Un laboratorio del Poli nel cantiere della Tav

16 dic 17 La Stampa :

Maurizio Tropeano

Il Politecnico di Torino, in collaborazione con Telt, la società incaricata della costruzione e gestione del tunnel di base della Torino-Lione, allestirà all’interno del cantiere della Maddalena di Chiomonte, un laboratorio dove studiare e sperimentare le innovazioni nel campo delle tecniche di costruzione, della sicurezza e dell’ambiente ma anche della messa a punto di un progetto per la valorizzazione dell’energia geotermica presente all’interno delle gallerie per «capire come beneficiare di queste fonti energetiche così come fanno in altri paesi», spiega Mario Virano, direttore generale di Telt.
In Svizzera, ad esempio, con le fonti di calore che arrivano dagli scavi del tunnel del Gottardo è stata messa a punto una serra tropicale e si allevano storioni e si produce caviale.

Si vedrà. Intanto Virano ha annunciato che il laboratorio sarà pronto nel 2019 quando dovrebbe essere completato l’ampliamento dell’attuale aria di cantiere alla Maddalena.

Ma già a gennaio 12 studenti, provenienti da sette paesi, del master in Tunneling e Tbm saliranno al cantiere di Saint Martin la Porte in Francia per una lezione sul campo su produzione di conci e la posa nella galleria geognostica da parte della tappa Tbm Federica. E il cantiere diventerà anche un set per la registrazione di video-lezioni.
La collaborazione tra Politecnico e Telt dura da alcuni anni ma ieri è stata trasformata in un’intesa valida per 5 anni che trasforma la tratta internazionale della Torino-Lione e il tunnel di base in oggetto di una partnership tecnico-scientifica tra Politecnico di Torino e Telt con progetti di ricerca, consulenze tecniche, master, dottorati e tesi di laurea in tutti i campi di attività relativi alla realizzazione dell’opera.
Secondo il rettore Marco Gilli «si tratta di un’importante occasione di formazione per i nostri studenti con la possibilità di progettare insieme percorsi formativi per dar vita a nuove competenze». L’Ateneo e Telt hanno intenzione di collaborare su specifici progetti di ricerca e di partecipazione congiunta a bandi e programmi in particolare europei. Secondo il professor Daniele Peila, direttore del master, avere «una palestra dove poter ascoltare la roccia» rappresenta un valore aggiunto per il master. 
La società e l’ateneo vogliono inoltre individuare azioni comuni per costituire un network di rapporti internazionali, a partire dalla Francia, per condividere le innovazioni a livello internazionale. E il vicerettore Bernardino Chiaia, referente del progetto, ha messo in luce come «cin sia un forte interesse cinese nei confronti della Torino-Lione».

Un laboratorio del Poli nel cantiere della Tavultima modifica: 2017-12-17T18:08:12+01:00da davi-luciano
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *