Crisi M5S a Torino, si allarga la distanza tra Appendino i ribelli della maggioranza

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Assessore all’urbanistica, nuovo vice, motovelodromo: ecco le spine della sindaca

di JACOPO RICCA

17 luglio 2019

La prima crepa è arrivata con l’ok alla riunione di maggioranza di domani. La seconda sarà cercare un vicesindaco che possa essere accettato dai consiglieri 5stelle, in questo momento il nome in cima alla lista è l’assessora al Welfare, Sonia Schellino. La linea dura della sindaca di Torino, Chiara Appendino, per risolvere la crisi, e smettere di amministrare “con il freno a mano tirato”, sembra incrinarsi ogni volta che uno degli esponenti della sua maggioranza lancia una bordata sui social, mostrando di non aver nessuna intenzione di rinunciare alla libertà d’opinione per adeguarsi alla nuova linea “governista” concordata con il capo politico, Luigi Di Maio.
La sindaca cerca di non dar peso alle sparate dei suoi e tiene sempre in caldo la carta delle dimissioni. Sia la scelta del nuovo assessore all’Urbanistica – carica per la quale resta caldo il nome di Giuseppe Roccasalva che ha già ricoperto questo ruolo a Venaria con il 5stelle Roberto Falcone – sia la nomina del vice di Appendino non arriveranno a breve anche perché la crisi, aperta con l’addio a Torino del Salone dell’Auto, potrebbe risolversi con la chiusura dell’esperienza della giunta pentestellata.

“Quello che dovevo dire l’ho detto in Sala Rossa. Ora attendiamo la riunione di maggioranza di giovedì” è l’unico commento che si concede Appendino. Ovviamente i suoi collaboratori monitorano con attenzione le dichiarazioni sui social network dei consiglieri dove i battibecchi tra lealisti della sindaca e critici si susseguono. Sono i profili Facebook infatti lo specchio di questa crisi e lo sa anche la sindaca che ha rilanciato la pagina che usava quando era consigliera d’opposizione e dove è ritratta a fianco di alcune delle figure più critiche con lei, come Daniela Albano. Anche l’ex presidente del consiglio comunale, uno dei 5stelle più influenti nel Movimento, Fabio Versaci lancia segnali “social”: la sua foto profilo fino a lunedì lo ritraeva accanto ad Appendino, ma da due giorni al suo fianco c’è l’ormai ex vicesindaco, Guido Montanari. “Non posso accettare che Appendino ci tratti come le minoranze – spiega Versaci – In 3 anni non ha mai fatto mancare il mio supporto politico e morale alla sindaca, se andrò alla maggioranza lo deciderò da qui a giovedì”.

Una strategia, non concordata, ma condivisa anche dai dissidenti come Maura Paoli e Damiano Carretto, altro 5stelle che ha lanciato un segnale via Facebook cancellando il suo profilo. Loro tacciono per evitare di prestare il fianco alla sindaca che aspetta solo una parola di troppo per chiederne l’espulsione o rassegnare le dimissioni dando loro la colpa. Parla invece la vicepresidente del consiglio comunale, Viviana Ferrero, nel mirino di Appendino per le sue critiche alla delibera di concessione ai privati del Motovelodromo di corso Casale. “Se Appendino voleva licenziare l’assessore incapace di aver gestito il Salone dell’Auto e incapace di aver programmato per tempo l’alternativa, come ad esempio un Motorshow green, allora ha sbagliato assessore, si trattava infatti dell’assessore al Commercio, Alberto Sacco – attacca – Se invece l’obbiettivo chirurgico è togliere la parte più a ‘sinistrà del Movimento per connotarlo a ‘destrà credo che ci sia ancora molto da fare” dice in un post, facendo capire di non voler mollare il Movimento, ma incassando i rimbrotti del presidente Francesco Sicari, che in un altro post sposa la linea Appendino.

La delibera sul  Motovelodromo per Appendino sarebbe il banco di prova, ma tutti – lealisti e non – sono pronti a votarlo, anche se con dei distinguo: “Non è certamente uno dei temi chiave su cui basare il proseguimento di questa amministrazione – ragiona Versaci – Na è un progetto che ha il mio pieno appoggio a cui so che l’ex vicesindaco Montanari ha lavorato con impegno e apertura nei confronti dei suggerimenti pervenuti dai cittadini e da noi consiglieri”. Come dire: quel voto non è una fiducia incondizionata alla sindaca.
E le contromosse non si limiteranno a un voto, volta per volta, in aula, affiancato da possibili fughe da confronti e scontri, domani per dire non ci saranno né Albano, né Federico Mensio, in vacanza, ma potrebbero disertare anche Paoli e Carretto. In quella riunione si discuterà del nuovo assessore e della carica di vice che Appendino pensa di affidare a Schellino, ex della Compagnia di San Paolo, dopo aver capito che né l’assessora all’Innovazione, Paola Pisano, né quello all’Ambiente, Alberto Unia, hanno il favore dei suoi fedelissimi. Schellino non ha avuto frizioni nemmeno con i dissidenti, ma dall’altro fronte potrebbe arrivare la proposta alternativa, cioè affidare il ruolo all’assessora alla Viabilità, Maria Lapietra. Un modo per blindare la revisione della Ztl prevista dal progetto Torino Centro Aperto che alcuni temono sia messo in discussione dal nuovo corso appendiniano. Su queste scelte però vogliono aver voce anche gli attivisti che hanno convocato per domenica 21 luglio un’assemblea straordinaria dove discutere della crisi e delle nomine. Non certo la fiducia incondizionata, insomma, che Appendino pretende per arrivare al 2021.

Crisi M5S a Torino, si allarga la distanza tra Appendino i ribelli della maggioranzaultima modifica: 2019-07-19T21:54:03+02:00da davi-luciano
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