L’ultima bufala sullo studio “pro Tav” di Ponti

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Tg e giornali rivelano uno studio della Trt a cui non ha lavorato. E calcola solo i benefici
L’ultima bufala sullo studio “pro Tav” di Ponti

Tra gli attacchi quotidiani agli esperti selezionati dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, ci mancava solo l’accusa di fare il doppio gioco. Giovedì il Tg di La7 ha rivelato uno studio che, a suo dire, “promuove il Tav”: è realizzato da due società, una delle quali è la Trt srl presieduta da Marco ponti, capo del team che ha redatto l’analisi costi-benefici che invece stronca l’opera.

La sintesi del servizio: “Ponti boccia il Tav e lo promuove in Ue”.

La notizia è stata ripresa da diversi giornali, che hanno alluso al fatto che Ponti si sia ben guardato dal firmarlo, al contrario di altri esperti della società. La realtà, manco a dirlo, è diversa.

Il ruolo di Ponti. Come spiega l’ad di Trt, Silvia Mafii, “Ponti non ha mai lavorato allo studio, né lo ha mai potuto vedere, visto che non è pubblico”.

Mafii ha già spiegato che Ponti “non riceve compensi per il suo ruolo né ha nessuna funzione operativa all’interno della società”, di cui è socio.

L’equivoco. Lo studio – consegnato prima di Natale a Bruxelles, che non l’ha pubblicato – non “promuove” il Tav Torino-Lione, che non viene mai menzionato se non in un allegato non disponibile; né dice se si deve fare o meno.

Non è il suo obiettivo. Il dossier non è un’analisi costi benefici, visto che contiene solo i secondi: è redatto per verificare l’impatto della rete principale Ten-T, Trans-European Transport Network, che costituisce i diversi corridoi, in termini di occupazione, tempi di percorrenza e benefici economici e ambientali. È di tipo macroeconomico e quindi viene positiva per definizione.

I risultati. Il dossier stima che queste reti genereranno 800 mila posti di lavoro, il Pil dell’Ue crescerà dell’1,6% in più, con 26 milioni di tonnellate di Co2 prodotta in meno.

Per l’Italia il beneficio è di 100 mila occupati. Il corridoio mediterraneo, di cui la Torino-Lione è parte, permetterà un risparmio di tempo del 30% per i passeggeri, del 44% per le merci.

La realtà. Lo studio analizza a livello macroeconomico gli impatti della realizzazione contemporanea al 2030 di tutti i corridoi Ten (in gran parte ferrovie ad alta velocità, ma anche porti, aeroporti etc.), cioè dell’investimento di 556 miliardi.

Che nel 2030 le reti siano completate è però inverosimile.

Per la Corte dei conti Ue non accadrà nemmeno nel 2050. I risultati dal lato trasporto, poi, sono coerenti con quelli dell’analisi costi-benefici di Ponti e colleghi.

E non sono entusiasmanti. I risparmi di tempo, per dire, sono calcolati sui corridoi nella loro interezza (quello mediterraneo è di 9 mila chilometri).

Le 26 milioni di tonnellate annue di CO2 in meno su tutti i corridoi, fatti di decine di migliaia di chilometri, sono un’inezia considerato che solo in italia ammontano a 106 milioni.

Anche la capacità di attrarre traffico non è sbalorditiva: quello passeggeri sui corridoi crescerebbe tra il 2,4% e il 5,7, quello merci tra lo 0,9 e il 3,1%.

Sulle lunghe distanze i valori si assottigliano a 1,5 e 0,9%. Con un calo di Tir e macchine su strada inferiore allo 0,5%.

L’ultima bufala sullo studio “pro Tav” di Pontiultima modifica: 2019-03-14T14:57:22+01:00da davi-luciano
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