trasporti in Europa, mentre gli altri sono itinerari secondari? Sarebbe una rivelazione sconosciuta solo al Chiampa.

Altri soggetti, quelli che hanno tenuto a bada l’avanzata del progetto impantanato da oltre cinque lustri non ostante tutti gli sforzi dei promotori, condurranno l’ossessionato Chiampa alla realtà, fornendogli i contro argomenti, quelli vincenti.

Questa agitazione chiamparina contro la realtà, e in spregio ad ogni confronto con i cittadini pensanti, dimostra che “La democrazia e la partecipazione sono i rischi che i partiti non vogliono assumersi”.