La sindaca pensa a Schellino come vice per mediare fuori e dentro il Comune

https://www.lastampa.it/torino/2019/07/17/news/la-sindaca-pensa-a-schellino-come-vice-per-mediare-fuori-e-dentro-il-comune-1.37069366

La titolare del Welfare è la più probabile sostituta di Montanari, di cui è l’antitesi: poche parole e molto lavoro oscuro


Sonia Schellino, 53 anni, a sinistra, con la collega Francesca Leon

Se vorrà evitare la fine anticipata della sua avventura, domani, quando incontrerà la sua maggioranza, Chiara Appendino dovrà mettere da parte la mazza metaforicamente impugnata lunedì in Sala Rossa e spargere qualche carezza alla sua maggioranza. E dovrà concedere qualcosa a una truppa più divisa che mai, tra chi la appoggia in maniera incondizionata (anzi da tempo aspettava una scossa), chi si è sentito umiliato dopo essersi dannato per assicurare la compattezza del gruppo in questi anni e chi non vuole abdicare ai suoi principi e ideali. Serve un compromesso: per andare avanti ma anche per scegliere con chi.

La sindaca deve nominare un nuovo vice e un assessore all’Urbanistica. E dovrà scegliere figure di mediazione con i suoi consiglieri. Per il vice sindaco può optare per una scelta d’immagine, che rappresenti il nuovo corso, suo e della «contentezza» evocata da Luigi Di Maio. In quel caso la soluzione ideale è Paola Pisano, l’assessora all’Innovazione, stimatissima da Di Maio e al centro dei progetti cardine della Città. Pisano sconta però almeno tre debolezze: la gestione dell’Anagrafe nei mesi passati, l’ostilità di un pezzo non irrilevante della pattuglia grillina e della macchina comunale che mal digerisce i suoi modi spicci.

Non è una figura di mediazione. Lo è invece Sonia Schellino, la funzionaria di Compagnia di San Paolo chiamata nel 2016 come assessora al Welfare, ed è a lei che la sindaca sta pensando seriamente. Anche Fassino, nel 2013, dovendo cambiare vice sindaco scelse Elide Tisi, titolare del Welfare. Ma la ratio sarebbe molto diversa: Fassino cercava una terza via tra due opzioni forti (Lo Russo e Passoni), Appendino cerca invece una figura solida, capace di mediare ma anche di imporsi, stimata dentro e fuori da Palazzo Civico. E Schellino lo è: i consiglieri la rispettano, in questi tre anni ha saputo convincerli e domarli le poche volte in cui ce n’è stato bisogno. Le minoranze ne apprezzano il lavoro e quasi mai l’hanno attaccata (caso più unico che raro). Ha la stima dei corpi intermedi, che le riconoscono capacità di ascolto, raccordo e azione (vedi la gestione della polveriera Moi).

L’identikit c’è, resta da capire se la sindaca può incassare il via libera dei suoi. Ad Appendino però serve una navigazione tranquilla: un vice di poche parole e molta sostanza; un po’ il contrario di Montanari, per certi versi. Appendino deve trovare anche il suo successore all’Urbanistica: un nome possibile (ma non l’unico) sarebbe l’ex assessore Cinquestelle di Venaria Giuseppe Roccasalva, ricercatore al Politecnico. Di sicuro l’ex vice sindaco è destinato almeno per un po’ a fare da guastafeste. Nei prossimi giorni annuncerà un’assemblea pubblica: «Sarà un incontro per fare un bilancio di questi tre anni, ma non solo: cercherò anche di spiegare i motivi che stanno dietro alla mia defenestrazione». Sarà soprattutto un’adunata per riallacciare i rapporti con movimenti, comitati e – chissà – con i consiglieri dissidenti, all’insegna dell’opposizione alla svolta governista Di Maio e Appendino. Un’altra spina nel fianco per la sindaca.

La sindaca pensa a Schellino come vice per mediare fuori e dentro il Comuneultima modifica: 2019-07-19T21:56:36+02:00da davi-luciano
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