Tav e appalti, dopo Siri la Lega cala il contrattacco

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venerdì 10/05/2019

Vendetta – La guerra si sposta sul decreto Sblocca Cantieri: Torino-Lione prioritaria e addio alle gare fino a un milione di euro. I 5S: “Provocazione”

Tav e appalti, dopo Siri la Lega cala il contrattacco

Il Matteo Salvini che ha abbassato la testa su Siri indica sempre la luna: cioè il no alla cannabis libera, le autonomie ora e subito e la flat tax, che adesso sarebbe “mini” (si fa per dire, visto che costa 13 miliardi). Mortaretti elettorali, da far scoppiare prima di parlarne seriamente dopo il 26 maggio. Tanto l’ordigno vero, quello della vendetta per il sottosegretario revocato, si chiama Tav. La tratta ferroviaria Torino-Lione che al M5S fa paura come la kriptonite e su cui il Carroccio rilancia con un emendamento al decreto Sblocca cantieri, dalla prossima settimana in commissione in Senato per la conversione in legge. Ergo, lo scontro tra i gialloverdi può deflagrare prima delle urne. Anche sugli appalti, su cui il Carroccio cala altre proposte pesanti. Però la prima minaccia è il Tav.

Perché questa volta ci mette il timbro il viceministro leghista all’Economia Massimo Garavaglia, che lo dice alle telecamere del fattoquotidiano.it: “Il Tav sta andando avanti, non prendiamoci in giro. Prendiamone atto e finiamolo”. E buonanotte al contratto di governo, quello che parla di “ridiscutere integralmente il progetto”, e ai calcoli del M5S, convinto di aver rinviato quell’enorme problema. Ma il Carroccio fiuta l’ansia e azzanna. “Tutto ciò che accelera la realizzazione del Tav non può che essere sostenuto dalla Lega” assicura il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, piemontese. E d’altronde che stessero arrivando guai l’avevano capito già un paio di giorni fa nel M5S, quando a Palazzo Madama i leghisti non avevano voluto mostrare ai coinquilini di governo le loro proposte di modifica allo Sblocca cantieri. Poche ore dopo, il Carroccio ha depositato una trentina di emendamenti che un big del M5S definisce così: “Un elenco di provocazioni”. E la più urticante è ovviamente la proposta sulla Torino-Lione, che chiede la nomina di commissari per un elenco di opere “prioritarie ed emergenziali” tra le quali i “corridoi internazionali Ten-T” (acronimo che indica i corridoi transeuropei), i valichi alpini e le tratte ferroviarie internazionali. “L’unica opera che rientra in tutte e tre le categorie è il Tav” osserva un senatore a 5Stelle. Insomma l’assalto c’è. E infatti Garavaglia ci mette il carico: “Se aspettiamo ancora un po’ arrivano i francesi: scavano 20 metri al giorno. Mentre noi ci perdiamo Pil e posti di lavoro”. Ma anche gli altri emendamenti all decreto, già frenato da mille rinvii e liti, sono ostacoli.

Per esempio la Lega vuole riscrivere le soglie sugli appalti, stabilendo per i lavori tra 150 e 350mila euro una procedura negoziata con la consultazione di 10 operatori (5 nel caso dei servizi). Mentre oltre i 350mila euro e fino a un milione la procedura sarebbe negoziata ma con 15 operatori. Linea opposta a quella del M5S, che non a caso in un emendamento propone di abbassare la soglia massima del subappalto dal 50 per cento previsto dal decreto al 40 del valore dei lavori. Invece il Carroccio morde, anche sulle Province, di cui Di Maio vuole la cancellazione e che Salvini invece ha riabilitato. Per questo, la Lega invoca più soldi per gli enti locali: 60 milioni l’anno in più nel biennio 2019-2020, che salirebbero a 200 dal 2031. E nel M5S fanno facce scurissime. Ma i vertici ordinano il silenzio: “Non replicate, soprattutto sul Tav”.

Così pretende il capo, Luigi Di Maio: “Non bisogna abboccare alle provocazioni della Lega”. Ma Salvini spinge, innanzitutto sulla cannabis: “Mi aspetto che il 5Stelle Mantero ritiri la proposta di legge sulla droga libera”. E il senatore, già contrario a salvare il leghista dal processo per la Diciotti, risponde picche a Un giorno da pecora: “È una richiesta assurda”. Invece dentro il Movimento pensano già alla contromossa sullo Sblocca cantieri: “Se la Lega insiste, punteremo a far togliere tutti gli emendamenti, magari anche con la fiducia, e ad approvare così com’è il decreto in Senato, poi si vedrà”. Tradotto, alla Camera si potrà sempre modificare con calma, dopo la resa dei conti. Ossia dopo le Europee.

Tav e appalti, dopo Siri la Lega cala il contrattaccoultima modifica: 2019-05-21T09:51:51+02:00da davi-luciano
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