12 AVRIL 1961 : LE SOVIETIQUE GAGARINE PREMIER HOMME DANS L’ESPACE/ СЕГОДНЯ В РОССИИ ОТМЕЧАЕТСЯ ДЕНЬ КОСМОНАВТИКИПОМНИТЕ, МЫ ПЕРВЫЕ ПОБЫВАЛИ В КОСМОСЕ !

LUC MICHEL/ ЛЮК МИШЕЛЬ/ 

2017 04 12/

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Gagarine ou le message de paix de la Science soviétique au monde !

Сегодня в России отмечается день космонавтики

Помните, мы первые побывали в космосе.

Capture TWEET II 472

#поехали #космос #гагарин 

#денькосмонавтики #LucMichel #ЛюкМишель 

#LucMichelPCN #Russosphere

* Capture Twitter MFA russe

et Dessin de Vialy Podvitski.

* Sur PCN-TV/

THE FIRST MAN IN SPACE:

YURI GAGARIN SPEAK (April 12, 1961)

https://vimeo.com/212970182

LUC MICHEL / ЛЮК МИШЕЛЬ

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DEMENZA DIGITALE

lavoro tecIl ras di quello che una volta era il partito dei lavoratori si è recato recentemente in visita negli Stati Uniti, alla Corte dei capitalisti della Silicon Valley.
L’ ex premier Matteo Renzi, come nel suo stile, ha trionfalisticamente annunziato l’iniziativa transcontinentale motivandola con la necessità di dovere apprendere da quelli che, per capirci, con l’informatizzazione, la digitalizzazione, la robotizzazione e la rete informatica guadagnano denari a palate. E così mandano sul lastrico milionate di aziende e lavoratori.
Chi vi scrive non appartiene di certo alla ristretta cerchia del giglio magico. Allorquando opportunamente interpellato lo scrivente, comunque, si sarebbe adoperato per evitare al leader piddino la defatigante esperienza californiana.
 
Non è. invero, necessario recarsi di persona nella lontana Silicon Valley per intuire i meccanismi che determinano il formidabile successo di aziende come Amazon, Microsoft, Apple, Google, Netflix twitter, starbucks, Adobe. Bisogna però avere l’onestà intellettuale di riconoscere che tale successo fonda su un modello sociale ed economico nefasto.
Pochi sanno che, insieme, tali imprese capitalizzano in borsa oltre 2718 miliardi di dollari. Molto di più del prodotto interno lordo italiano che vale, invece, 1961 miliardi. I vertici di tali colossi del web sono quelli che recentemente si sono messi anche a far politica. Come un sol uomo sono insorti contro la decisione di Trump che aveva bloccato gli ingressi negli Stati Uniti provenienti da stati canaglia.
 
Queste aziende, per capitale e fatturato di questo settore, contano oltre 900.000 dipendenti. Amazon, da sola, impiega 306.800 persone per smistare, a basso costo, pacchi in 14 paesi. Mentre Starbucks, con fatturato decisamente più basso, si serve di 238.000 dipendenti per recapitare dolcetti e caffè americani in tutto il mondo. E’ intuitivo comprendere che costoro si oppongono, allora, alle scelte di contrasto dei flussi immigratori incontrollati non certamente per ragioni umanitarie.
Le ondate di disperati, disponibili a lavorare a basso costo, rappresentano un ineliminabile pilastro del loro successo. Il dumping commerciale che tale aziende praticano postula la disponibilità di un elevatissimo numero di dipendenti disponibili a farsi sfruttare per salari da fame. E l’immigrazione alimenta l’offerta di manodopera disponibile a lavorare a basso costo. Renzi, di ritorno dalla Silicon Valley, avrà finalmente compreso l’ arcano della new economy. Ed a sinistra i nodi giungono al pettine.
 
Sul tema del lavoro, da che parte sta la sinistra? Con Uber, per esempio, o con i tassisti? La questione va correttamente affrontata in termini di principio. Stare con Uber significa accettare quella sharing economy che sta progressivamente annientando il mercato ed il mondo del lavoro. Si tratta di un progressismo peculiare, che piace molto alla grande finanza, agli intellettuali politicamente corretti, foraggiati da contratti che a loro riservano le reti pubbliche o le maggiori testate giornalistiche.
Chiunque non sia in malafede non può più negare che la robotizzazione e la digitalizzazione determinano la drastica riduzione di posti di lavoro e un progressivo aumento della disoccupazione.
Nell’arco di dieci anni, stando ad autorevoli stime, il tasso di disoccupazione passerà dal 10 al 47%. Di fronte a tale stato di cose, ed alle conseguenti prospettive, siamo ormai chiamati tutti ad consapevole presa di posizione universale: o si sta a favore del lavoro oppure ci si schiera a beneficio dei visionari dell’ultratecnica.
La sinistra renziana, invece, promette di tutelare i lavoratori ma intraprende politiche di governo che favoriscono la precarizzazione di tutte le forme di lavoro. Renzi poi una scelta definitiva sembra averla fatta: pubblicamente celebra Google, Apple, Amazon.
Negli Stati Uniti incontra Musk, imprenditore miliardario della new economy, profeta del transumanesimo, che progetta ed investe nella produzione di veicoli senza guidatore e preconizza che uomini l’ibridazione dell’umanità.
Nel frattempo, mentre i vertici del Pd si gingillano ad eludere temi centrali per le prospettive del mondo del lavoro, secondo i dati del Viminale, gli sbarchi segnano un inquietante aumento del 44% rispetto all’anno scorso. Gli immigrati in arrivo sono in gran parte della Nuova Guinea, Costa d’avorio, Nigeria e Senegal, Gambia. Nessuno proviene da scenari di guerra. Si calcola che nel 2017 possa essere superata la cifra dei 200.000 sbarchi. Coloro che si riempiono la bocca di retorica dell’accoglienza – ed il portafoglio di contributi destinati alle strutture di scopo – possono riferirci quali realistiche prospettive di assorbimento, in un mercato del lavoro che va rapidamente assottigliandosi, siamo in condizione di garantire a questi disperati ed ai nostri disoccupati ?
Mar 06, 2017 di Carmine Ippolito
Fonte: Katehon

Guerra NATO in Sicilia

Exercise Dynamic Manta 15

Exercise Dynamic Manta 15

meglio tenersi pronti sia mai che in Europa tornino i fascismi/populismi al potere…meno male che i liberatori non ci abbandonano e proteggano la troika.


 
Il belpaese? Ridotto dallo zio Sam ad una colonia bellica a stelle e strisce, da cui far decollare la guerra contro mezzo mondo. I codardi italidioti ingrassano, ma a ribellarsi è soltanto l’Etna con le sue recenti eruzioni. Mentre i politicanti – inclusi gli onorevoli grullini volati in gita turistica al Muos di Niscemi  – si trastullano ben pagati dai fessi dei contribuenti, l’alleanza atlantica sta svolgendo l’ennesima prova di guerra nel Mediterraneo di casa nostra.
Ecco il comunicato stampa numero 18 emesso dalla Marina Militare italiana:
«L’esercitazione NATO “DYNAMIC MANTA 2017 (DYMA 17)” si svolgerà al largo delle coste siciliane, dal 13 al 24 marzo, con mezzi aeronavali ed equipaggi provenienti da 10 Paesi Alleati, riuniti nel Mediterraneo Centrale per un addestramento alla lotta anti sommergibile e alla lotta contro i mezzi di superficie. I sommergibili provenienti da Francia, Grecia, Italia, Spagna, Turchia e Stati Uniti, sono sotto il controllo del Comando Sommergibili NATO (COMSUBNATO) e opereranno con 10 navi militari di Francia, Grecia, Inghilterra, Italia, Spagna, Turchia e Stati Uniti. L’Italia, oltre a partecipare con il cacciatorpediniere  Luigi Durand De La Penne, il sommergibile Pietro Venuti, e un elicottero SH90 della Marina Militare, fornirà supporto logistico attraverso il Comando Marittimo della Sicilia, la Base Navale di Augusta e la Base Aerea di Sigonella.
La DYNAMIC MANTA 17 rappresenta la principale esercitazione della NATO nel Mediterraneo, dedicata all’addestramento anti sommergibile con l’obiettivo di affinare capacità e tecniche dei sommergibili e delle navi dell’Alleanza Atlantica.
 
Scenari realistici ed eventi con difficoltà crescente caratterizzeranno i temi addestrativi per incrementare la capacità di combattimento in contesti operativi multinazionali. Le navi in addestramento saranno supportate da 14 aerei da pattugliamento marittimo ed elicotteri di Canada, Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Norvegia, Spagna, Turchia e Stati Uniti che opereranno dalla base di Sigonella e da bordo delle navi. Il numero di nazioni partecipanti all’esercitazione di quest’anno, è una dimostrazione dell’impegno della NATO per la sicurezza marittima, in particolare, per lo sviluppo di capacità nella lotta anti sommergibile».
La base navale di Augusta e quella aerea di Sigonella (dove c’è un arsenale nucleare USA in violazione del trattato di non proliferazione (TNP) – come di consueto, forniranno il supporto logistico alle complesse manovre in mare delle forze armate d’Italia, Francia, Inghilterra, Spagna, Grecia, Turchia, Germania, Usa, Norvegia e Canada. L’obbiettivo di capacità di combattimento in contesti multinazionali, attraverso una simulazione di “caccia” tra sommergibili che si alterneranno nei ruoli di “cacciatore” e “cacciato”, con il supporto di navi, elicotteri e aerei da pattugliamento.
Tra le unità navali impiegate, a preoccupare maggiormente è la presenza di sottomarini a propulsione nucleare, già partecipanti all’edizione dello scorso anno. Per l’ipotesi d’incidente atomico, infatti, manca ad oggi un piano di emergenza esterna – aggiornato e accessibile al pubblico – nonostante il porto di Augusta sia periodicamente interessato dal transito e dalla sosta del naviglio nucleare di Stati Uniti e altri Paesi Nato.
 
La notizia è stata confermata indirettamente, nel mese di gennaio, dalla stessa prefettura di Siracusa che, in risposta alla richiesta di alcuni attivisti, aveva negato l’accesso al piano d’emergenza attualmente in vigore, proprio perché «in fase d’aggiornamento». E ciò malgrado le informazioni sul rischio nucleare, in base alla legge, «devono essere fornite alle popolazioni interessate senza che le stesse ne debbano fare richiesta», rimanendo «accessibili al pubblico, sia in condizioni normali, sia in fase di preallarme o di emergenza radiologica» (Decreto legislativo 230/95).
Regole che, ad Augusta come nei restanti porti militari e nucleari italiani, da sempre rimangono lettera morta. E questo, già da solo, offre la misura dei pericoli a cui sono esposti i territori a causa della militarizzazione e delle operazioni di guerra che vedono tristemente protagonista la Sicilia e il Mediterraneo.
In questo quadro s’iscrive anche la Dynamic Manta, che però non sarà l’unico war game previsto, per questo mese, a largo delle coste siciliane. Difatti, quasi del tutto in contemporanea all’esercitazione Nato, le forze speciali statunitensi (Special Forces Group USA) saranno impegnate in esercitazioni di tiro a fuoco presso il poligono marittimo di “Pachino Target Range E321”. Una serie composta di 5 sessioni d’addestramento, partita il 20 febbraio per concludersi il 22 marzo, che sta provocando l’interdizione assoluta della relativa zona di mare «alla navigazione, alla sosta, alla pesca e ai mestieri affini», come da apposita ordinanza della Capitaneria di Porto di Siracusa. Compresa tra Punta delle Formiche e Punta Castellazzo, all’estremo sud della Sicilia orientale, quella coinvolta è un’incantevole area naturalistica, marina e terrestre, da tempo asservita alle periodiche e intense prove belliche della Nato e dei marines, anche tramite l’utilizzo dei famigerati droni (micidiali aerei senza pilota) ospitati a Sigonella. Così, mentre per uomini, donne e minori migranti il Mediterraneo è frontiera da sfidare per la sopravvivenza, gli eserciti Usa-Nato stanno trasformando questo stesso specchio d’acqua in un laboratorio di guerra permanente, che si affianca al ruolo operativo assunto dalla Sicilia come piattaforma offensiva proiettata nei teatri bellici africani, mediorientali e asiatici.
 
Un ruolo, quest’ultimo, aggravato dalla recente conferma del dissequestro del Muos di Niscemi da parte della Cassazione, mentre è in programma l’allargamento della base dei droni-killer di Sigonella  Le continue esercitazioni militari nell’Isola, oltre a danneggiare l’ambiente e a iniettare nei territori una sub-cultura militarista di violenza e prevaricazione, bruciano ingenti risorse economiche sottratte alla scuola, alla cultura, alla sanità, al risanamento e alla messa in sicurezza dei territori. Gli stessi settori colpiti dai continui tagli prodotti dalle politiche di austerità imposte dall’Unione europea e dal Fondo Monetario Internazionale.
riferimenti:
Gianni Lannes, Italia, Usa e getta, Arianna editrice, Bologna, 2014.
di Gianni Lannes – 20/03/2017  Fonte: Gianni Lannes

Ecco la VERA ragione dello stupido divieto di laptop e tablet sugli aerei

Febbraio 2017: i CEO di Delta, United ed American Airlines sperano che Trump blocchi la concorrenza degli arabi

Le tre grandi compagnie aeree degli Stati Uniti si lamentano che Emirates, Etihad Airways e Qatar Airways – sostenute dai governi di Qatar ed Emirati Arabi Uniti – siano ingiustamente sovvenzionate e che la loro espansione nel mercato statunitense rappresenti una concorrenza sleale e dovrebbe essere bloccato dalle autorità di regolamentazione.

Stan Deal, Director of Commercial Sales for Connexion by Boeing surfs broadband internet while flying at 5,000 ft over London on one of the company's 737 jets. ... Transport - Connexion - Broadband Internet on Boeing Flights ... 29-07-2002 ... Farnborough ... UK ... Photo credit should read: Chris Ison/PA Archive. Unique Reference No. 1603620 ... The US firm's technical advancements allows passengers to watch live television broadcasts while in flight and transmission of large amounts of data in real time.

 “Dal 2004, le compagnie del Golfo hanno ricevuto più di 50 miliardi di dollari in sussidi dai propri governi”, hanno scritto gli amministratori delegati delle tre grandi in una recente lettera al Segretario di Stato Rex Tillerson. “Sig. Segretario”, continua la lettera, “siamo certi che l’amministrazione Trump condivida la nostra visione sull’importanza di far rispettare i nostri accordi Open Skies: le compagnie aeree americane devono avere pari opportunità di competere nel mercato internazionale, bisogna proteggere posti di lavoro”.

Marzo 2017: gli U.S.A. vietano laptop e tablet sui voli dalla Turchia e dal mondo araboo

Alti funzionari degli Stati Uniti hanno detto ai giornalisti che a nove compagnie provenienti da otto paesi sono state date 96 ore, con inizio alle 03:00 (0700 GMT), per dire ai viaggiatori di mettere nel bagaglio da stiva qualsiasi dispositivo più grande di uno smartphone.

Laptop, tablet e console portatili sono colpiti dal divieto – che si applica solo ai voli diretti verso gli Stati Uniti dagli aeroporti della lista nera.

I trasportatori americani non sono colpiti dal divieto, ma i passeggeri di circa 50 voli al giorno da alcuni dei centri più attivi in Turchia e nel mondo arabo saranno obbligati a seguire la nuova sentenza.
…Il divieto colpirà i voli operati da Royal Jordanian, EgyptAir, Turkish Airlines, Saudi Airlines, Kuwait Airways, Royal Air Maroc, Qatar Airways, Emirates ed Etihad Airways.

La mossa non riguarda certo la sicurezza. Cosa impedisce ad uno di volare da Dubai a Parigi e da lì a New York con un laptop ed un tablet nel proprio bagaglio a mano? Perchè dovrebbe essere più sicuro di un volo diretto con Emirates? No. Semplicemente, le compagnie americane vogliono cancellare una concorrenza non gradita e vendere biglietti a  prezzi più alti con meno servizi.

Per andare dal Medio Oriente agli Stati Uniti uno ora può scegliere tra un volo diretto senza tablet oppure fare un volo con vari scali: la seconda variante è ovviamente più “sicura”.

Curioso dettaglio: gli inglesi hanno prontamente seguito con le proprie “misure di sicurezza”. Ma hanno vietato aeroporti e compagnie diverse da quelle degli U.S.A. Non ci sono nuove “misure di sicurezza” per i voli da Kuwait, Qatar e Marocco; la Tunisia è invece sulla lista. La cosa non ha senso dal punto di vista della sicurezza, ma forse riflette l’importanza di certi investitori per la City di Londra, così come la concorrenza a British Airways.   21.03.2017

Link: http://www.moonofalabama.org/2017/03/us-airlines-ask-for-protectionism-trump-obliges.html#comments

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Il vostro Samsung e il vostro iPhone vi sorvegliano… e se non vi comportate bene, la vostra auto vi ucciderà

zenwheels-tiny-remote-control-car-iphoneQuella mattina di Halloween è decollato da New York JFK il volo Egypt Air 990, un Boeing 767 diretto in Egitto, al Cairo. L’aereo aveva a bordo 22 militari egiziani di alto rango che avevano appena ricevuto una formazione speciale negli Stati Uniti — attirati in questa trappola dall’esca dell’inconsueta condivisione di informazioni militari. Verso le 2:00 am, secondo il registratore vocale il pilota dice di andare in bagno. Il pilota e il copilota sono egiziani e parlano in arabo. Ma improvvisamente si sente una voce in inglese nella registrazione: “control it” (“controllalo”). Poi l’aeromobile cambia rotta mentre c’è ancora il pilota automatico. Il pilota risponde a questo evento esclamando una preghiera: “Taw ak kalt ala Allah”, più o meno equivalente a “Che Iddio ci aiuti!” “che Iddio ci protegga!” FONTE (2009)

L’attacco contro la Smart TV Samsung è stato lanciato in collaborazione con i britannici MI5 e BTSS.
Si mette la TV bersaglio in una modalità ‘falso-spento’, cosicché il proprietario crede che la tv sia spenta quando in realtà è accesa. Nella modalità ‘fake-off’, la tv opera come un bug, registrando conversazioni in camera ed inviandole, via internet, ad un server segreto della CIA.
Nell’ottobre 2014, la CIA voleva anche infiltrare i sistemi di controllo delle moderne auto e camion. Lo scopo di tale controllo non è chiaro, ma permetterebbe di commettere omicidi praticamente non rilevabili.
Il ramo dispositivi mobili (MDB) della CIA ha fatto numerosi test per controllare smartphone da remoto. Si possono infatti infettare e riprogrammare telefonini, in modo che la CIA riceva geolocalizzazione, audio e sms degli utenti, così come si possono attivare di nascosto fotocamera e microfono.
 
Nonostante la quota minoritaria di iPhone nel mercato globale degli smartphone nel 2016 (14,5%), un’unità speciale alla MDB produce malware per infestare, controllare e raccogliere dati da iPhone e altri prodotti Apple, come iPad, che hanno iOS.
L’arsenale della CIA comprende numerosi virus informatici, locali e remoti, sviluppati internamente, ottenuti da GCHQ (il britannico Quartier generale del governo per le comunicazioni), NSA ed FBI oppure acquistati da contractor di armi informatiche, come Baitshop. La grande attenzione posta su iOS può essere spiegata dalla popolarità di iPhone tra le élite.
Un’unità simile monitora Google Android, usato dalla maggior parte degli smartphone (~85%), tra i quali Samsung, HTC e Sony. 1,15 miliardi di telefoni Android sono stati venduti l’anno scorso. “Year Zero” mostra come dal 2016 la CIA aveva “manomesso” 24 Android.
Queste tecnologie permettono ai servizi segreti americani di aggirare la cifratura di WhatsApp, Signal, Telegram, Wiebo, Confide e Cloackman, hackerando gli smartphone sui quali sono installati e raccogliendo audio e messaggi prima che la crittografia intervenga.
Pepe Escobar Mar 08, 2017

Ministro trasporti: apertura scatola nera del Tu-154 schiantato inizia oggi 

STRAGE DI NATALE

Russia: ritrovata seconda scatola nera del Tu-154 caduto a Sochi

Lo ha comunicato il ministero della Difesa russo.
I subacquei hanno recuperato la seconda scatola nera dal luogo dello schianto dell’aereo militare russo nel Mar Nero: lo ha detto il Ministero della Difesa russo. “Il secondo Risultati immagini per tu 154 coro russoregistratore del volo Tu-154 è stato trovato e recuperato dal fondale meno di mezz’ora fa”, ha detto il ministero in un comunicato. © SPUTNIK/ Incidente aereo del Tu-154 a Sochi La nota ha precisato che 12 grandi e 1.547 piccoli frammenti dell’aereo sono stati trovati dall’inizio delle operazioni di ricerca. L’aereo Tu-154 del Ministero della Difesa russo in rotta da Mosca verso la Siria si è schiantato domenica nel Mar Nero subito dopo il decollo nei pressi di Sochi. L’aereo trasportava 92 persone, tra cui otto membri dell’equipaggio, 64 musicisti del Coro dell’Armata Rossa, due funzionari federali, nove giornalisti e il capo della charity Spravedlivaya Pomoshch Elizaveta Glinka.

Le squadre speciali del Ministero delle Emergenze russo hanno iniziato le operazioni di recupero dei resti del TU-154 precipitato nel Mar Nero il 25 dicembre.

Nella giornata di domenica 25 dicembre dopo il decollo da Sochi si è schiantato nelle acque del Mar Nero un Tupolev 154 del Ministero della Difesa russo diretto in Siria. A bordo oltre ai membri dell’equipaggio viaggiavano i membri del gruppo canoro Aleksandrov dell’esercito russo, alcuni giornalisti e la “dottoressa Lisa” — Elizaveta Glinka. Tutti i 92 passeggeri a bordo sono morti. Tutte le notizie sullo schianto del TU-154

Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/foto/201612283854056-recupero-frammenti-tu-154-russia/

27.12.2016 La decifrazione della scatola nera a bordo del Tu-154 del Ministero della difesa inizia oggi, ha dichiarato il Ministro dei trasporti Maksim Sokolov in una intervista sul canale “Rossija 24”.
Tu 154 – ci sono i primi testimoni ed anche una registrazione video dello schianto “E’ stata recuperata una delle scatole nere, un unità di registrazione parametrica, la quale è stata consegnata al centro di ricerca dell’Aeronautica Militare del Ministero della Difesa a Mosca. Gli esperti proprio oggi inizieranno a scaricare e interpretare i dati registrati dal sistema”, ha detto il Ministro. Il disastro del Tu-154 ha avuto luogo la mattina presto del 25 dicembre, poco dopo il decollo dall’aeroporto di Adler. A bordo c’erano 92 persone tra le quali soldati, membri dei media, l’attivista sociale Elizaveta Glinka, così come gli artisti del Complesso Accademico di Canto e Ballo dell’Esercito Russo “A.V. Aleksandrov” in volo per festeggiare il Capodanno con i membri dell’aviazione russa nella base aerea russa di Hmeymim in Siria.
Tu 154 – ci sono i primi testimoni ed anche una registrazione video dello schianto
 
26.12.2016 I Servizi di Sicurezza russi (FSB) hanno reso noto che sono stati individuati i primi testimoni oculari dello schianto del TU-154 a Sochi e che è stata recuperata anche una registrazione video. Nel comunicato stampa dell’ FSB si legge: “Al momento sono stati individuati i testimoni dello schianto dell’aereo ed a disposizione c’è anche una videoregistrazione dell’accaduto. Gli inquirenti sono al lavoro sulle testimonianze raccolte”. Nella giornata di domenica 25 dicembre dopo il decollo da Sochi si è schiantato nelle acque del Mar Nero un Tupolev 154 del Ministero della Difesa russo diretto in Siria. A bordo oltre ai membri dell’equipaggio viaggiavano i membri del gruppo canoro Aleksandrov dell’esercito russo, alcuni giornalisti e la “dottoressa Lisa” — Elizaveta Glinka. Tutti i 92 passeggeri a bordo sono morti.  Tutte le notizie sullo schianto del TU-154

Il Governo inglese vuole spiare la cronologia web dei suoi cittadini

Conosciuta come Snooper’s Charter (licenza alle intrusioni), questa legge obbliga le imprese a coadiuvare i servizi di sicurezza a vigilare sull’attività web dei cittadini
Il Parlamento britannico ha approvato il progetto di legge conosciuto come snowdenSnooper’s Charter (licenza alle intrusioni), che permetterà alle autorità inglesi di ottenere la cronologia web dei suoi cittadini.
Assordante il silenzio della cosiddetta stampa libera, quella che si indigna a comando inventando fantomatici pericoli alla libertà di espressione provenienti da strutture segrete in grado di governare il web. Mentre lascia passare leggi liberticide in un clima di sostanziale indifferenza. Avremmo pagine colme di articoli di indignazione servizi televisivi se solo questa legge fosse stata concepita ad altra latitudine.
L’intervento legislativo, che adesso attende solo l’approvazione da parte della Regina, costringerà l aziende a prestare soccorso al Governo per ottenere la cronologia web dei cittadini, accedere in tempo reale agli account e registrare per un anno intero tutte le informazioni.
Insomma, un vero e proprio programma di spionaggio di massa.
Molti osservatori critici hanno definito la Snooper’s Charter come una legge «terribile» e «pericolosa». Anche perché concede la facoltà ai servizi segreti di hackerare computer e dispositivi mobili dei cittadini.
Il programma di spionaggio fu già cercato d’introdurre da David Cameron nel 2012, ma bocciato dal Partito Liberal-Democratico con cui i Tories governavano in coalizione. Riproposto dal nuovo Primo Ministro, Theresa May, è stato già approvato da entrambe le camere del Parlamento inglese.
Leggeremo sulla nostra stampa che si auto-definisce libera, articoli di denuncia? La risposta già la conosciamo.
Fonte: teleSUR
Notizia del: 18/11/2016

Il treno Freccia passa a Carpi ma le sbarre non si abbassano

Una foto pubblicata sul gruppo facebook “Sei di Carpi se” rende l’idea del rischio che si è corso in via Remesina
treno Freccia passa a Carpi
La foto del treno pubblicata sul gruppo Sei di Carpi se da Greta Galantini
 
CARPI Un treno delle Frecce di Trenitalia è passato stamattina, lunedì 10 ottobre, sui binari di via Remesina, ma le sbarre non si sono abassate, o meglio come hanno raccontato alcuni testimoni si sono prima abbassate e poi, proprio mentre il convoglio stava per passare, si sono alzate. E solo per una coincidenza non c’è stato nessun incidente vista la frequenza di auto e pedoni immortalati nella foto pubblicata sul gruppo “Se di Carpi se“. Ora sarà necessario capire le cause del guasto, che ha messo a rischio la sicurezza di automobilisti, passanti e anche passeggeri del veloce treno, che è transitato a velocità sostenuta, certo della sicurezza del tragitto.

Il Canada esporta in Sicilia grano duro pieno di glifosato e micotossine, ma pretende uva da tavola siciliana supercontrollata!

Giulio Ambrosetti
 
I canadesi, che non si fanno alcun problema a rifilarci il grano duro zeppo di veleni, hanno preteso e ottenuto mille controlli sulla salubrità dell’uva Italia (che, detto per inciso, è una delle migliori uve da tavola del mondo!). Sono i paradossi di una Regione governata da politici dilettanti (non vogliamo pensare ad altre ipotesi…). E il bello è che l’assessore all’Agricoltura, Antonello Cracolici, si vanta pure di aver fatto controllare l’uva che verrà esportata. E sul grano duro mezzo avvelenato che arriva in Sicilia con le navi, assessore, nessun controllo?
 
 
Simpatici, i canadesi: a noi ci spediscono il grano duro pieno di glifosato (un erbicida che danneggia la nostra salute, come potete leggere qui) e di micotossine (altri veleni, come potete leggere qui) Però hanno preteso controlli severissimi prima di ricevere l’uva da tavola siciliana che, detto per inciso, è una delle migliori del mondo. Loro a noi ci possono rifilare il loro grano duro di pessima qualità pieno di sostanze nocive; noi, invece, prima di esportare i nostri prodotti agricoli, dobbiamo sottostare a regole severissime, perché i canadesi alla loro salute ci tengono!
Il bello sapete qual è? Che quel concentrato di irragionevolezza e di sfascio totale rappresentato dall’assessorato regionale all’Agricoltura della Sicilia che non fa nulla per bloccare il grano duro canadese pieno di glifosato e micotossine che arriva sulle nostre tavole si è invece attivato per fare in modo che la salute dei canadesi sia ultra tutelata!
 
Sia chiaro che, quando parliamo dello sfascio dell’assessorato regionale all’Agricoltura non ci riferiamo al personale, che in massima parte è preparato; ci riferiamo alla politica e ai dirigenti generali che, invece di fare gli interessi della Sicilia, seguono le direttive della politica (e se non fanno quello che dice l’assessore di turno vengono mandati a casa: questa è la verità sulla legge Bassanini che avrebbe dovuto ‘separare’ politica e burocrazia: legge che ha invece ‘consegnato’ l’alta burocrazia alla politica!
 
Detto questo, tornando all’uva da tavola siciliana che tornerà ad essere esportata in Canada, diciamo subito che la storia che vi stiamo raccontando dimostra, ancora una volta, che la Regione siciliana è amministrata da nessuno.
 
“Siamo nelle mani di una massa di incompetenti”, ha detto Cosimo Gioia a proposito della crisi del grano duro (come potete leggere qui): e i fatti, ancora una volta, gli danno ragione.
 
(Cosimo Gioia, per la cronaca, oltre ad essere un bravo imprenditore agricolo, è stato dirigente generale del dipartimento Agricoltura della regione ai tempi del Governo di Raffaele Lombardo: ed è stato messo alla porta perché ha provato a difendere il grano duro siciliano dalle schifezze cerealicole che arrivano dall’estero. Sacrificato dagli ‘ascari’).
 
La vicenda dell’uva da tavola siciliana è emblematica. Leggiamo assieme un comunicato stampa diramato qualche giorno fa dall’attuale assessore region ale all’Agricoltura, Antonello Cracolici:
 
“Dopo 5 anni di blocco riparte oggi da Mazzarrone l’esportazione di uva Italia in Canada con il primo carico da 20 tonnellate.”
 
Mazzarrone, importante centro agricolo del Catanese, è un’area nella quale si produce uva Italia di elevata qualità. L’altra area della Sicilia dove si produce uva Italia di prim’ordine è Canicattì e il suo circondario, in provincia di Agrigento (e anche alcune zone del Nisseno).
 
“Gli operatori del Servizio Fitosanitario (della Regione siciliana ndr) – prosegue il comunicato dell’assessore Cracolici – hanno applicato il protocollo dei controlli sul prodotto siciliano recentemente riconosciuto dalle autorità canadesi. Nel 2007, prima del blocco delle esportazioni, l’uva da tavola siciliana diretta in Canada superava le 700 tonnellate all’anno”.
 
Poi – a quanto si può dedurre – l’export siciliano di uva Italia verso il Canada è stato bloccato. Motivo: i canadesi hanno voluto fare chiarezza sulla salubrità dell’uva da tavola (in particolare, sull’uva Italia) prodotta in Sicilia.
 
“La merce – prosegue il comunicato – è stata sottoposta ad un esame integrato con le verifiche di qualità adottate dalle aziende produttrici, sotto la supervisione del Servizio Fitosanitario regionale che sta lavorando anche all’applicazione di un protocollo sanitario per avviare l’esportazione in Canada di albicocche, ciliegie, pesche, susine e kiwi. Le procedure di controllo sui prodotti concordate con i Paesi importatori sono già state applicate con successo anche per l’arancia rossa diretta in Giappone e in Cina. Il Servizio Fitosanitario regionale ha un ruolo strategico per favorire l’export dei prodotti siciliani nel mondo perché ha tra le sue funzioni anche quella di armonizzare le disposizioni sui controlli sanitari dei prodotti tra paesi importatori ed esportatori”.
 
Come potete notare, la Regione siciliana è dotata di un Servizio Fitosanitario che è perfettamente in grado di valutare se un prodotto agricolo – in questo caso l’uva Italia – può essere esportato perché privo di residui di pesticidi dannosi per la salute umana.
 
La cosa assurda è che questo Servizio Fitosanitario della Regione funziona per i prodotti agricoli siciliani che debbono essere esportati, ma non funziona per controllare i prodotti agricoli che arrivano in Sicilia dal Canada, dal Nord Africa, dal Sud Africa, dall’Asia, dalla Cina e via continuando.
 
Questo Servizio Fitosanitario della Regione non si occupa di controllare i prodotti agricoli che arrivano in Sicilia dal resto del mondo non per responsabilità di chi vi lavora (cioè del personale), ma perché la politica siciliana non ha interesse a tutelare la salute dei siciliani. E infatti nella nostra Isola arrivano le schifezze da mezzo mondo.
 
Il caso del grano duro che arriva dal Canada pieno di glifosato e di micotossine è eclatante, visto che queste sostanze dannosissime per la nostra salute (e responsabili, a lungo andare, di malattie gravi) finiscono sotto forma di pasta, pane, pizze, semola, farine, biscotti, dolci e via continuando sulle nostre tavole.
 
Ma c’è la frutta estiva che arriva dall’Africa (Dio solo sa che pesticidi usano le multinazionali che si sono impossessate dei terreni dell’Africa, usufruendo di un costo del lavoro irrisorio rispetto ai costi del lavoro in agricoltura del nostro Paese); c’è l’ortofrutta cinese e asiatica (non vi raccontiamo cosa combinano i cinesi con la passata di pomodoro, perché sennò smettereste di utilizzare passata di pomodoro acquistata nei supermercati per i prossimi trent’anni…).
 
Questi prodotti agricoli che arrivano in Sicilia non solo sono senza controlli, non solo mettono a repentaglio la nostra salute, ma ammazzano la nostra agricoltura: succede con il grano duro siciliano (quest’anno il prezzo di questo prodotto è precipitato a 14 centesimi al chilogrammo: tenete conto che, per riprendere le spese gli agricoltori siciliani e, in generale, del Sud Italia, dovrebbero vendere un chilogramnmo di grano duro 24 centesimi); succede con gli ortaggi; succede con la frutta.
 
Una vergogna avallata dall’Unione Europea dell’Euro e da un dannosissimo Parlamento Europeo dal quale, per protesta la Sicilia – se fosse una Regione seria – dovrebbe ritirare la delegazione parlamentare. Unione Europea dell’Euro e Parlamento Europeo stanno distruggendo l’agricoltura del Sud Italia e, in particolare, l’agricoltura siciliana.
 
Aiutati – per ciò che riguarda la Sicilia – dall’attuale Governo della Regione: in particolare, dall’assessorato all’Agricoltura che tutela la salute dei canadesi e non fa nulla per tutelare la salute dei Siciliani!
 
Ultima ‘chicca’. Dovete sapere, cari lettori di Time Sicilia, che i produttori di uva Italia di Canicattì e di Mazzarrone (e di altri piccoli centri della nostra Isola) sono tra i più bravi al mondo. Forse non esageriamo a definirli i più bravi del mondo. E sapete perché? Perché, da sempre, utilizzano in modo rigoroso e scientifico i pesticidi.
 
L’uva da tavola biologica, senza pesticidi, è un sogno. Ammesso che si possa produrre, costerebbe una barca di soldi. Per l’uva da tavola, piaccia o no, bisogna utilizzare i pesticidi. Ma bisogna saperli utilizzare. Facendo in modo che non rimangano residui dannosi per la salute umana. E in questo gli agricoltori di Canicattì, di Mazzarrone e centri vicini sono bravissimi. Non a caso l’uva Italia di questi centri della Sicilia si esporta in mezzo mondo.
 
Sapete qual è il paradosso? Che, a parte nei centri di produzione, trovare l’uva Italia di Canicattì e Mazzarrone in Sicilia è difficile. Se non ci credete, fatevi un giro per i supermercati. Troverete – questo è proprio il periodo dell’uva da tavola – altre uve. Ma difficilmente troverete quella di Canicattì e Mazzarrone.
 
E allora che uva da tavola mangiano, in tanti casi, i Siciliani? Qui arriva il bello.
 
L’uva da tavola coltivata nel Nord Africa (Egitto, Tunisia, Marocco) – guarda che caso! – matura nel periodo in cui matura quella siciliana.
 
Provate a leggere da dove arriva l’uva da tavola nei supermercati: nella stragrande maggioranza dei casi non c’è alcuna informazione. Perché le multinazionali sono contrarie alla ‘tracciabilità’ (l’indicazione di provenienza di un prodotto agricolo e informazioni sulle tecniche agronomiche e sulle metodologie seguite per conservare i prodotti).
 
Quindi troverete uva da tavola senza alcuna indicazione sulla provenienza. Arriva dal Nord Africa? Com’è stata coltivata? Che pesticidi hanno utilizzato? Come è stata conservata?
 
Buon appetito!
 

SPUTNIK ! SOUVENONS NOUS …

# LUCMICHEL .NET/

SOUVENONS-NOUS :

LE 4 OCTOBRE 1957 SPUTNIK ETAIT MIS EN ORBITE PAR L’URSS !

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Premier satellite dans l’espace et souvenir d’un autre monde

Premier round dans la course à l’Espace perdu par le camps impérialiste …

Je me souviens de cet autre monde

Où l’Oncle Sam avait perdu la guerre au Vietnam

Où des villes combattantes disparues s’appelaient Leningrad ou Stalingrad

Où une Armée populaire allemande dénonçait le fascisme et le militarisme

Où des mondes perdus s’appelaient URSS, DDR ou Yougoslavie …

« Le futur appartiendra à celui qui aura la mémoire la plus longue » disait avec raison le prophète Nietzsche.

N’oublions pas, n’oublions jamais !

L’Histoire n’est pas finie

Une bataille perdue n’est pas une guerre terminée …

Ce monde triste, gris et froid, où l’or a figé l’humain, où le profit a écarté la solidarité et l’honneur, n’est pas le mien !!!

Luc MICHEL

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