Il Sistema delle Grandi Opere finanziava gruppi terroristici?

Soldi Pubblici mal spesi, possibile non sapere. In un’inchiesta della Gabanelli tramite delle consulenze di società vicine al Ministero delle Infrastrutture il denaro probabilmente andava a pagare addestramenti di terroristi nel Corno d’Africa, chi sapeva?

di Valsusa Report

Mettiamo insieme i punti che legano questi fatti, ieri sera 15 novembre 2015 Rai3 tramite il programma inchiesta Report ci parla del traffico di armi, com’è facile o consueto armeggiare in Italia. Il titolo della puntata “finché c’é guerra c’é speranza” di  giornalista che con coraggio vola a Londra per incontrare George Smiley “un nome di copertura di un importante trafficante di armi. George, è nato in Italia, ma vive tra Londra, Dubai e Malta. Ha condotto trattative riservate in Africa e Medio Oriente. Per questo è in contatto con i servizi segreti di vari paesi” e dichiara a Ranucci “in Italia c’è una struttura clandestina composta anche da trafficanti d’armi che è stata incaricata da un somalo di addestrare delle milizie per finalità sconosciute. Quello che sappiamo è che questo somalo, secondo le agenzie di informazioni riservate avrebbe contatti con personaggi vicini alle cellule terroristiche”.

La struttura di cui parla Smiley è così composta “un ex promoter della Mediolanum, un somalo Omaar Jama, un camionista Giancarlo Carpi sospettato di essere vicino alla mala del Brenta, un fruttivendolo con presunti legami alla camorra e un colonnello dell’aeronautica militare in congedo”. Carpi fondava nel ’93 durante la guerra tra serbi e croati una struttura militare segreta, denominata “Legione Brenno”, ispirata al condottiero dei Galli che assediò Roma.

Dalla ricerca del giornalista di Report, oltre alle attività di addestramento e ricerca di armi, salta fuori anche la volontà del gruppo di entrare a Palazzo Chigi. Pensiamo tramite probabilmente la paura che poteva creare la struttura militare, si legge nell’inchiesta “l’esistenza dei legionari di cui faceva parte Carpi viene scoperta a Mestre, mentre sulla loro auto trasportavano kalashnikov e bazooka. Quando la polizia cerca di fermarli i legionari sparano, feriscono un poliziotto che rimarrà a vita sulla sedia a rotelle. Si scoprirà dopo che Carpi e i suoi avevano anche progetti golpisti, a cominciare da un attentato al presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro” e qui riportiamo il passaggio della volontà di infiltrarsi nel governo tramite l’intervista via skipe con Carpi:

  • “SIGFRIDO RANUCCI
    Quale doveva essere la finalità di quella legione?
  • GIANCARLO CARPI
    Mah, era un momento storico particolare. Quanti partiti c’erano in Italia che non erano armati? E la gente cosa ne sa del fatto se i partiti politici sono armati o meno? A Palazzo Chigi. 
    Non ti han detto che avevamo il partito? Che si chiamava Partito del Diritto?
  • SIGFRIDO RANUCCI
    E le armi a che cosa servivano?
  • GIANCARLO CARPI
    Le armi dovevano rimanere là, nell’eventualità di un qualcosa da difendere. Ma non ha importanza, dai… Tempi passati”

Questa abilità e conoscenza di armi e addestramento in qualche modo porta a conoscenze che man mano si vanno a creare, il Carpi sul mercato, fa la sua rete tanto da aver “coinvolto anche un fruttivendolo di Caserta, con precedenti penali: Francesco Chianese, detto “O Santulillo”; che con il figlio, sarebbe il riferimento sul territorio dell’ex-latitante Michele Zagaria, il più potente e feroce dei capi del clan dei casalesi” e che lo porta anche alla conoscenza del Jama, si legge nel grosso e bel lavoro di Ranucci “Secondo una collaboratrice di giustizia, Giancarlo Carpi, sarebbe stato in grado di reperire armi di qualsiasi tipo e sarebbe vicino agli uomini di Felice Maniero, boss della mala del Brenta. Per la sua capacità di reperire armi e la dimestichezza con i contesti di guerra, Carpi entra in contattato con un somalo, Omaar Jama, che gli avrebbe chiesto di addestrare delle milizie. Addestrare, in versione anti-pirateria” dalla ricerca di chi è Omaar Jama Mohammed salta fuori che “Jama, è il nipote dell’ex dittatore del Puntland, la regione della Somalia che si trova sul Corno d’Africa, accusato dai rivali di avere legami con organizzazioni vicine ad Al Qaeda. Omaar Jama invece ha vissuto a lungo a Firenze, dove ha frequentato la facoltà di giurisprudenza. Si è arrangiato come elettricista e si è occupato dell’accoglienza agli immigrati”.

Si è detto le  fagocitano enormi patrimoni pubblici, mai si poteva pensare che questi soldi con giri tortuosi e forse sconosciuti potessero finanziare gruppi terroristici. Ma tant’è che il tratto da Torino a Milano dell’Alta Velocità è cresciuto, nelle spese, di 8 volte raggiungendo miliardi di euro di spesa, si ha così se si vuole, la possibilità tramite questo baule di soldi di avere o creare spese, forse non controllabili. L’inchiesta di Report scopre che “Omaar Jama risulta non aver percepito redditi. Tuttavia, nel 2007 intasca una consulenza di circa 16 mila euro, dalla SPM consulting. Cioè dalla società riconducibile a Stefano Perotti accusato di aver pagato benefit e consulenze all’ex top manager del ministero delle Infrastrutture Ercole Incalza, in cambio di appalti” confermato da Jama a Ranucci per telefono “ho lavorato come consulente qualche tempo fa, per promuovere loro per trovare lavoro che non abbiamo mai trovato poi”

Ma mettiamo insieme quello che dice il trafficante italiano da Londra:

  • GEORGE SMILEY
    Quello che le posso dire è che Omaar Jama ha cercato di acquistare armi e le posso anche dire che è in contatto con personaggi vicini alla cellula terroristiche Al Shabaab.
  • SIGFRIDO RANUCCI
    E chi sarebbero queste persone?
  • GEORGE SMILEY
    Sono personaggi insospettabili che vivono a Roma.

Ad oggi Jama è indagato per reclutamento clandestino di contractors e traffico d’armi. Andiamo a vedere dalle indagini “Al Shabaab? É responsabile di una lunghissima serie di attentati in Africa: 200 vittime all’ambasciata americana, 67 in un centro commerciale di Nairobi, 24 in un hotel di Mogadiscio, 148 vittime all’università del Kenya, molti erano studenti cristiani, fino all’ultimo, un paio di settimane fa, all’hotel Sahafi di Mogadiscio, 15 vittime fra cui 3 colleghi nostri, 3 giornalisti. Allora. Questa organizzazione legata ad Al Qaeda, ultimamente si è avvicinata all’Isis e fra gli obiettivi c’è la riconquista del Puntland, una regione del Corno d’Africa strategica, strategica anche perché è vicina al mare e quindi è facilitato l’arrivo delle armi e dove era presidente proprio lo zio di Jama”.

Nel lavoro di Ranucci e della Gabanelli salta fuori anche una figura già vicina ai partiti che vogliono le Grandi Opere in questo periodo storico “una cittadina somala che di professione gestisce un negozio di parrucchiera e ortofrutta e che sa bene come vanno le cose in Somalia è uno dei contatti romani di Jama Omaar esercita le sue attività nei pressi della stazione Termini di Roma. É la leader della comunità somala in Italia; è stata membro della consulta degli stranieri nel comune di Roma. E nel 2007 è stata candidata alle primarie del Partito Democratico. Si tratta della signora Osman Lul, figlia dell’ex ministro delle finanze di Siad Barre. La signora Lul, nel 2011 è stata monitorata perché sospettata di avere contatti con soggetti vicini ad Al Shabaab. Sospetti però che non hanno trovato riscontri”

I contractors conosciuti nel lavoro di Report da giovedì, e solo da questo giovedì, sono tutti indagati. Quindi Incalza, Perotti e il Ministro Lupi potevano sapere? E soprattutto perchè soldi pubblici vengono elargiti senza troppi controlli? può una ditta che lavora con il ministero essere controllata meglio?, ma soprattutto chi controlla questi gruppi poteva avvertire il Ministero di Lupi? 16.000 Euro sono significativi, ma sono soprattutto soldi nostri, probabilmente mal gestiti dalla mancanza di stretti controlli che la Legge Obiettivo non ha, ma sicuramente, se verrà accertato, sono soldi usati infine per scopi raccapricciantiQui il pdf integrale di Report.

V.R. 16.11.15

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