GRANDI OPERE, GRANDE ’NDRANGHETA, PICCOLI CITTADINI. DAL 1943. —– GIALLO-VERDI, GIALLO-NERI, TAV: “CE LA MANGIAMO IO E TE LA TORINO-LIONE”

https://fulviogrimaldi.blogspot.com/2019/12/grandi-opere-grande-ndrangheta-piccoli.html

MONDOCANE

DOMENICA 22 DICEMBRE 2019

Da Mario Monforte (“Il Ponte”) ripubblico in calce questa denuncia dei No Tav sulle commistioni TAV-MAFIE-+EUROPA venute alla luce da iniziative della magistratura, fatti di cronaca e episodi già rivelati in passato da indagini degli stessi NO Tav (criminalizzati e perseguitati anche per questo). Commistioni occultate dai media in coerenza con l’etica del giornalismo italiano e dei suoi organi rappresentativi, escluso l’altrimenti malemerito “Fatto Quotidiano”.

Si tratta di fatti sconvolgenti, ma non sorprendenti, relativi agli interessi  e complicità che muovono quest’opera inutile, di spreco spaventoso e dalle conseguenze distruttive sul piano ambientale, sociale e politico. Una Grande Opera, grande esclusivamente per le dimensioni della devastazione e il tasso di cinismo di chi ne trae profitto, contro cui da trent’anni si batte tutta una comunità e la parte migliore del paese, pagandone un prezzo altissimo in termini di mazzate poliziesche, giudiziarie e mediatiche. Grande Opera tentacolo di uno Stato-mafia che ha i suoi consolati, i suoi servizi segreti, le sue forze dell’ordine su ogni lembo del territorio nazionale. Grande Opera di cui i cittadini titolari di quella terra hanno percepito la portata regressiva e delinquenziale, non solo per le comunità e l’ambiente interessati direttamente, ma anche sul piano morale e culturale che caratterizza l’approccio del totalitarismo globalista al pianeta tutto e ai suoi abitanti. Se ne dà testimonianza anche nel mio documentario “Fronte Italia-Partigiani del 2000”.

Opera (No Tav Valsusa, No Tav Terzo Valico, No Tav sotto Firenze) che, simbolicamente e sul piano della continuità storica, conferma quello che è, dal 1943, sbarco degli americani in Sicilia in base a un accordo con la mafia, al di là della “costituzione più bella del mondo”, il tratto saliente, malavitoso, della classe dirigente postfascista. Classe di dominanti che carnevalescamente maschera il fascismo postmoderno, biopolitico e tecnologico, suo e delle società occidentali, facendo inneggiare all’antifascismo sardine in piazza, corporazioni e caste varie. Dobbiamo a questa piovra le centinaia di vittime delle stragi da “terrorismo”, ovviamente mai scoperchiate, se non da teorici del “complottismo”, finalizzate a mantenere in piedi uno status quo occasionalmente minacciato da ventate di “odio populista e sovranista” per ladri, ladrocinii e saccheggi. E i militanti No Tav della Valsusa e del Terzo Valico, più che per aver opposto striscioni ai manganelli, e mortaretti agli idranti, anche per aver indicato e documentato i consorzi malavitosi che fanno capo all’impresa, hanno subito indecenti abusi repressivi.

Il tema TAV ha determinato quello che forse è il più radicale fallimento del governo detto gialloverde e la crisi del Movimento Cinquestelle che ora, con l’ulteriormente degradante alleanza con PD e renzismo, minaccia di divenire irreversibile, almeno nei suoi quadri dirigenti. Da una parte la Lega del demagogo Salvini, asservita in ogni sua componente agli interessi del grande capitale mafio-neoliberista nazionale ed europeo, fintamente sovranista e interamente compresa nello schieramento capitalimperialista dei guerrafondai, devastatori dell’ambiente e fautori di un controllo orwelliano su un’umanità di sudditi espropriata, livellata e de-identificata. Dall’altra, in perfetta sintonia strategica, non contraddetta dalle sceneggiate di sardine e altri, il nuovo partner “nero” dei Cinquestelle, propagandisticamente e per puro opportunismo bipolarista definito “sinistra” o “centrosinistra”. Ambedue, nel segno di un bipolarismo finto e di un monopolarismo effettivo, con davanti lo stesso pifferaio.

A questi due schieramenti minoritari, che costituiscono la tenaglia mortale a cui Unione Europea e Nato hanno affidato il controllo e la cattiva sorte degli italiani, guidati in entrambi i casi, gialloverde e giallonero, nella tradizione del migliore trasformismo italiano, da un classico prodotto del clerical-atlantismo democristiano, il Movimento Cinquestelle ha consegnato la sua maggioranza parlamentare. L’altroieri con il grottesco voto a salve anti-Tav in parlamento, che comunque non metteva minimamente in discussione, anzi, la subalternità ai soci e al premier, ieri con lo scandaloso voto all’iperausteritaria Von der Leyen, presidente del consesso di euro-eunuchi (e già sotto accusa per malversazioni da ministro della Difesa tedesco) e oggi, nascosto sotto un ridicolo rinvio, con il consenso al MES, arma-fine-d’Italia.

Vi lascio alla lettura della denuncia dei No Tav (nel link) e del commento sottostante, nonché a una torta per la nascita dell’anno nuovo, con sopra alcune candeline anti-mafia e anti-mafiosità: quella della prescrizione bloccata dal primo giudizio, quella del bavaglio alle intercettazioni strappato all’ex-ministro PD Orlando (auguri, Alfonso Bonafede), quella di un reddito che ha tolto dalla miseria due milioni e mezzo di persone. E teniamo in serbo quella che strappa dagli artigli dei malversatori le autostrade del paese, altrettante forche caudine, a volte mortali. Per il resto ci alziamo sulla punta dei piedi e guardiamo oltre le Alpi, nelle piazze e nelle rotonde di Francia.

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DA MARIO MONFORTE

No tunnel Tav Firenze: per chi ha voglia di brutte notizie un articolo in cui si parla di come emissari delle ’ndrine incontrano candidati di FI e +Europa nella compravendita di voti. Tutto per fare il Tav piemontese. 

Da NoTav.Info: https://www.notav.info/top/ndranghetav-lincontro-tra-il-boss-e-i-parlamentari-di-fi-e-europa-riprendere-i-lavori-in-val-susa/?fbclid=IwAR2vUWMQ834Xx0ZVZZQAmqWVqGId-p8tG1gHtwyCQgXAsGfXuDTnYKc-YHY, 21.12.2019

Ndranghetav. L’incontro tra il boss e i parlamentari di FI e +Europa: «riprendere i lavori in Val Susa».  Mentre ieri l’attenzione di tutti si concentrava sull’arresto per scambio politico-mafioso di Roberto Rosso, una notizia bomba tichettava nelle carte dell’inchiesta sulla ’ndrangheta in Piemonte. Negli atti dell’inchiesta, ancora secretati ma usciti grazie a una fuga di notizie, non c’è solo l’assessore degli striscioni «sí-tav» in Comune ma si parla anche di un altro incontro tra esponenti politici di altissimo livello e le cosche piemontesi. È il 24 febbraio 2019. A Nichelino si incontrano Francesco “Franco” Viterbo, portavoce del boss Onofrio Garacea, e alcuni onorevoli. Garacea è esponente del clan Bonavota ed è considerato “il reggente dei calabresi” tra Genova e Torino. Come riferirà Viterbo al patron del cosche del basso Piemonte, all’incontro sono presenti esponenti di spicco della politica nazionale, tra gli altri, «Napoli e Bertoncino». Si tratta con tutta probabilità della candidata alle europee per +Europa, Maurizia Bertoncino, e del deputato di Forza Italia, Osvaldo Napoli. Il colonnello forzista è uno dei piú accaniti sostenitori del Tav in Piemonte, da oltre 15 anni instancabile garante degli interessi opachi che si nascondono dietro la nuova Torino-Lione: già sindaco di Giaveno, promotore di uno dei primissimi esprimenti di movimento «sí-tav» nel 2010, non perde occasione per chiedere di arrestare i «no-tav» come terroristi, accoglie con giubilo ogni avanzamento dell’opera, elargisce solidarietà ai poliziotti che proteggono il cantiere, pretende la chiusura dei centri sociali torinesi accusati di dar manforte ai valsusini nella battaglia contro l’alta velocità. Piú importante ancora, l’on. Napoli dal 2013 ha affiancato Paolo Foietta come vice-presidente dell’Osservatorio ministeriale alla realizzazione dell’asse ferroviario Torino-Lione. Quanto a +Europa, il partito della Bonino in Piemonte fa del Tav letteralmente la sua bandiera nella campagna elettorale, arrivando a battezzare la lista per le europee «+Europa-sitav».

In quei giorni, il dibattito sulla seconda Torino-Lione imperversava in tutta Italia. […] l’analisi-costi benefici del MIT ha attestato che l’opera, oltre a un impatto ambientale devastante sull’arco alpino, è in perdita per diversi miliardi di euro. Dopo 20 anni di battaglie, il progetto Tav sembrava ormai arrivato al capolinea. È in questo momento che boss e deputati convengono sulla necessità di «dover prendere il paese in mano»Che significa? Il punto di convergenza tra le parti il 24 febbraio è sulla necessità che «i lavori presso i cantieri della Tav di Chiomonte devono proseguire».

Il resto è storia. Nel maggio 2019 il futuro consigliere regionale di FdI Roberto Rosso compra da Garacea pacchetti di voti dalle ’ndrine calabresi e viene eletto con il record di preferenze nella giunta di Alberto Cirio. Il 23 luglio il governo giallo-verde, per bocca del presidente del consiglio Conte, smentisce l’analisi costi benefici e annuncia che il Tav verrà finanziato. Il deputato Osvaldo Napoli dichiara «la Tav va avanti, come il buon senso vuole è una vittoria per l’Italia con ciò si conferma che l’ideologia della decrescita felice è stata e rimane il piú grande ostacolo allo sviluppo dell’Italia. Con la decisione sulla Tav, Conte si pone come naturale punto di equilibrio fra la maggioranza e le opposizioni». Il 9 agosto, a poche settimane dall’insediamento, Cirio visita il cantiere del tunnel geognostico di Chiomonte in compagnia del direttore di Telt Mario Virano e del consigliere Rosso, e dichiara «l’opera è irreversibile, è venuto il momento di far ripartire i lavori».

Questi fatti sono noti in tutte le redazioni del nostro paese. Nessun quotidiano nazionale né Tg però ne sta parlando, se non su qualche sperduto trafiletto. Per mesi hanno pompato ogni minchiata riguardante il Tav, sperticandosi sui dettagli della cromatura della talpa Federica o il guardaroba delle “madamin”, ma il fatto che la ’ndrangheta ordini a dei parlamentari di continuare con la piú controversa opera pubblica in Italia non è degno di nota. Come definire un’informazione del genere? Distratta? Complice? Collusa? Quanto a questa vomitevole macchina che vuole spolpare il nostro territorio, nota anche come Tav, che pieghino armi e bagagli e non si facciano mai piú vedere. A cambiare i cartelli della Val di Susa in Val di Scusa ci pensiamo noi.

Pubblicato da Fulvio Grimaldi alle ore 17:53

GRANDI OPERE, GRANDE ’NDRANGHETA, PICCOLI CITTADINI. DAL 1943. —– GIALLO-VERDI, GIALLO-NERI, TAV: “CE LA MANGIAMO IO E TE LA TORINO-LIONE”ultima modifica: 2019-12-22T18:31:03+01:00da davi-luciano
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