L’avanzata di Hezbollah ed Esercito siriano nel Golan, con la copertura russa, preoccupa Israele

hezbollah golan
Israele è allarmata per l’offensiva delle forze siriane e di Hezbollah con la copertura aerea russa nelle aree non occupate del Golan.
Le forze siriane e di Hezbollah hanno lanciato un’offensiva di terra con copertura aerea russa contro i “ribelli” e si stanno muovendo nelle regioni non occupate del Golan, hanno riferito i media israeliani, ieri. A livello strategico, l’avanzata delle truppe siriane e dei loro alleati nel Golan ha sollevato preoccupazioni tra gli israeliani che, di fatto, temono la possibilità che il confine tra le due aree del Golan ( liberato e occupato da Israele) passi di nuovo sotto il controllo del governo di Damasco. Il quotidiano israeliano Haaretz ha aggiunto che dopo il recupero della città di Aleppo da parte delle forze siriane alla fine di dicembre, l’esercito siriano sta effettuando pressioni sui villaggi sotto il controllo dei gruppi ‘ribelli’ per firmare il cessate il fuoco e la resa, compresa la regione settentrionale delle alture del Golan.
Il  quotidiano israeliano ha deplorato il fatto che molti villaggi hanno concordato un cessate il fuoco, che in pratica significa una resa all’esercito siriano sulle alture del Golan. Attualmente, le truppe siriane e Hezbollah sono riuscite a stabilire il controllo delle strade che collegano la città di Quneitra con la città di Damasco,.
Il governo siriano è effettivamente al lavoro per controllare le zone di confine del paese, e sembra che le alture del Golan siano una priorità per Damasco, secondo il giornale israeliano.
Passo dopo passo, le forze siriane hanno ristabilito il controllo sul Golan attraverso una sistematica campagna di pressione su ogni villaggio. I rappresentanti del governo siriano hanno chiesto ai residenti di deporre le armi e di accettare l’amnistia generale proposta dal presidente Bashar al-Assad.
Il giornale israeliano conclude che in questa fase il regime israeliano non è interessato a entrare in uno scontro con l’esercito siriano per sostenere i ‘ribelli’.
Un recente studio condotto dal Moshe Dayan Center, sottolinea che la vittoria dell’esercito siriano è tangibile sul confine del Golan e che non ci sono quasi più gruppi estremisti attivi nella zona.
Notizia del: 06/02/2017

Da Brividi. Accordo Facebook-corporazioni mediatiche francesi per il controllo preventivo delle notizie

fb censuraviva la censura politically correct che preserverà le nostre menti dai bufalari “brutti sporchi e cattivi”. Per fortuna che ci sono i pennivendoli ufficiali che si impegnano tanto per raccontarci la verità, nient’altro che la verità, lo giurano.

Le Monde, L’Express, Liberation, Afp e altri quattro media francesi inizieranno una collaborazione per contrastare le fake news su internet. Spiega così il giornale francese: “il progetto consta nel dispiegare prossimamente in Francia un dispositivo simile a quello che è stato messo a punto a dicembre negli Stati Uniti con la partecipazione di cinque media (Abc News, Ap, FactCheck.org, Politifact e Snopes) e che deve prossimamente essere lanciato in Germania con la redazione di Correctiv”.
Il dispositivo, spiega il quotidiano, permetterà agli utenti, grazie a una nuova categoria di segnalazione, di far rilevare una notizia sospettata di essere falsa. I link segnalati finiscono raccolti in un portale cui hanno accesso i media partner, che possono verificare le informazioni. Se due media stabiliscono che il contenuto è falso, la notizia apparirà agli utenti con un segnalino rosso menzionando che i fact-checker ne contestano la veridicità. Una finestra di allerta si aprirà anche quando gli utenti condivideranno il link e l’operazione avrà effetto sull’algoritmo che programma la diffusione dei contenuti.
Lo scorso 31 gennaio Facebook ha comunicato di aver modificato già l’alogoritmo per combattere le fake news. Il direttore di Le Monde, Jerome Fenoglio spiega “per la prima volta, sarà possibile intervenire su un algoritmo quando il contenuto pone un problema editoriale. E’ proprio questo elemento che ci ha convinti”.
Le Monde e le corporazioni mediatiche francesi, quindi, interveranno direttamente per dire quale notizia debba essere stoppata nella condivisione su Facebook perché giudicata Fake News. Se non è libertà di censura questa e se non iniziate ad inorridire adesso, noi non sappiamo più cosa altro scrivere…
P.s domani, martedì 7 febbraio, è atteso il famigerato documento anti bufale di Laura Boldrini. Scommettiamo che dirà le stesse identiche cose?
 
Notizia del: 06/02/2017

Il Pentagono sta sabotando gli sforzi di Trump di arrivare ad una distensione con la Russia

US-Tanks-in-Poland-borderCarri Armati USA sul confine Russo-Polacco
Il Presidente Trump ha detto che vuole far migliorare le relazioni degli USA con la Russia e frenare le operazioni di ingerenza nei paesi mussulmani. Tuttavia risulta che in questo momento lui viene  sistematicamente scavalcato dal Pentagono.
Il comandante delle forze statunitensi in Europa,  General Ben Hodges, ha schierato i carri armati sulla frontiera della Polonia con la Russia e questi  hanno sparato a salve, in un modo che il generale definisce ” un messaggio inviato alla Russia”, non una semplice  esercitazione di addestramento.
Come Trump potrebbe normalizzare le relazioni con la Russia quando il comandante delle forze statunitensi in Europa sta minacciando la Russia con le parole ed i fatti?
Il Pentagono ha anche inviato veicoli blindati ai “ribelli moderati” in Siria, secondo le istruzioni date dal Colonello John Dorrian. Incapace di impedire che la Russia e la Siria possano vincere la guerra contro l’ISIS, il Pentagono si sta occupando di far deragliare le negoziazioni di pace.
La realtà è che il complesso militare-industriale sta utilizzando i suoi burattini in collegamento con la Camera dei Rappresentanti e con il Senato per generare nuovi conflitti con l’Iran e continuando a lanciare minacce contro la Cina.
Chiaramente, Trump non dispone del controllo della parte più importante della sua agenda- la pace con le potenze termo-nucleari e la fine delle ingerenze (regime-change)  nelle situazioni degli altri paesi.
Trump non può simultaneamente fare la pace con la Russia e fare la guerra contro l’Iran e contro la Cina. Il governo russo non è stupido. Non si venderà la Cina e l’Iran in cambio di un accordo con l’Occidente. L’Iran è uno stato ammortizzatore contro il jihadismo che potrebbe inondare le popolazioni mussulmane che vivono nella Federazione Russa.
La Cina è l’alleato militare ed economico più importante per la Russia ed è un alleato strategico contro il rinnovo delle ostilità degli Stati Uniti verso la Russia da parte di un successore di Trump, supponendo che Trump abbia successo nella riduzione delle tensioni fra USA e Russia. I neocons, con i loro piani di egemonia mondiale degli USA e la loro alleanza con il complesso di sicurezza militare-industriale, dureranno anche oltre l’Amministrazione Trump.
Dall’altra parte la Cina è una potenza in crescita militare ed economica, mentre l’Occidente corrotto e disumanizzato si trova in declino. Un accordo con l’Occidente vale poco o niente a confronto. I Paesi che trattano con l’Occidente si trovano esposti allo sfruttamento finanziario e politico, come insegna l’esperienza. Si trasformano  inevitabilmente in vassalli dell’Impero USA. Non esiste alcuna eccezione (vedi l’Europa, vedi il Giappone).
Il desiderio della Russia di fare parte dell’Occidente è sconcertante. La Russia deve costruire la sua sicurezza nelle relazioni con la Cina e l’Asia e lasciare che sia l’Occidente , desideroso di partecipare a questo successo, che venga alla Russia per chiedere un accordo.
Perchè essere un postulante quando può essere lei a decidere?
Fonte: Russia Insider -di  Paul Craig Roberts
Traduzione: Luciano Lago – Feb 02, 2017

RAPPORTO. Washington non ha dichiarato migliaia di attacchi aerei condotti in Siria, Iraq e Afghanistan

grazie premio Nobel per la pace Obama.  YES HE COULD, YES HE DID

Secondo l’ultima indagine condotta da Military Times, l’amministrazione Obama ha dimenticato di includere nella sua relazione sulla lotta contro il terrorismo qualche migliaio di scioperi contro la Siria, l’Iraq e l’Afghanistan.
L’esercito americano avrebbe omesso migliaia di attacchi aerei mortali condotti per diversi anni in Iraq, la Siria e l’Afghanistan, ha rivelato un’inchiesta della rivista Military Times. L’enorme divario di dati solleva seri dubbi circa la trasparenza dei progressi riportati contro lo Stato islamico, al-Qaeda e i Talibani, e mette in discussione l’accuratezza delle altre comunicazioni del Dipartimento della Difesa che documentano tutto, dai costi delle operazioni al conteggio delle vittime.
Per il 2014,  l’amministrazione Obama avrebbe dichiarato un numero di attacchi aerei di molto inferiore a quelli dichiarati dalle forze aeree (di 6000).
Nel 2016, la US Air Force ha dichiarato che la coalizione occidentale guidata dagli Stati Uniti aveva condotto almeno 23.740 attacchi durante lo scorso anno, mentre il Pentagono parla di “soli” 17.861.
Nel solo 2016, gli aerei da combattimento degli Stati Uniti hanno condotto almeno 456 attacchi aerei in Afghanistan che non sono stati registrati come parte di un database open-source gestito dalla US Air Force, informazioni invocate dal Congresso, alleati americani, gli analisti militari, ricercatori accademici, i media e gruppi di controllo indipendenti per valutare il costo e il tributo di vite umane di ogni guerra.
Ancora più allarmante, scrive la Rivista, è la prospettiva che questi dati siano stati incompleti sin dall’inizio della guerra al terrorismo nel mese di ottobre 2001. Se questo è il caso, verrebbe fondamentalmente minata la fiducia in gran parte di ciò che il Pentagono ha rivelato circa la sua prosecuzione di queste guerre, inducendo i critici a sostenere che l’Esercito ha volontariamente cercato di indurre in errore il pubblico americano, e mettendo in dubbio la competenza con la quale si sta eseguendo la raccolta e la pubblicazione di questi dati. Altri dati includono perdite in combattimento di vite americani, spese del contribuente e il progresso complessivo nel degradare le capacità del nemico.
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Notizia del: 06/02/2017

La Libia, un paese sepolto nel crimine e nel silenzio

Libia-hoy-copiaNon sappiamo quante persone sono morte in Libia a seguito al brutale intervento della NATO nel 2011. Alcune fonti parlano di circa trentamila morti; altri fanno aumentare questa cifra. Nel frattempo, la Croce Rossa stima che ci siano stati circa 120.000 morti, ma non vi è dubbio che la guerra che è stata iniziata dalla NATO ha distrutto il paese e gettato i suoi sei milioni di abitanti di un incubo sinistro.
Nel prossimo mese di Marzo, si compiranno sei anni dall’inizio del massacro del popolo libico: Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Italia hanno lanciato un diluvio di bombe e missili da crociera sul paese dalle loro navi ed aerei . Hanno giustificato la guerra e il massacro con una risoluzione, la 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ha parlato utilizzare solo le “misure necessarie” per proteggere i civili “che erano minacciati” e che aveva autorizzato una no-fly zone, ma non l’ invasione del paese.
Non c’era l’autorizzazione ad avviare l’intervento militare e, tanto meno, un attacco per rovesciare il governo. Cina e Russia, così come l’India e la Germania, si erano astenuti in quel voto del Consiglio di sicurezza, e, successivamente, in vista della guerra imposta, sia Mosca che  Pechino hanno denunciato l’interpretazione abusiva che aveva fatto Washington, con i suoi alleati europei e la NATO della risoluzione del Consiglio di S.. Il Sud Africa, che aveva anche votato a favore della risoluzione, ha denunciato l’uso eccessivo della forza fatto dopo l’accordo per imporre un “cambiamento di regime e l’occupazione militare del Paese.”
Tale era l’ipocrisia di Washington, Londra e Parigi, che i loro aerei erano andati a bombardare i civili a Bengasi e Misurata, e in altre città libiche, uccidendo centinaia di persone, anche se presumibilmente  dicevano di intervenire  in loro difesa. In precedenza, i “ribelli” erano stati addestrati da istruttori militari americani e di altri paesi della NATO, mentre gli USA hanno fornito loro armi e le informazioni sofisticate, e il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha lavorato per creare un Consiglio nazionale di transizione per imporre  un nuovo governo filo USA dopo la sconfitta di Gheddafi.
Di fatto, già da prima dell’inizio di aggressione militare, i comandi militari inglesi e americani (in operazioni approvate da Cameron e Obama, violando il diritto internazionale) si erano infiltrati in Libia ed avevamno realizzato atti di sabotaggio e omicidi mirati.
I militari occidentali sono arrivati fino al punto di usare vestiti simili alle milizie del lato ribelle per camuffare il loro intervento di fronte alle istituzioni internazionali ; erano militari della NATO, ma non hanno mai riconosciuto la loro condizione, e hanno addestrato i ribelli e combattuto al loro fianco.
Durante l’estate del 2011, la NATO ha lanciato migliaia di missioni di combattimento, e comandos inviati per “operazioni speciali” per rinforzare gli attacchi dei ribelli, armati e sostenuti dall’alleanza occidentale. Il 20 ottobre, incapace di resistere, fuggirono a Sirte Gheddafi e il suo convoglio e lì  sono stati attaccati dall’aviazione francese  e  degli Stati Uniti, alla fine  era stato arrestato dai distaccamenti dei ribelli, aiutati da quei ” Command Special Operations ” americani.
Poi è stato ucciso a sangue freddo.  Cinque giorni prima dell’omicidio di Gheddafi, il primo ministro britannico Cameron e il presidente francese Sarkozy sono volati in Libia, nella zona controllata dai ribelli, mentre squadre di americani della CIA hanno lavorato per individuare e uccidere Gheddafi. La sua morte è stata celebrata da Obama, dalla Clinton, da Cameron e da Sarkozy.
Con la violazione della risoluzione delle Nazioni Unite, sempre utilizzando la guerra come strumento della loro politica estera, gli Stati Uniti ed i loro alleati hanno ottenuto il loro scopo. I bombardamenti della NATO hanno distrutto gli aeroporti, le infrastrutture e i porti del paese, i centri ufficiali, caserme, strade, e centinaia di migliaia di persone sono state costrette a fuggire, secondo le stime delle Nazioni Unite, diventando profughi nella loro stessa terra.
Le riserve valutarie e le risorse del paese all’estero sono state sequestrate dai governi occidentali.
Oggi, l’economia è appena un terzo di quello che era prima dell’intervento della NATO nel 2011. Poi è scoppiata la lotta delle fazioni tra i vari gruppi armati (come in Afghanistan dopo il trionfo dei “signori del la guerra “, sostenuta anche dagli Stati Uniti); E’ arrivato il caos nel paese, devastazione, miliziani fanatici  e banditi armati che si sono impadroniti di  tutto. La Libia è diventato un incubo, in cui rapimenti, centri clandestini di tortura, omicidi, stupri di donne,  si sono impadroniti della vita quotidiana trasformandola  in un inferno; e dove  mancano anche  cibo e medicine, al punto che in molte città, tra cui Bengasi, le persone sono costretti a mangiare cibo putrefatto e ratti.
In questo paesaggio di inferno, si unisce la distruzione delle strutture pubbliche, piazze, parchi e luoghi dove la gente si riuniva prima della guerra; il furto delle  proprietà  si aggiunge alle decapitazioni pubbliche e sparatorie organizzate da gruppi jihadisti, che sono diventati moneta comune della nuova Libia.
Fonti indipendenti parlano di centinaia, forse migliaia, decapitati da militanti distaccamenti armati di fanatici religiosi. Salafita e gruppi jihadisti controllano ancora importanti aree del territorio, e mentre Washington ha cercato di costruire una società formalmente democratica, in occasione delle elezioni del giugno 2014, in un censimento di tre milioni e mezzo di persone, ha votato solo il 18% della popolazione. Molte città sono state trasformate in rovina, e le mine sono un pericolo mortale per i sopravvissuti.
Diverse centinaia di gruppi armati, uno di fronte all’altro, in lizza per il controllo del territorio e la ricchezza del paese, accanto alle mafie che contrabbandano le persone, che condannano migranti ai   lavori forzati,  che uccidono impunemente, mentre due governi e due “parlamenti” a Tripoli e Tobruk, (questo, poi sostenuto dalla NATO), cercavano  di sconfiggere il nemico e ottenere il riconoscimento esterno.
Per uscire dal caos, i governi occidentali hanno invitato il cosiddetto “governo di unità nazionale”, che è stato creato in Marocco nel dicembre 2015, sotto la presidenza di Fayez al-Sarraj, ma è ancora lungi da stabilire la sua autorità in tutto il paese, e anche incapace di controllare  Tripoli, dove ci sono decine di milizie armate il cui ordine del giorno si concentra nell’impadronirsi  del  petrolio per l’esportarlo, nell’ estorcere la popolazione, gli immigrati e trafficare con le  persone. In altre grandi città libiche, tra cui Sirte, Misurata, Tobruk, accade lo stesso.
A sua volta, il generale Khalifa Belqasim Haftar ora controlla Tobruk, con l’aiuto militare e finanziario da Egitto e Emirati Arabi Uniti. Haftar è un soldato libico che, dopo la rottura con Gheddafi, è stato trasferito dalla CIA negli Stati Uniti, negli anni novanta, per poi guidare la milizia armata che era stata  finanziata  dall’agenzia statunitense. A questi si aggiungono le forze controllate dal Daesh, lo Stato Islamico sedicente, che ha importanti collegamenti  con le monarchie del Golfo Persico.
In questo  caos infernale, Washington continua a inviare ” gruppi di operazioni speciali   ” (come è arrivato dicembre del 2015 presso la base militare di Al-Watiya, nel quartiere di Nuqat al Khams, vicino al confine con la Tunisia, un comando che era stato bloccato dai gruppi armati e costretto dopo a lasciare il paese), e usa la sua forza aerea per bombardare le  milizie  che non sono di loro gradimento, pur sostenendo il governo di Fayez al-Sarraj, ma ha ancora la base di Haftar, vecchio dipendente la CIA. In pratica, le varie milizie sono bloccate  insieme, e il caos è tale che non vi è alcun gruppo che sia in grado di imporsi  agli altri.
Gli  Stati Uniti hanno tentato di stabilizzare la situazione attraverso il governo di Fayez al-Sarraj, anche se non disprezzano di  sostenere un Haftar al governo se riuscisse ad imporsi  nella maggior parte del paese: vogliono  avere un governo cliente per garantire i propri interessi, e il Dipartimento di Stato è in grado di rendere presentabile  qualsiasi banditi governo. Gli  Stati Uniti ed i loro alleati europei (Gran Bretagna, Francia) che sono responsabili per la tragedia del paese, sono interessati a questioni diverse: Bruxelles sta cercando di contenere l’arrivo di migranti provenienti dalla Libia, che stimano alcune fonti a 150.000 ogni anno, una questione di particolare interesse per la Germania; Washington mira a controllare Daesh (con il quale temporeggia in Siria, dove, di fatto, è visto come un alleato nella guerra per rovesciare il governo di Damasco), disattivare centinaia di milizie, e recuperare la la produzione di petrolio. A sua volta, l’inviato  speciale  dell’ ONU per la  Libia, Martin Kobler,cerca, senza  fortuna, di mediare nel caos.
Nel frattempo, Tv e grande stampa internazionale hanno  tralasciato a lungo di mostrare interesse per la  Libia, a seguito di un manuale (di disinformazione)  utilizzato con successo molte volte. La Libia, che è diventato uno stato fallito, con la presenza di Daesh (che ha appena perso Sirte), dove tutti i gruppi e milizie commettono crimini di guerra contro l’indifferenza occidentale, è oggi un paese dove nessuna potenza della NATO si rende responsabile, anche se un terzo della popolazione ha bisogno di aiuti alimentari di emergenza, anche se i libici devono mangiare topi e acqua pestilente, essendo  inoltre  costretti a contemplare omicidi costanti e decapitazioni, anche se  la vita lì non vale niente, e le cancellerie dei paesi occidentali sono consapevoli del fatto che i libici sono stati condannati a vivere in un inferno (provocato dalla NATO ). Nessuno di quelli che hanno provocato l’inferno in quel paese (Obama, Sarkozy, Cameron, Napolitano)  pagherà per questi crimini.
gennaio 02 2017
di Higinio Polo
Fonte: Rebelion
Traduzione: Manuel De Silva per Controinformazione

Farage critica la doppia morale della UE: “Dove eravate quando Obama vietava l’ingresso ai cittadini iracheni”?

farageL’eurodeputato dell UKIP, Nigel Farage, ha lamentato anche il fatto che i leaders europei non abbiano mai criticato le monarchie arabe come  L’Arabia Saudita, il  Qatar, il  Kuwait, ecc.. per essersi sempre rifiutate di accogliere rifugiati dalla Siria, mentre gli stessi leaders adesso non risparmiano critiche contro Donald  Trump.
L’eurodeputato del partito UKIP, Necel Farage, ha censurato il comportamento dei leaders europei  del Parlamento Europeo che ha dimostrato di avere una doppia morale nel criticare l’ordine esecutivo del presidente USA, Donald Trump, che vieta l’ingresso negli USA di cittadini provenienti da sette paesi di maggiornaza mussulmana.
Dove stavate signori, quando nel 2011 (l’ex presidente statunitense Barack) Obama proibì per un periodo di 6 mesi l’ingresso di cittadini iracheni nel suo paese?
Perchè non si sono mai ascoltate  critiche da parte vostra rispetto all’Arabia Saudita, al Kuwait, al Qatar, al  Barein ed altre monarchie arabe che hanno rifiutato drasticamente di accogliere riufugiati dalla Siria”? Ha stigmatizzato Farage nel corso del suo intervento nel Parlamento europeo. Vedi: You Tube.com/watch
In effetti, nel 2013 la ABC News rivelò che solo due anni prima Obama aveva sospeso silenziosamente il programma dei rifugiati dall’Iraq per un periodo di sei mesi. La misura fu presa dopo che si era scoperto che per lo meno due militanti iracheni dell’organizzazione terrorrista Al Qaeda erano stati ammessi come rifugiati.
Successivamente gli stessi “rifugiati” ammisero di aver partecipato ad attacchi contro le forze statunitensi in Iraq.
Di conseguenza, il Dipartimento di Stato  temporaneamente  smise di processare le richieste di asilo del paese arabo, incluso di quelli che “eroicamente” avevano aiutato le forze statunitensi come interpreti o nelle operazioni di intelligence, come hanno commentato gli agenti del servizio di intelligence degli USA.
Fonte: La Gaceta.es – Feb 03, 2017
Traduzione : L.Lago

Autismo e Vaccini: la vittoria di Donald Trump assesterà un duro colpo agli insabbiatori

trump-tweet vacciniL’incubo peggiore per l’establishment è diventato realtà: Donald Trump è stato eletto “dal popolo” alla Presidenza degli Stati Uniti d’America.
Mentre Hillary Clinton avrebbe assicurato una continuità con l’amministrazione Obama, che per l’Unione Europea era fondamentale in diverse partite riguardanti anche il campo della Sanità [vedi TTIP e folli campagne vaccinali], Donald Trump rappresenterà una potente rottura e la trama dei rapporti andrà fortemente rivista.
Durante la sua campagna elettorale Donald Trump ha già espresso parere negativo per il TTIP, il Trattato Transatlantico che si negozia tra Stati Uniti e Unione Europea, affermando che :
Il TTIP, così come lo conosciamo, darebbe un colpo fatale all’industria americana. (…) L’ondata di mondializzazione ha annientato la classe media. La mondializzazione non deve necessariamente svolgersi in questo modo, possiamo raddrizzarci in poco tempo.
Questo accordo era anche il sogno degli azionisti delle aziende farmaceutiche e il peggiore incubo per tutti i consumatori, perché, come è esperienza comune, tutte le porcherie che vigono negli USA, quelle che fanno comodo a chi maneggia palate di miliardi facendo cadere le briciole sui loro manutengoli, passano prima o poi anche da casa nostra. E in casa nostra, con la connivenza dell’attuale Governo, le aziende produttrici di vaccini avrebbero evitato di condurre studi randomizzati, oltre che provare sull’uomo qualunque farmaco [non solo vaccini] senza nemmeno chiederne il consenso informato.
Allo stesso modo, Donald Trump aveva apertamente sostenuto alla CNN che le vaccinazioni non sono sicure. Pur affermando di essere a favore dei vaccini come linea di principio, ha anche spiegato che preferisce somministrarli a piccole dosi per un periodo di tempo molto più lungo.
Io non sono contro le vaccinazioni per i vostri figli, io sono contro di loro in 1 dose massiccia. Dilazionatele in un periodo di tempo e l’autismo cadrà!
Come un notevole numero di Medici e genitori informati, Donald Trump è molto scettico in merito alle false promesse fatte dalle industrie farmaceutiche che promuovono i vaccini e dai Centers for Disease Control and Prevention [CDC] di Atlanta, sotto indagine dal 2014, dopo l’esposizione pubblica dello scandalo da parte del Deputato Repubblicano Bill Posey che ha evidenziato una frode per insabbiare la correlazione tra autismo e vaccinazioni.
Donald Trump ha anche proseguito affermando che:
L’autismo è diventato un’epidemia. Venticinque, trentacinque anni fa, guardando le statistiche, era tutto diverso. Ora la situazione è totalmente fuori controllo perché si prende un bambino, e l’ho visto, ho avuto i miei figli presi in carico, per un lungo periodo di tempo, per un periodo di due o tre anni di tempo, si prende questo piccolo bel bambino, e lo si pompa – voglio dire, così com’è sembra proprio pensata per un cavallo, non per un bambino, e abbiamo avuto così tanti casi di autismo.
Anche tra le persone che lavorano per me, proprio l’altro giorno, ho visto un bambino, due anni d’età, un bel bambino che è stato vaccinato, e una settimana dopo ha avuto una febbre tremenda, ha avuto moltissimi problemi di salute, ed ora è autistico. (…) Io sono a favore dei vaccini ma se sono somministrati in un periodo di tempo più lungo, e solo a piccole sosi. Penso che stiamo andando ad avere un grande impatto sull’autismo.
Un bambino sano va dal dottore, viene pompato con una dose massiccia di molti vaccini, non si sente bene e cambia – AUTISMO. Molti di questi casi!
Dopo questa risposta di Trump i giornalisti della CNN si rivolsero a uno dei due medici repubblicani che erano presenti all’affollato dibattito – il Neurochirurgo Dr. Ben Carson – nel palese tentativo di convincerlo ad attaccare Trump per la sua posizione. Ma pur professando la sua fede generale nei vaccini, Carson ha detto questo:
Probabilmente stiamo somministrando troppi vaccini in un periodo troppo breve di tempo …
Boom!
In preda alla disperazione, i giornalisti della CNN hanno rivolto lo stesso quesito verso l’altro medico repubblicano, il senatore Rand Paul, ma anche lui ha confermato ciò che avevano detto Trump e Carson:
Sono a favore dei vaccini, ma sono anche per la libertà di scelta. Sono preoccupato per come si stanno somministrando tutti insieme … Vorrei avere il diritto di dilazionarli nel tempo
Gioco, set, partita, e vittoria presidenziale per Donald Trump.
Se fossi il Presidente spingerei per corrette vaccinazioni, ma non sarebbero permesse vaccinazioni massive in una volta sola cosicché un piccolo bambino non possa avere – AUTISMO.
Questa vittoria è figlia di un’ondata potente che tocca corde profonde della popolazione, un fiume di rabbia, un vaffanculo [non solo ai vaccini], che puó andare indifferentemente a destra o a sinistra [a secondo di come viene comodo] ma che è sempre contro i centri del potere.
Il titolo di questa storia è “popolo contro elites”. Le aristocrazie che governano il mondo non sono più in grado di prevenire e comprendere questa “onesta” ondata di rabbia.
L’autismo è una delle maggiori crisi sanitarie del nostro tempo ed è il risultato evidente di un avvelenamento del cervello dei nostri bambini. Le scriteriate campagne vaccinali cui sono sottoposti i nostri figli entrano, anche loro, di diritto, sul banco degli imputati perché non c’è più alcun dubbio che i vaccini possono causare l’autismo: lo dichiarano industrie e organi di farmacovigilanza anche se cercano di occultare i dati.
Mi viene data ragione sulle vaccinazioni di massa – i medici hanno mentito. Salvare i nostri figli e il loro futuro.
I genitori hanno ragione quando raccontano la loro storia, e i governi devono smetterla di giocare con le parole mentre sempre più bambini continuano ad essere danneggiati.
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Pubblicati su 9 novembre 2016

Trump nomina Kennedy in commissione vaccini: sostenitore delle tesi che li collegano all’autismo

povera Big pharma, quant’è “sensibile”…RF Kennedy non sarà qualificato ma se lo dice il presidente di un istituto per i vaccini siamo certi sulla sua imparzialità nevvero?

E’ difficile immaginare qualcuno meno qualificato di lui a guidare una commissione”, ha dichiarato Peter Hotez, direttore della National School of Tropical Medicine e presidente del Sabin Vaccine Institute. Nell’agosto scorso il nipote di JFK aveva definito l’allora candidato repubblicano un “demagogo pericoloso”
Robert Francis Kennedy Jr, nipote del presidente Kennedy, sarebbe stato nominato da Trump alla guida di una commissione che dovrà indagare sulla sicurezza dei vaccini. Il punto è che Kennedy Jr, avvocato ambientalista e conduttore radiofonico, è un attivista anti vaccini e sostiene che siano collegati all’autismo. E questa nomina, secondo gli esperti, potrebbe essere una conferma che il tycoon sia propenso a dare credito alle teorie sui pericoli delle vaccinazioni e in particolare sui legami, sempre smentiti dal mondo scientifico, tra vaccini e autismo, e ciò potrebbe avere conseguenze sulle politiche statunitensi al riguardo.
Il portavoce del presidente eletto, Hope Hicks, ha precisato che Trump vorrebbe creare una commissione ma ancora una decisione non è stata presa. “Il presidente eletto ha apprezzato la discussione con Kennedy su un’ampia gamma di questioni e apprezza le sue idee e i suoi pensieri – ha detto il portavoce-, e sta esplorando la possibilità di formare una commissione sull’autismo, che colpisce così tante famiglie”. Per ora – ha concluso Hicks, “non è stata ancora presa una decisione”. Mentre Kennedy, parlando con i giornalisti, è stato molto più esplicito: “Il presidente eletto ha alcuni dubbi sulle attuali politiche seguite in materia di vaccini e ha domande a riguardo”.
Per il Washington Post la possibilità che Trump possa avviare una commissione di inchiesta sulla sicurezza dei vaccini lo metterebbe in contrasto con le posizioni assunte finora dal governo americano in materia, che ha un comitato federale sui vaccini, composto da esperti medici e di salute pubblica, che raccomandano come i vaccini debbano essere usati negli Stati Uniti. Ed hanno sempre contestato la validità delle tesi sostenute da Kennedy, considerate frutto di una pericolosa teoria del complotto. “E’veramente preoccupante, è difficile immaginare qualcuno meno qualificato di lui a guidare una commissione sui vaccini”, ha dichiarato, commentando la possibile nomina di Kennedy, Peter Hotez, direttore della National School of Tropical Medicine e presidente del Sabin Vaccine Institute.
Figlio di Bob Kennedy, Robert Francis Kennedy Jr. è un avvocato ambientalista e conduttore radiofonico che, prima di diventare un attivista del movimento contro le leggi che rendono i vaccini obbligatori, ha portato avanti altre teorie del complotto. Nel 2006, in un articolo di ‘Rolling Stone‘, aveva scritto che il partito repubblicano aveva rubato le elezioni del 2004. E nel 2013 ha pronunciato un discorso a Dallas in cui ha sostenuto di non credere alla teoria del singolo sparatore per l’omicidio dello zio Jfk. Nell’agosto scorso, aveva definito Trump “un demagogo pericoloso e ingannevole”.
di F. Q. | 11 gennaio 2017

Fa manifestazione anti-migranti. Condannato al carcere

la richiesta di trattare in modo eguale italiani e stranieri in stato di bisogno per il regime politically correct è incitazione all’odio da reprimere. Sarà mica perché le Coop di ogni genere NON possono lucrare sugli indigeni?

alex cioni
Alex Cioni, leader del Comitato Prima Noi, condannato dal Tribunale di Vicenza a 5 giorni di galera e 1.310 euro di ammenda per manifestazione non autorizzata
La sua colpa è quella di aver realizzato una manifestazione di fronte ad un albergo indicato come futuro centro migranti per manifestare il dissenso all’arrivo dei profughi.
I fatti risalgono al 17 luglio scorso, quando alcuni rappresentanti del Comitato Prima Noi affissero sulle vetrate dell’hotel Eden di Schio uno striscione e dei cartelloni per esprimere il proprio dissenso verso l’annunciato arrivo di un nutrito numero di richiedenti asilo. Una manifestazione non autorizzata, perché – secondo il giudice – non era stata formulata precedentemente richiesta alle autorità di pubblica sicurezza. E così Cioni è stato condannato, anche se la pena è stata sospesa perché incensurato. “La denuncia partita dagli uffici della Digos e la relativa condanna del tribunale vicentino – fa sapere il direttivo del Comitato – rappresentano in maniera inequivocabile un maldestro tentativo di intimidire la nostra attività”.
Uno striscione in un posto privato non è una manifestazione per cui la condanna per manifestazione è assurda – ha spiegato l’interessato all’Alto Vicentino Online – Chiamare manifestazione un’iniziativa come la nostra, che tra l’atro è durata pochi minuti, non ha senso ed è chiaro che il fatto è stato strumentalizzato”. Comunque Cioni farà ricorso. “Prescindendo dall’aspetto giuridico – spiega – siamo dinnanzi ad un abuso da parte di alcuni funzionari di polizia che con questa denuncia evidenziano logiche più politiche che di pubblica sicurezza. Comunque questo provvedimento non ci impedirà di proseguire nelle nostre attività di sensibilizzazione pubblica nel contrasto alle politiche immigrazioniste e il relativo affare milionario che ci gira attorno”.
Claudio Cartaldo – Mar, 03/01/2017 – 18:00

Euro in vigore da 15 anni: tutti i rincari boom. Pizza +123%, caffé raddoppia

_0_europoi si “stupiscono inorriditi” dell’odio del popolo verso l’euro ed euristi. Purtroppo,  il loro rango di ricchi non consente a questi di percepire un “prelievo” di queste entità. Gente che crede che con 8′ euro si fa la spesa per 4 persone per due settimane che ne sa del popolo? E “giustamente” lo disprezza.
ROMA (WSI) – Sono passati quindici anni da quando è entrata in vigore la moneta unica l’euro, il 1° gennaio del 2001. Dai quotidiani, ai Big Mac, passando per le bollette di luce e gas alla benzina ecco tutti i rincari con il passaggio dalla lira all’euro individuati dalla Fondazione Nens, la Nuova Economica Nuova Società, fondazione che fa capo a PierLuigi Bersani e Vincenzo Visco che fornisce un paragone tra i prezzi del 2002 e quelli di oggi in euro.
A subire il rincaro maggiore è stata l’amata pizza margherita che ha subito un aumento di ben il 123 per cento.
Vicini al raddoppio il caffè al bar – che passa da 900 lire a 90 centesimi-  il Big Mac da 4900 lire a 4,20 euro ai quotidiani in edicola che nel 2001 quando vi era ancora la lira costavano 1500 mila lire a copia, oggi 1,50 euro.
Ma anche le spese vive della famiglia sono aumentate con rincari per l’elettricità che è passata da 647mila lire all’anno ai 498 euro, secondo i dati pubblicati lo scorso 31 dicembre dall’Autorithy, con un rincaro del 50%, mentre il gas la spesa annua ha subito sì un aumento ma più contenuto, pari al 16 per cento, passando da 1 milione e 700 mila lire a 1022 euro.
Sale anche la benzina con un massimo storico toccato nel 2012 oltre i 2 euro a litro.
Tutti rincari simbolo della perdita del potere d’acquisto degli italiani che risulta peggiorata dopo la crisi economica. Tuttavia complice lo sviluppo tecnologico e il boom delle vendite on line l’unico comparto che risulta in controtendenza è quello elettronico.
Per un televisore 46 pollici si è passati da 6,5 milioni di lire ad una Tv smart Full Hd da 49 pollici a meno di 500 euro. Così una fotocamera 1,9 megapixel  da890mila lire del 2001 si è passati a circa 100 euro oggi.
2 gennaio 2017, di Alessandra Caparello