La Commissione PETIZIONI del Parlamento Europeo ha esaminato il progetto Torino-Lione il 2 giugno 2016

Riunione Commissione PETI, 2 giugno 2016     

Nota a cura di PresidioEuropa No TAV

http://www.presidioeuropa.net/blog/


Giovedì 2 giugno 2016 alle ore 15 la Commissione Petizioni del Parlamento europeo ha nuovamente esaminato il progetto Torino-Lione.

La Presidenta di PETI Cecilia Wikström non era presente in quanto aveva deciso di partecipare alla cerimonia di laurea di un figlio, ha quindi diretto i lavori il suo vice, lo slovacco Pál Csáky, MEP del Partito Popolare Europeo.

La Commissione Europea era rappresentata dal sig. Günther Ettl, Direttore Generale Mobilità e Trasporti della Commissione Europea. Ricordiamo che questo altro funzionario è l’assistente del Coordinatore del Corridoio Mediterraneo sig. Laurens Jan Brinkhorst.

La sintesi degli interventi è alla fine di questa nota dove sono indicati anche i link ai relativi video (durata totale di circa 40 minuti).

Le conclusioni

Le decisioni ufficiali della riunione saranno note non appena il relativo verbale sarà redatto e approvato. Le raccomandazioni finali e verbali del Vice Presidente sono state:

–          mantenere le petizioni aperte,

–          invio di lettere dal Presidente della Commissione PETI alle autorità italiane e francesi e alla Commissione europea per segnalare gli argomenti contenuti nella petizione e chiedere chiarimenti.

La richiesta di visita ai cantieri del TAV da parte di una delegazione della Commissione PETI potrebbe essere definita e confermata nella prossima riunione dei Coordinatori di PETI

Gli antefatti

Ricordiamo che quattro storiche Petizioni No TAV sono state spazzate via da questa Commissione tra dicembre 2014 e gennaio 2015 (la data esatta non ci è nota in quanto vi sono state irregolarità nei verbali delle riunioni di PETI) sulla base delle false e fuorvianti argomentazioni della Commissione europea, accettate e fatte proprie dalla Commissione PETI. Un ricorso di PresidioEuropa No TAV al Mediatore europeo per questa “cattiva amministrazione” è stato anch’esso spazzato via a novembre 2015 con la giustificazione che l’archiviazione delle petizioni  è stata una decisione politica.

La restante Petizione No TAV n. 735/2008 non ha fatto la stessa fine probabilmente per disordine burocratico degli uffici della Commissione PETI.

Nel corso degli incontri che PresidioEuropa No TAV ha avuto negli ultimi mesi con i MEPs dei gruppi politici che sostengono nel Parlamento Europeo l’opposizione alla Torino-Lione, erano stati messi a punto gli obiettivi da presentare in questa audizione a difesa della nostra lotta:

–          la non archiviazione della Petizione 735/2008,

–          un’indagine approfondita della stessa Commissione PETI sulla realtà dei fatti denunciati dai Petizionari di questa e delle altre Petizioni No TAV spazzate via,

–          l’incarico ad un ente indipendente per la realizzazione di uno studio che analizzi il c.d. valore aggiunto europeo, la c.d. economicità e necessità del Progetto Torino-Lione finanziato dall’Unione europea (richiesta già presentato senza successo in una passata audizione),

Gli stessi MEPs erano stati sollecitati a partecipare in massa e ad intervenire attivamente a questa riunione.

Gli interventi di MEPs a sostegno delle argomentazioni No TAV

Non ostante il nostro forte appello ad una partecipazione di massa a questo appuntamento, sono intervenuti efficacemente il 2 giugno solo 3 MEPs:  Eleonora EVI e Marco Valli del M5S e Angela Vallina (Spagna) della GUE. 

Del Gruppo Verde era presente un solo MEP (Margrete Auken, Danimarca) che però non è intervenuta (nella Commissione PETI vi sono sei MEPs verdi, tre effettivi e tre sostituti).

Ricordiamo che nella Commissione PETI siedono in totale 13 MEPs “sensibili alla lotta No TAV” ma che il Regolamento del Parlamento europeo prevede che anche i MEPs non facenti parte di PETI possano partecipare (come ha fatto Marco Valli del M5S).

I lavori

L’Ordine del Giorno indicava che le petizioni aventi per oggetto il progetto Torino-Lione all’esame della Commissione erano tre:

Petizione n. 0735/2008, presentata da Remo Castagneri e Alberto Paolo Veggio, cittadini italiani, corredata di 154 firme, sul collegamento ferroviario Lione-Torino (Valle Susa)

Petizione n. 0726/2011, presentata da Enrico Venezia, cittadino italiano, sull’opposizione alla costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione

Petizione n. 1036/2015, presentata da Marco Bava, cittadino italiano, sulla revoca della decisione di costruire la linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione

(alla presenza del firmatario)

PresidioEuropa No TAV non è al corrente del contenuto delle Petizioni 726/20111 e 1036/2015 e non è in contatto con i rispettivi presentatori. Il sig. Enrico Venezia non era presente.

Nessuno dei 156 firmatari della Petizione No TAV 0735/2008 era purtroppo presente per difendere le ragioni della nostra ultraventicinquennale lotta.

Come conseguenza solo il sig. Marco Bava, firmatario della Petizione 1036/2015 (che si è presentato come rappresentate della costituenda Associazione Nuovo Modello di Sviluppo.it), ha esposto i suoi argomenti contro il progetto Torino-Lione – alcuni della quali non corrispondenti al vero – che deve aver prelevato da fonti pubbliche. Al di fuori di un’affermazione a dir poco “eccentrica” nel suo primo intervento, è stato tuttavia efficace nel secondo.

Per quanto noto a PresidioEuropa No TAV il sig. Marco Bava, definito da alcuni media come “disturbatore di assemblee” (cfr. La Repubblica

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/08/02/il-dolore-dei-micro-azionisti-addio-al-nostro-showTorino02.html?refresh_ce), è uno specialista nelle petizioni al Parlamento europeo avendone presentate 32 negli ultimi quattro anni. Non frequenta la Valle Susa e le riunioni dei Comitati No TAV.

Ci auguriamo che il sig. Marco Bava sia stato identificato dai MEPs solo come un eccentrico ed isolato cittadino oppositore alla Torino-Lione (e non del Movimento No TAV) in considerazione della sua “delirante” proposta di “mettere in quarantena i migranti in alto mare” presentate nel suo primo intervento come alternative al progetto Torino-Lione. La nostra assenza non ci ha permesso purtroppo di prendere pubblicamente le distanze da questo delirio per il controllo dei migranti.

L’assenza di un rappresentante del Movimento No TAV ha anche permesso al sig. Günther Ettl della Commissione Europea, di rispondere in modo superficiale e solo al primo intervento del sig. Marco Bava petizionario rif. 1036/2015. In aggiunta a tutto ciò, questo alto funzionario si è anche ben guardato da replicare – grazie alla benevolenza del Vice Presidente di PETI che non l’ha incalzato – alle coerenti e documentate affermazioni dei MEPs del M5S e della GUE.

La sintesi degli interventi e i link video

Pál Csáky – MEP PPE, Slovacchia – Vice Presidente PETI  (1’1”)

https://www.youtube.com/watch?v=lHeE50hBJSM

Dà la parola ai Petizionari.                                                                                                                                                  

Marco Bava – Petizionario rif. 1036/2015 (4’12”)

https://www.youtube.com/watch?v=RR5apXQXhWI

Afferma di voler tutelare dalla TAV Torino-Lione i cittadini italiani e francesi, espone i dati di traffico 2014 e quelli irrealistici indicati dall’ACB del 2023,  l’impossibilità del bilancio energetico, la presenza dell’amianto. Afferma che la CMC non avrebbe problemi a realizzare, al posto del tunnel geognostico, delle piattaforme marine eolico – fotovoltaiche a costo energetico zero sul confine marino dell’Europa per controllare l’ingresso dei profughi in Italia e in Europa, indica il numero dei profughi che sono sbarcati e sbarcheranno in Italia e la proposta di mettere in quarantena i profughi su queste piattaforme marine come fatto negli USA ad Ellis Island nel dopoguerra, il tutto da realizzare con i soldi del TAV Torino-Lione di circa 8 miliardi di €. Invita perciò il Parlamento Europeo a spostare i soldi del TAV per la costruzione di queste piattaforme sulle quali si potrà realizzare il controllo amministrativo degli immigrati che vogliono entrare in Europa.

Günther Ettl – Direttore Generale MOVE Commissione Europea  (5’43”)

https://www.youtube.com/watch?v=uLFN2qBINyA

Tutti i progetti infrastrutturali sono realizzati solo dagli Stati membri con il co-finanziamento dell’Unione Europea e non dalla Commissione Europea. La Torino-Lione ha ottenuto fondi UE nel periodo 2007-2013, e ne riceverà molto probabilmente altri entro il 2020. La Commissione europea non ha alcuna influenza sul futuro di un progetto, ci sono severe condizioni per ricevere i finanziamenti UE, non da ultimo una ACB positiva e il rispetto delle procedure ambientali. Francia e Italia hanno confermato recentemente al Vertice di Venezia il progetto della Torino-Lione che è vitale per Italia, Francia ed Europa. Il volume trasportato dalla linea storica non può essere confrontato, è la prima linea ferroviaria realizzata sotto le Alpi. Se il  nuovo tunnel sarà fatto, esso potrà continuare a fare il suo lavoro per i prossimi cento anni essendo piatto, nessun treno moderno può viaggiare nel caso in cui ci siano pendenze, occorre avere una linea piatta che attirerà nuovo traffico. Bisogna pensare in anticipo ai traffici futuri. La gente della Val Susa può dire che c’è poco traffico, ma abbiamo bisogno di un nuovo tunnel dato che c’è invece molto traffico e viene spostato sulle linee svizzere e sulla costa italiana. L’idea è di spostare questo traffico sulla linea nuova Torino-Lione. Come investire i soldi rimane un grande quesito per tutti e per chiunque. E qui mi fermo.

Eleonora Evi – MEP M5S  (7’30”)

https://www.youtube.com/watch?v=p8ZDI6q2JR8

Ricorda che da più di 20 anni Italia e Francia intendono realizzare la Torino-Lione presentandola come una necessità e un valore aggiunto per i territori. Non siamo d’accordo in tanti in Italia e Francia e i cittadini hanno il diritto di essere ascoltati. Fa quindi una riflessione sulla partecipazione negata e la mancata trasparenza del progetto. Chiede come la Commissione Europea garantisca i diritti presenti nella Convenzione di Aarhus. Ricorda che il progetto è ancora nella fase degli studi geognostici e si è quindi ancora in tempo per decidere se farlo ascoltando le ragioni del no. Ricorda che i Comuni contrari sono stati esclusi dall’Osservatorio, si è quindi di fronte ad un’opera imposta anche con la militarizzazione. Dato che la linea esistente è ampiamente sottoutilizzata, sollecita una valutazione indipendente utilizzando anche la LCA – Life Cycle Assessment. Chiede che le petizioni contro la Torino-Lione rimangano aperte, che PETI invii una lettera ai Governi di Italia e di Francia per segnalare gli argomenti presentati dai cittadini al Parlamento Europeo e sollecita  infine una vista di PETI nei territori italiani e francesi dove sono presenti i cantieri di quest’opera.

Marco Valli – MEP M5S (4’34”)

https://www.youtube.com/watch?v=pz-oO-GwHOA

Da tempo abbiamo affrontato questo argomento, appoggiamo le petizioni contro la Torino-Lione. Critichiamo il progetto con quattro argomentazioni: non è democratico perché le opposizioni non sono ascoltate, non è trasparente perché mancano valutazioni indipendenti dei costi nonostante che il Parlamento europeo abbia votato a grande maggioranza la completa trasparenza delle informazioni di questo progetto per il quale stiamo ancora aspettando dalla DG Move della Commissione europea le informazioni richieste, è inutile perché non c’è traffico che giustifichi l’opera, è pericoloso perché la sua sola utilità risiede nell’aprire dei cantieri nei quali vi sono tra l’altro delle infiltrazioni della criminalità organizzata e gli accordi tra Italia e Francia non tutelano dal crimine organizzato.

Peter Jahr – MEP PPE, Germania (3’14’’)

https://www.youtube.com/watch?v=TJS-gwoTA5w

Non c’è grande cantiere senza critiche e proteste. La UE afferma che questo progetto serve ai grandi flussi di traffico tra nord e sud e viceversa. Dunque la Commissione collabora strettamente con gli Stati membri che devono attuare ciò che serve dialogando con i cittadini, difendo questa idea. Dobbiamo chiederci come possiamo risolvere la cosa, che senso ha questo cantiere, se è veramente necessaria l’opera dal punto di vista economico. Penso che il dialogo tra Italia e Francia abbia già avuto luogo, se gli appalti sono andati male la Commissione europea deve interessarsi alle procedure e controllare. Come risolviamo questo ping-pong? Dobbiamo ritrasmettere queste proteste ai due Stati, c’è bisogno del dialogo con le autorità locali. Mi sembra giusto che la Commissione europea dica che sono gli Stati membri che devono decidere, analizziamo le singole argomentazioni e diamo la risposta ai petizionari in tempo debito.

Angela Vallina – MEP GUE, Spagna (2’28”)

https://www.youtube.com/watch?v=3wxOvCd50m0

La GUE sostiene le petizioni contro la Torino-Lione, i dati che conosciamo indicano un calo nei flussi di trasporto, questo progetto è di 57 chilometri, la Corte dei conti francese  aveva sostenuto che la linea esistente è sufficiente per eliminare il traffico dalle strade. In una situazione di crisi dobbiamo fare attenzione ai fondi e usarli bene. Quindici/diciassette milioni di tonnellate di merci all’anno attraversano tunnel simili in Svizzera e Austria senza difficoltà. In Spagna abbiamo esperienze di questo tipo, ci sono stati aeroporti che hanno chiuso, strade che non vengono aperte o che ritornano nella proprietà dello Stato perché non utilizzate. Dobbiamo dare un esempio, basta con la cultura dello spreco per certe cose e di austerità su altri fronti. Dobbiamo tenere aperte le petizioni ma soprattutto affrontare gli argomenti nelle Commissioni ENVI, CONT e TRAN. La cultura delle Grandi Opere non approvate e non necessarie, come dimostrato, non funziona ed è fuori controllo. Facciamo prima un’analisi per capire se queste opere sono necessarie e valutiamo l’impatto che è irreversibile.

Notis Marias – MEP Indipendente, Grecia (3’44”)

https://www.youtube.com/watch?v=s88CRFO7vpc

Seguo questo argomento con interesse, ci sono sempre reazioni di fronte a queste linee e critiche locali che non vengono ascoltate. Una parte dei fondi sono europei, abbiamo quindi la responsabilità di seguire il progetto come previsto dalle Convenzione di Aarhus che in questo caso non è stata rispettata. Si afferma che l’opera è molto costosa e non necessaria, in una fase di austerità e limitazione dei fondi europei se quest’opera non è necessaria, di fronte ad una linea esistente non satura, ciò significa che questi fondi possono essere destinati  ad altre opere, magari a linee ad AV in altre regioni, per esempio tra Bruxelles e Strasburgo un itinerario sul quale noi MEPs passiamo tante ore. Se la Torino-Lione non è necessaria, i fondi potrebbero essere utilizzati in Grecia. Sostengo la petizione, gli argomenti dovrebbero essere ripresi nelle Commissioni ENVI e CONT. Occorre inviare una lettera al Governo italiano per conoscere la sua opinione e a tutti i Comuni della regione italiana che non sono stati invitati alla consultazione popolare. Dobbiamo sempre sostenere i cittadini che ci hanno eletto per difendere i loro interessi.

Julias Pitera – MEP PPE, Polonia (2’24”)

https://www.youtube.com/watch?v=aCZkIOe_ETs

Ogni investimento trova dei sostenitori e degli oppositori, ma senza avere dei dati a disposizione è difficile esprimere un giudizio. E’ un investimento molto costoso, abbiamo le risposte della Commissione europea che risalgono al 2012, quattro anni fa, che contengono dati del 2011. Penso che sia importante disporre di dati aggiornati su quello che sta succedendo. Innanzitutto: è stato realizzato il programma ? Dopo tanti anni non si può parlare di una chiusura dell’investimento se i lavori sono già stati avviati. Il piano finanziario è stato rispettato ? Ci sono dei  ritardi? Il programma è stato ridotto, che impatto ha avuto sui costi? Sarebbe utile avere delle informazioni formali circa lo stato di avanzamento dei lavori di questo progetto. Dovremo rivolgerci alla Commissione europea per avere un aggiornamento dei dati tecnico/finanziari per conoscere lo stato dell’arte al 2016. Siamo a tre anni e mezzo prima della fine di questo investimento e magari questi dati potrebbe veramente cambiare tutta la situazione, se il cantiere è molto avanzato è molto difficile che interrompano questi lavori perché il denaro andrebbe sprecato.

Marco Bava – Petizionario rif. 1036/2015 (3’7”)

https://www.youtube.com/watch?v=xeEhNgrX5jU

I lavori sono ancora da cominciare, siamo appena all’inizio. L’obiettivo di questa petizione è quello di fare un ragionamento economico e rispondo subito al ministro dei trasporti. Io invito il Parlamento europeo a valutare che se non ci fossero i finanziamenti della UE, che ammontano a circa € 3 miliardi, né Italia né Francia ci metterebbero € 2 Miliardi. Questo perché c’è la volontà esplicita, almeno per quanto riguarda l’Italia, per la Francia non posso rispondere, ma penso che sia la stessa cosa, di attirare finanziamenti europei nei loro territori. A parte l’errore economico di anticipare le soluzioni con i bisogni, per cui ho sentito che c’è una proposta di sopralluogo, spero che a questa proposta intervenga anche il ministro dei trasporti, in modo tale che si farà un’idea di quello che è il flusso di traffico e di quello che è ampliabile l’attuale linea per rendersi conto che non c’è alcun bisogno di questa galleria in quella zona. Aggiungo per quello che vale, il Tribunale Permanente dei Popoli ha  condannato  quest’opera, i sindaci sono contrari, le popolazioni territoriali d’Italia e di Francia sono contrarie. L’unica ragione vera che io vedo, e per cui invito l’Unione europea a ritirare i fondi, è che vi sia un’alta concentrazione di fondi per lavori inutili e molto cari in una zona ad alta concentrazione mafiosa, per cui non è da escludere che i soldi del TAV vengano affidati anche non direttamente ma indirettamente ad aziende legate alla mafia e attraverso questi lavori la mafia possa compiere le sue operazioni che in un momento di crisi economica possono raggiungere anche acquisizioni di società per fini sicuramente non civili. Chiedo assolutamente che questi fondi vengano stornati. Se veramente queste opere servono agli Stati italiano e francese, le facciano con i soldi dell’Italia e della Francia. Credo che questo basterà per bloccare questi lavori. A dimostrazione che nessuno dei due Paesi ha interesse a fare questi lavori al di là di un’operazione finanziaria. Spero che ci sarà questo sopralluogo e che voi possiate toccare con mano e sentire direttamente i sindaci sia francesi che italiani che per quanto riguarda l’Italia, ripeto, sono prevalentemente contrari a quest’opera.

Pál Csáky – MEP PPE, Slovacchia – Vice Presidente PETI (3’3”) https://www.youtube.com/watch?v=zticMcTt4Ac

Chiudendo la discussione desidero intervenire chiedendo al sig. Günther Ettl, rappresentante della Commissione europea, di fare attenzione affinché il problema sia ben affrontato: da un lato abbiamo una Petizione che dichiara che per il collegamento ad AV Torino-Lione ci sono delle preoccupazioni o dei timori circa la costruzione di questa linea ferroviaria, dall’altro canto però si tratta di un progetto che nel frattempo è in corso ormai da dieci anni. Se capisco bene quanto è stato detto, si tratta di una linea ad AV che dovrebbe collegare Budapest e Lione, quindi si tratta  di un investimento transeuropeo che collega l’Europa dell’est e dell’ovest e fa parte del programma n. 6 TEN-T. Quindi la domanda alla Commissione e al Consiglio è questa: questa linea ferroviaria da Budapest a Torino basta o può essere estesa fino a Lione ? La tratta Lione – Torino è utile o no? Penso che queste siano questioni che dovranno essere affrontate prima di tutto dai governi italiano e francese. Siamo tutti d’accordo nel mantenere aperta la petizione fino a che non sarà concluso l’esame. Possiamo poi decidere se inviare una lettera alle autorità italiane e francesi come è stato proposto per ricevere delle informazioni dei rispettivi governi e possiamo poi anche aspettare le risposte della Commissione per capire cosa intenda fare e possiamo chiedere alla Commissione europea se pensa che nell’ambito TEN-T questo investimento vada mantenuto o meno. Poi altri colleghi hanno proposto di rivolgersi alle Commissioni TRAN, ECON e AGRI. 

Peter Jahr – MEP PPE, Germania (59’’)

https://www.youtube.com/watch?v=aHFHiFSUr6U

La Commissione europea potrebbe già dire se è vero che nella gare d’appalto vi sono state delle carenza e dei problemi, è un appalto europeo e non siamo sempre tutelati da derive criminali, dobbiamo garantire che gli appalti rispettino il diritto europeo. Capisco le riserve del firmatario della petizione e il problema deve essere affrontato fin dall’inizio, parliamo di soldi dei contribuenti e dobbiamo evitare casi di corruzione.

Pál Csáky – MEP PPE, Slovacchia – Vice Presidente PETI  (17”) https://www.youtube.com/watch?v=1woRgWCBgsA

E’ molto importante quello che ha detto il MEP Peter Jahr, chiedo di includere tutti questi aspetti nella lettera.

La Commissione PETIZIONI del Parlamento Europeo ha esaminato il progetto Torino-Lione il 2 giugno 2016ultima modifica: 2016-06-08T22:17:53+02:00da davi-luciano
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