Il socialista Bernie Sanders e le migrazioni di massa: “Apertura delle frontiere? E’ una proposta di destra”

Il socialista Bernie Sanders e le migrazioni di massa: "Apertura delle frontiere? E' una proposta di destra"

Il problema delle migrazioni incontrollate è da anni al centro del dibattito politico italiano con varie fazioni che si contendono la palma della “ragione” sulla delicata e spinosa questione. Tuttavia il dibattito politico troppo spesso si concentra solo sul mero tifo tra i “no borders” e gli antimmigrazionisti. Ovviamente, a mio parere, nessuna delle due strade è praticabile. Sull’azione e sul piano politico su cui si muovono gli anti-immigrazionisti ad oltranza c’è poco da dire; far leva sulla paura per il diverso, e per il più povero, è da sempre stata l’arma per ottenere il consenso, a tempo, di una parte di società.

Più complesso è il problema per i “no borders” e per gli “immigrazionisti” tout court, soprattutto quando si collocano idealmente in un ambito di “sinistra”. Sebbene sia davvero impossibile semplicemente pensare di lasciar morire delle persone in mare o negargli aiuto e qualunque Stato Europeo, in questo caso, che si reputi minimamente democratico deve cooperare per aiutare queste persone, mi chiedo: è possibile perseguire la strada dei “senza confine” senza cadere nella trappola del capitale? È possibile perseguire questa strada senza mettere in discussione il sistema economico attuale e l’imperialismo che rappresentano le cause di povertà, guerre e divisioni sociali sempre più accentuate?
A questo proposito, senza andare troppo in là nel tempo riprendendo dichiarazioni del Pc Francese ed altre forze politiche europee e non, riproponiamo un passaggio sull’immigrazione, che non è verità assoluta, fatto da Bernie Sanders, il leader della “sinistra Usa”, nel 2015 durante una intervista a Vox, che può rappresentare uno spunto di riflessione:
Intervistatore. Da socialista democratico quale sei, hai naturalmente un approccio internazionalista alle cose. Se guardiamo alla questione della povertà globale, per esempio, immagino che questo approccio ti porti alla conclusione che negli USA dovremmo aumentare notevolmente il livello dell’immigrazione, e magari anche adottare una politica di apertura totale delle frontiere...
Bernie Sanders. Apertura delle frontiere? Questa è una proposta di destra.
Intervistatore. Ma arricchirebbe molti poveri nel mondo…
Bernie Sanders. Sì, e renderebbe più poveri gli americani.
sarebbe la fine del concetto di Stato-nazione. Se credi nell’idea di Stato-nazione, ritengo che tu abbia anzitutto il dovere di fare tutto il possibile per aiutare le persone nel tuo Paese. I conservatori, i padroni in questo Paese non sognano altro che una politica di frontiere aperte, per portare dentro gente disposta a lavorare per 2-3 dollari l’ora. Per loro sarebbe una manna dal cielo. Io la penso in maniera completamente diversa. Io penso dovremmo aumentare i salari. Penso che dovremmo fare tutto il possibile per creare milioni di posti di lavoro per le persone attualmente disoccupate in America.
 
Sai qual’è il tasso di disoccupazione giovanile negli USA oggi? Il 33% per i laureati bianchi, il 36% per gli ispanici, il 51% per gli afroamericani. Pensi veramente che dovremmo aprire i confini e portare dentro il Paese masse di lavoratori a basso costo? Non pensi che forse dovremmo cercare prima di tutto di creare posti di lavoro per quei ragazzi disoccupati? Penso che da una prospettiva morale abbiamo il dovere di lavorare con il resto del mondo industrializzato per affrontare il problema della povertà internazionale, ma non è impoverendo le persone in questo Paese che si affronta il problema.
Inoltre il senatore esponente della sinistra statunitense spiega cosa secondo lui dovrebbero fare i paesi più sviluppati per rimettere in moto le loro economie piegate da decenni di neoliberismo selvaggio e permettere agli Stati sottosviluppati di prosperare: «Credo che dovremmo creare milioni di posti di lavoro per ricostruire le nostre infrastrutture fatiscenti e chiedere alle persone più ricche di questo paese di iniziare a pagare la loro giusta quota di tasse. Credo che dovremmo alzare il salario minimo ad almeno 15 dollari l’ora, per far sì che le persone non vivano in povertà. Dovremmo porre fine alla vergogna rappresentata da circa il 20% dei nostri bambini che vivono in povertà in America».
«Come economia globale dobbiamo fare in modo che nei paesi poveri abbiano posti di lavoro dignitosi, istruzione, assistenza sanitaria, nutrimento per la loro gente. Questa è una responsabilità morale, ma non lo fai, come alcuni suggerirebbero, abbassando lo standard dei lavoratori americani, che è già calato molto significativamente».
Parole chiare e nette. Per non restare schiacciati tra gli opposti estremismi, anti-immigrazionisti ad oltranza e no borders, ben rappresentati rispettivamente da Matteo Salvini e il quotidiano ‘La Repubblica’, che ha compiuto una notevole giravolta in appena un anno, non possiamo non accogliere con favore le parole del vecchio socialista Bernie Sanders.
di Danilo Della Valle – 12/06/2018 Fonte: L’Antidiplomatico

#Aquarius. La nuova tratta degli schiavi

E basta raccontare bufale a gogò !! Tutti i giornaloni a raccontare che il governo SalviMaio sarebbe più Salvi e meno Maio, tutti a incensare Salvini che avrebbe fagocitato tutta la compagine di governo, praticamente sparita di fronte alla sua sapienza strategica. Senza rammentare naturalmente, raffinatezza mediatica, che la strategia di Salvini è stata concordata con Toninelli, Di Maio, e Conte. Quindi tutti d’accordo, in santa pace. Le contraddizioni del governo sono e saranno altre, basta aspettare ancora un po’ e le vedremo, ma per il momento la luna di miele procede a gonfie vele. Le vele dell’Aquarius invece sono state bloccate prima che potessero approdare sui porti italiani.

Proprio ieri infatti sono state fatte 45 nomine di 6 viceministri e 39 sottosegretari, e la netta maggioranza spetta al M5S. Restano fuori Borghi e Bagnai. Che fine hanno fatto? Forse sono tenuti a bagnomaria per il prossimo giro?
Intanto la chiusura dei porti per la ong Aquarius ha destato un vespaio senza precedenti, da parte di tutti i media nazionali e internazionali, di tutta la casta italiana e di Bruxelles, tranne qualche sporadica eccezione. Ma si sta già formando un fronte sinistrato nazionale, con diramazioni europee, che si è apertamente manifestato all’ultima trasmissione di Floris, Di Martedì.
Lo ha chiaramente espresso il leader di Diem 25, Yanis Varoufakis: «Oggi il signor Salvini dichiara guerra contro la civiltà, e sta portando in Europa e in Italia una nuova occasione per il fascismo» … «Vogliamo dichiarare una piena disobbedienza civile alla sua guerra contro la civiltà. Combatteremo i razzisti in acqua, nei porti. Combatteremo contro l’Internazionale razzista di Salvini, Orban, di Alternative fur Deutschaland, nelle nostre città. Combatteremo i razzisti e quell’establishment a Bruxelles, a Berlino, Roma, che ha consentito ai razzisti di arrivare al successo. Questo è il momento della solidarietà e di riprenderci la nostra Europa e i nostri spazi».
Ecco risorgere ad hoc l’antifascismo in assenza di fascismo, alla faccia di quelli che continuano a predicare la fine delle ideologie, ma soprattutto sintomo di una contrapposizione fanatica  perfettamente funzionale alla lotta tra correnti politiche per la presa della Bastiglia.
 
Il pragmatismo dei populisti e i loro possibili successi stanno fomentando reazioni scomposte quanto surreali, prive di fondamenti realistici e concreti. Vere e proprie bufale megagalattiche. Le solite forze funzionali al sistema continuano a raccontarci fandonie degne dei più beceri personaggi della fumettistica satirica, inventandosi delle verità facilmente confutabili e tristemente discutibili. Natangelo o Marione stanno in buona compagnia dunque.
L’odissea del Mediterraneo è appena iniziata e sulla stessa lunghezza d’onda di Yanis, detrattore ad effetto, si schiera anche Luigi De Magistris. Non usa mezzi termini e tira una stoccata decisa al governo «Finora l’unico elemento di storia del governo del cambiamento, è che stanno per far morire nel Mar Mediterraneo donne e bambini» … «Il porto di Napoli è aperto. Una nave che non trova approdo può venire nel porto di Napoli, dove accoglieremo i bambini, le donne alcune incinte, le persone, gli esseri umani e gli anziani. Se si perde il cuore non si ha più ragione di creare una comunità politica solidale» … inoltre chi impedisce a una nave di attraccare in un porto per salvare vite umane, commette un reato e «sarà chiamato a risponderne davanti ai tribunali internazionali».
Naturalmente Luigi non racconta nulla dei fatti, che la nave Aquarius di Sos Mediterranee è nota da tempo per le sue attività di deportazione di finti naufraghi, che non ha mai salvato sul canale di Sicilia, ma che ha imbarcato direttamente dalle coste libiche in accordo con gli scafisti. Tutto regolare naturalmente, basta nascondere le verità inconfessabili (vedi video di Luca Donadel).
Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), firmata anche dalla Tunisia, le persone salvate in acque internazionali andrebbero condotte nel porto sicuro più vicino, che in questo caso è quello di Zarzis in Tunisia, mentre Malta disterebbe il doppio, e la Sicilia rappresenta il porto più lontano. Allora perché andarli a prendere a 10 miglia dalla costa per poi portarli in Italia? Per salvare più vite? Non sembra visto che le morti in mare sono aumentate in maniera direttamente proporzionale all’aumento del numero delle ONG. Mare Nostrum e Triton di Frontex sono direttamente responsabili di migliaia e migliaia di morti.
Si sente anche dire che tutto l’ambaradan umanitario sarebbe pagato da mamma Europa, in realtà l’UE spende solo 100 milioni di €, mentre i contribuenti italiani ne spendono ben 5 miliardi. Naturalmente l’80% dei rifugiati è rappresentato da clandestini, e poi sappiamo bene che fine fanno i 35 € destinati al loro mantenimento.
Francia e Spagna hanno chiuso i loro porti da tempo. La Spagna ha praticato addirittura i respingimenti a caldo che sono stati anche condannati dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. La Francia respinge quotidianamente i migranti a Ventimiglia e tutti ci ricordiamo cosa è successo qualche mese fa a Bardonecchia.
Quindi è davvero imbarazzante che i rappresentanti di questi Paesi vengano a fare la morale all’Italia, solo perché il governo chiede un’Unione Europea più solidale e più equa. I fratelli europei perdono tempo in querelles demenziali, difendendo le loro posizioni di privilegio, senza uno straccio di prove documentate.
Ma il club dei sinistrati è piuttosto carico di sponsor, vedi Roberto Saviano, che commenta a sua volta le parole di Salvini sulle Ong: «Invitare il ministro Salvini ad avere maggiore educazione e capacità di comprensione sembra impresa inutile» dice sottolineando che non si può permettere di insultare le organizzazioni che salvano vite. E lancia un appello alle donne e agli uomini delle istituzioni: «Disobbedite a questo ministro dell’Interno, quest’uomo vuole fare annegare le persone. Salvini non ha risposte sull’immigrazione, ma solo generica repressione» … «utilizzeremo tutti gli strumenti della democrazia per fermare queste fanfaronate, per fermare tutta la violenza di Matteo Salvini». Urca!!
Ecco perché anche Toninelli è intervenuto dicendo che nessuno si dovrebbe permettere di dire che l’Italia, gli italiani o il Governo italiano tengono una politica xenofoba contro i migranti e che si disinteressano di questi richiedenti asilo, lasciandoli in condizioni di disperazione. Malta e gli altri partner europei, quelli che fanno sventolare la loro bandiera su queste navi Ong, dovrebbero assumersi finalmente le loro responsabilità. Perché non sta scritto da nessuna parte che i Paesi che espongono bandiera sulle navi Ong non debbano poi gestire anche tutte le pratiche di messa in sicurezza e di salvataggio dei migranti.
Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che questo meccanismo di accoglienza, gestito da Ong e Cooperative varie, rappresenta una nuova tratta degli schiavi, su cui lucrano molti soggetti privi di scrupoli, e mentre l’affarismo delle forze globaliste mira a destare emozioni sull’elettorato, per mantenere lo status quo, e permettere alle Ong di vendere il loro carico prezioso a qualche agenzia filantropica, in realtà sono proprio loro gli aguzzini negrieri. Se il governo populista riuscirà nel proprio intento, potrebbe finalmente mettere fine alla tratta degli schiavi, e costringere l’UE ad affrontare le proprie responsabilità.
#Aquarius? Non è opportunismo elettorale, significa sfidare l’UE, perché chi fa il furbastro sulla pelle dei poveracci si chiama Unione Europea, quella dell’imperialismo guerrafondaio, quella delle multinazionali tipo Monsanto, che spargono glifosato e Ogm, quella delle finte Ong che fanno sporco affarismo, quella del finto buonismo che deporta un esercito industriale di riserva per fare dumping salariale, e ci costringe ad esportare la meglio gioventù italiana e ad importare la meglio gioventù africana.
Poltroncina e pop corn … ne vedremo delle belle !!
Rosanna Spadini 13.06.2018
Fonte: www.comedonchisciotte.org

Il culto laico della “penale” così trionfano i costruttori

Il sistema – L’arrivo dell’uomo di Casaleggio motivato col rischio di dover pagare risarcimenti. L’apriscatole delle opere inutili, dal Tav al Ponte

di Giorgio Meletti | 15 giugno 2018
|

La mitica penale è l’alfa e l’omega del malaffare cementizio. È l’arma della disperazione per il costruttore Luca Parnasi, l’ultima minaccia con cui riesce ad ammorbidire il no della sindaca Virginia Raggi al suo nuovo stadio circondato da palazzi. Ed è l’apriscatole con cui l’avvocato Luca Lanzalone sventra l’interesse pubblico e in nome della ditta Grillo-Casaleggio fa del Campidoglio pentastellato il complice di Parnasi, mentre il sindaco Virginia Raggi e i due alani Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro (oggi ministri) approvano o (molto peggio) non si rendono conto.

Paolo Berdini era l’assessore all’Urbanistica scelto come icona pop, ma anche competente, del no allo stadio su cui Virginia Raggi era stata per anni irremovibile. Due settimane fa l’urbanista ha spiegato ai pm romani Paolo Ielo e Barbara Zuin com’è andata. All’inizio del 2017 “Lanzalone era stato chiamato come consulente per verificare la questione risarcitoria, ossia per valutare se, in caso di annullamento della dichiarazione di pubblico interesse del progetto stadio, il Comune sarebbe stato gravato dall’obbligo di risarcire danni alla Roma o al gruppo Parnasi. Io non compresi il perché di tale incarico, anche perché pareri sulla questione erano già stati formulati dall’Avvocatura”. L’avvocato genovese fa qui il capolavoro. Stabilisce che la Roma e Parnasi non possono avanzare pretese risarcitorie. Ma da quel momento prende in mano la situazione.

Lavora gratis. Berdini chiede al sindaco come pagherà il suo “impegno considerevole”. Raggi gli risponde che troverà il modo di “inserirlo formalmente” nel suo staff. Ma il ruolo di Lanzalone, sebbene informale, è sostanziale. In meno di un mese pilota il Campidoglio verso l’accordo per fare lo stadio. Lavorando gratis per il Comune risolve il problema del nuovo amico Parnasi. Berdini si dimette e denuncia: “Mentre le periferie sprofondano in un degrado senza fine l’unica preoccupazione sembra essere lo stadio della Roma”. L’immobiliarista è al settimo cielo e inneggia al suo nuovo amico: “Tu sei mr. Wolf!”. Ha risolto problemi con l’arma totale: la penale.

La penale è la nuova religione del partito del cemento. Si fonda su un undicesimo comandamento: “Se la sovranità popolare ferma un’opera inutile o dannosa, al costruttore spetta un risarcimento monetario che lenisca la delusione”. Corollario: prima di pretendere la penale, il costruttore deluso scatenerà lobbisti, politici e giornali amici per diffondere l’allarme sociale sul risarcimento talmente pesante da far costare più fermare l’opera che andare avanti.

È la commedia che va avanti da anni con il Tav Torino-Lione. Sul Fatto ci ha pensato il giurista Livio Pepino a chiarire che su quell’opera inutile non grava alcun rischio, anche perché non si capisce chi dovrebbe chiedere la penale, atteso che la costruzione di quell’opera tanto costosa quanto inutile non è ancora stata assegnata. Quando si fermerà il faraonico progetto lo sconforto sarà distribuito in tutto il partito del cemento.

La penale è mitica ma anche mistica, un culto pagano che si è diffuso nelle società di costruzione e negli studi legali quando ci sono stati meno soldi pubblici da rubare. L’anno zero è il 2005, quando la Impregilo, la Condotte e la Cmc vincono la gara per il ponte sullo stretto di Messina con un ribasso del 17 per cento sulla base d’asta. L’Astaldi che arriva seconda fa ricorso al Tar perché, dice, per un’opera talmente audace che non è certa neppure la stessa realizzabilità, un simile ribasso è privo di senso. Ma è noto fin dal primo giorno che l’obiettivo di Impregilo è proprio la penale: aggiudicandosi un’opera che sicuramente non sarà fatta, il colosso delle costruzioni prenota la penale per la mancata costruzione. Già 13 anni fa il conto era pronto, al centesimo: 800 milioni di euro.

È vero che nel bando di gara la penale non era prevista. Infatti solo sei mesi dopo la firma del contratto l’allora ministro dei Lavori pubblici Antonio Di Pietro decise lo stop al ponte mandando tutti al diavolo: “Perché dovremmo pagare una penale? Non gli abbiamo tolto nulla, la società Stretto di Messina sta lì, Impregilo sta lì, cosa vuole, vuole pure una penale per una cosa che non ha fatto?”. Puntualmente, tre anni dopo il successivo governo Berlusconi modificò il contratto (con clausole secretate) e introdusse la penale. E adesso Pietro Salini – nuovo padrone dell’Impregilo ma anche amico di Parnasi e candidato alla costruzione del nuovo stadio della Roma – la rivendica in tribunale. Ma ormai nel sistema degli affari di penale c’è soprattutto l’azione dei magistrati.

di Giorgio Meletti | 15 giugno 2018

Telecom, firmato accordo su esuberi: solidarietà per 29.500 lavoratori

vediamo se la finiamo di prendere per i fondelli il Ministro DI Maio, intanto la notizia passa in silenzio, sia mai che Di Maio passi per la persona capace e dalla parte dei lavoratori quale è. Solo qualche mese fa i sindacati non cavarono un ragno dal buco, strano, per essere il loro governo amico con il bravo e “capace” kompagno Poletti….

Su affariitaliani, dato che si fa ricorso all’Insp, si fa credere che pagheranno i pensionati.…roba da denuncia
Ma si sa, i lavoratori non sono più interessanti per i moralmente superiori

Accordo fatto sulla gestione dei 4.500 esuberi individuati da Telecom Italia. La firma è arrivata nella notte, dopo una trattativa-fiume tra sindacati e azienda, con la mediazione del governo, iniziata al ministero del Lavoro intorno a mezzogiorno di ieri. Telecom Italia ha accolto la richiesta dei sindacati di utilizzare i contratti di solidarietà, come anticipato da Radiocor, per 29.500 lavoratori al posto della cassa integrazione straordinaria. Inoltre l’intesa prevede l’utilizzo dei prepensionamenti (ex articolo 4 della legge Fornero), delle internalizzazioni e delle riqualificazioni per arrivare, a fine dell’arco di piano 2018-2020, al riassorbimento di tutti gli esuberi. Il neo ministro dello Sviluppo e del lavoro, Luigi Di Maio, si è detto «felice» dell’accordo raggiunto e ha sottolineato come sia solo una prima vittoria. «Ora – ha detto il ministro commentando a caldo su Facebook la firma dell’accordo – il prossimo passo è continuare a collaborare con tutti per verificare se questo piano industriale è sostenibile».
  • 17 maggio 2018 |
In particolare, l’intesa prevede l’applicazione della solidarietà difensiva per un anno, a partire dal 19 giugno prossimo, per una plata di quasi 30mila dipendenti. La riduzione verticale dell’orario di lavoro, per un totale di 26 giornate di solidarietà in un anno, pari al 10% dell’orario, coinvolgera’ tutte le funzioni tranne il personale che svolge attività aziendali con necessità di continuita’ operativa e settori impegnati nei processi di digitalizzazione e innovazione. Secondo l’accordo, inoltre, per il 2018 potranno essere collocati in prepensionamento i lavoratori che avevano presentato istanza con l’intesa sottoscritto nel 2015; nel 2019 potranno essere prepensionati quanti maturano il diritto alla pensione entro il 31 maggio 2024; nel 2020 i prepensionamenti sono previsti per chi matura il diritto alla pensione entro il 31 dicembre 2025. L’azienda, inoltre, ha dato disponibilità ad aprire, a partire da settembre, la contrattazione di secondo livello che era stata disdettata in passato da Telecom per poi adottare un regolamento unilaterale. Un punto, quest’ultimo, particolarmente caldeggiato dalla Cgil.
La consultazione coi lavoratori si chiuderà il 18 giugno
Adesso l’accordo sottoscritto da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl sarà sottoposto alla consultazione dei lavoratori che dovrà concludersi entro il 18 giugno. Secondo quanto sottolinea il segretario nazionale della Slc Cgil, Marco Del Cimmuto, le uscite volontarie, attraverso i prepensionamenti, interessano, «un bacino potenziale di cinquemila dipendenti». In particolare «mille prepensionamenti sono previsti con il vecchio accordo per il 2018, altre quattromila persone, secondo l’esplorazione condotta dall’azienda, potrebbero andare in prepensionamento nel 2019-20». Si tratta, comunque, di «una scelta volontaria del lavoratore» e, dunque, i numeri vanno presi in maniera indicativa. L’importante e’ che, alla fine del piano, «non ci sara’ nessun licenziamento». I sindacati, aggiunge Vito Vitale, segretario della Fistel Cisl, hanno chiesto al ministro Di Maio, presente all’incontro, «di aprire un tavolo al Mise al fine di affrontare i temi di sviluppo, di innovazione, di investimento e di politiche di rilancio della piu’ grande azienda di Telecomunicazioni nel nostro Paese». Un’occasione per verificare anche le conseguenza della separazione della rete su cui l’Agcom ha dato un primo via libera «in termini di mantenimento del perimetro industriale e occupazionale del gruppo Tim». Il ministro ha dato la sua disponibilità.
Accordo dopo un lungo braccio di ferro
L’accordo di stanotte è arrivato dopo un lungo braccio di ferro tra l’azienda e i sindacati, nell’ultimo giorno utile previsto dalla procedura. A gennaio scorso Tim ha presentato ai sindacati un piano di ristrutturazione del personale che, a fronte di migliaia di esuberi, proponeva 6.500 uscite volontarie (tra prepensionamenti e incentivi), 3500 riqualificazioni e duemila assunzioni da finanziare con la solidarieta’ espansiva. Di fronte al muro alzato dalle sigle sindacali, soprattutto riguardo all’uso della solidarieta’, strumento che non prevedeva un termine di applicazione, l’azienda a marzo ha messo sul piatto l’ipotesi della cigs. Sono seguiti circa due mesi di stallo, parallelamente alla battaglia sulla governance tra i soci Elliott e Vivendi, vinta dal fondo americano nell’assemblea del 4 maggio. I contatti che sono seguiti all’assise che ha sancito il ribaltone, non hanno aperto la strada a un accordo con le sigle. I sindacati sono rimasti fermi nella loro contrarietà alla cigs e il management non ha ceduto sul ripristino delle vecchie condizioni della contrattazione di secondo livello. Da qui la decisione di avviare le procedure per la cigs il 16 maggio. Dopo una serie di incontri al Ministero, con la mediazione dunque del governo, si e’ arrivati all’intesa di stanotte. Il contratto di solidarieta’ non si applichera’ ai 14 mila lavoratori della rete.
Genish, «grazie a sindacati e Di Maio, spero presto incontro col ministro»
«Siamo particolarmente soddisfatti per questo accordo raggiunto con le associazioni sindacali. Voglio ringraziare i rappresentanti nazionali e territoriali delle associazioni che hanno dimostrato una volta di più di avere a cuore le sorti dell’azienda e del Piano Strategico DigiTIM come dei lavoratori», ha commentato l’amministratore delegato di Tim Amos Genish. «Un particolare ringraziamento – ha aggiunto – va al ministro Luigi Di Maio per il sostegno che ha dimostrato nelle fasi finali del negoziato. Spero di poterlo incontrare quanto prima per affrontare i vari temi di impegno comune».
(Il Sole 24 Ore Radiocor)

I video dalla nave Acquarius: non ci sono donne e bambini, solo maschi africani

ECCO perché quando le navette con medici a bordo per prelevare donne e bambini si sono offerte di andare a prelevarli la Aquarius ha fatto inversione a U

Le donne e i bambini millantati? Assenti. Se ci fossero stati, li avrebbero messi in prima fila. Se li sono inventati. COME TESTIMONIANO QUESTE IMMAGINI:
Sophie Beau, vicepresidente della famigerata ong francese SOS MEDITERRANEE, spiega che “l’Aquarius è attualmente in standby nelle acque internazionali tra Malta e l’Italia, nell’urgente attesa di istruzioni sul ‘porto sicuro’ che sarà designato dalle autorità marittime competenti. Si tratta di una situazione inedita e preoccupante che non dovrebbe prolungarsi perché, con 629 persone a bordo, siamo già ben oltre la nostra capacità massima. La sicurezza e le cure per i superstiti a bordo non potranno essere assicurate per più di alcune ore. Non possiamo immaginare che le preoccupazioni politiche prevalgano sulla situazione umanitaria di queste centinaia di persone appena salvate da un annegamento certo e che hanno appena lasciato l’inferno libico”.
11 giugno 2018

Battaglia sulle rotte del Mediterraneo: mondialisti, mafiosi, ONG e scafisti tutti contro il Governo Conte/ Salvini

Migranti in arrivo su coste italiane

di  Luciano Lago
Non si perdona al ministro Salvini di voler fermare il traffico dei migranti sul Mediterraneo, sarebbe un colpo grave e irrimediabile per il business degli scafisti e delle mafie ma sarebbe ancora più grave per il fronte mondialista costituito dai sostenitori delle migrazioni di massa e della sostituzione etnica delle popolazioni.
Questo spiega come in queste ore si stia compattando un fronte unito tra organismi internazionali come l’ONU e le organizzazioni collegate, ONG , partiti della sinistra mondialista ed intellettuali del pensiero Unico corretto e pro migrazioni.
I più duri, quanto patetici, nell’attaccare la svolta anti migrazioni sono stati i sindaci di Napoli e Palermo, rispettivamente il De Magistris , denominato “Giggino ‘o flop” e Orlando, immarcescibile sindaco di Palermo. Questi sindaci hanno esortato le navi dei migranti a sbarcare nei loro porti garantendo acoglienza umanitaria ed alloggio garantito e pasti gratuiti per tutti.
Immediata la protesta dei disoccupati organizzati e degli sfrattati e senza casa di Napoli e di Palermo che hanno accusato il rispettivo sindaco di assicurare ai migranti africani esattamente quello che loro chiedono da anni: pane, casa e lavoro assicurato. I due sindaci, che affermavano di non disporre delle risorse per assicurare un alloggio agli sfrattati ed assistenza e pasti per le famiglie in difficoltà, affermano adesso di poter disporre di tutte queste risorse, comparse miracolosamente nei loro comuni, per fornire alloggio ai migranti africani. Si sospetta un razzismo alla rovescia contro gli italiani poveri e disperati.
Le accuse contro Salvini ed il governo sono quelle di aver impresso una svolta nazista (Orlando) o di voler chiudere tutto, prima i porti, poi le strade, poi i cittadini nelle case, affermazione fatta dalla impagabile Laura Boldrini che ritiene acora di essere molto popolare nonostante la trombata ricevuta nelle ultime elezioni politiche. La Boldrini parla e pensa di essere ancora una “voce autorevole”. Peccato che non se la fili più nessuno.
Più serie sono le prese di posizone dell’ONU, supremo orgnismo mondialista che patrocina le migrazioni africane in Europa, che ha condannato l’atteggiamento del nuovo governo italiano. Ancora peggiori le accuse delle ONG di Soros che indicano nel Governo Conte/Salvini un rigurgito di nazismo o un nuovo Pinochet, in “pericolo per la democrazia”.
Silenzio invece dall’Europa che finge di non sapere e di non volersi immischiare nelle beghe fra Italia e Malta su a chi spetti l’operazione di sbarco.
Nel frattempo altre navi nelle acque libiche imbarcano migranti, nel consueto sistema di garantire il viaggio e lo sbarco in Italia, come prevedono i patti con gli scafisti, ma Salvini non ci sta, questo traffico deve finire.
Le reazioni furiose contro Salvini si devono anche al pericolo che la chiusura dei porti italiani potrebbe voler significare la fine dei processi di deportazione di migranti ridotti a schiavi per lo sfruttamento delle imprese e delle mafie e questo danneggerebbe gli “affari” delle grandi società e delle organizzazioni mafiose che, tramite il caporalato, possono contare su una mano d’opera a buon mercato.
Naturalmente i processi di deportazione dei migranti nella neolingua del sistema globalista vengono definiti come “accoglienza ed integrazione” in modo che l’opinione pubblica sia sviata e pensi che i “buoni” e gli “umanitari” si trovino dalla parte delle grandi società di capitale che sono le stesse che finanziano gli esponenti della sinistra mondialista. Niente di nuovo sono “umanitari” i bombardamenti che vengono effettuati per portare la “democrazia” quanto sono “umanitarie” le deportazioni per lo sfruttamento dei nuovi schiavi del sistema globalista.
L’eccesso di “umanitarismo” rischia però di provocare una razione di rigetto in quanti si sentono presi in giro da questa sfacciata propaganda della sinistra mondialista che ha dimenticato i diritti sociali dei lavoratori e si è concentrata sull’”umanitarismo” a favore dei migranti.
Il braccio di ferro nel mediterraneo continua……. 11 GIUGNO 2018

NOI SIAMO VOMITEVOLI?

14 giugno 2018

In Francia in piazza i pensionati contro Macron, sono mesi che questi scioperi vanno avanti, insieme ai sindacati a fianco dei loro lavoratori.
I nostri sindacati se ne sono ben guardati di organizzare scioperi ad oltranza, ma anche non ad oltranza, contro la legge Fornero e contro il Jobs act (che legalizza il caporalato) . Però in un sol giorno hanno organizzato in 6 piazze delle proteste per far arrivare i migranti da consegnare a MAFIA CAPITALE.
marina fani
Janos Dex
La Francia ha scatenato l’aggressione alla Libia, causando la gigantesca crisi umanitaria che stiamo vivendo.
La Francia controlla “de facto” una porzione d’Africa, tra le più povere, in maniera semi coloniale ( la c.d. “Area del Franco”), alla quale impedisce pieno sviluppo e autodeterminazione. Mette e dismette governi e dittatori da 70 anni.
La Francia ha chiuso i porti.
La Francia ha chiuso le frontiere.
La Francia rigetta oltre frontiera donne e bambini, mandando i suoi segugi a cercarli fin dentro casa nostra in quel di Ventimiglia.
La Francia da lezioni umanitarie alla “vomitevole” Italia che, da almeno 10 anni, salva e accoglie da sola l’intero mediterraneo, con uno sforzo logistico ed economico mai visto, ampliando il diritto di accoglienza fino a comprendere anche la semplice voglia di venire a farsi mantenere in Italia.
La Francia giudica e insulta l’Italia e i “progressisti” italiani che fanno? chiedono scusa e innalzano Macron a loro icona.
Fine di una storia triste e vomitevole.
colonie
“Quello del governo italiano è stato un’atto di egoismo e poco umano verso gente che soffre” Macron
Sotto, in giallo , i paesi africani costretti a pagare le umanissime tasse coloniali a Parigi.
14 paesi obbligati dalla Francia, attraverso un patto coloniale a pagare tasse pari all’85% delle loro riserve valutarie.
L’umanissimo Macron non si è sognato di togliere la tassa al Djibouti..
Che ha il reddito procapite annuo pari a 453 dollari.
Come è umano lei….
Luigi Cianciox
Gianluca Castro 
Il successo dell’azione di Salvini, in sintesi.
La FRANCIA ha accolto solo il 25% dei migranti stabiliti dall’UE nel 2015. La SPAGNA ne ha accolti solo il 15%. La GERMANIA soltanto il 37%.
Grazie alla mossa di Salvini, la Spagna ha riaperto le frontiere, la Germania ha dato disponibilità a ridiscutere gli accordi europei sull’accoglienza, l’UE ha promesso più fondi europei per l’Italia. E se Macron ha reagito in modo così scomposto è perché questa mossa ha aperto una crepa nell’asse Merkel-Macron per il dominio dell’Europa.
Crepa nella quale ora l’Italia deve inserirsi per recuperare centralità nel nostro Continente.
Cit. Vincenzo Sofo
Questa è l’ultima ed è grossa…il centro di accoglienza di Valencia che dovrebbe accogliere i”profughi” dell’Acquarius ha solo 8 letti liberi… (un 600 ci stanno stretti) per cui verranno piazzari in uan tendopoli con filo spinato attorno. Fantastico! Adesso ci vuole una bella mnifestazione di protesta dei 600 perchè sono in un lager e non in hotel a 3 stelle in italia come promesso dall’agenzia di viaggi quando han pagato il biglietto (lo han detto loro)
Maurizio Gustinicchi
franchi
La Francia, nonostante siano trascorsi oltre 50 anni dai processi di decolonizzazione, può continuare a costringere le sue ex colonie a depositare l’85% delle loro riserve di valute estere nella Banca Centrale da lei controllata. Il Togo, ad esempio, deve perseguire nel pagarle i debiti coloniali. Ogni leader che ha rifiutato questo meccanismo è stato ucciso o rimasto vittima di colpi di Stato, come Mu’ammar Gheddafi o Thomas Sankara.
Al momento, attraverso il suo Ministero delle Finanze, detiene le riserve nazionali di quattordici Paesi africani: Benin, Burkina Faso, Guinea-Bissau, Costa d’Avorio, Mali, Niger, Senegal, Togo, Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad, Congo-Brazzaville, Guinea Equatoriale e Gabon. Coloro che obbediscono sono sostenuti e ricompensati con stili di vita faraonici mentre le loro popolazioni vivono in estrema povertà e disperazione. Queste due ultime condizioni sono funzionali ai suoi interessi. Il fenomeno migratorio che inevitabilmente ne consegue, infatti, diviene la sua arma per far morire qualsiasi intenzione di tali Stati di staccarsi dalle sue logiche imperialiste e raggiungere una forma di sovranità o autodeterminazione.
Se noi siamo vomitevoli, loro cosa sono?
Alessandro Mucciarelli

Caporalato, coop, indignazione per “leso business” e proteste dei sindacati

sindacati3

L’immigrazione è solo questione di “salvare vite”? O la “nuova tratta” nutre lobbies di ogni risma, sulle spalle tanto dei contribuenti italiani quanto sugli stranieri stessi?
Pare che l’intellighenzia di sinistra, quella che tanto ha a cuore i diritti dei lavoratori, almeno un tempo, “scopre” ora il caporalato, prima dei migranti a 3 euro l’ora a raccogliere pomodori c’erano gli italiani, che anche se pagati 10 euro la giornata (fonte report) costavano cmq di più.
Troppo per le lobbies abituate al parassitismo, dalla mafia alle coop. E LO SAPEVANO, DA TANTO TANTO TEMPO, INCLUSA LA KYENGE e che cosa hanno fatto per FERMARE questo lurido fenomeno?
Vanno in piazza ( in un sol giorno sono stati presenti in 6 piazze, mai contro la legge Fornero, il Jobs act e pure contro la legge Biagi a suo tempo si sono tanto tanto “allarmati”) per reclamare l’approdo di ulteriori braccia da consegnare alle mafie, sia legalizzate (coop) sia sfruttatori della peggior specie.
Gli antirazzisti solidali non sono scesi in piazza contro il governo amico quando nel 2016   ha cancellato il reato di somministrazione fraudolenta, che si configurava quando un’azienda creava società fasulle a cui affidare alcune attività sulla pelle dei dipendenti
Rapporto della stessa Cgil da ILFATTOQUOTIDIANO.IT dicembre 2012
Dietro il cibo che arriva sulle nostre tavole ci sono stagionali stranieri pagati 4 euro l’ora in condizioni fuori da ogni regola. E spesso sotto il controllo mafioso
 
Ma quanto ci lucrano sopra, prima incassando con le loro coop, poi spesso con le loro coop prendendo questi “richiedenti” asilo, se vogliono usare una facciata legale, perché la coop può sfruttare a norma di legge, oppure li lascia in mano alla mafia locale e chiude gli occhi….E POI FINGONO DI NON SAPERE E DI INDIGNARSI?
Cosa hanno chiesto per loro? Di tempo e governo amico ne hanno avuto……
SETTEMBRE 2006 ESPRESSO.REPUBBLICA.IT  Io schiavo in Puglia
Sfruttati. Sottopagati. Alloggiati in luridi tuguri. Massacrati di botte. Diario di sette giorni nell’inferno. Tra i braccianti stranieri nella provincia di Foggia
DI FABRIZIO GATTI
PER I SINISTRI, prima di questi ad essere sfruttati erano gli italiani ma con gli stranieri il vs business è doppio
Una storia italiana. Una storia di un Paese in attesa di diventare “normale”
Dopo l’omicidio, che svelò l’enorme scandalo alimentare, il business non s’interrompe. Gli affari continuano ad andare a gonfie vele, anche grazie all’utilizzo irregolare di false cooperative che generano evasione fiscale e contributiva, sfruttamento di lavoratori e caporalato…..
cgil
sindacati4
Qui pure la Kyenge che è tanto scandalizzata era presente ed a conoscenza di questo sistema, cosa ha chiesto e fatto per quei lavoratori (il SUO partito era al governo nel dicembre 2017)?????
In alcuni casi i salumi arriveranno sulle nostre tavole a Natale attraverso appalti illegali, contratti irregolari e giornate lavorative di 13 ore. Negli impianti di macellazione della carne si diffonde il nuovo caporalato. La denuncia arriva dalla Flai Cgil dell’Emilia Romagna
toh lo sfruttamento del caporalato nella terra rossa degli anti razzisti solidali reportage del 9 marzo 2018
La riforma di Renzi e un successivo decreto hanno stabilito che i meccanismi usati per pagare meno i dipendenti, come la somministrazione abusiva, siano puniti solo con una sanzione. Risultato: lo scorso anno i casi sono aumentati del 39%
di Roberto Rotunno
“Vuoi risparmiare fino al 40% sul costo del lavoro? Rivolgiti a noi”. Di fronte a un annuncio del genere, qualsiasi imprenditore cadrebbe in tentazione. Il problema è che spesso offerte come questa suggeriscono un semplice trucco: esternalizzare in maniera irregolare la manodopera. Creare una sorta di appalto fittizio, incaricando una ditta che, attraverso sotterfugi, paga meno i suoi dipendenti. È una pratica che, dopo aver vissuto una rapida crescita, è esplosa nell’ultimo anno.
Dall’inizio del 2016, quando il Parlamento ha depenalizzato lasomministrazione abusiva, oltre ai distacchi e agli appalti illeciti, l’aumento di questo genere di violazioni è stato del 39%. Un’escalation che è testimoniata dalla relazione annuale dell’Ispettorato del Lavoro. Questi numeri, inoltre, hanno fatto scattare già da tempo l’allarme al Consiglio
 
 
MARINA FANI

Come volevasi dimostrare:

aquarius6

dicono che c’è brutto tempo per valencia, ma sono tutti su una bagnarola? Perché l’Aquarius sembra robustina…….e non deve attraversare l’oceano pacifico nel mezzo dell’inverno…..Chissà se accetteranno il passaggio della nostra marina militare…..direi che i segli di forte MALAFEDE sono evidenti, anche se tirano fuori storie strappalacrime. Le prese per i fondelli alla lunga stancano.
Marina Fani 
Medici senza frontiere non vuole andare in Spagna.
Vuole l’Italia.
Non è una questione umanitaria.
Ma politica è vergognosa.
È un atto di guerra Delle Ong alla sovranità nazionale.
Hanno declinato Malta con scuse
Hanno fatto scena muta alla disponibilità italiana di far sbarcare solo donne , bambini e malati.
Ora declinano la disponibilità della Spagna
Fanno politica sulla pelle dei migranti.
Non la Lega
Le Ong
Bruno Cometti
Febe Polluce
L’Acquarius è una nave negriera: l’equipaggio incassa il compenso solo se il viaggio si conclude in Italia, non nel porto più vicino. Per questo non è andata a Malta e ora non vuole andare a Valencia. Per questo non ha accettato di sbarcare donne e minori e far salire a bordo gli aiuti, come offerto dal Governo Italiano. Le persone a bordo rendono solo se consegnate a destinazione e solo se non si crea il pericoloso precedente del respingimento.
Altrimenti possono stare in mare e magari morirci.
LA NAVE NEGRIERA AQUARIUS
In tutte le stagioni, con le piu’ diverse condizioni atmosferiche e del mare, TUTTI I GIORNI fa la spola tra la costa libica e le coste Italiane. Gli spostamenti sono tracciati da anni.
Ieri pero’ ha rifiutato l’offerta del Governo Italiano di fare scendere donne e bambini.
Non attracca mai in Tunisia o a Malta dove, secondo le convenzioni del mare, si trovano i porti sicuri piu’ vicini alle coste libiche.
Rifiuta di raggiungere la Spagna (d’estate e con condizioni del mare perfette) perche’ sarebbe “pericoloso”.
La questione e’ politica, gli schiavisti delle ONG devono averla vinta a tutti i costi. Non vogliono creare precedenti negativi. Se sara’ necessario prima o poi sacrificheranno senza problemi anche un carico umano.
Le vite, per loro inutili, dei loro passeggeri valgono molto meno della vittoria politica contro chi, per la prima volta da anni, si oppone a questa tratta di schiavi.
Una tratta utile solo ai disegni delle elites capitaliste e mondialiste: scatenare una guerra tra poveri (proletari locali contro proletari immigrati), privare sia gli uni che gli altri dei piu’ elementari diritti sociali e continuare ad alimentare l’esercito industriale di riserva di marxiana memoria, sottraendo ai Paesi del Terzo Mondo le loro risorse lavorative piu’ qualificate, mentre tutti gli altri, deboli, vecchi, malati, che non servono al Capitale, vengono lasciati morire come animali.
Cesare Corda

‘Chiedevamo protezione, ora siamo schiavi’,

‘Chiedevamo protezione, ora siamo schiavi’, pubblicato su L’espresso DATATO 26 SETTEMBRE 2017, mi pare ci fosse in carina il governo non eletto antirazzista solidale GENTILONI, governo al quale NESSUNO ha fatto alcuna domanda.

Mi chiedo a CHI ABBIANO CHIESTO PROTEZIONE questi ragazzi E PERCHE’ non è stata data loro. Possono rispondermi i sindacati tanto favorevoli all’accoglienza QUANTO INDIFFERENTI sul loro lavoro e buste paghe salvo poi fare sermoni antirazzisti?
Quanto lucrano sopra? Una volta con LE loro COOP e poi quanto DALL’INCENTIVO DEL DUMPING SOCIALE E CHIUDERE ENTRAMBI GLI OCCHI SU QUESTO?
ESTRATTO DALL’ARTICOLO
 
Dalla Toscana alla Sicilia, molti Centri d’accoglienza sono diventati un serbatoio di manodopera a basso costo. Lì vanno a rifornirsi caporali e imprenditori senza scrupoli. Per l’opinione pubblica, però, i migranti sono ancora “parassiti che mangiano e dormono”DI ANTONELLO MANGANO 
 
NON meniamo il can per l’aia, sapete voi de l’Espresso e accoliti, che con PACCHIA ci si riferisce A BEN ALTRI SOGGETTI BENEFICIARI, non al migrante in sé MA A CHI SI INCASSA QUEI SOLDI USANDO i migranti.
SEMPRE TRATTO DAL TESTO:
Tunisini coi capelli grigi, da venti anni in Italia, si affiancano a giovani subsahariani sbarcati da pochi mesi. “Sono quelli dei Cas”, li indicano. Quei giovani che non parlano italiano sono concorrenti temibili. “Tanto lo Stato ti dà da mangiare e dormire”, dicono i padroni dei campi. E pagano il meno possibile.
 
Cinquanta euro ai tunisini, 25 ai romeni, da 15 a 7 per gli ospiti dei Cas. A Vittoria, provincia di Ragusa, il salario di un bracciante a giornata è precipitato. Nelle campagne, al tramonto, decine di africani in bicicletta tornano dalle serre ai centri di accoglienza. In tasca hanno una manciata di monete, il misero compenso di dieci ore di lavoro.
Il caporalato da queste parti non c’era. Da poco si sono formate le prime reti.”
 
NON C’ERA IL CAPORALATO, ORA SI‘. SOTTO L’OCCHIO DEL MINISTRO DEL LAVORO POLETTI, SINDACATI, ISPETTORI DEL LAVORO ETC.
PERCHE’ AI CARABINIERI NON VENIVA DATO NESSUN ORDINE DI CONTRASTO ALLO SFRUTTAMENTO??????????
 
COMPLIMENTI, ERA QUESTO L’OBIETTIVO DE “L’INTEGRAZIONE”? CIOE’ FAR LAVORARE I RICHIEDENTI ASILO serviva ad alimentare IL DUMPING SOCIALE INVECE DI RAGGIUNGERE LA TANTO PROPUGNATA EGUAGLIANZA NEI DIRITTI?
ARICOMPLIMENTI
altro pezzo dell’articolo:
 
 “Tanto lo Stato ti dà da mangiare e dormire”, dicono i padroni dei campi. E pagano il meno possibile.” E QUESTO CHI L’HA CONSENTITO?
 
“Racconta per esempio di un centro anziani a Canicattì che ha aggiunto alla ragione sociale l’ospitalità dei profughi. “Alle 4,30 del mattino si va nel punto di raccolta e si aspetta il contadino che passa con il suo camioncino e sceglie fra adulti italiani, africani e rumeni. Ma anche tanti minori, che non si perdono nella depressione dell’inattività, ritrovandosi a farsi sfruttare per qualche euro in tasca”.
BEL LAVORO ANTIRAZZISTI SOLIDALI PER L’EGUAGLIANZA, PRIMA DI FAR PATERNALI, SCIACQUATEVI LA BOCCA
Anni fa, un servizio televisivo trasmetteva cosa succedeva a TORINO per i lavori nell’edilizia, STESSA IDENTICA COSA.
VOI MORALMENTE SUPERIORI, CHE AVETE FATTO? AVETE SOLO ALIMENTATO QUESTA SCHIAVITU’, BELLA LA VOSTRA COSIDDETTA “DEMOCRAZIA LIBERALE” (CIT LORENZIN)