ALDO MORO NON ERA INSIEME ALLA SCORTA TRUCIDATA

https://www.maurizioblondet.it/aldo-moro-non-era-insieme-alla-scorta-trucidata/?utm_medium=push&utm_source=onesignal

   16 Marzo 2020  

(mb. importantissima ricostruzione:  dalle lettere, si intuisce che  Moro non sapeva la fine tragica dei suoi agenti)

IL GEN. LAPORTA: ALDO MORO NON ERA A VIA FANI IL 16 MARZO 1978.

16 Marzo 2020 Pubblicato da  1

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, oggi, 16 marzo, ricorrenza del rapimento di Aldo Moro e della strage della scorta a via Fani, il generale Piero Laporta ci fa il regalo di una ricostruzione di ciò che accadde quel giorno, tanto clamorosa nelle sue conseguenze quanto realistica e dettagliata. Buona lettura. 

§§§

Questo articolo lo dedico a quanti erigono immagini del presidente Aldo Moro con l’Unità in tasca e ai sedicenti esperti, ricercatori e registi, seminatori di falsità.

Costoro insultano consapevolmente la sua memoria e la sua dignità. Aldo Moro fu sinceramente e lealmente democristiano, atlantico, fedele alla Costituzione e vocato a cercare la collaborazione fra l’Italia, i suoi grandi gruppi industriali (come la Fiat) il Partito Comunista Italiano, il Dipartimento di Stato, l’Europa e il Medio oriente. Fu tradito da tutti, anche da quanti si dissero favorevoli alla trattativa. Fu una cinica commedia. Il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti.

Aldo Moro non è stato rapito in via Fani, il 16 marzo 1978, alle ore 09.02, com’è stato sempre raccontato dagli uomini dello Stato, dagli investigatori, dai magistrati, dai politici, dalla stampa e dalla tivvù. Ce lo assicura lo stesso presidente Aldo Moro. Vediamo come.

In via Fani furono rinvenuti 91 bossoli, 49 dei quali d’una sola arma, d’un tiratore mai identificato, d’altissima perizia, peculiare a militari delle forze speciali, «un gioiello di perfezione», secondo un testimone, intervistato da “Repubblica” il 18 marzo 1978.

91 bossoli, 42 dei quali sparati dai rimanenti sei brigatisti. A detta di Valerio Morucci, «l’unica prova dell’azione era stata compiuta nella villa di Velletri». Ammesso che abbiano sparato, impossibile che abbiano acquisito perizia da tiratori, neppure lontanamente accostabile a quella del professionista. I brigatisti sono assassini buoni a sparare alle spalle di vittime inermi a brevissima distanza, niente di più.

Il presidente Aldo Moro, come si sa, sarebbe uscito indenne dalla tempesta di fuoco, quindi rapito e trasportato sull’auto che poi l’avrebbe portato alla “prigione del popolo”.

I suoi assassini potevano permettersi un ostaggio ferito? No, perché sarebbe diventato un problema logistico d’asperrima gestione.  I suoi assassini potevano permettersi di uccidere, sia pure casualmente, il presidente Aldo Moro? No, perché tutta la finzione successiva, ruotata intorno a una “finta trattativa” – e dimostreremo che fu una finzione – non sarebbe rimasta in piedi. Aldo Moro doveva dunque essere rapito incolume. Perché la sua incolumità fosse certa, egli non doveva essere sulla scena della strage.

Per capirci circa l’impossibilità di garantire l’incolumità di Aldo Moro, mentre i sette assassini sparavano:  supponete di impugnare una pistola e mirare a un bersaglio posto a 2 metri e mezzo da voi. Sparate dal fianco, senza mirare, confidando proprio sulla prossimità del bersaglio, esattamente come fecero i sette assassini. Se la vostra pistola o la mitraglietta, nel momento in cui sparate, devia di solo 4 centimetri, il colpo sul bersaglio è deviato di mezzo metro. Quattro centimetri sono nulla per un tiratore non addestrato. Se poi i centimetri fossero sei, solo due in più, perché il primo colpo vi ha spostato la mano, la deviazione finale sarebbe di 75 centimetri. D’altronde anche il precisissimo tiratore professionista, che spara senza minima dispersione, nulla potrebbe fare se l’ostaggio, come sarebbe naturale, si muovesse scompostamente e improvvisamente, ponendosi sulla traiettoria dei suoi colpi. Insomma, il presidente Aldo Moro, incolume, a via Fani non c’era.

Da tutte le lettere che Aldo Moro ha scritto, quelle fatteci ritrovare, risalta la totale assenza di interesse per la sorte della scorta. Non una sillaba viene spesa da Aldo Moro. Questo dettaglio fu utilizzato da eminenti esperti per assicurare che Aldo Moro aveva scritto quelle lettere sotto dettatura, dunque non era più lui.

In realtà tale assenza di interesse per la morte dei cinque sventurati sarebbe inspiegabile per chi ha conosciuto Aldo Moro, un cattolico profondamente credente, d’assoluta bontà, compassionevole come un vero cattolico deve essere.

Aldo Moro, riferendosi alla scorta, scrisse solo che era stata inadeguata, nient’altro. Aveva ragione di scrivere così. Egli era infatti ignaro della sorte della scorta, sebbene fosse del tutto consapevole che essi si erano lasciati ingannare da chi lo aveva “prelevato”.

Nel libro “Aldo Moro, Ultimi Scritti, 16 marzo -9 maggio 1978”, a cura di Eugenio Tassini, ed. Piemme, 1998, a pagina 13, nella lettera a Francesco Cossiga, diffusa il 29 maggio 1978, Aldo Moro scrive:

«Benché non sappia nulla né del modo né di quanto accaduto dopo il mio prelevamento, è fuori discussione – mi è stato detto con tutta chiarezza – che sono considerato un prigioniero politico…» E più avanti continua, riferendosi a questo brano: «Soprattutto questa ragione di Stato nel mio caso significa, riprendendo lo spunto accennato innanzi sulla mia attuale condizione, che io mi trovo sotto un dominio pieno e incontrollato…»

….

A pagina 159 dello stesso libro, Aldo Moro fornisce la chiave di quanto accaduto, con un messaggio tanto inequivocabile quanto terribile, in una forma del tutto morbida, com’è nel suo stile.

Quando conclude la lunga lettera, scritta all’adorata moglie, nel giorno della Santa Pasqua, il 27 marzo 1978, butta lì alcune raccomandazioni, apparentemente inoffensive: «Ed ora alcune cose pratiche. Ho lasciato lo stipendio al solito posto. C’è da ritirare una camicia in lavanderia.

Data la gravidanza e il misero stipendio del marito, aiuta un po’ Anna. Puoi prelevare per questa necessità da qualche assegno firmato e non riscosso che Rana potrà aiutarti a realizzare. Spero che, mancando io, Anna ti porti i fiori di giunchiglie per il giorno delle nozze» e poi arriva il punto esplosivo «Sempre tramite Rana, bisognerebbe cercare di raccogliere cinque borse che erano in macchina. Niente di politico ma tutte attività correnti, rimaste a giacere nel corso della crisi. C’erano anche vari indumenti di viaggio».

Aldo Moro è quindi convinto che l’auto su cui ha viaggiato, quel mattino sicuramente sino alla chiesa di Santa Chiara, sia giunta a destinazione, senza di lui ma con le sue borse e quindi con la scorta in buona salute. Tutte le mattine Aldo Moro, scendendo dalla sua abitazione di via Cortina D’Ampezzo, si fermava alle otto e trenta alla chiesa di Santa Chiara, per una breve preghiera prima di dirigersi al lavoro.

Aldo Moro ha quindi visto coi suoi occhi la sua scorta andare via, portandosi le sue borse e i suoi indumenti di viaggio e chiede alla moglie di recuperarli.

Fin qui i fatti. Ora andiamo alle deduzioni.

Aldo Moro è stato allontanato dalla sua scorta. Questo può essere avvenuto solo per opera d’un drappello di carabinieri o poliziotti (finti o veri non sta a noi dirlo) comandati da un ufficiale ben noto al capo scorta, Oreste Leonardi, il quale mai avrebbe abbandonato il suo Presidente in mani sconosciute.

«Signor Presidente, mezz’ora fa Radio Città futura ha annunciato il suo rapimento» quindi rivolgendosi anche a Leonardi, il delinquente in uniforme avrebbe potuto aggiungere: «Abbiamo quindi pensato a un piano diversivo. Lei, signor Presidente, potrebbe venire con noi con auto blindata e scorta adeguata. Tu, Leonardi fai il tragitto prestabilito. All’incrocio fra via Fani e via Stresa troverai dei nostri in uniforme dell’Alitalia. Rallentate e fatevi riconoscere. Anzi, per evitare equivoci, perché non so bene da quale reparto arrivino, mettete le mitragliette nel portabagagli, caso mai le tirate fuori dopo. Ci vediamo in Parlamento».

In Parlamento, dove Aldo Moro pensava che la sua scorta fosse giunta indenne e con le sue cinque borse, gabbata dai rapitori veri, quelli che lo avevano “prelevato”, com’egli scrive a Cossiga. Una scorta inadeguata, dopo tutto, ha ragione Aldo Moro di lamentarsene. Come dite? Potevano telefonare al comando per sincerarsi che tutto fosse regolare? Non c’erano cellulari e quel mattino la SIP ebbe un’avaria; tutte le comunicazioni telefoniche erano bloccate. E’ verosimile che a Leonardi fosse consegnato un ordine scritto autentico nella sua falsità. Il resto è noto? Non è detto. Aldo Moro non poteva tornare vivo dalla prigionia, altrimenti avrebbe testimoniato, e sarebbero saltati tutti a cominciare dai fautori della linea intransigente della DC e del PCI, oltre ai fedeli servitori dello Stato prestatisi a questa porcheria. La trattativa aveva dunque un unico sbocco possibile: la morte di Aldo Moro, non la trattativa.

I suoi assassini, i pochi individuati, fanno una vita agiata.

Piero Laporta

Tagli da morire, è la cura Renzi per la Sanità

https://ilmanifesto.it/tagli-da-morire-e-la-cura-renzi-per-la-sanita/?fbclid=IwAR1gLfjwvFSOV-mRfU6tWEms0Jkwj4aQjPV0LtfDyArifqAbEDsj_sqPJ5U

manifesto

Welfare. Il 18° rapporto Pit Salute dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva accusa. Aumentano i ticket e i rifiuti delle prestazioni, difficoltà di accesso ai farmaci. Per una Tac attesa fino a 13 mesi

Liste di attesa in aumento, ticket gravosi, assistenza territoriale in affanno, servizi per la salute mentale in crisi. Ritratto della sanità italiana al tempo del governo Renzi che ha rinunciato all’incremento del fondo sanitario di due miliardi previsto dal decreto enti locali approvato solo tre mesi fa e ha approvato il decreto sull’appropriatezza che riduce le prestazioni del sistema sanitario nazionale. La 18° edizione del rapporto Puit-Salute «Sanità pubblica, accesso privato», presentato ieri a Roma dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva descrive un mondo angosciante: quello della sanità che sarà tagliata per 2,35 miliardi quest’anno, 1,33 miliardi saranno i tagli sull’acquisto di beni e servizi e dispositivi medici. Il resto delle risorse dovrebbero derivare dalla stretta su 180 prestazioni di specialistica ambulatoriale (in totale sono 1.700): tac, risonanze magnetiche agli arti e alla colonna, test di colesterolo e trigliceridi, medicina nucleare, dialisi, test di genetica e allergologici, odontoiatria. Inoltre con il decreto 78, approvato il 4 agosto scorso, nei prossimi anni si attendono 4 miliardi alle regioni programmati dal governo Renzi con la legge di Stabilità del 2015.

«I costi saranno spostati ancora una volta sulle famiglie – sostiene Tonino Aceti coordinatore del tribunale per i diritti del malato/cittadinanzattiva – Il Servizio sanitario nazionale è considerato sacrificabile come i diritti. Con il Ddl sulla responsabilità professionale e la conseguente inversione dell’onere della prova sul cittadino, sarà ancora più complicato avere accesso al diritto al risarcimento del danno subito, scaricando sul soggetto più fragile il peso di dovere dimostrare la dinamica dei fatti pur sapendo che non ha gli strumenti per farlo». Dal punto di vista dei cittadini, e dei malati, questa è la conseguenza dell’austerità praticata dal governo Renzi sulla vita realmente vissuta. Non quella che si nutre di annunci e spopola sul twitter dello spaghetto-liberismo.

Il rapporto sostiene che dal 2013 è aumentata la difficoltà di accedeere alle prestazioni sanitarie. Per un’ecografia si aspetta fino a nove mesi, tempi insostenibili anche per esami delicati come risonanze magnetiche e Tac. Alle sedi nazionali e locali del tribunale per i diritti del malato sono aumentate le segnalazioni sui tempi delle liste d’attesa aumentati del 58,4% in un anno. L’aumento contestuale dei ticket del 31,4% corrisponde alle tasse sulla salute pagate dalla popolazione per garantire alle regioni la chiusura dei bilanci sempre più in sofferenza.

I ticket rappresentano un «ostacolo all’accesso alle prestazioni: un peso sempre più insostenibile per i redditi delle famiglie, nonché un paradosso del Servizio pubblico che respinge i cittadini e li indirizza verso il privato o l’intramoenia, talvolta persino più convenienti per costi o per attese». Per il 2014, il 42% segnala problemi legati ai costi elevati e agli aumenti dei ticket per diagnostica e specialistica. Il 29,3% delle segnalazioni evidenzia difficoltà a ottenere informazioni corrette e complete sulle esenzioni dal pagamento della compartecipazione alla spesa sanitaria; il 17,8% (12,9% nel 2013) segnala invece che esistono prestazioni troppo care, e troppo numerose, non oggetto di esenzione.

Sempre più critica la situazione degli ospedali alle prese con la riduzione dei servizi e del personale. I problemi di ritardi riscontrati per le visite specialistiche o esami di diagnostica, oggi sono il pane quotidiano degli ambulatori. Tutto è causato dai tagli agli acquisti dei macchinari, dalla mancanza dei fondi per il personale, l’acquisto di un macchinario. Altro aspetto inquietante: crescono le segnalazioni sui rifiuti dei medici di base di effettuare visite a domicilio. I dinieghi sono passati dal 23,3% del 2013 al 28,3% del 2014, i rifiuti di effettuare prescrizioni da parte del medico di medicina generale dal 17,8% del 2013 al 24,5% del 2014. Negati anche i ricoveri, a volte ritenuti «non necessari perché la prestazione può essere erogata dai servizi territoriali, che non sono sempre in grado di offrirli». Molto più spesso i rifiuti sono causati dai tagli ai servizi che producono «mancanza posti letto, chiusura reparti, accorpamenti presidi, scarso personale». Il 31,7% sulle oltre 24 mila segnalazioni ricevute dal tribunale sostiene di avere incassato un diniego all’accesso alle proprie informazioni cliniche, cartella clinica e referti. In altre parole, i tagli alla sanità producono anche il rifiuto delle prestazioni.

Il Rapporto Pit Salute «descrive un sistema sanitario sempre più in affanno che non riesce a garantire il diritto alla salute. Le responsabilità del governo sono evidenti e frutto di una chiara scelta politica» Una realtà alla deriva» commentano i parlamentari del Movimento 5 stelle in Commissione Affari sociali della Camera.

Coronavirus, L’Espresso: “Salta fornitura di 4 milioni di mascherine. Regione Lombardia ha sbagliato ordine”. Pd e M5s: “Assurdo”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/05/coronavirus-lespresso-salta-fornitura-di-4-milioni-di-mascherine-regione-lombardia-ha-sbagliato-ordine-pd-e-m5s-assurdo/5727199/

Coronavirus, L’Espresso: “Salta fornitura di 4 milioni di mascherine. Regione Lombardia ha sbagliato ordine”. Pd e M5s: “Assurdo”

Secondo la versione ufficiale, il “fornitore non è stato in grado di adempiere agli obblighi assunti”. Ma il settimanale cita fonti della Protezione civile secondo le quali la Regione, volendo gestire la crisi direttamente, ha inviato le richieste di acquisto ad aziende che da tempo non fabbricano o importano più i prodotti richiesti. L’assessore Caparini: “La Protezione Civile sta raggiungendo un accordo con uno Stato straniero”. L’attacco dei dem e dei 5 stelle. Il Carroccio: “Sciacallaggio”

Gallera: “Città vuote rispetto a domenica scorsa. Oggi 252 decessi, 25 in più in terapia intensiva”

Un errore della Regione Lombardia ha fatto perdere 15 giorni di tempo nella lotta al contagio del coronavirus. Lo sostiene il settimanale l’Espresso, che in un articolo di Fabrizio Gatti racconta la fornitura di quattro milioni di mascherine annunciata dal governatore Attilio Fontana al momento non sia ancora arrivata. La distribuzione di quelle mascherine era stata garantita entro giovedì 27 febbraio ma l’ordine è stato annullato lunedì 2 marzo. Secondo la versione ufficiale, il “fornitore non è stato in grado di adempiere agli obblighi assunti“. In realtà il settimanale cita fonti della Protezione civile secondo le quali la Regione, volendo gestire la crisi direttamente senza passare dal governo centrale, ha scelto le ditte produttrici non consultando gli elenchi dalle prefetture lombarde. In questo modo le domande di acquisto sono state inviate ad aziende che da tempo non fabbricano o importano più i prodotti richiesti.

“L’ordine di quattro milioni di mascherine è stato annullato lunedì scorso dalla centrale di committenza regionale. in quanto il fornitore non è stato in grado di adempiere agli obblighi assunti. Sono stati perfezionati ulteriori ordini con una serie di altri fornitori per i quantitativi di mascherine necessari. L’acquisizione dei dispositivi sta avvenendo presso diversi operatori economici e, alla data di lunedì, abbiamo già ricevuto e distribuito 57.440 mascherine tipo FFP2; 22.620 tipo FFP3 e 496.600 chirurgiche“, ha fatto sapere l’ufficio del governatore lombardo all’Espresso. La precedenza nella distribuzione delle mascherine già acquistate va ovviamente ad ospedali e ai reparti di terapia intensiva. Risultato? Nella regione più colpita dal virus, i medici di famiglia e quelli delle guardie mediche – cioè chi fa spesso la prima diagnosi – non hanno ancora avuto in gran parte le mascherine necessarie a lavorare.

 Gallera: mascherine non idonee sono…

 

“La Protezione Civile sta raggiungendo un accordo con uno Stato straniero per l’approvvigionamento di alcuni milioni di mascherine”, ha assicurato l’assessore al Bilancio di Regione Lombardia Davide Caparini nel corso della consueta conferenza stampa sull’emergenza . “Questa situazione è intollerabile”, protesta però Paola Pedrini, segretaria lombarda della Federazione italiana medici di famiglia: “Vogliamo risposte chiare e provvedimenti efficaci, non possiamo continuare a mettere a repentaglio la salute nostra e dei nostri assistiti per inadempienze da parte di chi, invece, dovrebbe tutelare la salute di tutti. La situazione è tanto più drammatica se si tiene conto del rischio di contrarre la patologia non solo per i medici di medicina generale, che rimangono i primi interlocutori per i pazienti, ma anche e soprattutto per gli assistiti più fragili con cui vengono a contatto quotidianamente. Nelle province dove la fornitura è avvenuta, i numeri non sono neanche lontanamente sufficienti a garantire le attività cliniche in sicurezza dei colleghi”.

La vicenda ha ovviamente infiammato anche la polemica politica. “Mentre si elogiano medici ed infermieri chi dovrebbe tutelarli non è in grado di gestire un bando di gara! È evidente che la Giunta non aveva per niente programmato un’azione di intervento mirata e ben calibrata sulla possibile dichiarazione di emergenza e sulla gestione medico-ospedaliere in ordine alla diffusione del contagio. Tutto questo è davvero assurdo, la Giunta lombarda gestisce la Sanità come se fosse un’attività qualsiasi e non come un servizio essenziale per la salute dei propri cittadini”, dice Marco Fumagalli, capogruppo del M5s al Pirellone. “Un errore che ha fatto perdere 15 giorni di tempo fondamentali per combattere il virus e di cui ora chiediamo conto. Non è accettabile che coloro che sono in prima linea nell’affrontare l’emergenza siano lasciati soli”, attaccano i consiglieri del Pd in Lombardia Gianni Girelli e Pietro Bussolati. Ai quali replica Roberto Anelli, capogruppo della Lega al Pirellone: “Non c’è limite al peggio. I professionisti dello sciacallaggio politico non perdono occasione, neppure in un’emergenza così grande, per montare inutili polemiche sulla pelle di chi da 14 ormai giorni lavora incessantemente per contrastare l’emergenza coronavirus”.

BERLINO KAPUTT (e sono stati gli americani, di nuovo)

https://www.maurizioblondet.it/berlino-kaputt-e-sono-stati-gli-americani-di-nuovo/?utm_medium=push&utm_source=onesignal

La Germania che  di colpo stacca un assegno da 550 miliardi,  e si rimangia il decennio di politica economica “zero null” di Schauble e di Merkel? “La decisione di stampare  550 miliardi è etero diretta”.   “Due giorni fa la Merkel è stata avvertita della fine del suo mandato e dall’incarico”.E da chi? Sentite questa ipotesi straordinaria: sono stati gli americani.

“Il contingente [di Europe Defender 2020]  si trova sul territorio tedesco e di fatto ha esautorato il governo”.

Il generale comandante dell’esercitazione si è avvalso delle clausole  di armistizio del 1945,  con la resa incondizionata della Germania.  Infatti,

“La Germania perdente dopo la fine della guerra si dotò di una Costituzione temporanea ovviamente scritta dagli americani e dai russi. Doveva restare vigente per un breve periodo poi la Germania avrebbe dovuto Indire un’assemblea Costituente e darsi una vera e propria Costituzione cosa che non fece mai.

Doveva restare vigente per un breve periodo poi la Germania avrebbe dovuto Indire un’assemblea Costituente e darsi una vera e propria Costituzione cosa che non fece mai. infatti la Germania non è uno stato Ma allo stato attuale alla forma in diritto di una Confederazione di Lander.  Giuridicamente non possiede il titolo di Stato né tantomeno di nazione e quindi tra le altre cose non avrebbe potuto aderire all’Unione Europea e siglare Patti”

E  guarda caso, il comandante generale dell’esercitazione “Europe Defender 2020”, General Christopher Cavoli,   è  probabilmente stato esposto  al coronavirus   (dopotutto  “il generale italiano dello stato maggiore Salvatore Farina ha contratto il virus, dice Reuters”)  e quindi non può tornare subito in USA, causa le misure dettate da Trump. Resterà qui per un po’, a fare la quarantena. In  Germania.  Con le sue truppe.

L’impero del quarto Reich tedesco ha esalato l’ultimo respiro e con esso Verrà giù un bel po’ di roba marcia”

Questa ricostruzione non è mia. Viene da una twitterista con intuizioni eccezionali, che  conosco solo dal suo pseudo:

Valeria KindQ

@VNotKind

Una che il Deep State non lo regge proprio!

Non so su cosa ella basi la sua ricostruzione, se su informazioni riservate a lei accessibili o pura (e  geniale) immaginazione  politica.  Né io ho la minima informazione aggiuntiva che confermi questa ricostruzione di ValeriaKindQ.  Salvo una: la sua plausibilità.

Nel momento in cui la Federal Reserve, ben conscia del collasso imminente di tutto il sistema occidentale basato sul dollaro, annunciava l’iniezione di 1500 MILIARDI di dollari dal nulla,  la Lagarde con la sua frasetta sugli spread italiani ha fatto crollare   tutte le borse europee, del  -16, del -14%.  Non c’era tempo da perdere; la banca centrale europea stava per far collassare  il sistema, e proprio nel momento in cui la Cina giganteggia di nuovo: uscita dall’epidemia, manda “aiuti”  e soccorsi  all’Italia che l’Europa ha abbandonato.

Il Deep State americano,  con fulminea capacità di decisione, ha esautorato la Merkel per salvare il salvabile. I due  ministri tedeschi Scholz e Altmaier   l’hanno palesemente sostituita quando hanno annunciato i  550 miliardi,  e aiuti di Stato “illimitati”  alle aziende, e ri-nazionalizzazioni di processi produttivi strategici;  hanno  seppellito trent’anni di dottrina politica fasulla  Schauble-Merkel.  E Scholz  è quello che, giorni fa, ha rifiutato di dare la mano alla Cancelliera, con la scusa del coronavirus.

Sono i curatori fallimentari per conto dell’America. E se davvero “l’America” l’ha fatto facendo valere le  clausole dell’armistizio  del’45 ,  è veramente la disfatta dal Quarto Reich UE. La Germania è tornata  alla casella del ’45, firma di nuovo la resa, dopo aver di nuovo ridotto l’Europa in macerie.

Che le cose stiano così, lo conferma  il tweet di Donald, che Bagnai ritwitta  :

Donald J. Trump

 

@realDonaldTrump

THE UNITED STATES LOVES ITALY!

Video incorporato

 

“Il crepuscolo dei Babbei” (cit.)

Se  le cose stanno  così, la disfatta è  anche quella del governicchio italiano, di Conte, di Gualtieri,  di Mattarella,  di Visco e di Zingaretti, di tutti coloro che, nel deep state italiota, stanno al potere  solo  in quanto servi della UE. La UE “di prima”, che non c ‘è più.

Non è, sia chiaro, un Crepuscolo degli dei. E’ il Crepuscolo dei Babbei, come titola gongolante  Alberto Bagnai su goofynomics.

(Qui, da leggere: https://goofynomics.blogspot.com/2020/03/il-crepuscolo-dei-babbei.html)

Babbei perché proprio lui, il senatore dell’opposizione, aveva suggerito in parlamento, giorni fa, “di fronte a un’aula semideserta, quale fosse la strategia più corretta da seguire e perché l’emergenza offrisse una opportunità tattica:”.

Fate un deficit  del 7 per cento, promettendo che negli anni seguenti diminuite il deficit di mezzo punto, fino a  tornare al 3 per centro sacro. Quel che ha fatto per anni la Francia. L’epidemia e  il blocco economico che ne consegue vi danno l’opportunità di farlo, vincendo le resistenze di Bruxelles”.

Era il regalo di un successo politico, quello che Bagnai offriva ai piddini. I piddini non hanno voluto. Per viltà.

Scrive il senatore: “I piddini, in riunione, non volevano saperne: “Non possiamo dare al Governo l’impegno a fare qualsiasi cosa sia necessaria, non possiamo rilasciare deleghe in bianco… Noi, come al solito, imbecilli subalterni”. Ed in braghe di tela, obbedienti a un Reich che non esiste più. Per stupidità. Per mancanza di palle. Per incapacità previsionale. E  peggio.

E questo peggio, ben lo delinea Bagnai: “La débâcle cui stiamo assistendo non è solo la sconfitta di un governante dissimulatore, narcisista e accentratore, che diffidente come un imperatore della decadenza affastella sulla propria scrivania tutte le pratiche per non risolverne nessuna; non è solo la rotta di una maggioranza variegata e incompetente, incapace di decisione perché incapace di visione; ma è anche e ahimè soprattutto la rovinosa disfatta del deep state italiano, di quel cordone sanitario di civil servant di alto bordo posti dal potere a perimetro e custodia dei politici, il tracollo di quegli uomini che effettivamente sono, anche quando non lo rivendicano con amabile alterigia, il potere”.

Quello è il vero peggio: l’incompetenza dei tecnocrati, lo scadimento dell’apparato burocratico e  dei grand commis che una volta  assistevano i politici (i politici passano, loro restano), ne traducevano la raffazzonata ed approssimativa volontà politica in testi legislativi corretti e coordinati con il quadro legislativo storico, ne scongiuravano con consigli discreti dietro le quinte, gli errori.

Questa classe non esiste più.  I suoi stipendioni li  prendono gente come Ignazio Visco: prototipo del tecnocrate incompetente e, proprio per questo, servile: verso il Quirinale, verso Bruxelles, verso la Merkel, verso la Lagarde  – verso qualunque donnetta tra Francoforte e Berlino.

“Dove sono i capi ufficio legislativo competenti, i capi di gabinetto callidi e lungimiranti, le segreterie tecniche agguerrite e reattive di una volta?”, chiede Bagnai.

Trent’anni di “nomine”  piddine a questi posti, hanno fatto scomparire questa classe assolutamente necessaria, i sapienti degli “arcana imperi”  in nome di quella continuità che è la patria. Sostituendoli con gente del partito e vicina al partito, magistrati di area, incompetenti  ma “europeisti”  e fedeli – esattamente come sono incompetenti i Gualtieri e i Mattarella.

E questa è una tragedia. Ha ragione Bagnai a preoccuparsi, perché  l’assenza dei “capi di gabinetto callidi e lungimiranti”  danneggerà anche il governo dell’attuale opposizione. Quando sarà.

La secessione di fatto più vicina

Per ora, il gigantesco 550 miliardi di Scholz & Altmaier rispetto ai (forse) 27 di Conte §  Gualtieri,  avrà un ovvio effetto: che il Nord ferito e impoverito dal coronavirus graviterà ancor più verso la Germania  economica e industriale –mentre il Sud arretrerà ancor più verso il reddito di cittadinanza permanente,  senza studiare né lavorare  quindi primitivizzandosi intellettualmente, riducendosi culturalmente al Neanderthal, perdendosi anche questa ulteriore rivoluzione produttiva che si annuncia con gli aiuto di Stato tedeschi.

Il fato che Fontana abbia assunto, per gestire l’emergenza in Lombardia, quel Bertolaso da tutti invocato e che i piddini non hanno voluto, è un chiaro sintomo del futuro.

Questo è ciò che ha ottenuto il  governo piddino per servile timore di  sforare il deficit dettato dal Reich.

Se la ricostruzione è vera, certo ci saranno conseguenze  malvage  per i rapporti europei con la Russia. Gli “americani”  ci venderanno il gas di scisto, i  gasdotti Est-Ovest saranno obliterati? Vediamo. Per ora ci basti questa giornata.

Diplomatici statunitensi coinvolti nella tratta di sangue umano e agenti patogeni per un programma militare segreto

https://www.maurizioblondet.it/diplomatici-statunitensi-coinvolti-nella-tratta-di-sangue-umano-e-agenti-patogeni-per-un-programma-militare-segreto/?utm_medium=push&utm_source=onesignal

(Ricordiamo anche questa scoperta  della grande giornalista Dilyana Gaytandzhieva

US diplomats involved in trafficking of human blood and pathogens for secret military program

L’ambasciata americana a Tbilisi trasporta sangue umano congelato e agenti patogeni come carico diplomatico per un programma militare USA segreto. Documenti interni, che coinvolgono diplomatici statunitensi nel trasporto e nella sperimentazione di agenti patogeni sotto copertura diplomatica, mi sono stati divulgati da addetti ai lavori georgiani. Secondo questi documenti, gli scienziati del Pentagono sono stati dispiegati nella Repubblica di Georgia e hanno ricevuto l’immunità diplomatica per la ricerca di malattie mortali e mordere gli insetti presso il Centro Lugar, il biolaboratorio del Pentagono nella capitale georgiana Tbilisi.

Questa struttura militare è solo uno dei tanti biolaboratori del Pentagono  sparsi in 25 paesi in tutto il mondo. Sono finanziati dalla Defense Threat Reduction Agency (DTRA) nell’ambito di un programma militare da 2,1 miliardi di dollari – Cooperative Biological Engagement Program (CBEP) e si trovano in paesi dell’ex Unione Sovietica come Georgia e Ucraina, Medio Oriente, Sud-est asiatico e Africa.

Il biolaboratorio del Pentagono è pesantemente sorvegliato. Tutti i passanti entro un raggio di 100 m sono filmati sebbene il biolaboratorio militare sia situato in una zona residenziale .

Le guardie di sicurezza mi avvertono che se non rispetterò, mostrerò il mio passaporto e lascerò questo posto, sarò arrestata. Anche la mia richiesta ufficiale al Centro Lugar per l’accesso alla struttura e per le interviste è stata respinta. 

Esperimenti segreti di notte

Tuttavia, torno di notte quando il laboratorio sembra funzionare ancora. Non importa quanto lontano l’aria è carica di odore di sostanze chimiche. Questo odore proveniente dal centro Lugar di notte viene soffiato dal vento nella zona residenziale. I residenti locali del quartiere di Alexeevka, dove si trova il laboratorio, si lamentano che durante la notte vengono bruciate segretamente sostanze chimiche pericolose e che i rifiuti pericolosi vengono svuotati nel fiume vicino attraverso i tubi del laboratorio.

[…]

I vicini ricordano un tragico incidente che coinvolse quattro filippini che lavoravano al Lugar Center. Due degli stranieri sono morti per un presunto avvelenamento da gas nel loro appartamento in affitto nel blocco 44 dell’insediamento di Alexeevka.

“La prima volta che hanno chiamato il servizio di emergenza ci è stato detto che avevano avvelenamento da cibo da pesce. Ma la seconda volta, quando arrivò l’ambulanza, uscì della schiuma dalla bocca. Gridavano: “Aiuto, aiuto!” Quando sono morti, li hanno portati via e hanno coperto tutto. È successo tutto qui ”, Albert Nurbekyan mostra l’appartamento sigillato dove morirono gli scienziati stranieri.

Sangue umano e agenti patogeni come carico diplomatico presso l’ambasciata degli Stati Uniti – documenti trapelati

I documenti interni e la corrispondenza tra il Ministero della Salute della Georgia e l’Ambasciata degli Stati Uniti a Tbilisi mostrano quali esperimenti sono stati condotti presso il Centro Lugar. I documenti trapelati rivelano che l’ambasciata degli Stati Uniti a Tbilisi trasporta agenti patogeni, nonché sangue umano congelato, come carico diplomatico.

Di seguito i documenti che comprovano la natura vampiresca della  “valigia diplomatica”….:  materiali deperibili conservati in ghiaccio secco;  agenti patogeni come il batterio Bartonella e suoi anticorpi, Escherichia Coli, Shigella..


Altri documenti eccezionali sono nell’articolo originale di Dylian. Qui: 

http://dilyana.bg/us-diplomats-involved-in-trafficking-of-human-blood-and-pathogens-for-secret-military-program/amp/

Coronavirus, assalto dei turisti verso le valli Olimpiche. I sindaci scrivono al prefetto: “Ci aiuti”

https://www.lastampa.it/torino/2020/03/13/news/coronavirus-assalto-dei-turisti-verso-le-valli-olimpiche-i-sindaci-scrivono-al-prefetto-ci-aiuti-lui-1.38589274?fbclid=IwAR3RMV7HcXwzRUyJ-PIgXgdcdJPSxJq_AS0A_sWothCPzDCXv420hKHruDw

Nella lettera gli amministratori chiedono il rispetto del decreto che vieta gli spostamenti: “Rischiamo di compromettere i servizi base in caso di emergenza”

TORINO. Non sono bastate le misure restrittive imposte ai cittadini dal governo con l’ultimo decreto. E anche i numerosi appelli lanciati dai sindaci delle località sciistiche dell’Alta Val di Susa sono rimasti pressoché inascoltati.

Negli ultimi giorni si è infatti registrato un considerevole aumento dei flussi di turisti nei Comuni delle montagne olimpiche, meta di villeggianti e proprietari di seconde case nonostante le limitazioni agli spostamenti previste per contenere la diffusione del coronavirus.

Una movimentazione eccessiva, che ha messo in allarme residenti ed esercenti, i cui sforzi rischiano ora di essere vanificati. Tanto più che a Sauze d’Oulx proprio ieri, giovedì 12 marzo, si è registrato il primo caso di contagio.

Da qui la scelta di Maurizio Beria d’Argentina, Presidente dell’Unione Montana Comuni Olimpici via Lattea, di rivolgersi al Prefetto di Torino per chiedere una regolamentazione del fenomeno a nome di tutti i sindaci.

«Il decreto dice che gli spostamenti sono consentiti solo per comprovati motivi di lavoro o di necessità, ovvero per motivi di salute, e che è consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non serve alcuna ulteriore interpretazione per capire che gli spostamenti da e per luoghi di villeggiatura durante i fine settimana non sono consentiti in quanto non strettamente legati ai motivi sopraccitati – si legge nel documento inviato ieri -. Per questo semplice motivo noi sindaci ci aspettiamo che nei prossimi giorni le forze dell’ordine vigilino per impedire che ciò accada. Anche per eventuali ricongiungimenti famigliari “divisi” opportunamente in due domicili, ci risulta essere un artificio per aggirare la normativa. Riteniamo che il ricongiungimento famigliare debba essere definitivo. Qualora, invece, venga data una interpretazione diversa, visti i numerosi arrivi di villeggianti dell’ultima ora a causa delle maggiori restrizioni, sarebbe opportuno fornire una spiegazione nel merito».

Un intervento, quello di Beria d’Argentina, reso necessario anche dall’esigenza di scongiurare sovraffollamenti tali da compromettere i “servizi di base richiesti in caso di emergenza” e da “aggravare la situazione sanitaria territoriale qualora con la diffusione del virus dovessero essere poste in essere misure di contenimento per una popolazione eccessiva rispetto a quella residente”, la cui età media risulta inoltre alta.

Un quadro complesso, a cui si aggiunge la preoccupazione dei sindaci per gli spostamenti quotidiani dei lavoratori transfrontalieri in arrivo dal Monginevro, dove si «registra una forte presenza turistica e non risulta attivo alcun servizio di controllo e di prevenzione».

Univoca, quindi, la richiesta di effettuare «alla frontiera, sin da subito, una verifica sistematica delle condizioni di salute di tali soggetti, in attesa che anche oltralpe vengano assunte misure adeguate al contenimento del virus».

EMERGENZE “NATURALI”, O CENT’ANNI DI CIGNI NERI?

https://fulviogrimaldi.blogspot.com/2020/03/emergenze-naturali-o-centanni-di-cigni.html

MONDOCANE

VENERDÌ 13 MARZO 2020

ITALIA ANNI VENTI, NAZIONE DISTRUTTA: MARCIA SU ROMA-DITTATURA; ITALIA 1969, FINE BOOM: PIAZZA FONTANA – LEGGE REALE; CILE 1973, GOVERNO SOCIALISTA: CARRI ARMATI-DITTATURA; ITALIA 2000 PESTE SUINA, AVIARIA, CRISI: FISCAL COMPACT- MONTI-AUSTERITY; UCRAINA 20011, ACCORDI CON LA RUSSIA: NAZISTI-COLPO DI STATO; SIRIA 2011, ASSE SIRIA-IRAQ-IRAN-LIBANO: AL QAIDA-GUERRA; GRECIA 2020, ANCORA IN VITA: INVASIONE DI “PROFUGHI” AL QAIDA-CAMPAGNA ANTI-GRECA; ITALIA 2020, ACCORDI CON VIA DELLA SETA: VIRUS, CARRI ARMATI E….

Big Pharma-OMS, storia di un matrimonio
Nuova immagine (11)

Nuova immagine (12)

Palermo due giorni fa; Cile 1973

Gendarmi di noi stessi? Costituzione sospesa? Disobbedienza civile in musica e poesia

https://www.youtube.com/watch?v=9M7iGtuJQL4

Non pianger più. Torna il diletto figlio
a la tua casa. È stanco di mentire.
Vieni; usciamo. Tempo è di rifiorire.
Troppo sei bianca: il volto è quasi un giglio.
Vieni; usciamo. Il giardino abbandonato
serba ancora per noi qualche sentiero.
Ti dirò come sia dolce il mistero
che vela certe cose del passato.
Ancóra qualche rosa è ne’ rosai,
10 ancóra qualche timida erba odora.
Ne l’abbandono il caro luogo ancóra
sorriderà, se tu sorriderai.
Ti dirò come sia dolce il sorriso
di certe cose che l’oblìo afflisse.
15 Che proveresti tu se ti fiorisse
la terra sotto i piedi, all’improvviso?
Tanto accadrà, ben che non sia d’aprile.
Usciamo. Non coprirti il capo….
.

Bisogna che tu prenda un po’ di sole,
un po’ di sole su quel viso bianco.
25 Bisogna che tu sia forte; bisogna
che tu non pensi a le cattive cose…
Se noi andiamo verso quelle rose,
io parlo piano, l’anima tua sogna.
Sogna, sogna, mia cara anima! Tutto
30 tutto sarà come al tempo lontano…

.
65 Tutto sarà come al tempo lontano.
L’anima sarà semplice com’era;
e a te verrà, quando vorrai, leggera
come vien l’acqua al cavo de la mano. 
(Gabriele D’Annunzio, “Consolazione”)

O, per chi preferisce, toni di una disobbedienza civile più radicale , ecco qua:

https://www.youtube.com/watch?v=wqVYp6lEEes

Il taglio della lingua, come nel Medioevo cristiano

Nuova immagine (13)

Anzittutto una notizia seria. Chelsea Manning, l’eroina alla base delle rivelazioni di Julian Assange e Wikileaks sui crimini Usa-Nato, ha tentato il suicidio dopo 9 anni in carcere (sette sotto Obama, due sotto Trump) per essersi rifiutata di testimoniare contro Assange davanti a un Gran Giurì segreto. E’ stata liberata, ma sempre sotto minaccia di nuovi arresti e con l’addebito di $256.000 da una pena finanziaria di $1000 per ogni giorno di quel rifiuto. Chelsea ha risposto “Piuttosto che testimoniare contro Julian, muoio”. E ha mantenuto la promessa. Ora ai suoi sostenitori, che dovrebbero essere 7,5 miliardi di umani, il pagamento di questa ghigliottina monetaria. Coronavirus; o USAvirus?

Questa notizia fa il paio, quanto alla natura dell’identità morale e psichica del regime Usa, con l’imposizione di sanzioni a chi osasse fornire all’Iran, terzo paese per numero di contagiati virus (e pour cause!), farmaci e dispositivi per combattere la diffusione del Coronavirus nel paese già massacrato dalle più feroci sanzioni in atto nel mondo.

Nuova immagine (14)

Colonna Nato a Pescara, ieri

Italia, laboratorio dell’evoluzione capitalista. Europa laboratorio della guerra alla Russia

Nuova immagine (15)

Militari Usa in navigazione e marcia per “Defender Europe 20”

Rinfrancatici con note e versi, ritorniamo nella zona buia di una democrazia sospesa, di un auto-arresto domiciliare imposto. Di una militarizzazione feroce del paese e del continente, con i carri armati nelle strade, di pessimo gusto nelle circostanze, 37mila tra militari Usa e Nato che si mescolano, alla faccia del virus, nella spensierata armata che, con la più grande esercitazione dal 1945, “Defender Europe 20”, va simulando ai confini orientali, non una “difesa”, ma un attacco alla Russia. E forse anche il controllo di un’Europa tutta che, di fronte all’ennesima mazzata sociale in preparazione, potrebbe indossare dei gilet gialli. Hanno chiuso tutto, anche i bar in un paese senza cessi pubblici, ma un concentrato di uomini e mezzi, in caserme, mense, strade, navi, aerei, come non s’era visto in 75 anni, quello no, quello non l’hanno chiuso.

Al momento in cui scrivo, con le truppe da tempo in movimento, un minimo di circospezione e il timore di un contraccolpo duro dell’opinione pubblica, ha indotto il Comando Usa a Stoccarda a “ridimensionare” l’esercitazione. Anzichè 37.000 militari e 20.000 mezzi, la metà? Assordante, a proposito, il silenzio di Greta e di tutti i suoi gretisti di rango e di complemento, neanche interessati alla notizia che le FFAA USA inquinano il mondo e cambiano il clima più di 140 paesi messi insieme.

Un Grande Uomo di Stato del colpo su colpo e i suoi corifei

Lo psico-untorame mediatico, capeggiato da un Mentana e da tutta La7 in perpetuo orgasmo catastrofista, sostiene un governo in cui il tizio (acutamente scelto da Di Maio – o Grillo? – a suo tempo!) si sente il “commander in chief”, ma non è altro che il solito “sciaboletta” agli ordini di pupari. L’adepto di Padre Pio (senza trascurare la stella polare Pio IX) si esibisce di sera in sera per ottemperare agli ordini del sempre più feroce stato d’assedio che gli impongono quelli che erano i “fascioleghisti” e sono diventati gli stregoni degli apprendisti di maggioranza. Un casino totale, rinnovantesi ogni 24 ore, con le immancabili anticipazioni dei confidenti di regime, finalizzate, per esempio a trasferire anche al Sud il virusaccio, grazie alla fuga dal Nord di decine di migliaia di preventivamente informati del coprifuoco.  Così ci dobbiamo far crescere i capelli, ma possiamo comprarci un profumo.

Casino che nemmeno il delirio pro-Conte di uno dei giornali più rozzamente atlantisti, il FQ di Travaglio, riesce a trasformare in qualcosa di sensato, come disporrebbe la fedeltà bilderberghiana del suo vice, Stefano Feltri. L’altra sera, da Bilderberg-Gruber, Travaglio, che sembra stare a Conte come Goebbels al Fuehrer, ha dato in escandescenze contro colui che pure è un moderatissimo pilastro dell’establishment, Paolo Mieli (vecchio compagno di Potere Operaio!), il quale si era permesso qualche riserva sulla metodologia del giustamente non eletto premier.

Ma l’OMS e la UE ci ammirano e preparano la garrota

Nuova immagine (17)

 Lagarde, Von der Leyen., inquisite per scandali finanziari

E l’OMS ci dice “bravi” e, dal suo punto di vista, che è quello di Big Pharma, dice bene, e dice bene anche, inquisita per scandali da ministra della Difesa, Ursula von der Leyen,  “siamo tutti italiani”, velo di zucchero sulla mannaia della collega alla testa della BCE, pregiudicata per scandali finanziari, Lagarde, per la quale gli italiani possono anche andare a farsi fottere. Il che implica la rivelazione di una delle direttrici dell’operazione Covid-19: l’annientamento di tutti i “piccoli”, lavoratori, impiegati, precari, commercianti, artigiani, imprenditorietti, che dalle vacche secche, che seguiranno necessariamente per porre rimedio ai tonfi Coronavirus, verranno spazzati via a vantaggio di chi ha le piattafome, l’e-commerce. la gig-economy, insomma Google e Amazon. E l’assetto programmato dalla globalizzazione capitalista finanz-criminale, famelica di monopolio economico e di subordinazione del monopolio politico (sempre mascherato da bipolare). Sarà quello definitivo. Le risorse di costoro stanno alle nostre come Golia con la fionda a Davide senza.

Complottisti sì, ma con judicio

Nuova immagine (18)

Bene, evitiamo di scatenare le accuse di complottismo dei gatekeeper e lavapiatti del sistema e sorvoliamo sulle voci dei famigerati “terrapiattisti” e striscechimichisti secondo cui il virus, una delle armi biologiche di cui del resto è accertata la ricerca e lo sviluppo in

vari laboratori, a partire da quello di Fort Detrick nel Mariland, sia stata utilizzata a scopi politico-economici. E che poi, magari, sarebbe sfuggita di mano, come all’apprendista stregone. Ciò su cui siamo però ben equipaggiati nei confronti di chi dà del terrapiattista a chiunque sollevi il velo su qualche sporco dogma padronale, è l’analisi dei complotti dell’élite nell’uso che questa fa del Covid-19. Ma noi, contro la cavalleria dei suoi Burioni, paraburioni, criptoburioni, pseudoburioni, burioniultrà, abbiamo un gran bell’antidoto.

Voci per non farsi fregare

Nuova immagine (19)

Non solo la nostra eccellente, da Burioni perciò spernacchiata, Maria Rita Gismondo, direttrice di microbiologia e virologia del “Sacco” di Milano, che si affanna a smascherare il vergognoso trucco dell’attribuzione al Coronavirus di tutti i malati e morti di altro, con o senza quel virus, ma addirittura una delle massime autorità europee, Wolfgang Wodarg, internista e specialista delle patologie polmonari, responsabile parlamentare di Salute Pubblica, Medicina igienica, sociale e ambientale, professore alla John Hopkins University di Baltimora, fondatore della Commissione d’Inchiesta su “Etica e diritto della Medicina Moderna”, presidente, nel Consiglio d’Europa, del Comitato Salute, fondatore del Comitato d’inchiesta a Strasburgo sul ruolo svolto dall’OMS in merito alle Peste Suina del 2009, con conseguente discredito per l’organizzazione mondiale. E non avrei finito. Ma ce lo teniamo per dopo, come dessert, o meglio, digestivo, perché da digerire ce n’è.

Alla caccia del vaccino. Le montature precedenti

A partire da qualcosa che inviterebbe anche i più lealisti del Potere ad albergare qualche dubbio sulle origini del virus, ci sono i grandi centri di ricerca sui vaccini, ora tutti, come cavalli ad Ascot, in corsa frenetica per chi arriva primo. Da Israele ci arriva la notizia che un vaccino sarebbe pronto fra 90 giorni. Tenuto conto che per i vaccini contro virus nuovi ci vogliono anni di studio e test, su animali (ahiloro) e umani, gli andreottiani potrebbero pensare che qualcuno laggiù sapeva già tutto. Ma il caso più eloquente su ciò che muove e si muove attorno alle epi-e pandemie è quello del Dottor Albert Osterhaus, eminente ricercatore del virus H1N1, la peste suina, all’Università. Erasmus di Rotterdam. Indagato per conflitti d’interesse e reati finanziari, avendo pompato oltre ogni decenza la mortalità di quel virus, poi spentosi rapidamente con lo spreco di miliardi di dollari guadagnati dai farmaceutici per milioni di vaccini buttati (anche da noi). Il furbastro della speculazione sulla paura fu accusato di essere il perno di una Pharma-mafia che, da consigliere massimo dell’OMS, permise a lui e ai suoi soci di arricchirsi in misura paperonesca.

Volpi e polli del virus

Nuova immagine (1)

A dispetto di tutto ciò e anche di un suo precedente ruolo analogo in tutte le manifestazioni virali degli ultimi decenni, compreso quello Sars di Hong Kong e poi quello della fantasmatica Aviaria, quando, da consulente della Commissione Europea, ne esagerò una presunta portata micidiale mondiale, sempre a favore della ricerca di vaccini, inventandosi anche la fola che il 30% degli uccelli europei sarebbero portatori di quel virus. I suoi sforzi fecero emergere l’allora presidente OMS, Margaret Chan, resasi poi amatissima dai farmaceutici per aver commissionato miliardi di inutili vaccini antivirali, in particolare i costosissimi Tamiflu di Roche e Relenza di GlaxoSmithKline, provate poi del tutto inefficaci. Intanto, però, nel 2009, dalla minaccia di Osterhaus, consulente del governo olandese, che la peste suina sarebbe stata peggio della Spagnola, la ditta farmaceutica ViroClinics ricavò la commissione statale di 34 milioni di vaccini. Di quella società Osterhaus possedeva il 10%.

Ebbene ci credereste che un soggetto del genere possa essere in campo come autorevole ricercatore, esperto, consigliere di grandi istituti e, soprattutto, del “Gruppo Scientifico di Lavoro sull’Influenza dell’UE”? Che, del resto, è fondato e finanziato dagli stessi farmaceutici che ad esso, come all’OMS, affidano le loro fortune da pandemia? E che possa essere di nuovo nelle grazie dell’OMS, oggi diretto dall’etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus? Adesso Osterhaus è in Germania, allontanato dall’Olanda per i traffici virali, lo hanno fatto nientemeno che direttore al “Centro di Ricerca su Infezioni Emergenti e Zoonosi”, all’Università di Medicina Veterinaria di Hannover e, pure, direttore della “Rete Globale Virus della Fondazione Salute Artemis One”. E cosa annuncia anche stavolta l’illustre professore? “Con le nostre esperienze e i nostri contributi in occasione delle epidemie MERS e SARS, come anche dei mortali virus H7N7 e H5N1, stiamo lavorando a un vaccino per questo nuovo coronavirus”. In corsa anche lui, di nuovo. Ci sono tutte le ragioni per fidarsi. Come dei 12 vaccini obbligatori. Come del “tutti in casa, zitti e mosca”.

Razionalità onesta e dunque dissidente. A rischio.

Chiudo, ma solo per oggi, con un bagno di razionalità, competenza, correttezza, salute morale. Alcuni estratti da un documento diffuso ieri dal Professor Wolfgang Wodarg, di cui sopra vi ho elencato i titoli. Vediamo cosa faranno al Prof. Wodsarg e a quella mezza dozzina di italiani che gli danno retta. Già solo se porto il bassotto Ernesto a più di 10 metri da casa, rischio tre mesi.

Nuova immagine (2)

“La campagna propagandistica Coronavirus non è fondata su un rischio sanitario straordinario. Però infligge un danno rilevante ai nostri diritti personali e di libertà mediante ingiustificate misure proibitive e di quarantena. Sono scenari dell’orrore che vanno ripetendosi da due decenni. Ma la pandemia di Peste Suina era in effetti una delle più lievi ondate di influenza della Storia, mentre ancora oggi gli uccelli migratori restano in attesa della famigerata peste aviaria.

Non stiamo misurando l’incidenza delle patologie da virus, bensì l’attività degli specialisti che le cercano. Tutte le istituzioni che oggi ci allarmano hanno ripetutamente fallito e ci hanno lasciato inermi (occhio al mio prossimo post), troppo spesso perché corrotte da interessi economici e politici.

Sistematicamente vengono messi sul conto di ogni ondata di influenza circa il 15% di malattie polmonari, per cui anche oggi, quanto a numero di casi, siamo in piena norma. Norma che prevede un deceduto su mille malati, ma che viene alterata verso l’alto attraverso l’impiego selettivo di documentazioni limitate alle cliniche, dato che quei ricoverati di solito stanno molto peggio di coloro che si curano in casa. Ovviamente, quando si ricerca il virus con particolare accanimento, è facile spiegarne l’accumulo regionale.

I servizi horror dei media occidentali da Wuhan erano il bonus di cui i virologi di tutto il mondo erano in attesa. Subito si sono precipitati a scannerizzare i ceppi virali nei loro frigo per confrontarli con il novellino di Wuhan e tirarne fuori esiti redditizi. Ha vinto la gara un laboratorio della Charité di Parigi e ottenne dalla solita OMS di commercializzare i suoi test in tutto il mondo a prezzi moltiplicati. E’ in atto la corsa miliardaria al vaccino.

Infine, se ora in Cina le cose risultano sotto controllo e in Italia i casi aumentano, c’è chi possa dire se indagini e esami analoghi sono state compiuti negli inverni passati, dove, perché e con quali risultati? Se si afferma che c’è qualcosa di più, ci si dovrebbe riferire a qualcosa che c’è stato (in Italia 5000 decessi da influenza, più o meno nel periodo degli attuali 1000).

Su Diego Fusaro, filosofo e politologo, si formulano pensieri e si provano sentimenti vari. Resta il fatto che, al di là di certi connubi che non condivido, è uno dei pochi che canta fuori dal coro, che respinge pensieri unici e che coltiva la sana scienza, come dice, del “dubbio socratico”.

https://www.youtube.com/watch?v=b7C-3eQYirg Diego Fusaro, carri armati.

Pubblicato da Fulvio Grimaldi alle ore 19:31

LA GERMANIA SI CONSENTE TUTTO CIò CHE LA UE VIETA

https://www.maurizioblondet.it/la-germania-si-consente-tutto-cio-che-la-ue-vieta/?utm_medium=push&utm_source=onesignal

La Germania ci fa passare di meraviglia in meraviglia.

Di colpo, stanzia  550 miliardi di euro (MILIARDI)  per il sostegno della sua economia.

Lo fa attraverso la banca pubblica KfW   – Kreditanstalt für Wiederaufbau:     ossia con “aiuti di Stato”, demonizzati se anche solo li prospettiamo noi, e puniti con multe se  proviamo a realizzarli.

Lo fa con estrema rapidità, senza passare per le lungaggini i dubbi e le regole che a noi impone la UE. “Stiamo mettendo tutte le nostre armi sul tavolo in una volta”,   ha dichiarato il ministro delle finanze Olaf Scholz.

Aggiungendo chiaramente che, se occorre,  saranno anche pi dei 550 MILIARDI. Non esiste un limite massimo alla quantità di credito KfW può garantire ”.

Ma come! Da dove prende i soldi la KfW?  Pensa che essi vengano creati dal nulla?  E le coperture?  E la  ferrea volontà  di giungere allo Zero Null, ossia bilancio in pareggio senza nemmeno un euro di emissione di debito? Soprattutto:  e dove  va  a finire  il sacro “freno all’indebitamento”   per cui il governo germanico non può contrarre nuovi debiti se non entro il limite dello 0,35% della crescita economica,    che  il paese intero ha voluto scolpire nel marmo della Costituzione, per renderlo stabile  e inamovibile ed etertno come le Piramidi?

Scholz,  facendo spallucce: “Non si deve puntare a risparmiare,  in una crisi”. Peter Altmaier, ministro dell’economia: “Abbiamo promesso che questo (piano) non fallirà per  mancanza di denaro o della mancanza di volontà politica: Non esiste un limite massimo alla quantità di credito KfW può garantire ”.

Trasecoliamo. Tutte le  misure   che sono malviste, ostacolate, ritenute  sospette  a Bruxelles e alla BCE,  come sintomi di maleodorante ed eversivo sovranismo, quando non della volontà di”vivere sopra i propri mezzi” dei meridios,  di  colpo  vengono adottate da Berlino – in blocco e  senza consultare i membri della zona monetaria – e sono linde, belle, utili e profumate di bucato.

Nazionalizzare si può!?

E le sorprese sono  forse finite qui?  Trasecolate:

Altmaier dice allo Spiegel che le  aziende  d’importanza strategica andrebbero nazionalizzate – e rilocalizzate in patria: la crisi del coronavirus  ci ha insegnato che le nostre farmaceutiche dipendono troppo dalle importazioni dall’Asia  dei componenti principali; bisogna riportare i loro  siti di produzione in Europa: “L’idea giusta è ridurre al minimo le dipendenze unilaterali, per riconquistare la sovranità nazionale nelle aree sensibili”.

Ha detto proprio “riconquistare la sovranità!”. Ha usato la parola sporca, condannata  da El  Papa Bergoglio! Da Repubblica! Da Mattarella e Cirinnà!   E adesso, anche la meravigliosa de-localizzazione, il prestigioso out-surcing nei paesi dove le paghe sono basse,  non sembra più indiscutibile. Scandalo!  Protezionista! Sospetto di fascismo.

Cosa dirà la UE di questo progetto protezionista, nazionalizzazioni e ri-localizzazioni in patria , un insulto alla libertà mondiale dei mercati?  Cosa diranno Ursula Van Der Leyen?  Tuonerà Gentiloni,  farà pesare  il suo biasimo David Sassoli? Non risulta che sino stati consultati.  L’elenco delle industrie “strategiche” e quindi nazionalizzabili non sarà lasciato a Bruxelles.  Lo decide Berlino per sé.

Bruno Le Maire, il ministro francese dell’economia, ha una lista: bisogna riconsiderare tutte le  catene del valore strategiche –   nell’aeronautica, nello spaziale, nell’auto, nella  farmaceutica e vedere a qual livello dipendiamo dall’approvvigionamento estero”; ha detto. “Se  scopriamo che per certe filiere dipendiamo per il 70-80 per cento dall’estero, bisogna rimpatriarne un certo numero  o crearne queste attività sul nostro territorio”. Dice  che vuole diminuire la dipendenza della Francia dalla Cina…

E no, e qui noi sbalorditi  troviamo il coraggio di reagire:  ben istruiti, sappiamo che la ri-localizzazione  della farmaceutica di base dalle Cina sarebbe anti-economica, avremmo prodotti che costerebbero di più; sarebbe uno spreco di  capitale e di   denaro pubblico. No,  ministro Le Maire,  noi  sappiamo che  è il capitale alla ricerca del profitto che meglio alloca le risorse, e sfrutta i vantaggi  competitivi.  Ce lo hanno spiegato per decenni  tutti i columnist liberisti dei grandi giornali,  della tv e della radio, d abbiamo ben appreso la lezione.

Ché poi non crediate, voi sovranisti e populisti italiani dal cattivo odore, che le regole nuove   che si sono dati i berlinesi –  a cominciare dalla banca di stato che apre un credito illimitato alle  imprese a scopo di protezionismo  –  valgano adesso per gli altri europei. Valgono solo per chi ha   poco debito pubblico e grandi avanzi, come la Germania.

Loro possono permettersi  statalismo, protezionismo, nazionalismo economico. Noi no. Lo ha detto chiaro Dombrovskis: “Non stiamo sospendendo il Patto di stabilità e di crescita, semplicemente  usiamo tutta la flessibilità che prevede”.

Il Patto orwellianamente chiamato di Stabilità e Crescita, impedisce di fare ad uno stato indebitato  tutto ciò che sta facendo adesso la Germania: iniezione di liquidità al sistema economico per mezzo di una banca di Stato,  e in misura illimitata.   Ci lasciano solo spendacchiare 24miliardi, soldi nostri, promettendo dii non calcolare le spese per l’emergenza virus ai fini del saldo strutturale di bilancio: questa è la “flessibilità” che ci cosnentono. Con cui dobbiamo affrontare un crollo del Pil dell’ordine del -10  o -15% e più.   . Perché noi siamo europeisti e anti-sovranisti, quindi obbediamo a Dombrovskis .

Noi crediamo che i confini ormai non abbiano più senso. Dalle ultime notizie, la Danimarca ha chiuso i suoi confini “agli stranieri”. In ciò,  anticipata dalla Polonia e dalla Cechia e dalla Slovenia. E dall’Austria che chiude in confini agli italiani.  Gli italiani incastrati all’estero non riescono a tornare, perché mancano i voli diretti e i treni si fermano prima delle frontiere.

Una bella notizia.  La nostra polizia, insieme a quella polacca, sta ai confini della Grecia a contrastare l’ondata dei falsi profughi falsi-siriani.  Ossia  la nostra polizia fà in Grecia ciò che le è vietato fare in Italia:

BasedPoland@BasedPoland
 

I’m filled with pride when I see the Polish border guards (the cars with the Green color) in move toward the Greek-Turkish borders.

The blue car belongs to the Italian police.

Come on Europe! Join us to protect the border of our 3000- years-old European civilization!

Video incorporato

E’ già stato fatto anche da Fusaro, ma è  bello vedere cosa   ci ha  insegnato il coronavirus:

gli investimenti pubblici servono e si possono fare.

Il deficit del3% si  supera senza che salga lo spread.

E’ la BCE, non i mercati, che pilota lo spread.

I mercati non sono razionali.

Le frontiere servono

Avere la propria moneta è fondamentale”

(Fabio Baioni)

Lo capissero  anche i nostri Quisling…

Giorgia Meloni chiede le dimissioni di Christine Lagarde: «Atto cinico e ignobile»

https://www.diariodelweb.it/politica/articolo/?nid=20200313-546120&utm_source=onesignal&utm_medium=push&utm_campaign=friends

Il Presidente di FdI: «Non ci faremo anche mettere il cappio al collo da chi ieri ha dato fuoco a casa nostra». Bagnai: «Lagarde irresponsabile come Ponzio Pilato»

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia CLAUDIO PERI ANSA

ROMA – «L’Italia deve difendersi: lunedì c’è l’Eurogruppo il governo italiano dimostri che non piega la testa, deve chiedere la rimozione della Lagarde e un piano straordinario di investimenti per fronteggiare l’emergenza Coronavirus e dire no al Mes perchè non ci faremo anche mettere il cappio al collo da chi ieri ha dato fuoco a casa nostra». Lo ha detto la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni in un video su Facebook. A proposito della posizione assunta dalla Bce ieri Meloni ha aggiunto: «Esporre l’Italia alla speculazione finanziaria mentre da sola cerca di combattere l’emergenza è un atto cinico e ignobile ma purtroppo la Bce a guida Lagarde altro non è che l’immagine di una Ue ad asse franco-tedesco. Vari osservatori temono la possibilità che Francia e Germania usino l’eurozona per mettere in ginocchio l’Italia e poi saccheggiarla come ha fatto con la Grecia»

Bagnai: «Lagarde irresponsabile come Ponzio Pilato»

«Il drammatico ampliamento dello spread cui si è assistito oggi è il frutto dell’evidente inadeguatezza della nuova Presidente della BCE, Christine Lagarde». È quanto dichiara il presidente della commissione Finanze del Senato, il leghista Alberto Bagnai, commentando le ondate di vendite che hanno colpito i Btp italiani, il cui spread nei confronti dei Bund tedeschi ha raggiunto i livelli massimi da giugno 2019.

«In presenza di uno shock economico che sta assumendo proporzioni globali – prosegue – dichiarare che non è compito della Bce ridurre lo spread è da irresponsabili. Questo atteggiamento da Ponzio Pilato non è stato apprezzato dai mercati. Quella della Lagarde è probabilmente la frase più infelice mai pronunciata da un banchiere centrale. I cittadini europei – conclude il senatore della Lega – sono stanchi di istituzioni che li vessano nei periodi normali e li danneggiano in periodi di crisi. L’Unione Europea ha perso l’ennesima occasione per dimostrare la sua utilità».

Urso: «Da Lagarde nessuna gaffe, ma linea politica»

«Conosco Christine Lagarde molto bene, abbiano lavorato insieme come ministri del Commercio Estero nel Consiglio Europeo. Non è affatto una sprovveduta ma una convinta assertrice degli interessi francesi. La domanda era concordata e la sua risposta ponderata. Benissimo ha fatto il presidente Mattarella a reagire subito con grande autorevolezza. Se qualcuno gioca contro l’Italia, la nostra risposta deve essere corale, forte e netta. Uniti più che mai». È quanto ha scritto su Facebook Adolfo Urso, senatore di Fratelli d’Italia, il quale ha aggiunto: «Non credo affatto che si sia trattato di una ‘gaffe’ ma della malaccorta espressione di una chiara linea politica, molto diversa da quella realizzata da Mario Draghi nel suo esercizio di Governatore della BCE e da quella che tanto più ora necessita alla luce della emergenza coronavirus».

«Proprio per questo, occorre non solo denunciare ma imporre alle istituzioni europee una corale reazione sin dalla riunione di oggi con la sospensione del Patto di stabilità e l’adozione di un piano straordinario di investimenti e sostegno a imprese e famiglie anche con misure non convenzionali», conclude il senatore di FdI.

UE: no al virus, si alla guerra

http://www.altrenotizie.org/rubriche/analisi/8821-ue-no-al-virus-si-alla-guerra.html?fbclid=IwAR3qBmkUuA1GnAUIABOhQtGy5PF536RlJG_LRxlmWzqUoo0IZVEKNJpq0v8

I ministri della Difesa dei 27 paesi della Ue, 22 dei quali membri della Nato, si sono incontrati il 4-5 marzo a Zagabria in Croazia. Tema centrale della riunione (cui ha partecipato per l’Italia il ministro Guerini del Pd) non è stato come affrontare la crisi da Coronavirus che blocca la mobilità civile, ma come incrementare la «mobilità militare». Test decisivo è l’esercitazione Defender Europe 20 (Difensore dell’Europa 2020), in aprile e maggio.

Il segretario generale della Nato Stoltenberg, che ha partecipato alla riunione Ue, la definisce «il più grande spiegamento di forze Usa in Europa dalla fine della Guerra Fredda». Stanno arrivando dagli Usa in Europa – comunica lo Us Army Europe (Esercito Usa in Europa) – i 20.000 soldati che. insieme ad altri 10.000 già presenti e a 7.000 di alleati Nato, «si spargeranno attraverso la regione europea». Le forze Usa portano con sé 33.000 pezzi di equipaggiamento militare, dagli armamenti personali ai carrarmati Abrams.

Occorrono quindi adeguate infrastrutture per il loro trasporto. C’è però un problema, evidenziato in un rapporto del Parlamento Europeo (febbraio 2020): «Dagli anni Novanta le infrastrutture europee sono state sviluppate puramente a scopi civili. La mobilità militare è però ritornata ad essere una questione chiave per la Nato. Poiché la Nato manca degli strumenti per migliorare la mobilità militare in Europa, l’Unione europea, che ha gli strumenti legislativi e finanziari per farlo, svolge un ruolo indispensabile». Il Piano d’azione sulla mobilità militare, presentato dalla Commissione europea nel 2018, prevede di modificare «le infrastrutture non adatte al peso o alle dimensioni dei mezzi militari».

Ad esempio, se un ponte non può reggere il peso di una colonna di carrarmati, deve essere rafforzato o ricostruito. In base a tale criterio, la prova di carico del nuovo ponte, che a Genova sostituirà il ponte Morandi crollato, dovrebbe essere fatta con carrarmati Abrams da 70 tonnellate. Tali modifiche, inutili per usi civili, comportano forti spese a carico dei paesi membri, con un «possibile contributo finanziario Ue». La Commissione europea ha destinato a tale scopo un primo stanziamento di 30 miliardi di euro, denaro pubblico proveniente dalle nostre tasche.

Il Piano prevede inoltre di «semplificare le formalità doganali per le operazioni militari e il trasporto di merci pericolose di tipo militare». Lo Us Army Europe ha richiesto l’istituzione di «un’Area Schengen militare», con la differenza che a circolare liberamente non sono persone ma carrarmati. L’esercitazione Defender Europe 20 – è stato detto all’incontro di Zagabria – permetterà di «individuare nella mobilità militare qualsiasi strozzatura, che la Ue dovrà rimuovere». La rete dei trasporti Ue sarà quindi testata da 30.000 soldati Usa, che «si spargeranno attraverso la regione europea», esentati dalle norme sul Coronavirus.

Lo conferma il video dello Us Army Europe sull’arrivo in Baviera, il 6 marzo, dei primi 200 soldati Usa: mentre in Lombardia, a poche centinaia di km di distanza, vigono le norme più severe, in Baviera – dove si è verificato il primo contagio europeo di Coronavirus – i soldati Usa, scesi dall’aereo, stringono le mani delle autorità tedesche e abbracciano i commilitoni senza alcuna mascherina.

Sorge spontanea la domanda: forse sono già vaccinati contro il Coronavirus? Ci si domanda inoltre che scopo abbia «il più grande spiegamento di forze Usa in Europa dalla fine della Guerra Fredda», ufficialmente per «proteggere l’Europa da qualsiasi potenziale minaccia» (con chiaro riferimento alla «minaccia russa»), nel momento in cui l’Europa è in crisi per la minaccia del Coronavirus (c’è un caso perfino nel Quartier generale Nato a Bruxelles). E poiché lo Us Army Europe comunica che «movimenti di truppe ed equipaggiamenti in Europa dureranno fino a luglio», ci si domanda se tutti i 20.000 soldati Usa ritorneranno in patria o se una parte resterà invece qui con i suoi armamenti. Il Difensore non sarà mica l’Invasore dell’Europa?

fonte: www.voltairenet.org