Tav, perché i 5 Stelle non possono permettersi di dire di sì (nonostante il contratto con la Lega)

Corriere 27 luglio 2018 – 14:11

Le diverse bozze — fino a quella finale — del contratto di governo tra Lega e 5 Stelle riflettono l’ambivalenza del Movimento sul tema della Tav. Perché il no alla Torino-Lione sta nel dna dei pentastellati. E un sì ne segnerebbe la definitiva mutazione

di Marco Imarisio

La verità è nella brutta copia del contratto. «Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia, ci impegniamo a sospendere i lavori esecutivi e ridiscuterne integralmente il progetto. Con riferimento invece alla realizzazione del “terzo valico” ci impegniamo al completamento dell’opera». Era la metà di maggio, il governo non era ancora stato varato, e l’Huffington postpubblicò in esclusiva una bozza preliminare del contratto di governo.

L’attenzione degli osservatori cadde su faccende ancora più importanti, come l’uscita dall’euro. Ma il passaggio sulla Tav era rivelatore delle intenzioni, mai nascoste, del Movimento 5 stelle. Si parlava infatti di sospensione dei lavori esecutivi, e di ridiscussione integrale del progetto.

Le reazioni produssero un effetto uguale e contrario, perché nel testo definitivo poi varato dai due contraenti, ovvero M5S e Lega, lo stop ai lavori scomparve del tutto, per lasciare spazio a una formula vaga, una generica ridiscussione del progetto ma sempre «nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia» che certo non prevede alcun blocco dell’opera.

Da allora, il rapporto tra il movimento No Tav e i Cinque stelle, due entità che in Piemonte per molto tempo si sono sovrapposte, si incrinarono. La Tav non è un argomento sul quale M5S si possa permettere di discutere con serenità, o con razionalità, perché il «No» all’alta velocità Torino-Lione è un elemento fondante dell’identità pentastellata. È una simbiosi che nasce molto tempo fa, quando ancora M5S non esisteva.

Nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2005 l’occupazione da parte delle forze dell’ordine dei tre ettari di terreno a Venaus, sui quali doveva essere allestito il cantiere dell’Alta velocità secondo il progetto iniziale, e la successiva «liberazione» tramite una marcia pacifica divenne l’episodio fondante della mitologia No Tav, segnando l’inizio di una totale condivisione di intenti con Beppe Grillo, che resta pur sempre l’«Elevato» di M5S.

«Sono valsusino» scrisse Beppe Grillo sul suo blog. «Venaus è il cuore del Movimento» ha ribadito nel 2015 Alessandro Di Battista alla fine della manifestazione per il decennale, mentre la gente intorno a lui intonava cori contro Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio dell’epoca.

Alla grande manifestazione del 3 luglio 2011, che degenerò in scontri violentissimi con le forze dell’ordine, Grillo era in prima fila (foto sopra), abbracciato ad Alberto Perino, l’ex bancario divenuto leader del movimento No Tav. Non è una questione economica, si tratta dell’essenza stessa di M5S così come l’abbiamo conosciuto fino alle elezioni politiche dello scorso 4 marzo.

Il brusco cambio di versione fatto pochi giorni fa dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, passato in poche ore dal dire che la Tav si farà, seppur migliorata, al ribadire una versione simile a quella della bozza non ufficiale del contratto di governo, è stato indotto dalle proteste fortissime dei consiglieri regionali e comunali dei Cinque stelle.

In Piemonte, M5S è già alle prese con un faticoso «sì» alle Olimpiadi invernali del 2020, un boccone che la base non ha certo digerito. I sondaggi affermano che a Torino, e non solo, M5S non si può permettere di dare il via libera all’opera divenuta nell’immaginario penstastellato il simbolo di ogni male possibile. La Tav non si deve fare, o almeno deve essere fermata in via più o meno ufficiale.Ne va dell’identità stessa di M5S. Costi quel che costi. E infatti costerà moltissimo.
Tav, perché i 5 Stelle non possono permettersi di dire di sì (nonostante il contratto con la Lega)ultima modifica: 2018-07-27T23:35:13+02:00da davi-luciano
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