“Sconcertati da Conte Servono azioni eclatanti” Le imprese minacciano di bloccare la tangenziale

8 marzo 19 Stampa 

Domani vertice coi parlamentari sulla Torino-Lione. E rispunta la piazza

Claudia Luise

Una doccia gelata. Le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sorprendono il fronte delle categorie

Nel fronte torinese c’è sconcerto, soprattutto per alcuni elementi rimarcati dal premier. Argomenti che sostengono le tesi di chi dice no alla Tav, che gli industriali consideravano ormai superati. 

Uno su tutti, la fiducia ribadita nell’analisi costi benefici del professor Ponti – sconfessata in ogni occasione dalle 35 associazioni – salvo poi mitigare l’affermazione dicendo che «la scelta resta comunque politica». «Siamo pronti ad azioni eclatanti, ma davvero aspettano che blocchiamo la tangenziale? 

È la prima volta che davvero mi vergogno di essere italiano», dice a caldo il segretario generale di Confindustria Piemonte, Paolo Balistreri.

«Sono curioso di vedere le risposte di Salvini, mi sembra che Conte abbia recitato un copione sposando le pozioni del M5S senza prospettive sulla mobilità. Sono davvero imbarazzato», aggiunge. Lo spartiacque sarà l’11 marzo, quando Telt dovrà decidere se dare o no il via ai bandi di gara. Nel caso non succedesse le associazioni di categoria si «considereranno in stato di mobilitazione». 

Una mobilitazione che coinvolgerà «tutte le componenti del sistema rappresentato – imprese manifatturiere e dei servizi, di trasporto, del commercio, edili, agricole, oltre che i loro lavoratori -, sulla base delle possibilità proprie di ogni associazione e categoria produttiva». 

Ognuno nella forma che preferisce, quindi. «Conte si è rivelato non un presidente di sintesi ma dei 5S, voglio vedere nei fatti la Lega come si comporterà», aggiunge il presidente di Confindustria Piemonte Fabio Ravanelli.

Anche la neopresidente dell’Ance Piemonte, Paola Malabaila, ricorda come Telt «sia un organismo indipendente e come tale si ci aspetta che agisca» eppure se non dovesse avvenire, «stiamo seriamente valutando una mobilitazione che eventualmente verrà discussa nel consiglio nazionale dei costruttori in programma il 19 marzo». Intanto si avvicina domani, giorno in cui le categorie hanno organizzato un incontro con tutti i parlamentari piemontesi. Per ora le adesioni sono appena 15 su 66 ma si confida che i numeri crescano nelle prossime ore. Sono quasi tutti esponenti di Forza Italia, quattro del Pd e appena uno della Lega.

«Abbiamo capito che ci vogliono prendere per il naso fino alle elezioni – aggiunge il presidente dell’Unione Industriale, Dario Gallina – ma almeno sblocchino le gare. Noi ci mobiliteremo sicuramente, siamo preoccupati per il clima sempre più negativo». Corrado Alberto, presidente Api, lascia la porta aperta a «un moto d’orgoglio di Telt. Ma la credibilità dell’Italia sta precipitando». Mentre Mino Giachino dell’associazione sì Tav sì Lavoro, promotore della petizione online che ha raccolto oltre 112 mila firme torna a promettere: «Scenderemo in piazza più di prima per far capire al premier Conte che l’interesse nazionale era quello di costruire la Tav» e chiede a Salvini «se valga la pena sostenere ancora un governo del genere». 

Le madamine, una cui delegazione oggi incontra Giachino, per ora temporeggiano: «E’ una situazione grottesca, l’11 marzo è alle porte. Non possiamo permettere lo stop ai bandi senza manifestare il nostro dissenso».
Intanto i rappresentanti della Filca torinese sono a Bruxelles «per testare il polso europeo sulla vicenda. Temiamo davvero – spiega Gerlando Castelli – di rimanere tagliati fuori anche da tutti gli altri contributi per la mobilità del futuro». 
“Sconcertati da Conte Servono azioni eclatanti” Le imprese minacciano di bloccare la tangenzialeultima modifica: 2019-03-14T08:51:02+01:00da davi-luciano
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