Io, diciottenne della Val Susa, racconto il Tav

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di Matteo Angelo Lauria | 8 AGOSTO 2019

Numerose sono le questioni che ruotano attorno alla realizzazione del Tav, partendo dallo spinoso tema ambientale, ma non intendo soffermarmi sull’impatto fortemente negativo che la sua realizzazione avrebbe sull’ecosistema della Val di Susa e neppure sulle conseguenze sulla popolazione (incluso me, diciottenne della Valle), come la perdita di falde acquifere importanti per le zone circostanti il cantiere di Chiomonte e il temuto pericolo dell’amianto.

Vorrei porre l’attenzione sulle parole dei deputati leghisti, i quali affermano che l’alta velocità diminuirà sensibilmente l’inquinamento dell’aria e, soprattutto, porterà a una maggiore sostenibilità. Si tratta di propositi sicuramente nobili, ma, valutando i tempi necessari per il completamento della tratta, che secondo le stime attuali vedrà la luce nel 2035 circa, i 15/20 anni interessati dagli scavi richiederanno un grande passaggio e movimento di camion e tir per lo smaltimento delle macerie, che non diminuiranno assolutamente l’inquinamento; anzi, non faranno altro che aumentarlo. Chi risanerà, quindi, 15/20 anni di emissioni e di carburanti alle stelle per trasporto su strada di tutti i mezzi connessi alla costruzione della galleria?

Altra questione calda è quella politica: in un’Italia che si sbriciola in assenza di prevenzione geologica, in un’Italia in cui mancano molti servizi, o se ci sono, risultano insufficienti, in un’Italia in cui i terremotati di Amatrice e dell’Aquila attendono ancora l’intervento concreto delle istituzioni, in un’Italia in cui Matera diventa Capitale della cultura europea ma i turisti non possono arrivarci perchè c’è la stazione ma non il treno, il nostro unico vitale interesse è il Tav?

Un’altra riflessione su cui vorrei soffermarmi è la seguente: durante le elezioni per il nuovo presidente della Commissione europea, avvenute il 16 luglio scorso, la Lega ha gridato “al tradimento” contro i suoi alleati grillini, dichiarando che essi votarono a favore di una candidata, ovvero Ursula von der Leyen, osteggiata dal Carroccio. Tuttavia, allo stesso tempo, la Lega promuove e chiede di andare avanti su un’opera ad alta velocità richiesta in primis dalla Francia di Macron (duramente attaccata dal vicepremier leghista) e dalla stessa Unione europea di cui è divenuta il capo la von der Leyen criticata dai leghisti: divertente, no? E a tutti coloro che chiedono di rispettare i trattati internazionali ed europei, bisognerebbe ricordare che si tratta di accordi firmati da governi precedenti, passati, ovvero non stipulati dall’attuale maggioranza, e da un’Europa che il governo gialloverde ha espresso più volte di voler cambiare. Che il vento di tempesta italiano che si doveva abbattere su Bruxelles si sia trasformato in flebile brezza?

Per non parlare dell’aspetto economico e tecnologico della linea: miliardi di euro dei cittadini italiani che, invece di essere utilizzati per una tratta ormai vecchia e non prioritaria per il Paese, dovrebbero essere investiti in infrastrutture nuove, nella messa in sicurezza dei cavalcavia, nel risanamento della sanità pubblica e nella prevenzione di disastri idrogeologici (a questo proposito, vorrei ricordare la tragica alluvione del Tanaro nel 2016 in Piemonte, uno fra i tanti esempi di mal salvaguardia del territorio). Quando verrà completata, la Torino-Lione non potrà che essere minimizzata dalle nuove tecnologie che avanzano giorno dopo giorno ed essere, di conseguenza, declassata a normale mezzo di trasporto merci come ve ne sono tanti già adesso. Altro che progetto al passo con i tempi, visto che il trasporto merci è e diventerà sempre più imponente in un futuro quanto mai prossimo tramite mastodontiche navi mercantili e portaerei oggigiorno in fase di sperimentazione. È su queste tecnologie che bisognerebbe investire per rimanere, come molti chiedono, al passo con i tempi!

di Matteo Angelo Lauria

Io, diciottenne della Val Susa, racconto il Tavultima modifica: 2019-08-08T11:51:16+02:00da davi-luciano
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