Mille metri dentro la roccia la grande fresa trova l’Africa

21 giugno 18 FQ 

Tunnel del Brennero Viaggio nelle gallerie della maxi-opera: 230 km di scavi.

Il ministro Toninelli dà l’ok, ma restano i dubbi
Ferruccio Sansa inviato a Bolzano

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Africa comincia qui. Una riga scura nella roccia, a mille metri di profondità sotto le montagne di Fortezza, in Alto Adige. Alla faccia di sudtirolesi e italiani che in superficie lottano per il confine. Con buona pace dei leghisti. Sono loro gli invasori. 

La fresa che scava il tunnel ferroviario del Brennero ha trovato l’Africa sotto le Alpi: “Guarda come cambia la roccia”, indica Thomas Albarello (Bbt, Brennero Basis Tunnel) che segue la costruzione della grande galleria. Qui puoi toccare con la mano i due continenti che si incontrano: da una parte il granito della placca africana, dall’altra la roccia tenera del margine europeo. Ci vuole un attimo perché le pupille si abituino: fuori la luce abbacinante di giugno. 

Dentro il buio. Ma dopo qualche istante, scopri un mondo: il grande cantiere che giorno e notte lavora per completare l’opera da 8,38 miliardi entro il 2027.È un groviglio di gallerie dove si muovono camion e lavorano –solo nel primo tratto –600 persone. Poi improvvisamente la volta della galleria si apre come una cattedrale, alta decine di metri. Albarello mostra la mappa del più grande cantiere d’Europa: “Da Fortezza a Tulfes (Innsbruck) sono 64 chilometri. Ma bisogna scavare un tunnel per ogni direzione e la galleria di servizio.Totale: 190 chilometri. 

Più 40 di tunnel ausiliari, e siamo a 230. Ne abbiamo realizzato il 36%”. Il viaggio nelle viscere della montagna procede, il tunnel si stringe intorno a te, po
chi metri, appena lo spazio per passare tra le pareti e la grande fresa: un verme d’acciaio lungo trecento metri. Avanti, avanti insieme con gli operai. Nella galleria del treno si va avanti con l’esplosivo. Ogni tanto senti arrivare il botto, lo spostamento d’aria. D’un tratto ti ricordi dove sei: i tuoi ottanta chili contro milioni di tonnellate di pietra. La montagna intorno barrisce, gocciola, cigola, picchia. Allora la mano ti va verso il torace dove ti hanno sistemato un transponder per ritrovarti casomai succedesse qualcosa. Gli operai sembrano abituati anche se nel cunicolo hanno sistemato una cappelletta. 

Intanto il tunnel procede: “Dieci, quindici metri al giorn o”, spiega Alberto Paddeu del consorzio Btc che realizza gli scavi. Mancano dieci anni al l’appuntamento. Ma non è come per il Tav della Valsusa. Il tunnel del Brennero è andato avanti senza troppi clamori. “Abbiamo coinvolto a popolazione”, spiega Albarello. Oggi è il giorno di apertura al pubblico. Sembrano superate le preoccupazioni sullo smaltimento del materiale estratto: 21 milioni di metri cubi che finiranno in gran parte in una vicina depressione. Ma sull’utilità dell’opera ci si divide eccome: “Solo tra Innsbruck e Fortezza il tunnel farà risparmiare 55 minuti ai passeggeri e 75 alle merci. Ma riducendo la pendenza saranno possibili convogli più lunghi e capienti. Quindi più merce con costi minori.Così si sposterà il traffico dall’autostrada alla ferrovia”, sostiene Albarello. Verdi e M5S altoatesini non sono convinti: vero, oggi meno del 30% delle merci viaggia su rotaia. Ma si
poteva, sostengono, potenziare la vecchia linea e spostare il traffico in Svizzera. E poi, si dice, il tunnel servirà a poco se non si lavora sul resto della linea: il tratto da Fortezza a Ponte Gardena, circa 30 chilometri,è in fase di progettazione. Si sta anche studiando il nodo di Bolzano, ma a Trento e Rovereto la situazione sembra più in alto mare. 

Ma i dubbi non riguardano soltanto l’opera. C’è il potere che ruota intorno. Vedi il caso di Konrad Bergmeister, uomo dalle tante poltrone. Quello che Luis Durnwalder (Svp) aveva immaginato come suo successore alla Provincia di Bolzano. Bergmeister, titolare di un grande studio ingegneristico, è stato nominato presidente della parte austriaca di Bbt. Intanto è presidente della fondazione Sparkasse che controlla la banca cassaforte dell’Alto Adige. 

Ancora: è stato presidente dell’università di Bolzano e direttore dell’autostrada del Brennero. A sollevare la questione di opportunità erano stati i Cinque Stelle con il deputato, oggi ministro, Riccardo Fraccaro, e il consigliere provinciale, Paul Köllensperger: “Lo studio Bergmeister tra il giugno 2001 e il gennaio 2014 ha ricevuto 4,17 milioni di incarichi dalla ripartizione provinciale Strade e infrastrutture. In tutto 69 incarichi”. Fraccaro definiva il tunnel “inutile e costosissimo”. Ma pochi giorni fa il neoministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli (M5S) ha parlato di una “sfida fondamentale”

Caso chiuso, anche se i Cinque Stelle altoatesini sono stati presi in contropiede: il tunnel si farà.

Mille metri dentro la roccia la grande fresa trova l’Africaultima modifica: 2018-06-21T23:00:34+02:00da davi-luciano
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