PICCOLI ODIATORI ITTICI SUICIDATI CON IL CONCORSO DI BENETTON E TOSCANI —– GRANDI ODIATORI “PROGRESSISTI” E I LORO ASSALTI AL VOTO IN IOWA, ALLA CINA, AI 5STELLE, ALLA LEGGE UGUALE PER TUTTI

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MONDOCANE

GIOVEDÌ 6 FEBBRAIO 2020

 

USA: onta del partito dell’odio, caro agli odiatori nostrani

Trump, il più odiato dagli odiatori seriali. Nelle primarie Democratiche dello Iowa ennesima vittoria di Trump, a dispetto dei tanti ricatti accettati e subiti, sul duo Deep State-Partito Democratico delle guerre al mondo, del Russiagate sgonfiato e dell’impeachment fallito. Ora il presidente, vincitore tra i repubblicani con oltre il 90%, appare lanciato, dai successi economici e dall’occupazione mai così alta, verso il secondo mandato. Una presidenza che si spera più aderente alle promesse di distensione e multilateralismo che avevano portato alla disfatta di Hillary, la gorgone venerata dal “manifesto”.

La campagna del 2016, fu condotta dalla cosca Obama-Clinton con una pletora di metodi sporchi contro il più o meno sinistro Bernie Sanders, prima ancora che contro il pronosticato sconfitto Trump (per il quale fu inventata la grottesca balla dell’intervento russo). Con il nuovo sabotaggio di Sanders da parte del solito Comitato Nazionale Democratico, per eliminare un concorrente sgradito al sistema plutocratico e guerrafondaio, i democratici sono ricorsi a trucchi scandalosi, screditandosi davanti ai loro elettori e facendo ridere il mondo intero. Un risultato che aveva subito visto vincere Sanders (poi confermato per numero di voti) è stato oscurato per giorni di traccheggiamenti e, poi, attraverso l’imbroglio di una app fornita da un miliardario sostenitore del Partito Democratico, Reid Hoffman, stravolto a favore dell’outsider di Sistema, Pete Buttigieg, per supposta prevalenza di delegati.

Il candidato “progressista” caro a Wall Street, alle piattaforme e al “manifesto”

Zuckerberg e Buttigieg

 Chi è Buttigieg? Ex-sindaco di una cittadina nell’Indiana, si definisce progressista ed è finanziato da molti bonzi di Wall Street, gay dichiarato e militante LGBTQ, sostenitore all’estero delle guerre USA, ma anche delle migrazioni di massa, e quindi di Soros, del neoliberismo e delle assicurazioni private per la sanità in casa. Soprattutto candidato preferito e amicissimo del re di Facebook che controlla tutti noi, Zuckerberg. Con tali requisiti dai nostri sinistri è preferito  all’”estremista radicale” Sanders, subito abbandonato. E, con Marina Catucci ancora provata dalla dolorosa dissolvenza della virago assassina della Libia, per cui tanto si era spesa, subito il “manifesto” gli ha dedicato un ritrattino corredato di alloro e profumato d’incenso.

Tale è lo stato della democrazia nella nazione, guida dell’Occidente. E tale è lo stato del “quotidiano comunista”. Se ne saranno accorti i quattro scornacchiati ancora impegnati a fornirgli foglie di fico?

Buoni e cattivi per la “nazione eccezionale”

Come tutti sanno, gli Stati Uniti sono la “nazione eccezionale”, cui è stato assegnato “il destino manifesto” di sostenere i buoni e abbattere i cattivi. I buoni trovandosi dunque quasi tutti negli stessi Stati Uniti, con particolare concentrazione tra i ricchi e i democratici e un anomalo residuo di cattivi raggruppatisi attorno a Donald Trump e tutti gli altri cattivi a rovinare il resto del mondo. Di buoni ne sono rispuntati alcuni in America Latina, ce ne sono sempre stati parecchi in Europa, pochini nella periferia dell’Asia, una ridotta di buoni rifugiatisi in qualche ONG. Scarseggiano, i buoni, in Africa, quando non s’imbarcano su carovane e gommoni, mentre non ce ne sono quasi in Medio Oriente, fatta eccezione per i curdi, meglio se femmine, e mezza dozzina di corone arabe lucidate a petrolio.

Chiodo scaccia chiodo, odio scaccia “odio” e bue odia asino

I maestri odiatori sono bravi quanto il bue che dà del cornuto all’asino. Invertono i fattori dell’equazione, denunciando come odiatori i da loro odiati perché divergenti dal pensiero unico – e fisso, come certe stelle – degli odiatori. Nella colonia imperial-atlantista dei media, dove al rintronamento degli allocchi convinti di essere “de sinistra” ci pensa il “manifesto”, ci si è fatti le ossa in dieci anni di odio per i 5Stelle. Specialmente per certe anacronistiche pretese, come far passare qualche soldo dall’alto, dove sta bene, al basso, dove è sprecato, o come sconvolgere l’assetto sociale all’insegna del populista “la legge è uguale per tutti”. Pessima legge antica che impedisce agli avvocati (e a certi giudici) di guadagnarsi la pagnotta aiutando persone di buona famiglia, con nel curriculum qualche marachella, a farla franca.

Ci si è data buona prova di sé nell’odio per chi non condivide la liberazione di disperati dai loro paesi d’origine, dalle loro comunità, terre, foreste e miniere, resa possibile su appuntamento (detto naufragio) con i trafficanti. Quelli che insistono per rimanere, siriani, libici, iracheni e molti altri, vanno odiati nel loro stesso interesse e, a questo scopo ci si può avvalere di odiatori di complemento come Al Qaida, Isis e curdi. Quanto agli arabi in generale, visto che tutti sono semiti e in prevalenza musulmani, ecco che in questo caso licenza piena è accordata all’antisemitismo e alla virtù laica dell’islamofobia.

Dall’odio, per Russi e Cinesi, nasce cosa. Magari nucleare.

L’Ordine degli odiatori, ben visto anche in Vaticano, da tempo si esercita alla grande sulla Russia. Vedrete cosa ci aspetta dalle prossime presidenziali USA, se non dovesse passare uno pronto a sparare l’atomica su Mosca. Dalle ceneri del Russiagate sorgerà l’Araba Fenice di Putin che, in prima persona, hackererà tutti gli smartphone dei Democratici facendosi passare per George Washington che dice agli elettori di votare Trump. Oggi, però, visto l’esito funebre del meschinello Russiagate, l’odio, cavalcato al volo un virus dal muso giallo, cattivissimo come dimostrano gli occhi a mandorla, si riversa sulla Cina.

Per la Cina, nazione che si avvia all’egemonia mondiale della comunicazione digitale e, con la Via della seta, alla connessione infrastrutturale con mezzo mondo, per grandi scambi tra nazioni sovrane, paura e odio sono al parossismo. E al nostro establishment democristo-massonico-sorosiano, di arlecchini servitori di tutti i padroni, va riconosciuto il primato dell’isteria allarmistica. Dichiarano di evitare il panico e lo seminano a piene mani per quella che è con ogni evidenza la guerra alla Cina, con i mezzi della diffamazione e del sabotaggio economico. I media sono arrivati perfino a negare alla Cina e attribuire ai ricercatori dello Spallanzani l’isolamento del Corona virus (mentre gli stessi scienziati di quell’istituto, seri, hanno riconosciuto la primigenitura cinese. E il Fatto Quotidiano, principe delle fake news atlanticiste, ha approfittato del virus per pubblicare un paginone di veleni del ragazzo Yoshua Wong, caposquadrista di Hong Kong e referente degli Elmetti Bianchi, specialisti di False Flag chimiche in Siria, inventati e pagati dal colonialismo anglosassone.

Un’epidemia influenzale che nella Cina dalla sanità gratuita, con1,4 miliardi di abitanti, sta arrivando a 500 vittime, negli Stati Uniti dalla sanità a pagamento, con 327,2 milioni, nello stesso periodo ne ha provocato10mila. In Cina si è reagito con efficienza incredibile, isolando in pochi giorni il virus e allestendo un sistema di isolamento e intervento sanitario (due ospedali da 1000 posti in dieci giorni) da far crepare di invidia e odio chi sull’ebola in Congo e Africa Occidentale e sul colera in Yemen, da anni ci fa affaroni minerari, petroliferi e agroindustriali al costo di far fuori intere popolazioni.

Odio per il primo della classe?

Russia, Cina e loro complici, statuali e non, sono, come confermano i militanti della nostra stampa embedded (messa a letto) nelle alcove dell’Occidente, tutti paesi e genti di cui gli USA dovrebbero sbarazzarsi, vuoi a forza di terroristi islamici, vuoi sommergendoli di odio globale, vuoi a colpi di nuove atomiche “tattiche”, all’uopo ammodernate e già piazzate tutt’intorno al continente. E pure tra i piedi nostri che, però, marciano in entusiasmante sincrono con l’orologio degli scienziati, sul quale ora mancano 100 secondi alla mezzanotte nucleare. Tuttavia, con Conte, PD, la CEI, le ONG, tutti gli altri, compresa la frazione M5S che ci ha ripensato, compresi i sopravvissuti dei deprecati campi, non ci diamo il minimo pensiero circa la nostra identità di bersaglio atomico e la conseguente eventualità di precedere l’apocalissi promessaci da Greta. Siamo sempre stati un paese felicemente spensierato.

Sardine, odio ch’a nullo odiato odiar perdona

 United Colors of Benetton

Si vanno intanto estinguendo, e non per ragioni climatiche, le Sardine, odiatori di ultima generazione, però con tanto bon ton. Del resto, freschi di giornata a novembre, cosa vi aspettate di trovare sul banco tre mesi dopo? Basta, per illustrarci l’ultima trovata del miliardario ebreo-ungherese andata in putredine, la Sardina bolognese parlante, dall’ippodentatura e dalla chioma arricciata a 2000 volt. Si erano specializzati in odio al profumo di gelsomino per tutto ciò che, più rozzamente, odiavano i giusti, i buoni e i beneducati. Santori, da odiatore dei regressivi contadini lucani e pescatori dell’Adriatico, in quanto sostenitore di quante trivelle possano bucare Basilicata e Adriatico, a odiatore di spericolati viaggiatori su ponti ASPI, nel selfie con chi da autostrade, viadotti e guardrail trae miliardi pubblici e morti private. A odiatore anche di indigeni renitenti al progresso, sempre nel selfie con chi nelle pampas argentine, sottratte ai Mapuche, alleva pecore e disleva popolazioni. Infine, a odiatore di passeggeri frettolosi, nel selfie con chi fa di aeroporti, stazioni e autogrill dei suk disfunzionali per fondisti affetti da shopping-dipendenza.

Chi di odio ferisce, di selfie perisce

Il bacio della morte a quest’ultimo tentacolino del noto finanz-filantropo ungherese glie l’hanno dato Luciano Benetton e il suo fotografo di corte Oliviero Toscani (“Ma a chi interessa che caschi un ponte, smettiamola!” Così Toscani nella trasmissione “Un giorno da pecora”, Radio1). Pensate come ci sono rimaste tutta la scemenzeria e tutta la sorosianeria italiote, tutti uniti nell’odio per chi si rifiuta di entrare nel gorgo del pensiero unico, da papà PD al pappagallino mediatico “il manifesto”, fino all’intellighenzia de sinistra alla Marco Revelli o Massimo Cacciari.

Petrosardina, pontiere e fotografo di corte

Legge uguale per tutti? Quando mai!

Esce da questa costellazione di smisurati buchi neri e di pochi corpi luminosi un ulteriore flusso d’odio, di tale impeto da provocare la rottura degli argini. E’ l’odio per un concetto che, dal Codice Napoleonico in qua, rompe le palle con quell’utopia farraginosa e prevaricatrice dell’ordine naturale delle cose che sarebbe “la legge è uguale per tutti”. Utopia recuperata dal 1848  che offese principi e papi e lanciata contro signorie e borghesie dai  meritevolissimi di odio Cinquestelle, protettori di barboni, lazzaroni e perdigiorno. Principio che i barbari del Nord hanno tutti, non solo sancito, ma osservato e praticato come fosse, questa sì, legge naturale. Da tempi immorabili hanno garantito l’assenza di una prescrizione tale da allungare i processi fino a quando, dotati di avvocati e mezzi, signorie e signori no ne uscissero intonsi e giustamente ricompensati. Tipo Andreotti, col suo despotismo di velluto, sostenuto da mafia e Chiesa, tipo strage di Viareggio, sterminio Eternit da amianto, Taranto avvelenata a morte, Berlusconi degno follower di Andreotti, in una dinastia che si dipana dalla nascita della Repubblica ad oggi.

C’è l’immenso grumo di odio per chi stravolgendo l’ordine delle cose, nega immunità e impunità a chi la merita per censo e se l’è guadagnata spendendo fior di quattrini a sostegno dell’irrinunciabile categoria degli avvocati delle cause vinte. Un grumo malavitoso, mafioso e “civile”, con la testa maleodorante del pesce infilataci a mo’ di vessillo, che, non si sa come, era sfuggito allo schermo di equità giuridica con il quale certa Europa copre i purulenti ristagni del suo malaffare, che scendendo per li rami, hanno infettato un po’ tutta la nazione.

Legulei, avvocaticchi, giudici tipo quello del paese di Acchiappacitrulli, che manda in galera Pinocchio in quanto osa denunciare il furto dei signori Gatto e Volpe, sinistri da bassifondi sorosiani, persino presunti custodi della Costituzione che, se ci fosse una Corte Costituzionale senza gli Amato, li manderebbe per stracci, garantisti nel nome di una civiltà giuridica come quella di colui che disse “la loi c’est moi”, tutto un universo mediatico con le tastiere lubrificate a odio per il volgo, si sono avventate sul primo ministro in assoluto che si sente ed è della Giustizia. Odio di avvocati terrorizzati, ancora più che dalla prescrizione bloccata, dalla riduzione dei tempi del processo penale, a cui Bonafede sta pure lavorando. Quanti studi chiuderanno scomparsa la greppia?

C’è una dimostrazione di odio di classe che, a sentirsi tale classe minacciata nel privilegio di poter tarare la bilancia del diritto a suo favore e in odio ai burini da basso, è quella che si va consumando nel parlamento della più alta percentuale di malavitosi, corrotti, corruttori, pregiudicati, processati, inquisiti, denunciati, mafiosi dell’intera Europa. Tutti, nelle varie forme partitiche e col supporto del sistema mediatico dell’odio sinistro e destro, all’assalto di Bonafede, come il prussiano Blücher con la sua cavalleria contro Napoleone (e fu Waterloo e la restaurazione).

Si sono fatti le beffe, gli odiatori, ma anche presunti sodali e simpatizzanti, della parola d’ordine “onestà”, centrale tra tutte le leggi mosaiche su cui si è fondato il MoVimento. Perno epocale di una scelta di civiltà. Inscindibile dalla parola libertà. Molte delle idee guida sono state dimenticate, lasciate nel fosso al lato della via, addirittura tradite. Ma quella è una delle rimaste, intatte e robuste. E’ intorno a questo fulcro che ci si gioca un futuro alla Benetton, o alla Davigo. Qualcuno parla di M5S “residuale”. Ce ne fossero. L’errore peggiore? Il via libera al traghettatore consacrato alla camicia nera Padre Pio. Traghettatore da un principio di civiltà e uguaglianza a uno prono a ogni rivalsa vandeana. Proprio come quei traghettatori che “salvano” deportati dalla patria, con gli strumenti del ricatto e dell’illusione, e consegnati alla schiavitù in terra aliena con lo strumento della carità.

Fuori dal palazzo, a parte lo strepitio tossico degli odiatori di carta e schermo, c’è silenzio. La gente guarda ammutolita. Quando non si sente paralizzata dal Coronavirus. E’ paura, rassegnazione, è sospensione davanti alla porta della tua squadra minacciata dal goal? A sostegno dei Cinquestelle e di questa lotta, come occorse al tempo del TAV, altro nodo cruciale troppo leggermente lasciato sciogliere, occorrerebbe una Valsusa di dimensioni nazionali, una mobilitazione di piazza in piazza, tribunale in tribunale, scuola in scuola, rete in rete, a difesa di Bonafede e dei suoi. Per non lasciarli soli, anche rispetto a chi finge di stare di qua, mentre sta già di là. Come si sono fatti lasciare soli al tempo del TAV. Altro che legulei e chi si spippazza trovando mille peli in ogni uovo e scambiando per nemico del popolo il M5S anziché tutti gli altri. O quelli che, più bravi dei Nobel che hanno scisso l’atomo, scindono in mille frammenti di buono, o meno buono, o difettoso, quanto i pentastellati hanno fatto o vogliono fare, a dispetto delle cadute e inversioni di marcia: reddito di cittadinanza, decreto dignità, quota 100, revoca autostrade, stop trivelle, spazzacorrotti, taglio pensioni d’oro, taglio vitalizi…..

Ora gli odiatori di queste cose le vogliono cancellare tutte. Chi invochiamo? I grilli parlanti, le Sardine, Bersani, papa Francesco, o la civilissima UE, territorio di eunuchi, briganti e lobby dell’odio?

Pubblicato da Fulvio Grimaldi alle ore 18:18

PICCOLI ODIATORI ITTICI SUICIDATI CON IL CONCORSO DI BENETTON E TOSCANI —– GRANDI ODIATORI “PROGRESSISTI” E I LORO ASSALTI AL VOTO IN IOWA, ALLA CINA, AI 5STELLE, ALLA LEGGE UGUALE PER TUTTIultima modifica: 2020-02-15T18:45:28+01:00da davi-luciano
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