Il nuovo braccio armato di Matteo in Europa

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giovedì 13/06/2019
Identità e Democrazia – Creato il gruppo “sovranista” con 73 deputati (il 5° nell’Europarlamento). L’ex M5S Zanni alla guida
Il nuovo braccio armato di Matteo in Europa

Si chiamerà Identità e Democrazia, vi aderiranno 73 deputati e sarà guidato da Marco Zanni, eurodeputato della Lega appena rieletto a Strasburgo.

Il nuovo gruppo parlamentare – stimato come il quinto in termini di grandezza nel nuovo Parlamento dopo popolari, socialisti, liberali e verdi – sorge sulle ceneri di Enl, acronimo per Europa delle nazioni e delle libertà.

La presentazione ufficiale stamattina nella sede del Parlamento europeo a Bruxelles.

Non si tratta di un mero rebranding (anche l’Alde, i liberali, ha cambiato nome in un più aggiornato Renew Europe, per soddisfare i deputati macroniani, ndr) per il vecchio raggruppamento di euroscettici e sovranisti fondato dalla leader francese Marine Le Pen.

Quando vide la luce, nel 2015, Enl aveva nel Front National il suo centro, attorno a cui ruotavano alcuni alleati minori, incluso Salvini.

Quattro anni dopo, i rapporti di forza sono cambiati. La delegazione leghista è composta di 28 parlamentari: seconda in termini assoluti dopo la Cdu di Merkel e il Brexit Party di Farage (entrambi a 29), ma soprattutto forte di 6 seggi in più rispetto al partito di Le Pen.

Di Identità e democrazia faranno parte formazioni collocabili nell’ambito dell’estrema destra nazionalista: 11 europarlamentari della tedesca AfD, 3 dell’austriaco Fpo, ancora 3 del belga Vlams Belang e poi a seguire 2 cechi dell’Spd, 2 The Finns, 1 del Partito del popolo danese e infine un estone di Akre. 

Nove nazionalità per 73 aderenti, quando Enl ne contava 36.

Classe 1986, Zanni fu eletto all’Europarlamento 5 anni fa come M5S, approdando poi al Carroccio, lui euroscettico e critico verso la moneta unica, dopo il fallito tentativo di adesione dei pentastellati al gruppo Alde – sostenitore dell’euro e dell’Ue federale.

Sono proprio i suoi ex compagni di partito a essere in difficoltà oggi – e con l’elezione di Zanni ancor di più

Senza possibilità di formare un gruppo proprio e respinti sonoramente dai Verdi, i pentastellati restano alleati di Nigel Farage nel vecchio gruppo Efdd, che tuttavia al momento non ha i numeri per restare in piedi. 

Zanni si è mosso come plenipotenziario di Salvini e negoziatore di alleanze, annunciando pochi giorni dopo il voto del 26 maggio che il leader di Brexit Party si sarebbe unito alla nuova alleanza.

Farage ha smentito, ma potrebbe cambiare idea, per non ritrovarsi da solo. 

La deadline del 2 luglio – quando verrà convocato il nuovo Parlamento a Strasburgo e si dovranno presentare i gruppi politici per procedere all’assegnazione delle cariche – è sempre più vicina.

Il nuovo braccio armato di Matteo in Europaultima modifica: 2019-06-15T22:11:38+02:00da davi-luciano
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