Sarà un primo maggio con bandiere No Tav

27 aprile 19 Stampa 

Il movimento si organizza per portare alla Festa dei Lavoratori migliaia di militanti dalla Val di Susa Meno quattro al primo maggio.

Ludovico Poletto

E il popolo che dice No al supertreno, al maxi cantiere per il collegamento in alta velocità tra Italia e Francia, ha già incassato il primo risultato. Vale a dire aver monopolizzato l’attenzione di tutti sulla sfilata del giorno della festa dei lavoratori. Sì, proprio monopolizzato.

Nel senso che ornai è chiaro che mercoledì prossimo, metà corteo sfilerà con le bandiere del No Tav sulle spalle. Una boutade? Niente affatto.

In valle di Susa c’è già chi sta preparando i bus per la trasferta torinese. E chi sostiene che un’altra grossa fetta del movimento polare è pronta ad arrivare in città anche in treno. Se le previsioni sono vere, il rischio che il primo maggio diventi la seconda grande manifestazione degli ultimi mesi in città all’insegna «no» all’Alta velocità è più che reale. Spostando così l’attenzione dai temi del lavoro in generale e della politica alla questione più divisiva degli ultimi tempi: la Tav, appunto.

Con il suo carico di significati .

E in prima fila nello spezzone del «No», a rubare l’attenzione alla politica cittadina e nazionale, ci saranno – con tanto di fascia tricolore – i primi cittadini dei comuni della bassa valle contrari all’opera. Con le rispettive amministrazioni. Se Sandro Plano, sindaco uscente di Susa, non ci sarà per ragioni che quel giorno lo portano lontano dal territorio, Nilo Durbiano – altro nome storico del movimento – non ha la benchè minima intenzione di mancare all’appuntamento.

Magari accanto al candidato sindaco – da lui stesso individuato – che potrebbe prendere il suo posto in comune a Venaus. E poi tutti gli altri, a far massa e a lanciare un segnale di dissenso alla politica regionale. «Oggi tutta schierata a favore del tunnel, per mere speculazioni di carattere elettorale».

Lo dice – sebbene con parole più dure Lele Rizzo, uno dei leader storici dell’area più movimentista del popolo del «No».

Uno che, negli ultimi quindici anni, non s’è perso un solo Primo Maggio o una manifestazione di valle.

E che la frase della CGIL di qualche giorno fa – «Nessuno metta le mani sulla festa dei lavoratori» – un po’ lo fa sorridere e un po’ arrabbiare.

Perchè, dice: «Hanno detto subito che andranno a parlare con polizia e carabinieri per la presenza dei No Tav. E questo non ha senso. Torino ha sempre ben espresso le due anime. E il corteo non è mai stato così asettico come loro dicono». È vero, anzi è verissimo, che le bandiere bianche con la – scritta rossa ci sono sempre state. Ma stavolta sarà differente.

Per almeno due ragioni. La prima è legata all’annuncio del movimento: «Ci prendiamo il primo maggio», ed in parte ci sono riusciti spostando l’attenzione di tutti verso quel tema.

La seconda è squisitamente legata ai numeri: se va come ipotizzano in valle, a Torino, quel giorno, ci saranno diverse migliaia di sostenitori del no.

Quasi a braccetto con la politica regionale. Quella che scende in campo pro Chiamparino (ad esempio le madamine) e quella che sostiene Cirio (ad esempio Mino Giachino e la sua lista dichiaratamente favorevole al progetto del collegamento veloce).

Insomma: un bel mix esplosivo. Lele Rizzo sorride davanti a queste preoccupazioni: «Se soltanto un annuncio è già riuscito a riaprire un dibattito che sembrava chiuso, significa che il tema è tutt’altro che scontato».

E aggiunge: «La questione Tav aveva un solo obiettivo: consentire ai partiti di posizionarsi nei confronti del governo. Dire sì è ideologico. Non porterà lavoro. Ed è per questo che parlarne al corteo del Primo maggio è essenziale». Ma vi prenderete il palco? «Non esageriamo: abbiamo già monopolizzato il dibattito». —

Sarà un primo maggio con bandiere No Tavultima modifica: 2019-05-01T22:52:44+02:00da davi-luciano
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