LE CLASH DU JOURNAL DANOIS ‘DAGBLADET’ AVEC LES RESEAUX PRO-ISRAELIENS DU LIKOUD

 

Luc MICHEL/En Bref/ 2018 08 10/

* Voir l’image sur Twitter …

LM.NET - EN BREF dagbladet vs likoud (2018 08 10) FR

Norvège :

L’envoyé israélien fustige un dessin dit « antisémite » de Netanyahu.

Deux précisions pour comprendre :

Dagbladet ce sont aussi les fameuses « caricatures de Mahomet’, où le journal danois a fait front à une opposition musulmane mondiale ; La caricature de Netanyahu, féroce, montre brutalement les liens entre les idéologies racistes du « édéveloppement séparé » (ségrégation US des Années 1965-1962 – Apartheid sud-africain – Lois raciales de Nuremberg nazies de 1933-1945) et la nouvelle Loi sur la caractère exclusivement juif d’Israël, combattue par les minorités – druzes, arabes -, et la gauche anti-Likoud. Une assimilation inacceptable pour le Likoud et ses alliés religieux d’extrême-droite.

Schutz a réclamé des excuses à Dagbladet. Netanyahu apparaît sous la forme d’une croix gammée, poussant un Druze d’un banc sur lequel est écrit “Pour les blancs seulement” !

L’ambassadeur israélien en Norvège  Schutz a appelé un quotidien du pays à présenter ses excuses et à supprimer une caricature publiée mardi qui, selon lui, « est antisémite ».

EN ARRIÈRE-PLAN, LA LÉGISLATION ADOPTÉE RÉCEMMENT DÉFINISSANT ISRAËL COMME « ÉTAT-NATION DU PEUPLE JUIF »

Ce dessin, apparu dans le journal Dagbladet, présente le Premier ministre Benjamin Netanyahu, dont le corps a la forme d’une croix gammée, poussant un membre de la communauté druze israélienne d’un banc sur lequel l’inscription « Pour les bancs seulement » est écrite.

Allusion brutale à la fois à la ségrégation US, aux Lois de Nuremberg et à l’apartheid. L’image voulait illustrer la législation adoptée récemment définissant Israël comme « état-nation du peuple juif ». Ce texte a entraîné la colère des Druzes et des autres groupes minoritaires qui affirment « qu’il favorise le caractère juif du pays par rapport à la démocratie et qu’il fait d’eux des citoyens de seconde zone ».

Dans un post publié sur Twitter, l’ambassadeur Raphael Schutz a qualifié la caricature « d’exemple d’imagerie antisémite la plus répugnante qu’il soit possible d’imaginer ». La caricature apparaissait encore sur le site de Dagbladet dans la soirée de mardi et rien n’indique pour le moment que le quotidien, réputé peu sensible au terrorisme intellectuel, soit déterminé à présenter des excuses.

LUC MICHEL/ ЛЮК МИШЕЛЬ/

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No TAV – Comunicato Stampa 10 agosto 2018 – L’ossessione del Chiampa . e le sette analisi costi benefici di Virano

Comunicato Stampa

PresidioEuropa No TAV

10 agosto 2018

http://www.presidioeuropa.net/blog/?p=16105

FACCIAMO CHIAREZZA !

L’ossessione del Chiampa e le sette Analisi Costi Benefici

CHIAMPARINO SU “LA STAMPA” DEL 6 AGOSTO 2018 PAG. 43

Sergio Chiamparino, 70 anni e nessuna ambizione per una panchina in un giardino e un quotidiano da leggere in pace. Solo un’ossessione, una guerra personale da combattere, fino alla morte (… dovranno passare sul mio corpo…), fare la Torino-Lione.

Le malelingue penseranno che la sua guerra non sia poi tanto personale, ma a noi piace pensare che la sua sia solo una fissazione senile.

Il Chiampa annuncia il 5 agosto di aver ricevuto dal grande architetto (la massoneria non c’entra, sia ben chiaro…) sette ACB – Analisi Costi e Benefici, del progetto Torino-Lione, accompagnata da una dichiarazione di autenticità, ma sei sono finte ACB e una è sbagliata.

In realtà il Chiampa ha una sola ACB, quella contenuta nel Quaderno dell’Osservatorio n.  8 datato dicembre 2011, quella sbagliata.

Il ministro Toninelli annuncia intanto di volere fare uno studio aggiornato del progetto, ma il Chiampa non si fida dei tecnici del MIT e vuole aprire un conflitto di competenze tra la Regione Piemonte e il Governo centrale, affermando che i conti che lui esibirà saranno quelli belli e giusti a favore della Torino-Lione.

Ogni ossessione guerriera deve essere condita da piani di battaglia dettagliati e allora Lui si affida addirittura al Politecnico di Torino. Così la sua guerra terrà dietro al baleno muovendosi ad alta velocità da Genova a Rotterdam, da Barcellona a Kiev. Meglio di Napoleone.

Ecco le cosiddette ACB, ovviamente “tutte con esito positivo”, come afferma il Chiampa che certamente non le ha esaminate:

– l’ACB del 2011 pubblicata sul Quaderno dell’Osservatorio n.  8 per l’asse ferroviario Torino Lione, piena zeppa di grossolani errori d’analisi da tempo denunciati,

– le altre sette sono semplicemente delle vecchie relazioni che solo i non addetti ai lavori credono si tratti di vere e proprie ACB:

  1. Una Relazione generica della CIG – Commissione Inter Governativa, italo-francese del 2000,
  2. Una relazione di Valutazione socio-economica del progetto preliminare chiesta nel 2003 da LTF a PwC-Nestear,
  3. Una relazione di Valutazione Socio-economica chiesta da LTF a PwC nel 2006,
  4. Una relazione degli studi di LTF sul progetto Torino-Lione chiesta nel 2006 dalla Commissione Europea DG Tren a ECORYS Nederland BV (NL), con COWI (DK), ECN (NL), Ernst & Young Europe (B) and Consultrans (ES),
  5. Una relazione Valutazione socio-economica del progetto Torino-Lione consegnata da LTF nel 2010 alla CIG – Commissione Inter Governativa,
  6. Una relazione di Aggiornamento dell’analisi socio-economica ricevuta nel 2014 da CERTeT (Nota: tra gli estensori di questa relazione vi è il dr. Oliviero Baccelli che nel 2015 fu nominato Consigliere del CdA di TELT, probabilmente per ricompensarlo),
  7. Una relazione di Valutazione degli effetti economici del blocco temporaneo o definitivo del progetto Torino-Lione, senza data. (Nota: tra gli estensori di questa relazione vi è il dr. Oliviero Baccelli che nel 2015 fu nominato Consigliere del CdA di TELT probabilmente per ricompensarlo).

La sola ACB esistente è datata dicembre 2011 ed è stata secretata immediatamente dal Commissario Straordinario del Governo Mario Virano che ha poi dichiarato l’11 maggio 2012 nel corso di una riunione aperta del Consiglio Comunale di Rivoli : “Normalmente le Analisi Costi-Benefici servono per il decisore politico per scegliere, ma nel nostro caso hanno già scelto”. Questa sorprendente affermazione del funzionario Virano è la spiegazione della sua secretazione, compiuta per fare in modo che il Governo firmi l’Accordo del 30 gennaio del 2012 senza disporre della ACB perché lui l’ha nascosta.

Il movimento No TAV è poi riuscito a procurarsi l’ACB e il 6 giugno 2012 l’ha pubblicata, cinque mesi dopo la firma dell’Accordo di Roma tra Italia e Francia del 30 gennaio 2012. Successivamente l‘Osservatorio ha finalmente pubblicato il Quaderno n. 8 che contiene l’ACB.

La secretazione dell’ACB del 2011 da parte di Virano è un delitto perché ha violato la norma prevista dall’art. 6.4 della Convenzione di Århus del 1998, ratificata dall’Italia e quindi legge delle Stato: “Ciascuna Parte provvede affinché la partecipazione del pubblico avvenga in una fase iniziale, quando tutte le alternative sono ancora praticabili e tale partecipazione può avere un’influenza effettiva.”.

La firma del 30 gennaio 2012 a Roma dell’Accordo con la Francia, avendo prima nascosto l’ABC, è stato un comportamento politicamente scorretto del Governo perché ha privato i cittadini del loro potere di influenzare ogni decisione, come richiesto dalla Convenzione di Århus.

Ma il Chiampa queste cose non le sa…

Tra l’altro, la sola ACB disponibile del 2011 oggi non vale più nulla perché il progetto Torino-Lione è stato  mutilato di tutte le nuove linee ferroviarie di accesso al tunnel di base in Francia e in Italia e non tiene conto delle mutate condizioni economiche dal 2011. Ma in più è zeppa di grossolani errori d’analisi. Ecco perché deve essere rifatta.

Ma il Chiampa non si fida della Commissione governativa e vuole aprire un conflitto di competenze tra la Regione Piemonte e il Governo centrale, affermando che i conti che lui esibirà saranno quelli belli e giusti a favore della Torino-Lione.

Come informa la busiarda del 6 agosto 2018, il Chiampa richiederà un nuovo studio al Politecnico di Torino, e si aspetta che contenga i risultati per vincere la sua guerra.

Così il PDemocratico Chiampa a quel punto crederà di essersi armato degli argomenti vincenti per la difesa degli interessi dei suoi amici promotori del progetto: Pininfarina, Agnelli, Besson, Berlusconi, Lunardi, Incalza, Renzi, Delrio e chi più ne ha ne metta.

Scommettiamo che lo studio del Politecnico di Torino rivelerà invece che il corridoio nord-sud è il principale asse dei trasporti in Europa, mentre gli altri sono itinerari secondari? Sarebbe una rivelazione sconosciuta solo al Chiampa.

Altri soggetti, quelli che hanno tenuto a bada l’avanzata del progetto impantanato da oltre cinque lustri non ostante tutti gli sforzi dei promotori, condurranno l’ossessionato Chiampa alla realtà, fornendogli i contro argomenti, quelli vincenti.

Questa agitazione chiamparina contro la realtà, e in spregio ad ogni confronto con i cittadini pensanti, dimostra che “La democrazia e la partecipazione sono i rischi che i partiti non vogliono assumersi”.

“Piemonte merce di scambio” Chiamparino sfida il governo

6 agosto 18

La Stampa

Il presidente della Regione chiede al Politecnico uno studio sulla Tav E critica la Lega: nei territori che governa le grandi opere non si fermano

Andrea Rossi

Sulle Olimpiadi rischia di raccogliere le briciole. Sui vaccini sta guidando la protesta delle Regioni. E sulle grandi opere- a cominciare dalla Torino-Lione – potrebbe essere l’unico territorio sacrificato sull’altare delle analisi costi-benefici. 
Il Piemonte rischia di fare da camera di compensazione delle due anime del governo. È l’unica regione del Nord dove la Lega non governa. Ed è l’unica, con il Lazio, il cui capoluogo è governato dal Movimento 5 Stelle. Inevitabile che, proprio in Piemonte, si scarichino le tensioni di una convivenza romana spesso difficile: nel resto del Nord la Lega imperversa, qui gli equilibri sono molto più fragili.
Ecco spiegato perché Matteo Salvini, uno che raramente usa giri di parole, dopo aver dato il via libera alle principali infrastrutture (Pedemontane, Terzo valico e Tap) sulla Tav sia stato molto più vago: «Bisogna calcolare fino all’ultimo centesimo».

Ed ecco spiegata la controffensiva lanciata ieri da Sergio Chiamparino: «Guarda caso per tutte le grandi opere su territori a guida leghista, o per le quali ci sono ordini superiori (il diktat di Trump sul Tap, ndr), l’analisi costi-benefici è stata già fatta: solo per la Tav bisogna contare fino all’ultimo spicciolo.

È chiaro che è oggetto di scambio politico dentro il governo». Il presidente della Regione, ultimo baluardo del Pd al Nord, da mesi è il terminale ultimo di chi vuole difendere gli interessi del territorio, si tratti di Olimpiadi o infrastrutture. E se il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli sta varerà una commissione di tecnici per valutare l’utilità della Torino-Lione, Chiamparino risponde con un controdossier.

«Un’analisi costi-benefici sul sistema delle grandi opere, anche perché quella governativa si annuncia già scritta, visto a quali amici del trasporto su gomma è stata affidata».
Allude Chiamparino al professor Marco Ponti
, docente del Politecnico di Milano in pensione, e al team che lo dovrebbe affiancare: il suo “discepolo” Paolo Beria, Francesco Ramella del Politecnico di Torino, Alberto Dufruca, Pierluigi Coppola di Tor Vergata.

A parte quest’ultimo, i “saggi” di Toninelli sono accomunati dal fatto di avere posizioni molto critiche verso il piano varato dall’ex ministro Del Rio per spostare il 30% del trasporto delle merci dalla gomma al ferro.

Considerano la ferrovia costosa e poco vantaggiosa per l’ambiente, e guardano con favore ai progressi dei sistemi di trasporto su strada.
Una sentenza già scritta, per Chiamparino: «Non voglio fare l’ennesima analisi: ne sono già state fatte sette e tutte con esito positivo», spiega. «Chiederò al Politecnico di Torino uno studio sul sistema delle infrastrutture, sui due corridoi europei che ci riguardano (Genova-Rotterdam e Barcellona-Est Europa) per misurare le potenziali ricadute: lavoro, attrazione di capitale, sviluppo».
Nella sua battaglia, Chiamparino trova molti alleati in Forza Italia, meno, paradossalmente, nel suo Pd. A parte Piero Fassino e Giacomo Portas dei Moderati, il silenzio è tombale, tanto che l’ex senatore Stefano Esposito è sconsolato: «C’è nessuno nel Pd? Pensano di dire e fare qualcosa. E chi ambisce alla successione di Chiamparino?».
Il presidente intanto cerca sponde nel governatore ligure Giovanni Toti (trovata) e in quello lombardo Attilio Fontana (più difficile).

E mette in guardia la Lega: «Nelle regioni del Nord-Ovest le grandi opere vanno avanti per tutti o si fermano per tutti».

Allude al Terzo Valico, l’alta velocità Genova-Milano realizzata in buona parte su territorio piemontese, che Salvini non mette in discussione: «Sia chiaro, non metteremo a disposizione le nostre cave perché si vada più veloce da Genova a Milano». 

LA GUERRE DE PARIS CONTRE MOSCOU POUR LE CONTRÔLE DE LA CENTRAFRIQUE (LE GRAND RETOUR DE LA RUSSIE EN AFRIQUE)

 

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE/

Flash Vidéo Géopolitique/ Geopolitical Flash Video/

2018 08 08/

vignette-eodetv-ruafroVI

Le Flash Vidéo du jour …

Le géopoliticien Luc MICHEL dans LIGNE ROUGE du 7 août 2018 sur AFRIQUE MEDIA

Sources :

* Sur EODE-TV/ LUC MICHEL :

CENTRAFRIQUE. PARIS VS MOSCOU

(LE GRAND RETOUR DE LA RUSSIE EN AFRIQUE VI)

sur https://vimeo.com/284014891

Thème de l’émission :

la guerre pour le contrôle de la République Centrafricaine entre la France et la Russie

Avec le géopoliticien Luc MICHEL qui répond aux questions essentielles :

* Premier joueur sur l’échiquier africain et centrafricain.

La Russie est de retour sur les champs de bataille de l’ancienne guerre froide en Afrique. Comment s’est fait ce grand retour après l’éclipse des Années 1991-2015 ?

* Second joueur, la France.

Celle de la « nouvelle Françafrique 2.0 » des Macron-Zinsou-Le Drian.

Quel scénario joue Paris, « nouveau shérif de l’Afrique » désigné par le Pentagone ?

* Troisième joueur, celui qui domine actuellement l’échiquier africain, les USA.

Comment Washington s’est réintéressé à l’Afrique après le tournant géopolitique américain en Afrique de 2007-2008 et la création de l’Africom ?

Entre « Printemps africain » et « diagonale stratéqique Djibouti-Dakar », quels sont les projets géopolitiques des USA en Afrique ?

* Comment la Centrafrique est-elle devenue l’épicentre du nouveau grand jeu géopolitique africain ?

Quels sont les plans et la stratégie de Moscou, qui a surgit en RCA, bousculant les projets franco-américains ?

* La guerre entre Paris et Moscou pour le contrôle de la Centrafrique est une réalité.

Quels sont ses caractéristiques ?

Comment expliquer l’assassinat des trois journalistes tués en Centrafrique, supposés enquêter sur le Groupe paramilitaire russe Wagner.

# VOIR LE DOSSIER « MOSCOU DE RETOUR EN AFRIQUE » SUR LUC MICHEL’S GEOPOLITICAL DAILY …

Nombreux liens vers analyses et videos sur le grand retour de Moscou en Afrique :

* LA RUSSIE EST DE RETOUR EN AFRIQUE : LES CONSEQUENCES GEOPOLITIQUES ET LE NOUVEAU ‘GRAND JEU’ AFRICAIN…

sur http://www.lucmichel.net/2018/06/17/luc-michels-geopolitical-daily-la-russie-est-de-retour-en-afrique-les-consequences-geopolitique-et-le-nouveau-grand-jeu-africain/

LUC MICHEL (ЛЮК МИШЕЛЬ) & EODE

(Flash Vidéo Géopolitique/

Complément aux analyses quotidiennes de Luc Michel)

* Avec le Géopoliticien de l’Axe Eurasie-Afrique :

Géopolitique – Géoéconomie – Géoidéologie – Géohistoire – Géopolitismes – Néoeurasisme – Néopanafricanisme (Vu de Moscou et Malabo) :

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GRANDI OPERE – Scalpo di Virano e nuovo tracciato: ecco la Tav a Cinquestelle (e Lega)

Cacciare il direttore di Telt e dare il benservito al commissario Foietta. Due richieste “pregiudiziali” poste dal M5s per non bloccare l’opera. Modifiche al progetto: via la stazione di Susa e il tunnel in bassa valle. La diplomazia “segreta” della Castelli

“Sulla Tav con Salvini troveremo un’intesa – dice risoluto Luigi Di Maio –. Io e Matteo ci capiamo al volo”. Una convinzione che ispira i messaggi tranquillizzanti che lo stato maggiore della Lega indirizza a quanti – dalle organizzazioni economiche, produttive e sociali alle forze politiche – esprimono una crescente preoccupazione per le sorti di un’opera appesa all’ambigua formulazione del contratto di governo. “La Tav si farà, vedrete, si farà”, garantisce Riccardo Molinari. Il segretario del Carroccio piemontese e capogruppo alla Camera ne ha parlato a lungo con il sottosegretario alle Infrastrutture e compagno di partito Edoardo Rixi, ricavandone ampie rassicurazioni. La quadra, insomma, si troverà. Anzi, le trattative per superare l’impasse e arrivare a un accordo sono più che mai in corso e l’ottimismo contrassegna entrambi i contraenti. Già, perché la posizione dei Cinquestelle è assai meno intransigente di quanto nelle dichiarazioni ufficiali vogliano lasciare intendere e l’analisi costi-benefici annunciata dal ministro Danilo Toninelli è poco più di un escamotage per prendere tempo: un gioco delle parti che serve ad alzare una cortina sulle negoziazioni e alzare il prezzo sulle contropartite da incassare.

Come la trova la quadra, Di Maio? Facendo ancora un po’ di melina, garantendo alla Lega che l’opera non si blocca e offrendo al suo elettorato (che deve far attenzione a non deludere troppo per non soccombere alle elezioni europee) qualche trofeo. È il piano segreto (ma non troppo) per cercare di salvare capra e cavoli che contempla anche rapporti “diplomatici” riservati che non verrebbero, probabilmente, ben accolti dall’ala dura del movimento. Come quello che vede protagonista la sottosegretaria del Mef, Laura Castelli. La parlamentare piemontese, in passato irriducibile No-Tav, avrebbe mostrato nei numerosi colloqui con partner di governo e persino con rappresentanti del “fronte nemico” una notevole duttilità. Incontri ben protetti da occhi e orecchie indiscrete, svolti lontani dai palazzi ufficiali, ospitati in studi professionali “amici”, una volta persino a due passi dal Vaticano. La ragazza, cui non difetta la spregiudicatezza politica, avrebbe messo sul tavolo le “condizioni” irrinunciabili per non bloccare l’opera: gli scalpi del commissario di Governo, Paolo Foietta, e del direttore generale del consorzio italo-francese Telt, Mario Virano, e una sostanziosa modifica del progetto, in particolare sul tracciato interno. “Non ho nessuna dichiarazione da fare. E con voi non parlo” è stata la risposta della Castelli allo Spiffero che intendeva raccogliere riscontri: pazienza, non è la prima né sarà l’ultima, anche a ricredersi.

Le due teste, quelle di Foietta e Virano, da far rotolare davanti alle tricoteuse grilline per accontentare le pulsioni viscerali del movimento, non sarebbero però sufficienti a giustificare il cambiamento della rotta, a far dimenticare i proclami di Toninelli, ad evitare l’accusa di tradimento dei No-Tav. Da qui la necessità di stravolgere il progetto o, almeno, dare l’impressione di aver imposto una radicale revisione (con annessi tagli dei costi). Una delle modifiche avrebbe in valle un sicuro impatto positivo sul fronte che si oppone alla Tav: si tratta della cancellazione della stazione internazionale di Susa, risparmio quantificabile in circa cento milioni. Un trofeo o, più realisticamente, un apprezzabile premio di consolazione.

La rivisitazione del progetto contemplata dal contratto di governo, che per l’ala dura e gran parte dell’elettorato grillino è sempre stata sinonimo di cancellazione della Tav, troverebbe attuazione anche in un’altra modifica: l’eliminazione del tunnel della Bassa Valle con l’utilizzo della linea storica tra Avigliana e Orbassano, dove è previsto il centro logistico. Non più una galleria sotto la collina morenica, che potrebbe vedere il passaggio di 300 treni al giorno, ma al massimo 120 transiti, e per di più tra i paesi, con tutto quel che ne conseguirebbe, in termini di disagi e di rischi. Ma per carità, piuttosto che mandare all’aria tutto quanto anche i tecnici più intransigenti potrebbero ammorbidirsi. Anche in questo caso verrebbero esibiti risparmi non certo importanti sul totale. Perché, va ricordato, la rivisitazione del progetto in chiave low cost fu già operata durante il Governo Monti che ha portato la previsione del costo della parte italiana agli attuali 1,7 miliardi, rispetto agli iniziali 3,8 in seguito al voto di una mozione di cui fu allora primo firmatario Stefano Esposito del Pd.

Il capitolo costi, cavallo di battaglia dei Cinquestelle dietro cui sistemare anche un’opposizione ideologica alla grande opera, potrebbe essere affrontato con risultati positivi alla luce di nuove possibilità. Il bilancio dell’Unione Europea 2021-2027 offre la possibilità di cofinanziamenti per le tratte nazionali di interesse europeo, nelle quali ricadrebbe ovviamente anche la Tav. Attingere dall’Ue una parte dei fondi attualmente in capo all’Italia (ovviamente in accordo con i cugini d’Oltralpe) troverebbe un ampio fronte politico e parlamentare e consentirebbe al M5s di appuntarsi sul petto una medaglia da esibire.

Nelle intenzioni di Salvini e Di Maio la “quadra” va trovata entro la fine dell’estate, comunque prima dell’iniziativa annunciata da Sergio Chiamparino: smontare la chiamata alle armi del fronte favorevole alla Tav sottrarrebbe al governatore piemontese una delle più potenti frecce di propaganda proprio alla vigilia del voto regionale. E per i Cinquestelle stemperare l’effetto di quella parte dell’elettorato trinariciuto che, sentendosi tradito sulla promessa di bloccare la Tav, potrebbe vendicarsi nelle urne.