Il Regalo di Salvini alla Francia: 2,2 miliardi di €uro

Comunicato Stampa

PresidioEuropa

Movimento No TAV

8 luglio 2019

http://www.presidioeuropa.net/blog/?p=18658

Il Regalo di Salvini alla Francia:

2,2 miliardi di €uro

Ossia la penale nascosta della Torino-Lione

di cui nessuno vuole parlare

dieci domande al Vice Presidente del Consiglio Matteo Salvini

  1. Nell’interesse di chi agisce il Vice Presidente del Consiglio Matteo Salvini?Nell’interesse dei contribuenti italiani, oppure si fa dettare la linea dalle lobby italo-francesi del TAV?
  2. È al corrente Salvini che la parte francese del tunnel di base di 57,5 km è di ben 45 km mentre quella italiana è di soli 12,5 km?
  3. È al corrente Salvini che la Francia pagherà solo il 42,1% del costo totale del tunnel di base mentre l’Italia pagherà ben il 58,9%?
  4. È al corrente Salvini che grazie a questa iniqua asimmetria dei costi, l’Italia sosterrebbe un costo superiore di ben 2,2 miliardi di €uro rispetto ad una equa ripartizione geografica dei costi?
  5. È al corrente Salvini che, grazie a questa iniqua asimmetria dei costi, ogni chilometro italiano del tunnel di base costerebbe all’Italia ben 280 milioni di €uro mentre ogni chilometro francese del tunnel costerebbe alla Francia solo 60 milioni di €uro? 
  6. È al corrente Salvini che in caso di equa ripartizione geografica dei costi la Francia dovrebbe contribuire alla realizzazione del tunnel con un investimento di 4,8 miliardi di €uro?
  7. È al corrente Salvini che in caso di abbandono del progetto da parte dell’Italia e della Francia non vi saranno penali europee perché l’Art. 17 par. 3 del Regolamento (UE) N. 1316/2013 CEF lascia agli Stati membri la decisione di attuare i progetti secondo la “capacità di finanziamento pubblico” e la “fattibilità socio-economica” attraverso un’Analisi Costi Benefici?
  8. Oppure Salvini vagheggia di presunti sovracosti facendo il copia-incolla delle cifre sapientemente preparate dagli stessi promotori dell’opera?
  9. È al corrente Salvini che non esiste alcuna scadenza contrattuale che impegna la Francia e l’Italia a realizzare la Torino-Lione? L’unico impegno previsto all’Art. 1 dell’Accordo di Torino del 29.1.2001 è quello di costruire una linea nuova alla saturazione della linea esistente, data non conosciuta, visto che la linea esistente è satura a meno del 20%.
  1. È al corrente Salvini che con i fondi per la Torino-Lione si potrebbe iniziare il risanamento delle infrastrutture vetuste creando molti più posti di lavoro della Torino-Lione?

Persa la battaglia Tav, “salviamo Appendino”

https://lospiffero.com/ls_article.php?id=46617

Lo Spiffero

Oscar Serra 16:45 Giovedì 04 Luglio 2019

Nessuno tra gli eletti del M5s crede ancora di poter fermare la Torino-Lione e allora il vero obiettivo è preservare la sindaca da ogni possibile scossone politico. Lei annuncia il forfait all’assemblea di domani con gli attivisti. Redde rationem con Di Maio

La questione vera non è più la Tav, ma il futuro di Chiara Appendino. Con l’esclusione di qualche ingenuo attivista, nessuno tra gli eletti pentastellati, pensa che questo governo sia in grado di bloccare un’opera ormai in fase di realizzazione e frutto di accordi internazionali sottoscritti su mandato di un voto parlamentare. La base, però, chiede ai suoi portavoce uno strappo, un segnale; e domani durante l’assemblea al Teatro Alfa, gli occhi saranno puntati innanzitutto sui 23 consiglieri del MoVimento 5 stelle che rappresentano la maggioranza a sostegno di Appendino. Che fare?

La prima cittadina ha già fatto sapere che non si presenterà all’incontro che si preannuncia infuocato e in cui i presenti esigeranno delle risposte dai loro portavoce. Lasceranno il Movimento? Fonderanno un gruppo No Tav in Sala Rossa? Da giorni circola un documento sulle chat con una premessa che tutti condividono ma con le conclusioni ancora da scrivere. C’è pure chi l’ha sottoscritto in bianco, prima ancora di conoscere la risoluzione finale, sapendo evidentemente che difficilmente si arriverà a uno strappo. Una qualunque scossa tellurica nel gruppo di maggioranza potrebbe mettere a rischio la tenuta dell’amministrazione. Nessuno vuole tirare troppo la corda, soprattutto dopo aver visto saltare, nei giorni scorsi, il primo grillino a conquistare una città piemontese, quel Roberto Falcone di Venaria costretto alle dimissioni dai suoi stessi consiglieri. Le parole, talvolta roboanti, mascherano solo un atteggiamento volto alla prudenza.

Che fare dunque? Va dato un segnale ai vertici nazionali, rei di essersi piegati alla Lega anche sulla Torino-Lione, ma allo stesso tempo si deve preservare la sindaca da colpi di testa. Si cammina su un filo sottile come funamboli. “Chiara non si discute” intimano non a caso la capogruppo Valentina Sganga e il presidente del Consiglio Francesco Sicari. Salvare Appendino, tenerla al riparo anche da una riunione dall’esito quanto mai incerto. Lei non ci sarà al Teatro Alfa, piuttosto si presenterà all’Hotel Royal di corso Regina dove il 12 luglio il confronto sarà direttamente con Luigi Di Maio. Chiedere l’azzeramento dei vertici nazionali è un’arma spuntata: una richiesta inammissibile che cadrebbe nel vuoto e infatti l’ala dei duri e puri vuole di più. La capogruppo a Palazzo Lascaris Francesca Frediani è l’unica, a oggi, disposta a portare lo scontro alle estreme conseguenze, senza escludere un addio a quel MoVimento che l’ha ospitata quando lei già era No Tav, poiché in Valsusa il Movimento è innanzitutto quello No Tav.

L’assemblea di domani sarà uno sfogatoio, servirà per misurare il livello di sopportazione raggiunto dagli attivisti. E a quel punto provare a calibrare un’azione coordinata. Ci saranno gli incendiari a partire dal senatore torinese Alberto Airola e dalla collega di Montecitorio Jessica Costanzo, ma ci saranno soprattutto i pompieri Elisa Pirro e Luca Carabetta. Presente anche Davide Serritella, considerato piuttosto indifferente al tema, mentre il viceministro dell’Economia Laura Castelli, portabandiera di una proposta light che ha scontentato tutti avrebbe accampato improrogabili impegni e molto probabilmente darà forfait per evitare il fuoco di critiche. Due facce di una forza che si divide ancora tra movimentisti e governativi, oltranzisti e dialoganti, di lotta e di governo, ma che intanto, in questo sfibrante dibattito sta perdendo la sua identità.   

Pedemontana, arrestato il direttore dei lavori Stefano Perotti

http://www.vicenzatoday.it/cronaca/pedemontana-arrestato-il-direttore-dei-lavori-stefano-perotti.html?fbclid=IwAR0WMLOa6_oAXJDdHJofeY9RqHmrw2PswkzJ_L35qSG_BxHOjtav6qWPgOE

E’ il terzo uomo chiave nella realizzazione della grande opera che finisce nei guai con la giustizia. Cappelletti del M5S: “Un’opera che si scopre giorno dopo giorno essere stata messa, evidentemente, nelle mani delle persone sbagliate”

Un altro arresto eccellente tra gli uomini chiave della Pedemontana veneta. Nella rete dell’inchiesta della magistratura fiorentina per le tangenti degli appalti di TAV ed EXPO, che ha portato a 4 arrestati e 51 indagati in totale, è finito Stefano Perotti, l’ingegnere che risulta essere il direttore dei lavori dei cantieri della Superstrada Pedemontana Veneta.

Prima erano finiti nei guai con la giustizia il responsabile unico del procedimento della SPV, Giuseppe Fasiol, arrestato e poi rilasciato nell’ambito dello scandalo del Mose, e l’amministratore delegato di Veneto Strade e Commissario straordinario della SPV, Silvano Vernizzi, indagato per il reato di turbativa d’asta con altri cinque dirigenti della Regione Veneto in relazione all’affidamento alla società Adria Infrastrutture dell’incarico per la realizzazione della Via del Mare in project financing (una superstrada a pedaggio tra Meolo e Jesolo). Come riferiscono i magistrati fiorentini Perotti in veste di direttore dei lavori si garantiva un guadagno imponente che andava dall’1 al 3 % dell’opera diretta.

“Insomma un’altra, ennesima tegola che cade in testa a Zaia e sul progetto SPV – dichiara Enrico Cappelletti, senatore del M5S – un’opera che si scopre giorno dopo giorno essere stata messa, evidentemente, nelle mani delle persone sbagliate. Su tutto questo Zaia tace – aggiunge Cappelletti – anzi, invece di prodigarsi nel fare trasparenza attorno a quest’opera, continua a non muovere un dito, mantenendo la segretazione del Piano economico e finanziario che stabilisce i criteri e termini del suo ripagamento. Cos’altro deve succedere perché ci sia la revoca del Commissario Straordinario, la messa in sicurezza dell’opera, e la pubblicazione di tutti i contratti e di tutti i costi cui saranno costretti i cittadini Veneti per ripagarla negli anni a venire?”

I NO TAV A MODANE: “INVESTITE SULLA LINEA STORICA, NON SULLA TORINO-LIONE”

http://www.valsusaoggi.it/foto-i-no-tav-a-modane-investite-sulla-linea-storica-non-sulla-torino-lione/?fbclid=IwAR0Jz3dlibJkwzR4UiWqLarCdhzKhFYZqlE3cQWqIniNGIdnK4X5rLYmwpI

COMUNICATO DEI NO TAV ITALIANI E FRANCESI

MODANE – Noi cittadini francesi e italiani siamo responsabili e preoccupati del denaro pubblico e del bene comune di terra, acqua e aria. Ora, non tra vent’anni, abbiamo una grande sfida: il cambiamento e l’urgenza climatica.

Diciamo ad alta voce che la Lione – Torino è irresponsabile.

La priorità è l’uso di questa linea esistente completamente modernizzata alle dimensioni europee ben lungi dall’essere saturata. Dobbiamo continuare a garantirne la sicurezza e ottimizzarla.

Nella sua relazione del 1° febbraio 2018, il Consiglio di orientamento dell’infrastruttura ha previsto di ottimizzare la linea attuale Digione-Modane.

È quindi urgente investire i 700 milioni di euro previsti per questo scopo.

La regione Auvergne- Rhone- Alpes finanziando Lione-Torino devia il denaro pubblico dalla sua missione principale che è lo sviluppo del trasporto regionale.

In tal modo contraddice la politica manifestata dal Ministro dei trasporti, signora Borne, per dare priorità al trasporto quotidiano. Sì, esiste già Lione-Torino, usiamolo!

Il maltempo degli ultimi giorni ha evidenziato la vulnerabilità di tutte le infrastrutture di trasporto poiché oltre alla linea tra St. Michel e Modane, anche l’A43, le tratte tra Chambéry-Grenoble e Chambéry-Bourg St Maurice, tra Ginevra-Annecy sono state anche esse interrotte da incidenti meteorologici.

Allo stesso modo, i cambiamenti climatici hanno conseguenze impreviste: i binari si deformano per il calore, alcuni collegamenti TGV tra Ginevra e Parigi sono stati interrotti.

Non è una Torino – Lione che ci manca, ma da decenni investimenti nella sicurezza delle infrastrutture esistenti.

Questi rischi sono noti ai servizi di rete SNCF, pertanto i fondi necessari dovrebbero essere sbloccati anziché finanziare per 35 milioni di euro l’attuale lavoro preparatorio nei pressi di St. Jean.

I numerosi incidenti ferroviari da Brétigny sur Orge nel 2013, ma anche le 50 traversine ferroviarie che non sono state sostituite da oltre 2 mesi a Chambéry.

Il bilancio del carbonio della linea attuale è ampiamente compensato e positivo.

Su questa linea possiamo già trasferire il trasporto merci dalla strada alla ferrovia, se la politica del Ministro dei trasporti viene effettivamente attuata.

Non è necessaria alcuna nuova infrastruttura, ma abbiamo bisogno di una reale volontà politica.

Al contrario, il lavoro e le perforazione della Torino di Lione hanno un bilancio del carbonio disastroso, la quantificazione fantasiosa di TELT ci lascia perplessi.

Eppure c’è un’urgente necessità di ridurre le emissioni di gas serra da subito.

Siamo di fronte alla schizofrenia e all’impostura dello Stato con il raddoppio del tunnel stradale di Fréjus e la volontà di costruire un tunnel di base per il cosiddetto cambio modale, anche se non è nemmeno previsto sulla rete ferroviaria in pianura in cui il trasporto merci è insignificante.

Vivere senza servizi ferroviari a Modane è un’anticipazione che prefigura la chiusura della stazione se il tunnel di base fosse costruito.

Ciò influenzerà il trasporto giornaliero e turistico di tutta l’alta valle poiché il TGV si fermerebbe solo a St Jean e un trasferimento in autobus completerebbe questo “sentimento di fine del mondo”.

Torino, scontro nel M5s: gli attivisti a confronto con Di Maio e Appendino

Torino - Di Maio

Torino, scontro nel M5s: gli attivisti a confronto con Di Maio e Appendino

L’evento, dal nome “Riorganizziamoci insieme”, per discutere dopo l’addio al Salone dell’Auto

Consiglieri, attivisti e amministratori locali Cinque Stelle hanno incontrato all’Hotel Royal di Torino la sindaca del capoluogo piemontese Chiara Appendino e il leader del Movimento Luigi di Maio. L’incontro “Riorganizziamoci insieme”, ha l’obiettivo rappresentare un confronto all’indomani della querelle interna sull’addio al Salone dell’Auto.

La sindaca sedotta da Hyperloop: “A Torino il treno superveloce che viaggia a 1200 km l’ora”

https://torino.repubblica.it/cronaca/2019/07/02/news/la_sindaca_sedotta_da_hyperloop_a_torino_il_treno_superveloce_che_viaggia_a_1200_km_l_ora_-230168479/

Già avviata la collaborazione tra l’azienda Usa e il Politecnico: a Milano in una manciata di minuti

di JACOPO RICCA

 

02 luglio 2019

L’alta velocità no, l’altissima sì, soprattutto se consuma meno energia di quanta ne produce. La giunta 5stelle di Torino punta a portare in città la progettazione del treno a levitazione magnetica in collaborazione con il Politecnico che da tempo lavora sulla ricerca in questo campo. Ieri la sindaca, Chiara Appendino, ha incontrato nel corso della Tech Week, Gabriele “Bibop” Gresta, l’italiano che è presidente di Hyperloop Transportation Technologies, l’azienda Usa che vuole realizzare il progetto, nato da un’idea di Elon Musk, di un treno superveloce ( può arrivare ai 1200 chilometri orari e, anche se viaggiasse a una velocità ridotta, potrebbe raggiungere Milano in una manciata di minuti) che consumi meno energia di quanta ne produca. ” Un incontro interessante, dove abbiamo parlato del futuro della mobilità e di come questa può cambiare il modo di spostarsi. Qui e in tutto il mondo ” ha spiegato Appendino con un tweet, ma l’idea, piuttosto concreta, è sfruttare le attività di ricerca che il Politecnico sta portando avanti con Hyperloop non solo per realizzare qui questa infrastruttura da fantascienza, ma per cercare attrarre le attività di sperimentazione, prima e di produzione, poi. “Torino è il posto giusto e si avrebbe la possibilità di creare un centro di ricerca che aiuterebbe anche il trasferimento tecnologico”, ha aggiunto l’assessora all’Innovazione Paola Pisano.

I collegamenti si potrebbero declinare sia su linee già ad ” alta velocità”, come la Torino- Milano, che si aggiungerebbe alla Milano- Bologna su cui Hyperloop aveva già messo gli occhi, sia su realtà “cittadine” come la tratta per l’aeroporto di Caselle: ” Non si tratta di una tecnologia che sarà realizzata domani – dice ancora Pisano – Investire nella ricerca però vuol dire dare una chance per portare qua le produzioni”.
Una posizione condivisa da Giuliana Mattiazzo, la vicerettrice del Politecnico , che si occupa di Trasferimento Tecnologico: ” La cosa più interessante di sfide come questa sono le ricadute legate alla componentistica che sarà sviluppata ad hoc. Prima di arrivare alla realizzazione del treno iperveloce bisogna progettare i pezzi che lo compongono e noi su quello stiamo lavorando”. Andrea Tonoli, ordinario di Ingegneria industriale, ha costituito un gruppo di ricerca che sta studiando i ” supporti magnetici passivi”, che dovrebbero essere le ” ruote” del supertreno e l’attività è finanziata e in collaborazione con la società statunitense: ” Stanno realizzando uno studio di fattibilità su questo componente – conferma Mattiazzo – La prossima fase, sperimentale, sarà molto onerosa e stiamo cercando con Hyperloop i finanziamenti. Se funzionasse avrebbe poi una ricaduta produttiva e industriale”.

Le analisi fatte finora parlano di un costo di circa 20 milioni di euro al chilometro per il supertreno: ” A differenza delle infrastrutture anche ad alta velocità che giocano su ferro tradizionale però il modello economico prevede un ritorno dell’investimento in 8 anni ” racconta Pisano. La prima tratta, da Dubai e Abu Dhabi, dovrebbe entrare in funzione nel 2020, ma l’obiettivo della giunta torinese e dell’ateneo di corso Duca degli Abruzzi è portare a Torino il polo di ricerca sulla componentistica e anticipare lo sbarco in Europa della nuova tecnologia. Hyperloop sfrutta la levitazione magnetica dentro tubi a bassa pressione e raggiunge velocità impensabili: ” In questo senso bisogna anche studiare le reazioni del corpo umano a stimoli quotidiani di questo tipo – avverte l’assessora – Qui però abbiamo tutte le competenze per farlo”.

Toninelli: “Nessun bando per Tav”

https://www.adnkronos.com/soldi/economia/2019/06/26/toninelli-nessun-bando-per-tav_N8SmHZcmwCLA9COp1t4uGN.html?fbclid=IwAR158Tss_W7nMV9tasJo6TGeMsRbB9VSANes02hHKnAgbbO8BwBt_px080U

Toninelli: Nessun bando per Tav

(Fotogramma /Ipa)

Per la Tav “Non è partito alcun bando. Si tratta di manifestazioni di interesse da parte di eventuali imprese interessate che durerà tre mesi ed ha la clausola del recesso senza oneri e senza alcuna motivazione da parte dello Stato interessato, come nella lettera scritta da Telt al presidente del Consiglio Conte e al presidente Macron”. Ad affermarlo è stato il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli a margine della cerimonia di parificazione del Rendiconto Generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2018.

“Dopodiché – ha argomentato il titolare del Mit – chi afferma che sono stati aumentati i fondi europei al 55% dovrebbe avere l’onestà intellettuale di dire che serve un nuovo regolamento europeo sul Cef-Connecting Europe Facility in cui devono essere deliberate e accettate le opere in cui aumentare eventualmente quei fondi ma soprattutto deve esserci un’approvazione da parte del Parlamento europeo”. “Quindi bene le promesse di chi promette più soldi ma – ha affermato ancora Toninelli – dicesse agli italiani che deve passare in Parlamento europeo. Se tenere in ordine i ponti le strade e le autostrade comporterà impegnare meglio i soldi degli italiani in opere diverse dal Tav, noi combatteremo per questo” ha scandito infine

M5S Torino:”Conte avvii dialogo con Francia e Ue per stop definitivo Tav”

http://www.torinoggi.it/2019/06/25/mobile/leggi-notizia/argomenti/viabilita-1/articolo/m5s-torinoconte-avvii-dialogo-con-francia-e-ue-per-stop-definitivo-tav.html?fbclid=IwAR39wCvnZGv0-mdhmlqjOctVKv4dfCLsDPPX9c0jMyoLvzSoLyhLD97dev8

25 giugno 2019, 23:25

I grillini replicano a Salvini:”Non sa di cosa parla, nè sulla Torino-Lione, nè sulle Olimpiadi: potrebbe iniziare a rendere sostenibili grandi opere e grandi eventi restituendo i 49 milioni che la Lega deve allo Stato”
M5S Torino:"Conte avvii dialogo con Francia e Ue per stop definitivo Tav"

“Il premier Conte avvii il dialogo con Francia e Unione Europea per arrivare allo stop definitivo della Tav”. E’ questo il messaggio che lancia al Governo il gruppo consiliare del M5S Torino, per bocca della capogruppo Valentina Sganga, a poche ore dal CdA di Telt dove è stato dato il via ai bandi italiani per la Torino-Lione.

Manifestazioni d’interesse che i pentastellati avrebbero voluto “non fossero avviate”. “Tuttavia – continuano -manca ancora un anno all’assegnazione dei bandi”. Per i grillini “non è sostenibile ed accettabile nessuna ipotesi di progetto alternativo, o mini Tav”. “Come Movimento 5 Stelle Torino -aggiungono – crediamo sia venuto il momento di dare segnali chiari: il premier Conte deve onorare quanto prima l’impegno a dialogare con la Francia e l’Unione Europea per arrivare finalmente ad uno stop definitivo dell’opera”. 

“Salvini si augura che la lezione delle Olimpiadi ci sia servita -commenta il gruppo consiliare, in risposta alle esternazioni del Ministro dell’Interno al Viminale – ma è evidente che non sa di cosa parla, né sul Tav né sulle Olimpiadi”. “Ogni spreco per lui è un vanto: potrebbe iniziare a rendere sostenibili grandi opere e grandi eventi restituendo i 49 milioni che la Lega deve allo Stato” concludono.

GEOPOLITICAL DAILY/ FLASH VIDEO/ GEOPOLITIQUE DES USA (III) : DU ‘PRINTEMPS AFRICAIN’ A LA ‘NOUVELLE POLITIQUE AFRICAINE’ DE TRUMP ET BOLTON. COMMENT WASHINGTON ENTEND RECOLONISER L’AFRIQUE ?

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE/
Flash Vidéo Géopolitique/ Geopolitical Flash Video/
2018 07 03/

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# PARTIE I

Le Flash Vidéo du jour …
Le géopoliticien Luc MICHEL dans EDITION SPECIALE du 8 mai 2019 sur AFRIQUE MEDIA

Sources :

* La Video sur PANAFRICOM-TV/
LA NOUVELLE POLITIQUE AFRICAINE DE TRUMP ET BOLTON (AVEC LUC MICHEL SUR ‘ZOOM AFRIQUE’ DE PRESS TV,
16.12.2018)
sur https://vimeo.com/306769332

* La présentation de la redaction de PRESS TV :
« Le cowboy bolton menace l’afrique.
Africom : Trump se démène pour l’Afrique et veut obliger les dirigeants africains a choisir entre les Etats-unis, la Russie et la Chine (…) Le Wall Street Journal rend ici compte des projets de l’administration Trump concernant la politique américaine en Afrique : le président Trump envisage de remodeler la politique américaine en Afrique en sommant les dirigeants du continent de faire un choix stratégique en s’alignant sur l’Amérique plutôt que sur la Russie ou la Chine. Comme il l’a fait dans d’autres parties du monde, Trump a pour objectif de renforcer les liens avec des alliés africains aux vues similaires aux siennes et d’isoler les dirigeants peu coopératifs qui travaillent avec les plus grands concurrents de l’Amérique. » (PRESS TV s’inspire directement des analyses du géopoliticien Luc MICHEL (patron des Réseaux panafricains PANAFRICOM) sur cette Recolonisation de l’Afrique par les USA)

* L’analyse du géopoliticien Luc MICHEL :
L’exemple de la Corne de l’Afrique, les évolutions en Afrique de l’Est … « PRESS TV : Corne de l’Afrique: Isaias Afwerki, le chef de l’État érythréen assis à la même table qu’un haut responsable américain, à Asmara, capitale d’un pays jusqu’alors isolé par la communauté internationale… Cela n’était plus arrivé depuis bien longtemps. Ce mardi, cependant, les relations entre les États-Unis et le pays d’Afrique de l’Est semblent avoir pris un nouveau départ. Mais que se passe-t-il dans la Corne de l’Afrique, analyse du géopoliticien Luc Michel. »

# PARTIE II

COMPRENDRE L’ARRIERE-PLAN GEOPOLITIQUE DU DOSSIER :
COMMENT LES USA ENTENDENT RECOLONISER DIRECTEMENT L’AFRIQUE SOUS PRETEXTE DU « PRINTEMPS AFRICAIN »

II-1- QUELLE EST LA THESE DE LUC MICHEL ?
LE PANAFRICANISME DOIT REGARDER VERS L’AVENIR. LA GEOPOLITIQUE AFRICAINE DE 2016 N’EST PLUS CELLE DES ANNEES 1960-2007 …

La Recolonisation de l’Afrique par les USA et la mainmise militaire de l’AFRICOM et de l’US Army sur le Continent noir, est au cœur des analyses du géopoliticien Luc MICHEL (patron des Réseaux panafricains
PANAFRICOM) sur cette recolonisation de l’Afrique par les USA, sous prétexte du soi-disant « Printemps africain », qui est la menace principale en Afrique aujourd’hui. Paris et la Françafrique étant devenu les auxilliaires militaires de l’AFRICOM (la nouvelle « infanterie sénégalaise du Pentagone » dit Luc MICHEL), « le nouveau sherif de l’Afrique » comme l’a dit le Général US Mattis, chef du Pentagone sous Trump en 2017-18, en avril 2017 sur la base française de Djibouti …

La « Nouvelle Politique Africaine » de Trump et de Bolton (neocon, hérité du Régime Bush II) radicalise et militarise encore plus cette recolonisation. Début 2019, Washington désigne comme cibles six pays africains, dont le Cameroun, la RDC et le Burundi …

II-2- IL Y A UN ARRIÈRE-PLAN GÉOPOLITIQUE AU SOI-DISANT « PRINTEMPS AFRICAIN » DE 2014-2018 …

La thèse de Luc MICHEL, c’est que cet arrière-plan a changé depuis 2007-2008, que 2007 et 2008 ont été des tournants géopolitiques en Afrique … « Beaucoup de panafricanistes ont une vision du passé, un logiciel bloqué il y a 10, 20 ou 50 ans, nous dit-il. La haine justifiée de la Françafrique leur occulte la réalité de LA RECOLONISATION DE L’AFRIQUE PAR LES USA. Le retour de la France dans l’OTAN organisé par Sarkozy en 2007, la création de l’AFRICOM, le commandement unifié de l’US Army pour l’Afrique, par Bush II et Obama en 2007-2008, sont les marques de naissance d’une nouvelle donne géopolitique en Afrique.

Comme dans l’OTAN, la collaboration militaire et politique franco-américaine se double d’une « CONTRADICTION INTERNE » (caractéristique du Bloc américano-occidental) : l’allié militaire français est aussi le concurrent économique des USA, qu’il faut évincer des marchés africains (Alliés politico-militaires dans l’OTAN, les pays de l’UE sont opposés aux USA depuis les Années ’80 par la guerre économique USA vs UE et la guerre financière Dollar vs Euro).
Autrement dit Paris tire les marrons du feu pour Washington en Afrique !

Lors du « sommet USA-African Leaders » de Washington début août 2014, Obama a annoncé une vague de changements de régime sur le continent, par les méthodes habituelles des USA (révolution de couleur ou soi-disant « printemps arabe » -sic-, cloné en « printemps africain » -resic-). De nombreux pays ont ensuite été secoués par les vents mauvais de ce « printemps africain » venu de Washington. De 15 à 20 pays sont concernés dès 2014. Notamment Le Brurundi, où la révolution de couleur a échoué et a fait place au terrorisme. La RDC qui est la cible principale (le « pivot géopolitique » de l’Afrique) et le Cameroun (qui est le pivot du Golfe de Guinée), où des scénarios de révolution de couleur rampantes sont en cours.

Depuis 2013, d’anciennes puissances coloniales sont de retour en Afrique aux côtés des USA : l’Allemagne (avec sa Bundeswehr et ses
fondations) ou l’Italie (soi-disant « anti-système » mais en réalié pro Trump et pro OTAN). Habilement, jouant sur les nostalgies coloniales et géopolitique, Washington met les uns en concurrence contre les autres, en particulier contre la Françafrique sur le déclin.

# EN SAVOIR PLUS :

* Sur le soi-disant « Printemps africain » :
Voir la Page spéciale de Luc MICHEL :
Enquetes sur la Destabilisation de l’Afrique Sur https://www.facebook.com/LucMICHEL.destabilisationafricaine/

* Sur PANAFRICOM TV/
LE DANGER PRINCIPAL MAL CONNU :
L’AFRICOM ET LA RECOLONISATION DE L’AFRIQUE PAR LES USA

Sur

Sur http://www.panafricom-tv.com/2018/03/01/panafricom-tv-le-danger-principal-mal-connu-lafricom-et-la-recolonisation-de-lafrique-par-les-usa/

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE

(Flash Vidéo Géopolitique/

Complément aux analyses quotidiennes de Luc Michel)

Photos :

Entre ce symbole du colonialisme qu’est “Tintin au Congo” et la tenue néocoloniale de Melania Trump, en visite en Afrique pour son mari, une même vision : le néocolonialisme !

* Avec le Géopoliticien de l’Axe Eurasie-Afrique :

Géopolitique – Géoéconomie – Géoidéologie – Géohistoire – Géopolitismes – Néoeurasisme – Néopanafricanisme (Vu de Moscou et Malabo) :

PAGE SPECIALE Luc MICHEL’s Geopolitical Daily https://www.facebook.com/LucMICHELgeopoliticalDaily/

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GEOPOLITIQUE DES USA (II) : ANATOMIE DE LA GUERRE AMERICAINE. DEUX SIECLES D’AGRESSIONS

 

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE/

Flash Vidéo Géopolitique/ Geopolitical Flash Video/

2018 07 02/

VIDEO.FLASH.GEOPOL - Geopol des usa II (2019 07 02) FR 2

Le Flash Vidéo du jour …

Le géopoliticien Luc MICHEL dans EDITION SPECIALE du 8 mai 2019 sur AFRIQUE MEDIA

Sources :

* La Video sur AFRIQUE-MEDIA-WEBTV/

LUC MICHEL: GEOPOLITIQUE.

ANATOMIE DE LA GUERRE AMERICAINE.

DEUX SIECLES D’AGRESSIONS

(SUR AFRIQUE MEDIA)

Sur https://vimeo.com/345158337/

* Thème de l’émission :

LES USA, ET L’OCCIDENT, PARRAINS DES GUERRES ET DES DESTABILISATIONS DANS LE MONDE.

Irak – Libye – Somalie – Soudan – Venezuela … (IIe débat sur ce sujet)

* Le géopoliticien Luc MICHEL :

ANATOMIE DE LA GUERRE AMERICAINE

Analyse 1 :

Comment la guerre est consubstantielle du Système américain et de l’Idéologie américaine depuis sa fondation ?

Comment en deux siècles, les USA ont fait « du Xxe siècle un siècle américain » ?

Analyse 2 :

Les raisons de l’agressivité et de la course à la guerre américaine actuelle : pour que « le XXIe siècle soit à nouveau un siècle américain » !

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE

(Flash Vidéo Géopolitique/

Complément aux analyses quotidiennes de Luc Michel)

* Avec le Géopoliticien de l’Axe Eurasie-Afrique :

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