Le savianate

Terribilmente coerente nello stare sempre dalla parte sbagliata, senza capire e sapere mai una fava di ciò per cui lo pagano per (s)parlare. Scegli anche tu la tua Savianata “geopolitica” preferita!

su Assad…
“Nonostante continui a negare, Assad sta usando armi chimiche. Gas che uccide lasciando soffocare le persone nella propria saliva”. (8/04/18)
Su Gheddafi…
“(Gheddafi) era un guerriero, un sognatore, che diventa un tiranno selvaggio e spietato. Un magnate di petrolio multi-milionario e un oppressore vizioso” (2017)
Sul Chavismo….
“Tutta la mia solidarietà a chi in Venezuela sta contrastando la dittatura chavista di Nicolás Maduro (..)il chavismo (…) ha portato a una nuova casta corrotta e potente, a un’egemonia della comunicazione, a violenza nelle strade, a dissidenti in galera.”
Su Israele…
Sono con Israele per indole e per le mie origini.Uno stato moderno (..) una democrazia sotto assedio…piena di tolleranza…che più degli altri accoglie la comunità gay…i profughi dai paesi arabi…” (2010)
Su Putin….
“Putin costituisce per l’Europa un pericolo maggiore dell’Is, minaccia l’esistenza stessa dell’Europa. Putin ha fisiologicamente bisogno del crollo delle sue istituzioni. La sua strategia è creare e alimentare il caos. Per questo ha puntato sulla guerra in Siria, un conflitto che ha messo in moto un numero impressionante di rifugiati che fanno pressione sui confini dell’Europa mettendone a dura prova la tenuta e la stabilità”. Angela Merkel è la sua principale avversaria, Kasparov la considera invece “l’unico vero politico coraggioso oggi in Europa”. Inoltre, aggiunge, essendo nata e cresciuta nella Ddr, sa che cos’è la mentalità comunista, sa come lavora il Kgb e sa quali sono le modalità con cui vengono gestiti gli oppositori politici.(…) Questa, dunque, la strategia che bisognerebbe adottare con Putin. Inaspettatamente costringerlo a una capitolazione, anche piccola, e questa sarà sufficiente a far crollare il suo impero.”( “Io e Kasparov, scacco ai dittatori”)
Su Venezuela e Ucraina….
“Dobbiamo cercare di astrarci da tutto questo e comprendere che un governo corrotto, un governo che non contrasta la criminalità organizzata, un governo che vieta le manifestazioni, che le reprime con la violenza, un governo durante il quale l’inflazione arriva al 50%, è un governo contro cui è legittimo manifestare, anche se è un governo di sinistra. E dobbiamo comprendere che le istanze della piazza vanno ascoltate anche se la piazza solidarizza con gruppi di estrema destra. Credo sia evidente – prosegue – che questa mia riflessione prenda spunto dalle repressioni delle manifestazioni in Venezuela contro il successore di Hugo Chavez, Nicolas Maduro e da quelle avvenute nelle stesse settimane in Ucraina. Due piazze differenti, due Paesi lontanissimi, due regimi differenti nella loro genesi, nel colore politico, nelle loro affiliazioni, che però hanno in comune moltissimo. Intanto in comune hanno un’arma che è stata tanto abusata quanto svuotata di ogni reale significato che è l’odio verso gli Stati Uniti. Un odio strumentale. In comune hanno il grado di corruzione delle istituzioni che è altissimo, e noi italiani possiamo comprendere quanto male si viva in un paese dove non esiste meritocrazia e tutto vada avanti grazie agli amici e agli amici degli amici. In ultimo la mancanza totale di contrasto allo strapotere delle organizzazioni criminali che hanno eroso dall’interno l’Ucraina e il Venezuela. Anche questo è un aspetto su cui noi italiani dovremmo provare empatia per queste piazze in rivolta, dal momento che mai il contrasto alle organizzazioni criminali è stato una priorità nel nostro Paese che è totalmente egemonizzato dalle tre più potenti organizzazioni criminali del mondo. Ecco perché non mi spiego tanta diffidenza..”
Su Trump…
“Alla manifestazione chiaramente stavo con loro, con i manifestanti, contro Trump, ma percepivo che il nuovo, il terribile e drammatico nuovo era Trump (…) Trump ha preso dalla televisione e dalla comunicazione dei social network un elemento fondamentale: vince chi riesce ad attrarre l’hater, l’odiatore, il fallito, la persona che non ce la fa e quindi incolpa gli altri per non essere stato accolto.
Di fronte a tutto questo disagio, Trump – ma anche la politica populista in Italia, Francia, Spagna, Grecia – risponde con dichiarazioni di massima irrealizzabili, può permettersi di fare affermazioni senza portare dimostrazioni, senza avere la necessità, per essere credibile, di illustrare come realizzerà il proprio proposito. Può limitarsi a dichiararlo.”
and more and more…
Janos Dex
Le savianateultima modifica: 2018-07-27T11:26:43+02:00da davi-luciano
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