Resa dei conti sull’alta velocità. Vertice di governo a Palazzo Chigi

https://www.iltempo.it/politica/2019/03/05/news/tav-vertice-governo-palazzo-chigi-conte-salvini-di-majo-toninelli-alta-velocita-torino-lione-1114169/

Conte, Salvini, Di Majo e Toninelli cercano l’accordo sul futuro dell’opera e dei bandi

Resa dei conti sull'alta velocità. Vertice di governo a Palazzo Chigi

Oggi a Palazzo Chigi il vertice sulla Tav. All’incontro partecipano il Presidente del Consiglio Conte, i due vicepremier Salvini e Di Majo e il ministro delle Infrastrutture Toninelli. All’ordine del giorno la scadenza dei bandi per la costruzione della Tav Torino-Lione e il futuro dell’opera. Riuscirà il governo a trovare la quadra o si andrà verso una crisi di governo? “Lo escludo. Secondo me troveranno una soluzione adeguata anche sul TAV come è stato trovato un po’ su tutto”. Questa la risposta di Claudio Durigon, parlamentare della Lega e sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ad Agorà Rai Tre, condotto da Serena Bortone, alla domanda se sulla TAV ci sarà la crisi di governo. Della stessa opinione anche gli esponenti grillini. “A tutti gli uccelli del malaugurio che si immaginano, che sperano, che auspicano che sulla TAV cada questo governo, che non ci sia un accordo tra Lega e 5 Stelle purtroppo li devo smentire. L’accordo si troverà e quindi il governo non cadrà”. Questa le parole di Emilio Carelli, parlamentare del Movimento 5 Stelle.

 Alberto Poggio
TAV Torino Lione, riepiloghiamo gli elementi fondamentali:
1)  Come chiaramente indicato, Telt non può avere alcun titolo o via libera (ancorché in silenzio-assenso) al lancio delle gare Tav. 
Qualora procedesse in tal senso, questo comporterebbe una grave e diretta
violazione degli accordi Italia Francia che sono legge vigente dello
Stato. Il Governo è direttamente responsabile dell’operato di Telt.
2)  I residui fondi UE (CEF) attualmente a disposizione per la Torino Lione sono già persi anche in presenza di proroga al 2020. Le attività finanziate sono in ritardo da anni a causa di comprovate inefficienze di Telt. 
La Commissione Europea e l’INEA sono perfettamente a conoscenza della situazione. 
Anche lanciando ora le gare Telt, saranno comunque obbligati a decurtare 
oltre 300 milioni di sovvenzioni assegnate. 
Tale situazione è l’esatta replica di quanto già visto nel 2013 (cfr Decisione C(2013) 1376 final – durante il Governo Monti): Telt (allora Ltf) perse circa 300 milioni di euro per la sua incapacità a completare le attività promesse.
3)  Come ampiamente riscontrato dalle analisi chieste, volute e pubblicate dal MIT, i costi certi della Torino Lione superano ampiamente i suoi potenziali benefici, sia dal punto di vista europeo che francese o italiano. 
Pertanto, qualora Telt procedesse comunque al lancio delle gare, questo si tradurrebbe in una completa sconfessione dell’operato dell’attuale titolare del MIT e dello suo staff. 
In base a quanto esplicitamente previsto dai Regolamenti CEF, Italia e Francia hanno tutte le prerogative per richiedere una revisione dei programmi di investimento sulla base di ACB che indichino il mutamento dei presupposti.
4)  Gli interventi di miglioramento e potenziamento della linea esistente sono urgenti e ineludibili. Dovranno essere realizzati in ogni caso. Il grave ritardo cui assistiamo è diretta responsabilità di chi doveva agire per tempo e non ha agito, a cominciare dai Commissari di Governo. 
L’attuazione di tali interventi è decisamente più rapida, cantierabile e a basso costo del Tunnel di Base. Una risposta immediata e pratica ai bisogni del mondo produttivo.
Il lancio delle gare Telt (con o senza clausole, notoriamente inapplicabili) sarà interpretato dal territorio come atto politicamente ostile e con conseguenze politiche irreversibili.
Resa dei conti sull’alta velocità. Vertice di governo a Palazzo Chigiultima modifica: 2019-03-05T18:16:53+01:00da davi-luciano
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