NoTav: «Non esistono governi o Movimenti amici»

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Val Susa. Gli attivisti non si schierano sulla prospettiva di una nuova maggioranza 5S-Pd

L'ex governatore dem Sergio Chiamparino e la deputata Pd Maria Elena Boschi

 L’ex governatore dem Sergio Chiamparino e la deputata Pd Maria Elena Boschi

Dubbi e ancora dubbi, ma sopratutto un orgoglioso disinteresse verso le capriole politiche che avvengono a Roma: la Val Susa non si appassiona, rimane fredda e marchiata a fuoco dalle recenti delusioni. A questo si aggiunga il vago orgoglio di essere stata la causa del crollo politico del governo pentaleghista. Ma tutti sanno anche che la partita del Tav non è chiusa e, anzi, potrebbe essere riportata sotto i riflettori in tempi brevi.

L’Inea, l’agenzia della Commissione europea che presiede ai finanziamenti sulle infrastrutture ferroviarie della rete Tent, di cui fa parte la Torino – Lione, attende una risposta ufficiale e definitiva dal governo italiano, qualunque esso sia. La scadenza è fissata per il 30 settembre e non è ulteriormente derogabile. Se la risposta non arriverà, i finanziamenti sulla Torino – Lione potrebbero decadere.

La Val Susa attende gli sviluppi politici ferma sulla storica posizione del «non esistono governi amici» a cui, in questi giorni, è stata aggiunta la subordinata «e nemmeno partiti o movimenti». Ma, al di là delle posizioni tattiche, il movimento NoTav esprime un barlume di speranza che, grazie a qualche alchimia politica, il Tav possa essere rimesso in discussione. Paolo Prieri del Presidio Europa (Centro studi e documentazione del movimento NoTav che tesse le relazioni politiche) è il più esplicito: «Se ci sarà un accordo con il Pd quest’ultimo dovrà riconoscere che torna al governo grazie alla lotta NoTav che ha fatto cadere il governo. Abbiamo creato la cultura che lotta contro tutte le grandi opere inutili in Italia, ovvero l’elemento di maggiore divisione nel passato governo. Quindi la Torino – Lione, anche in virtù della scadenza del 30 settembre, deve essere messa sul tavolo subito e con chiarezza».

L’ala sinistra del movimento, invece, pare molto scettica rispetto a un cambio di prospettiva politica. Nicoletta Dosio: «Il meno peggio non è sempre il meglio. Speriamo in un cambio di prospettiva che metta in primo piano l’abrogazione dei decreti Sicurezza di Salvini, che colpiscono in maniera decisa la Val Susa e la nostra libertà di espressione e dissenso. Non credo però che il M5s abbandonerà un alleato di cui è stato fedele comprimario, al punto di sdoganare il Tav, nonché la vergognosa persecuzione dei migranti che osserviamo tutti i giorni su queste montagne. Come già detto in passato, la Val Susa insegna che l’unica cose che serve è una forza politica di sinistra vera, non l’ennesimo principe azzurro malato di narcisismo».

A tifare esplicitamente per un governo a sei stelle è la componente democratica della Val Susa che fa riferimento all’ex sindaco di Susa, Sandro Plano, uomo che per anni ha tenuto una solitaria posizione NoTav: «Spero che si possa formare un governo Pd e Cinque stelle, possibilmente senza Giuseppe Conte che si è dimostrato trasparente rispetto lo straripare leghista. I punti in comune ci sono, quelli che ci dividono possono essere affrontati. Il Tav è sicuramente importante, ma in Val Susa pensiamo anche e sopratutto alle differenze sociali abissali che rendono questo paese una polveriera. Se il posto di Salvini verrà preso da uomini di un partito che vuole redistribuire la ricchezza verso il basso sarò molto felice. Per il Tav sono stati fatti passi avanti molto gravi, da cui sarà molto difficile tornare indietro».

Dal mondo 5S della Val Susa, sempre più sgomento per i valzer romani, parla Francesca Frediani, capogruppo in regione: «Spero vivamente che il M5s non torni ad allearsi con la Lega di Salvini. Per il Tav e per i decreti sicurezza».

NoTav: «Non esistono governi o Movimenti amici»ultima modifica: 2019-08-24T22:13:31+02:00da davi-luciano
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